Caterina Ciavarrella (San Nicandro Garganico, 1976 - San Nicandro Garganico, 28 marzo 1981) è stata una bambina pugliese, vittima innocente della Strage di San Nicandro Garganico.

Biografia

Caterina era la figlia di Matteo Ciavarrella e di Incoronata Gualano. Il giorno in cui venne uccisa si trovava coi genitori e i fratelli, Nicola (17 anni) e Giuseppe (16 anni), nelle campagne di proprietà della famiglia. Era un sabato. Lì li attendeva Giuseppe Tarantino, 21enne rampollo dell'omonima famiglia, insieme ai suoi complici: l'intera famiglia venne trascinata in un casolare abbandonato e barbaramente uccisi.

Gli inquirenti trovarono macchie di sangue e tracce di pallettoni alle pareti, ma nessuna traccia dei corpi, che forse fuorno dati in pasto ai maiali. Tarantino compì quella strage perché Ciavarella aveva testimoniato contro di lui, rifiutando di fornirgli un falso alibi in un processo che vedeva Tarantino indagato per abigeato e per sconfinamento dei limiti territoriali.

Il coinvolgimento delle forze dell’ordine era stato interpretato come una rottura del tacito patto tra allevatori, che imponeva il non coinvolgimento di parti terze nel conflitto, scatenando la vendetta; tuttavia, l'uccisione di un'intera famiglia violava a sua volta quel codice culturale non scritto, tant'è che nella comunità agropastorale gli anziani dell'epoca commentarono così: «questo non è un garganico, è un giovane moderno che gira in motocicletta; e se è vero quello che ha fatto, per lui non ci sarà né pane né acqua»[1]. Il giovane, infatti, non trovò nessuna ospitalità sul promontorio da parte di pastori e contadini, nonostante in quel periodo l’area ospitasse diversi latitanti, tra cui Francesco Li Bergolis.

Alla fine del processo per la strage, Giuseppe Tarantino venne condannato all'ergastolo. Tuttavia, la condanna in ambito penale non estinse, anzi, la vendetta della famiglia Ciavarrella, dando inizio a una faida che dura ancora oggi e che ha portato quasi all'estinzione le due famiglie.

Bibliografia

  • Scionti, Francesca (2018). "Dissimulare l’anomia: Mafie locali e rifunzionalizzazione del modello tradizionale. Il caso della Mafia Garganica (Foggia)", in EtnoAntropologia, Vol. 5(2), pp. 59–98.
  1. La Gazzetta di Capitanata, 26/4/1981, citato in Scionti, Francesca (2018). "Dissimulare l’anomia: Mafie locali e rifunzionalizzazione del modello tradizionale. Il caso della Mafia Garganica (Foggia)", in EtnoAntropologia, Vol. 5(2), p. 70.