Pippo Fava: differenze tra le versioni
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Il 28 dicembre, ospite della trasmissione di Enzo Biagi "Filmstory", Giuseppe Fava rilascia la sua ultima intervista pubblica: | Il 28 dicembre, ospite della trasmissione di Enzo Biagi "Filmstory", Giuseppe Fava rilascia la sua ultima intervista pubblica: | ||
''Io ho visto molti funerali di Stato. Ora dico una cosa di cui solo io sono convinto, quindi può non essere vera: ma molto spesso gli assassini erano sul palco delle autorità'' | |||
=== Omicidio === | |||
La sera del 5 gennaio 1984, Giuseppe Fava aveva lasciato la redazione dei Siciliani per recarsi al Teatro Verga a prendere la nipote che recitava nello spettacolo "Pensaci Giacomino!". Verso le 22, in quella che adesso è stata rinominata Via Giuseppe Fava (allora Via dello Stadio), viene freddato con cinque colpi di pistola calibro 7,65 alla nuca, mentre ancora si trovava a bordo della sua auto, una Renault 5. | La sera del 5 gennaio 1984, Giuseppe Fava aveva lasciato la redazione dei Siciliani per recarsi al Teatro Verga a prendere la nipote che recitava nello spettacolo "Pensaci Giacomino!". Verso le 22, in quella che adesso è stata rinominata Via Giuseppe Fava (allora Via dello Stadio), viene freddato con cinque colpi di pistola calibro 7,65 alla nuca, mentre ancora si trovava a bordo della sua auto, una Renault 5. | ||
Inizialmente l'uccisione venne etichettata come delitto passionale, in quanto la pistola utilizzata non era la tipica arma impiegata dai sicari della mafia. Un'ulteriore pista fu quella del movente economico, a causa delle precarie condizioni in cui versava il giornale; tesi avallata dallo stesso sindaco di allora, Angelo Munzone che, sostenendo con fermezza che a Catania la mafia non esisteva, evitò le esequie pubbliche del giornalista alla presenza delle alte cariche cittadine. | Inizialmente l'uccisione venne etichettata come delitto passionale, in quanto la pistola utilizzata non era la tipica arma impiegata dai sicari della mafia. Un'ulteriore pista fu quella del movente economico, a causa delle precarie condizioni in cui versava il giornale; tesi avallata dallo stesso sindaco di allora, Angelo Munzone che, sostenendo con fermezza che a Catania la mafia non esisteva, evitò le esequie pubbliche del giornalista alla presenza delle alte cariche cittadine. | ||
== Processi == | |||
Poco tempo dopo però, la magistratura avviò i procedimenti giudiziari seguendo la pista che collegava le accuse lanciate da Fava nei suoi articoli sui rapporti tra i Cavalieri del lavoro catanesi e Cosa Nostra, in particolare con il clan dei Santapaola. Dopo un primo stop nel 1985, a causa della sostituzione del sostituto procuratore aggiunto per incompatibilità ambientale, il processo riprende a pieno titolo nel 1994. | Poco tempo dopo però, la magistratura avviò i procedimenti giudiziari seguendo la pista che collegava le accuse lanciate da Fava nei suoi articoli sui rapporti tra i Cavalieri del lavoro catanesi e Cosa Nostra, in particolare con il clan dei Santapaola. Dopo un primo stop nel 1985, a causa della sostituzione del sostituto procuratore aggiunto per incompatibilità ambientale, il processo riprende a pieno titolo nel 1994. | ||