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	<title>WikiMafia - Contributi dell&#039;utente [it]</title>
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	<subtitle>Contributi dell&amp;#039;utente</subtitle>
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		<title>Domenico Gabriele</title>
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		<updated>2018-04-07T11:38:38Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Nadisol: Creata pagina con &amp;quot;  &amp;#039;&amp;#039;&amp;#039;Domenico Gabriele&amp;#039;&amp;#039;&amp;#039;, detto Dodò (Crotone, 17 ottobre 1998 - Catanzaro, 20 settembre 2009), è stato un bambino vittima della ‘ndrangheta, ucciso p...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Domenico Gabriele&#039;&#039;&#039;, detto Dodò (Crotone, [[17 ottobre]] [[1998]] - Catanzaro, [[20 settembre]] [[2009]]), è stato un bambino vittima della [[‘ndrangheta]], ucciso per errore durante un agguato in contrada Margherita, a nord di Crotone. &lt;br /&gt;
[[File:Domenico gabriele dodo.jpg|200px|thumb|right|Domenico Gabriele]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Biografia ==&lt;br /&gt;
Domenico abitava in campagna, alle porte di Crotone, con il padre Giovanni e la madre Francesca. Intelligente e studioso, aiutava sempre i compagni meno bravi di lui. Anche per questo le maestre e il Preside dell&#039;istituto che frequentava lo premiarono come migliore alunno. Una delle sue grandi passioni era il calcio, tanto da non perdersi mai nemmeno un&#039;occasione per andare a giocare con i suoi coetanei.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== L&#039;omicidio, durante la partita di calcetto ===&lt;br /&gt;
Dodò concluse con ottimi risultati la quarta elementare. La sera del [[25 giugno]] 2009 il padre Giovanni lo portò in contrada Margherita, non molto distante dalla casa di famiglia, in una struttura sportiva composta da quattro campi di calcetto e circondata dalla campagna. Là era stata organizzata una partita di calcetto con amici e altre persone che Dodò e Giovanni non conoscevano bene. Complessivamente erano circa in 50. In porta si trovava Gabriele Marrazzo, 35 anni, un emergente luogotenente della mala locale&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.interno.gov.it/it/notizie/testimonianze-coraggio-dodo-vittima-ndrangheta-mentre-giocava-pallone Testimonianze di coraggio: Dodò, vittima della &#039;ndrangheta mentre giocava a pallone], Ministero degli Interni&amp;lt;/ref&amp;gt;, anche lui domiciliato dalle parti di Iannello, ufficialmente disoccupato e da poco tornato dalla Germania. La partita volgeva al termine, Dodò inseguiva il pallone e suo padre Giovanni si era fermato a bordo campo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A un tratto il buio fitto fu squarciato da bagliori. Si udirono i colpi di un fucile calibro 12&amp;lt;ref&amp;gt;riportato in Bruno Palermo, &#039;&#039;Al posto sbagliato. Storie di bambini vittime di mafia&#039;&#039;, Soveria Mannelli (CZ), Rubbettino Editore, 2015&amp;lt;/ref&amp;gt; caricato a pallettoni: l&#039;obiettivo dei killer era Gabriele Marrazzo, il quale, colpito al volto, morì all&#039;istante. Per un tragico errore rimasero ferite altre 9 persone, fra cui Giovanni e Dodò. Il bambino cadde a terra, gravissimo. La testa gli sanguinava copiosamente. Sul posto giunsero le ambulanze e le forze dell&#039;ordine. Dodò fu portato all&#039;Ospedale di Crotone e poco dopo trasferito d’urgenza presso quello di Catanzaro, nel reparto di Neurochirurgia. Gli altri feriti nell&#039;agguato, per fortuna, non erano gravi. Ma le condizioni di Dodò divennero disperate. I medici lo operarono prima al fegato per arginare le emorragie e poi al cervello per estrarre il piombo&amp;lt;ref&amp;gt;Conchita Sannino, Dodò, la colpa di vivere al Sud dove si muore per il calcetto, La Repubblica, 22/09/2009&amp;lt;/ref&amp;gt;, ma continuò a lottare fra la vita e la morte. Tuttavia, il 20 settembre 2009 il suo cuore smise di battere.  &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== I funerali ===&lt;br /&gt;
I funerali di Dodò furono celebrati il [[22 settembre]] 2009 presso il Duomo di Crotone dal vicario generale Monsignor Francesco Frandina. L&#039;allora sindaco Peppino Vallone proclamò il lutto cittadino. La Basilica era gremita. Qualche giorno dopo Francesca e Giovanni Gabriele ricevettero la visita di don [[Luigi Ciotti]], il fondatore di Libera.   &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Indagini e processi ==&lt;br /&gt;
Nell&#039;aprile 2010 i carabinieri del Comando provinciale di Crotone arrestarono i presunti autori dell’omicidio di Dodò, 7 persone detenute e un minorenne, con l&#039;accusa, a vario titolo e per ruoli diversi, di strage, associazione per delinquere di stampo mafioso, estorsione, detenzione e porto abusivo di armi, munizioni e materiale esplodente, detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, furto aggravato. In particolare l’accusa sostenne che a portare a termine la strage furono &#039;&#039;&#039;Andrea Tornicchio&#039;&#039;&#039;, 20 anni, e &#039;&#039;&#039;Vincenzo Dattolo&#039;&#039;&#039;, di 26, entrambi elementi di spicco della [[Tornicchio (&#039;ndrina)|&#039;ndrina Tornicchio]]; [[Francesco Tornicchio]], capo famiglia, venne invece identificato come il mandante. Tutti erano già stati arrestati nel settembre 2009 nel corso di un’operazione che decimò la &#039;ndrina.&amp;lt;ref&amp;gt;Bimbo ucciso sul campo di calcetto – A Crotone presi i killer delle cosche, La Stampa, 23/04/2010&amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Gli ergastoli ===&lt;br /&gt;
Nell&#039;agosto [[2012]] la Corte d’assise di Catanzaro condannò all&#039;ergastolo Andrea Tornicchio e Vincenzo Dattolo, assolvendo però Francesco Tornicchio. I primi due furono inoltre condannati al risarcimento dei danni per i familiari di Domenico Gabriele, il Ministero dell&#039;Interno, la Presidenza del Consiglio dei Ministri, la Regione Calabria, la Provincia ed il Comune di Crotone, tutti costituitisi parte civile&amp;lt;ref&amp;gt;Ergastolo per la morte del piccolo Dodò. La sentenza per la strage del campo di calcetto, il Quotidiano del Sud, 9 agosto 2012&amp;lt;/ref&amp;gt;. Nel maggio [[2015]] la Corte di Cassazione confermò gli ergastoli nei confronti di Andrea Tornicchio e Vincenzo Dattolo, ritenuti gli esecutori materiali della sparatoria. Francesco Tornicchio fu definitivamente assolto per la strage ma condannato al carcere a vita per l’omicidio di Michele Masucci, avvenuto all&#039;interno dello stabilimento Biomasse di Strongoli il [[29 novembre]] [[2007]]&amp;lt;ref&amp;gt;Il Crotonese, Strage dei campetti, la Cassazione conferma gli ergastoli, 13 maggio 2015&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== In sua memoria ==&lt;br /&gt;
Dal giorno in cui ricevettero la visita di don Luigi Ciotti, Francesca e Giovanni girano l’Italia per raccontare la loro storia. Incontrano studenti di ogni età, a partire da quelli delle scuole elementari per arrivare a quelli universitari. Continueranno a farlo, perché credono che il confronto con i ragazzi sia utile affinché tragedie come quella di cui fu vittima Dodò non accadano più&amp;lt;ref&amp;gt;Testimonianza resa da Giovanni Gabriele a Nadine Solano, per WikiMafia&amp;lt;/ref&amp;gt;. Ogni 25 giugno, su quel campetto in Contrada Margherita, Libera e la Figc Crotone organizzano un torneo di calcetto. Ogni 17 ottobre si celebra a Crotone la Giornata della legalità “&#039;&#039;Buon compleanno Dodò&#039;&#039;”. Nel settembre 2016 Giovanni e Francesca Gabriele hanno dato vita all&#039;Associazione Dodò, con l’obiettivo di contribuire alla crescita della coscienza civile e dello spirito sociale di Crotone e della Calabria tutta.  &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Note ==&lt;br /&gt;
&amp;lt;references&amp;gt;&amp;lt;/references&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Bibliografia ==&lt;br /&gt;
* Archivio digitale &amp;quot;la Repubblica&amp;quot;&lt;br /&gt;
* Archivio digitale &amp;quot;la Stampa&amp;quot;&lt;br /&gt;
* Bruno Palermo, Al posto sbagliato. Storie di bambini vittime di mafia, Soveria Mannelli (CZ), Rubbettino Editore, 2015&lt;br /&gt;
* Sito del Ministero degli Interni&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Categoria:Vittime di &#039;ndrangheta]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Nadisol</name></author>
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		<summary type="html">&lt;p&gt;Nadisol: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Nadisol</name></author>
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