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	<title>WikiMafia - Contributi dell&#039;utente [it]</title>
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		<title>Angela Gentile</title>
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		<summary type="html">&lt;p&gt;Leadermassimo: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;[[File:Angela-gentile.jpg|alt=Angela Gentile|miniatura|Angela Gentile]]&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Angela Gentile&#039;&#039;&#039; (Caserta, 1960 - Caserta, [[28 ottobre]] [[1991]]) è stata una giovane donna vittima di camorra, assassinata dal padre di sua figlia [[Domenico Belforte]], capoclan dei Mazzacane, su ordine della moglie [[Maria Buttone]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Biografia==&lt;br /&gt;
Angela Gentile proveniva da una famiglia umile ed era estranea a qualsiasi contesto camorristico. Lavorava come dipendente presso l’ospedale di Caserta e cresceva da sola la figlia avuta quando era diciottenne da Domenico Belforte, prima che questi si guadagnasse il soprannome di “&#039;&#039;Mimi ‘e Mazzacane&#039;&#039;”, diventando il fondatore del clan di camorra egemone a Marcianise e dintorni, noto sia come [[Clan Belforte]] o Clan Mazzacane.  &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I due si erano conosciuti da adolescenti, durante una serata in discoteca, e intrapresero una relazione che portò nel 1978 alla nascita di una bambina, Gianna, che Domenico però non riconobbe.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo la nascita della figlia i due si separarono. Belforte si sposò con Maria Buttone, mentre Angela continuò ad occuparsi autonomamente della figlia, con la quale viveva in simbiosi&amp;lt;ref&amp;gt;Saviano, Roberto (2024), &#039;&#039;Noi due ci apparteniamo. Sesso, amore, violenza, tradimento nella vita dei boss&#039;&#039;, Milano, Fuoriscena Editore, pag. 78.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il rapporto tra Angela e Domenico riprese agli inizi degli anni ’90, quando l’uomo, in carcere per la Strage di San Martino, che lo incoronò definitivamente boss di Marcianise, iniziò a inviarle delle lettere, manifestando la volontà di conoscere sua figlia, ormai tredicenne. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Il riavvicinamento con Belforte===&lt;br /&gt;
Dopo la sua scarcerazione nel 1991, Domenico e Angela riallacciarono i rapporti, sebbene lui fosse sposato con Maria Buttone. Non è chiaro se tra i due fosse ripresa una relazione sentimentale o meno, ma di fatto quello fu il momento in cui Angela Gentile e sua figlia Gianna ritornarono nella vita del capoclan. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Belforte era intenzionato a costruire un legame con la figlia, tanto da offrirle un sostegno economico e affittare per loro un elegante appartamento a Caserta. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo riavvicinamento scatenò però le ire di Buttone, che dopo aver provato invano a intimorire Angela (che le rispose: “&#039;&#039;zoccola, non mi fai paura&#039;&#039;”&amp;lt;ref&amp;gt;Liguori, Mary (2017), &#039;&#039;Il mattino, Uccisa perché ebbe figlia dal boss, Belforte e moglie verso il processo: «Ma no all’arresto, è affare di famiglia&#039;&#039;, Il Mattino, 1° dicembre [https://www.ilmattino.it/caserta/belforte_uccisa_figlia_boss_processo-3401642.html] &amp;lt;/ref&amp;gt;), mise il marito davanti a un’alternativa: o lo avrebbe lasciato, portando con sé i loro figli, oppure lui avrebbe dovuto uccidere Angela, facendo sparire il suo corpo per sempre. In cambio, lei avrebbe accettato di crescerne la figlia senza farle mancare nulla, come se fosse  la propria&amp;lt;ref&amp;gt;Nettuno, Attilio (2021), &#039;&#039;Amante del boss uccisa: ergastolo per Maria Buttone. Trent&#039;anni a Belforte&#039;&#039;, CasertaNews, 9 dicembre [https://www.casertanews.it/cronaca/camorra-omicidio-gentile-condanne-appello-marcianise.html]&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===L’omicidio===&lt;br /&gt;
Fu così che il [[28 ottobre]] [[1991]], al termine del turno di lavoro, Angela Gentile venne rapita nel parcheggio dell’ospedale da un gruppo di killer, che la uccisero e fecero sparire il suo corpo nel nulla, lasciando la sua Seat Marbella rossa parcheggiata lì. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Non vedendo arrivare la madre, la figlia Gianna tornò a casa da sola da scuola, ricevendo poco dopo la visita del padre che le spiegò che qualcuno aveva ucciso Angela come atto di ritorsione nei suoi confronti per fatti legati alla criminalità e che da quel giorno in poi lei avrebbe vissuto a casa sua con la moglie Maria&amp;lt;ref&amp;gt;Saviano, op. cit., p. 80.&amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===La vita di Gianna coi Belforte===&lt;br /&gt;
Nonostante la volontà della ragazzina di vivere con la nonna materna, Gianna fu costretta ad andare a vivere per 5 anni insieme alla famiglia del padre, benché non vi fosse alcun atto formale di adozione &amp;lt;ref&amp;gt;Citato in Liguori op. cit.&amp;lt;/ref&amp;gt;.  &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il nome di Gianna figura sullo stato civile della famiglia Belforte solo da quando lei compie 18 anni&amp;lt;ref&amp;gt;Liguori, Mary (2017).&#039;&#039;Uccisa dopo love story col boss la figlia di Belforte: «Chiedo verità»&#039;&#039;, Il Mattino, 7 dicembre [https://www.ilmattino.it/caserta/uccisa_dopo_love_story_boss_figlia_belforte_chiedo_verita-3414443.html]&amp;lt;/ref&amp;gt;.  &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In un’annotazione dell’Ufficio Minori della Divisione Anticrimine, arrivata dopo accertamenti ordinati dalla DDA di Napoli nel 1998, si legge che:   &amp;lt;blockquote&amp;gt;&lt;br /&gt;
«nel 1992 la moglie e la madre di Domenico Belforte si presentarono presso gli assistenti sociali della provincia. Le due, per conto dello stesso Domenico, ne chiesero l’affidamento. A tale richiesta le assistenti sociali, che non hanno mai informato il Tribunale per i minorenni di Napoli, produssero un’istanza al Giudice tutelare di Caserta per la nomina di un tutore per la minore. La pratica non ha avuto nessun esito» &amp;lt;ref&amp;gt;Ibidem&amp;lt;/ref&amp;gt;.  &amp;lt;/blockquote&amp;gt;La vicenda riguardava una delle famiglie criminalmente più potenti della provincia di Caserta, per questo motivo nessuno si interessò della vicenda e Gianna continuò a vivere a casa del padre fino a quando, una volta adulta e sposata, si trasferì in Emilia-Romagna, dove vive ancora oggi. Fu proprio a Rimini, mentre stava ospitando la matrigna Maria agli arresti domiciliari, che Gianna venne a conoscenza dalle autorità dello sviluppo delle indagini sulla morte della madre e che i responsabili erano proprio il padre e la matrigna.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Indagini e Processi ==&lt;br /&gt;
Le indagini sull’omicidio di Angela Gentile ebbero una svolta nel 2016 grazie alle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Michele Froncillo, che raccontò al sostituito procuratore della DDA di Napoli Luigi Landolfi il piano della Buttone per eliminare la sua rivale: «&#039;&#039;Mimì Belforte e Mino Musone uccisero Gentile e fecero sparire il cadavere per dare soddisfazione a Maria Buttone&#039;&#039;». Tali dichiarazioni vennero poi confermate anche dal collaboratore di giustizia Paolo Di Grazia&amp;lt;ref&amp;gt;Ibidem.&amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il 19 dicembre 2019 il Tribunale di Napoli condannò all’ergastolo Maria Buttone e a 30 anni di reclusione Domenico Belforte per l’omicidio di Angela Gentile. Nello stesso procedimento Maria Buttone venne anche riconosciuta come reggente del clan Belforte quantomeno dall’aprile 2016 all’agosto del 2017, durante la permanenza in carcere del marito&amp;lt;ref&amp;gt;CasertaNews (2020). &#039;&#039;Omicidio dell&#039;amante del boss, arrestata Maria Buttone. Una figlia nata dalla relazione clandestina&#039;&#039; [https://www.casertanews.it/cronaca/omicidio-amante-boss-arresto-buttone-figlia-relazione-clandestina-marcianise.html]&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il riconoscimento del metodo mafioso nell’omicidio di Angela Gentile, dapprima considerato come “&#039;&#039;una questione di famiglia&#039;&#039;”&amp;lt;ref&amp;gt;Liguori, op. cit.&amp;lt;/ref&amp;gt; venne riconosciuto dalla Corte di Cassazione che, chiamata a decidere sulla misura cautelare del carcere a seguito della condanna di primo grado, affermò: &amp;lt;blockquote&amp;gt;«l&#039;omicidio non fu causato dalla gelosia di una moglie che aveva scoperto l&#039;esistenza della relazione extraconiugale del marito, Domenico Belforte, a capo dell&#039;associazione camorristica di Marcianise, quanto dalla pretesa, rispondente a deprecabili logiche criminali di tipo mafioso, della moglie del capo clan di ottenere adeguata compensazione per aver subito un torto e accettato di accogliere in casa la figlia illegittima che il marito aveva avuto da quella relazione»&amp;lt;ref&amp;gt;Nettuno, op.cit.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;/blockquote&amp;gt;La sentenza di condanna venne confermata in secondo grado nel 2021, diventando poi definitiva nel febbraio 2024. Attualmente entrambi i coniugi sono sottoposti al regime carcerario ex art. 41 bis o.p. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il corpo di Angela non è stato ancora ritrovato, sebbene alcuni collaboratori di giustizia abbiano dichiarato che il suo cadavere «&#039;&#039;fu seppellito a Puzzaniello di Marcianise, vicino ai pilastri della strada detta ex Pontello&#039;&#039;» &amp;lt;ref&amp;gt;Liguori, Mary (2017). &#039;&#039;Il cadavere dell’amante del boss è sotto i pilastri di Puzzaniello&#039;&#039;, Il Mattino, 2 dicembre [https://www.ilmattino.it/caserta/cadavere_amante_belforte_sotto_pilastri_puzzaniello-3403731.html]&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Note ==&lt;br /&gt;
&amp;lt;references&amp;gt;&amp;lt;/references&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Bibliografia ==&lt;br /&gt;
* Archivio Caserta News.&lt;br /&gt;
* Archivio Il Mattino.&lt;br /&gt;
* Saviano, Roberto (2024). &#039;&#039;Noi due ci apparteniamo. Sesso, amore, violenza, tradimento nella vita dei boss&#039;&#039;, Milano, Fuoriscena Editore.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Categoria: Donne Vittime di mafia]] [[Categoria:Vittime innocenti delle mafie]] [[Categoria:Vittime di Camorra]] [[Categoria:Morti il 28 ottobre]] [[Categoria:Morti nel 1991]] [[Categoria:Vittime di mafia del 1991]] [[Categoria:Vittime di mafia di ottobre]] [[Categoria:Vittime di mafia del 28 ottobre]] [[Categoria:Lavoratori Vittime di mafia]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Leadermassimo</name></author>
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		<summary type="html">&lt;p&gt;Leadermassimo: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Angela Gentile&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Leadermassimo</name></author>
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		<title>Diego Passafiume</title>
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		<summary type="html">&lt;p&gt;Leadermassimo: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;[[File:Diego-passafiume.jpg|alt=Diego Passafiume|miniatura|300x300px|Diego Passafiume]]&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Diego Passafiume&#039;&#039;&#039; (Cianciana, [[16 luglio]] [[1952]] - Cianciana, [[22 agosto]] [[1993]]) è stato un imprenditore siciliano, vittima innocente di [[Cosa Nostra]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Biografia==&lt;br /&gt;
Piccolo imprenditore edile impegnato nel movimento terra anche per conto terzi, Diego Passafiume operava nella zona di Cianciana, paesino di poco più di 2mila abitanti in provincia di Agrigento, dove si era sposato con Maria Cicchirillo il [[22 agosto]] [[1974]] e dalla quale ebbe due figli, Gaetano e Francesco.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Rinomato per la sua bravura, per via della mancanza di lavoro nella sua zona aveva tentato di estendere le proprie attività al di fuori del comune di Cianciana, in particolare nei lavori della strada tra Cattolica e il suo comune, nella parte che insisteva nel Comune di Cattolica Eraclea&amp;lt;ref&amp;gt;Sentenza di 1° grado, p. 20.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Proprio a causa della sua buona reputazione e della sua volontà di espandersi, nelle settimane precedenti l&#039;omicidio cominciò a ricevere telefonate minatorie.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===L&#039;omicidio===&lt;br /&gt;
Il giorno del suo omicidio, il 22 agosto 1993, Passafiume si trovava alla guida della sua autovettura insieme alla moglie, &#039;&#039;&#039;Maria Chicchìrillo&#039;&#039;&#039;, la suocera, &#039;&#039;&#039;Giovanna Tuzzolino&#039;&#039;&#039;, e la nipote, &#039;&#039;&#039;Giovanna Barbiera&#039;&#039;&#039;, e i due figli di lei, &#039;&#039;&#039;Alfonso&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;Pietro&#039;&#039;&#039;, rispettivamente di cinque e otto anni. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;imprenditore aveva appena fermato l&#039;auto a 20 metri dall&#039;abitazione del cognato, dove lui e la moglie avrebbero festeggiato il proprio 19° anniversario di matrimonio, quando &#039;&#039;&#039;un commando di 4 killer&#039;&#039;&#039;, a volto scoperto e a bordo di un&#039;Alfa Romeo 164, affiancò l&#039;auto: l&#039;uomo seduto sul sedile anteriore lato passeggero aveva fatto fuoco con un fucile a pallettoni; scese quindi dall&#039;auto avvicinandosi a quella di Passafiume, sporgendosi dal finestrino di questa per vederne l&#039;interno e dare quindi il colpo di grazia alla vittima designata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nell&#039;incursione rimasero ferite anche la suocera e la nipote&amp;lt;ref&amp;gt;Pellino, Angelo (Presidente) (2025). Sentenza n. 2/2025 contro Sciara Filippo, Corte d&#039;Assise di Appello di Palermo - Sezione II, 16 gennaio, p. 6.&amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Indagini e processi==&lt;br /&gt;
Pur essendo evidente la matrice mafiosa dell&#039;omicidio, &#039;&#039;&#039;il caso rimase irrisolto per diversi anni&#039;&#039;&#039;, nonostante la presenza di testimoni oculari, in particolare della moglie Maria e della nipote Giovanna, le quali avevano reso fin da subito dichiarazioni utili, a partire dalla descrizione fisica di uno degli assassini&amp;lt;ref&amp;gt;Mazzara, Wilma Angela (Presidente) (2023). Sentenza n. 3/23 ontro Sciara Filippo, Corte d&#039;Assise di Agrigento - III Sezione, 15 dicembre, p. 8.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gli stessi Carabinieri che avevano effettuato le indagini, pur indicando quale possibile ambito cui ricollegare l&#039;omicidio al contesto degli appalti e subappalti nei lavori di movimento terra, e pur riferendo di incendi e danneggiamenti verificatisi ai danni di cantieri e di mezzi meccanici nel territorio di Cianciana, non avevano enucleato alcun significativo dato fattuale specificamente ricollegabile alla vittima ed alla sua attivita imprenditoriale&amp;lt;ref&amp;gt;Ibidem.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===La svolta nel 2016===&lt;br /&gt;
Nel tempo erano comunque emersi elementi significativi idonei a confermare che l&#039;omicidio fosse opera di Cosa Nostra, e in particolare ad alcuni suoi affiliati quali &#039;&#039;&#039;Giovanni Pollari&#039;&#039;&#039;, un imprenditore di Cianciana titolare di un impianto di calcestruzzi, &#039;&#039;&#039;Mario Capizzi&#039;&#039;&#039;, &#039;&#039;&#039;Giuseppe Renna&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;Filippo Sciara&#039;&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 8-9.&amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Infatti il collaboratore di giustizia &#039;&#039;&#039;Pasquale Salemi&#039;&#039;&#039; nel [[1997]] aveva indicato in Sciara, uomo d&#039;onore di Siculiana, il killer di Passafiume, sostenendo che avesse agito su mandato di Giovanni Pollari, anch&#039;egli uomo d&#039;onore di Cianciana: &amp;lt;blockquote&amp;gt;«Sempre a causa del sistema impositivo e violento da lui usato nella gestione dei suoi interessi economici, ricordo che Giovanni POLLARI ha fatto uccidere un piccolo imprenditore di Cianciana, del quale non ricordo il nome, che a suo avviso gli faceva concorrenza»&amp;lt;ref&amp;gt;ivi, p. 63.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;/blockquote&amp;gt;In un interrogatorio reso l&#039;anno successivo confermò la circostanza, dichiarando che Passafiume:&amp;lt;blockquote&amp;gt;«prendeva piccoli appalti e lavori, e possedeva credo un pala meccanica ed un camion. Non so perchè in particolare il Pollari, che io ben conosco, l&#039;avesse con lui. Ad eseguire l&#039;omicidio comunque sono stati Sciara Filippo e Capizzi Mario. Ciò ho appreso conversando direttamente con Sciara e con Renna Giuseppe, da cui ho appreso anche del coinvolgimento del Capizzi Mario nella esecuzione dell&#039;omicidio. I riberesi e quelli di Siculiana infatti si scambiavano i favori nella esecuzione dei delitti. L&#039;unica ragione della eliminazione del Passafiume era comunque quella di &#039;&#039;&#039;fare un favore al Pollari&#039;&#039;&#039;, che come ho già detto era consigliere del mandamento di Santo Stefano Quisquina»&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 65.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;/blockquote&amp;gt;Tuttavia, l&#039;indicazione di Salemi rimase senza riscontro finché nel [[2016]] alla moglie e alla nipote di Diego era stato mostrato dall&#039;avvocato un album fotografico in originale contenente le foto di vari uomini d&#039;onore dell&#039;agrigentino coinvolti nell&#039;operazione &amp;quot;&#039;&#039;Akragas&#039;&#039;&amp;quot; tra cui anche quella di  Filippo Sciara, riconosciuto subito dalle due&amp;lt;ref&amp;gt;Ibidem.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per quanto riguarda invece Giovanni Pollari, fu al centro di altre indagini per omicidio nell&#039;area della c.d. &amp;quot;bassa Quisquina&amp;quot;, in particolare quelle sulla morte di Ignazio Panepinto, titolare di una cava di materiali inerti in Bivona, e di suo fratello, di Antonino Di Girgenti ad Alessandria della Rocca, nonché del duplice omicidio di Giovanni Carbone ed Emanuele Sedita, per conto del quale Passafiume aveva svolto dei lavori di trasporto. Le ulteriori e differenti indagini svolte nel tempo sulla figura di Pollari avevano consentito di fare luce su vari fatti criminosi&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi p. 21.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A confermare le dichiarazioni di Salemi furono anche i collaboratori di giustizia &#039;&#039;&#039;Luigi Putrone&#039;&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 74 e ss.&amp;lt;/ref&amp;gt;, &#039;&#039;&#039;Maurizio Di Gati&#039;&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 78 e ss.&amp;lt;/ref&amp;gt;, &#039;&#039;&#039;Giuseppe Salvatore Vaccaro&#039;&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 85 e ss.&amp;lt;/ref&amp;gt; e &#039;&#039;&#039;Calogero Rizzuto&#039;&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 87 e ss.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le loro testimonianze diedero modo di accertare come la famiglia Passafiume fosse estranea a qualsiasi contesto criminale o collusione con Cosa Nostra.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Le condanne===&lt;br /&gt;
A causa del decesso di Pollari, il processo che si aprì vide come imputato solo Filippo Sciara, condannato al termine del primo grado il [[15 dicembre]] [[2023]] all&#039;ergastolo, pena confermata in Appello il [[16 gennaio]] [[2025]] e in Cassazione il [[5 novembre]] dello stesso anno. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Note==&lt;br /&gt;
&amp;lt;references&amp;gt;&amp;lt;/references&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Bibliografia==&lt;br /&gt;
* De Marzo, Giuseppe (Presidente) (2025). Sentenza n. 659/2025 contro Sciara Filippo, Suprema Corte di Cassazione - Sezione I, 5 novembre.&lt;br /&gt;
* Mazzara, Wilma Angela (Presidente) (2023). Sentenza n. 3/23 ontro Sciara Filippo, Corte d&#039;Assise di Agrigento - III Sezione, 15 dicembre.&lt;br /&gt;
* Pellino, Angelo (Presidente) (2025). Sentenza n. 2/2025 contro Sciara Filippo, Corte d&#039;Assise di Appello di Palermo - Sezione II, 16 gennaio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Categoria: Imprenditori]] &lt;br /&gt;
[[Categoria:Vittime innocenti delle mafie]] [[Categoria:Vittime di Cosa Nostra]] [[Categoria:Morti il 22 agosto]] [[Categoria:Morti nel 1993]] [[Categoria:Vittime di mafia del 1993]] [[Categoria:Vittime di mafia di agosto]] [[Categoria:Vittime di mafia del 22 agosto]] [[Categoria:Imprenditori Vittime di mafia]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Leadermassimo</name></author>
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		<updated>2026-09-28T21:30:44Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Leadermassimo: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&amp;lt;!-- =============== Novità =============== --&amp;gt;&lt;br /&gt;
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[[Diego Passafiume]] &#039;&#039;&#039;&amp;amp;middot;&#039;&#039;&#039; [[Angela Gentile]] &#039;&#039;&#039;&amp;amp;middot;&#039;&#039;&#039; [[Mafiosfera]] &#039;&#039;&#039;&amp;amp;middot;&#039;&#039;&#039; [[Mafie in Emilia-Romagna]] &#039;&#039;&#039;&amp;amp;middot;&#039;&#039;&#039; [[Rita Borsellino]] &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Voci sostanzialmente modificate di recente:&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Giuseppe Graviano]] &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
}}&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Leadermassimo</name></author>
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		<updated>2026-09-28T21:30:13Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Leadermassimo: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&amp;lt;!-- =============== Novità =============== --&amp;gt;&lt;br /&gt;
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&#039;&#039;&#039;Voci nuove in evidenza:&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Diego Passafiume]] &#039;&#039;&#039;&amp;amp;middot;&#039;&#039;&#039; [[Angela Gentile]] &#039;&#039;&#039;&amp;amp;middot;&#039;&#039;&#039; [[Mafiosfera]] &#039;&#039;&#039;&amp;amp;middot;&#039;&#039;&#039; [[Mafie in Emilia-Romagna]] &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Voci sostanzialmente modificate di recente:&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Giuseppe Graviano]] &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
}}&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Leadermassimo</name></author>
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		<title>Diego Passafiume</title>
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		<updated>2026-09-28T17:03:58Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Leadermassimo: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;[[File:Diego-passafiume.jpg|alt=Diego Passafiume|miniatura|300x300px|Diego Passafiume]]&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Diego Passafiume&#039;&#039;&#039; (Cianciana, [[16 luglio]] [[1952]] - Cianciana, [[22 agosto]] [[1993]]) è stato un imprenditore siciliano, vittima innocente di [[Cosa Nostra]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Biografia==&lt;br /&gt;
Piccolo imprenditore edile impegnato nel movimento terra anche per conto terzi, Diego Passafiume operava nella zona di Cianciana, paesino di poco più di 2mila abitanti in provincia di Agrigento. Rinomato per la sua bravura, per via della mancanza di lavoro nella sua zona aveva tentato di estendere le proprie attività al di fuori del comune di Cianciana, in particolare nei lavori della strada tra Cattolica e il suo comune, nella parte che insisteva nel Comune di Cattolica Eraclea&amp;lt;ref&amp;gt;Sentenza di 1° grado, p. 20.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Proprio a causa della sua buona reputazione e della sua volontà di espandersi, nelle settimane precedenti l&#039;omicidio cominciò a ricevere telefonate minatorie.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===L&#039;omicidio===&lt;br /&gt;
Il giorno del suo omicidio, il 22 agosto 1993, Passafiume si trovava alla guida della sua autovettura insieme alla moglie, &#039;&#039;&#039;Maria Chicchìrillo&#039;&#039;&#039;, la suocera, &#039;&#039;&#039;Giovanna Tuzzolino&#039;&#039;&#039;, e la nipote, &#039;&#039;&#039;Giovanna Barbiera&#039;&#039;&#039;, e i due figli di lei, &#039;&#039;&#039;Alfonso&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;Pietro&#039;&#039;&#039;, rispettivamente di cinque e otto anni. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;imprenditore aveva appena fermato l&#039;auto a 20 metri dall&#039;abitazione del cognato, di cui avrebbero festeggiato l&#039;anniversario di matrimonio, quando &#039;&#039;&#039;un commando di 4 killer&#039;&#039;&#039;, a volto scoperto e a bordo di un&#039;Alfa Romeo 164, affiancò l&#039;auto: l&#039;uomo seduto sul sedile anteriore lato passeggero aveva fatto fuoco con un fucile a pallettoni; scese quindi dall&#039;auto avvicinandosi a quella di Passafiume, sporgendosi dal finestrino di questa per vederne l&#039;intemo e dare quindi il colpo di grazia alla vittima designata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nell&#039;incursione rimasero ferite anche la suocera e la nipote&amp;lt;ref&amp;gt;Pellino, Angelo (Presidente) (2025). Sentenza n. 2/2025 contro Sciara Filippo, Corte d&#039;Assise di Appello di Palermo - Sezione II, 16 gennaio, p. 6.&amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Indagini e processi==&lt;br /&gt;
Pur essendo evidente la matrice mafiosa dell&#039;omicidio, &#039;&#039;&#039;il caso rimase irrisolto per diversi anni&#039;&#039;&#039;, nonostante la presenza di testimoni oculari, in particolare della moglie Maria e della nipote Giovanna, le quali avevano reso fin da subito dichiarazioni utili, a partire dalla descrizione fisica di uno degli assassini&amp;lt;ref&amp;gt;Mazzara, Wilma Angela (Presidente) (2023). Sentenza n. 3/23 ontro Sciara Filippo, Corte d&#039;Assise di Agrigento - III Sezione, 15 dicembre, p. 8.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gli stessi Carabinieri che avevano effettuato le indagini, pur indicando quale possibile ambito cui ricollegare l&#039;omicidio al contesto degli appalti e subappalti nei lavori di movimento terra, e pur riferendo di incendi e danneggiamenti verificatisi ai danni di cantieri e di mezzi meccanici nel territorio di Cianciana, non avevano enucleato alcun significativo dato fattuale specificamente ricollegabile alla vittima ed alla sua attivita imprenditoriale&amp;lt;ref&amp;gt;Ibidem.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===La svolta nel 2016===&lt;br /&gt;
Nel tempo erano comunque emersi elementi significativi idonei a confermare che l&#039;omicidio fosse opera di Cosa Nostra, e in particolare ad alcuni suoi affiliati quali &#039;&#039;&#039;Giovanni Pollari&#039;&#039;&#039;, un imprenditore di Cianciana titolare di un impianto di calcestruzzi, &#039;&#039;&#039;Mario Capizzi&#039;&#039;&#039;, &#039;&#039;&#039;Giuseppe Renna&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;Filippo Sciara&#039;&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 8-9.&amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Infatti il collaboratore di giustizia &#039;&#039;&#039;Pasquale Salemi&#039;&#039;&#039; nel [[1997]] aveva indicato in Sciara, uomo d&#039;onore di Siculiana, il killer di Passafiume, sostenendo che avesse agito su mandato di Giovanni Pollari, anch&#039;egli uomo d&#039;onore di Cianciana: &amp;lt;blockquote&amp;gt;«Sempre a causa del sistema impositivo e violento da lui usato nella gestione dei suoi interessi economici, ricordo che Giovanni POLLARI ha fatto uccidere un piccolo imprenditore di Cianciana, del quale non ricordo il nome, che a suo avviso gli faceva concorrenza»&amp;lt;ref&amp;gt;ivi, p. 63.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;/blockquote&amp;gt;In un interrogatorio reso l&#039;anno successivo confermò la circostanza, dichiarando che Passafiume:&amp;lt;blockquote&amp;gt;«prendeva piccoli appalti e lavori, e possedeva credo un pala meccanica ed un camion. Non so perchè in particolare il Pollari, che io ben conosco, l&#039;avesse con lui. Ad eseguire l&#039;omicidio comunque sono stati Sciara Filippo e Capizzi Mario. Ciò ho appreso conversando direttamente con Sciara e con Renna Giuseppe, da cui ho appreso anche del coinvolgimento del Capizzi Mario nella esecuzione dell&#039;omicidio. I riberesi e quelli di Siculiana infatti si scambiavano i favori nella esecuzione dei delitti. L&#039;unica ragione della eliminazione del Passafiume era comunque quella di &#039;&#039;&#039;fare un favore al Pollari&#039;&#039;&#039;, che come ho già detto era consigliere del mandamento di Santo Stefano Quisquina»&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 65.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;/blockquote&amp;gt;Tuttavia, l&#039;indicazione di Salemi rimase senza riscontro finché nel [[2016]] alla moglie e alla nipote di Diego era stato mostrato dall&#039;avvocato un album fotografico in originale contenente le foto di vari uomini d&#039;onore dell&#039;agrigentino coinvolti nell&#039;operazione &amp;quot;&#039;&#039;Akragas&#039;&#039;&amp;quot; tra cui anche quella di  Filippo Sciara, riconosciuto subito dalle due&amp;lt;ref&amp;gt;Ibidem.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per quanto riguarda invece Giovanni Pollari, fu al centro di altre indagini per omicidio nell&#039;area della c.d. &amp;quot;bassa Quisquina&amp;quot;, in particolare quelle sulla morte di Ignazio Panepinto, titolare di una cava di materiali inerti in Bivona, e di suo fratello, di Antonino Di Girgenti ad Alessandria della Rocca, nonché del duplice omicidio di Giovanni Carbone ed Emanuele Sedita, per conto del quale Passafiume aveva svolto dei lavori di trasporto. Le ulteriori e differenti indagini svolte nel tempo sulla figura di Pollari avevano consentito di fare luce su vari fatti criminosi&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi p. 21.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A confermare le dichiarazioni di Salemi furono anche i collaboratori di giustizia &#039;&#039;&#039;Luigi Putrone&#039;&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 74 e ss.&amp;lt;/ref&amp;gt;, &#039;&#039;&#039;Giuseppe Salvatore Vaccaro&#039;&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 85 e ss.&amp;lt;/ref&amp;gt; e &#039;&#039;&#039;Calogero Rizzuto&#039;&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 87 e ss.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le loro testimonianze diedero modo di accertare come la famiglia Passafiume fosse estranea a qualsiasi contesto criminale o collusione con Cosa Nostra.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Le condanne===&lt;br /&gt;
A causa del decesso di Pollari, il processo che si aprì vide come imputato solo Filippo Sciara, condannato al termine del primo grado il [[15 dicembre]] [[2023]] all&#039;ergastolo, pena confermata in Appello il [[16 gennaio]] [[2025]] e in Cassazione il [[5 novembre]] dello stesso anno. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Note==&lt;br /&gt;
&amp;lt;references&amp;gt;&amp;lt;/references&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Bibliografia==&lt;br /&gt;
* De Marzo, Giuseppe (Presidente) (2025). Sentenza n. 659/2025 contro Sciara Filippo, Suprema Corte di Cassazione - Sezione I, 5 novembre.&lt;br /&gt;
* Mazzara, Wilma Angela (Presidente) (2023). Sentenza n. 3/23 ontro Sciara Filippo, Corte d&#039;Assise di Agrigento - III Sezione, 15 dicembre.&lt;br /&gt;
* Pellino, Angelo (Presidente) (2025). Sentenza n. 2/2025 contro Sciara Filippo, Corte d&#039;Assise di Appello di Palermo - Sezione II, 16 gennaio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Categoria: Imprenditori]] &lt;br /&gt;
[[Categoria:Vittime innocenti delle mafie]] [[Categoria:Vittime di Cosa Nostra]] [[Categoria:Morti il 22 agosto]] [[Categoria:Morti nel 1993]] [[Categoria:Vittime di mafia del 1993]] [[Categoria:Vittime di mafia di agosto]] [[Categoria:Vittime di mafia del 22 agosto]] [[Categoria:Imprenditori Vittime di mafia]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Leadermassimo</name></author>
	</entry>
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		<title>Diego Passafiume</title>
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		<summary type="html">&lt;p&gt;Leadermassimo: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;[[File:Diego-passafiume.jpg|alt=Diego Passafiume|miniatura|300x300px|Diego Passafiume]]&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Diego Passafiume&#039;&#039;&#039; (Cianciana, [[16 luglio]] [[1952]] - Cianciana, [[22 agosto]] [[1993]]) è stato un imprenditore siciliano, vittima innocente di [[Cosa Nostra]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Biografia==&lt;br /&gt;
Piccolo imprenditore edile impegnato nel movimento terra anche per conto terzi, Diego Passafiume operava nella zona di Cianciana, paesino di poco più di 2mila abitanti in provincia di Agrigento. Rinomato per la sua bravura, per via della mancanza di lavoro nella sua zona aveva tentato di estendere le proprie attività al di fuori del comune di Cianciana, in particolare nei lavori della strada tra Cattolica e il suo comune, nella parte che insisteva nel Comune di Cattolica Eraclea&amp;lt;ref&amp;gt;Sentenza di 1° grado, p. 20.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Proprio a causa della sua buona reputazione e della sua volontà di espandersi, nelle settimane precedenti l&#039;omicidio cominciò a ricevere telefonate minatorie.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===L&#039;omicidio===&lt;br /&gt;
Il giorno del suo omicidio, il 22 agosto 1993, Passafiume si trovava alla guida della sua autovettura insieme alla moglie, &#039;&#039;&#039;Maria Chicchìrillo&#039;&#039;&#039;, la suocera, &#039;&#039;&#039;Giovanna Tuzzolino&#039;&#039;&#039;, e la nipote, &#039;&#039;&#039;Giovanna Barbiera detta Angela&#039;&#039;&#039;, e i due figli di lei, &#039;&#039;&#039;Alfonso&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;Pietro&#039;&#039;&#039;, rispettivamente di cinque e otto anni. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;imprenditore aveva appena fermato l&#039;auto a 20 metri dall&#039;abitazione del cognato, di cui avrebbero festeggiato l&#039;anniversario di matrimonio, quando &#039;&#039;&#039;un commando di 4 killer&#039;&#039;&#039;, a volto scoperto e a bordo di un&#039;Alfa Romeo 164, affiancò l&#039;auto: l&#039;uomo seduto sul sedile anteriore lato passeggero aveva fatto fuoco con un fucile a pallettoni; scese quindi dall&#039;auto avvicinandosi a quella di Passafiume, sporgendosi dal finestrino di questa per vederne l&#039;intemo e dare quindi il colpo di grazia alla vittima designata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nell&#039;incursione rimasero ferite anche la suocera e la nipote&amp;lt;ref&amp;gt;Pellino, Angelo (Presidente) (2025). Sentenza n. 2/2025 contro Sciara Filippo, Corte d&#039;Assise di Appello di Palermo - Sezione II, 16 gennaio, p. 6.&amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Indagini e processi==&lt;br /&gt;
Pur essendo evidente la matrice mafiosa dell&#039;omicidio, &#039;&#039;&#039;il caso rimase irrisolto per diversi anni&#039;&#039;&#039;, nonostante la presenza di testimoni oculari, in particolare della moglie Maria e della nipote Giovanna, le quali avevano reso fin da subito dichiarazioni utili, a partire dalla descrizione fisica di uno degli assassini&amp;lt;ref&amp;gt;Mazzara, Wilma Angela (Presidente) (2023). Sentenza n. 3/23 ontro Sciara Filippo, Corte d&#039;Assise di Agrigento - III Sezione, 15 dicembre, p. 8.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gli stessi Carabinieri che avevano effettuato le indagini, pur indicando quale possibile ambito cui ricollegare l&#039;omicidio al contesto degli appalti e subappalti nei lavori di movimento terra, e pur riferendo di incendi e danneggiamenti verificatisi ai danni di cantieri e di mezzi meccanici nel territorio di Cianciana, non avevano enucleato alcun significativo dato fattuale specificamente ricollegabile alla vittima ed alla sua attivita imprenditoriale&amp;lt;ref&amp;gt;Ibidem.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===La svolta nel 2016===&lt;br /&gt;
Nel tempo erano comunque emersi elementi significativi idonei a confermare che l&#039;omicidio fosse opera di Cosa Nostra, e in particolare ad alcuni suoi affiliati quali &#039;&#039;&#039;Giovanni Pollari&#039;&#039;&#039;, un imprenditore di Cianciana titolare di un impianto di calcestruzzi, &#039;&#039;&#039;Mario Capizzi&#039;&#039;&#039;, &#039;&#039;&#039;Giuseppe Renna&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;Filippo Sciara&#039;&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 8-9.&amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Infatti il collaboratore di giustizia &#039;&#039;&#039;Pasquale Salemi&#039;&#039;&#039; nel [[1997]] aveva indicato in Sciara, uomo d&#039;onore di Siculiana, il killer di Passafiume, sostenendo che avesse agito su mandato di Giovanni Pollari, anch&#039;egli uomo d&#039;onore di Cianciana: &amp;lt;blockquote&amp;gt;«Sempre a causa del sistema impositivo e violento da lui usato nella gestione dei suoi interessi economici, ricordo che Giovanni POLLARI ha fatto uccidere un piccolo imprenditore di Cianciana, del quale non ricordo il nome, che a suo avviso gli faceva concorrenza»&amp;lt;ref&amp;gt;ivi, p. 63.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;/blockquote&amp;gt;In un interrogatorio reso l&#039;anno successivo confermò la circostanza, dichiarando che Passafiume:&amp;lt;blockquote&amp;gt;«prendeva piccoli appalti e lavori, e possedeva credo un pala meccanica ed un camion. Non so perchè in particolare il Pollari, che io ben conosco, l&#039;avesse con lui. Ad eseguire l&#039;omicidio comunque sono stati Sciara Filippo e Capizzi Mario. Ciò ho appreso conversando direttamente con Sciara e con Renna Giuseppe, da cui ho appreso anche del coinvolgimento del Capizzi Mario nella esecuzione dell&#039;omicidio. I riberesi e quelli di Siculiana infatti si scambiavano i favori nella esecuzione dei delitti. L&#039;unica ragione della eliminazione del Passafiume era comunque quella di &#039;&#039;&#039;fare un favore al Pollari&#039;&#039;&#039;, che come ho già detto era consigliere del mandamento di Santo Stefano Quisquina»&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 65.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;/blockquote&amp;gt;Tuttavia, l&#039;indicazione di Salemi rimase senza riscontro finché nel [[2016]] alla moglie e alla nipote di Diego era stato mostrato dall&#039;avvocato un album fotografico in originale contenente le foto di vari uomini d&#039;onore dell&#039;agrigentino coinvolti nell&#039;operazione &amp;quot;&#039;&#039;Akragas&#039;&#039;&amp;quot; tra cui anche quella di  Filippo Sciara, riconosciuto subito dalle due&amp;lt;ref&amp;gt;Ibidem.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per quanto riguarda invece Giovanni Pollari, fu al centro di altre indagini per omicidio nell&#039;area della c.d. &amp;quot;bassa Quisquina&amp;quot;, in particolare quelle sulla morte di Ignazio Panepinto, titolare di una cava di materiali inerti in Bivona, e di suo fratello, di Antonino Di Girgenti ad Alessandria della Rocca, nonché del duplice omicidio di Giovanni Carbone ed Emanuele Sedita, per conto del quale Passafiume aveva svolto dei lavori di trasporto. Le ulteriori e differenti indagini svolte nel tempo sulla figura di Pollari avevano consentito di fare luce su vari fatti criminosi&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi p. 21.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A confermare le dichiarazioni di Salemi furono anche i collaboratori di giustizia &#039;&#039;&#039;Luigi Putrone&#039;&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 74 e ss.&amp;lt;/ref&amp;gt;, &#039;&#039;&#039;Giuseppe Salvatore Vaccaro&#039;&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 85 e ss.&amp;lt;/ref&amp;gt; e &#039;&#039;&#039;Calogero Rizzuto&#039;&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 87 e ss.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Le condanne===&lt;br /&gt;
A causa del decesso di Pollari, il processo che si aprì vide come imputato solo Filippo Sciara, condannato al termine del primo grado il [[15 dicembre]] [[2023]] all&#039;ergastolo, pena confermata in Appello il [[16 gennaio]] [[2025]] e in Cassazione il [[5 novembre]] dello stesso anno. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Note==&lt;br /&gt;
&amp;lt;references&amp;gt;&amp;lt;/references&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Bibliografia==&lt;br /&gt;
* De Marzo, Giuseppe (Presidente) (2025). Sentenza n. 659/2025 contro Sciara Filippo, Suprema Corte di Cassazione - Sezione I, 5 novembre.&lt;br /&gt;
* Mazzara, Wilma Angela (Presidente) (2023). Sentenza n. 3/23 ontro Sciara Filippo, Corte d&#039;Assise di Agrigento - III Sezione, 15 dicembre.&lt;br /&gt;
* Pellino, Angelo (Presidente) (2025). Sentenza n. 2/2025 contro Sciara Filippo, Corte d&#039;Assise di Appello di Palermo - Sezione II, 16 gennaio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Categoria: Imprenditori]] &lt;br /&gt;
[[Categoria:Vittime innocenti delle mafie]] [[Categoria:Vittime di Cosa Nostra]] [[Categoria:Morti il 22 agosto]] [[Categoria:Morti nel 1993]] [[Categoria:Vittime di mafia del 1993]] [[Categoria:Vittime di mafia di agosto]] [[Categoria:Vittime di mafia del 22 agosto]] [[Categoria:Imprenditori Vittime di mafia]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Leadermassimo</name></author>
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		<summary type="html">&lt;p&gt;Leadermassimo: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Diego Passafiume&lt;/div&gt;</summary>
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&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Rita Borsellino&lt;/div&gt;</summary>
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		<title>Strage dei picciriddi</title>
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		<updated>2026-09-27T16:08:25Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Leadermassimo: Creata pagina con &amp;quot;{{espandere}}  &amp;#039;&amp;#039;&amp;#039;La strage dei picciriddi o dei ragazzini scippatori&amp;#039;&amp;#039;&amp;#039; è stata un fenomeno delittuoso che portò alla prematura scomparsa di Riccardo Cristaldi, Benedetto Zuccaro, Giovanni La Greca e Lorenzo Pace, i quali si dedicavano a piccoli furti nel quartiere di San Cristoforo a Catania, dove vivevano.   ==La strage== Il 7 luglio 1976 la banda di ragazzini venne rapita e portata in un casolare isolato, nelle campagne di Mazzarino, in prov...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{espandere}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;La strage dei picciriddi o dei ragazzini scippatori&#039;&#039;&#039; è stata un fenomeno delittuoso che portò alla prematura scomparsa di [[Riccardo Cristaldi]], [[Benedetto Zuccaro]], [[Giovanni La Greca]] e [[Lorenzo Pace]], i quali si dedicavano a piccoli furti nel quartiere di San Cristoforo a Catania, dove vivevano. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==La strage==&lt;br /&gt;
Il [[7 luglio]] [[1976]] la banda di ragazzini venne rapita e portata in un casolare isolato, nelle campagne di Mazzarino, in provincia di Caltanissetta. A raccontare cosa accadde da quel momento fu, di fronte a [[Leonardo Guarnotta]] e [[Giovanni Falcone]], il collaboratore di giustizia [[Antonino Calderone]], che iniziò la sua carriera criminale proprio con quella strage. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo il collaboratore, qualche giorno prima uno di loro aveva scippato la madre del boss [[Nitto Santapaola]]. I quattro vennero lasciati per due giorni senza cibo, né acqua. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Calderone provò a convincere Santapaola che sarebbe bastato spaventarli, senza ucciderli, ma il boss non volle sentire ragioni e per porre fine alle discussioni mandò suo fratello, che i quattro ragazzini conoscevano perché ne frequentavano la rosticceria, al casolare: in questo modo, avendo capito chi li aveva rapiti, i suoi non potevano far altro che ucciderli. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Calderone raccontò che i quattro vennero portati nei pressi di un pozzo, dove vennero strangolati con delle corde. Una volta uccisi, i corpi vennero gettati nel pozzo. Qualche tempo dopo un cugino di Calderone, che aveva partecipato all&#039;esecuzione, confessò di non aver avuto il coraggio di stringere fino in fondo il cappio, quindi probabilmente uno di loro venne gettato nel pozzo ancora vivo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Bibliografia==&lt;br /&gt;
* Guarnotta, Leonardo (2019). &#039;&#039;C&#039;era una volta il Pool antimafia&#039;&#039;, Milano, Zolfo Editore.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Categoria:Stragi di mafia]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Leadermassimo</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://www.wikimafia.it/w/index.php?title=Strage_dei_ragazzini_scippatori&amp;diff=10957</id>
		<title>Strage dei ragazzini scippatori</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://www.wikimafia.it/w/index.php?title=Strage_dei_ragazzini_scippatori&amp;diff=10957"/>
		<updated>2026-09-27T16:04:44Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Leadermassimo: Redirect alla pagina Strage dei picciriddi&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;#RINVIA [[Strage dei picciriddi]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Leadermassimo</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://www.wikimafia.it/w/index.php?title=Mafiosfera&amp;diff=10956</id>
		<title>Mafiosfera</title>
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		<updated>2026-09-27T09:37:32Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Leadermassimo: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{#seo:&lt;br /&gt;
|site_name=WikiMafia&lt;br /&gt;
|keywords=mafiosfera, mafiofilia, mafiofilo, infosfera, marcello ravveduto, &lt;br /&gt;
|description=Mafiosfera è un concetto coniato per definire l&#039;ecosistema digitale, comunicativo e simbolico in cui le organizzazioni mafiose comunicano e riproducono i propri codici identitari.&lt;br /&gt;
|image=File:Giovanni-falcone.jpg&lt;br /&gt;
|image_alt=mafiosfera&lt;br /&gt;
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|section=mafia&lt;br /&gt;
}}&lt;br /&gt;
[[File:Mafiosfera.jpg|alt=mafiosfera|miniatura]]&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Mafiosfera&#039;&#039;&#039; è un concetto coniato per definire l&#039;ecosistema digitale, comunicativo e simbolico in cui le organizzazioni mafiose comunicano e riproducono i propri codici identitari. Il concetto è mutuato dalla definizione di &amp;quot;&#039;&#039;&#039;infosfera&#039;&#039;&#039;&amp;quot;, utilizzato già nei primi anni &#039;80 del Novecento nella filosofia della comunicazione per qualificare la globalità dello spazio delle informazioni.  &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il concetto di &amp;quot;mafiosfera&amp;quot; riprende in particolare la definizione di &amp;quot;infosfera&amp;quot; di &#039;&#039;&#039;Luciano Floridi&#039;&#039;&#039;, che la riprese a sua volta da quella di &amp;quot;biosfera&amp;quot;. Per Floridi la infosfera è &amp;quot;&#039;&#039;il campo semantico costituito dalla totalità dei documenti, degli agenti e delle loro operazioni&#039;&#039;&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;Il Sole 24 Ore, &#039;&#039;In viaggio con il padre dell&#039;infosfera - intervista a Luciano Floridi&#039;&#039;, 20 maggio 2010.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Il concetto di Mafiosfera==&lt;br /&gt;
Secondo Marcello Ravveduto, il neologismo si è reso necessario per definire &amp;quot;&#039;&#039;l&#039;ambiente comunicativo, relazionale e simbolico all’interno del quale si sviluppano e si riproducono le pratiche, i codici e le narrazioni mafiose&#039;&#039;&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;Ravveduto, Marcello (a cura di) (2025). &#039;&#039;Le mafie nell&#039;era digitale – Focus TikTok. II Rapporto di Ricerca&#039;&#039;, Fondazione Magna Grecia, p. 24.&amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La mafiosfera investirebbe quindi &amp;quot;&#039;&#039;la sfera pubblica coinvolgendo attivamente i media mainstream, la comunicazione politica e la cultura popolare&#039;&#039;&amp;quot;. Dai romanzi al cinema, passando per le serie tv, i reportage giornalistici i videogiochi e i social media, tutti contribuirebbero alla costruzione di un universo narrativo &amp;quot;&#039;&#039;fortemente ideologico che può essere usato sia per denunciare, sia per rafforzare il potere simbolico delle mafie&#039;&#039;&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;Ibidem.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Differenze tra infosfera e mafiosfera===&lt;br /&gt;
Nella definizione di infosfera di Floridi, questa rappresenterebbe un ecosistema informativo che comprende dati, soggetti umani e agenti artificiali che abitano lo spazio informativo e, con le loro relazioni, ne modificano la struttura contribuendo alla sua evoluzione. Proprio per questo motivo sarebbe governato da &amp;quot;&#039;&#039;principi etici come la trasparenza, la tracciabilità e la responsabilità informativa&#039;&#039;&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;Ibidem.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo Ravveduto, invece, la mafiosfera sarebbe &amp;quot;&#039;&#039;una copia negativa, un sotto-ambiente deviato che, pur utilizzando strumenti simili, opera con finalità opposte rispetto a quelle della infosfera&#039;&#039;&amp;quot;, perché perseguirebbe &amp;quot;&#039;&#039;la manipolazione del senso, la costruzione del consenso mediante la paura, la diffusione di codici simbolici ambigui e ritualizzati e la riproduzione di un potere fondato sull’intimidazione, sull’omertà e sulla mitizzazione delle mafie&#039;&#039;&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;Ibidem.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quindi, benché entrambi ecosistemi comunicativi, l’infosfera opererebbe &amp;quot;&#039;&#039;in una logica di apertura, partecipazione e interconnessione&#039;&#039;&amp;quot;, mentre la mafiosfera sarebbe strutturata su &amp;quot;&#039;&#039;su una logica opposta, quella della chiusura, della esclusione e della mitizzazione del potere&#039;&#039;&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;Ibidem.&amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In conclusione, se l&#039;infosfera rappresenterebbe &amp;quot;&#039;&#039;un orizzonte teorico aperto all’emancipazione, alla responsabilizzazione degli individui e alla circolazione della conoscenza&#039;&#039;&amp;quot;, la mafiosfera si presenterebbe invece come: &amp;lt;blockquote&amp;gt;&amp;quot;una “zona d’ombra” dell’informazione, un ambiente chiuso e autoreferenziale, in cui la comunicazione non è uno strumento di libertà ma un mezzo di dominio, controllo e riproduzione del potere criminale. In quanto sotto-sfera deviata dell’infosfera, sfrutta i canali e le tecnologie ma ne perverte le finalità, agendo come parassita simbolico e culturale in un ambiente informativo apparentemente neutro&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 25.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;/blockquote&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===La stratificazione della mafiosfera===&lt;br /&gt;
La mafiosfera si stratificherebbe quindi su tre livelli:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
# &#039;&#039;&#039;endogeno&#039;&#039;&#039;, che comprende i sistemi comunicativi interni alle organizzazioni mafiose – codici comportamentali, rituali iniziatici, linguaggi criptici, gerarchie simboliche. La sedimentazione avverrebbe attraverso meccanismi di trasmissione orale, gestualità esoterica e pratiche performative finalizzate a consolidare l’appartenenza e l’identità del gruppo;&lt;br /&gt;
# &#039;&#039;&#039;esogeno&#039;&#039;&#039;, che riguarda la proiezione dell’immaginario mafioso verso l’esterno attraverso i media, la cultura popolare, le narrazioni audiovisive e letterarie. In questo caso la mafiosfera si manifesterebbe attraverso stereotipi, mitologie e rappresentazioni che oscillerebbero tra demonizzazione e fascinazione;&lt;br /&gt;
# &#039;&#039;&#039;interstiziale&#039;&#039;&#039;, che rappresenta lo spazio di negoziazione e contaminazione tra mondo mafioso e società civile nel quale si generano forme ibride di comunicazione che normalizzano o legittimano interessi e valori mafiosi nel tessuto sociale più ampio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Critiche==&lt;br /&gt;
Secondo Ravveduto, la mafiosfera &amp;quot;&#039;&#039;può essere un dispositivo teorico in grado di sistematizzare ricerche sparse, facilitare analisi transdisciplinari e proporre un approccio critico alla rappresentazione e alla comunicazione del potere mafioso&#039;&#039;&amp;quot;, utile per &amp;quot;&#039;&#039;indagare la persistenza culturale delle mafie, le ambiguità narrative dei media, l’ambivalenza delle narrazioni simboliche e le potenzialità della comunicazione come strumento di contrasto al dominio criminale&#039;&#039;&amp;quot;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tuttavia, il concetto è stato criticato da più parti. In particolare, Anna Sergi ha criticato sia il concetto di mafiosfera che quello di [[mafiofilia]], nati all&#039;interno del rapporto di ricerca curato da Ravveduto e diventati la base di un progetto di legge per punire nel codice penale &amp;quot;&#039;&#039;l&#039;apologia e istigazione relative al fenomeno della criminalità organizzata o mafiosa&#039;&#039;&amp;quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo Sergi, i due concetti si prestano a manipolazioni avendo una limitata chiarezza analitica, in quanto &amp;lt;blockquote&amp;gt;&amp;quot;descrivono manifestazioni culturali senza distinguere se si tratti di un prodotto della presenza mafiosa, di una conseguenza dell&#039;abbandono istituzionale, di una forma di risentimento sociale o di un codice espressivo subculturele autonomo. Questa indistinzione rende impossibile comprendere la direzione causale del fenomeno&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;Sergi, Anna (2026). &amp;quot;&#039;&#039;Canzoni, serie e reel criminali. Con il reato di apologia mafiosa, lo Stato criminalizza i sintomi e non cura la malattia&#039;&#039;&amp;quot;, La Via Libera, 17 marzo.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;/blockquote&amp;gt;Questa indistinzione, secondo Sergi, renderebbe impossibile comprendere la direzione causale del fenomeno.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Inoltre, il termine &amp;quot;&#039;&#039;&#039;&#039;&#039;mafiofilo&#039;&#039;&#039;&#039;&#039;&amp;quot; ha il limite di sovrapporre categorie completamente eterogenee: &amp;lt;blockquote&amp;gt;&amp;quot;mette sullo stesso piano chi ha legami concreti con organizzazioni criminali, chi condivide contenuti per emulazione culturale, chi lo fa per provocazione giovanile, chi utilizza quei codici come linguaggio identitario di periferia e chi semplicemente consuma prodotti culturali come serie tv o musica&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;Ibidem.&amp;lt;/ref&amp;gt;. &amp;lt;/blockquote&amp;gt;Questa confusione, secondo la studiosa, renderebbe il concetto &amp;quot;&#039;&#039;analiticamente inutilizzabile, troppo ampio per essere operativo e troppo vago per essere esplicativo&#039;&#039;&amp;quot;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Concentrandosi più su su aspetti di rappresentazione, comunicazione e diffusione di stereotipi e frame di successo, l&#039;incertezza della definizione per Sergi è probabilmente volutamente trascurata, dato che &#039;&#039;&#039;non vengono indagate le cause e le intenzioni di utilizzo&#039;&#039;&#039;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
«&#039;&#039;Del resto&#039;&#039;» - conclude Sergi - «&#039;&#039;è quell&#039;incertezza definitoria che è comune agli studi culturali sulla mafia (di cui chi scrive fa parte), a partire dalla mai del tutto superata definizione di &amp;quot;[[mentalità mafiosa]]&amp;quot;, e dalla vaghezza di alcuni concetti propri al mondo della comunicazione sul tema&#039;&#039;».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La critica è stata ulteriormente sviluppata all&#039;interno di un paper pubblicato sulla rivista internazionale &amp;quot;&#039;&#039;Crime, Media, Culture&#039;&#039;&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;Sergi, Anna (2026). &amp;quot;The ‘mafia cultural drift’: A digital ethnography of Calabrian parochialism and ’ndrangheta values on TikTok&amp;quot;, in Crime, Media, Culture: An International Journal, 0(0).&amp;lt;/ref&amp;gt;. Secondo Sergi, non sono gli utenti di TikTok ad essere attratti dai valori mafiosi, ma sono questi ultimi, in particolare nel caso della [[&#039;ndrangheta]], a far leva su norme culturali preesistenti che circolano nella società&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 19.&amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Queste norme verrebbero quindi captate dagli algoritmi delle piattaforme, finendo per rafforzare l&#039;identità di gruppo e offrire modalità per esprimere un&#039;apologia del fenomeno mafioso in generale, ad esempio attraverso la musica popolare, l&#039;identità calabrese e lo spirito religioso. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Poiché gli algoritmi creano ambienti in cui le convinzioni e le norme esistenti vengono consolidate, incluse le &amp;quot;para-ideologie mafiose&amp;quot;, &amp;lt;blockquote&amp;gt;«il senso di vittimismo e l&#039;atteggiamento difensivo diffusi tra i calabresi - esacerbati da decenni di abbandono, razzismo ed emarginazione – potrebbero trasformare un esibizionismo radicale dell&#039;identità calabrese (anche quello intriso di valori mafiosi) in una rivendicazione identitaria e in una forma di rivincita. L&#039;ambiente digitale di TikTok – spesso per logiche di profitto – amplifica il risentimento e lo spirito di rivalsa, componenti profondamente radicate nella cultura calabrese e alimentate da percezioni storiche di inferiorità e criminalità»&amp;lt;ref&amp;gt;Ibidem.&amp;lt;/ref&amp;gt;. &amp;lt;/blockquote&amp;gt;Il risentimento diventerebbe, quindi, &amp;quot;&#039;&#039;parte dell&#039;identità calabrese esibita e, nelle sue forme più radicali, potrebbe portare alla giustificazione dei valori mafiosi&#039;&#039;&amp;quot;, portando alcuni utenti a considerare più importante &amp;quot;&#039;&#039;riaffermare la propria calabresità&#039;&#039;&amp;quot; piuttosto che condannare le organizzazioni mafiose. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo Sergi, &amp;quot;&#039;&#039;la reputazione dei clan della &#039;ndrangheta come &amp;quot;custodi della tradizione&amp;quot;, legata alla loro visibilità sul territorio, potrebbe offrire un riconoscimento simbolico a questo pubblico sulla difensiva, anche senza alcun intervento diretto da parte dei clan stessi&#039;&#039;&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;ibidem.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Note==&lt;br /&gt;
&amp;lt;references&amp;gt;&amp;lt;/references&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Bibliografia==&lt;br /&gt;
* Archivio Il Sole 24 Ore.&lt;br /&gt;
* Ravveduto, Marcello (a cura di) (2025). &#039;&#039;Le mafie nell&#039;era digitale – Focus TikTok. II Rapporto di Ricerca&#039;&#039;, Fondazione Magna Grecia[https://fondazionemagnagrecia.it/wp-content/uploads/2025/11/Report_MED_TikTok_Sito.pdf].&lt;br /&gt;
* Sergi, Anna (2026). &amp;quot;&#039;&#039;Canzoni, serie e reel criminali. Con il reato di apologia mafiosa, lo Stato criminalizza i sintomi e non cura la malattia&#039;&#039;&amp;quot;, La Via Libera, 17 marzo.&lt;br /&gt;
* Sergi, Anna (2026). &amp;quot;The ‘mafia cultural drift’: A digital ethnography of Calabrian parochialism and ’ndrangheta values on TikTok&amp;quot;, in &#039;&#039;Crime, Media, Culture: An International Journal&#039;&#039;, 0(0), Sage Journals[https://doi.org/10.1177/17416590261439639].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Categoria:Mafia]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Leadermassimo</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://www.wikimafia.it/w/index.php?title=Mafiosfera&amp;diff=10955</id>
		<title>Mafiosfera</title>
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		<updated>2026-09-27T09:29:57Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Leadermassimo: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{#seo:&lt;br /&gt;
|site_name=WikiMafia&lt;br /&gt;
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|description=Mafiosfera è un concetto coniato per definire l&#039;ecosistema digitale, comunicativo e simbolico in cui le organizzazioni mafiose comunicano e riproducono i propri codici identitari.&lt;br /&gt;
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|image_alt=mafiosfera&lt;br /&gt;
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|section=mafia&lt;br /&gt;
}}&lt;br /&gt;
[[File:Mafiosfera.jpg|alt=mafiosfera|miniatura]]&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Mafiosfera&#039;&#039;&#039; è un concetto coniato per definire l&#039;ecosistema digitale, comunicativo e simbolico in cui le organizzazioni mafiose comunicano e riproducono i propri codici identitari. Il concetto è mutuato dalla definizione di &amp;quot;&#039;&#039;&#039;infosfera&#039;&#039;&#039;&amp;quot;, utilizzato già nei primi anni &#039;80 del Novecento nella filosofia della comunicazione per qualificare la globalità dello spazio delle informazioni.  &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il concetto di &amp;quot;mafiosfera&amp;quot; riprende in particolare la definizione di &amp;quot;infosfera&amp;quot; di &#039;&#039;&#039;Luciano Floridi&#039;&#039;&#039;, che la riprese a sua volta da quella di &amp;quot;biosfera&amp;quot;. Per Floridi la infosfera è &amp;quot;&#039;&#039;il campo semantico costituito dalla totalità dei documenti, degli agenti e delle loro operazioni&#039;&#039;&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;Il Sole 24 Ore, &#039;&#039;In viaggio con il padre dell&#039;infosfera - intervista a Luciano Floridi&#039;&#039;, 20 maggio 2010.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Il concetto di Mafiosfera==&lt;br /&gt;
Secondo Marcello Ravveduto, il neologismo si è reso necessario per definire &amp;quot;&#039;&#039;l&#039;ambiente comunicativo, relazionale e simbolico all’interno del quale si sviluppano e si riproducono le pratiche, i codici e le narrazioni mafiose&#039;&#039;&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;Ravveduto, Marcello (a cura di) (2025). &#039;&#039;Le mafie nell&#039;era digitale – Focus TikTok. II Rapporto di Ricerca&#039;&#039;, Fondazione Magna Grecia, p. 24.&amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La mafiosfera investirebbe quindi &amp;quot;&#039;&#039;la sfera pubblica coinvolgendo attivamente i media mainstream, la comunicazione politica e la cultura popolare&#039;&#039;&amp;quot;. Dai romanzi al cinema, passando per le serie tv, i reportage giornalistici i videogiochi e i social media, tutti contribuirebbero alla costruzione di un universo narrativo &amp;quot;&#039;&#039;fortemente ideologico che può essere usato sia per denunciare, sia per rafforzare il potere simbolico delle mafie&#039;&#039;&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;Ibidem.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Differenze tra infosfera e mafiosfera===&lt;br /&gt;
Nella definizione di infosfera di Floridi, questa rappresenterebbe un ecosistema informativo che comprende dati, soggetti umani e agenti artificiali che abitano lo spazio informativo e, con le loro relazioni, ne modificano la struttura contribuendo alla sua evoluzione. Proprio per questo motivo sarebbe governato da &amp;quot;&#039;&#039;principi etici come la trasparenza, la tracciabilità e la responsabilità informativa&#039;&#039;&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;Ibidem.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo Ravveduto, invece, la mafiosfera sarebbe &amp;quot;&#039;&#039;una copia negativa, un sotto-ambiente deviato che, pur utilizzando strumenti simili, opera con finalità opposte rispetto a quelle della infosfera&#039;&#039;&amp;quot;, perché perseguirebbe &amp;quot;&#039;&#039;la manipolazione del senso, la costruzione del consenso mediante la paura, la diffusione di codici simbolici ambigui e ritualizzati e la riproduzione di un potere fondato sull’intimidazione, sull’omertà e sulla mitizzazione delle mafie&#039;&#039;&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;Ibidem.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quindi, benché entrambi ecosistemi comunicativi, l’infosfera opererebbe &amp;quot;&#039;&#039;in una logica di apertura, partecipazione e interconnessione&#039;&#039;&amp;quot;, mentre la mafiosfera sarebbe strutturata su &amp;quot;&#039;&#039;su una logica opposta, quella della chiusura, della esclusione e della mitizzazione del potere&#039;&#039;&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;Ibidem.&amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In conclusione, se l&#039;infosfera rappresenterebbe &amp;quot;&#039;&#039;un orizzonte teorico aperto all’emancipazione, alla responsabilizzazione degli individui e alla circolazione della conoscenza&#039;&#039;&amp;quot;, la mafiosfera si presenterebbe invece come: &amp;lt;blockquote&amp;gt;&amp;quot;una “zona d’ombra” dell’informazione, un ambiente chiuso e autoreferenziale, in cui la comunicazione non è uno strumento di libertà ma un mezzo di dominio, controllo e riproduzione del potere criminale. In quanto sotto-sfera deviata dell’infosfera, sfrutta i canali e le tecnologie ma ne perverte le finalità, agendo come parassita simbolico e culturale in un ambiente informativo apparentemente neutro&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 25.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;/blockquote&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===La stratificazione della mafiosfera===&lt;br /&gt;
La mafiosfera si stratificherebbe quindi su tre livelli:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
# &#039;&#039;&#039;endogeno&#039;&#039;&#039;, che comprende i sistemi comunicativi interni alle organizzazioni mafiose – codici comportamentali, rituali iniziatici, linguaggi criptici, gerarchie simboliche. La sedimentazione avverrebbe attraverso meccanismi di trasmissione orale, gestualità esoterica e pratiche performative finalizzate a consolidare l’appartenenza e l’identità del gruppo;&lt;br /&gt;
# &#039;&#039;&#039;esogeno&#039;&#039;&#039;, che riguarda la proiezione dell’immaginario mafioso verso l’esterno attraverso i media, la cultura popolare, le narrazioni audiovisive e letterarie. In questo caso la mafiosfera si manifesterebbe attraverso stereotipi, mitologie e rappresentazioni che oscillerebbero tra demonizzazione e fascinazione;&lt;br /&gt;
# &#039;&#039;&#039;interstiziale&#039;&#039;&#039;, che rappresenta lo spazio di negoziazione e contaminazione tra mondo mafioso e società civile nel quale si generano forme ibride di comunicazione che normalizzano o legittimano interessi e valori mafiosi nel tessuto sociale più ampio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Critiche==&lt;br /&gt;
Secondo Ravveduto, la mafiosfera &amp;quot;&#039;&#039;può essere un dispositivo teorico in grado di sistematizzare ricerche sparse, facilitare analisi transdisciplinari e proporre un approccio critico alla rappresentazione e alla comunicazione del potere mafioso&#039;&#039;&amp;quot;, utile per &amp;quot;&#039;&#039;indagare la persistenza culturale delle mafie, le ambiguità narrative dei media, l’ambivalenza delle narrazioni simboliche e le potenzialità della comunicazione come strumento di contrasto al dominio criminale&#039;&#039;&amp;quot;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tuttavia, il concetto è stato criticato da più parti. In particolare, Anna Sergi ha criticato sia il concetto di mafiosfera che quello di [[mafiofilia]], nati all&#039;interno del rapporto di ricerca curato da Ravveduto e diventati la base di un progetto di legge per punire nel codice penale &amp;quot;&#039;&#039;l&#039;apologia e istigazione relative al fenomeno della criminalità organizzata o mafiosa&#039;&#039;&amp;quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo Sergi, i due concetti si prestano a manipolazioni avendo una limitata chiarezza analitica, in quanto &amp;lt;blockquote&amp;gt;&amp;quot;descrivono manifestazioni culturali senza distinguere se si tratti di un prodotto della presenza mafiosa, di una conseguenza dell&#039;abbandono istituzionale, di una forma di risentimento sociale o di un codice espressivo subculturele autonomo. Questa indistinzione rende impossibile comprendere la direzione causale del fenomeno&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;Sergi, Anna (2026). &amp;quot;&#039;&#039;Canzoni, serie e reel criminali. Con il reato di apologia mafiosa, lo Stato criminalizza i sintomi e non cura la malattia&#039;&#039;&amp;quot;, La Via Libera, 17 marzo.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;/blockquote&amp;gt;Questa indistinzione, secondo Sergi, renderebbe impossibile comprendere la direzione causale del fenomeno.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Inoltre, il termine &amp;quot;&#039;&#039;&#039;&#039;&#039;mafiofilo&#039;&#039;&#039;&#039;&#039;&amp;quot; ha il limite di sovrapporre categorie completamente eterogenee: &amp;lt;blockquote&amp;gt;&amp;quot;mette sullo stesso piano chi ha legami concreti con organizzazioni criminali, chi condivide contenuti per emulazione culturale, chi lo fa per provocazione giovanile, chi utilizza quei codici come linguaggio identitario di periferia e chi semplicemente consuma prodotti culturali come serie tv o musica&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;Ibidem.&amp;lt;/ref&amp;gt;. &amp;lt;/blockquote&amp;gt;Questa confusione, secondo la studiosa, renderebbe il concetto &amp;quot;&#039;&#039;analiticamente inutilizzabile, troppo ampio per essere operativo e troppo vago per essere esplicativo&#039;&#039;&amp;quot;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Concentrandosi più su su aspetti di rappresentazione, comunicazione e diffusione di stereotipi e frame di successo, l&#039;incertezza della definizione per Sergi è probabilmente volutamente trascurata, dato che &#039;&#039;&#039;non vengono indagate le cause e le intenzioni di utilizzo&#039;&#039;&#039;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
«&#039;&#039;Del resto&#039;&#039;» - conclude Sergi - «&#039;&#039;è quell&#039;incertezza definitoria che è comune agli studi culturali sulla mafia (di cui chi scrive fa parte), a partire dalla mai del tutto superata definizione di &amp;quot;[[mentalità mafiosa]]&amp;quot;, e dalla vaghezza di alcuni concetti propri al mondo della comunicazione sul tema&#039;&#039;».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La critica è stata ulteriormente sviluppata all&#039;interno di un paper pubblicato sulla rivista internazionale &amp;quot;&#039;&#039;Crime, Media, Culture&#039;&#039;&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;Sergi, Anna (2026). &amp;quot;The ‘mafia cultural drift’: A digital ethnography of Calabrian parochialism and ’ndrangheta values on TikTok&amp;quot;, in Crime, Media, Culture: An International Journal, 0(0)[https://doi.org/10.1177/17416590261439639].&amp;lt;/ref&amp;gt;. Secondo Sergi, non sono gli utenti di TikTok ad essere attratti dai valori mafiosi, ma sono questi ultimi, in particolare nel caso della [[&#039;ndrangheta]], a far leva su norme culturali preesistenti che circolano nella società&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 19.&amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Queste norme verrebbero quindi captate dagli algoritmi delle piattaforme, finendo per rafforzare l&#039;identità di gruppo e offrire modalità per esprimere un&#039;apologia del fenomeno mafioso in generale, ad esempio attraverso la musica popolare, l&#039;identità calabrese e lo spirito religioso. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Poiché gli algoritmi creano ambienti in cui le convinzioni e le norme esistenti vengono consolidate, incluse le &amp;quot;para-ideologie mafiose&amp;quot;, &amp;lt;blockquote&amp;gt;«il senso di vittimismo e l&#039;atteggiamento difensivo diffusi tra i calabresi - esacerbati da decenni di abbandono, razzismo ed emarginazione – potrebbero trasformare un esibizionismo radicale dell&#039;identità calabrese (anche quello intriso di valori mafiosi) in una rivendicazione identitaria e in una forma di rivincita. L&#039;ambiente digitale di TikTok – spesso per logiche di profitto – amplifica il risentimento e lo spirito di rivalsa, componenti profondamente radicate nella cultura calabrese e alimentate da percezioni storiche di inferiorità e criminalità»&amp;lt;ref&amp;gt;Ibidem.&amp;lt;/ref&amp;gt;. &amp;lt;/blockquote&amp;gt;Il risentimento diventerebbe, quindi, &amp;quot;&#039;&#039;parte dell&#039;identità calabrese esibita e, nelle sue forme più radicali, potrebbe portare alla giustificazione dei valori mafiosi&#039;&#039;&amp;quot;, portando alcuni utenti a considerare più importante &amp;quot;&#039;&#039;riaffermare la propria calabresità&#039;&#039;&amp;quot; piuttosto che condannare le organizzazioni mafiose. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo Sergi, &amp;quot;&#039;&#039;la reputazione dei clan della &#039;ndrangheta come &amp;quot;custodi della tradizione&amp;quot;, legata alla loro visibilità sul territorio, potrebbe offrire un riconoscimento simbolico a questo pubblico sulla difensiva, anche senza alcun intervento diretto da parte dei clan stessi&#039;&#039;&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;ibidem.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Note==&lt;br /&gt;
&amp;lt;references&amp;gt;&amp;lt;/references&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Bibliografia==&lt;br /&gt;
* Archivio Il Sole 24 Ore.&lt;br /&gt;
* Ravveduto, Marcello (a cura di) (2025). &#039;&#039;Le mafie nell&#039;era digitale – Focus TikTok. II Rapporto di Ricerca&#039;&#039;, Fondazione Magna Grecia[https://fondazionemagnagrecia.it/wp-content/uploads/2025/11/Report_MED_TikTok_Sito.pdf].&lt;br /&gt;
* Sergi, Anna (2026). &amp;quot;&#039;&#039;Canzoni, serie e reel criminali. Con il reato di apologia mafiosa, lo Stato criminalizza i sintomi e non cura la malattia&#039;&#039;&amp;quot;, La Via Libera, 17 marzo.&lt;br /&gt;
* Sergi, Anna (2026). &amp;quot;The ‘mafia cultural drift’: A digital ethnography of Calabrian parochialism and ’ndrangheta values on TikTok&amp;quot;, in Crime, Media, Culture: An International Journal, 0(0)[https://doi.org/10.1177/17416590261439639].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Categoria:Mafia]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Leadermassimo</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://www.wikimafia.it/w/index.php?title=Mafiosfera&amp;diff=10954</id>
		<title>Mafiosfera</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://www.wikimafia.it/w/index.php?title=Mafiosfera&amp;diff=10954"/>
		<updated>2026-09-27T09:29:19Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Leadermassimo: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{#seo:&lt;br /&gt;
|site_name=WikiMafia&lt;br /&gt;
|keywords=mafiosfera, mafiofilia, mafiofilo, infosfera, marcello ravveduto, &lt;br /&gt;
|description=Mafiosfera è un concetto coniato per definire l&#039;ecosistema digitale, comunicativo e simbolico in cui le organizzazioni mafiose comunicano e riproducono i propri codici identitari.&lt;br /&gt;
|image=File:Giovanni-falcone.jpg&lt;br /&gt;
|image_alt=mafiosfera&lt;br /&gt;
|type=website&lt;br /&gt;
|section=mafia&lt;br /&gt;
}}&lt;br /&gt;
[[File:Mafiosfera.jpg|alt=mafiosfera|miniatura]]&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Mafiosfera&#039;&#039;&#039; è un concetto coniato per definire l&#039;ecosistema digitale, comunicativo e simbolico in cui le organizzazioni mafiose comunicano e riproducono i propri codici identitari. Il concetto è mutuato dalla definizione di &amp;quot;&#039;&#039;&#039;infosfera&#039;&#039;&#039;&amp;quot;, utilizzato già nei primi anni &#039;80 del Novecento nella filosofia della comunicazione per qualificare la globalità dello spazio delle informazioni.  &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il concetto di &amp;quot;mafiosfera&amp;quot; riprende in particolare la definizione di &amp;quot;infosfera&amp;quot; di &#039;&#039;&#039;Luciano Floridi&#039;&#039;&#039;, che la riprese a sua volta da quella di &amp;quot;biosfera&amp;quot;. Per Floridi la infosfera è &amp;quot;&#039;&#039;il campo semantico costituito dalla totalità dei documenti, degli agenti e delle loro operazioni&#039;&#039;&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;Il Sole 24 Ore, &#039;&#039;In viaggio con il padre dell&#039;infosfera - intervista a Luciano Floridi&#039;&#039;, 20 maggio 2010.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Il concetto di Mafiosfera==&lt;br /&gt;
Secondo Marcello Ravveduto, il neologismo si è reso necessario per definire &amp;quot;&#039;&#039;l&#039;ambiente comunicativo, relazionale e simbolico all’interno del quale si sviluppano e si riproducono le pratiche, i codici e le narrazioni mafiose&#039;&#039;&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;Ravveduto, Marcello (a cura di) (2025). &#039;&#039;Le mafie nell&#039;era digitale – Focus TikTok. II Rapporto di Ricerca&#039;&#039;, Fondazione Magna Grecia, p. 24.&amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La mafiosfera investirebbe quindi &amp;quot;&#039;&#039;la sfera pubblica coinvolgendo attivamente i media mainstream, la comunicazione politica e la cultura popolare&#039;&#039;&amp;quot;. Dai romanzi al cinema, passando per le serie tv, i reportage giornalistici i videogiochi e i social media, tutti contribuirebbero alla costruzione di un universo narrativo &amp;quot;&#039;&#039;fortemente ideologico che può essere usato sia per denunciare, sia per rafforzare il potere simbolico delle mafie&#039;&#039;&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;Ibidem.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Differenze tra infosfera e mafiosfera===&lt;br /&gt;
Nella definizione di infosfera di Floridi, questa rappresenterebbe un ecosistema informativo che comprende dati, soggetti umani e agenti artificiali che abitano lo spazio informativo e, con le loro relazioni, ne modificano la struttura contribuendo alla sua evoluzione. Proprio per questo motivo sarebbe governato da &amp;quot;&#039;&#039;principi etici come la trasparenza, la tracciabilità e la responsabilità informativa&#039;&#039;&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;Ibidem.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo Ravveduto, invece, la mafiosfera sarebbe &amp;quot;&#039;&#039;una copia negativa, un sotto-ambiente deviato che, pur utilizzando strumenti simili, opera con finalità opposte rispetto a quelle della infosfera&#039;&#039;&amp;quot;, perché perseguirebbe &amp;quot;&#039;&#039;la manipolazione del senso, la costruzione del consenso mediante la paura, la diffusione di codici simbolici ambigui e ritualizzati e la riproduzione di un potere fondato sull’intimidazione, sull’omertà e sulla mitizzazione delle mafie&#039;&#039;&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;Ibidem.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quindi, benché entrambi ecosistemi comunicativi, l’infosfera opererebbe &amp;quot;&#039;&#039;in una logica di apertura, partecipazione e interconnessione&#039;&#039;&amp;quot;, mentre la mafiosfera sarebbe strutturata su &amp;quot;&#039;&#039;su una logica opposta, quella della chiusura, della esclusione e della mitizzazione del potere&#039;&#039;&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;Ibidem.&amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In conclusione, se l&#039;infosfera rappresenterebbe &amp;quot;&#039;&#039;un orizzonte teorico aperto all’emancipazione, alla responsabilizzazione degli individui e alla circolazione della conoscenza&#039;&#039;&amp;quot;, la mafiosfera si presenterebbe invece come: &amp;lt;blockquote&amp;gt;&amp;quot;una “zona d’ombra” dell’informazione, un ambiente chiuso e autoreferenziale, in cui la comunicazione non è uno strumento di libertà ma un mezzo di dominio, controllo e riproduzione del potere criminale. In quanto sotto-sfera deviata dell’infosfera, sfrutta i canali e le tecnologie ma ne perverte le finalità, agendo come parassita simbolico e culturale in un ambiente informativo apparentemente neutro&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 25.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;/blockquote&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===La stratificazione della mafiosfera===&lt;br /&gt;
La mafiosfera si stratificherebbe quindi su tre livelli:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
# &#039;&#039;&#039;endogeno&#039;&#039;&#039;, che comprende i sistemi comunicativi interni alle organizzazioni mafiose – codici comportamentali, rituali iniziatici, linguaggi criptici, gerarchie simboliche. La sedimentazione avverrebbe attraverso meccanismi di trasmissione orale, gestualità esoterica e pratiche performative finalizzate a consolidare l’appartenenza e l’identità del gruppo;&lt;br /&gt;
# &#039;&#039;&#039;esogeno&#039;&#039;&#039;, che riguarda la proiezione dell’immaginario mafioso verso l’esterno attraverso i media, la cultura popolare, le narrazioni audiovisive e letterarie. In questo caso la mafiosfera si manifesterebbe attraverso stereotipi, mitologie e rappresentazioni che oscillerebbero tra demonizzazione e fascinazione;&lt;br /&gt;
# &#039;&#039;&#039;interstiziale&#039;&#039;&#039;, che rappresenta lo spazio di negoziazione e contaminazione tra mondo mafioso e società civile nel quale si generano forme ibride di comunicazione che normalizzano o legittimano interessi e valori mafiosi nel tessuto sociale più ampio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Critiche==&lt;br /&gt;
Secondo Ravveduto, la mafiosfera &amp;quot;&#039;&#039;può essere un dispositivo teorico in grado di sistematizzare ricerche sparse, facilitare analisi transdisciplinari e proporre un approccio critico alla rappresentazione e alla comunicazione del potere mafioso&#039;&#039;&amp;quot;, utile per &amp;quot;&#039;&#039;indagare la persistenza culturale delle mafie, le ambiguità narrative dei media, l’ambivalenza delle narrazioni simboliche e le potenzialità della comunicazione come strumento di contrasto al dominio criminale&#039;&#039;&amp;quot;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tuttavia, il concetto è stato criticato da più parti. In particolare, Anna Sergi ha criticato sia il concetto di mafiosfera che quello di [[mafiofilia]], nati all&#039;interno del rapporto di ricerca curato da Ravveduto e diventati la base di un progetto di legge per punire nel codice penale &amp;quot;&#039;&#039;l&#039;apologia e istigazione relative al fenomeno della criminalità organizzata o mafiosa&#039;&#039;&amp;quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo Sergi, i due concetti si prestano a manipolazioni avendo una limitata chiarezza analitica, in quanto &amp;lt;blockquote&amp;gt;&amp;quot;descrivono manifestazioni culturali senza distinguere se si tratti di un prodotto della presenza mafiosa, di una conseguenza dell&#039;abbandono istituzionale, di una forma di risentimento sociale o di un codice espressivo subculturele autonomo. Questa indistinzione rende impossibile comprendere la direzione causale del fenomeno&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;Sergi, Anna (2026). &amp;quot;&#039;&#039;Canzoni, serie e reel criminali. Con il reato di apologia mafiosa, lo Stato criminalizza i sintomi e non cura la malattia&#039;&#039;&amp;quot;, La Via Libera, 17 marzo.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;/blockquote&amp;gt;Questa indistinzione, secondo Sergi, renderebbe impossibile comprendere la direzione causale del fenomeno.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Inoltre, il termine &amp;quot;&#039;&#039;&#039;&#039;&#039;mafiofilo&#039;&#039;&#039;&#039;&#039;&amp;quot; ha il limite di sovrapporre categorie completamente eterogenee: &amp;lt;blockquote&amp;gt;&amp;quot;mette sullo stesso piano chi ha legami concreti con organizzazioni criminali, chi condivide contenuti per emulazione culturale, chi lo fa per provocazione giovanile, chi utilizza quei codici come linguaggio identitario di periferia e chi semplicemente consuma prodotti culturali come serie tv o musica&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;Ibidem.&amp;lt;/ref&amp;gt;. &amp;lt;/blockquote&amp;gt;Questa confusione, secondo la studiosa, renderebbe il concetto &amp;quot;&#039;&#039;analiticamente inutilizzabile, troppo ampio per essere operativo e troppo vago per essere esplicativo&#039;&#039;&amp;quot;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Concentrandosi più su su aspetti di rappresentazione, comunicazione e diffusione di stereotipi e frame di successo, l&#039;incertezza della definizione per Sergi è probabilmente volutamente trascurata, dato che &#039;&#039;&#039;non vengono indagate le cause e le intenzioni di utilizzo&#039;&#039;&#039;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
«&#039;&#039;Del resto&#039;&#039;» - conclude Sergi - «&#039;&#039;è quell&#039;incertezza definitoria che è comune agli studi culturali sulla mafia (di cui chi scrive fa parte), a partire dalla mai del tutto superata definizione di &amp;quot;[[mentalità mafiosa]]&amp;quot;, e dalla vaghezza di alcuni concetti propri al mondo della comunicazione sul tema&#039;&#039;».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La critica è stata ulteriormente sviluppata all&#039;interno di un paper pubblicato sulla rivista internazionale &amp;quot;Crime, Media, Culture&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;Sergi, Anna (2026). &amp;quot;The ‘mafia cultural drift’: A digital ethnography of Calabrian parochialism and ’ndrangheta values on TikTok&amp;quot;, in Crime, Media, Culture: An International Journal, 0(0)[https://doi.org/10.1177/17416590261439639].&amp;lt;/ref&amp;gt;. Secondo Sergi, non sono gli utenti di TikTok ad essere attratti dai valori mafiosi, ma sono questi ultimi, in particolare nel caso della [[&#039;ndrangheta]], a far leva su norme culturali preesistenti che circolano nella società&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 19.&amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Queste norme verrebbero quindi captate dagli algoritmi delle piattaforme, finendo per rafforzare l&#039;identità di gruppo e offrire modalità per esprimere un&#039;apologia del fenomeno mafioso in generale, ad esempio attraverso la musica popolare, l&#039;identità calabrese e lo spirito religioso. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Poiché gli algoritmi creano ambienti in cui le convinzioni e le norme esistenti vengono consolidate, incluse le &amp;quot;para-ideologie mafiose&amp;quot;, &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
«il senso di vittimismo e l&#039;atteggiamento difensivo diffusi tra i calabresi - esacerbati da decenni di abbandono, razzismo ed emarginazione – potrebbero trasformare un esibizionismo radicale dell&#039;identità calabrese (anche quello intriso di valori mafiosi) in una rivendicazione identitaria e in una forma di rivincita. L&#039;ambiente digitale di TikTok – spesso per logiche di profitto – amplifica il risentimento e lo spirito di rivalsa, componenti profondamente radicate nella cultura calabrese e alimentate da percezioni storiche di inferiorità e criminalità»&amp;lt;ref&amp;gt;Ibidem.&amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il risentimento diventerebbe, quindi, &amp;quot;&#039;&#039;parte dell&#039;identità calabrese esibita e, nelle sue forme più radicali, potrebbe portare alla giustificazione dei valori mafiosi&#039;&#039;&amp;quot;, portando alcuni utenti a considerare più importante &amp;quot;&#039;&#039;riaffermare la propria calabresità&#039;&#039;&amp;quot; piuttosto che condannare le organizzazioni mafiose. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo Sergi, &amp;quot;&#039;&#039;la reputazione dei clan della &#039;ndrangheta come &amp;quot;custodi della tradizione&amp;quot;, legata alla loro visibilità sul territorio, potrebbe offrire un riconoscimento simbolico a questo pubblico sulla difensiva, anche senza alcun intervento diretto da parte dei clan stessi&#039;&#039;&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;ibidem.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Note==&lt;br /&gt;
&amp;lt;references&amp;gt;&amp;lt;/references&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Bibliografia==&lt;br /&gt;
* Archivio Il Sole 24 Ore.&lt;br /&gt;
* Ravveduto, Marcello (a cura di) (2025). &#039;&#039;Le mafie nell&#039;era digitale – Focus TikTok. II Rapporto di Ricerca&#039;&#039;, Fondazione Magna Grecia[https://fondazionemagnagrecia.it/wp-content/uploads/2025/11/Report_MED_TikTok_Sito.pdf].&lt;br /&gt;
* Sergi, Anna (2026). &amp;quot;&#039;&#039;Canzoni, serie e reel criminali. Con il reato di apologia mafiosa, lo Stato criminalizza i sintomi e non cura la malattia&#039;&#039;&amp;quot;, La Via Libera, 17 marzo.&lt;br /&gt;
* Sergi, Anna (2026). &amp;quot;The ‘mafia cultural drift’: A digital ethnography of Calabrian parochialism and ’ndrangheta values on TikTok&amp;quot;, in Crime, Media, Culture: An International Journal, 0(0)[https://doi.org/10.1177/17416590261439639].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Categoria:Mafia]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Leadermassimo</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://www.wikimafia.it/w/index.php?title=Mafiosfera&amp;diff=10953</id>
		<title>Mafiosfera</title>
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		<updated>2026-09-27T08:59:06Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Leadermassimo: Creata pagina con &amp;quot;{{#seo: |site_name=WikiMafia |keywords=mafiosfera, mafiofilia, mafiofilo, infosfera, marcello ravveduto,  |description=Mafiosfera è un concetto coniato per definire l&amp;#039;ecosistema digitale, comunicativo e simbolico in cui le organizzazioni mafiose comunicano e riproducono i propri codici identitari. |image=File:Giovanni-falcone.jpg |image_alt=mafiosfera |type=website |section=mafia }} miniatura &amp;#039;&amp;#039;&amp;#039;Mafiosfera&amp;#039;&amp;#039;&amp;#039; è un concetto coniato...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{#seo:&lt;br /&gt;
|site_name=WikiMafia&lt;br /&gt;
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|description=Mafiosfera è un concetto coniato per definire l&#039;ecosistema digitale, comunicativo e simbolico in cui le organizzazioni mafiose comunicano e riproducono i propri codici identitari.&lt;br /&gt;
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}}&lt;br /&gt;
[[File:Mafiosfera.jpg|alt=mafiosfera|miniatura]]&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Mafiosfera&#039;&#039;&#039; è un concetto coniato per definire l&#039;ecosistema digitale, comunicativo e simbolico in cui le organizzazioni mafiose comunicano e riproducono i propri codici identitari. Il concetto è mutuato dalla definizione di &amp;quot;&#039;&#039;&#039;infosfera&#039;&#039;&#039;&amp;quot;, utilizzato già nei primi anni &#039;80 del Novecento nella filosofia della comunicazione per qualificare la globalità dello spazio delle informazioni.  &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il concetto di &amp;quot;mafiosfera&amp;quot; riprende in particolare la definizione di &amp;quot;infosfera&amp;quot; di &#039;&#039;&#039;Luciano Floridi&#039;&#039;&#039;, che la riprese a sua volta da quella di &amp;quot;biosfera&amp;quot;. Per Floridi la infosfera è &amp;quot;&#039;&#039;il campo semantico costituito dalla totalità dei documenti, degli agenti e delle loro operazioni&#039;&#039;&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;Il Sole 24 Ore, &#039;&#039;In viaggio con il padre dell&#039;infosfera - intervista a Luciano Floridi&#039;&#039;, 20 maggio 2010.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Il concetto di Mafiosfera==&lt;br /&gt;
Secondo Marcello Ravveduto, il neologismo si è reso necessario per definire &amp;quot;&#039;&#039;l&#039;ambiente comunicativo, relazionale e simbolico all’interno del quale si sviluppano e si riproducono le pratiche, i codici e le narrazioni mafiose&#039;&#039;&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;Ravveduto, Marcello (a cura di) (2025). &#039;&#039;Le mafie nell&#039;era digitale – Focus TikTok. II Rapporto di Ricerca&#039;&#039;, Fondazione Magna Grecia, p. 24.&amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La mafiosfera investirebbe quindi &amp;quot;&#039;&#039;la sfera pubblica coinvolgendo attivamente i media mainstream, la comunicazione politica e la cultura popolare&#039;&#039;&amp;quot;. Dai romanzi al cinema, passando per le serie tv, i reportage giornalistici i videogiochi e i social media, tutti contribuirebbero alla costruzione di un universo narrativo &amp;quot;&#039;&#039;fortemente ideologico che può essere usato sia per denunciare, sia per rafforzare il potere simbolico delle mafie&#039;&#039;&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;Ibidem.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Differenze tra infosfera e mafiosfera===&lt;br /&gt;
Nella definizione di infosfera di Floridi, questa rappresenterebbe un ecosistema informativo che comprende dati, soggetti umani e agenti artificiali che abitano lo spazio informativo e, con le loro relazioni, ne modificano la struttura contribuendo alla sua evoluzione. Proprio per questo motivo sarebbe governato da &amp;quot;&#039;&#039;principi etici come la trasparenza, la tracciabilità e la responsabilità informativa&#039;&#039;&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;Ibidem.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo Ravveduto, invece, la mafiosfera sarebbe &amp;quot;&#039;&#039;una copia negativa, un sotto-ambiente deviato che, pur utilizzando strumenti simili, opera con finalità opposte rispetto a quelle della infosfera&#039;&#039;&amp;quot;, perché perseguirebbe &amp;quot;&#039;&#039;la manipolazione del senso, la costruzione del consenso mediante la paura, la diffusione di codici simbolici ambigui e ritualizzati e la riproduzione di un potere fondato sull’intimidazione, sull’omertà e sulla mitizzazione delle mafie&#039;&#039;&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;Ibidem.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quindi, benché entrambi ecosistemi comunicativi, l’infosfera opererebbe &amp;quot;&#039;&#039;in una logica di apertura, partecipazione e interconnessione&#039;&#039;&amp;quot;, mentre la mafiosfera sarebbe strutturata su &amp;quot;&#039;&#039;su una logica opposta, quella della chiusura, della esclusione e della mitizzazione del potere&#039;&#039;&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;Ibidem.&amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In conclusione, se l&#039;infosfera rappresenterebbe &amp;quot;&#039;&#039;un orizzonte teorico aperto all’emancipazione, alla responsabilizzazione degli individui e alla circolazione della conoscenza&#039;&#039;&amp;quot;, la mafiosfera si presenterebbe invece come: &amp;lt;blockquote&amp;gt;&amp;quot;una “zona d’ombra” dell’informazione, un ambiente chiuso e autoreferenziale, in cui la comunicazione non è uno strumento di libertà ma un mezzo di dominio, controllo e riproduzione del potere criminale. In quanto sotto-sfera deviata dell’infosfera, sfrutta i canali e le tecnologie ma ne perverte le finalità, agendo come parassita simbolico e culturale in un ambiente informativo apparentemente neutro&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 25.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;/blockquote&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===La stratificazione della mafiosfera===&lt;br /&gt;
La mafiosfera si stratificherebbe quindi su tre livelli:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
# &#039;&#039;&#039;endogeno&#039;&#039;&#039;, che comprende i sistemi comunicativi interni alle organizzazioni mafiose – codici comportamentali, rituali iniziatici, linguaggi criptici, gerarchie simboliche. La sedimentazione avverrebbe attraverso meccanismi di trasmissione orale, gestualità esoterica e pratiche performative finalizzate a consolidare l’appartenenza e l’identità del gruppo;&lt;br /&gt;
# &#039;&#039;&#039;esogeno&#039;&#039;&#039;, che riguarda la proiezione dell’immaginario mafioso verso l’esterno attraverso i media, la cultura popolare, le narrazioni audiovisive e letterarie. In questo caso la mafiosfera si manifesterebbe attraverso stereotipi, mitologie e rappresentazioni che oscillerebbero tra demonizzazione e fascinazione;&lt;br /&gt;
# &#039;&#039;&#039;interstiziale&#039;&#039;&#039;, che rappresenta lo spazio di negoziazione e contaminazione tra mondo mafioso e società civile nel quale si generano forme ibride di comunicazione che normalizzano o legittimano interessi e valori mafiosi nel tessuto sociale più ampio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Critiche==&lt;br /&gt;
Secondo Ravveduto, la mafiosfera &amp;quot;&#039;&#039;può essere un dispositivo teorico in grado di sistematizzare ricerche sparse, facilitare analisi transdisciplinari e proporre un approccio critico alla rappresentazione e alla comunicazione del potere mafioso&#039;&#039;&amp;quot;, utile per &amp;quot;&#039;&#039;indagare la persistenza culturale delle mafie, le ambiguità narrative dei media, l’ambivalenza delle narrazioni simboliche e le potenzialità della comunicazione come strumento di contrasto al dominio criminale&#039;&#039;&amp;quot;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tuttavia, il concetto è stato criticato da più parti. In particolare, Anna Sergi ha criticato sia il concetto di mafiosfera che quello di [[mafiofilia]], nati all&#039;interno del rapporto di ricerca curato da Ravveduto e diventati la base di un progetto di legge per punire nel codice penale &amp;quot;&#039;&#039;l&#039;apologia e istigazione relative al fenomeno della criminalità organizzata o mafiosa&#039;&#039;&amp;quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo Sergi, i due concetti si prestano a manipolazioni avendo una limitata chiarezza analitica, in quanto &amp;lt;blockquote&amp;gt;&amp;quot;descrivono manifestazioni culturali senza distinguere se si tratti di un prodotto della presenza mafiosa, di una conseguenza dell&#039;abbandono istituzionale, di una forma di risentimento sociale o di un codice espressivo subculturele autonomo. Questa indistinzione rende impossibile comprendere la direzione causale del fenomeno&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;Sergi, Anna (2026). &amp;quot;&#039;&#039;Canzoni, serie e reel criminali. Con il reato di apologia mafiosa, lo Stato criminalizza i sintomi e non cura la malattia&#039;&#039;&amp;quot;, La Via Libera, 17 marzo.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;/blockquote&amp;gt;Questa indistinzione, secondo Sergi, renderebbe impossibile comprendere la direzione causale del fenomeno.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Inoltre, il termine &amp;quot;&#039;&#039;&#039;&#039;&#039;mafiofilo&#039;&#039;&#039;&#039;&#039;&amp;quot; ha il limite di sovrapporre categorie completamente eterogenee: &amp;lt;blockquote&amp;gt;&amp;quot;mette sullo stesso piano chi ha legami concreti con organizzazioni criminali, chi condivide contenuti per emulazione culturale, chi lo fa per provocazione giovanile, chi utilizza quei codici come linguaggio identitario di periferia e chi semplicemente consuma prodotti culturali come serie tv o musica&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;Ibidem.&amp;lt;/ref&amp;gt;. &amp;lt;/blockquote&amp;gt;Questa confusione, secondo la studiosa, renderebbe il concetto &amp;quot;&#039;&#039;analiticamente inutilizzabile, troppo ampio per essere operativo e troppo vago per essere esplicativo&#039;&#039;&amp;quot;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Concentrandosi più su su aspetti di rappresentazione, comunicazione e diffusione di stereotipi e frame di successo, l&#039;incertezza della definizione per Sergi è probabilmente volutamente trascurata, dato che &#039;&#039;&#039;non vengono indagate le cause e le intenzioni di utilizzo&#039;&#039;&#039;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
«&#039;&#039;Del resto&#039;&#039;» - conclude Sergi - «&#039;&#039;è quell&#039;incertezza definitoria che è comune agli studi culturali sulla mafia (di cui chi scrive fa parte), a partire dalla mai del tutto superata definizione di &amp;quot;[[mentalità mafiosa]]&amp;quot;, e dalla vaghezza di alcuni concetti propri al mondo della comunicazione sul tema&#039;&#039;».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Note==&lt;br /&gt;
&amp;lt;references&amp;gt;&amp;lt;/references&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Bibliografia==&lt;br /&gt;
* Archivio Il Sole 24 Ore.&lt;br /&gt;
* Ravveduto, Marcello (a cura di) (2025). &#039;&#039;Le mafie nell&#039;era digitale – Focus TikTok. II Rapporto di Ricerca&#039;&#039;, Fondazione Magna Grecia.&lt;br /&gt;
* Sergi, Anna (2026). &amp;quot;&#039;&#039;Canzoni, serie e reel criminali. Con il reato di apologia mafiosa, lo Stato criminalizza i sintomi e non cura la malattia&#039;&#039;&amp;quot;, La Via Libera, 17 marzo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Categoria:Mafia]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Leadermassimo</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://www.wikimafia.it/w/index.php?title=File:Mafiosfera.jpg&amp;diff=10952</id>
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		<updated>2026-09-27T08:49:48Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Leadermassimo: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;mafiosfera&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Leadermassimo</name></author>
	</entry>
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		<title>Mafie in Emilia-Romagna</title>
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		<updated>2026-09-07T10:54:12Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Leadermassimo: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;[[File:Mafie-emilia-romagna.jpg|miniatura]]&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;L’Emilia-Romagna&#039;&#039;&#039; è una regione storicamente interessata al fenomeno mafioso, sin dagli anni Cinquanta e Sessanta del Novecento, con legami nel caporalato e in attività illecite &amp;quot;tradizionali, fino a evolversi progressivamente verso attività criminali complesse che abbracciano l’economia legale e una complicità della “zona grigia” istituzionale e  imprenditoriale&amp;lt;ref&amp;gt;Eugenio Arcidiacono, &#039;&#039;Evoluzione dei fenomeni di illegalità in Emilia-Romagna collegati alla criminalità di tipo mafioso&#039;&#039;, legalita.regione.emilia-romagna.it &amp;lt;/ref&amp;gt;.  &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Negli ultimi decenni, infatti, le presenze mafiose si sono intensificate, con un ruolo predominante della [[&#039;Ndrangheta|‘ndrangheta]], ma con una presenza significativa anche di esponenti di [[Cosa Nostra]] e della [[camorra]]. Il territorio regionale è stato interessato sia da episodi di plateale violenza, ma la strategia di colonizzazione della &#039;ndrangheta in particolare si è concentrata, come in altre parti d&#039;Italia e all&#039;estero, su una strategia più sottile e silenziosa, mirata a penetrare in maniera stabile il tessuto economico e sociale. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le organizzazioni di stampo mafioso nella regione si sono nutrite di appalti pubblici e hanno intensificato la loro presenza nell&#039;edilizia pubblica e privata, nello smaltimento dei rifiuti e nella ricettività turistica di alcune province dell’Emilia-Romagna&amp;lt;ref&amp;gt;Citato in “Mafie senza confini, noi senza paura”, in &#039;&#039;Fondazione Libera Informazione. Osservatorio Nazionale sull’informazione per la legalità e contro le mafie.&#039;&#039; 2011, a cura di Lorenzo Frigerio e Gaetano Liardo, p.9&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Storia e attività==&lt;br /&gt;
L’interesse da parte delle organizzazioni criminali a stampo mafioso verso l’Emilia-Romagna iniziò &#039;&#039;&#039;nella seconda metà del XX secolo&#039;&#039;&#039;, sia per effetto dell&#039;industrializzazione che caratterizzò il Nord Italia che offrì nuove opportunità di crescita economica e sviluppò la migrazione interna dal Sud Italia, sia per effetto della misura del [[Soggiorno obbligato|soggiorno obbligato]]. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Su quest&#039;ultima misura, nel 1993 il Prefetto di Bologna Enzo Mosino dichiarò inizialmente che i soggiornanti obbligati che si erano stabiliti in tutta la Regione si erano dedicati allo sviluppo di attività commerciali e industriali apparentemente lecite. Un anno dopo, tuttavia, il sostituto procuratore della Repubblica di Bologna, Carlo Ugolini, affermò che molti dei mafiosi stabiliti in Regione costituivano solo una «&#039;&#039;testa di ponte per la formazione di affari illeciti con mantenimento di collegamenti organici con le famiglie di appartenenza&#039;&#039;.»&amp;lt;ref&amp;gt;Enzo Ciconte,&#039;&#039; Mafia, camorra e ‘ndrangheta in Emilia-Romagna&#039;&#039;, Rimini, Panozzo Editore, 1998, p. 31&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
D&#039;altronde l&#039;espansione delle organizzazioni mafiose nella regione non appare come una novità, in quanto ha caratterizzato inevitabilmente ogni regione ospitante del nord Italia&amp;lt;ref&amp;gt;Nando Dalla Chiesa,  &#039;&#039;Passaggio a Nord. La colonizzazione mafiosa&#039;&#039;, EGA Edizioni Gruppo Abele, 2016&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Il soggiorno obbligato in Emilia-Romagna===&lt;br /&gt;
È impossibile fare un resoconto preciso delle persone inviate nella regione nella loro totalità, ma è possibile ricostruirla in parte grazie a una lettera del 1974 inviata dall’allora ministro dell’Interno, Paolo Emilio Taviani, che conteneva un elenco di mafiosi spostati nell’Emilia-Romagna. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tuttavia, le informazioni contenute sono scarse: non vi è indicata ad esempio la durata della misura, ma solo il nome, cognome, città di provenienza e di destinazione. Nella lettera vennero riportati circa &#039;&#039;&#039;554 soggetti&#039;&#039;&#039;, ma altre fonti confermano che nella regione vennero state trasferite circa &#039;&#039;&#039;2.035 persone&#039;&#039;&#039;, di cui &#039;&#039;&#039;1.257 provenienti dalle regioni meridionali considerate “a rischio”&#039;&#039;&#039;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Molti di questi non tornarono più nei paesi d&#039;origine, stabilendosi definitivamente in regione anche dopo la fine della misura del soggiorno obbligato, trasformando così nel corso degli anni l’Emilia Romagna in uno degli scenari di vita quotidiana di noti esponenti mafiosi di Cosa Nostra, della ‘ndrangheta e della Camorra. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tra i tanti soggiornanti obbligati, si ritrovano: &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*&#039;&#039;&#039;Giacomo Riina&#039;&#039;&#039;, zio di Totò Riina, figura di appoggio logistico per Cosa Nostra e mandato a Budrio nel 1969, da dove manteneva i collegamenti con le consorterie siciliane e attività illecite, legate al traffico di droga e alla gestione degli interessi al Nord&amp;lt;ref&amp;gt;Sofia Nardacchione,  &#039;&#039;Mafiosi in trasferta: gli anni del soggiorno obbligato in Emilia-Romagna&#039;&#039;, in irpimedia.irpi.eu, 3 dicembre 2021, consultato il 17 dicembre 2025&amp;lt;/ref&amp;gt;;&lt;br /&gt;
*&#039;&#039;&#039;Tommaso Scaduto&#039;&#039;&#039;, affiliato di Cosa Nostra da Bagheria, mandato dall’Asinara a Castelmaggiore negli anni Settanta. Considerato al nord come un vero e proprio capo e si occupava dei rapporti commerciali con soggetti locali&amp;lt;ref&amp;gt;Ibidem&amp;lt;/ref&amp;gt;;&lt;br /&gt;
*&#039;&#039;&#039;Gaetano Badalamenti&#039;&#039;&#039;, inviato a Sassuolo dal 1974 al 1976, era uno dei boss più potenti di Cosa Nostra, capomafia di Cinisi e futuro mandante dell&#039;omicido di [[Peppino Impastato]]&amp;lt;ref&amp;gt;Sofia Nardacchione,  &#039;&#039;Mafiosi in trasferta: gli anni del soggiorno obbligato in Emilia-Romagna&#039;&#039;, in irpimedia.irpi.eu, 3 dicembre 2021, consultato il 17 dicembre 2025&amp;lt;/ref&amp;gt;; &lt;br /&gt;
*&#039;&#039;&#039;Benedetto Capizzi&#039;&#039;&#039;, affiliato a Cosa Nostra nella famiglia di Villagrazia, fu inviato a Forlimpopoli;&lt;br /&gt;
*&#039;&#039;&#039;Francesco Mazzei&#039;&#039;&#039;, affiliato alla famiglia di Catania, venne inviato a Casalfiumanese e poi a Carpi, dove si specializzò nella vendita di materassi&amp;lt;ref&amp;gt;Ibidem&amp;lt;/ref&amp;gt;;&lt;br /&gt;
*&#039;&#039;&#039;Francesco Scaglione&#039;&#039;&#039;, inviato a Massa Lombarda, negli appunti dell’allora questore di Bologna venne descritto come «&#039;&#039;capace di commettere qualsiasi reato&#039;&#039;» e venne in seguito arrestato nel 1978 perché indiziato di associazione a delinquere e gestore di case da gioco&amp;lt;ref&amp;gt;Citato in Sofia Nardacchione,  &#039;&#039;Mafiosi in trasferta: gli anni del soggiorno obbligato in Emilia-Romagna&#039;&#039;, in irpimedia.irpi.eu, 3 dicembre 2021, consultato il 17 dicembre 2025&amp;lt;/ref&amp;gt;;&lt;br /&gt;
*&#039;&#039;&#039;Silvio Bardellino&#039;&#039;&#039;, trasferitosi a Vezzano sul Crostalo e poi a Marabello, il suo cognome è riconducibile allo storico clan Bardellino, riunito nella [[Nuova Famiglia]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Anche [[Salvatore Riina]], se non si fosse dato alla latitanza, sarebbe dovuto andare a San Giovanni in Persiceto, in provincia di Bologna, mentre Francesco Coppola evitò quello a Carpi&amp;lt;ref&amp;gt;Enzo Ciconte,&#039;&#039; Mafia, camorra e ‘ndrangheta in Emilia-Romagna&#039;&#039;, Rimini, Panozzo Editore, 1998, p. 43&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
È opportuno precisare che l’emigrazione e il soggiorno obbligato se presi isolatamente, non riescono a giustificare né la diffusione né l’espansione, né tantomeno il radicamento e la longevità di decenni di organizzazioni mafiose ben radicate e strutturate. Bisogna necessariamente riconoscere le responsabilità locali delle regioni del nord Italia, dove alcune condizioni hanno favorito in modo diretto o meno l’infiltrazione e presenza mafiosa. Così come si deve sottolineare anche la responsabilità delle istituzioni e apparati statali che non hanno saputo cogliere i segnali di pericolo ab origine, i quali consideravano fino a qualche tempo fa le mafie come un problema estraneo al nord.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Le attività criminali nei primi anni===&lt;br /&gt;
Nei primi anni gli appartenenti alle organizzazioni mafiose si occuparono di attività criminali &amp;quot;classiche&amp;quot;: &#039;&#039;&#039;truffe, estorsioni, usura e anche bische clandestine&#039;&#039;&#039;. Su tutte, tuttavia, spiccava il &#039;&#039;&#039;traffico degli stupefacenti&#039;&#039;&#039;, che costuiva e costituisce ancora oggi l&#039;attività maggiormente remunerativa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fino agli anni Ottanta si poté parlare di un mercato aperto nel territorio emiliano-romagnolo, in quanto le consorterie mafiose che operavano nella regione non riuscirono a coprire tutte le realtà territoriali e dunque vi fu la possibilità per chiunque volesse di occuparsi di quest’ambito, prediligendo persino delle collaborazioni. Tanto che i criminali impegnate nello spaccio agirono in stretto accordo con le organizzazioni mafiose storiche, finendo per assimilare da esse tecniche e modalità di comportamento&amp;lt;ref&amp;gt;Enzo Ciconte,&#039;&#039; Mafia, camorra e ‘ndrangheta in Emilia-Romagna&#039;&#039;, Rimini, Panozzo Editore, 1998, p. 180&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I proventi del traffico di stupefacenti, come accaduto in altre regioni, vennero riciclate in attività economiche &amp;quot;lecite&amp;quot;. In particolare, mafiosi siciliani e &#039;ndranghetisti aprirono società di &#039;&#039;&#039;trasporto su gomma&#039;&#039;&#039;, così da mantenere anche un legame con le province di origine. Un caso simbolo è quello di &#039;&#039;&#039;Giuseppe&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;Pietro Scaduto&#039;&#039;&#039; che insieme ad Antonio Spadaro costituirono la società “&#039;&#039;Linea esse&#039;&#039;”, concepita come copertura per traffici illeciti. Pian piano iniziarono anche ad acquisire ditte di ceramica di Modena, Reggio Emilia e Parma per la vendita e relativo trasporto della merce per Palermo e altre province. Le vetture poi facevano ritorno nelle città di provenienza con carichi di stupefacenti, armi e generi di contrabbando nascosti sotto a frutta e verdura&amp;lt;ref&amp;gt;Ibidem&amp;lt;/ref&amp;gt;. Anche il mercato di bestiame fu oggetto di traffici illeciti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A dimostrazione di tutto ciò vi fu l&#039;arresto nel 1987 a Bologna del palermitano &#039;&#039;&#039;Pietro Salerno&#039;&#039;&#039;, arrestato per traffico di eroina tra Palermo e l’Emilia-Romagna. Stessa sorte fu decisa dalla Corte d’appello di Bologna per altre trentaquattro persone, accusate di traffico di eroina nella metà degli anni Ottanta. L&#039;inchiesta fece emergere molti collegamenti tra ‘ndranghetisti e trafficanti di origine emiliana&amp;lt;ref&amp;gt;Ibidem&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A sostenere la tesi della “rete” tra i clan locali e non, nel mercato aperto del traffico di droga, fu un’operazione dei carabinieri di Bologna nel 1994, che accertò come tra i trafficanti di undici chili di eroina vi fossero diversi mafiosi di varia estrazione regionale, tra calabresi, siciliani, campani e pugliesi. Stessa situazione venne riscontrata anche nel 1995 con un’operazione della polizia di Stato di Bologna in collaborazione con quella di Milano e Reggio Calabria che colpì il traffico di stupefacenti derivante da elementi locali, pugliesi e soprattutto della ‘ndrangheta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Situazione attuale==&lt;br /&gt;
===La presenza mafiosa nelle province dell&#039;Emilia-Romagna===&lt;br /&gt;
Il fenomeno mafioso interessa tutte le province dell&#039;Emilia Romagna, con gradi di intensità diversi.  Il territorio regionale può essere diviso in tre aree: &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
# le province di Modena, Reggio Emilia, Parma e Piacenza, nei quali si è sviluppato un giro d’affari legato all’edilizia privata e pubblica e ad attività illecite quali estorsioni, usura, riciclaggio, truffe e traffico di stupefacenti;&lt;br /&gt;
# la provincia di Bologna, storicamente considerata “&#039;&#039;terra di tutti e di nessuno&#039;&#039;”, nella quale le organizzazioni mafiose non si sono ritagliate un monopolio e hanno operato nel riciclaggio di denaro, nell’edilizia e nelle estorsioni;&lt;br /&gt;
# la riviera romagnola, il cui insediamento mafioso è legato alla vocazione turistica del territorio ed è stato inizialmente orientato al riciclaggio di denaro. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Operando una distinzione a livello di organizzazione, nell’Emilia occidentale e nel bolognese sono risultate maggiormente attive le ’ndrine calabresi, mentre in riviera è più marcata la presenza della Camorra, con presenze accertato del clan dei Casalesi, con riferimento alle famiglie Schiavone e Zagaria.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Di seguito si analizzerà con maggior accuratezza i dettagli ad oggi emersi sulla distribuzione della criminalità organizzata nella regione, notando come sia dotata di un’ampia rete di clan attivi in tutta la provincia, con radici in tutto il territorio dell’Emilia-Romagna&amp;lt;ref&amp;gt;Osservatorio sulla Criminalità Organizzata della Provincia di Rimini, &#039;&#039;‘ndrangheta, camorra e mafia siciliana in Emilia-Romagna (2010-2015)&#039;&#039;, 2016, pp.92,93.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Provincia di Piacenza ====&lt;br /&gt;
* Per approfondire, vedi [[Mafie a Piacenza]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nella provincia di Piacenza è incontrastato il dominio di [[Nicolino Grande Aracri]], affermatosi attraverso una strategia di basso profilo che ha puntato sull&#039;infiltrazione nei settori economici più rilevanti. Accanto ai Grande Aracri operano anche le &#039;ndrine Pelle-Vottari, Coco Trovato e Vadalà-Scrivia, che contribuiscono a creare una rete criminale articolata e stabile.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le attività mafiose sul territorio piacentino si concentrano prevalentemente nell’edilizia, nella logistica, nel movimento terra e nei servizi alle imprese, settori favoriti dalla posizione strategica della provincia come snodo tra Emilia, Lombardia e grandi assi di comunicazione. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Provincia di Parma ====&lt;br /&gt;
*Per approfondire, vedi [[Mafie a Parma]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nella provincia di Parma, oltre alla ‘ndrangheta, sono state segnalate presenze e attività attribuibili a Cosa Nostra e alle principali famiglie della Camorra campana, comprese imprese riconducibili al clan dei Casalesi e altri gruppi camorristici coinvolti in traffico di stupefacenti, riciclaggio e investimenti nell’economia legale. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le mafie straniere e gruppi nigeriani sono menzionati nei rapporti giudiziari come attivi nel traffico di droga e nello sfruttamento di reti criminali&amp;lt;ref&amp;gt;&amp;quot;Dalla &#039;Ndrangheta imprenditrice ai nigeriani, la Dia stila la &amp;quot;mappa&amp;quot; delle infiltrazioni mafiose in Emilia Romagna&amp;quot;, Gazzetta di Parma, 24 febbraio 2021, consultato il 17 dicembre 2025&amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Provincia di Reggio Emilia ====&lt;br /&gt;
*Per approfondire, vedi [[Mafie a Reggio Emilia]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Reggio Emilia è considerata la “capitale” della ‘ndrangheta in regione, per via anche della marcata presenza delle famiglie legate a Nicolino Grande Aracri, tra cui le &#039;ndrine Nicosia, Arena e Amato. Qui operano anche i Casalesi e i Vallefuoco, legati alla Camorra. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo le forze di polizia, anche gruppi criminali di origine straniera, come le associazioni nigeriane, operano attivamente sul territorio con traffico di droga, sfruttamento della prostituzione e gioco d’azzardo&amp;lt;ref&amp;gt;&amp;quot;Criminalità organizzata: &amp;quot;Spaccio e azzardo, organizzazioni nigeriane molto pericolose&amp;quot;, Il Resto Del Carlino, 14 febbraio 2024, consultato il 17 dicembre 2025&amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Provincia di Modena ====&lt;br /&gt;
*Per approfondire, vedi [[Mafie a Modena]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il territorio è conteso tra Cosa Nostra, Camorra e ‘ndrangheta. Per la prima sono presenti soggetti riconducibili al mandamento di Mazara, di Trapani e di Castel Vetrano. Per quanto riguarda la camorra sono attivi sempre i Casalesi, mentre per ciò che concerne la ‘ndrangheta operano i Grande Aracri e i Femia. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le analisi sui beni confiscati e rapporti sulla criminalità organizzata mostrano come i gruppi mafiosi abbiano cercato di penetrare il tessuto economico locale, in particolare nei settori edilizio e servizi&amp;lt;ref&amp;gt;&amp;quot;&#039;Ndrangheta e camorra si spartiscono immobili e aziende Mappa interattiva dei beni confiscati in Emilia-Romagna&amp;quot;, la Nuova Ferrara, 5 settembre 2014, consultato il 17 dicembre 2025 &amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Provincia di Bologna ====&lt;br /&gt;
*Per approfondire, vedi [[Mafie a Bologna]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il capoluogo regionale, &#039;&#039;&#039;Bologna&#039;&#039;&#039;, è diviso tra il dominio delle famiglie camorriste e della ‘ndrangheta. Per la prima si fa riferimento ai Casalesi, i Lo Russo, i Moccia, i Mallardo e infine i D’Alessandro-Di Martino. Le &#039;ndrine attive sono invece Grande Aracri, Nicosia, Arena, Muto, Mammoliti, Acri, Mancuso, Bellocco, Barbaro e Femia. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo la DIA, il territorio provinciale è interessato anche dal radicamento di associazioni di tipo mafioso nigeriane, attive nel narcotraffico&amp;lt;ref&amp;gt;Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, Relazione semestrale, I semestre, 2023, p.142.&amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La posizione geografica di Bologna rende la città non solo crocevia di traffici illeciti ma anche centrale nei mercati strategici per il traffico di droga e delle altre attività criminali&amp;lt;ref&amp;gt;Osservatorio legalità, &#039;&#039;‘ndrangheta, Camorra e Mafia siciliana in Emilia-Romagna &#039;&#039;, osservatoriolegalita.rn.it, 26 settembre 2012&amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo la Direzione Investigativa Antimafia, l’Emilia-Romagna è la terza regione in Italia per [[Interdittiva antimafia|interdittive antimafia]], con numerosi casi relativi a imprese legate alla camorra e alla ‘ndrangheta. Le organizzazioni sfruttano il forte mercato economico locale per riciclare denaro e influenzare gare d’appalto nei settori dell&#039;edilizia, dei trasporti e dei servizi&amp;lt;ref&amp;gt;Alessandro Fratini, &#039;&#039;Infiltrazioni, Emilia-Romagna terza in Italia&#039;&#039;, InCronaca, incronaca.unibo.it/archivio/2025/05/28/crescono-le-interdittive-antimafia-in-regione, 28 maggio 2025, consultato il 17 dicembre 2025 &amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Provincia di Ferrara ====&lt;br /&gt;
* Per approfondire, vedi [[Mafie a Ferrara]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nella provincia di Ferrara sono state documentate diverse presenze mafiose legate alla &#039;ndrangheta (gli Acri), a Cosa Nostra (Mandamento di Camporeale) e camorra (Casalesi, Mallardo, Moccia). Qui come a Bologna sono presenti associazioni criminali nigeriane. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Provincia di Ravenna ====&lt;br /&gt;
*Per approfondire, vedi [[Mafie a Ravenna]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La provincia di Ravenna vede da anni la presenza della camorra, con esponenti dei clan dei Casalesi affiliati alle famiglie Bidognetti, Schiavine, Zagaria, Iovine, Diana e Landolfo. Presente anche la &#039;ndrangheta, con i Fernia. I vari gruppi operano principalmente nel traffico di stupefacenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Provincia di Forlì e Cesena ====&lt;br /&gt;
*Per approfondire, vedi [[Mafie a Forlì-Cesena]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Anche nella provincia di Forlì-Cesena sono presenti i Casalesi, affiancati dai Mariniello e dai Vallefuoco. Per quanto riguarda la &#039;ndrangheta, sono presenti i Forestano, legati ai Pesce di Rosarno. La presenza è meno plateale ma documentata in relazione a traffici di stupefacenti, estorsioni e infiltrazione nelle imprese locali. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Provincia di Rimini ====&lt;br /&gt;
*Per approfondire, vedi [[Mafie a Rimini]]&lt;br /&gt;
In provincia di Rimini domina prevalentemente la ‘ndrangheta, seguita dai clan di camorra dei Casalesi, D’Alessandro, Mariniello, Vallefuoco e Contini&amp;lt;ref&amp;gt;Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, Relazione semestrale, I semestre, 2023, p.142.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le interdittive antimafia negli anni hanno colpito imprese nei settori turistico-alberghiero, della ristorazione, nell&#039;immobiliare e nei servizi. Le autorità locali mantengono un monitoraggio intenso: negli ultimi anni il territorio ha registrato decine di provvedimenti di interdittiva, con città turistiche come Riccione frequentemente coinvolte, segnalando sia il rischio di infiltrazione che l’attività repressiva in corso. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====Le mafie in Riviera romagnola====&lt;br /&gt;
La Riviera romagnola, famosa per il turismo e la vita notturna, è diventata negli anni anche un &#039;&#039;&#039;terreno fertile per l&#039;infiltrazione della criminalità organizzata&#039;&#039;&#039;, in particolare della &#039;&#039;&#039;camorra&#039;&#039;&#039;. Le organizzazioni mafiose si sono inserite nel tessuto economico locale sfruttando le opportunità offerte dall&#039;industria del divertimento, della crisi economica e della vicinanza con San Marino, utile per il riciclaggio. La strategia di infiltrazione non si è fondata sulla richiesta del pizzo, ma sull&#039;erogazione di prestiti che poi hanno portato ad appropriarsi &amp;quot;legalmente&amp;quot; di loro alberghi, spiagge e ristoranti con lo stesso modus operandi del campo della ristorazione&amp;lt;ref&amp;gt;Ministero dell&#039;Interno, &#039;&#039;Il contrasto alle infiltrazioni delle mafie nel tessuto produttivo della riviera romagnola&#039;&#039;, 22 marzo 2021&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;espansione mafiosa qui non segue un unico schema: alcuni gruppi si muovono in maniera discreta, investendo nel settore del recupero crediti e nel turismo, senza ricorrere alla violenza in modo evidente. Altri invece hanno adottato un approccio più aggressivo con minacce, estorsioni e acquisizione forzata di attività economiche. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo l&#039;inchiesta Vulcano, i camorristi utilizzano metodi più sofisticati stringendo rapporti con gli imprenditori locali e riciclando denaro attraverso società di facciata e prestiti usurari. L&#039;inchiesta condotta dalla Procura di Bologna a partire dal 2010 ha svelato una rete di usura riciclaggio di denaro legato al clan camorristico di San Cipriano d’Aversa. Al centro c&#039;era un malavitoso di origine napoletana F.V., che giunto in Riviera ha costruito un sistema di prestiti e usura attraverso società di recupero crediti con sede a Rimini. Il denaro proveniente da attività illecite veniva reinvestito tramite società finanziarie collegate a San Marino, con il supporto di imprenditori e professionisti locali. Un imprenditore edile, non riuscendo a restituire un prestito, è stato vittima di minacce e ha visto le sue proprietà finire nelle mani della criminalità organizzata&amp;lt;ref&amp;gt;Vincenzo Scalia, “Cosa non solo loro. L’espansione delle mafie nella riviera romagnola”, 3 dicembre 2015, p.324, Università di Firenze&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Diverso è invece il caso dell&#039;inchiesta Mirror, conclusa nell’ottobre 2013, che ha riguardato un gruppo criminale di Secondigliano. Il clan ha sfruttato alcuni commercianti e professionisti riminesi per creare società di facciata e reclutare prestanome, cercando di imporsi con la forza nel settore di loisir. Qui il modus operandi era molto più diretto con minacce, aggressioni e tentativi di prendere il controllo forzato di locali e alberghi. Questo loro approccio però si è rivelato meno efficace, poiché l&#039;eccessiva esposizione ha portato a denunce e arresti, in quanto le vittime hanno deciso di rivolgersi alle forze dell&#039;ordine e di collaborare all&#039;inchiesta, facendo arrestare i colpevoli&amp;lt;ref&amp;gt;Vincenzo Scalia, “Cosa non solo loro. L’espansione delle mafie nella riviera romagnola”, 3 dicembre 2015, p.327, Università di Firenze&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo un’analisi dell’Osservatorio sulla Criminalità Organizzata - Cross, le mafie si insinuano anche nella vita notturna della Riviera Romagnola&amp;lt;ref&amp;gt;Rapporto Cross, &#039;&#039;Secondo rapporto trimestrale sulle aree settentrionali, per la presidenza della Commissione Parlamentare di inchiesta sul fenomeno mafioso&#039;&#039; p.143&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Principali organizzazioni mafiose attive in Emilia-Romagna===&lt;br /&gt;
====La ‘ndrangheta====&lt;br /&gt;
Il radicamento e lo sviluppo della ‘ndrangheta in Emilia-Romagna è un fenomeno complesso, che si è evoluto nel tempo da un’iniziale fase di presenza occasionale ad una vera e propria colonizzazione del territorio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Molti boss calabresi inviati nella regione in regime di soggiorno obbligato utilizzarono questa opportunità per stabilire legami con la comunità locale e radicare la presenza mafiosa nel tessuto sociale ed economico del territorio. Tra i primi mafiosi ‘ndranghetisti ad arrivare vi furono Salvatore Aquinio e Rocco Antonio Baglio&amp;lt;ref&amp;gt;Osservatorio sulla Criminalità Organizzata della Provincia di Rimini, &#039;&#039;‘ndrangheta, camorra e mafia siciliana in Emilia-Romagna (2010-2015)&#039;&#039;, 2016, p. 9.&amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Già dalla metà degli anni Settanta, individui di origine cutrese operavano nel Reggiano, sebbene non tutti fossero direttamente affiliati a gruppi criminali. Tuttavia, emergevano segnali evidenti della presenza di una criminalità strutturata, caratterizzata da episodi di violenza e da forme di controllo del territorio. Un evento chiave fu l’incendio doloso del night club Pink Pussy Cat nel 1979, che causò la morte di [[Antonio Vasapollo]], soggetto coinvolto in attività criminali a Reggio Emilia. L’incendio innescò conflitti interni al gruppo criminale locale, dando origine a una serie di faide e regolamenti di conti. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La morte di Vasapollo diede avvio a una scia di sangue che si sarebbe protratta per l’intero decennio. L’episodio avvenne tre anni prima dell’arrivo di [[Antonio Dragone]] e, contrariamente a quanto spesso si ritiene, il suo trasferimento non segnò l’inizio della presenza della ‘ndrangheta in città, ma costituì piuttosto una conseguenza di un processo di espansione criminale già in atto. La criminalità organizzata calabrese risultava, dunque, già radicata nel tessuto socio-economico di Reggio Emilia negli anni Settanta, indipendentemente dall’arrivo di esponenti di rilievo come Antonio Dragone&amp;lt;ref&amp;gt;Vittorio Mete, &#039;&#039;La ‘ndrangheta a Reggio dagli anni ’70: Dragone non fu la causa ma l’effetto&#039;&#039;, Archivio – Gazzetta di Reggio, 3 novembre 2018, consultato il 17 febbraio 2024.&amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ciò nonostante, ai fini della concreta espansione della ‘ndrangheta, assunse un ruolo centrale il trasferimento di Antonio Dragone a Quattro Castella nel 1982, sempre in regime di soggiorno obbligato. Poco dopo il suo arrivo, iniziò a scontare una pena di venticinque anni per omicidio; ciononostante, continuò a gestire i propri affari tramite il figlio. In questo periodo, la comunità cutrese si ampliò sul territorio e i suoi membri, singolarmente e in associazione, si dedicarono ad attività criminali quali il traffico di stupefacenti e le estorsioni, soprattutto ai danni di imprenditori conterranei trasferitisi nella provincia di Reggio Emilia. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’espansione raggiunse successivamente il modenese e la provincia di Rimini nei primi anni Novanta. Il potere della famiglia Dragone iniziò a indebolirsi nel 1999, in seguito all’assassinio di [[Raffaele Dragone]], figlio di Antonio. Parallelamente, [[Nicolino Grande Aracri]] consolidò progressivamente la propria posizione all’interno dell’organizzazione, in attesa della definitiva ascesa. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Cinque anni dopo, poco dopo la scarcerazione di Antonio Dragone, quest’ultimo venne ucciso in modo plateale mediante l’uso di un bazooka, evento che segnò la fine dell’egemonia del suo casato. Da quel momento, il controllo criminale passò definitivamente alla famiglia Grande Aracri, originaria di Cutro&amp;lt;ref&amp;gt;Osservatorio sulla Criminalità Organizzata della Provincia di Rimini, &#039;&#039;‘ndrangheta, camorra e mafia siciliana in Emilia-Romagna (2010-2015)&#039;&#039;, 2016, pp. 11–13.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La sua presenza in regione ha subito una trasformazione da una semplice &amp;quot;dipendenza&amp;quot; dalla casa madre calabrese ad &#039;&#039;&#039;un’autonomia operativa&#039;&#039;&#039;. Infatti, l’indagine Aemilia del 2015 rivelò la sua struttura organizzativa autonoma, capace di gestire il racket, narcotraffico e la corruzione in modo indipendente. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Imprenditori, professionisti e politici locali si pongono nella cosiddetta &amp;quot;area grigia&amp;quot;, collaborando con le cosche per trarre vantaggi economici. Le estorsioni inizialmente imposte con la forza, si trasformarono in un rapporto di &amp;quot;cointeressenza&amp;quot;: in cambio di protezione si ottennero vantaggi economici e si aprì il canale per il lavaggio di denaro sporco.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ad oggi la presenza della ‘ndrangheta continua ad essere una sfida significativa per le autorità locali e nazionali. Numerose sono state le operazioni giudiziarie e le condanne inflitte nel corso degli anni, ma la presente organizzazione criminale dimostra una notevole capacità di adattamento e rigenerazione. Le nuove generazioni hanno assunto ruoli di comando, adottando strategie più sofisticate per infiltrarsi nell’economia legale, ampliando i propri investimenti e volume di affari&amp;lt;ref&amp;gt;Citato in Massimo Lauria, &#039;&#039;‘ndrangheta in Emilia-Romagna: l’esempio del sindaco di Modena nel contrasto agli affari dei clan&#039;&#039;, avvisopubblico.it, 18 marzo 2021.Consultato il 20 febbraio 2025.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La sua attuale area di maggior interesse è rappresentata dagli appalti pubblici, specialmente quelli legati ai fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Nel 2024 è risultato che a Reggio Emilia sono state emesse interdittive antimafia nei confronti di ben ottanta imprese, operanti nel settore edile e gestite da individui legati alla criminalità organizzata. Maria Rita Cocciufa, prefetta di Reggio Emilia ha sottolineato come queste imprese siano collegate a famiglie calabresi, risaltando l’esigenza di un monitoraggio costante per prevenire infiltrazioni mafiose nei progetti finanziati con fondi pubblici&amp;lt;ref&amp;gt;Agenzia DIRE, &#039;&#039;‘ndrangheta in affari al Nord, a Reggio Emilia nel 2024 interdette 80 imprese&#039;&#039;, notizie.tiscali.it, 28 dicembre 2024. Consultato il 20 febbraio 2025.&amp;lt;/ref&amp;gt; . &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La ‘ndrangheta si infiltra attraverso aziende apparentemente lecite che vincono gare di appalto, grazie ad offerte al ribasso, intimidazioni o accordi illeciti con imprese locali. Infatti, ancora nell’indagine Aemilia, si è mostrato come le imprese legate al clan Grande Aracri fossero attive in progetti di ricostruzione post-terremoto in Emilia del 2012, sfruttando fondi pubblici&amp;lt;ref&amp;gt;Osservatorio sulla Criminalità Organizzata della Provincia di Rimini, &#039;&#039;‘ndrangheta, camorra e mafia siciliana in Emilia-Romagna (2010-2015)&#039;&#039;, 2016, p.44&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Anche il settore della ristorazione è utilizzato dalla ‘ndrangheta per ripulire il denaro sporco e spesso i locali in questo comparto vengono aperti con capitali illeciti e gestiti con una politica di prezzi bassi e alta liquidità, rendendo difficile la concorrenza per le attività oneste. Numerose inchieste hanno evidenziato la presenza di locali legati alla mafia nella città di Bologna, Reggio Emilia e Rimini ed un esempio concreto è quello dell’indagine &#039;&#039;Emilia Nera&#039;&#039; del 2018 che ha portato al sequestro di diversi esercizi commerciali a Modena e Reggio Emilia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il controllo criminale della ‘ndrangheta punta anche sul movimento terra, gestendo escavazioni, bonifiche e smaltimento di rifiuti speciali. Le imprese mafiose ottengono commesse pubbliche e gestiscono lo smaltimento di rifiuti pericolosi che danneggiano l’ambiente. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====La camorra====&lt;br /&gt;
La presenza della Camorra in Emilia-Romagna risale almeno agli anni ’80, inizialmente per via del traffico di eroina gestita dalla [[Nuova Famiglia]]. La gestione del traffico fu affidata a personaggi di spicco come Michele Zaza, che utilizzò soggetti già radicati nel territorio, in particolare a Bologna.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Negli anni ’90, anche Modena divenne una provincia strategica per la Camorra, con la presenza dei Casalesi e i napoletani del clan Gionta attivi anche nell’edilizia. Con il tempo, la regione si trasformò da semplice base logistica per latitanti a un territorio di radicamento camorristico, favorito dalla crisi economica e dalla presenza di imprenditori locali disposti a collaborare&amp;lt;ref&amp;gt;Osservatorio sulla Criminalità Organizzata della Provincia di Rimini, &#039;&#039;‘ndrangheta, camorra e mafia siciliana in Emilia-Romagna (2010-2015)&#039;&#039;, 2016, p.52&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I Casalesi iniziarono a controllare appalti, edilizia e movimentazione via terra, con una percentuale di venti o trenta percento di imprese edili della regione riconducibili ai clan. Il controllo camorrista non si fermò soltanto tra le vie delle città, tra i commerci, tra le imprese, ma arrivò persino nel carcere, in quanto vi furono episodi in cui alcuni agenti della polizia penitenziaria modenese furono corrotti per garantire un trattamento di favore ai boss detenuti&amp;lt;ref&amp;gt;Ibidem&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Oggi la camorra ha ampliato i suoi interessi, includendo il gioco d’azzardo, estorsioni e riciclaggio di denaro attraverso attività legali, adattandosi alle specificità del territorio&amp;lt;ref&amp;gt;Dimostrato dall’operazione &#039;&#039;Rischiatutto&#039;&#039;&amp;lt;/ref&amp;gt;. Secondo la DIA, c’è anche un pesante investimento in settori alberghieri, commerciali e nel mercato immobiliare, dimostrando un grande interesse nel controllo delle aste per l’acquisizione di immobili a prezzi ribassati&amp;lt;ref&amp;gt;Osservatorio sulla Criminalità Organizzata della Provincia di Rimini, &#039;&#039;‘ndrangheta, camorra e mafia siciliana in Emilia-Romagna (2010-2015)&#039;&#039;, 2016, pp. 55,56&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====Cosa Nostra====&lt;br /&gt;
La presenza di [[Cosa Nostra]] in Emilia-Romagna ha radici che risalgono almeno alla fine degli anni ’50, con il soggiorno in regione di figure di spicco, come [[Gaetano Badalamenti]], capomafia di Cinisi che soggiornò a Sassuolo. L’allora prefetto di Bologna ritenne il soggiorno obbligato come un fattore determinante di una graduale penetrazione ed estensione nel territorio emiliano-romagnolo di attività legate alla criminalità organizzata, in quanto i soggetti, sebbene apparentemente “in sonno”, mantenevano un costante contatto con la casa madre d’origine&amp;lt;ref&amp;gt;Citato in Osservatorio sulla Criminalità Organizzata della Provincia di Rimini, &#039;&#039;‘ndrangheta, camorra e mafia siciliana in Emilia-Romagna (2010-2015)&#039;&#039;, 2016, p.71&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Negli anni ’80 e ’90 l’influenza della mafia siciliana si manifestò nel &#039;&#039;&#039;gioco d’azzardo clandestino&#039;&#039;&#039; e nel &#039;&#039;&#039;traffico di droga&#039;&#039;&#039;. Gruppi legati ai Corleonesi e ai clan catanesi gestivano bische clandestine in Romagna e operavano anche nel traffico di armi. Con il declino apparente e nazionale di Cosa Nostra, a seguito dei colpi inferti da Forze dell’Ordine e magistratura nei primi anni ’90 e anche per via degli arresti di figure come Salvatore Riina e Bernardo Provenzano, la sua presenza in Emilia-Romagna si ridusse progressivamente, lasciando spazio per l’espansione alla Camorra e ‘ndrangheta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Cosa Nostra risulta ancora presente in Emilia-Romagna, mantenendo un interesse nel &#039;&#039;&#039;traffico di droga&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;nell’edilizia&#039;&#039;&#039; e investendo nello &#039;&#039;&#039;smaltimento di rifiuti&#039;&#039;&#039; e nel &#039;&#039;&#039;riciclaggio internazionale&#039;&#039;&#039; anche tramite San Marino. Nel febbraio 2014 si è individuata la presenza di Cosa Nostra in provincia di Modena, per via dell’indagine &#039;&#039;Clean up&#039;&#039; che riguardò il traffico di rifiuti in Africa, attività che secondo i giudici bolognesi è avvenuta solo in parte nell’altro continente, in quanto si sostiene che il resto del materiale sia stato smaltito illecitamente in discariche abusive locali. Sono stati poi individuati quattro siti abusivi di stoccaggio nel modenese, territorio di affari di alcuni soggetti provenienti da Trapani, vicini alle famiglie siciliane del mandamento di Castelvetrano&amp;lt;ref&amp;gt;Osservatorio sulla Criminalità Organizzata della Provincia di Rimini, &#039;&#039;‘ndrangheta, camorra e mafia siciliana in Emilia-Romagna (2010-2015)&#039;&#039;, 2016, p.76&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In sintesi, sebbene Cosa Nostra abbia visto ridurre la sua influenza nella regione rispetto al passato, essa continua ad operare nel riciclaggio e in settori economici strategici, adattandosi ai mutamenti del contesto criminale. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===La presenza mafiosa nelle attività economiche dell&#039;Emilia-Romagna===&lt;br /&gt;
====Ristorazione====&lt;br /&gt;
Le organizzazioni mafiose si sono inserite nel settore della ristorazione in Emilia-Romagna al fine di espandere il loro controllo sul territorio nel settore del turismo. Le organizzazioni mafiose, attraverso prestanome, rilevano locali in crisi e li usano per il riciclaggio di denaro, minacciando i concorrenti. L’operazione Aemilia del 2015 ha svelato una rete mafiosa radicata tra Modena, Reggio Emilia e Bologna&amp;lt;ref&amp;gt;Corriere della Calabria, &#039;&#039;‘Ndrangheta in Emilia-Romagna, l’espansione delle ‘ndrine tra estorsioni e interessi nella ristorazione&#039;&#039;, corrieredellacalabria.it, 19 agosto 2024. Consultato il 24 febbraio 2025.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Recenti arresti come quello di Saverio Giampà confermano il modus operandi infatti a lui la procura bolognese contesta l’intestazione fittizia e un tentativo di estorsione. Giampà ha gestito in modo fittizio due gelaterie e ha minacciato di morte il proprietario dell’attività concorrente. Ma questo è un mero esempio, in quanto il boom turistico della città di Bologna ha portato la politica locale ad investire sul fenomeno che punta allo sviluppo del cibo, “&#039;&#039;foodification&#039;&#039;”. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’inchiesta &amp;quot;&#039;&#039;La febbre del cibo. Le ombre della ristorazione bolognese&#039;&#039;&amp;quot; condotta dall’associazione Libera Bologna, ha rivelato che diversi esercizi commerciali, messi in difficoltà dalla crisi dovuta al Covid, sono stati acquistati a prezzi ridotti e tra i nuovi proprietari figurano individui con legami con la criminalità organizzata calabrese.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sempre grazie alle indagini condotte da Libera Bologna, si spiega il modo di operare delle organizzazioni criminali nel territorio turistico per eccellenza. Tutto parte dal diniego da parte degli istituti di credito nei confronti dell’imprenditore, il quale si rivolgerà automaticamente a soggetti non istituzionali che porranno condizioni di credito di tipo usuraio. E come possiamo ben immaginare, l’impossibilità economica sopravvenuta del commerciante porterà a mettere sul mercato le quote della stessa società. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo modo si arriverà alla cosiddetta “espropriazione dall’interno”, consentendo al soggetto criminale poi di radicarsi direttamente nell’impresa, usando però il titolare originario come prestanome. Una fonte nella video-inchiesta in questione si confida: «Quando uno ti offre certe cifre è perché ti sta buttando fuori e non puoi rifiutare. Per chi fa l’onesto è demoralizzante, perché non si arriva qui in Emilia-Romagna con la pistola puntata, ma comunque poi è come avere una pistola puntata che ti dice: “io lavoro e tu no”» &amp;lt;ref&amp;gt;Libera Bologna, &#039;&#039;La febbre del cibo. Le ombre della ristorazione bolognese&#039;&#039;, video-inchiesta di Libera Bologna, 15 febbraio 2024, minuto 28.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si conclude sottolineando che le imprese con contaminazione mafiosa comunque non porta mai il lavoro, perché analizzando i contratti o ricostruendo i rapporti lavorativi, vengono ritrovate delle anomalie e irregolarità. Spesso sotto accusa sono le buste paghe molto basse, condizioni lavorative sfavorevoli come i turni di lavoro massacranti, oppure si nota l’esatto opposto: un numero elevato di personale e condizioni apparentemente positive, con stipendi alti, ferie e tfr. Correttezza però solo apparente. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fonti affermano che il datore di lavoro usualmente chiede poi ai dipendenti di ridare indietro una parte dello stipendio in contanti e la parte passiva non agisce denunciandolo, perché si ha paura di farsi un brutto nome nel mondo della ristorazione, oppure la semplice e non banale paura di rimanere senza un posto di lavoro. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La possibilità di risparmiare sul capitale verso i dipendenti consente di praticare prezzi di mercato estremamente conveniente per il cliente che ignaro delle situazioni interne tenderà sicuramente alla scelta di quell’impresa e comporterà indirettamente un danno per il mercato, per gli altri imprenditori onesti e un diretto danno ai lavoratori &amp;lt;ref&amp;gt;Libera Bologna, &#039;&#039;La febbre del cibo. Le ombre della ristorazione bolognese&#039;&#039;, video-inchiesta di Libera Bologna, 15 febbraio 2024.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====Gioco d’azzardo====&lt;br /&gt;
La presenza della criminalità organizzata nella gestione del gioco d&#039;azzardo è un fenomeno ben documentato, in particolare nel territorio modenese dove operano gruppi legati ai Casalesi. Le indagini giudiziarie hanno evidenziato una strategia mirata della camorra per il controllo dei videopoker nei bar della città e della provincia di Modena. In questo ambito, è emerso ancora che alcuni esercenti abbiano scelto volontariamente di collaborare con la criminalità organizzata, trovando conveniente l&#039;installazione di macchinette truccate nei propri locali. La Direzione Distrettuale Antimafia di Bologna ha rilevato la presenza di gruppi legati alla ‘ndrangheta nel mercato illecito del gioco d&#039;azzardo nelle province di Bologna, Modena, Rimini, Riccione, Forlì e Ravenna, dove le bische clandestine continuano ad essere operative. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Di particolare importanza è l&#039;inchiesta “Black Monkey” che ha confermato in primo grado da parte del tribunale di Bologna l&#039;infiltrazione della criminalità organizzata nel settore del gioco d&#039;azzardo illegale di Emilia-Romagna. Le indagini, avviata nel 2010 e condotta da G.I.C.O. della Guardia di Finanza sotto la direzione della Dda di Bologna, ha portato alla condanna diversi imputati per un totale di quasi centosettanta anni di carcere ed ha confermato l&#039;esistenza di una struttura mafiosa guidata da Nicola Femia, calabrese e affiliato alla ‘ndrina dei Mazzaferro di Marina di Gioiosa Ionica. Trasferitosi nel 2002 poi a Sant&#039;Agata sul Santerno, ha creato un&#039;organizzazione criminale indipendente con sede in Romagna, la quale si occupa del controllo del gioco d&#039;azzardo illegale. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo quanto emerso dalle indagini, l&#039;organizzazione era attiva nella gestione di piattaforme di gioco online non autorizzate e nella produzione e distribuzione di apparecchiature da gioco, modificate per dichiarare incassi inferiori a quelli effettivi. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Più nello specifico, il gruppo diretto da Femia operava collegandosi a siti stranieri principalmente rumeni e britannici, privi delle necessarie autorizzazioni, che raccoglievano scommesse per decine milioni di euro. Inoltre, l&#039;associazione produceva e commercializzava apparecchi da gioco con software alterati, finalizzati a nascondere il reale volume delle giocate&amp;lt;ref&amp;gt;Gian Guido Nobili, “Strumenti e politiche della Regione Emilia-Romagna nel contrasto alle mafie”, in &#039;&#039;Mafie, legalità, lavoro &#039;&#039;. Rapporto 2018, n.48, a cura di Silvia Borelli e Vittorio Mete, p. 154.&amp;lt;/ref&amp;gt;. Dopo lo smantellamento di questi affari illeciti, la figlia di Femia, Guendalina Femia, tentò di proseguire l&#039;attività avviata dal padre, attraverso nuove società, ma le autorità bloccarono i diversi tentativi&amp;lt;ref&amp;gt;&amp;quot;La Banda&amp;quot;, Gruppo dello Zuccherificio e Adest, “Gioco d’azzardo in Emilia-Romagna, tra legale e illegale”, in &#039;&#039;Il cane non ha abbaiato. Aemilia, beni confiscati, gioco d’azzardo in Emilia-Romagna&#039;&#039;. 2017, a cura di Gruppo dello Zuccherificio, pp. 92,93,94&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si trova dell&#039;infiltrazione di tipo mafiosa ancora nel gioco d&#039;azzardo, anche in ciò che riguarda meccanismi di riciclaggio di denaro, tramite videolottery. Queste macchine permettono di inserire banconote di grosso taglio e di interrompere il gioco dopo una sola giocata, restituendo il denaro sotto forma di ticket. Questo ticket potrà poi essere cambiato dal gestore trasformando il denaro sporco in contanti apparentemente leciti. Per contrastare questo fenomeno, la Commissione Antimafia nel 2017 puntava ad eliminare questa forma di riciclaggio. Tra le soluzioni avanzate si suggerì principalmente di collegare ogni operazione di riscossione al singolo nominativo del giocatore, richiedendo l&#039;uso di un documento d&#039;identità per ottenere l&#039;autorizzazione al gioco. Inoltre, il ticket dovrebbe avere una vita temporanea permettendo la ricarica solo attraverso i versamenti diretti ai responsabili della sala. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo modo, si prospetta di garantire una maggiore tracciabilità e controllo sui flussi il denaro derivante dal gioco d&#039;azzardo&amp;lt;ref&amp;gt;&amp;quot;La Banda&amp;quot;, Gruppo dello Zuccherificio e Adest, “Gioco d’azzardo in Emilia-Romagna, tra legale e illegale”, in &#039;&#039;Il cane non ha abbaiato. Aemilia, beni confiscati, gioco d’azzardo in Emilia-Romagna&#039;&#039;. 2017, a cura di Gruppo dello Zuccherificio, p. 96&amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====Appalti pubblici====&lt;br /&gt;
Il fenomeno delle infiltrazioni mafiose negli appalti pubblici è riconosciuto come in forte espansione e ne dà testimonianza un atto di indirizzo politico del 2015, &amp;lt;ref&amp;gt;Atto di indirizzo politico, &#039;&#039;Risoluzione dell’Assemblea Legislativa dell’Emilia-Romagna&#039;&#039; Legislatura X, ogg. n. 124, 2 febbraio 2015&amp;lt;/ref&amp;gt;che evidenzia come la regione sia interessata da un fenomeno in forte espansione, acuita dal protrarsi della profonda crisi economica e occupazionale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;infiltrazione mafiosa negli appalti pubblici in Emilia-Romagna è stata oggetto di attenzione da parte delle istituzioni e delle forze dell&#039;ordine. Nel 2018, la Regione Emilia-Romagna assieme alle Prefetture hanno sottoscritto un protocollo d&#039;intesa per prevenire e contrastare le infiltrazioni mafiose nel settore degli appalti e delle concessioni di lavori pubblici, servizi e forniture, nonché dell&#039;attività urbanistica ed edilizia&amp;lt;ref&amp;gt;Ufficio stampa, &#039;&#039;Prevenzione e contrasto delle infiltrazioni mafiose negli appalti: Regione Emilia-Romagna e Prefetture firmano Protocollo d’intesa&#039;&#039;, avvisopubblico.it, 15 marzo 2018. Consultato il 27 febbraio 2025&amp;lt;/ref&amp;gt;. I prefetti dell&#039;Emilia-Romagna hanno varato protocolli di legalità contro le infiltrazioni mafiose negli appalti, mirati a garantire la legalità nelle procedure di aggiudicazione e realizzazione dei lavori pubblici. Nonostante gli sforzi istituzionali il fenomeno delle infiltrazioni mafiose negli appalti rimane una preoccupazione, richiedendo un impegno continuo da parte delle autorità competenti e dalla società civile per garantire i principi di trasparenza e di legalità nel settore. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Organizzazioni criminali estere===&lt;br /&gt;
In Emilia-Romagna la presenza della criminalità organizzata straniera è ormai una realtà consolidata, con gruppi che operano in diversi settori illeciti e che hanno sviluppato strategie sofisticate per mantenere il controllo delle loro attività. Secondo la DIA&amp;lt;ref&amp;gt;Direzione Investigativa Antimafia (2023). &#039;&#039;Relazione I semestre 2023&#039;&#039;, Roma, p.140&amp;lt;/ref&amp;gt;: &amp;lt;blockquote&amp;gt;«Le organizzazioni criminali straniere presenti in Emilia-Romagna appaiono interessate prevalentemente al settore del traffico di droga e sono arrivate progressivamente nel tempo ad occupare spazi in passato di pertinenza delle compagini criminali autoctone». &amp;lt;/blockquote&amp;gt;In sintesi, ci conferma come i settori prima di limitato dominio delle organizzazioni criminali locali siano stati fiancheggiati dalle mafie di origine straniera, quali quella albanese, nigeriana, cinese, quella dell’Est Europa e poi dalla nordafricana, spesso in collaborazione fra loro.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====Criminalità nigeriana====&lt;br /&gt;
La criminalità nigeriana è &#039;&#039;&#039;una delle presenze criminali più strutturate e pericolose&#039;&#039;&#039; in Emilia-Romagna. Negli ultimi due decenni la Nigeria è mutata per via dell’emersione di grandi organizzazioni di trafficanti di &#039;&#039;&#039;stupefacenti&#039;&#039;&#039; e non solo. Si distingue anche per il coinvolgimento nella &#039;&#039;&#039;tratta di esseri umani&#039;&#039;&#039; e nello &#039;&#039;&#039;sfruttamento della prostituzione&#039;&#039;&#039;, in particolar modo quella femminile. Le donne coinvolte provengono principalmente dallo Stato di Edo, nel sud della Nigeria e sono reclutate tramite reti locali, spesso guidate da loro conoscenti. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In molti casi le famiglie sono consapevoli del destino delle ragazze, accettato pur di sostenere economicamente i parenti rimasti in patria&amp;lt;ref&amp;gt;Citato in “Le mafie in Emilia-Romagna”, dossier realizzato dall’Università di Bologna Facoltà di Giurisprudenza, Scienze Politiche in collaborazione con le associazioni Ad Est, NoName, Articolo 21, Gruppo Dello Zuccherifici. Rapporto 2012, a cura di Stefania Pellegrini, p. 13&amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La rete si regge sulla figura delle “&#039;&#039;madame&#039;&#039;”, ex vittime a loro volta, che si occupano di gestione delle nuove arrivate, mantengono il controllo mediante violenze, minacce e riti voodoo che creano una forte soggezione psicologica. Si segnala che numerose indagini condotte dalle Forze dell’Ordine locali hanno messo in luce un legame strutturale all’interno di questa criminalità tra il traffico di droga e lo sfruttamento della prostituzione. È emerso che il commercio di cocaina è spesso organizzato da uomini nigeriani, i quali si avvalgono dei proventi generati dalle madame, attraverso lo sfruttamento delle donne costrette a prostituirsi&amp;lt;ref&amp;gt;Progetto Invisibile, Progetto europeo ENaT-2, 2008&amp;lt;/ref&amp;gt;&amp;lt;ref&amp;gt;Ibidem&amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per quanto concerne il traffico di droga, si è a conoscenza che il Paese d’origine non è produttore di droga e che il suo traffico non invade il mercato locale, ma viene utilizzata solo per rispondere alle esigenze del mercato internazionale. La numerosa manovalanza giovanile non è sempre legata strettamente all’organizzazione e assicura il servizio del traffico, mentre i capi gestiscono le reti internazionali&amp;lt;ref&amp;gt;Citato in Enzo Ciconte, &#039;&#039;Presenze criminali e mafiose di soggetti stranieri in Emilia-Romagna. Una prima ricognizione&#039;&#039;, rapporto di novembre 2019, n.3, p. 33&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A Ferrara, come confermato dalla DIA, gli spacciatori nigeriani hanno il controllo quasi assoluto del mercato della cocaina. &lt;br /&gt;
I reati commessi sono in continua crescita, con una forte incidenza nell’abusivismo commerciale e nei reati predatori&amp;lt;ref&amp;gt;Ibidem&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====Criminalità albanese====&lt;br /&gt;
La mafia albanese è anch’essa ben radicata nella regione, soprattutto nelle province costiere e lungo l’asse adriatico, dove si distingue per il &#039;&#039;&#039;traffico internazionale di stupefacenti e per lo sfruttamento della prostituzione&#039;&#039;&#039;. Secondo le varie relazioni della DIA e della magistratura, i gruppi albanesi mantengono stretti rapporti con la ‘ndrangheta, che ne riconosce l’affidabilità e ne fa uso come i fornitori di fiducia soprattutto per marijuana e cocaina&amp;lt;ref&amp;gt;Ibidem, p.70&amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il controllo del territorio da parte della criminalità albanese al momento non è paragonabile a quello delle mafie italiane, ma si manifesta comunque con l’intimidazione e la violenza. Il reclutamento avviene spesso su base familiare e territoriale, rendendo i gruppi coesi e difficilmente penetrabili dalle forze dell’ordine. Una delle operazioni più significative è quella denominata “Free Flight” che ha smantellato una cellula responsabile dell’importazione massiccia di droga dell’Albania alla riviera romagnola&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 29&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====Criminalità cinese====&lt;br /&gt;
La criminalità cinese, radicata da decenni in Italia, si manifesta in Emilia-Romagna principalmente con &#039;&#039;&#039;modalità invisibili&#039;&#039;&#039;, mantenendo un basso profilo per evitare eventuali allarmi sociali. Le attività criminali girano intorno alla prostituzione indoor, mediante modalità di lavoro riservate, evitando la strada e privilegiando appartamenti privati o centri massaggi, spesso sotto copertura. Poi si manifestano estorsione e usura ai danni di connazionali, ovvero verso imprenditori cinesi attivi nel commercio, mediante prestiti all’apparenza amichevoli che poi si trasformeranno in taglieggiamenti violenti&amp;lt;ref&amp;gt; Citato in “Le mafie in Emilia-Romagna”, dossier realizzato dall’Università di Bologna Facoltà di Giurisprudenza, Scienze Politiche in collaborazione con le associazioni Ad Est, NoName, Articolo 21, Gruppo Dello Zuccherifici. Rapporto 2012, a cura di Stefania Pellegrini, p. 9&amp;lt;/ref&amp;gt; . &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un altro settore chiave è la &#039;&#039;&#039;manodopera irregolare nei laboratori clandestini tessili&#039;&#039;&#039;, dove lavorano intere famiglie inclusi i minori, in condizioni di semi-schiavitù. A Reggio Emilia, in un capannone, quarantasette persone lavoravano per diciotto ore al giorno con il fine di guadagnare venticinque euro al mese per le donne e settanta euro al mese per gli uomini, vivendo notte e giorno lì, senza riscaldamento né finestre. Le consorterie cinesi si occupano anche del traffico di droga in occasioni mondane e nei club privati, soprattutto ecstasy e ketamina veniva distribuita durante feste in discoteche e ambienti frequentati dalla comunità asiatica. In alcune indagini è emerso il coinvolgimento di cinesi nella gestione di party a pagamento con prostituzione e spaccio combinati&amp;lt;ref&amp;gt;Ibidem&amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Uno dei suoi canali più storici di profitto è il traffico di merci contraffate, in particolare di abbigliamento e accessori griffati, mediante reti di distribuzione mediante sia canali online che vendita diretta attraverso grossisti locali. E per concludere, altri segmenti della mafia cinese si occupano anche del favoreggiamento dell’immigrazione irregolare, soprattutto tra connazionali, fornendo documenti falsi e coperture lavorative. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====Gruppi dell’Est Europa====&lt;br /&gt;
I gruppi dell’Est Europa, in particolare rumeni e moldavi, operano prevalentemente nello sfruttamento della &#039;&#039;&#039;prostituzione&#039;&#039;&#039; e della &#039;&#039;&#039;manodopera clandestina&#039;&#039;&#039;. Le donne dell’Est si alternano alle nigeriane nei turni di strada: le prime di giorno e le seconde di notte. I rumeni sono attivi anche nei cantieri edili e campi agricoli, dove gestiscono lavoratori ovviamente irregolari&amp;lt;ref&amp;gt;Citato in Enzo Ciconte, &#039;&#039;Presenze criminali e mafiose di soggetti stranieri in Emilia-Romagna. Una prima ricognizione&#039;&#039;, rapporto di novembre 2019, n.3, p. 30&amp;lt;/ref&amp;gt;. Questi gruppi sono meno strutturati delle mafie storiche, ma comunque ben radicati e violenti. Inoltre, collaborano con altri gruppi stranieri e talvolta italiani per gestire segmenti del mercato della prostituzione e del traffico di esseri umani.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====Gruppi nordafricani====&lt;br /&gt;
La criminalità nordafricana è composta prevalentemente da &#039;&#039;&#039;marocchini, tunisini e algerini&#039;&#039;&#039; ed è attiva nello spaccio di sostanze &#039;&#039;&#039;stupefacenti&#039;&#039;&#039; e nel &#039;&#039;&#039;contrabbando&#039;&#039;&#039;. I gruppi afghani e iraniani sono coinvolti in reti di passeur, specializzati nel traffico di migranti clandestini verso il Nord Europa&amp;lt;ref&amp;gt; Citato in “Le mafie in Emilia-Romagna”, dossier realizzato dall’Università di Bologna Facoltà di Giurisprudenza, Scienze Politiche in collaborazione con le associazioni Ad Est, NoName, Articolo 21, Gruppo Dello Zuccherifici. Rapporto 2012, a cura di Stefania Pellegrini, p. 8&amp;lt;/ref&amp;gt;. Questi gruppi pur non reggendo il paragone con le mafie albanesi o nigeriane, contribuiscono all’espansione della criminalità globale anche in territori come quello emiliano-romagnolo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Inchieste giudiziarie==&lt;br /&gt;
L&#039;inchiesta più importante negli ultimi anni che ha disvelato la presenza mafiosa in Emilia-Romagna è sicuramente [[Operazione Aemilia|l&#039;operazione Aemilia]], che poi sfociò nell&#039;omonimo &#039;&#039;&#039;maxiprocesso&#039;&#039;&#039; che portò alla luce la vocazione imprenditrice e moderna della ‘ndrangheta, scacciando definitivamente lo stereotipo della regione come dotata di anticorpi grazie ai quali era impossibile un radicamento mafiose come nelle altre regioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il [[28 gennaio]] [[2015]] scattò l&#039;operazione coordinata dalle Procure distrettuale di Bologna e Catanzaro, che interessò oltre all&#039;Emilia-Romagna anche Lombardia, Piemonte, Veneto, Calabria e Sicilia, per un totale di circa 160 arresti per reati che includevano associazione mafiosa, usura, estorsioni, false fatturazioni, incendi dolosi e intestazioni fittizie, collegate tutte in un modo o nell&#039;altro alla ‘ndrina Grande Aracri di Cutro&amp;lt;ref&amp;gt;Agende Rosse Modena, &#039;&#039;Processo Aemilia. Storia di un processo&#039;&#039;, processoeamilia.it, 14 agosto 2024&amp;lt;/ref&amp;gt;. L’inchiesta fece tremare l’intero Nord Italia, evidenziando la presenza radicata di un vasto sodalizio criminale nel tessuto produttivo ed economico italiano. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il rito ordinario del maxiprocesso si tenne nell’aula bunker di Reggio Emilia a partire dal 23 marzo 2016, coinvolgendo 147 imputati e raccogliendo 195 udienze. Da sommare poi i 71 procedimenti in rito abbreviato. Il 31 ottobre 2018 il tribunale di Reggio Emilia emise una sentenza con 119 condanne, che contava complessivamente 1223 anni di carcere, con 29 assoluzioni e 5 prescrizioni&amp;lt;ref&amp;gt;AMDuemila, &#039;&#039;Processo Aemilia, c’è la sentenza con 119 condanne&#039;&#039;, aantimafiaduemila.com, 31 ottobre 2018&amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il 17 dicembre 2020, la Corte di Bologna confermò la matrice mafiosa del gruppo emiliano-‘ndranghetista operante a Reggio Emilia, Parma e zone limitrofe, dando oltre 700 anni di carcere, ricalcolò delle pene per una ventina di imputati, ma ribadì anche l’entità mafiosa delle figure apicali come Michele Bolognino, Gaetano Blasco, Giuseppe Iaquinta e Augusto Bianchini &amp;lt;ref&amp;gt;Sofia Nardacchione, &#039;&#039; &#039;Ndrangheta: 700 anni di carcere al maxiprocesso Aemilia&#039;&#039;, lavialibera.it, 9 maggio 2022&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La sentenza definitiva fu pronunciata dalla Corte di Cassazione il 7 maggio 2022 (sentenza n.39774/22) che respinse la totalità dei 75 ricorsi presentati, rigettandone 36 e dichiarando l’inammissibilità di 39, confermò ancora una volta poi la piena esistenza dell’associazione mafiosa, l’autonomia e l’imprenditorialità del gruppo: un sodalizio con proprie risorse, uomini, mezzi e finalità criminali, sottolineando non solo la sua subordinazione alla ‘ndrina di Cutro, ma come possessori di una propria identità criminale, mantenendo pur sempre rapporti con la “madre” calabrese&amp;lt;ref&amp;gt;Redazione Giurisprudenza Penale, &#039;&#039; Procedimento “Aemilia”: depositate le motivazioni della sentenza della Corte di Cassazione&#039;&#039;, giurisprudenzapenale.com, 23 ottobre 2022&amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La Cassazione sostenne che la strategia associativa era finalizzata a colonizzare l’economia emiliana, affiancandosi ad imprenditori, professionisti, pseudo-istituzioni e organizzazioni massoniche e che in un territorio come quello emiliano-romagnolo non ci siano più riti, affiliazioni e rituali tradizionali, ma solo nuove modalità che puntano al controllo del territorio e al massimo profitto&amp;lt;ref&amp;gt;Sofia Nardacchione, &#039;&#039; &#039;Ndrangheta: 700 anni di carcere al maxiprocesso Aemilia&#039;&#039;, lavialibera.it, 9 maggio 2022&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 2019 emersero nuovi filoni con l&#039;inchiesta “Grimilde”, che confermò nuovamente il consolidamento nel settore agro-alimentare, con frodi sui fondi europei e avvalimento elettorale&amp;lt;ref&amp;gt;Sofia Nardacchione, &#039;&#039; ‘Processo Grimilde. Dopo Aemilia, la ‘ndrangheta faceva affari con frodi e caporalato&#039;&#039;, lavialibera.it, 22 giugno 2022&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Beni confiscati===&lt;br /&gt;
L’Emilia-Romagna è la terza regione del nord Italia per numero di beni confiscati alla criminalità organizzata. Secondo i dati forniti dalla regione aggiornati al 2025, sono stati confiscati un totale di 965 beni immobili alle mafie. Di questi, 244 sono stati destinati, mentre 91 aziende sono in gestione da enti o associazioni e 48 sono state assegnate per il riutilizzo a fini sociali. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nonostante i progressi, permangono sfide nella gestione e destinazione di questi beni, infatti per affrontare queste criticità la regione ha previsto un incremento delle risorse economiche destinate al recupero e alla valorizzazione di questi beni, con l’obiettivo di sostenere i comuni nell’affrontare l’aumento delle confische derivanti da operazioni come il processo “Aemilia” &amp;lt;ref&amp;gt;Emilia-Romagna Notizie, &#039;&#039;Legalità. Beni confiscati alla criminalità organizzata, dopo il processo ‘Aemilia’ crescono in regione le assegnazioni agli enti locali di immobili e terreni: la Regione pronta a stanziare più risorse per supportare i Comuni nel riutilizzo a fini sociali. L’assessora Mazzoni: “Così si garantiscono valori di giustizia sociale, restituendo alle comunità una ricchezza”&#039;&#039;, notizie.regione.emilia-romagna.it, 28 febbraio 2025 &amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Semplificando, i beni confiscati in Emilia-Romagna vengono destinati a diverse finalità, tra cui:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*&#039;&#039;&#039;Servizi sociali e abitativi&#039;&#039;&#039;, realizzando alloggi per persone in condizioni di marginalità o vittime di usura, centri di accoglienza, strutture per anziani;&lt;br /&gt;
*&#039;&#039;&#039;Spazi pubblici&#039;&#039;&#039;, parchi, aree verdi, centri culturali e sportivi;&lt;br /&gt;
*&#039;&#039;&#039;Attività economiche&#039;&#039;&#039;, iniziative imprenditoriali guidate da principi etici e sostenibili&amp;lt;ref&amp;gt;Regione Emilia-Romagna Legalità, &#039;&#039;Lotta alla criminalità e a tutte le mafie: Emilia-Romagna, nuove azioni e piano per la gestione dei beni confiscati&#039;&#039;, legalita.regione.emilia-romagna.it &amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La regione promuove attività educative e culturali per sensibilizzare la cittadinanza sulla legalità e sull’uso dei beni confiscati e per facilitare la gestione di essi sono stati sottoscritti protocolli d’intesa con i tribunali di Bologna e Reggio Emilia&amp;lt;ref&amp;gt; Regione Emilia-Romagna Legalità, &#039;&#039;Beni confiscati alla criminalità. Protocolli d’intesa&#039;&#039;, legalita.regione.emilia-romagna.it, visitato il 21 giugno 2025 &amp;lt;/ref&amp;gt;, con lo scopo di garantire una gestione tempestiva ed efficace dei beni, favorendo il loro riutilizzo a fini sociali. Ma nonostante i progressi, permangono sfide nella gestione dei beni confiscati, tra cui la lentezza delle procedure burocratiche e la necessità di una maggiore collaborazione con le istituzioni. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Note==&lt;br /&gt;
&amp;lt;references&amp;gt;&amp;lt;/references&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Bibliografia==&lt;br /&gt;
*Archivio Storico della Gazzetta di Reggio.&lt;br /&gt;
*Ciconte, Enzo (1998). &#039;&#039;Mafia, camorra e ‘ndrangheta in Emilia-Romagna&#039;&#039;, Rimini, Panozzo Editore, 1998&lt;br /&gt;
*Ciconte, Enzo (a cura di) (2018). &#039;&#039;Presenze criminali e mafiose di soggetti stranieri in Emilia-Romagna. Una prima ricognizione&#039;&#039;, rapporto di novembre 2019, n.3.&lt;br /&gt;
*CROSS (2015). &#039;&#039;Secondo rapporto trimestrale sulle aree settentrionali, per la presidenza della Commissione Parlamentare di inchiesta sul fenomeno mafioso&#039;&#039;, Università degli Studi di Milano, marzo 2015.&lt;br /&gt;
*Direzione Investigativa Antimafia (2024). &#039;&#039;Relazione I semestre 2023, Roma.&lt;br /&gt;
*Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo (2017). &#039;&#039;Relazione annuale sulle attività svolte dal Procuratore nazionale e dalla Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo nonché sulle dinamiche e strategie della criminalità organizzata di tipo mafioso, periodo 1 luglio 2015 - 30 giugno 2016&#039;&#039;, prot. 12720/2017/PNA, 12 aprile 2017.&lt;br /&gt;
*Osservatorio sulla Criminalità Organizzata della Provincia di Rimini (2016) &#039;&#039;‘Ndrangheta, Camorra e Mafia siciliana in Emilia-Romagna (2010-2015)&#039;&#039;, osservatoriollegalità.rn.it.&lt;br /&gt;
*Pellegrini, Stefania (2012) (a cura di) &#039;&#039;Le mafie in Emilia-Romagna, Rapporto 2012&#039;&#039;, Bologna.&lt;br /&gt;
*Scalia, Vincenzo (2015) (a cura di) . &#039;&#039;Cosa non solo loro. L’espansione delle mafie nella riviera romagnola&#039;&#039;, 3 dicembre 2015, Università di Firenze.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Categoria:Emilia-Romagna]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Leadermassimo</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://www.wikimafia.it/w/index.php?title=Mafie_in_Emilia-Romagna&amp;diff=10950</id>
		<title>Mafie in Emilia-Romagna</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://www.wikimafia.it/w/index.php?title=Mafie_in_Emilia-Romagna&amp;diff=10950"/>
		<updated>2026-09-07T10:30:35Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Leadermassimo: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;[[File:Mafie-emilia-romagna.jpg|miniatura]]&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;L’Emilia-Romagna&#039;&#039;&#039; è una regione storicamente interessata al fenomeno mafioso, sin dagli anni Cinquanta e Sessanta del Novecento, con legami nel caporalato e in attività illecite &amp;quot;tradizionali, fino a evolversi progressivamente verso attività criminali complesse che abbracciano l’economia legale e una complicità della “zona grigia” istituzionale e  imprenditoriale&amp;lt;ref&amp;gt;Eugenio Arcidiacono, &#039;&#039;Evoluzione dei fenomeni di illegalità in Emilia-Romagna collegati alla criminalità di tipo mafioso&#039;&#039;, legalita.regione.emilia-romagna.it &amp;lt;/ref&amp;gt;.  &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Negli ultimi decenni, infatti, le presenze mafiose si sono intensificate, con un ruolo predominante della [[&#039;Ndrangheta|‘ndrangheta]], ma con una presenza significativa anche di esponenti di [[Cosa Nostra]] e della [[camorra]]. Il territorio regionale è stato interessato sia da episodi di plateale violenza, ma la strategia di colonizzazione della &#039;ndrangheta in particolare si è concentrata, come in altre parti d&#039;Italia e all&#039;estero, su una strategia più sottile e silenziosa, mirata a penetrare in maniera stabile il tessuto economico e sociale. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le organizzazioni di stampo mafioso nella regione si sono nutrite di appalti pubblici e hanno intensificato la loro presenza nell&#039;edilizia pubblica e privata, nello smaltimento dei rifiuti e nella ricettività turistica di alcune province dell’Emilia-Romagna&amp;lt;ref&amp;gt;Citato in “Mafie senza confini, noi senza paura”, in &#039;&#039;Fondazione Libera Informazione. Osservatorio Nazionale sull’informazione per la legalità e contro le mafie.&#039;&#039; 2011, a cura di Lorenzo Frigerio e Gaetano Liardo, p.9&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Storia e attività==&lt;br /&gt;
L’interesse da parte delle organizzazioni criminali a stampo mafioso verso l’Emilia-Romagna iniziò &#039;&#039;&#039;nella seconda metà del XX secolo&#039;&#039;&#039;, sia per effetto dell&#039;industrializzazione che caratterizzò il Nord Italia che offrì nuove opportunità di crescita economica e sviluppò la migrazione interna dal Sud Italia, sia per effetto della misura del [[Soggiorno obbligato|soggiorno obbligato]]. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Su quest&#039;ultima misura, nel 1993 il Prefetto di Bologna Enzo Mosino dichiarò inizialmente che i soggiornanti obbligati che si erano stabiliti in tutta la Regione si erano dedicati allo sviluppo di attività commerciali e industriali apparentemente lecite. Un anno dopo, tuttavia, il sostituto procuratore della Repubblica di Bologna, Carlo Ugolini, affermò che molti dei mafiosi stabiliti in Regione costituivano solo una «&#039;&#039;testa di ponte per la formazione di affari illeciti con mantenimento di collegamenti organici con le famiglie di appartenenza&#039;&#039;.»&amp;lt;ref&amp;gt;Enzo Ciconte,&#039;&#039; Mafia, camorra e ‘ndrangheta in Emilia-Romagna&#039;&#039;, Rimini, Panozzo Editore, 1998, p. 31&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
D&#039;altronde l&#039;espansione delle organizzazioni mafiose nella regione non appare come una novità, in quanto ha caratterizzato inevitabilmente ogni regione ospitante del nord Italia&amp;lt;ref&amp;gt;Nando Dalla Chiesa,  &#039;&#039;Passaggio a Nord. La colonizzazione mafiosa&#039;&#039;, EGA Edizioni Gruppo Abele, 2016&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Il soggiorno obbligato in Emilia-Romagna===&lt;br /&gt;
È impossibile fare un resoconto preciso delle persone inviate nella regione nella loro totalità, ma è possibile ricostruirla in parte grazie a una lettera del 1974 inviata dall’allora ministro dell’Interno, Paolo Emilio Taviani, che conteneva un elenco di mafiosi spostati nell’Emilia-Romagna. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tuttavia, le informazioni contenute sono scarse: non vi è indicata ad esempio la durata della misura, ma solo il nome, cognome, città di provenienza e di destinazione. Nella lettera vennero riportati circa &#039;&#039;&#039;554 soggetti&#039;&#039;&#039;, ma altre fonti confermano che nella regione vennero state trasferite circa &#039;&#039;&#039;2.035 persone&#039;&#039;&#039;, di cui &#039;&#039;&#039;1.257 provenienti dalle regioni meridionali considerate “a rischio”&#039;&#039;&#039;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Molti di questi non tornarono più nei paesi d&#039;origine, stabilendosi definitivamente in regione anche dopo la fine della misura del soggiorno obbligato, trasformando così nel corso degli anni l’Emilia Romagna in uno degli scenari di vita quotidiana di noti esponenti mafiosi di Cosa Nostra, della ‘ndrangheta e della Camorra. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tra i tanti soggiornanti obbligati, si ritrovano: &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*&#039;&#039;&#039;Giacomo Riina&#039;&#039;&#039;, zio di Totò Riina, figura di appoggio logistico per Cosa Nostra e mandato a Budrio nel 1969, da dove manteneva i collegamenti con le consorterie siciliane e attività illecite, legate al traffico di droga e alla gestione degli interessi al Nord&amp;lt;ref&amp;gt;Sofia Nardacchione,  &#039;&#039;Mafiosi in trasferta: gli anni del soggiorno obbligato in Emilia-Romagna&#039;&#039;, in irpimedia.irpi.eu, 3 dicembre 2021, consultato il 17 dicembre 2025&amp;lt;/ref&amp;gt;;&lt;br /&gt;
*&#039;&#039;&#039;Tommaso Scaduto&#039;&#039;&#039;, affiliato di Cosa Nostra da Bagheria, mandato dall’Asinara a Castelmaggiore negli anni Settanta. Considerato al nord come un vero e proprio capo e si occupava dei rapporti commerciali con soggetti locali&amp;lt;ref&amp;gt;Ibidem&amp;lt;/ref&amp;gt;;&lt;br /&gt;
*&#039;&#039;&#039;Gaetano Badalamenti&#039;&#039;&#039;, inviato a Sassuolo dal 1974 al 1976, era uno dei boss più potenti di Cosa Nostra, capomafia di Cinisi e futuro mandante dell&#039;omicido di [[Peppino Impastato]]&amp;lt;ref&amp;gt;Sofia Nardacchione,  &#039;&#039;Mafiosi in trasferta: gli anni del soggiorno obbligato in Emilia-Romagna&#039;&#039;, in irpimedia.irpi.eu, 3 dicembre 2021, consultato il 17 dicembre 2025&amp;lt;/ref&amp;gt;; &lt;br /&gt;
*&#039;&#039;&#039;Benedetto Capizzi&#039;&#039;&#039;, affiliato a Cosa Nostra nella famiglia di Villagrazia, fu inviato a Forlimpopoli;&lt;br /&gt;
*&#039;&#039;&#039;Francesco Mazzei&#039;&#039;&#039;, affiliato alla famiglia di Catania, venne inviato a Casalfiumanese e poi a Carpi, dove si specializzò nella vendita di materassi&amp;lt;ref&amp;gt;Ibidem&amp;lt;/ref&amp;gt;;&lt;br /&gt;
*&#039;&#039;&#039;Francesco Scaglione&#039;&#039;&#039;, inviato a Massa Lombarda, negli appunti dell’allora questore di Bologna venne descritto come «&#039;&#039;capace di commettere qualsiasi reato&#039;&#039;» e venne in seguito arrestato nel 1978 perché indiziato di associazione a delinquere e gestore di case da gioco&amp;lt;ref&amp;gt;Citato in Sofia Nardacchione,  &#039;&#039;Mafiosi in trasferta: gli anni del soggiorno obbligato in Emilia-Romagna&#039;&#039;, in irpimedia.irpi.eu, 3 dicembre 2021, consultato il 17 dicembre 2025&amp;lt;/ref&amp;gt;;&lt;br /&gt;
*&#039;&#039;&#039;Silvio Bardellino&#039;&#039;&#039;, trasferitosi a Vezzano sul Crostalo e poi a Marabello, il suo cognome è riconducibile allo storico clan Bardellino, riunito nella [[Nuova Famiglia]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Anche [[Salvatore Riina]], se non si fosse dato alla latitanza, sarebbe dovuto andare a San Giovanni in Persiceto, in provincia di Bologna, mentre Francesco Coppola evitò quello a Carpi&amp;lt;ref&amp;gt;Enzo Ciconte,&#039;&#039; Mafia, camorra e ‘ndrangheta in Emilia-Romagna&#039;&#039;, Rimini, Panozzo Editore, 1998, p. 43&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
È opportuno precisare che l’emigrazione e il soggiorno obbligato se presi isolatamente, non riescono a giustificare né la diffusione né l’espansione, né tantomeno il radicamento e la longevità di decenni di organizzazioni mafiose ben radicate e strutturate. Bisogna necessariamente riconoscere le responsabilità locali delle regioni del nord Italia, dove alcune condizioni hanno favorito in modo diretto o meno l’infiltrazione e presenza mafiosa. Così come si deve sottolineare anche la responsabilità delle istituzioni e apparati statali che non hanno saputo cogliere i segnali di pericolo ab origine, i quali consideravano fino a qualche tempo fa le mafie come un problema estraneo al nord.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Le attività criminali nei primi anni===&lt;br /&gt;
Nei primi anni gli appartenenti alle organizzazioni mafiose si occuparono di attività criminali &amp;quot;classiche&amp;quot;: &#039;&#039;&#039;truffe, estorsioni, usura e anche bische clandestine&#039;&#039;&#039;. Su tutte, tuttavia, spiccava il &#039;&#039;&#039;traffico degli stupefacenti&#039;&#039;&#039;, che costuiva e costituisce ancora oggi l&#039;attività maggiormente remunerativa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fino agli anni Ottanta si poté parlare di un mercato aperto nel territorio emiliano-romagnolo, in quanto le consorterie mafiose che operavano nella regione non riuscirono a coprire tutte le realtà territoriali e dunque vi fu la possibilità per chiunque volesse di occuparsi di quest’ambito, prediligendo persino delle collaborazioni. Tanto che i criminali impegnate nello spaccio agirono in stretto accordo con le organizzazioni mafiose storiche, finendo per assimilare da esse tecniche e modalità di comportamento&amp;lt;ref&amp;gt;Enzo Ciconte,&#039;&#039; Mafia, camorra e ‘ndrangheta in Emilia-Romagna&#039;&#039;, Rimini, Panozzo Editore, 1998, p. 180&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I proventi del traffico di stupefacenti, come accaduto in altre regioni, vennero riciclate in attività economiche &amp;quot;lecite&amp;quot;. In particolare, mafiosi siciliani e &#039;ndranghetisti aprirono società di &#039;&#039;&#039;trasporto su gomma&#039;&#039;&#039;, così da mantenere anche un legame con le province di origine. Un caso simbolo è quello di &#039;&#039;&#039;Giuseppe&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;Pietro Scaduto&#039;&#039;&#039; che insieme ad Antonio Spadaro costituirono la società “&#039;&#039;Linea esse&#039;&#039;”, concepita come copertura per traffici illeciti. Pian piano iniziarono anche ad acquisire ditte di ceramica di Modena, Reggio Emilia e Parma per la vendita e relativo trasporto della merce per Palermo e altre province. Le vetture poi facevano ritorno nelle città di provenienza con carichi di stupefacenti, armi e generi di contrabbando nascosti sotto a frutta e verdura&amp;lt;ref&amp;gt;Ibidem&amp;lt;/ref&amp;gt;. Anche il mercato di bestiame fu oggetto di traffici illeciti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A dimostrazione di tutto ciò vi fu l&#039;arresto nel 1987 a Bologna del palermitano &#039;&#039;&#039;Pietro Salerno&#039;&#039;&#039;, arrestato per traffico di eroina tra Palermo e l’Emilia-Romagna. Stessa sorte fu decisa dalla Corte d’appello di Bologna per altre trentaquattro persone, accusate di traffico di eroina nella metà degli anni Ottanta. L&#039;inchiesta fece emergere molti collegamenti tra ‘ndranghetisti e trafficanti di origine emiliana&amp;lt;ref&amp;gt;Ibidem&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A sostenere la tesi della “rete” tra i clan locali e non, nel mercato aperto del traffico di droga, fu un’operazione dei carabinieri di Bologna nel 1994, che accertò come tra i trafficanti di undici chili di eroina vi fossero diversi mafiosi di varia estrazione regionale, tra calabresi, siciliani, campani e pugliesi. Stessa situazione venne riscontrata anche nel 1995 con un’operazione della polizia di Stato di Bologna in collaborazione con quella di Milano e Reggio Calabria che colpì il traffico di stupefacenti derivante da elementi locali, pugliesi e soprattutto della ‘ndrangheta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Situazione attuale==&lt;br /&gt;
===La presenza mafiosa nelle province dell&#039;Emilia-Romagna===&lt;br /&gt;
Il fenomeno mafioso interessa tutte le province dell&#039;Emilia Romagna, con gradi di intensità diversi.  Il territorio regionale può essere diviso in tre aree: &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
# le province di Modena, Reggio Emilia, Parma e Piacenza, nei quali si è sviluppato un giro d’affari legato all’edilizia privata e pubblica e ad attività illecite quali estorsioni, usura, riciclaggio, truffe e traffico di stupefacenti;&lt;br /&gt;
# la provincia di Bologna, storicamente considerata “&#039;&#039;terra di tutti e di nessuno&#039;&#039;”, nella quale le organizzazioni mafiose non si sono ritagliate un monopolio e hanno operato nel riciclaggio di denaro, nell’edilizia e nelle estorsioni;&lt;br /&gt;
# la riviera romagnola, il cui insediamento mafioso è legato alla vocazione turistica del territorio ed è stato inizialmente orientato al riciclaggio di denaro. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Operando una distinzione a livello di organizzazione, nell’Emilia occidentale e nel bolognese sono risultate maggiormente attive le ’ndrine calabresi, mentre in riviera è più marcata la presenza della Camorra, con presenze accertato del clan dei Casalesi, con riferimento alle famiglie Schiavone e Zagaria.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Di seguito si analizzerà con maggior accuratezza i dettagli ad oggi emersi sulla distribuzione della criminalità organizzata nella regione, notando come sia dotata di un’ampia rete di clan attivi in tutta la provincia, con radici in tutto il territorio dell’Emilia-Romagna&amp;lt;ref&amp;gt;Osservatorio sulla Criminalità Organizzata della Provincia di Rimini, &#039;&#039;‘ndrangheta, camorra e mafia siciliana in Emilia-Romagna (2010-2015)&#039;&#039;, 2016, pp.92,93.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Provincia di Piacenza===&lt;br /&gt;
* Per approfondire, vedi [[Mafie a Piacenza]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nella provincia di Piacenza è incontrastato il dominio di [[Nicolino Grande Aracri]], affermatosi attraverso una strategia di basso profilo che ha puntato sull&#039;infiltrazione nei settori economici più rilevanti. Accanto ai Grande Aracri operano anche le &#039;ndrine Pelle-Vottari, Coco Trovato e Vadalà-Scrivia, che contribuiscono a creare una rete criminale articolata e stabile.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le attività mafiose sul territorio piacentino si concentrano prevalentemente nell’edilizia, nella logistica, nel movimento terra e nei servizi alle imprese, settori favoriti dalla posizione strategica della provincia come snodo tra Emilia, Lombardia e grandi assi di comunicazione. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Provincia di Parma===&lt;br /&gt;
*Per approfondire, vedi [[Mafie a Parma]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nella provincia di Parma, oltre alla ‘ndrangheta, sono state segnalate presenze e attività attribuibili a Cosa Nostra e alle principali famiglie della Camorra campana, comprese imprese riconducibili al clan dei Casalesi e altri gruppi camorristici coinvolti in traffico di stupefacenti, riciclaggio e investimenti nell’economia legale. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le mafie straniere e gruppi nigeriani sono menzionati nei rapporti giudiziari come attivi nel traffico di droga e nello sfruttamento di reti criminali&amp;lt;ref&amp;gt;&amp;quot;Dalla &#039;Ndrangheta imprenditrice ai nigeriani, la Dia stila la &amp;quot;mappa&amp;quot; delle infiltrazioni mafiose in Emilia Romagna&amp;quot;, Gazzetta di Parma, 24 febbraio 2021, consultato il 17 dicembre 2025&amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Provincia di Reggio Emilia===&lt;br /&gt;
*Per approfondire, vedi [[Mafie a Reggio Emilia]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Reggio Emilia è considerata la “capitale” della ‘ndrangheta in regione, per via anche della marcata presenza delle famiglie legate a Nicolino Grande Aracri, tra cui le &#039;ndrine Nicosia, Arena e Amato. Qui operano anche i Casalesi e i Vallefuoco, legati alla Camorra. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo le forze di polizia, anche gruppi criminali di origine straniera, come le associazioni nigeriane, operano attivamente sul territorio con traffico di droga, sfruttamento della prostituzione e gioco d’azzardo&amp;lt;ref&amp;gt;&amp;quot;Criminalità organizzata: &amp;quot;Spaccio e azzardo, organizzazioni nigeriane molto pericolose&amp;quot;, Il Resto Del Carlino, 14 febbraio 2024, consultato il 17 dicembre 2025&amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Provincia di Modena===&lt;br /&gt;
*Per approfondire, vedi [[Mafie a Modena]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il territorio è conteso tra Cosa Nostra, Camorra e ‘ndrangheta. Per la prima sono presenti soggetti riconducibili al mandamento di Mazara, di Trapani e di Castel Vetrano. Per quanto riguarda la camorra sono attivi sempre i Casalesi, mentre per ciò che concerne la ‘ndrangheta operano i Grande Aracri e i Femia. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le analisi sui beni confiscati e rapporti sulla criminalità organizzata mostrano come i gruppi mafiosi abbiano cercato di penetrare il tessuto economico locale, in particolare nei settori edilizio e servizi&amp;lt;ref&amp;gt;&amp;quot;&#039;Ndrangheta e camorra si spartiscono immobili e aziende Mappa interattiva dei beni confiscati in Emilia-Romagna&amp;quot;, la Nuova Ferrara, 5 settembre 2014, consultato il 17 dicembre 2025 &amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Provincia di Bologna===&lt;br /&gt;
*Per approfondire, vedi [[Mafie a Bologna]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il capoluogo regionale, &#039;&#039;&#039;Bologna&#039;&#039;&#039;, è diviso tra il dominio delle famiglie camorriste e della ‘ndrangheta. Per la prima si fa riferimento ai Casalesi, i Lo Russo, i Moccia, i Mallardo e infine i D’Alessandro-Di Martino. Le &#039;ndrine attive sono invece Grande Aracri, Nicosia, Arena, Muto, Mammoliti, Acri, Mancuso, Bellocco, Barbaro e Femia. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo la DIA, il territorio provinciale è interessato anche dal radicamento di associazioni di tipo mafioso nigeriane, attive nel narcotraffico&amp;lt;ref&amp;gt;Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, Relazione semestrale, I semestre, 2023, p.142.&amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La posizione geografica di Bologna rende la città non solo crocevia di traffici illeciti ma anche centrale nei mercati strategici per il traffico di droga e delle altre attività criminali&amp;lt;ref&amp;gt;Osservatorio legalità, &#039;&#039;‘ndrangheta, Camorra e Mafia siciliana in Emilia-Romagna &#039;&#039;, osservatoriolegalita.rn.it, 26 settembre 2012&amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo la Direzione Investigativa Antimafia, l’Emilia-Romagna è la terza regione in Italia per [[Interdittiva antimafia|interdittive antimafia]], con numerosi casi relativi a imprese legate alla camorra e alla ‘ndrangheta. Le organizzazioni sfruttano il forte mercato economico locale per riciclare denaro e influenzare gare d’appalto nei settori dell&#039;edilizia, dei trasporti e dei servizi&amp;lt;ref&amp;gt;Alessandro Fratini, &#039;&#039;Infiltrazioni, Emilia-Romagna terza in Italia&#039;&#039;, InCronaca, incronaca.unibo.it/archivio/2025/05/28/crescono-le-interdittive-antimafia-in-regione, 28 maggio 2025, consultato il 17 dicembre 2025 &amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Provincia di Ferrara===&lt;br /&gt;
* Per approfondire, vedi [[Mafie a Ferrara]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nella provincia di Ferrara sono state documentate diverse presenze mafiose legate alla &#039;ndrangheta (gli Acri), a Cosa Nostra (Mandamento di Camporeale) e camorra (Casalesi, Mallardo, Moccia). Qui come a Bologna sono presenti associazioni criminali nigeriane. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Provincia di Ravenna===&lt;br /&gt;
*Per approfondire, vedi [[Mafie a Ravenna]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La provincia di Ravenna vede da anni la presenza della camorra, con esponenti dei clan dei Casalesi affiliati alle famiglie Bidognetti, Schiavine, Zagaria, Iovine, Diana e Landolfo. Presente anche la &#039;ndrangheta, con i Fernia. I vari gruppi operano principalmente nel traffico di stupefacenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Provincia di Forlì e Cesena===&lt;br /&gt;
*Per approfondire, vedi [[Mafie a Forlì-Cesena]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Anche nella provincia di Forlì-Cesena sono presenti i Casalesi, affiancati dai Mariniello e dai Vallefuoco. Per quanto riguarda la &#039;ndrangheta, sono presenti i Forestano, legati ai Pesce di Rosarno. La presenza è meno plateale ma documentata in relazione a traffici di stupefacenti, estorsioni e infiltrazione nelle imprese locali. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Provincia di Rimini===&lt;br /&gt;
*Per approfondire, vedi [[Mafie a Rimini]]&lt;br /&gt;
In provincia di Rimini domina prevalentemente la ‘ndrangheta, seguita dai clan di camorra dei Casalesi, D’Alessandro, Mariniello, Vallefuoco e Contini&amp;lt;ref&amp;gt;Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, Relazione semestrale, I semestre, 2023, p.142.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le interdittive antimafia negli anni hanno colpito imprese nei settori turistico-alberghiero, della ristorazione, nell&#039;immobiliare e nei servizi. Le autorità locali mantengono un monitoraggio intenso: negli ultimi anni il territorio ha registrato decine di provvedimenti di interdittiva, con città turistiche come Riccione frequentemente coinvolte, segnalando sia il rischio di infiltrazione che l’attività repressiva in corso. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====Le mafie in Riviera romagnola====&lt;br /&gt;
La Riviera romagnola, famosa per il turismo e la vita notturna, è diventata negli anni anche un &#039;&#039;&#039;terreno fertile per l&#039;infiltrazione della criminalità organizzata&#039;&#039;&#039;, in particolare della &#039;&#039;&#039;camorra&#039;&#039;&#039;. Le organizzazioni mafiose si sono inserite nel tessuto economico locale sfruttando le opportunità offerte dall&#039;industria del divertimento, della crisi economica e della vicinanza con San Marino, utile per il riciclaggio. La strategia di infiltrazione non si è fondata sulla richiesta del pizzo, ma sull&#039;erogazione di prestiti che poi hanno portato ad appropriarsi &amp;quot;legalmente&amp;quot; di loro alberghi, spiagge e ristoranti con lo stesso modus operandi del campo della ristorazione&amp;lt;ref&amp;gt;Ministero dell&#039;Interno, &#039;&#039;Il contrasto alle infiltrazioni delle mafie nel tessuto produttivo della riviera romagnola&#039;&#039;, 22 marzo 2021&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;espansione mafiosa qui non segue un unico schema: alcuni gruppi si muovono in maniera discreta, investendo nel settore del recupero crediti e nel turismo, senza ricorrere alla violenza in modo evidente. Altri invece hanno adottato un approccio più aggressivo con minacce, estorsioni e acquisizione forzata di attività economiche. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo l&#039;inchiesta Vulcano, i camorristi utilizzano metodi più sofisticati stringendo rapporti con gli imprenditori locali e riciclando denaro attraverso società di facciata e prestiti usurari. L&#039;inchiesta condotta dalla Procura di Bologna a partire dal 2010 ha svelato una rete di usura riciclaggio di denaro legato al clan camorristico di San Cipriano d’Aversa. Al centro c&#039;era un malavitoso di origine napoletana F.V., che giunto in Riviera ha costruito un sistema di prestiti e usura attraverso società di recupero crediti con sede a Rimini. Il denaro proveniente da attività illecite veniva reinvestito tramite società finanziarie collegate a San Marino, con il supporto di imprenditori e professionisti locali. Un imprenditore edile, non riuscendo a restituire un prestito, è stato vittima di minacce e ha visto le sue proprietà finire nelle mani della criminalità organizzata&amp;lt;ref&amp;gt;Vincenzo Scalia, “Cosa non solo loro. L’espansione delle mafie nella riviera romagnola”, 3 dicembre 2015, p.324, Università di Firenze&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Diverso è invece il caso dell&#039;inchiesta Mirror, conclusa nell’ottobre 2013, che ha riguardato un gruppo criminale di Secondigliano. Il clan ha sfruttato alcuni commercianti e professionisti riminesi per creare società di facciata e reclutare prestanome, cercando di imporsi con la forza nel settore di loisir. Qui il modus operandi era molto più diretto con minacce, aggressioni e tentativi di prendere il controllo forzato di locali e alberghi. Questo loro approccio però si è rivelato meno efficace, poiché l&#039;eccessiva esposizione ha portato a denunce e arresti, in quanto le vittime hanno deciso di rivolgersi alle forze dell&#039;ordine e di collaborare all&#039;inchiesta, facendo arrestare i colpevoli&amp;lt;ref&amp;gt;Vincenzo Scalia, “Cosa non solo loro. L’espansione delle mafie nella riviera romagnola”, 3 dicembre 2015, p.327, Università di Firenze&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo un’analisi dell’Osservatorio sulla Criminalità Organizzata - Cross, le mafie si insinuano anche nella vita notturna della Riviera Romagnola&amp;lt;ref&amp;gt;Rapporto Cross, &#039;&#039;Secondo rapporto trimestrale sulle aree settentrionali, per la presidenza della Commissione Parlamentare di inchiesta sul fenomeno mafioso&#039;&#039; p.143&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Principali organizzazioni mafiose attive in Emilia-Romagna===&lt;br /&gt;
====La ‘ndrangheta====&lt;br /&gt;
Il radicamento e lo sviluppo della ‘ndrangheta in Emilia-Romagna è un fenomeno complesso, che si è evoluto nel tempo da un’iniziale fase di presenza occasionale ad una vera e propria colonizzazione del territorio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Molti boss calabresi inviati nella regione in regime di soggiorno obbligato utilizzarono questa opportunità per stabilire legami con la comunità locale e radicare la presenza mafiosa nel tessuto sociale ed economico del territorio. Tra i primi mafiosi ‘ndranghetisti ad arrivare vi furono Salvatore Aquinio e Rocco Antonio Baglio&amp;lt;ref&amp;gt;Osservatorio sulla Criminalità Organizzata della Provincia di Rimini, &#039;&#039;‘ndrangheta, camorra e mafia siciliana in Emilia-Romagna (2010-2015)&#039;&#039;, 2016, p. 9.&amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Già dalla metà degli anni Settanta, individui di origine cutrese operavano nel Reggiano, sebbene non tutti fossero direttamente affiliati a gruppi criminali. Tuttavia, emergevano segnali evidenti della presenza di una criminalità strutturata, caratterizzata da episodi di violenza e da forme di controllo del territorio. Un evento chiave fu l’incendio doloso del night club Pink Pussy Cat nel 1979, che causò la morte di [[Antonio Vasapollo]], soggetto coinvolto in attività criminali a Reggio Emilia. L’incendio innescò conflitti interni al gruppo criminale locale, dando origine a una serie di faide e regolamenti di conti. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La morte di Vasapollo diede avvio a una scia di sangue che si sarebbe protratta per l’intero decennio. L’episodio avvenne tre anni prima dell’arrivo di [[Antonio Dragone]] e, contrariamente a quanto spesso si ritiene, il suo trasferimento non segnò l’inizio della presenza della ‘ndrangheta in città, ma costituì piuttosto una conseguenza di un processo di espansione criminale già in atto. La criminalità organizzata calabrese risultava, dunque, già radicata nel tessuto socio-economico di Reggio Emilia negli anni Settanta, indipendentemente dall’arrivo di esponenti di rilievo come Antonio Dragone&amp;lt;ref&amp;gt;Vittorio Mete, &#039;&#039;La ‘ndrangheta a Reggio dagli anni ’70: Dragone non fu la causa ma l’effetto&#039;&#039;, Archivio – Gazzetta di Reggio, 3 novembre 2018, consultato il 17 febbraio 2024.&amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ciò nonostante, ai fini della concreta espansione della ‘ndrangheta, assunse un ruolo centrale il trasferimento di Antonio Dragone a Quattro Castella nel 1982, sempre in regime di soggiorno obbligato. Poco dopo il suo arrivo, iniziò a scontare una pena di venticinque anni per omicidio; ciononostante, continuò a gestire i propri affari tramite il figlio. In questo periodo, la comunità cutrese si ampliò sul territorio e i suoi membri, singolarmente e in associazione, si dedicarono ad attività criminali quali il traffico di stupefacenti e le estorsioni, soprattutto ai danni di imprenditori conterranei trasferitisi nella provincia di Reggio Emilia. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’espansione raggiunse successivamente il modenese e la provincia di Rimini nei primi anni Novanta. Il potere della famiglia Dragone iniziò a indebolirsi nel 1999, in seguito all’assassinio di [[Raffaele Dragone]], figlio di Antonio. Parallelamente, [[Nicolino Grande Aracri]] consolidò progressivamente la propria posizione all’interno dell’organizzazione, in attesa della definitiva ascesa. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Cinque anni dopo, poco dopo la scarcerazione di Antonio Dragone, quest’ultimo venne ucciso in modo plateale mediante l’uso di un bazooka, evento che segnò la fine dell’egemonia del suo casato. Da quel momento, il controllo criminale passò definitivamente alla famiglia Grande Aracri, originaria di Cutro&amp;lt;ref&amp;gt;Osservatorio sulla Criminalità Organizzata della Provincia di Rimini, &#039;&#039;‘ndrangheta, camorra e mafia siciliana in Emilia-Romagna (2010-2015)&#039;&#039;, 2016, pp. 11–13.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La sua presenza in regione ha subito una trasformazione da una semplice &amp;quot;dipendenza&amp;quot; dalla casa madre calabrese ad &#039;&#039;&#039;un’autonomia operativa&#039;&#039;&#039;. Infatti, l’indagine Aemilia del 2015 rivelò la sua struttura organizzativa autonoma, capace di gestire il racket, narcotraffico e la corruzione in modo indipendente. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Imprenditori, professionisti e politici locali si pongono nella cosiddetta &amp;quot;area grigia&amp;quot;, collaborando con le cosche per trarre vantaggi economici. Le estorsioni inizialmente imposte con la forza, si trasformarono in un rapporto di &amp;quot;cointeressenza&amp;quot;: in cambio di protezione si ottennero vantaggi economici e si aprì il canale per il lavaggio di denaro sporco.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ad oggi la presenza della ‘ndrangheta continua ad essere una sfida significativa per le autorità locali e nazionali. Numerose sono state le operazioni giudiziarie e le condanne inflitte nel corso degli anni, ma la presente organizzazione criminale dimostra una notevole capacità di adattamento e rigenerazione. Le nuove generazioni hanno assunto ruoli di comando, adottando strategie più sofisticate per infiltrarsi nell’economia legale, ampliando i propri investimenti e volume di affari&amp;lt;ref&amp;gt;Citato in Massimo Lauria, &#039;&#039;‘ndrangheta in Emilia-Romagna: l’esempio del sindaco di Modena nel contrasto agli affari dei clan&#039;&#039;, avvisopubblico.it, 18 marzo 2021.Consultato il 20 febbraio 2025.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La sua attuale area di maggior interesse è rappresentata dagli appalti pubblici, specialmente quelli legati ai fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Nel 2024 è risultato che a Reggio Emilia sono state emesse interdittive antimafia nei confronti di ben ottanta imprese, operanti nel settore edile e gestite da individui legati alla criminalità organizzata. Maria Rita Cocciufa, prefetta di Reggio Emilia ha sottolineato come queste imprese siano collegate a famiglie calabresi, risaltando l’esigenza di un monitoraggio costante per prevenire infiltrazioni mafiose nei progetti finanziati con fondi pubblici&amp;lt;ref&amp;gt;Agenzia DIRE, &#039;&#039;‘ndrangheta in affari al Nord, a Reggio Emilia nel 2024 interdette 80 imprese&#039;&#039;, notizie.tiscali.it, 28 dicembre 2024. Consultato il 20 febbraio 2025.&amp;lt;/ref&amp;gt; . &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La ‘ndrangheta si infiltra attraverso aziende apparentemente lecite che vincono gare di appalto, grazie ad offerte al ribasso, intimidazioni o accordi illeciti con imprese locali. Infatti, ancora nell’indagine Aemilia, si è mostrato come le imprese legate al clan Grande Aracri fossero attive in progetti di ricostruzione post-terremoto in Emilia del 2012, sfruttando fondi pubblici&amp;lt;ref&amp;gt;Osservatorio sulla Criminalità Organizzata della Provincia di Rimini, &#039;&#039;‘ndrangheta, camorra e mafia siciliana in Emilia-Romagna (2010-2015)&#039;&#039;, 2016, p.44&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Anche il settore della ristorazione è utilizzato dalla ‘ndrangheta per ripulire il denaro sporco e spesso i locali in questo comparto vengono aperti con capitali illeciti e gestiti con una politica di prezzi bassi e alta liquidità, rendendo difficile la concorrenza per le attività oneste. Numerose inchieste hanno evidenziato la presenza di locali legati alla mafia nella città di Bologna, Reggio Emilia e Rimini ed un esempio concreto è quello dell’indagine &#039;&#039;Emilia Nera&#039;&#039; del 2018 che ha portato al sequestro di diversi esercizi commerciali a Modena e Reggio Emilia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il controllo criminale della ‘ndrangheta punta anche sul movimento terra, gestendo escavazioni, bonifiche e smaltimento di rifiuti speciali. Le imprese mafiose ottengono commesse pubbliche e gestiscono lo smaltimento di rifiuti pericolosi che danneggiano l’ambiente. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====La camorra====&lt;br /&gt;
La presenza della Camorra in Emilia-Romagna risale almeno agli anni ’80, inizialmente per via del traffico di eroina gestita dalla [[Nuova Famiglia]]. La gestione del traffico fu affidata a personaggi di spicco come Michele Zaza, che utilizzò soggetti già radicati nel territorio, in particolare a Bologna.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Negli anni ’90, anche Modena divenne una provincia strategica per la Camorra, con la presenza dei Casalesi e i napoletani del clan Gionta attivi anche nell’edilizia. Con il tempo, la regione si trasformò da semplice base logistica per latitanti a un territorio di radicamento camorristico, favorito dalla crisi economica e dalla presenza di imprenditori locali disposti a collaborare&amp;lt;ref&amp;gt;Osservatorio sulla Criminalità Organizzata della Provincia di Rimini, &#039;&#039;‘ndrangheta, camorra e mafia siciliana in Emilia-Romagna (2010-2015)&#039;&#039;, 2016, p.52&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I Casalesi iniziarono a controllare appalti, edilizia e movimentazione via terra, con una percentuale di venti o trenta percento di imprese edili della regione riconducibili ai clan. Il controllo camorrista non si fermò soltanto tra le vie delle città, tra i commerci, tra le imprese, ma arrivò persino nel carcere, in quanto vi furono episodi in cui alcuni agenti della polizia penitenziaria modenese furono corrotti per garantire un trattamento di favore ai boss detenuti&amp;lt;ref&amp;gt;Ibidem&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Oggi la camorra ha ampliato i suoi interessi, includendo il gioco d’azzardo, estorsioni e riciclaggio di denaro attraverso attività legali, adattandosi alle specificità del territorio&amp;lt;ref&amp;gt;Dimostrato dall’operazione &#039;&#039;Rischiatutto&#039;&#039;&amp;lt;/ref&amp;gt;. Secondo la DIA, c’è anche un pesante investimento in settori alberghieri, commerciali e nel mercato immobiliare, dimostrando un grande interesse nel controllo delle aste per l’acquisizione di immobili a prezzi ribassati&amp;lt;ref&amp;gt;Osservatorio sulla Criminalità Organizzata della Provincia di Rimini, &#039;&#039;‘ndrangheta, camorra e mafia siciliana in Emilia-Romagna (2010-2015)&#039;&#039;, 2016, pp. 55,56&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====Cosa Nostra====&lt;br /&gt;
La presenza di [[Cosa Nostra]] in Emilia-Romagna ha radici che risalgono almeno alla fine degli anni ’50, con il soggiorno in regione di figure di spicco, come [[Gaetano Badalamenti]], capomafia di Cinisi che soggiornò a Sassuolo. L’allora prefetto di Bologna ritenne il soggiorno obbligato come un fattore determinante di una graduale penetrazione ed estensione nel territorio emiliano-romagnolo di attività legate alla criminalità organizzata, in quanto i soggetti, sebbene apparentemente “in sonno”, mantenevano un costante contatto con la casa madre d’origine&amp;lt;ref&amp;gt;Citato in Osservatorio sulla Criminalità Organizzata della Provincia di Rimini, &#039;&#039;‘ndrangheta, camorra e mafia siciliana in Emilia-Romagna (2010-2015)&#039;&#039;, 2016, p.71&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Negli anni ’80 e ’90 l’influenza della mafia siciliana si manifestò nel &#039;&#039;&#039;gioco d’azzardo clandestino&#039;&#039;&#039; e nel &#039;&#039;&#039;traffico di droga&#039;&#039;&#039;. Gruppi legati ai Corleonesi e ai clan catanesi gestivano bische clandestine in Romagna e operavano anche nel traffico di armi. Con il declino apparente e nazionale di Cosa Nostra, a seguito dei colpi inferti da Forze dell’Ordine e magistratura nei primi anni ’90 e anche per via degli arresti di figure come Salvatore Riina e Bernardo Provenzano, la sua presenza in Emilia-Romagna si ridusse progressivamente, lasciando spazio per l’espansione alla Camorra e ‘ndrangheta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Cosa Nostra risulta ancora presente in Emilia-Romagna, mantenendo un interesse nel &#039;&#039;&#039;traffico di droga&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;nell’edilizia&#039;&#039;&#039; e investendo nello &#039;&#039;&#039;smaltimento di rifiuti&#039;&#039;&#039; e nel &#039;&#039;&#039;riciclaggio internazionale&#039;&#039;&#039; anche tramite San Marino. Nel febbraio 2014 si è individuata la presenza di Cosa Nostra in provincia di Modena, per via dell’indagine &#039;&#039;Clean up&#039;&#039; che riguardò il traffico di rifiuti in Africa, attività che secondo i giudici bolognesi è avvenuta solo in parte nell’altro continente, in quanto si sostiene che il resto del materiale sia stato smaltito illecitamente in discariche abusive locali. Sono stati poi individuati quattro siti abusivi di stoccaggio nel modenese, territorio di affari di alcuni soggetti provenienti da Trapani, vicini alle famiglie siciliane del mandamento di Castelvetrano&amp;lt;ref&amp;gt;Osservatorio sulla Criminalità Organizzata della Provincia di Rimini, &#039;&#039;‘ndrangheta, camorra e mafia siciliana in Emilia-Romagna (2010-2015)&#039;&#039;, 2016, p.76&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In sintesi, sebbene Cosa Nostra abbia visto ridurre la sua influenza nella regione rispetto al passato, essa continua ad operare nel riciclaggio e in settori economici strategici, adattandosi ai mutamenti del contesto criminale. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===La presenza mafiosa nelle attività economiche dell&#039;Emilia-Romagna===&lt;br /&gt;
====Ristorazione====&lt;br /&gt;
Le organizzazioni mafiose si sono inserite nel settore della ristorazione in Emilia-Romagna al fine di espandere il loro controllo sul territorio nel settore del turismo. Le organizzazioni mafiose, attraverso prestanome, rilevano locali in crisi e li usano per il riciclaggio di denaro, minacciando i concorrenti. L’operazione Aemilia del 2015 ha svelato una rete mafiosa radicata tra Modena, Reggio Emilia e Bologna&amp;lt;ref&amp;gt;Corriere della Calabria, &#039;&#039;‘Ndrangheta in Emilia-Romagna, l’espansione delle ‘ndrine tra estorsioni e interessi nella ristorazione&#039;&#039;, corrieredellacalabria.it, 19 agosto 2024. Consultato il 24 febbraio 2025.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Recenti arresti come quello di Saverio Giampà confermano il modus operandi infatti a lui la procura bolognese contesta l’intestazione fittizia e un tentativo di estorsione. Giampà ha gestito in modo fittizio due gelaterie e ha minacciato di morte il proprietario dell’attività concorrente. Ma questo è un mero esempio, in quanto il boom turistico della città di Bologna ha portato la politica locale ad investire sul fenomeno che punta allo sviluppo del cibo, “foodification”. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’inchiesta &amp;quot;La febbre del cibo. Le ombre della ristorazione bolognese&amp;quot; condotta dall’associazione Libera Bologna, ha rivelato che diversi esercizi commerciali, messi in difficoltà dalla crisi dovuta al Covid, sono stati acquistati a prezzi ridotti e tra i nuovi proprietari figurano individui con legami con la criminalità organizzata calabrese.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sempre grazie alle indagini condotte da Libera Bologna, si spiega il modo di operare delle organizzazioni criminali nel territorio turistico per eccellenza. Tutto parte dal diniego da parte degli istituti di credito nei confronti dell’imprenditore, il quale si rivolgerà automaticamente a soggetti non istituzionali che porranno condizioni di credito di tipo usuraio. E come possiamo ben immaginare, l’impossibilità economica sopravvenuta del commerciante porterà a mettere sul mercato le quote della stessa società. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo modo si arriverà alla cosiddetta “espropriazione dall’interno”, consentendo al soggetto criminale poi di radicarsi direttamente nell’impresa, usando però il titolare originario come prestanome. Una fonte nella video-inchiesta in questione si confida: «Quando uno ti offre certe cifre è perché ti sta buttando fuori e non puoi rifiutare. Per chi fa l’onesto è demoralizzante, perché non si arriva qui in Emilia-Romagna con la pistola puntata, ma comunque poi è come avere una pistola puntata che ti dice: “io lavoro e tu no”» &amp;lt;ref&amp;gt;Libera Bologna, &#039;&#039;La febbre del cibo. Le ombre della ristorazione bolognese&#039;&#039;, video-inchiesta di Libera Bologna, 15 febbraio 2024, minuto 28.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si conclude sottolineando che le imprese con contaminazione mafiosa comunque non porta mai il lavoro, perché analizzando i contratti o ricostruendo i rapporti lavorativi, vengono ritrovate delle anomalie e irregolarità. Spesso sotto accusa sono le buste paghe molto basse, condizioni lavorative sfavorevoli come i turni di lavoro massacranti, oppure si nota l’esatto opposto: un numero elevato di personale e condizioni apparentemente positive, con stipendi alti, ferie e tfr. Correttezza però solo apparente. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fonti affermano che il datore di lavoro usualmente chiede poi ai dipendenti di ridare indietro una parte dello stipendio in contanti e la parte passiva non agisce denunciandolo, perché si ha paura di farsi un brutto nome nel mondo della ristorazione, oppure la semplice e non banale paura di rimanere senza un posto di lavoro. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La possibilità di risparmiare sul capitale verso i dipendenti consente di praticare prezzi di mercato estremamente conveniente per il cliente che ignaro delle situazioni interne tenderà sicuramente alla scelta di quell’impresa e comporterà indirettamente un danno per il mercato, per gli altri imprenditori onesti e un diretto danno ai lavoratori &amp;lt;ref&amp;gt;Libera Bologna, &#039;&#039;La febbre del cibo. Le ombre della ristorazione bolognese&#039;&#039;, video-inchiesta di Libera Bologna, 15 febbraio 2024.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====Gioco d’azzardo====&lt;br /&gt;
La presenza della criminalità organizzata nella gestione del gioco d&#039;azzardo è un fenomeno ben documentato, in particolare nel territorio modenese dove operano gruppi legati ai Casalesi. Le indagini giudiziarie hanno evidenziato una strategia mirata della camorra per il controllo dei videopoker nei bar della città e della provincia di Modena. In questo ambito, è emerso ancora che alcuni esercenti abbiano scelto volontariamente di collaborare con la criminalità organizzata, trovando conveniente l&#039;installazione di macchinette truccate nei propri locali. La Direzione Distrettuale Antimafia di Bologna ha rilevato la presenza di gruppi legati alla ‘ndrangheta nel mercato illecito del gioco d&#039;azzardo nelle province di Bologna, Modena, Rimini, Riccione, Forlì e Ravenna, dove le bische clandestine continuano ad essere operative. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Di particolare importanza è l&#039;inchiesta “Black Monkey” che ha confermato in primo grado da parte del tribunale di Bologna l&#039;infiltrazione della criminalità organizzata nel settore del gioco d&#039;azzardo illegale di Emilia-Romagna. Le indagini, avviata nel 2010 e condotta da G.I.C.O. della Guardia di Finanza sotto la direzione della Dda di Bologna, ha portato alla condanna diversi imputati per un totale di quasi centosettanta anni di carcere ed ha confermato l&#039;esistenza di una struttura mafiosa guidata da Nicola Femia, calabrese e affiliato alla ‘ndrina dei Mazzaferro di Marina di Gioiosa Ionica. Trasferitosi nel 2002 poi a Sant&#039;Agata sul Santerno, ha creato un&#039;organizzazione criminale indipendente con sede in Romagna, la quale si occupa del controllo del gioco d&#039;azzardo illegale. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo quanto emerso dalle indagini, l&#039;organizzazione era attiva nella gestione di piattaforme di gioco online non autorizzate e nella produzione e distribuzione di apparecchiature da gioco, modificate per dichiarare incassi inferiori a quelli effettivi. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Più nello specifico, il gruppo diretto da Femia operava collegandosi a siti stranieri principalmente rumeni e britannici, privi delle necessarie autorizzazioni, che raccoglievano scommesse per decine milioni di euro. Inoltre, l&#039;associazione produceva e commercializzava apparecchi da gioco con software alterati, finalizzati a nascondere il reale volume delle giocate&amp;lt;ref&amp;gt;Gian Guido Nobili, “Strumenti e politiche della Regione Emilia-Romagna nel contrasto alle mafie”, in &#039;&#039;Mafie, legalità, lavoro &#039;&#039;. Rapporto 2018, n.48, a cura di Silvia Borelli e Vittorio Mete, p. 154.&amp;lt;/ref&amp;gt;. Dopo lo smantellamento di questi affari illeciti, la figlia di Femia, Guendalina Femia, tentò di proseguire l&#039;attività avviata dal padre, attraverso nuove società, ma le autorità bloccarono i diversi tentativi&amp;lt;ref&amp;gt;&amp;quot;La Banda&amp;quot;, Gruppo dello Zuccherificio e Adest, “Gioco d’azzardo in Emilia-Romagna, tra legale e illegale”, in &#039;&#039;Il cane non ha abbaiato. Aemilia, beni confiscati, gioco d’azzardo in Emilia-Romagna&#039;&#039;. 2017, a cura di Gruppo dello Zuccherificio, pp. 92,93,94&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si trova dell&#039;infiltrazione di tipo mafiosa ancora nel gioco d&#039;azzardo, anche in ciò che riguarda meccanismi di riciclaggio di denaro, tramite videolottery. Queste macchine permettono di inserire banconote di grosso taglio e di interrompere il gioco dopo una sola giocata, restituendo il denaro sotto forma di ticket. Questo ticket potrà poi essere cambiato dal gestore trasformando il denaro sporco in contanti apparentemente leciti. Per contrastare questo fenomeno, la Commissione Antimafia nel 2017 puntava ad eliminare questa forma di riciclaggio. Tra le soluzioni avanzate si suggerì principalmente di collegare ogni operazione di riscossione al singolo nominativo del giocatore, richiedendo l&#039;uso di un documento d&#039;identità per ottenere l&#039;autorizzazione al gioco. Inoltre, il ticket dovrebbe avere una vita temporanea permettendo la ricarica solo attraverso i versamenti diretti ai responsabili della sala. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo modo, si prospetta di garantire una maggiore tracciabilità e controllo sui flussi il denaro derivante dal gioco d&#039;azzardo&amp;lt;ref&amp;gt;&amp;quot;La Banda&amp;quot;, Gruppo dello Zuccherificio e Adest, “Gioco d’azzardo in Emilia-Romagna, tra legale e illegale”, in &#039;&#039;Il cane non ha abbaiato. Aemilia, beni confiscati, gioco d’azzardo in Emilia-Romagna&#039;&#039;. 2017, a cura di Gruppo dello Zuccherificio, p. 96&amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====Appalti pubblici====&lt;br /&gt;
Il fenomeno delle infiltrazioni mafiose negli appalti pubblici è riconosciuto come in forte espansione e ne dà testimonianza un atto di indirizzo politico del 2015, &amp;lt;ref&amp;gt;Atto di indirizzo politico, &#039;&#039;Risoluzione dell’Assemblea Legislativa dell’Emilia-Romagna&#039;&#039; Legislatura X, ogg. n. 124, 2 febbraio 2015&amp;lt;/ref&amp;gt;che evidenzia come la regione sia interessata da un fenomeno in forte espansione, acuita dal protrarsi della profonda crisi economica e occupazionale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;infiltrazione mafiosa negli appalti pubblici in Emilia-Romagna è stata oggetto di attenzione da parte delle istituzioni e delle forze dell&#039;ordine. Nel 2018, la Regione Emilia-Romagna assieme alle Prefetture hanno sottoscritto un protocollo d&#039;intesa per prevenire e contrastare le infiltrazioni mafiose nel settore degli appalti e delle concessioni di lavori pubblici, servizi e forniture, nonché dell&#039;attività urbanistica ed edilizia&amp;lt;ref&amp;gt;Ufficio stampa, &#039;&#039;Prevenzione e contrasto delle infiltrazioni mafiose negli appalti: Regione Emilia-Romagna e Prefetture firmano Protocollo d’intesa&#039;&#039;, avvisopubblico.it, 15 marzo 2018. Consultato il 27 febbraio 2025&amp;lt;/ref&amp;gt;. I prefetti dell&#039;Emilia-Romagna hanno varato protocolli di legalità contro le infiltrazioni mafiose negli appalti, mirati a garantire la legalità nelle procedure di aggiudicazione e realizzazione dei lavori pubblici. Nonostante gli sforzi istituzionali il fenomeno delle infiltrazioni mafiose negli appalti rimane una preoccupazione, richiedendo un impegno continuo da parte delle autorità competenti e dalla società civile per garantire i principi di trasparenza e di legalità nel settore. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Organizzazioni criminali estere===&lt;br /&gt;
In Emilia-Romagna la presenza della criminalità organizzata straniera è ormai una realtà consolidata, con gruppi che operano in diversi settori illeciti e che hanno sviluppato strategie sofisticate per mantenere il controllo delle loro attività. Secondo la DIA&amp;lt;ref&amp;gt;Direzione Investigativa Antimafia (2023). &#039;&#039;Relazione I semestre 2023&#039;&#039;, Roma, p.140&amp;lt;/ref&amp;gt;: &amp;lt;blockquote&amp;gt;«Le organizzazioni criminali straniere presenti in Emilia-Romagna appaiono interessate prevalentemente al settore del traffico di droga e sono arrivate progressivamente nel tempo ad occupare spazi in passato di pertinenza delle compagini criminali autoctone». &amp;lt;/blockquote&amp;gt;In sintesi, ci conferma come i settori prima di limitato dominio delle organizzazioni criminali locali siano stati fiancheggiati dalle mafie di origine straniera, quali quella albanese, nigeriana, cinese, quella dell’Est Europa e poi dalla nordafricana, spesso in collaborazione fra loro.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====Criminalità nigeriana====&lt;br /&gt;
La criminalità nigeriana è &#039;&#039;&#039;una delle presenze criminali più strutturate e pericolose&#039;&#039;&#039; in Emilia-Romagna. Negli ultimi due decenni la Nigeria è mutata per via dell’emersione di grandi organizzazioni di trafficanti di &#039;&#039;&#039;stupefacenti&#039;&#039;&#039; e non solo. Si distingue anche per il coinvolgimento nella &#039;&#039;&#039;tratta di esseri umani&#039;&#039;&#039; e nello &#039;&#039;&#039;sfruttamento della prostituzione&#039;&#039;&#039;, in particolar modo quella femminile. Le donne coinvolte provengono principalmente dallo Stato di Edo, nel sud della Nigeria e sono reclutate tramite reti locali, spesso guidate da loro conoscenti. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In molti casi le famiglie sono consapevoli del destino delle ragazze, accettato pur di sostenere economicamente i parenti rimasti in patria&amp;lt;ref&amp;gt;Citato in “Le mafie in Emilia-Romagna”, dossier realizzato dall’Università di Bologna Facoltà di Giurisprudenza, Scienze Politiche in collaborazione con le associazioni Ad Est, NoName, Articolo 21, Gruppo Dello Zuccherifici. Rapporto 2012, a cura di Stefania Pellegrini, p. 13&amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La rete si regge sulla figura delle “&#039;&#039;madame&#039;&#039;”, ex vittime a loro volta, che si occupano di gestione delle nuove arrivate, mantengono il controllo mediante violenze, minacce e riti voodoo che creano una forte soggezione psicologica. Si segnala che numerose indagini condotte dalle Forze dell’Ordine locali hanno messo in luce un legame strutturale all’interno di questa criminalità tra il traffico di droga e lo sfruttamento della prostituzione. È emerso che il commercio di cocaina è spesso organizzato da uomini nigeriani, i quali si avvalgono dei proventi generati dalle madame, attraverso lo sfruttamento delle donne costrette a prostituirsi&amp;lt;ref&amp;gt;Progetto Invisibile, Progetto europeo ENaT-2, 2008&amp;lt;/ref&amp;gt;&amp;lt;ref&amp;gt;Ibidem&amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per quanto concerne il traffico di droga, si è a conoscenza che il Paese d’origine non è produttore di droga e che il suo traffico non invade il mercato locale, ma viene utilizzata solo per rispondere alle esigenze del mercato internazionale. La numerosa manovalanza giovanile non è sempre legata strettamente all’organizzazione e assicura il servizio del traffico, mentre i capi gestiscono le reti internazionali&amp;lt;ref&amp;gt;Citato in Enzo Ciconte, &#039;&#039;Presenze criminali e mafiose di soggetti stranieri in Emilia-Romagna. Una prima ricognizione&#039;&#039;, rapporto di novembre 2019, n.3, p. 33&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A Ferrara, come confermato dalla DIA, gli spacciatori nigeriani hanno il controllo quasi assoluto del mercato della cocaina. &lt;br /&gt;
I reati commessi sono in continua crescita, con una forte incidenza nell’abusivismo commerciale e nei reati predatori&amp;lt;ref&amp;gt;Ibidem&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====Criminalità albanese====&lt;br /&gt;
La mafia albanese è anch’essa ben radicata nella regione, soprattutto nelle province costiere e lungo l’asse adriatico, dove si distingue per il &#039;&#039;&#039;traffico internazionale di stupefacenti e per lo sfruttamento della prostituzione&#039;&#039;&#039;. Secondo le varie relazioni della DIA e della magistratura, i gruppi albanesi mantengono stretti rapporti con la ‘ndrangheta, che ne riconosce l’affidabilità e ne fa uso come i fornitori di fiducia soprattutto per marijuana e cocaina&amp;lt;ref&amp;gt;Ibidem, p.70&amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il controllo del territorio da parte della criminalità albanese al momento non è paragonabile a quello delle mafie italiane, ma si manifesta comunque con l’intimidazione e la violenza. Il reclutamento avviene spesso su base familiare e territoriale, rendendo i gruppi coesi e difficilmente penetrabili dalle forze dell’ordine. Una delle operazioni più significative è quella denominata “Free Flight” che ha smantellato una cellula responsabile dell’importazione massiccia di droga dell’Albania alla riviera romagnola&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 29&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====Criminalità cinese====&lt;br /&gt;
La criminalità cinese, radicata da decenni in Italia, si manifesta in Emilia-Romagna principalmente con &#039;&#039;&#039;modalità invisibili&#039;&#039;&#039;, mantenendo un basso profilo per evitare eventuali allarmi sociali. Le attività criminali girano intorno alla prostituzione indoor, mediante modalità di lavoro riservate, evitando la strada e privilegiando appartamenti privati o centri massaggi, spesso sotto copertura. Poi si manifestano estorsione e usura ai danni di connazionali, ovvero verso imprenditori cinesi attivi nel commercio, mediante prestiti all’apparenza amichevoli che poi si trasformeranno in taglieggiamenti violenti&amp;lt;ref&amp;gt; Citato in “Le mafie in Emilia-Romagna”, dossier realizzato dall’Università di Bologna Facoltà di Giurisprudenza, Scienze Politiche in collaborazione con le associazioni Ad Est, NoName, Articolo 21, Gruppo Dello Zuccherifici. Rapporto 2012, a cura di Stefania Pellegrini, p. 9&amp;lt;/ref&amp;gt; . &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un altro settore chiave è la &#039;&#039;&#039;manodopera irregolare nei laboratori clandestini tessili&#039;&#039;&#039;, dove lavorano intere famiglie inclusi i minori, in condizioni di semi-schiavitù. A Reggio Emilia, in un capannone, quarantasette persone lavoravano per diciotto ore al giorno con il fine di guadagnare venticinque euro al mese per le donne e settanta euro al mese per gli uomini, vivendo notte e giorno lì, senza riscaldamento né finestre. Le consorterie cinesi si occupano anche del traffico di droga in occasioni mondane e nei club privati, soprattutto ecstasy e ketamina veniva distribuita durante feste in discoteche e ambienti frequentati dalla comunità asiatica. In alcune indagini è emerso il coinvolgimento di cinesi nella gestione di party a pagamento con prostituzione e spaccio combinati&amp;lt;ref&amp;gt;Ibidem&amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Uno dei suoi canali più storici di profitto è il traffico di merci contraffate, in particolare di abbigliamento e accessori griffati, mediante reti di distribuzione mediante sia canali online che vendita diretta attraverso grossisti locali. E per concludere, altri segmenti della mafia cinese si occupano anche del favoreggiamento dell’immigrazione irregolare, soprattutto tra connazionali, fornendo documenti falsi e coperture lavorative. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====Gruppi dell’Est Europa====&lt;br /&gt;
I gruppi dell’Est Europa, in particolare rumeni e moldavi, operano prevalentemente nello sfruttamento della &#039;&#039;&#039;prostituzione&#039;&#039;&#039; e della &#039;&#039;&#039;manodopera clandestina&#039;&#039;&#039;. Le donne dell’Est si alternano alle nigeriane nei turni di strada: le prime di giorno e le seconde di notte. I rumeni sono attivi anche nei cantieri edili e campi agricoli, dove gestiscono lavoratori ovviamente irregolari&amp;lt;ref&amp;gt;Citato in Enzo Ciconte, &#039;&#039;Presenze criminali e mafiose di soggetti stranieri in Emilia-Romagna. Una prima ricognizione&#039;&#039;, rapporto di novembre 2019, n.3, p. 30&amp;lt;/ref&amp;gt;. Questi gruppi sono meno strutturati delle mafie storiche, ma comunque ben radicati e violenti. Inoltre, collaborano con altri gruppi stranieri e talvolta italiani per gestire segmenti del mercato della prostituzione e del traffico di esseri umani.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====Gruppi nordafricani====&lt;br /&gt;
La criminalità nordafricana è composta prevalentemente da &#039;&#039;&#039;marocchini, tunisini e algerini&#039;&#039;&#039; ed è attiva nello spaccio di sostanze &#039;&#039;&#039;stupefacenti&#039;&#039;&#039; e nel &#039;&#039;&#039;contrabbando&#039;&#039;&#039;. I gruppi afghani e iraniani sono coinvolti in reti di passeur, specializzati nel traffico di migranti clandestini verso il Nord Europa&amp;lt;ref&amp;gt; Citato in “Le mafie in Emilia-Romagna”, dossier realizzato dall’Università di Bologna Facoltà di Giurisprudenza, Scienze Politiche in collaborazione con le associazioni Ad Est, NoName, Articolo 21, Gruppo Dello Zuccherifici. Rapporto 2012, a cura di Stefania Pellegrini, p. 8&amp;lt;/ref&amp;gt;. Questi gruppi pur non reggendo il paragone con le mafie albanesi o nigeriane, contribuiscono all’espansione della criminalità globale anche in territori come quello emiliano-romagnolo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Inchieste giudiziarie==&lt;br /&gt;
L&#039;inchiesta più importante negli ultimi anni che ha disvelato la presenza mafiosa in Emilia-Romagna è sicuramente [[Operazione Aemilia|l&#039;operazione Aemilia]], che poi sfociò nell&#039;omonimo &#039;&#039;&#039;maxiprocesso&#039;&#039;&#039; che portò alla luce la vocazione imprenditrice e moderna della ‘ndrangheta, scacciando definitivamente lo stereotipo della regione come dotata di anticorpi grazie ai quali era impossibile un radicamento mafiose come nelle altre regioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il [[28 gennaio]] [[2015]] scattò l&#039;operazione coordinata dalle Procure distrettuale di Bologna e Catanzaro, che interessò oltre all&#039;Emilia-Romagna anche Lombardia, Piemonte, Veneto, Calabria e Sicilia, per un totale di circa 160 arresti per reati che includevano associazione mafiosa, usura, estorsioni, false fatturazioni, incendi dolosi e intestazioni fittizie, collegate tutte in un modo o nell&#039;altro alla ‘ndrina Grande Aracri di Cutro&amp;lt;ref&amp;gt;Agende Rosse Modena, &#039;&#039;Processo Aemilia. Storia di un processo&#039;&#039;, processoeamilia.it, 14 agosto 2024&amp;lt;/ref&amp;gt;. L’inchiesta fece tremare l’intero Nord Italia, evidenziando la presenza radicata di un vasto sodalizio criminale nel tessuto produttivo ed economico italiano. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il rito ordinario del maxiprocesso si tenne nell’aula bunker di Reggio Emilia a partire dal 23 marzo 2016, coinvolgendo 147 imputati e raccogliendo 195 udienze. Da sommare poi i 71 procedimenti in rito abbreviato. Il 31 ottobre 2018 il tribunale di Reggio Emilia emise una sentenza con 119 condanne, che contava complessivamente 1223 anni di carcere, con 29 assoluzioni e 5 prescrizioni&amp;lt;ref&amp;gt;AMDuemila, &#039;&#039;Processo Aemilia, c’è la sentenza con 119 condanne&#039;&#039;, aantimafiaduemila.com, 31 ottobre 2018&amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il 17 dicembre 2020, la Corte di Bologna confermò la matrice mafiosa del gruppo emiliano-‘ndranghetista operante a Reggio Emilia, Parma e zone limitrofe, dando oltre 700 anni di carcere, ricalcolò delle pene per una ventina di imputati, ma ribadì anche l’entità mafiosa delle figure apicali come Michele Bolognino, Gaetano Blasco, Giuseppe Iaquinta e Augusto Bianchini &amp;lt;ref&amp;gt;Sofia Nardacchione, &#039;&#039; &#039;Ndrangheta: 700 anni di carcere al maxiprocesso Aemilia&#039;&#039;, lavialibera.it, 9 maggio 2022&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La sentenza definitiva fu pronunciata dalla Corte di Cassazione il 7 maggio 2022 (sentenza n.39774/22) che respinse la totalità dei 75 ricorsi presentati, rigettandone 36 e dichiarando l’inammissibilità di 39, confermò ancora una volta poi la piena esistenza dell’associazione mafiosa, l’autonomia e l’imprenditorialità del gruppo: un sodalizio con proprie risorse, uomini, mezzi e finalità criminali, sottolineando non solo la sua subordinazione alla ‘ndrina di Cutro, ma come possessori di una propria identità criminale, mantenendo pur sempre rapporti con la “madre” calabrese&amp;lt;ref&amp;gt;Redazione Giurisprudenza Penale, &#039;&#039; Procedimento “Aemilia”: depositate le motivazioni della sentenza della Corte di Cassazione&#039;&#039;, giurisprudenzapenale.com, 23 ottobre 2022&amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La Cassazione sostenne che la strategia associativa era finalizzata a colonizzare l’economia emiliana, affiancandosi ad imprenditori, professionisti, pseudo-istituzioni e organizzazioni massoniche e che in un territorio come quello emiliano-romagnolo non ci siano più riti, affiliazioni e rituali tradizionali, ma solo nuove modalità che puntano al controllo del territorio e al massimo profitto&amp;lt;ref&amp;gt;Sofia Nardacchione, &#039;&#039; &#039;Ndrangheta: 700 anni di carcere al maxiprocesso Aemilia&#039;&#039;, lavialibera.it, 9 maggio 2022&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 2019 emersero nuovi filoni con l&#039;inchiesta “Grimilde”, che confermò nuovamente il consolidamento nel settore agro-alimentare, con frodi sui fondi europei e avvalimento elettorale&amp;lt;ref&amp;gt;Sofia Nardacchione, &#039;&#039; ‘Processo Grimilde. Dopo Aemilia, la ‘ndrangheta faceva affari con frodi e caporalato&#039;&#039;, lavialibera.it, 22 giugno 2022&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Beni confiscati===&lt;br /&gt;
L’Emilia-Romagna è la terza regione del nord Italia per numero di beni confiscati alla criminalità organizzata. Secondo i dati forniti dalla regione aggiornati al 2025, sono stati confiscati un totale di 965 beni immobili alle mafie. Di questi, 244 sono stati destinati, mentre 91 aziende sono in gestione da enti o associazioni e 48 sono state assegnate per il riutilizzo a fini sociali. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nonostante i progressi, permangono sfide nella gestione e destinazione di questi beni, infatti per affrontare queste criticità la regione ha previsto un incremento delle risorse economiche destinate al recupero e alla valorizzazione di questi beni, con l’obiettivo di sostenere i comuni nell’affrontare l’aumento delle confische derivanti da operazioni come il processo “Aemilia” &amp;lt;ref&amp;gt;Emilia-Romagna Notizie, &#039;&#039;Legalità. Beni confiscati alla criminalità organizzata, dopo il processo ‘Aemilia’ crescono in regione le assegnazioni agli enti locali di immobili e terreni: la Regione pronta a stanziare più risorse per supportare i Comuni nel riutilizzo a fini sociali. L’assessora Mazzoni: “Così si garantiscono valori di giustizia sociale, restituendo alle comunità una ricchezza”&#039;&#039;, notizie.regione.emilia-romagna.it, 28 febbraio 2025 &amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Semplificando, i beni confiscati in Emilia-Romagna vengono destinati a diverse finalità, tra cui:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*&#039;&#039;&#039;Servizi sociali e abitativi&#039;&#039;&#039;, realizzando alloggi per persone in condizioni di marginalità o vittime di usura, centri di accoglienza, strutture per anziani;&lt;br /&gt;
*&#039;&#039;&#039;Spazi pubblici&#039;&#039;&#039;, parchi, aree verdi, centri culturali e sportivi;&lt;br /&gt;
*&#039;&#039;&#039;Attività economiche&#039;&#039;&#039;, iniziative imprenditoriali guidate da principi etici e sostenibili&amp;lt;ref&amp;gt;Regione Emilia-Romagna Legalità, &#039;&#039;Lotta alla criminalità e a tutte le mafie: Emilia-Romagna, nuove azioni e piano per la gestione dei beni confiscati&#039;&#039;, legalita.regione.emilia-romagna.it &amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La regione promuove attività educative e culturali per sensibilizzare la cittadinanza sulla legalità e sull’uso dei beni confiscati e per facilitare la gestione di essi sono stati sottoscritti protocolli d’intesa con i tribunali di Bologna e Reggio Emilia&amp;lt;ref&amp;gt; Regione Emilia-Romagna Legalità, &#039;&#039;Beni confiscati alla criminalità. Protocolli d’intesa&#039;&#039;, legalita.regione.emilia-romagna.it, visitato il 21 giugno 2025 &amp;lt;/ref&amp;gt;, con lo scopo di garantire una gestione tempestiva ed efficace dei beni, favorendo il loro riutilizzo a fini sociali. Ma nonostante i progressi, permangono sfide nella gestione dei beni confiscati, tra cui la lentezza delle procedure burocratiche e la necessità di una maggiore collaborazione con le istituzioni. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Note==&lt;br /&gt;
&amp;lt;references&amp;gt;&amp;lt;/references&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Bibliografia==&lt;br /&gt;
*Archivio Storico della Gazzetta di Reggio.&lt;br /&gt;
*Ciconte, Enzo (1998). &#039;&#039;Mafia, camorra e ‘ndrangheta in Emilia-Romagna&#039;&#039;, Rimini, Panozzo Editore, 1998&lt;br /&gt;
*Ciconte, Enzo (a cura di) (2018). &#039;&#039;Presenze criminali e mafiose di soggetti stranieri in Emilia-Romagna. Una prima ricognizione&#039;&#039;, rapporto di novembre 2019, n.3.&lt;br /&gt;
*CROSS (2015). &#039;&#039;Secondo rapporto trimestrale sulle aree settentrionali, per la presidenza della Commissione Parlamentare di inchiesta sul fenomeno mafioso&#039;&#039;, Università degli Studi di Milano, marzo 2015.&lt;br /&gt;
*Direzione Investigativa Antimafia (2024). &#039;&#039;Relazione I semestre 2023, Roma.&lt;br /&gt;
*Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo (2017). &#039;&#039;Relazione annuale sulle attività svolte dal Procuratore nazionale e dalla Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo nonché sulle dinamiche e strategie della criminalità organizzata di tipo mafioso, periodo 1 luglio 2015 - 30 giugno 2016&#039;&#039;, prot. 12720/2017/PNA, 12 aprile 2017.&lt;br /&gt;
*Osservatorio sulla Criminalità Organizzata della Provincia di Rimini (2016) &#039;&#039;‘Ndrangheta, Camorra e Mafia siciliana in Emilia-Romagna (2010-2015)&#039;&#039;, osservatoriollegalità.rn.it.&lt;br /&gt;
*Pellegrini, Stefania (2012) (a cura di) &#039;&#039;Le mafie in Emilia-Romagna, Rapporto 2012&#039;&#039;, Bologna.&lt;br /&gt;
*Scalia, Vincenzo (2015) (a cura di) . &#039;&#039;Cosa non solo loro. L’espansione delle mafie nella riviera romagnola&#039;&#039;, 3 dicembre 2015, Università di Firenze.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Categoria:Emilia-Romagna]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Leadermassimo</name></author>
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		<summary type="html">&lt;p&gt;Leadermassimo: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;mafie in Emilia-Romagna&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Leadermassimo</name></author>
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		<title>Comuni sciolti per mafia</title>
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		<summary type="html">&lt;p&gt;Leadermassimo: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{#seo:&lt;br /&gt;
|site_name=WikiMafia&lt;br /&gt;
|keywords=comuni sciolti per mafia, comuni sciolti per infiltrazione mafiosa, consigli comunali sciolti per infiltrazione mafiosa, mafia, antimafia, wikimafia, comuni mafia, scioglimento comuni mafia,&lt;br /&gt;
|description=Il primo elenco completo di tutti i comuni sciolti per mafia in Italia, dal 1991 ad oggi. &lt;br /&gt;
|image=File:Comuni sciolti per mafia wiki sito.jpg&lt;br /&gt;
|image_alt=Comuni sciolti per mafia&lt;br /&gt;
|type=website&lt;br /&gt;
|section=Mafia&lt;br /&gt;
}}&lt;br /&gt;
[[File:Comuni sciolti per mafia wiki sito.jpg|250x250px|thumb|alt=Comuni sciolti per mafia WikiMafia]]&lt;br /&gt;
Dal [[1991]] al 2026 sono stati sciolti &#039;&#039;&#039;402 Consigli comunali&#039;&#039;&#039; &#039;&#039;&#039;per infiltrazioni mafiose&#039;&#039;&#039;, di cui 25 annullati a seguito di ricorso (dati aggiornati al 15 luglio 2026). A questi si aggiungono &#039;&#039;&#039;7 aziende ospedaliere&#039;&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Lo scioglimento dei Consigli Comunali e provinciali per infiltrazione mafiosa fu istituito in risposta all&#039;orrore della [[Strage del Venerdì nero di Taurianova]] col decreto-legge n. 164 del 31 maggio 1991, convertito successivamente nella legge 221 del 22 luglio 1991. Attualmente è previsto dall&#039;art. 143 del Testo Unico degli Enti Locali (d.lgs. 267/2000). Per approfondire la normativa di riferimento, si veda [[Legge sullo Scioglimento dei Consigli comunali per mafia]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Elenco dei Consigli Comunali sciolti per infiltrazione mafiosa, in ordine cronologico==&lt;br /&gt;
Quello che segue è l&#039;elenco aggiornato di tutti i &#039;&#039;&#039;Consigli Comunali sciolti per infiltrazione mafiosa&#039;&#039;&#039;, dal [[1991]] ad oggi. È possibile ordinare i Comuni in ordine alfabetico, per provincia e per regione, in ordine ascendente o discendente, cliccando sulla prima casella della colonna preferita (quella che contiene il titolo).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{| class=&amp;quot;wikitable sortable&amp;quot;&lt;br /&gt;
!Comune!!Provincia!!Regione !!Anno/Mese/Giorno&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Taurianova || Reggio Calabria||Calabria||1991-08-02&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Casandrino||Napoli||Campania||1991-08-02&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Casal di Principe || Caserta||Campania||1991-09-30&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Casapesenna||Caserta || Campania||1991-09-30&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Mondragone||Caserta||Campania||1991-09-30&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Adrano|| Catania||Sicilia||1991-09-30&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Sant&#039;Andrea Apostolo dello Jonio &#039;&#039;&#039;(Annullato)&#039;&#039;&#039;||Catanzaro||Calabria||1991-09-30&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Lamezia Terme||Catanzaro||Calabria||1991-09-30&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Gallipoli||Lecce||Puglia||1991-09-30&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Surbo|| Lecce||Puglia||1991-09-30&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Piraino|| Messina||Sicilia||1991-09-30&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Marano di Napoli||Napoli||Campania||1991-09-30&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Poggiomarino||Napoli || Campania||1991-09-30&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Sant&#039;Antimo||Napoli||Campania||1991-09-30&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Cerda || Palermo || Sicilia||1991-09-30&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Santa Flavia||Palermo||Sicilia||1991-09-30&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Trabia &#039;&#039;&#039;(Annullato)&#039;&#039;&#039; || Palermo||Sicilia||1991-09-30&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Delianuova||Reggio Calabria||Calabria||1991-09-30&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Melito di Porto Salvo||Reggio Calabria|| Calabria||1991-09-30&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Seminara||Reggio Calabria||Calabria||1991-09-30&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Misterbianco||Catania||Sicilia||1991-12-21&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Isca sullo Ionio||Catanzaro|| Calabria||1992-01-28&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Stefanaconi || Catanzaro||Calabria||1992-01-28&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Rosarno||Reggio Calabria||Calabria||1992-01-28&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Quarto||Napoli||Calabria||1992-04-10&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|San Ferdinando ||Reggio Calabria||Calabria||1992-05-20&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Capaci ||Palermo ||Sicilia||1992-06-09&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Misilmeri||Palermo||Sicilia|| 1992-06-09&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Mascali ||Catania ||Sicilia ||1992-06-09&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Campobello di Mazara||Trapani||Sicilia||1992-07-11&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Niscemi||Caltanissetta||Sicilia||1992-07-18&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Gela||Caltanissetta || Sicilia || 1992-07-18&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Scicli &#039;&#039;&#039;(Annullato)&#039;&#039;&#039;||Ragusa||Sicilia|| 1992-07-18&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Recale ||Caserta ||Campania||1992-07-31&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Licata || Agrigento||Sicilia||1992-07-31&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|San Cipriano d&#039;Aversa||Caserta||Campania||1992-08-27&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Cesa||Caserta || Campania||1992-08-27&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Grazzanise || Caserta || Campania||1992-09-11&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Riesi||Caltanissetta||Sicilia||1992-10-16&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Villa di Briano||Caserta||Campania||1992-10-26&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Santa Maria la Fossa ||Caserta||Campania||1992-10-26&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Lusciano ||Caserta||Campania||1992-12-12&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Carinola||Caserta|| Campania||1993-01-18&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Gioia Tauro||Reggio Calabria||Calabria||1993-01-18&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Acerra||Napoli||Campania||1993-01-18&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Frignano||Caserta||Campania||1993-03-11&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Termini Imerese||Palermo||Sicilia||1993-03-11&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|San Giovanni La Punta||Catania||Sicilia|| 1993-03-11&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Caccamo||Palermo||Sicilia||1993-03-11&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Bagheria||Palermo||Sicilia|| 1993-03-11&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Pagani||Salerno ||Campania||1993-03-11&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Scafati||Salerno||Campania ||1993-03-11&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Terlizzi||Bari||Puglia||1993-03-30&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Modugno||Bari ||Puglia||1993-03-30&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Quindici||Avellino||Campania||1993-04-14&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Nocera Inferiore ||Salerno ||Campania||1993-04-14&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Partanna||Trapani || Sicilia||1993-04-14&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Casamarciano|| Napoli||Campania||1993-06-04&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Casola di Napoli||Napoli||Campania||1993-06-04&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|San Giuseppe Vesuviano|| Napoli||Campania||1993-06-04&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Torre Annunziata||Napoli ||Campania||1993-06-04&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Ercolano||Napoli || Campania||1993-06-14&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Molochio||Reggio Calabria||Calabria||1993-06-23&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Sarno||Salerno||Campania||1993-06-23&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Pago del Vallo di Lauro || Avellino||Campania||1993-06-23&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Aci Catena||Catania||Sicilia||1993-06-28&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Mascalucia|| Catania||Sicilia ||1993-07-13&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Nola||Napoli||Campania||1993-08-16&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Pomigliano d&#039;Arco||Napoli||Campania||1993-08-16&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Sant&#039;Antonio Abate || Napoli || Campania||1993-09-02&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Gioia del Colle||Bari||Puglia||1993-09-10&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Trani || Bari|| Puglia||1993-09-10&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Mazara del Vallo||Trapani||Sicilia|| 1993-10-25&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Ragalna||Catania ||Sicilia||1993-11-23&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Teverola||Caserta||Campania||1993-12-16&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Montalbano Jonico||Matera||Basilicata||1993-12-16&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Villaricca||Napoli||Campania||1994-01-17&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|San Paolo Belsito|| Napoli||Campania ||1994-03-04&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Monopoli||Bari||Puglia || 1994-04-23&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| San Lorenzo Maggiore||Benevento||Campania||1994-04-24&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Camini || Reggio Calabria||Calabria||1995-01-16&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Roghudi||Reggio Calabria||Calabria||1995-01-16&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Bardonecchia||Torino||Piemonte||1995-05-02&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Casapesenna||Caserta||Campania||1996-01-30&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Roccaforte Greco||Reggio Calabria||Calabria||1996-02-10&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Melito di Porto Salvo ||Reggio Calabria||Calabria|| 1996-02-28&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Pimonte||Napoli||Campania||1996-04-04&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Nola &#039;&#039;&#039;(Annullato)&#039;&#039;&#039;||Napoli||Campania||1996-04-26&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Altavilla Milicia ||Palermo ||Sicilia||1996-07-11&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Santa Maria la Fossa||Caserta||Campania||1996-07-11&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Casal di Principe||Caserta||Campania||1996-12-23&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Liveri||Napoli ||Campania||1997-05-19&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Terzigno||Napoli||Campania||1997-07-28&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Ottaviano||Napoli || Campania||1997-09-08&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Cosoleto||Reggio Calabria|| Calabria||1997-09-08&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Sinopoli||Reggio Calabria||Calabria|| 1997-09-08&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Lascari||Palermo||Sicilia|| 1997-10-31&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Pollina||Palermo||Sicilia||1997-10-31&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Grazzanise||Caserta||Campania||1998-01-26&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Villa di Briano||Caserta||Campania||1998-01-26&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Casandrino||Napoli||Campania||1998-02-16&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Santo Stefano in Aspromonte||Reggio Calabria||Calabria||1998-03-30&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Castel Volturno||Caserta||Campania||1998-09-14&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Boscoreale||Napoli||Campania||1998-12-15&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Poggiomarino||Napoli||Campania|| 1999-02-09&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Caccamo|| Palermo||Sicilia|| 1999-03-10&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Afragola &#039;&#039;&#039;(Annullato)&#039;&#039;&#039;||Napoli ||Campania||1999-04-20&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Bagheria ||Palermo ||Sicilia||1999-04-20&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Ficarazzi ||Palermo ||Sicilia||1999-04-20&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Villabate||Palermo||Sicilia||1999-04-20&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Calatabiano||Catania || Sicilia||2000-07-10&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Rizziconi||Reggio Calabria || Calabria||2000-07-31&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|San Luca||Reggio Calabria||Calabria||2000-09-14&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Pignataro Maggiore||Caserta||Campania||2000-11-30&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Cirò||Crotone||Calabria||2001-02-19&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Pompei||Napoli||Campania||2001-09-11&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Cinisi||Palermo||Sicilia||2001-09-11&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Caltavuturo||Palermo || Sicilia||2001-10-08&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Marcedusa||Catanzaro||Calabria||2001-10-08&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|San Gennaro Vesuviano||Napoli||Campania||2001-11-06&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Santa Maria la Carità||Napoli||Campania|| 2002-02-08&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Portici ||Napoli||Campania||2002-09-10&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Quindici||Avellino||Campania||2002-09-24&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Lamezia Terme ||Catanzaro||Calabria||2002-11-05&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|San Paolo Belsito||Napoli|| Campania||2002-11-05&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Frattamaggiore||Napoli || Campania||2002-11-05&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Pantelleria||Trapani|| Sicilia||2003-03-17&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Briatico||Vibo Valentia||Calabria||2003-03-17&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Misilmeri||Palermo||Sicilia||2003-04-29&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|San Giovanni La Punta||Catania||Sicilia||2003-05-09&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Botricello &#039;&#039;&#039;(Annullato)&#039;&#039;&#039;||Catanzaro||Calabria||2003-05-09&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Isola Capo Rizzuto||Crotone||Calabria||2003-05-09&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Strongoli &#039;&#039;&#039;(Annullato)&#039;&#039;&#039;||Crotone||Calabria ||2003-09-03&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Monasterace &#039;&#039;&#039;(Annullato)&#039;&#039;&#039; || Reggio Calabria || Calabria || 2003-10-27&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Roccaforte del Greco||Reggio Calabria||Calabria||2003-10-27&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Africo &#039;&#039;&#039;(Annullato)&#039;&#039;&#039;||Reggio Calabria|| Calabria||2003-10-27&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Guardavalle||Catanzaro||Calabria||2003-11-21&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Montecorvino Pugliano||Salerno||Campania||2003-11-21&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Niscemi|| Caltanissetta ||Sicilia||2004-04-27&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Villabate||Palermo || Sicilia||2004-04-27&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Marano &#039;&#039;&#039;(Annullato)&#039;&#039;&#039; || Napoli||Campania||2004-07-28&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Canicattì||Agrigento||Sicilia||2004-09-06&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Volla ||Napoli||Campania||2004-11-02&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Calanna||Reggio Calabria ||Calabria||2004-11-02&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Burgio||Agrigento|| Sicilia||2005-09-02&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Nicotera||Vibo Valentia||Calabria||2005-09-02&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Vicari||Palermo||Sicilia||2005-10-25&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Crispano||Napoli||Campania|| 2005-10-25&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Casoria||Napoli || Campania||2005-10-25&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Torre del Greco &#039;&#039;&#039;(Annullato)&#039;&#039;&#039;||Napoli ||Campania||2005-10-25&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Afragola||Napoli||Campania||2005-10-25&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Tufino &#039;&#039;&#039;(Annullato)&#039;&#039;&#039;||Napoli||Campania||2005-10-25&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Nettuno||Roma||Lazio||2005-11-28&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Torretta||Palermo || Sicilia||2005-11-28&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|San Tammaro||Caserta||Campania||2005-12-23&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Melito di Napoli||Napoli ||Campania||2005-12-23&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Pozzuoli||Napoli||Campania||2005-12-23&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Terme Vigliatore ||Messina||Sicilia||2005-12-23&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Boscoreale||Napoli||Campania||2005-01-26&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Brusciano &#039;&#039;&#039;(Annullato)&#039;&#039;&#039;||Napoli || Campania||2005-01-26&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Riesi|| Caltanissetta ||Sicilia||2005-01-26&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Roccamena||Palermo||Sicilia||2006-01-26&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Castellammare Golfo||Trapani ||Sicilia||2006-03-27&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Platì||Reggio Calabria||Calabria||2006-07-07&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Casaluce||Caserta || Campania||2006-07-07&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Campobello di Licata ||Agrigento||Sicilia||2006-07-18&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| San Gennaro Vesuviano &#039;&#039;&#039;(Annullato)&#039;&#039;&#039;||Napoli||Campania||2006-11-15&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Cerda ||Palermo||Sicilia||2006-12-12&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Soriano Calabro||Vibo Valentia||Calabria||2007-01-25&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|San Gregorio d&#039;Ippona||Vibo Valentia||Calabria||2007-04-24&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Parghelia|| Vibo Valentia||Calabria||2007-09-17&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Lusciano||Caserta || Campania||2007-10-17&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Seminara || Reggio Calabria ||Calabria ||2007-12-29&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Casalnuovo di Napoli||Napoli||Campania||2007-12-29&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Marcianise &#039;&#039;&#039;(Annullato)&#039;&#039;&#039;||Caserta||Campania||2008-03-19&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|San Cipriano d&#039;Aversa &#039;&#039;&#039;(Annullato)&#039;&#039;&#039;||Caserta||Campania||2008-03-19&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Arzano||Napoli|| Campania||2008-03-05&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Gioia Tauro||Reggio Calabria|| Calabria||2008-04-24&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Siculiana||Agrigento|| Sicilia||2008-06-13&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Orta di Atella|| Caserta|| Campania|| 2008-07-24&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Amantea &#039;&#039;&#039;(Annullato)&#039;&#039;&#039;||Cosenza||Calabria||2008-08-04&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Rosarno||Reggio Calabria||Calabria||2008-12-15&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Pago del Vallo di Lauro||Avellino||Campania ||2009-03-13&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Villa Literno &#039;&#039;&#039;(Annullato)&#039;&#039;&#039;||Caserta||Campania||2009-04-23&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|San Ferdinando || Reggio Calabria||Calabria||2009-04-23&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Taurianova ||Reggio Calabria||Calabria||2009-04-23&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Sant&#039;Onofrio||Vibo Valentia ||Calabria ||2009-04-23&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Castello di Cisterna||Napoli||Campania||2009-07-10&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Fabrizia||Vibo Valentia||Calabria||2009-07-27&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Vallelunga Pratameno &#039;&#039;&#039;(Annullato)&#039;&#039;&#039;||Caltanissetta||Sicilia|| 2009-07-27&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Furnari||Messina||Sicilia||2009-12-04&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|San Giuseppe Vesuviano||Napoli||Campania||2009-12-09&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Borgia||Catanzaro||Calabria||2010-07-02&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Gricignano di Aversa|| Caserta||Campania||2010-08-02&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Nicotera|| Vibo Valentia||Calabria||2010-08-13&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Condofuri||Reggio Calabria||Calabria||2010-10-12&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|San Procopio || Reggio Calabria || Calabria || 2010-12-23&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Roccaforte del Greco||Reggio Calabria||Calabria||2011-02-28&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Bordighera &#039;&#039;&#039;(Annullato)&#039;&#039;&#039;|| Imperia|| Liguria||2011-03-10&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Castrofilippo ||Agrigento||Sicilia||2011-04-15&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Corigliano Calabro||Cosenza||Calabria||2011-06-09&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Marina di Gioiosa Ionica||Reggio Calabria||Calabria||2011-07-07&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Nardodipace||Vibo Valentia||Calabria|| 2011-12-19&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Samo||Reggio Calabria||Calabria||2012-01-24&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Briatico||Vibo Valentia||Calabria||2012-01-24&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Ventimiglia &#039;&#039;&#039;(annullato)&#039;&#039;&#039;||Imperia ||Liguria||2012-02-06&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Careri|| Reggio Calabria || Calabria|| 2012-02-15&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Sant&#039;Ilario dello Ionio ||Reggio Calabria||Calabria||2012-02-15&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Salemi||Trapani||Sicilia||2012-03-23&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Rocalmuto || Agrigento||Sicilia||2012-03-23&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Bova Marina||Reggio Calabria||Calabria||2012-03-23&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Platì||Reggio Calabria||Calabria||2012-03-23&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Gragnano||Napoli||Campania||2012-03-23&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Leinì||Torino||Piemonte|| 2012-03-23&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Pagani||Salerno|| Campania||2012-03-23&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Bagaladi &#039;&#039;&#039;(Annullato)&#039;&#039;&#039;||Reggio Calabria||Calabria||2012-04-06&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Mileto||Vibo Valentia||Calabria||2012-04-06&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Casapesenna||Caserta||Campania||2012-04-06&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Castel Volturno||Caserta||Campania||2012-04-06&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Casal di Principe||Caserta||Campania||2012-04-06&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Rivarolo Canavese||Torino||Piemonte||2012-05-22&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Mongiana||Vibo Valentia||Calabria||2012-07-12&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Misilmeri ||Palermo ||Sicilia ||2012-07-27&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Campobello di Mazara||Trapani||Sicilia||2012-07-27&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|San Cipriano d&#039;Aversa|| Caserta||Campania||2012-09-04&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Reggio Calabria||Reggio Calabria||Calabria||2012-10-09&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Isola delle Femmine||Palermo||Sicilia||2012-11-09&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Augusta||Siracusa||Sicilia||2013-03-08&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Grazzanise||Caserta||Campania||2013-03-08&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Quarto||Napoli||Campania|| 2013-03-27&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Mascali||Catania||Sicilia||2013-03-27&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Polizzi Generosa||Palermo||Sicilia||2013-03-27&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|San Calogero||Vibo Valentia||Calabria||2013-03-27&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Siderno||Reggio Calabria||Calabria||2013-03-27&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Melito di Porto Salvo||Reggio Calabria||Calabria||2013-03-27&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Casignana ||Reggio Calabria||Calabria ||2013-04-19&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Montebello Jonico||Reggio Calabria||Calabria||2013-04-24&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Giugliano||Napoli || Campania||2013-04-24&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|San Luca||Reggio Calabria||Calabria||2013-05-19&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Ardore || Reggio Calabria||Calabria||2013-06-27&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Taurianova||Reggio Calabria||Calabria||2013-07-05&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Sedriano||Milano||Lombardia||2013-10-15&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Cirò &#039;&#039;&#039;(Annullato)&#039;&#039;&#039;|| Crotone ||Calabria ||2013-10-21&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Joppolo &#039;&#039;&#039;(Annullato)&#039;&#039;&#039;||Vibo Valentia||Calabria||2014-02-07&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Ricadi||Vibo Valentia||Calabria||2014-02-11&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Altavilla Milicia||Palermo||Sicilia|| 2014-02-11&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Scalea||Cosenza||Calabria||2014-02-25&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Montelepre||Palermo || Sicilia||2014-03-13&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Battipaglia||Salerno||Campania||2014-04-04&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Cellino San Marco||Brindisi||Puglia||2014-04-19&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Badolato||Catanzaro||Calabria||2014-04-19&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Africo||Reggio Calabria||Calabria||2014-08-01&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Giardinello &#039;&#039;&#039;(Annullato)&#039;&#039;&#039;||Palermo||Sicilia||2014-08-08&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|San Ferdinando||Reggio Calabria|| Calabria||2014-10-31&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Bovalino||Reggio Calabria||Calabria||2015-04-02&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Bagnara Calabra||Reggio Calabria||Calabria||2015-04-14&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Arzano||Napoli||Campania||2015-04-29&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Scicli|| Ragusa|| Sicilia||2015-04-29&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Monte Sant&#039;Angelo||Foggia || Puglia||2015-07-20&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Ostia (X Municipio di Roma)|| Roma||Lazio ||2015-09-27&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Mazzarà Sant&#039;Andrea||Messina||Sicilia||2015-10-13&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Nardodipace|| Vibo Valentia||Calabria||2015-12-07&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Brescello||Reggio Emilia||Emilia-Romagna||2016-04-20&lt;br /&gt;
|- &lt;br /&gt;
|Trentola-Ducenta ||Caserta ||Campania||2016-05-10&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Corleone || Palermo||Sicilia||2016-08-12&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Tropea|| Vibo Valentia||Calabria||2016-08-12&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Rizziconi||Reggio Calabria||Calabria||2016-10-28&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Palazzo Adriano||Palermo|| Sicilia||2016-10-28&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Nicotera || Vibo Valentia||Calabria||2016-11-23&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Marano di Napoli ||Napoli||Campania||2016-12-30&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Casavatore||Napoli ||Campania||2017-01-24&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Crispano||Napoli ||Campania||2017-01-24&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Scafati||Salerno||Campania||2017-01-27&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Parabita||Lecce||Puglia||2017-03-15&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Lavagna||Genova||Liguria||2017-03-27&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Borgetto||Palermo|| Sicilia||2017-05-02&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Canolo||Reggio Calabria||Calabria||2017-05-06&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Bova Marina||Reggio Calabria||Calabria||2017-05-11&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Laureana di Borrello||Reggio Calabria||Calabria||2017-05-11&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|San Felice a Cancello||Caserta ||Campania ||2017-05-11&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Gioia Tauro||Reggio Calabria||Calabria||2017-05-11&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Castelvetrano||Trapani||Sicilia||2017-06-07&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Sorbo San Basile || Catanzaro||Calabria||2017-06-13&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Coprani||Catanzaro ||Calabria ||2017-07-31&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Brancaleone||Reggio Calabria||Calabria||2017-07-31&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Valenzano ||Bari|| Puglia||2017-09-25&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Cassano allo Jonio||Cosenza||Calabria||2017-11-22&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Isola di Capo Rizzuto||Crotone||Calabria||2017-11-22&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Marina di Gioiosa Jonica||Reggio Calabria || Calabria||2017-11-22&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Petronà||Catanzaro||Calabria||2017-11-22&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Lamezia Terme|| Catanzaro||Calabria||2017-11-22&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Cirò Marina||Crotone||Calabria||2018-01-19&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|San Gennaro Vesuviano||Napoli||Campania|| 2018-02-12&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Mattinata || Foggia||Puglia||2018-03-16&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Scilla||Reggio Calabria||Calabria||2018-03-22&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Camastra||Agrigento||Sicilia||2018-04-10&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Calvizzano ||Napoli||Campania||2018-04-17&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Strongoli ||Crotone||Calabria|| 2018-04-17&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Manduria||Taranto||Puglia|| 2018-04-26&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Caivano||Napoli|| Campania||2018-04-26&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Limbadi||Vibo Valentia||Calabria||2018-04-26&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Bompensiere||Caltanissetta|| Sicilia||2018-04-26&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Platì || Reggio Calabria||Calabria||2018-04-26&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Surbo|| Lecce|| Puglia||2018-05-08&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|San Gregorio D&#039;Ippona||Vibo Valentia||Calabria||2018-05-08&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Treccastagni||Catania|| Sicilia||2018-05-08&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Briatico||Vibo Valentia||Calabria||2018-05-08&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Sogliano Cavour|| Lecce||Puglia||2018-06-29&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Vittoria||Ragusa||Sicilia||2018-08-02&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|San Biagio Platani||Agrigento||Sicilia||2018-08-06&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Siderno||Reggio Calabria ||Calabria||2018-08-09&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Crucoli ||Crotone||Calabria||2018-10-29&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Casabona||Crotone||Calabria||2018-10-29&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Delianuova|| Reggio Calabria||Calabria||2018-11-21&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Careri||Reggio Calabria||Calabria ||2019-01-10&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Pachino||Siracusa||Sicilia||2019-02-15&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Mistretta||Messina||Sicilia||2019-03-28 &lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|San Cataldo ||Caltanissetta||Sicilia||2019-03-28&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Palizzi||Reggio Calabria|| Calabria||2019-05-03&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Stilo||Reggio Calabria||Calabria||2019-05-09&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Arzano||Napoli||Campania||2019-05-22&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|San Cipirello||Palermo||Sicilia||2019-06-20&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Sinopoli||Reggio Calabria ||Calabria||2019-08-01&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Torretta || Palermo || Sicilia||2019-08-08&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Misterbianco||Catania||Sicilia|| 2019-10-01&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Cerignola||Foggia||Puglia||2019-10-14&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Manfredonia || Foggia||Puglia||2019-10-22&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Orta di Atella|| Caserta||Campania||2019-11-08&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Africo|| Reggio Calabria||Calabria||2019-12-02&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Carmiano||Lecce||Puglia||2019-12-05&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Mezzojuso||Palermo||Sicilia||2019-12-16&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Scanzano Jonico||Matera||Basilicata||2019-12-16&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|San Giorgio Morgeto|| Reggio Calabria||Calabria||2019-12-27&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Scorrano||Lecce|| Puglia||2020-01-20&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Saint-Pierre||Aosta||Valle d&#039;Aosta||2020-02-10&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Amantea || Cosenza||Calabria||2020-02-17&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Pizzo||Vibo Valentia || Calabria||2020-02-25&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Sant&#039;Antimo||Napoli||Campania||2020-03-16&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Maniace||Catania||Sicilia||2020-05-16&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Partinico||Palermo||Sicilia||2020-07-29&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Sant&#039;Eufemia d&#039;Aspromonte||Reggio Calabria||Calabria||2020-08-14&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Cutro||Crotone||Calabria||2020-08-14&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Pratola Serra||Avellino||Campania||2020-10-26&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Tortorici||Messina||Sicilia||2020-12-23&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Squinzano&lt;br /&gt;
|Lecce&lt;br /&gt;
|Puglia&lt;br /&gt;
|2021-01-30&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Guardavalle&lt;br /&gt;
|Catanzaro&lt;br /&gt;
|Calabria&lt;br /&gt;
|2021-02-23&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Carovigno&lt;br /&gt;
|Brindisi&lt;br /&gt;
|Puglia&lt;br /&gt;
|2021-03-12&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Barrafranca&lt;br /&gt;
|Enna&lt;br /&gt;
|Sicilia&lt;br /&gt;
|2021-04-16&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Marano di Napoli&lt;br /&gt;
|Napoli&lt;br /&gt;
|Campania&lt;br /&gt;
|2021-06-18&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|San Giuseppe Jato&lt;br /&gt;
|Palermo&lt;br /&gt;
|Sicilia&lt;br /&gt;
|2021-07-09&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Villaricca&lt;br /&gt;
|Napoli&lt;br /&gt;
|Campania&lt;br /&gt;
|2021-08-06&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Foggia&lt;br /&gt;
|Foggia&lt;br /&gt;
|Puglia&lt;br /&gt;
|2021-08-06 &lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Nocera Terinese&lt;br /&gt;
|Catanzaro&lt;br /&gt;
|Calabria&lt;br /&gt;
|2021-08-30&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Simeri Crichi&lt;br /&gt;
|Catanzaro&lt;br /&gt;
|Calabria&lt;br /&gt;
|2021-08-30&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Rosarno&lt;br /&gt;
|Reggio Calabria&lt;br /&gt;
|Calabria&lt;br /&gt;
|2021-08-30&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Calatabiano&lt;br /&gt;
|Catania&lt;br /&gt;
|Sicilia &lt;br /&gt;
|2021-08-30&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Bolognetta&lt;br /&gt;
|Palermo&lt;br /&gt;
|Sicilia &lt;br /&gt;
|2021-11-18&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Ostuni&lt;br /&gt;
|Brindisi&lt;br /&gt;
|Puglia&lt;br /&gt;
|2021-12-27&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Castellammare di Stabia&lt;br /&gt;
|Napoli&lt;br /&gt;
|Campania&lt;br /&gt;
|2022-02-24&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Trinitapoli&lt;br /&gt;
|Barletta-Andria-Trani&lt;br /&gt;
|Puglia&lt;br /&gt;
|2022-04-05&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Torre Annunziata&lt;br /&gt;
|Napoli&lt;br /&gt;
|Campania&lt;br /&gt;
|2022-05-06&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Portigliola&lt;br /&gt;
|Reggio Calabria&lt;br /&gt;
|Calabria&lt;br /&gt;
|2022-05-22&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|San Giuseppe Vesuviano&lt;br /&gt;
|Napoli&lt;br /&gt;
|Campania&lt;br /&gt;
|2022-06-09&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Soriano Calabro&lt;br /&gt;
|Vibo Valentia &lt;br /&gt;
|Calabria&lt;br /&gt;
|2022-06-17&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Neviano &lt;br /&gt;
|Lecce&lt;br /&gt;
|Puglia&lt;br /&gt;
|2022-08-05 &lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Cosoleto&lt;br /&gt;
|Reggio Calabria&lt;br /&gt;
| Calabria&lt;br /&gt;
|2022-11-21 &lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Nettuno&lt;br /&gt;
| Roma &lt;br /&gt;
|Lazio&lt;br /&gt;
|2022-11-21&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Anzio&lt;br /&gt;
|Roma&lt;br /&gt;
|Lazio&lt;br /&gt;
|2022-11-21&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Sparanise&lt;br /&gt;
|Caserta&lt;br /&gt;
|Campania&lt;br /&gt;
|2022-12-19&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Mojo Alcantara&lt;br /&gt;
|Messina&lt;br /&gt;
|Sicilia&lt;br /&gt;
|2023-02-02&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Scilla&lt;br /&gt;
|Reggio Calabria&lt;br /&gt;
|Calabria&lt;br /&gt;
|2023-04-11&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Castiglione di Sicilia&lt;br /&gt;
|Catania&lt;br /&gt;
|Sicilia&lt;br /&gt;
|2023-05-23&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Rende&lt;br /&gt;
|Cosenza&lt;br /&gt;
|Calabria&lt;br /&gt;
|2023-06-28&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Orta Nova&lt;br /&gt;
|Foggia&lt;br /&gt;
|Puglia&lt;br /&gt;
|2023-07-18&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Palagonia&lt;br /&gt;
|Catania&lt;br /&gt;
|Sicilia&lt;br /&gt;
|2023-08-09&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Acquaro&lt;br /&gt;
|Vibo Valentia&lt;br /&gt;
|Calabria&lt;br /&gt;
|2023-09-18&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Caivano&lt;br /&gt;
|Napoli&lt;br /&gt;
|Campania&lt;br /&gt;
|2023-10-17&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Capistrano&lt;br /&gt;
|Vibo Valentia&lt;br /&gt;
|Calabria&lt;br /&gt;
|2023-10-17&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Randazzo&lt;br /&gt;
|Catania&lt;br /&gt;
|Sicilia&lt;br /&gt;
|2024-01-26&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Melito di Napoli&lt;br /&gt;
|Napoli&lt;br /&gt;
|Campania&lt;br /&gt;
|2024-03-12&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Monteforte Irpino&lt;br /&gt;
|Avellino&lt;br /&gt;
|Campania&lt;br /&gt;
|2024-03-27&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Quindici&lt;br /&gt;
|Avellino&lt;br /&gt;
|Campania&lt;br /&gt;
|2024-03-27&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Tropea&lt;br /&gt;
|Vibo Valentia&lt;br /&gt;
|Calabria&lt;br /&gt;
|2024-04-24&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Cerva&lt;br /&gt;
|Catanzaro&lt;br /&gt;
|Calabria&lt;br /&gt;
|2024-05-09&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Stefanaconi&lt;br /&gt;
|Vibo Valentia&lt;br /&gt;
|Calabria&lt;br /&gt;
|2024-07-29&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Calvi Risolta&lt;br /&gt;
|Caserta&lt;br /&gt;
|Campania&lt;br /&gt;
|2024-07-29&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Tremestieri Etneo&lt;br /&gt;
|Catania&lt;br /&gt;
|Sicilia&lt;br /&gt;
|2025-03-27&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|San Luca&lt;br /&gt;
|Reggio Calabria&lt;br /&gt;
|Calabria&lt;br /&gt;
|2025-03-27&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Poggiomarino&lt;br /&gt;
|Napoli&lt;br /&gt;
|Campania&lt;br /&gt;
|2025-03-27&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Caserta&lt;br /&gt;
|Caserta&lt;br /&gt;
|Campania&lt;br /&gt;
|2025-04-18&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Aprilia&lt;br /&gt;
|Latina&lt;br /&gt;
|Lazio&lt;br /&gt;
|2025-04-18&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Badolato&lt;br /&gt;
|Catanzaro&lt;br /&gt;
|Calabria&lt;br /&gt;
|2025-04-18&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Casabona&lt;br /&gt;
|Crotone&lt;br /&gt;
|Calabria&lt;br /&gt;
|2025-04-18&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Marano di Napoli&lt;br /&gt;
|Napoli&lt;br /&gt;
|Campania&lt;br /&gt;
|2025-09-05&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Paternò&lt;br /&gt;
|Catania&lt;br /&gt;
|Sicilia&lt;br /&gt;
|2025-11-21&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Altomonte&lt;br /&gt;
|Cosenza&lt;br /&gt;
|Calabria&lt;br /&gt;
|2025-11-21&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Pagani&lt;br /&gt;
|Salerno&lt;br /&gt;
|Campania&lt;br /&gt;
|2026-04-23&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Arienzo&lt;br /&gt;
|Caserta&lt;br /&gt;
|Campania&lt;br /&gt;
|2026-04-23&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Soriano Calabro&lt;br /&gt;
|Vibo Valentia&lt;br /&gt;
|Calabria&lt;br /&gt;
|2026-04-29&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Torre Annunziata&lt;br /&gt;
|Napoli&lt;br /&gt;
|Campania&lt;br /&gt;
|2026-06-05&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Sarno&lt;br /&gt;
|Salerno&lt;br /&gt;
|Campania&lt;br /&gt;
|2026-06-05&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Castellammare di Stabia&lt;br /&gt;
|Napoli&lt;br /&gt;
|Campania&lt;br /&gt;
|2026-07-14&lt;br /&gt;
|}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Aziende ospedaliere sciolte per mafia==&lt;br /&gt;
Dal 1991 ad oggi sono state sciolte &#039;&#039;&#039;7 aziende ospedaliere&#039;&#039;&#039; per infiltrazioni mafiose, cinque in Calabria e due in Campania.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{| class=&amp;quot;wikitable sortable&amp;quot;&lt;br /&gt;
!Nome!!Provincia !!Regione!!Anno/Mese/Giorno&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|ASL 4 Pomigliano d&#039;Arco||Napoli||Campania||2005-10-25&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|ASL 9 Locri||Reggio Calabria||Calabria|| 2006-04-28&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|ASP 5 Reggio Calabria||Reggio Calabria||Calabria||2008-03-19&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|ASP Vibo Valentia||Vibo Valentia||Calabria||2010-12-23&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Ospedale Sant&#039;Anna e San Sebastiano||Caserta||Campania||2015-04-23&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| ASP Reggio Calabria ||Reggio Calabria||Calabria||2019-03-11&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|ASP Catanzaro||Catanzaro|| Calabria||2019-09-13&lt;br /&gt;
|}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Statistiche ==&lt;br /&gt;
===Statistiche aggregate per anno ===&lt;br /&gt;
{| class=&amp;quot;wikitable sortable mw-collapsible mw-collapsed&amp;quot;&lt;br /&gt;
!Anno&lt;br /&gt;
!Scioglimenti&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|1991&lt;br /&gt;
|21&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|1992&lt;br /&gt;
|21&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|1993&lt;br /&gt;
|34&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|1994&lt;br /&gt;
|4&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|1995&lt;br /&gt;
|3&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|1996&lt;br /&gt;
|8&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|1997&lt;br /&gt;
|7&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|1998&lt;br /&gt;
|6&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|1999&lt;br /&gt;
|6&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|2000&lt;br /&gt;
|4&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|2001&lt;br /&gt;
|6&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|2002&lt;br /&gt;
|6&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|2003&lt;br /&gt;
|12&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|2004&lt;br /&gt;
|6&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|2005&lt;br /&gt;
|17&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|2006&lt;br /&gt;
|7&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|2007&lt;br /&gt;
|6&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|2008&lt;br /&gt;
|8&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|2009&lt;br /&gt;
|10&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|2010&lt;br /&gt;
|5&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|2011&lt;br /&gt;
|6&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|2012&lt;br /&gt;
|24&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|2013&lt;br /&gt;
|16&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|2014&lt;br /&gt;
|11&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|2015&lt;br /&gt;
|8&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|2016&lt;br /&gt;
|8&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|2017&lt;br /&gt;
|21&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|2018&lt;br /&gt;
|23&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|2019&lt;br /&gt;
|19&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|2020&lt;br /&gt;
|11&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|2021&lt;br /&gt;
|14&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|2022&lt;br /&gt;
|11&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|2023&lt;br /&gt;
|9&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|2024&lt;br /&gt;
|8&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|2025&lt;br /&gt;
|10&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|2026&lt;br /&gt;
|6&lt;br /&gt;
|}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Statistiche aggregate per regione===&lt;br /&gt;
La regione col maggior numero di Consigli comunali sciolti per infiltrazione mafiosa è la &#039;&#039;&#039;Calabria&#039;&#039;&#039;, seguita da Campania, Sicilia e Puglia.&lt;br /&gt;
{| class=&amp;quot;wikitable sortable&amp;quot;&lt;br /&gt;
!Regione!!Comuni!!Annullati&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Calabria||138||9&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Campania||127||10&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Sicilia||95||4&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Puglia||26||0&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Lazio||5||0&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Piemonte||3||0&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Liguria||3||2&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Basilicata||2||0&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Lombardia||1||0&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Emilia Romagna||1||0&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Valle d&#039;Aosta||1||0&lt;br /&gt;
|}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Statistiche aggregate per provincia===&lt;br /&gt;
La provincia col maggior numero di scioglimenti è &#039;&#039;&#039;Reggio Calabria&#039;&#039;&#039;, seguita da &#039;&#039;&#039;Napoli&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;Caserta&#039;&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
{| class=&amp;quot;wikitable sortable mw-collapsible&amp;quot;&lt;br /&gt;
!Provincia!!Numero Scioglimenti&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Reggio Calabria&lt;br /&gt;
|72&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Napoli&lt;br /&gt;
|70&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Caserta&lt;br /&gt;
|40&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Palermo&lt;br /&gt;
|38&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Vibo Valentia&lt;br /&gt;
|28&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Catania&lt;br /&gt;
|19&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Catanzaro&lt;br /&gt;
|19&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Crotone&lt;br /&gt;
|11&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Salerno&lt;br /&gt;
|10&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Agrigento&lt;br /&gt;
|9&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Lecce&lt;br /&gt;
|9&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Caltanissetta&lt;br /&gt;
|8&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Trapani&lt;br /&gt;
|8&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Avellino&lt;br /&gt;
|7&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Cosenza&lt;br /&gt;
|7&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Messina&lt;br /&gt;
|7&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Bari&lt;br /&gt;
|6&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Foggia&lt;br /&gt;
|6&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Roma&lt;br /&gt;
|4&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Brindisi&lt;br /&gt;
|3&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Ragusa&lt;br /&gt;
|3&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Torino&lt;br /&gt;
|3&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Imperia&lt;br /&gt;
|2&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Matera&lt;br /&gt;
|2&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Siracusa&lt;br /&gt;
|2&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Aosta&lt;br /&gt;
|1&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Barletta-Andria-Trani&lt;br /&gt;
|1&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Benevento&lt;br /&gt;
|1&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Enna&lt;br /&gt;
|1&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Genova&lt;br /&gt;
|1&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Latina&lt;br /&gt;
|1&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Milano&lt;br /&gt;
|1&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Reggio Emilia&lt;br /&gt;
|1&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Taranto&lt;br /&gt;
|1&lt;br /&gt;
|}&lt;br /&gt;
[[Categoria:Mafia]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Leadermassimo</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://www.wikimafia.it/w/index.php?title=Processo_Hydra&amp;diff=10946</id>
		<title>Processo Hydra</title>
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		<updated>2026-07-08T21:53:08Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Leadermassimo: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{In corso}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{{#seo:&lt;br /&gt;
|site_name=WikiMafia&lt;br /&gt;
|keywords=processo hydra, hydra, mafia a tre teste, consorzio mafioso, sistema mafioso lombardo, &lt;br /&gt;
|description=Il &#039;&#039;&#039;processo Hydra&#039;&#039;&#039; è un procedimento penale nato da un&#039;inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Milano che ha svelato l&#039;esistenza di un&#039;alleanza tra le tre mafie storiche, Cosa nostra, camorra e &#039;ndrangheta, in Lombardia.&lt;br /&gt;
|image=File:&lt;br /&gt;
|image_alt=processo hydra&lt;br /&gt;
|type=website&lt;br /&gt;
|section=inchieste antimafia&lt;br /&gt;
}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il &#039;&#039;&#039;processo Hydra&#039;&#039;&#039; è un procedimento penale nato da un&#039;inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Milano, coordinata dal Procuratore della Repubblica &#039;&#039;&#039;Marcello Viola&#039;&#039;&#039;, dalla Procuratrice aggiunta &#039;&#039;&#039;Alessandra Dolci&#039;&#039;&#039; e dalla sostituta procuratrice &#039;&#039;&#039;Alessandra Cerreti&#039;&#039;&#039;, che ha svelato l&#039;esistenza di un&#039;alleanza tra le tre mafie storiche, [[Cosa nostra]], [[camorra]] e [[&#039;ndrangheta]], in Lombardia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questa alleanza, rispetto ad altre collaborazioni più o meno estemporanee e più o meno durature tra organizzazioni criminali diverse registrate in inchieste giudiziarie precedenti, avrebbe il carattere di un &#039;&#039;&#039;accordo stabile e duraturo&#039;&#039;&#039;; secondo i pubblici ministeri, si tratterebbe infatti di:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;blockquote&amp;gt;«un sistema di &#039;&#039;&#039;cointeressenze ed anime multistrutturate&#039;&#039;&#039; composto da gruppi tra loro disomogenei, ma associati attraverso l’apporto comune di capitali, la predisposizione di mezzi, la messa a disposizione di risorse umane, la costituzione di società, tutti elementi funzionalmente aggregati dal fine comune, ossia quello di trarre profitto attraverso molteplici attività (apparentemente lecite ed illecite) che costituiscono la fonte delle entrate delle organizzazioni criminali mafiose di riferimento ed il collante tra le stesse»&amp;lt;ref&amp;gt;Alessandra Cerreti (2023). &amp;quot;Richiesta di applicazione di misura cautelare personale e reale - Procedimento N. 5799/23 (stralcio dal 14467/17) R.G. notizie di reato DDA, Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano - Direzione Distrettuale Antimafia, 31 marzo, p. 205.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;/blockquote&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Attraverso l&#039;espressione &amp;quot;&#039;&#039;&#039;sistema mafioso lombardo&#039;&#039;&#039;&amp;quot;, gli inquirenti hanno definito questo sistema di tipo confederativo nel quale le mafie storiche proietterebbero interessi economici e criminali estremamente qualificati. Si tratterebbe quindi di una &#039;&#039;&#039;nuova associazione criminale&#039;&#039;&#039; rientrante nella fattispecie descritta dall’[[Legge Rognoni - La Torre|articolo 416 bis]] c.p., di cui farebbero parte componenti di Cosa Nostra siciliana, ‘ndrangheta calabrese e camorra napoletana, le quali, in perfetta sinergia e comunità d’intenti, nonché dotate di struttura ed organizzazione comune e stabile, perseguirebbero l’interesse comune di &#039;&#039;&#039;massimizzazione di profitti&#039;&#039;&#039; derivanti da investimenti in settori dell’economia legale di denaro proveniente da varie tipologie di reati. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Antefatti==&lt;br /&gt;
L&#039;avvio delle indagini, condotte dal Nucleo investigativo dei Carabinieri di via Moscova a Milano diretto dal colonnello &#039;&#039;&#039;Antonio Coppola&#039;&#039;&#039;, è coinciso col monitoraggio della locale di &#039;ndrangheta di [[Locale di Legnano-Lonate Pozzolo|Legnano - Lonate Pozzolo]], e in particolare del suo uomo in quel momento più rappresentativo, &#039;&#039;&#039;Massimo Rosi&#039;&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;Ibidem.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le attività di indagine consentirono non solo di riscontrare le dichiarazioni del collaboratore di giustizia &#039;&#039;&#039;[[Emanuele De Castro]]&#039;&#039;&#039;, ma anche di accertare come Rosi fosse: &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*costantemente teso alla ricostituzione, anche attraverso la rituale affiliazione di nuovi sodali, della locale di ‘ndrangheta di Legnano e Lonate Pozzolo, ormai falcidiata dalle ultime operazioni;&lt;br /&gt;
*impegnato in attività legate all’importazione ed alla spartizione di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti;&lt;br /&gt;
*strettamente legato a Gioacchino Amico, Raimondo Orlando, Saverio Sergi, Samuele Bonanno, Pasquale Callipari, Roberto Toscano, nonché agli storici esponenti della locale stessa: Vincenzo Rispoli (tramite c.d. «&#039;&#039;‘mbasciate&#039;&#039;» veicolate da e per il carcere dove si trova in regime di [[Articolo 41 bis|41bis]]), Pasquale Rienzi, Raffaele Barletta, Giacomo Cristello e altri;&lt;br /&gt;
*di fatto assunto alla Servizi Integrati SRL, società costituita per gli interessi economici del gruppo criminale, presso i cui uffici passa gran parte del tempo a stretto contatto con Amico e Orlando.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Parallelamente, a seguito delle dichiarazioni di De Castro, veniva identificato e monitorato &#039;&#039;&#039;Gaetano Cantarella&#039;&#039;&#039;, detto &#039;&#039;Tanu U Curtu&#039;&#039;, intercettato per la prima volta il [[25 gennaio]] [[2020]], le cui attività di indagine permisero di confermare i rapporti con esponenti della famiglia mafiosa “&#039;&#039;Mazzei / Carcagnusi&#039;&#039;” ed individuare i principali soggetti a lui collegati, identificati in &#039;&#039;&#039;Gioacchino Amico&#039;&#039;&#039;, &#039;&#039;&#039;Giuseppe Castiglia&#039;&#039;&#039; detto &amp;quot;Pippo&amp;quot; e &#039;&#039;&#039;Giancarlo Vestiti&#039;&#039;&#039;. Proprio Amico, poi divenuto collaboratore di giustizia, sarebbe diventato il collegamento e il collante tra i vari filoni investigativi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il [[3 febbraio]] [[2020]], Cantarella sparì senza lasciare traccia, dopo aver incontrato a Canicattì Gioacchino Amico e Raimondo Orlando. Le successive intercettazioni telefoniche e ambientali, tra il 4 e il 6 febbraio successivi, permisero di acquisire elementi circa il coinvolgimento dei due nella scomparsa di Cantarella, anche se il movente esatto è ancora oggetto di indagine, dopo le dichiarazioni dei vari collaboratori di giustizia (non solo lo stesso Amico, ma anche &#039;&#039;&#039;Bernardo Pace&#039;&#039;&#039;, trovato morto nella sua cella dopo aver reso dichiarazioni agli inquirenti).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Le dichiarazioni di Emanuele De Castro ===&lt;br /&gt;
Dopo la sua decisione di collaborare con la giustizia nell&#039;agosto 2019, spinto dal figlio Salvatore, Emanuele De Castro iniziò a fornire informazioni fondamentali per l&#039;avvio dell&#039;inchiesta Hydra dopo il suo arresto nell&#039;inchiesta Krimisa, il 4 luglio precedente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Elemento di spicco della &#039;&#039;[[locale di Legnano-Lonate Pozzolo]],&#039;&#039; uomo di fiducia e braccio destro di [[Vincenzo Rispoli]], già &#039;&#039;capo società&#039;&#039;, De Castro aiutò gli inquirenti a &#039;&#039;&#039;ricostruire la storia della &#039;&#039;locale&#039;&#039;, le sue attività e i rapporti con le altre realtà criminali&#039;&#039;&#039;, compresi quelli con esponenti siciliani attivi nel legnanese, affiliati o vicini a “&#039;&#039;[[Cosa Nostra|cosa nostra]]”&#039;&#039;, e in particolare coi gruppi gelesi presenti nell’area bustocca con i quali, nel tempo, la &#039;&#039;locale&#039;&#039; si contedeva il territorio. Come già detto prima, le sue dichiarazioni hanno dato origine a vari filoni investigativi, due dei quali diedero l&#039;avvio all&#039;inchiesta Hydra: il monitoraggio di Gaetano Cantarella e di Massimo Rosi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Le varie componenti dell&#039;associazione===&lt;br /&gt;
Le indagini permettevano di individuare, quindi, stabili collegamenti tra esponenti delle tre organizzazioni mafiose storiche, finalizzati in particolare al riciclaggio di denaro e al narcotraffico. In particolare, emergeva che il sodalizio tra Giancarlo Vestiti e Gioacchino Amico era in stretto contatto e condivideva sostanziali interessi economici con:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*il &#039;&#039;&#039;clan Moccia&#039;&#039;&#039; di Afragola, in particolare con Luigi e Bruno Moccia, fratelli del “capo” clan Angelo;&lt;br /&gt;
*la &#039;&#039;&#039;famiglia Senese&#039;&#039;&#039; di Roma, in particolare con Michele e Vincenzo Senese, rispettivamente figlio e fratello del boss Michele;&lt;br /&gt;
*la &#039;&#039;&#039;locale di ‘ndrangheta di Legnano-Lonate Pozzolo&#039;&#039;&#039;, guidata da Massimo Rosi e Giacomo Cristello;&lt;br /&gt;
*vari esponenti di famiglie mafiose siciliane come &#039;&#039;&#039;Fidanzati&#039;&#039;&#039;, &#039;&#039;&#039;Mannino&#039;&#039;&#039;, &#039;&#039;&#039;Messina&#039;&#039;&#039; e altre;&lt;br /&gt;
*&#039;&#039;&#039;William Alfonso Cerbo&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;Gaetano Cantarella&#039;&#039;&#039; (fino alla sua scomparsa), affiliati alla famiglia mafiosa catanese dei “Mazzei / Carcagnusi”;&lt;br /&gt;
*&#039;&#039;&#039;Santo Crea&#039;&#039;&#039;, affiliato alla ’ndrina Iamonte, e suo figlio &#039;&#039;&#039;Filippo&#039;&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, pp. 207-208.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, le componenti del Consorzio erano così suddivise&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 244 e ss.&amp;lt;/ref&amp;gt;:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== La componente calabrese ====&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;a) Locale di ‘ndrangheta di Legnano-Lonate Pozzolo&#039;&#039;&#039; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* ROSI Massimo &lt;br /&gt;
* CRISTELLO Giacomo &lt;br /&gt;
* BELLUSCI Francesco &lt;br /&gt;
* BARLETTA Raffaele &lt;br /&gt;
* RISPOLI Alfonso &lt;br /&gt;
* RIENZI Pasquale &lt;br /&gt;
* LEROSE Armando &lt;br /&gt;
* RISPOLI Vincenzo &lt;br /&gt;
* TOSCANO Pasquale Filomeno &lt;br /&gt;
* FRUSTILLO Luca &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;b) &#039;ndrina Iamonte&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* CREA Santo &lt;br /&gt;
* CREA Filippo &lt;br /&gt;
* TRIPODI Demetrio &lt;br /&gt;
* SURACI Lorenzo &lt;br /&gt;
* POSTÙ Maria Domenica &lt;br /&gt;
* PINTAUDI Saverio &lt;br /&gt;
* SCOTTI Claudio &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;c) &#039;ndrina &#039;&#039;Romeo &amp;quot;Staccu&amp;quot;&#039;&#039;&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* ROMEO Antonio &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== La componente siciliana ====&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;a) I palermitani&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
* FIDANZATI Giuseppe &lt;br /&gt;
* FIDANZATI Stefano &lt;br /&gt;
* GALIOTO Antonino &lt;br /&gt;
* SEIDITA Serafino &lt;br /&gt;
* D’ALIA Aurelio &lt;br /&gt;
* MANNINO Pietro &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;b) I trapanesi/castelvetranesi&#039;&#039;&#039; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* PACE Bernardo detto “Dino” &lt;br /&gt;
* PACE Michele &lt;br /&gt;
* PACE Domenico &lt;br /&gt;
* ABILONE Rosario &lt;br /&gt;
* ABILONE Giovanni &lt;br /&gt;
* ERRANTE PARRINO Paolo Aurelio &lt;br /&gt;
* CISLAGHI Diego &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;c) I gelesi&#039;&#039;&#039; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* NICASTRO Dario &lt;br /&gt;
* NICASTRO Fabio &lt;br /&gt;
* BONVISSUTO Rosario &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;d) I catanesi del clan MAZZEI “&#039;&#039;carcagnusi”&#039;&#039;&#039;&#039;&#039; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* CANTARELLA Gaetano detto &#039;&#039;“Tanu u Curtu”&#039;&#039; (scomparso) &lt;br /&gt;
* CERBO William Alfonso detto “S&#039;&#039;carface”&#039;&#039; (successivamente legatosi al “gruppo SENESE” dopo la scomparsa di CANTARELLA)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== La componente romana ====&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;a) I “Senese”&#039;&#039;&#039; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* SENESE Vincenzo &lt;br /&gt;
* VESTITI Giancarlo &lt;br /&gt;
* BUCCAFUSCA Federica &lt;br /&gt;
* CASTIGLIA Giuseppe &lt;br /&gt;
* SORRENTINO Antonio &lt;br /&gt;
* GREGORINI Emanuele &lt;br /&gt;
* MAZZOTTA Pietro &lt;br /&gt;
* AMICO Gioacchino &lt;br /&gt;
* ORLANDO Raimondo &lt;br /&gt;
* SANGALLI Daniela &lt;br /&gt;
* VESTITI Eduardo Maria &lt;br /&gt;
* VESTITI Marika &lt;br /&gt;
* SANSEVERINO Sergio &lt;br /&gt;
* FIORE Giuseppe &lt;br /&gt;
* BRANCACCIO Domenico &lt;br /&gt;
* BRAMONTI Alessandro &lt;br /&gt;
* ALBANESE Vincenza &lt;br /&gt;
* BERDUCCI Francesco &lt;br /&gt;
* CIRILLO Giovanni &lt;br /&gt;
* SORCE Giuseppe &lt;br /&gt;
* ZINGHINÌ Giuseppe Antonio &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== I traffici illeciti dell&#039;associazione ===&lt;br /&gt;
Le attività di indagine permettevano di individuare non solo i &#039;&#039;&#039;traffici illeciti&#039;&#039;&#039; del gruppo criminale, ma anche la &#039;&#039;&#039;suddivisione dei ruoli&#039;&#039;&#039; all’interno dell’organizzazione. In particolare, emergeva come il gruppo operasse attraverso &#039;&#039;&#039;diversificati circuiti criminali&#039;&#039;&#039;, passando dalle &#039;&#039;&#039;false fatturazioni&#039;&#039;&#039; al &#039;&#039;&#039;riciclaggio&#039;&#039;&#039; (anche con reimpiego in svariate attività imprenditoriali), all’elusione fiscale nel settore dei carbolubrificanti, dall’importazione e traffico di stupefacenti, alle estorsioni e così via.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo gli inquirenti, proprio le eterogenee attività del gruppo e i rapporti con più organizzazioni criminali consentirebbero di affermare che, al di là dell’ambito mafioso monitorato, si sarebbe in presenza di &#039;&#039;&#039;un livello criminale più elevato&#039;&#039;&#039; che catalizza le risorse finanziare di eterogenei sistemi mafiosi (camorra, ‘ndrangheta, cosa nostra), funzionalizzando investimenti di ingentissimi capitali - in parte derivanti dalle consuete attività illegali (stupefacenti, estorsioni ecc.) - &#039;&#039;&#039;impiegati in attività imprenditoriali apparentemente lecite&#039;&#039;&#039; e gestite da organizzazione criminali, il tutto attraverso uno stabile vincolo associativo costituito proprio dal fine comune.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===I passaggi cruciali dell&#039;inchiesta===&lt;br /&gt;
Nel corso dell’indagine sono stati cristallizzati alcuni eventi che, per importanza e per gli effetti prodotti, hanno condizionato le scelte investigative e consentito di acquisire un quadro di insieme che consente di affermare gli assunti innovativi sopra espressi&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 208 e ss.&amp;lt;/ref&amp;gt;:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*l’omicidio di Gaetano Cantarella;&lt;br /&gt;
*l’arresto di Giancarlo Vestiti e l’assunzione di ruolo di catalizzatore delle diversificate componenti assunto da Gioacchino Amico;&lt;br /&gt;
*la disputa economica che ha contrapposto la famiglia Pace ad Amico, legato alla famiglia Senese, che ha richiesto la mediazione di Giuseppe Fidanzati e Antonino Galioto, detto &amp;quot;Zio Nino&amp;quot;, di Paolo Aurelio Errante Parrino, detto &amp;quot;Zio Paolo&amp;quot; e Antonio Messina, detto &amp;quot;l&#039;Avvocato&amp;quot; (rispettivamente cugino e uomo di fiducia di [[Matteo Messina Denaro]]), di Emanuele Gregorini e Giuseppe Castiglia detto &amp;quot;Pippo&amp;quot; (famiglia Senese), di Demetrio Tripodi (Locale di Desio), di Filippo Crea (&#039;ndrina Iamonte), Giacomo Cristello (Locale di Legnano-Lonate Pozzolo) e dei fratelli Dario e Fabio Nicastro (espressione della cosca gelese “Rinzivillo” operativa in Lombardia);&lt;br /&gt;
*l’avvio di attività edili collegate al “&#039;&#039;superbonus 110%&#039;&#039;” che faranno registrare diversi summit tenuti anche in Sicilia tra gli indagati e soggetti di elevata caratura criminale ivi sedenti tra i quali Stefano Fidanzati (fratello di Giuseppe “Ninni”), Antonio Messina, Serafino Seidita, e che paleseranno gli interessi comuni e le cointeressanze tra le diverse compagini;&lt;br /&gt;
*la ricostituzione della locale di ‘ndrangheta di Legnano-Lonate Pozzolo portata avanti da Rosi e Cristello, anche attraverso la rituale affiliazione di nuovi sodali e il coinvolgimento di storici affiliati, nonché delle locali calabresi di Guardavalle e Cirò Marina;&lt;br /&gt;
*l’apporto economico alle rispettive organizzazioni in una “cassa comune” alimentato dalle consuete attività criminali nel settore degli stupefacenti e nelle estorsioni, nonché da una serie di reati nei settori finanziario/economico;&lt;br /&gt;
*l’infiltrazione nel tessuto economico/sociale e politico/istituzionale del sodalizio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===La struttura dell&#039;organizzazione===&lt;br /&gt;
Le indagini hanno disvelato l’esistenza di &#039;&#039;&#039;una struttura ad organizzazione orizzontale&#039;&#039;&#039;, all’interno della quale non esisterebbe un vertice, ma &#039;&#039;&#039;più gruppi che si muovono parallelamente&#039;&#039;&#039; e che, in virtù di un accordo preventivo, &#039;&#039;&#039;assumono determinazioni comuni funzionali allo sviluppo dell’associazione stessa&#039;&#039;&#039;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo contesto e in virtù di questo &#039;&#039;pactum sceleris&#039;&#039;, i dissidi tra le diverse componenti, in primis quello tra Amico e la famiglia Pace, trovano una soluzione funzionale e necessaria a mantenere in vita quell’accordo, soluzioni che hanno l’effetto di abbassare le rivendicazioni al fine di mantenere in vita quell’organismo che consente, a tutti, di trarre profitto. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
È proprio &#039;&#039;&#039;il profitto che lega il gruppo&#039;&#039;&#039;, che lo tiene in vita, che motiva i singoli e che li induce a ricercare, nell’ambito di quella stessa organizzazione, figure di riferimento (come Errante Parrino, Fidanzati e Messina) che, per carisma, storia criminale, ascendente mafioso, età, sono in grado di indurre posizioni conciliatorie. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Emblematica sotto questo punto di vista un&#039;intercettazione ambientale tra i rappresentanti delle varie componenti, intervenuta negli uffici di Dairago (MI) di una delle società di Gioacchino Amico, teatro di un tentativo di risoluzione della diatriba cui partecipano l’emissario dei Senese, Emanuele Gregorini detto “&#039;&#039;dollarino&#039;&#039;”, Domenico Pace, lo stesso Amico e Giuseppe Fidanzati, detto &amp;quot;Ninni&amp;quot;, durante la quale, tra l’altro, emerge chiaramente il ruolo di Errante Parrino a sostegno dei Pace.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una frase in particolare di Gregorini restituisce la fotografia di quanto sopra: &amp;lt;blockquote&amp;gt;«Quindi troviamo oggi una quadra per com&#039;è, io il motivo reale...me l&#039;ha spiegato GIO&#039;! Io so...so per le due campane, cosi uno sa sempre come parlare e poter poter (inc)... troviamo una quadra tanto GIO, non è in grado di poter... di poter affrontare na spesa, tocca trovare una quadra, per guadagnare tutti, non creare altri pensieri come ha fatto PIPPO e cercare di trovare una soluzione». &amp;lt;/blockquote&amp;gt;Sul fatto che si tratti di un’organizzazione che racchiude varie componenti, così gli risponde Amico: &amp;lt;blockquote&amp;gt;«Io devo guardare a lui, lui è il referente vostro... (incomprensibile)... abbiamo fatto centomila euro, una persona di fiducia, domani lo facciamo... scarichiamo il cinquanta, domani scarichiamo il trenta, il cinquanta per cento va a voi il cinquanta per cento va a noi, compreso Giancarlo. Questa è tutta la cosa, Giancarlo è con noialtri e voialtri vi prendete il cinquanta per cento con chi volete. Si era messo di mezzo lo Zio Paolo e noi per questioni di correttezza gli avevamo detto: “&#039;&#039;Zio Paolo! Se tu vuoi stare nel lato, con Domenico&#039;&#039;”, gli ho detto: “&#039;&#039;e con Dino. Se vi mettete con Domenico e con Dino. Ed è giusto che si chiude sta storia&#039;&#039;”»&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 211.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;/blockquote&amp;gt;Nel proseguo di quella stessa conversazione emerge, con altrettanta chiarezza, come l’organizzazione non sia un’idea astratta, priva di manifestazioni materiali, ma che essa si palesi dotandosi di &#039;&#039;&#039;una struttura autonoma&#039;&#039;&#039; che si estrinseca, tra l’altro, attraverso la predisposizione di mezzi idonei al conseguimento del fine illecito, nel caso di specie attraverso la costituzione di una società ad hoc: &amp;lt;blockquote&amp;gt;AMICO Gioacchino: La persona la metto io e l&#039;azienda, tu metti il capannone, lontano da qua... perché non si può scaricare nella stessa zona dove si mangia, che poi succede che... E allora se volete con il consenso di tutti, i primi che arrivano si chiudono la prima partita per l&#039;impegno dei cinquanta e dopo quando finisce la cosa si divide. La prima partita arriva neanche sessanta giorni ed arriva, tempo della lettera di credito, quarantacinque gioni. Questo è il tutto… Per me questo oggi è l&#039;unica quadra che oggi si può trovare. Perché? Perché ci sono carcerati, ci sono parole di mezzo, non ci sta al proprio posto, non c&#039;è mio zio che loro si sono accordati, capito? oggi... tu ci stavi mi sa a quell&#039;appuntamento”&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 212.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;/blockquote&amp;gt;Sull’eterogeneità delle compagini d’origine, della quale tutti sono ben consci e consapevoli, gli inquirenti riportarono anche una suggestiva intercettazione ambientale tra Amico e la futura moglie &#039;&#039;&#039;Federica Buccafusca&#039;&#039;&#039;, in relazione agli inviti per il pranzo di matrimonio che di lì a breve si sarebbe celebrato, inviti che seguono un cerimoniale ed un ordine ancorato al “rispetto” dovuto alle famiglie mafiose&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 212 e ss.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’ulteriore conferma della unitarietà del sistema mafioso lombardo e della stabilità del vincolo associativo che lo caratterizza, infine, si desume dalla circostanza che le tre componenti mafiose si siano fatte “&#039;&#039;autorizzare&#039;&#039;” – dalle rispettive “case madri - a parteciparvi, come emerge chiaramente in un&#039;intercettazione in cui Gioacchino Amico afferma:&amp;lt;blockquote&amp;gt;«Abbiamo costruito un impero e ci siamo fatti autorizzare tutto da Milano ...(incomprensibile)...passando dalla Calabria da Napoli ovunque... Napoli c&#039;ho avuto a che fare io ... omissis»&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 4874.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;/blockquote&amp;gt;Altra intercettazione emblematica è quella in cui Gregorini, l&#039;[[11 marzo]] [[2021]], afferma:&amp;lt;blockquote&amp;gt;«Qua è Milano! Non ci sta Sicilia, non ci sta Roma, non ci sta Napoli, le cose giuste qua si fanno!»&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 1012.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;/blockquote&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===I Summit===&lt;br /&gt;
Altra circostanza altamente significativa in ordine alla unitarietà dell’associazione mafiosa lombarda è rappresentata dai numerosi summit ai quali hanno partecipato componenti di ciascuna delle tre articolazioni mafiose, nel corso dei quali sono state concordate le principali modalità operative del sistema mafioso lombardo:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
# La riunione a Dairago del 20 marzo 2020;&lt;br /&gt;
# La riunione a Dairago del 15 settembre 2020;&lt;br /&gt;
# La riunione a Dairago del 16 settembre 2020;&lt;br /&gt;
# La riunione ad Abbiategrasso del 17 settembre 2020;&lt;br /&gt;
# La riunione ad Abbiategrasso del 23 settembre 2020;&lt;br /&gt;
# La riunione a Dairago del 28 settembre 2020;&lt;br /&gt;
# La riunione a Dairago del 3 ottobre 2020;&lt;br /&gt;
# La riunione a Dairago del 9 ottobre 2020;&lt;br /&gt;
# La riunione a Dairago del 5 novembre 2020;&lt;br /&gt;
# La riunione a Busto Garolfo del 17 gennaio 2021;&lt;br /&gt;
# La riunione ad Abbiategrasso del 21 gennaio 2021;&lt;br /&gt;
# La riunione a Dairago del 24 marzo 2021;&lt;br /&gt;
# La riunione a Cinisello Balsamo del 31 marzo 2021;&lt;br /&gt;
# La riunione ad Abbiategrasso del 1° aprile 2021;&lt;br /&gt;
# La riunione ad Abbiategrasso del 13 aprile 2021;&lt;br /&gt;
# La riunione a Dairago del 28 aprile 2021;&lt;br /&gt;
# Gli incontri del 13 maggio 2021 (Busto Garolfo - Inveruno - Dairago);&lt;br /&gt;
# La riunione a Dairago del 22 maggio 2021&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 4831 e ss.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
===I beni strumentali in comune al sistema mafioso lombardo===&lt;br /&gt;
Le indagini hanno permesso di documentare anche la predisposizione di una fitta rete di mezzi strumentali allo sviluppo dell’associazione, in particolare società costituite ed utilizzate per i fini associativi, che &#039;&#039;&#039;cristallizzano un’equa ripartizione tra le tre diverse componenti mafiose&#039;&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 4838 e ss.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gli immobili e gli uffici delle varie società erano a disposizione dell’intera associazione mafiosa, e spesso venivano usati per i summit sopra citati, come ad esempio la sede della &amp;quot;Servizi Integrati&amp;quot; di Gioacchino Amico&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 4841.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’imponente rete di società, il costante flusso di ingenti capitali illeciti, le incessanti operazioni finanziarie illecite, il drenaggio indebito di fondi pubblici, il reinvestimento in settori leciti e nevralgici dell’economia nazionale - anche attraverso una serie di soggetti compiacenti e/o complici estranei alla organizzazione mafiosa ma perfettamente consapevoli di apportare ad essa il proprio contributo personale e/o professionale - rendono il sistema mafioso lombardo, oltre che estremamente pericoloso per le numerosissime e tradizionali condotte criminose di cui ai vari capi di imputazione, &#039;&#039;&#039;indubbiamente capace di alterare la libera concorrenza ed incidere così sul libero mercato&#039;&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 4871.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===La cassa comune===&lt;br /&gt;
L’attività investigativa ha anche accertato l&#039;esistenza di un “&#039;&#039;&#039;fondo comune&#039;&#039;&#039;” destinato ai detenuti e in generale agli affiliati (e ai loro familiari) in difficoltà, bisognosi di assistenza legale e sostegno economico; fondo indistintamente alimentato dai componenti il sistema mafioso lombardo a prescindere dalle eterogene componenti originarie.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===L&#039;esistenza del &amp;quot;Consorzio&amp;quot; mafioso negli anni &#039;80===&lt;br /&gt;
L&#039;esistenza di un &amp;quot;consorzio&amp;quot; costituito da più componenti mafiose emergeva già nelle attività di indagine tra la fine degli anni &#039;80 e l&#039;inizio degli anni &#039;90.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A parlarne per primo fu, nell&#039;ambito del processo Wall Street, il collaboratore di giustizia [[Salvatore Annacondia]], il quale parlò esplicitamente di &amp;quot;un&#039;unione&amp;quot; tra le famiglie mafiose d&#039;Italia, radicate al Nord.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel processo «&#039;ndrangheta stragista» fu invece il collaboratore &#039;&#039;&#039;Antonino Fiume&#039;&#039;&#039; a precisare che le prime riunioni in cui si era affrontato l’argomento stragi erano avvenute in Lombardia dove si era costituito tra il [[1986]] e il [[1987]] una specie di «&#039;&#039;&#039;Consorzio&#039;&#039;&#039;», ossia un organismo riservato che esercitava “&#039;&#039;un potere, era il potere assoluto che dominava su tutti, perché all&#039;interno c&#039;era ‘‘Ndrangheta, cosa nostra, camorra e sacra corona unita&#039;&#039;”, una sorta di “federazione” che aveva il controllo sul contrabbando delle sigarette e sul traffico della sostanza stupefacente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fiume a tal proposito dichiarò che &amp;lt;blockquote&amp;gt;«questo consorzio aveva &#039;&#039;&#039;il monopolio di tutto lo stupefacente che girava in Italia&#039;&#039;&#039;, lo dovevano comprare solo ed esclusivamente da loro, venderlo come volevano, però dovevano comprarlo solo dal consorzio tutti gli affiliati. &#039;&#039;&#039;Chi trasgrediva, veniva ucciso&#039;&#039;&#039;. Determinati omicidi e determinate cose venivano scelti solo dai capi del consorzio, che per riconoscersi... utilizzavano... &#039;&#039;&#039;avevano tutti lo stesso bracciale&#039;&#039;&#039;, che altro non era che un bracciale composto da fili di elefanti, che rappresentava Catania, coso... un lingotto d&#039;oro tatuato della &#039;ndrangheta, e adesso non mi ricordo bene, però il capo del consorzio non aveva il bracciale, aveva il girocollo, che era fatto allo stesso modo, che ce l&#039;aveva Antonio Papalia, che in un momento storico, che non c&#039;era, glielo aveva lasciato pure a Giuseppe De Stefano. E io gli ho detto: “&#039;&#039;Questo coso restituirglielo&#039;&#039;”. Cioè, era un rito, come dire, se li mettevano sul tavolo, c&#039;era qualcuno delegato del consorzio, poteva parlare solo se aveva questo bracciale o il girocollo»&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 4872.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;/blockquote&amp;gt;Al vertice di tale organismo, anche Fiume, come Annacondia, poneva [[Antonio Papalia]], il quale “&#039;&#039;col triumvirato della Jonica, era stato messo a Milano, e sulla Lombardia era lui che controllava tutto, però erano in buoni rapporti con tutte le altre organizzazioni, lui era il punto di riferimento&#039;&#039;”, mentre [[Franco Coco Trovato]] (consuocero di [[Carmine De Stefano]]) era un gradino sotto nel senso che l’ultima parola spettava a Papalia, chiarendo che insieme erano il vertice della componente ‘ndranghetistica che era prevalente nel Consorzio di cui facevano parte, tra gli altri: Jimmy Miano e Turi Cappello (i quali erano “&#039;&#039;dentro proprio come se fossero calabresi, anche se siciliani&#039;&#039;”), Pepè Flachi, il pugliese Annacondia, gli Arena di isola Capo Rizzuto, i Ficarelli (specificando Vincenzo Ficara), Mico (Domenico) Tegano che però non presenziava su Milano, i Latella con Giovanni Puntorieri, Mico Paviglianiti che aveva un ruolo importante, Schettini, Pace Salvatore (un riservato di Antonio Papalia), Vittorio Foschini, e Luigi Mancuso (“c’era dentro”).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fiume raccontò delle fibrillazioni all’interno di Cosa nostra catanese nei primi anni ’90 per cui i Santapaola volevano uccidere Jimmy Miano, ma che alla fine [[Nitto Santapaola]] aveva mandato a dire a [[Salvatore Riina|Totò Riina]] “Ditegli a zio Totò che se vuole io gli lascio la tavola apparecchiata”, perché aveva capito che lo volevano scalzare da Catania e mettere Mazzei, precisando che la sua fonte di conoscenza era Carmine De Stefano, che insieme al fratello Giuseppe aveva dal Consorzio un fisso di venti milioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Molte riunioni del Consorzio avvenivano a Monza dove c’era una specie di albergo, a Limbiate che era di proprietà di un amico di Antonio Papalia, altre avvenivano presso un autolavaggio che era di un parente di Pepè Flachi e altre ancora a Olginate a casa dell’amante di Totò Schettini.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In seno al Consorzio si decidevano omicidi, tra cui quello del figlio del boss [[Raffaele Cutolo]] (come confermato dal collaboratore Pace autore di quell&#039;omicidio) e della guardia carceraria [[Umberto Mormile]], che era stato commesso da Totò Schettini per decisione del “consorzio”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fiume, riferendosi all’omicidio Mormile, riferì anche della rabbia di Coco Trovato perché era stata lasciata l’arma sul posto, dichiarando che i servizi segreti erano certamente i mandanti dell&#039;omicidio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Insomma, già a partire dagli anni ’80 in Lombardia erano stati avviati tra le varie organizzazioni criminali intensi rapporti di collaborazione che avevano portato alla commissione di traffici illeciti di varia natura soprattutto in materia di droga.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==La decisione del Giudice per le indagini preliminari==&lt;br /&gt;
Nonostante l&#039;imponente quadro probatorio, il Giudice per le Indagini Preliminari Tommaso Perna il [[25 ottobre]] [[2023]] rigettò ben 143 richieste di misure cautelari su 154, disponendo l&#039;arresto solo di 11 persone e negando l&#039;esistenza di un&#039;associazione mafiosa, accusa ridotta solo a tre imputati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Addirittura rispetto alle dichiarazioni di Annacondia e Fiume allegate dalla procura il GIP scrisse: “&#039;&#039;Nulla aggiungono al quadro sinora delineato le due integrazioni depositate dalla Procura della Repubblica peraltro scarsamente argomentate&#039;&#039;”. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Inoltre, nella parte finale dell’indagine, la Procura intercetta la volontà di Filippo Crea di infiltrarsi, attraverso una nuova società, negli appalti pubblici per la ricostruzione del dopo alluvione in Emilia Romagna. Viene così chiesta una proroga di intercettazioni, negata però dal giudice, il quale fin dall’inizio della sua ordinanza dichiarò di non condividere “&#039;&#039;a monte ogni aspetto riguardante la supposta esistenza di un accordo stabile e duraturo tra le diverse componenti calabrese, siciliana e romana, ai quali l’odierno decidente ritiene di non poter aderire&#039;&#039;”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;inchiesta sarebbe dovuta partire ben prima dell’estate e con un fermo diretto della Procura, al quale il pubblico ministero era arrivato dopo mesi di estenuanti colloqui con ben sei procure (Reggio Calabria, Catanzaro, Palermo, Caltanissetta, Napoli, Roma), oltre alla Direzione nazionale antimafia. Il tutto per spiegare e alla fine ottenere il via libera al &#039;&#039;&#039;radicamento della competenza presso la Procura di Milano&#039;&#039;&#039;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ottenuto questo e stampate decine di copie del fermo con una spesa di circa 10mila euro, il fermo stesso è stato bloccato dai vertici della Procura, ma mai revocato dal pubblico ministero. Alla base di tutto questo iter non risulterebbero comunicazioni scritte. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopodiché ad aprile 2023 si optò per una classica ordinanza con richieste di arresto. L’ordinanza venne depositata il 26 settembre e, visto il contenuto, in dieci giorni la Procura produsse un corposo ricorso al Tribunale del Riesame. Tra le varie cose, venne segnalato come il Giudice per le Indagini Preliminari avesse fatto &amp;quot;copia-incolla&amp;quot; di buona parte di un testo dell’avvocato napoletano Salvatore Del Giudice, riportato sul suo sito alla data del 12 settembre 2022 e intitolato “&#039;&#039;Il reato di associazione mafiosa ex art. 416 bis c.p. – I criteri legali di accertamento&#039;&#039;”&amp;lt;ref&amp;gt;Davide Milosa, &#039;&#039;“Non è mafia”: contro la Procura il gip copia il testo di un avvocato&#039;&#039;, il Fatto Quotidiano, 26 ottobre 2023.&amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===La decisione del Tribunale del Riesame===&lt;br /&gt;
Il [[14 ottobre]] [[2024]] il Tribunale del Riesame ribaltò completamente la decisione del GIP, confermando l’attualità e la bontà del capo 1 dell’ordinanza, che individuava in elementi apicali di Cosa nostra, ‘ndrangheta e camorra romana i membri di un consorzio mafioso o sistema mafioso lombardo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un&#039;entità che non andava definita come: “&#039;&#039;una super-mafia come evocato dal gip o una confederazione in senso stretto tra associazioni mafiose&#039;&#039;”, scriveva il Riesame, che poi spiegò “&#039;&#039;come la diversità di provenienza sulla essenza della mafiosità&#039;&#039;” anzi “&#039;&#039;accomuna e non divide&#039;&#039;” i membri dell&#039;associazione. In uno dei provvedimenti notificati, il Riesame aggiungeva: “&#039;&#039;Il sodalizio come ricostruito presenta una &#039;&#039;&#039;mafiosità immanente&#039;&#039;&#039; che è il diretto portato della mafiosità dei suoi componenti più rappresentativi e in quanto tali in grado di concretamente condizionare lo svolgersi della vita dell’associazione&#039;&#039;”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il ricorso dei legali degli imputati contro la decisione del Riesame venne bocciato dalla Cassazione il [[25 gennaio]] [[2025]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Processo==&lt;br /&gt;
La Procura di Milano, dopo aver incassato le sentenze favorevoli di Riesame e Cassazione, depositò a fine febbraio 2025 l’avviso di chiusura indagini per 146 indagati. Di questi, 48 vennero accusati di associazione mafiosa. Il procuratore di Milano Marcello Viola firmò la richiesta di rinvio a giudizio il [[4 aprile]] 2025.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Rito abbreviato===&lt;br /&gt;
L&#039;udienza preliminare si tenne nell&#039;Aula Bunker di Opera, davanti al giudice &#039;&#039;&#039;Emanuele Mancini&#039;&#039;&#039;, il 22 aprile successivo. Alla successiva udienza, del 20 maggio, si procedette all&#039;appello degli imputati, con l&#039;anticipazione da parte dei difensori di eventuali eccezioni sulla regolarità degli atti introduttivi o delle successive scelte processuali&amp;lt;ref&amp;gt;Mancini, Emanuele (2026). &#039;&#039;Sentenza n. 294/2026 contro Abilone Giovanni + 79&#039;&#039;, Tribunale di Milano - Sezione indagini preliminari e udienza preliminare, 12 gennaio.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dei 146 imputati, 77 scelsero il rito abbreviato e 59 il rito ordinario, mentre i restanti chiesero di patteggiare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si costituirono parte civile:&lt;br /&gt;
* Regione Lombardia&lt;br /&gt;
* Città Metropolitana di Milano&lt;br /&gt;
* Comune di Milano&lt;br /&gt;
* Comune di Varese&lt;br /&gt;
* Comune di Legnano&lt;br /&gt;
* Libera contro le mafie&lt;br /&gt;
* WikiMafia&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== I collaboratori di giustizia ====&lt;br /&gt;
Nel corso dell’udienza scelsero di diventare collaboratori di giustizia &#039;&#039;&#039;Saverio Pintaudi&#039;&#039;&#039;, esponente della &#039;ndrina Iamonte affiliato alla [[Locale di Desio]] (collegata alla Locale di Melito Porto Salvo)&#039;&#039;&#039;, William Alfonso Cerbo&#039;&#039;&#039;, collettore economico a Milano del clan catanese Mazzei, e &#039;&#039;&#039;Francesco Bellusci&#039;&#039;&#039;, affiliato alla [[Locale di Legnano-Lonate Pozzolo|locale di Legano-Lonate Pozzolo]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Le minacce di morte ai titolari dell&#039;inchiesta ====&lt;br /&gt;
Nel corso dell&#039;udienza preliminare vi fu la notizia di &#039;&#039;&#039;minacce di morte&#039;&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;&#039;&#039;“Mafia a tre teste” in Lombardia, minacce di morte al procuratore di Milano e alla pm che ha indagato: allerta massima, sicurezza rafforzata&#039;&#039;, ilFattoQuotidiano.it, 26 gennaio 2025[https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/01/26/minacce-di-morte-procuratore-milano-viola-pm-cerreti-sicurezza-rafforzata-inchiesta-hydra/7852238/ .]&amp;lt;/ref&amp;gt; all&#039;indirizzo del Procuratore &#039;&#039;&#039;Marcello Viola&#039;&#039;&#039; e della sostituta &#039;&#039;&#039;Alessandra Cerreti&#039;&#039;&#039;, in risposta alla quale i due vennero invitati prima in Consiglio Comunale a Milano (11 febbraio 2025), poi al consiglio metropolitano (21 marzo 2025)&amp;lt;ref&amp;gt;Consiglio metropolitano straordinario sul fenomeno delle infiltrazioni mafiose, [https://www.cittametropolitana.mi.it/mivedo/video/Consiglio-metropolitano-straordinario-sul-fenomeno-delle-infiltrazioni-mafiose-Cerreti/ Città Metropolitana di Milano].&amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== La requisitoria del pubblico ministero ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nella sua requisitoria, la dott.ssa Alessandra Cerreti affermò:&amp;lt;blockquote&amp;gt;«attenzione, &#039;&#039;&#039;non è una super mafia&#039;&#039;&#039;, nessuno l&#039;ha mai sostenuto, qua siamo lontani anni luce dal parlare di una mafia nuova, quasi che l&#039;associazione mafiosa contestata avesse &#039;&#039;&#039;la pretesa di raggruppare in sé le tre mafie storiche italiane.&#039;&#039;&#039; [...] Non è mafia nuova né mafia delocalizzata, ma mafiosità immanente: si tratta di un&#039;associazione mafiosa alla quale aderiscono &#039;&#039;&#039;rappresentanti delle tre mafie sul territorio lombardo&#039;&#039;&#039;, e solo sul territorio lombardo, che hanno deciso di mettersi insieme per fare business, semplicemente questo, autorizzate dalle case madri a spendere il brand criminale di Cosa nostra, della Camorra o della &#039;ndrangheta. Ognuno poi esplica la sua capacità mafiosa sulla base dell&#039;appartenenza, ma “&#039;&#039;l’unione fa la pericolosità&#039;&#039;”, come anni fa mi disse un pentito calabrese.&amp;lt;/blockquote&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====Condanne====&lt;br /&gt;
Il [[12 gennaio]] [[2026]] vennero condannate complessivamente &#039;&#039;&#039;62 persone&#039;&#039;&#039;, con pene fino a 16 anni, mentre 9 imputati patteggiarono; &#039;&#039;&#039;29 vennero prosciolti&#039;&#039;&#039; tra abbreviato e udienza preliminare, mentre &#039;&#039;&#039;45 vennero rinviati a giudizio&#039;&#039;&#039; nel processo per rito ordinario. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le condanne più elevate, già al netto della riduzione di un terzo per la scelta del rito abbreviato, e comunque generalmente più basse delle richieste dell’accusa, furono 16 anni a Massimo Rosi, 14 a Filippo Crea, 12 a Giuseppe Fidanzati (contro i 20 anni richiesti dai pm), 14 a Bernardo Pace e 12 ai figli, 13 anni e 4 mesi a Giovanni Abilone. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gli imputati che nel corso del processo scelsero di collaborare giustizia – &#039;&#039;&#039;William Alfonso Cerbo, Francesco Bellusci e Saverio Pintaudi&#039;&#039;&#039; – si videro riconoscere la speciale attenuante. &lt;br /&gt;
{| class=&amp;quot;wikitable&amp;quot;&lt;br /&gt;
|+Condanne Rito abbreviato Hydra - 1° grado&amp;lt;ref&amp;gt;Emanuele Mancini (2026). &#039;&#039;Dispositivo di sentenza - Procedimento n. 17694/25 R.G. GIP / N. 5799/23 R.G.N.R.&#039;&#039;, Tribunale di Milano - Sezione GIP-GUP, 12 gennaio. &amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
!Imputato&lt;br /&gt;
!Esito&lt;br /&gt;
!Pena&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Abilone Giovanni&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;13 anni e 4 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Albanese Vincenza&lt;br /&gt;
|Condannata&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;11 anni e 4 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Aquilano Simone&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;2 anni e 4 mesi di reclusione + 8.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali &lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Bellusci Francesco&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;4 anni e 6 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Blanco &lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;6 anni e 2 mesi di reclusione + 6.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Bonanno Samuele&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;12 anni di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Bramonti Alessandro&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;10 anni e 6 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Brancaccio Domenico&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;10 anni e 6 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Caldarelli Antonio&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;1 anno e 4 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Callipari Pasquale&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;2 anni e 4 mesi di reclusione + 6.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Cerbo William Alfonso&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;5 anni di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Cirillo Giovanni&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;10 anni e 10 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Ciulla Alessio&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;2 anni e 6 mesi di reclusione + 10.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Colombo Emanuela&lt;br /&gt;
|Condannata&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;1 anno e 4 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Coluccio Salvatore&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;2 anni e 8 mesi di reclusione + 6.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Crea Filippo&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;14 anni e 8 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Cristello Giacomo&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;11 anni e 2 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|D&#039;Alia Aurelio&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;3 anni di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Deodato Vincenzo&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;6 anni e 2 mesi di reclusione + 6.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Destefano Michele&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;4 anni di reclusione + 16.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Dimiccoli Antonio&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;6 anni e 2 mesi di reclusione + 6.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Fidanzati Giuseppe&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;14 anni di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Fidanzati Stefano&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;2 anni e 8 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Fiore Giuseppe&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;7 anni e 1 mese di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Fontana Gianfranco&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;5 anni e 4 mesi di reclusione + 20.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Galioto Antonino&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;11 anni e 2 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Gatto Giovanni&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;3 anni e 1 mese di reclusione + 4.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Grasso Antonio&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;13 anni e 8 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Grasso Paolo&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;7 anni di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Jelmini Giada&lt;br /&gt;
|Condannata&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;3 anni e 2 mesi di reclusione + 4.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|La Cara Alessandro&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;5 anni di reclusione + 10.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Mazzotta Pietro&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;13 anni di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Menghetti Maurizio&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;3 anni e 6 mesi di reclusione + 8.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Milano Luca&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;2 anni e 4 mesi di reclusione + 6.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Molluso Alessandro Illuminato&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;4 anni e 4 mesi di reclusione + 10.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Molluso Francesco&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;4 anni di reclusione + 8.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Monti Alessandro&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;4 anni e 8 mesi di reclusione + 10.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Morana Maria Assunta&lt;br /&gt;
|Condannata&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;1 anno e 4 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Mroshaj Ejll&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;2 anni e 4 mesi di reclusione + 6.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Oliveri Carmelo&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;4 anni e 9 mesi di reclusione + 10.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Pace Bernardo&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;14 anni e 4 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Pace Domenico&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;11 anni e 4 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Pace Michele&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;12 anni di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Panaiia Iginio&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;3 anni e 6 mesi di reclusione + 8.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Papalia Daniele&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;4 anni di reclusione + 10.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Perversi Riccardo Francesco&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;3 anni di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Pintaudi Saverio&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;3 anni e 6 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Pizzata Giuseppe&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;14 anni e 4 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Polise Orsolo&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;1 anno e 4 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Postù Maria Domenica&lt;br /&gt;
|Condannata&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;10 anni e 8 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Romeo Antonio&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;2 anni e 8 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Rosi Massimo&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;16 anni di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Russo Andrea Michele&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;4 anni e 8 mesi di reclusione + 10.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Sangalli Daniela&lt;br /&gt;
|Condannata&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;10 anni e 8 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Sanseverino Sergio&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;13 anni di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Sergi Saverio&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;2 anni e 4 mesi di reclusione + 6.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Sorge Giuseppe&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;13 anni di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Spatola Giuseppe&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;1 anno e 4 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Toscano Pasquale Filomeno&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;11 anni e 2 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Veizaj Klement&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;3 anni e 2 mesi di reclusione + 4.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Ventura Mario&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;4 anni e 1 mese di reclusione + 6.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Zavattieri Giuseppe&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;4 anni e 1 mese di reclusione + 10.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|}&lt;br /&gt;
Per le parti civili fu stabilito il risarcimento del danno da liquidarsi in separato giudizio civile, nonché il pagamento, in solido, di una provvisionale pari ad €. 10.000,00 a titolo di risarcimento del danno morale; infine, alla rifusione delle spese di costituzione e giudizio, che liquidò in euro 6.000,00 a titolo dì compenso professionale, oltre alle spese vive e al 15% a titolo di spese generali forfettarie, iva e cpa come per legge.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Assoluzioni ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* ABDEL LATIF MOHAMED EMAM TAHA dal reato a lui ascritto (capo 76) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* ALBANESE VINCENZA dai reati di cui ai capi 68 e 77 perché il fatto non sussiste;&lt;br /&gt;
* ANDERLINI GIULIANO dal reato a lui ascritto (capo 63) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* ANTONAZZO PASQUALE dal reato a lui ascritto (capo 68) perché il fatto non sussiste;&lt;br /&gt;
* AQUILANTI MANUELA dal reato a lei ascritto (capo 75) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* BARRA SALVATORE dal reato a lui ascritto (capo 35) per non avere commesso il fatto;&lt;br /&gt;
* BASSETTO ANTONIO dal reato a lui ascritto (capo 79) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* CANNIZZARO CLAUDIO dal reato a lui ascritto (capo 59) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* CASSAGO MARCO dal reato a lui ascritto (capo 65) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* CONGIU LUCA dal reato a lui ascritto (capo 61) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* COTTONE FRANCESCO dal reato a lui ascritto (capo 66) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* CREA FILIPPO dal reato di cui al capo 81 perché il fatto non sussiste;&lt;br /&gt;
* DI MICCOLI ANTONIO dal reato di cui al capo 14 per non avere commesso il fatto;&lt;br /&gt;
* FIDANZATI STEFANO dal reato di cui al capo 1 per non avere commesso il fatto;&lt;br /&gt;
* GAYLI YRINA dai reati a lei ascritti (capi 19, 20 e 21) per non avere commesso il fatto;&lt;br /&gt;
* GENNARO MARIA RITA dal reato a lei ascritto {capo 72) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* GUARNACCIA ANTONINO dai reati a lui ascritti (capi 80.1, 80.2 e 80.3) per non avere commesso il fatto;&lt;br /&gt;
* LI CALZI MAURIZIO dal reato a lui ascritto {capo 72) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* MARINO MARIA dal reato a lei ascritto (capo 72) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* OHANNASSIAN GIRRABET GABRIELE dal reato a lui ascritto (capo 75) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* PERVERSI CLAUDIO dal reato a lui ascritto (capo 86) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* PINTAUDI SAVERIO dal reato di cui al capo 80. l per non aver commesso il fatto;&lt;br /&gt;
* POSTÙ MARIA DOMENICA dai reati di cui ai capi 80.1, 80.2 e 80.3 per non aver commesso il fatto;&lt;br /&gt;
* ROMEO ANTONIO dal reato di cui al capo I per non avere commesso il fatto;&lt;br /&gt;
* SILVESTRO TINDARO dal reato a lui ascritto (capo 63) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* SORCE GIUSEPPE dal reato di cui al capo 77 perché il fatto non sussiste.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Le motivazioni della sentenza ====&lt;br /&gt;
Il [[7 luglio]] 2026 vennero pubblicate le motivazioni della sentenza, dove veniva confermato che &#039;&#039;&#039;il baricentro operativo del sodalizio era in Lombardia&#039;&#039;&#039;, con una presenza stabile nell’area milanese e nei comuni dell’hinterland. In quest&#039;area, si era consolidata &#039;&#039;&#039;una rete logistica fatta di uffici e sedi societarie&#039;&#039;&#039; utilizzati non solo come &#039;&#039;&#039;luoghi di incontro&#039;&#039;&#039;, ma anche come spazi nei quali si assumono &#039;&#039;&#039;decisioni&#039;&#039;&#039;, si pianificano &#039;&#039;&#039;strategie&#039;&#039;&#039; e si gestiscono &#039;&#039;&#039;le principali direttrici di interesse&#039;&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;Mancini, Emanuele (2026). &#039;&#039;Sentenza n. 294/2026 contro Abilone Giovanni + 79&#039;&#039;, Tribunale di Milano - Sezione indagini preliminari e udienza preliminare, 12 gennaio, pubblicata il 7 luglio, p. 160.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Pur se presenti, i contatti con Calabria, Sicilia o Lazio vennero individuati come &#039;&#039;&#039;proiezioni funzionali&#039;&#039;&#039; alla realizzazione di un programma che, per ideazione e sviluppo, risulta prevalentemente radicato sul territorio lombardo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A ciò si affiancava &#039;&#039;&#039;la costituzione di società&#039;&#039;&#039; che mettevano in relazione soggetti provenienti da gruppi diversi. Proprio la creazione di queste &#039;&#039;&#039;società “miste”&#039;&#039;&#039;, talvolta intestate a prestanome o comunque schermate, rappresentava per il GUP &#039;&#039;&#039;un sintomo evidente della natura non occasionale della convergenza degli interessi&#039;&#039;&#039; e, al contempo, lo strumento per veicolare investimenti e gestire flussi finanziari spesso incoerenti rispetto alle capacità reddituali dichiarate&amp;lt;ref&amp;gt;Ibidem.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo contesto si innestavano le principali forme di proiezione sul territorio: &#039;&#039;&#039;recuperi crediti e dinamiche estorsive&#039;&#039;&#039;, che manifestavano &#039;&#039;&#039;la matrice “identitaria”&#039;&#039;&#039; propria del sodalizio, in quanto l’organizzazione veniva riconosciuta all’esterno come soggetto &#039;&#039;&#039;capace di risolvere controversie economiche con metodi intimidatori&#039;&#039;&#039;, inducendo taluni a preferire la via criminale a quella giudiziaria&amp;lt;ref&amp;gt;Ibidem.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;La continuità dell’azione criminale associativa&#039;&#039;&#039; si coglieva, inoltre, anche nelle frequenti riunioni e confronti tra sodali, &#039;&#039;&#039;nella modulazione delle cautele interne&#039;&#039;&#039; (come l’impiego di telefoni criptati nell&#039;ambito del traffico di stupefacenti) e nella &#039;&#039;&#039;gestione della c.d. “bacinella”&#039;&#039;&#039;, intesa come raccolta sistematica di denaro per il sostegno dei detenuti e come regola condivisa capace di alimentare coesione e disciplina interne&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 161.&amp;lt;/ref&amp;gt;. A questi elementi si aggiungevano la disponibilità di armi in capo a più soggetti e, sebbene non fosse il core business dell&#039;associazione, la gestione del traffico di stupefacenti. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Infine, l&#039;elemento decisivo, che spiegava anche il radicamento costante dell&#039;organizzazione sul territorio, era rappresentato dalla &#039;&#039;&#039;rete relazionale attivata dal gruppo&#039;&#039;&#039;, sia in ambito &#039;&#039;&#039;politico-amministrativo&#039;&#039;&#039;, sia in ambito &#039;&#039;&#039;sanitario&#039;&#039;&#039; e nelle &#039;&#039;&#039;Forze dell&#039;Ordine&#039;&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo quadro, le conversazioni intercettate assumevano particolare rilievo perché mostravano dall’interno &#039;&#039;&#039;la naturale convergenza di interessi tra componenti criminali originariamente distinte&#039;&#039;&#039;: dai dialoghi emergevano frizioni e rivendicazioni, ma anche regole, gerarchie e meccanismi di composizione, oltre alle logiche di ripartizione dei profitti (ad esempio nel settore dei lavori legati al superbonus) e alla percezione di un’associazione che si ampliava &#039;&#039;&#039;progressivamente&#039;&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;Ibidem.&amp;lt;/ref&amp;gt;. Persino eventi apparentemente privati, come il matrimonio di Gioacchino Amico, diventavano momenti di riconoscimento della convergenza di interessi diversi in un progetto comune.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel complesso, la lettura unitaria dei dati – stabilità del vincolo, logistica condivisa, strumenti economici e societari, metodi intimidatori, disponibilità di armi, traffico di stupefacenti, gestione comune delle risorse per i detenuti e rete relazionale – consentiva, secondo il GUP, di delineare &#039;&#039;&#039;un’organizzazione radicata in Lombardia&#039;&#039;&#039;, capace di &#039;&#039;&#039;programmare e sostenere nel tempo una pluralità di attività criminose&#039;&#039;&#039;, coerentemente con lo schema dell’associazione di stampo mafioso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il GUP faceva rientrare l&#039;attività investigativa alla base del processo Hydra in un solco investigativo e giudiziario già ampiamente tracciato da precedenti processi definiti, tra i quali “[[Operazione Wall Street|Wall Street]]”, “[[Operazione Count Down|Countdown]]”, “[[Processo Gotha (Reggio Calabria)|Gotha]]”, dai quali già emergeva, con continuità storica sin dagli inizi degli anni ’90, &#039;&#039;&#039;l’esistenza di un sistema di alleanze tra organizzazioni mafiose di diversa matrice&#039;&#039;&#039; – ’ndrangheta, Cosa nostra, Camorra e [[Sacra Corona Unita]] – operanti nel Nord Italia secondo &#039;&#039;&#039;logiche di coordinamento, cooperazione e ripartizione degli ambiti di intervento&#039;&#039;&#039; e finalizzato, prevalentemente, alla gestione del traffico di sostanze stupefacenti, ma anche alla risoluzione di problematiche di interesse generale delle singole associazioni mafiose (ad esempio, la vicenda relativa all’omicidio del figlio di [[Raffaele Cutolo]]).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per altro, le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia Pintaudi, Cerbo e Bellusci si ponevano in continuità non solo con quanto emerso in quei procedimenti, ma confermavano anche gli elementi di prova emersi nel giudizio e posti a fondamento dello stesso. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===== Sulla configurabilità del reato di associazione mafiosa =====&lt;br /&gt;
In relazione alla configurabilità del reato di associazione mafiosa, il GUP ritenne alcune intercettazioni particolarmente rappresentative della convergenza di interessi e della trasversalità delle diverse componenti dell’associazione, e dunque indicative delle finalità del sodalizio&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 1694 e ss.&amp;lt;/ref&amp;gt;:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Giuseppe Fidanzati: “&#039;&#039;&#039;&#039;&#039;Qua siamo tutti e tre... siamo tutti insieme... siamo tutti una cosa&#039;&#039;&#039;&#039;&#039;” (24 marzo 2021, alla presenza di Gioacchino Amico e Pietro Mannino);&lt;br /&gt;
* Emanuele Gregorini, “&#039;&#039;&#039;&#039;&#039;tocca trovare una quadra, per guadagnare tutti, non creare altri pensieri…&#039;&#039;&#039;&#039;&#039;”, (rivolto a Giuseppe Fidanzati, sempre il 24 marzo 2021);&lt;br /&gt;
* Giancarlo Vestiti, “&#039;&#039;&#039;&#039;&#039;senza spari hai visto come è cambiato tutto?&#039;&#039;&#039;&#039;&#039;”; “&#039;&#039;&#039;&#039;&#039;Qua è Milano! Non ci sta Sicilia, non ci sta Roma, non ci sta Napoli, le cose giuste qua si fanno!&#039;&#039;&#039;&#039;&#039;” (11 marzo 2021);&lt;br /&gt;
* Gioacchino Amico, “&#039;&#039;&#039;&#039;&#039;…abbiamo costruito un impero e ci siamo fatti autorizzare tutto da Milano ...(incomprensibile)... passando dalla Calabria da Napoli ovunque... Napoli c&#039;ho avuto a che fare io&#039;&#039;&#039;&#039;&#039;” (4 gennaio 2021);&lt;br /&gt;
* Giuseppe Castiglia, “&#039;&#039;&#039;&#039;&#039;... come state facendo lì un&#039;associazione che non finisce mai!&#039;&#039;&#039;&#039;&#039;”, rivolte a Sergio Sanseverino (4 novembre 2020);&lt;br /&gt;
* Massimo Rosi, “&#039;&#039;&#039;&#039;&#039;… consorzio di Gioacchino (AMICO Gioacchino, ndr)…omissis… E poi io oggi alle tre dovrei andare a prendere altri diecimila (10.000) euro così, male che vada vuoi farlo già tu.. sei capace a usare la macchinetta del sotto…omissis…E c&#039;è dentro la borsa termina, dentro la borsa termica c&#039;è dentro il sacchetto con tutti i soldi…omissis… E dobbiamo metterli sotto vuoto così dopo li metto via li nascondo, dove devo nasconderli…&#039;&#039;&#039;&#039;&#039;” (11 settembre 2020);&lt;br /&gt;
* Gioacchino Amico, “&#039;&#039;&#039;&#039;&#039;[i 50 milioni di euro del consorzio, io, li ho autorizzati. Io...&#039;&#039;&#039;&#039;&#039;» «&#039;&#039;&#039;&#039;&#039;e te lo faccio dire da cristiani come te... E ti faccio parlare da Ninni (ndr Giuseppe Fidanzati) o da Nino (ndr Antonino Galioto) (inc.) no, lascia stare che è parente con me]»&#039;&#039;&#039;&#039;&#039; (8 settembre 2020);&lt;br /&gt;
* Emanuele Gregorini, “&#039;&#039;&#039;&#039;&#039;perché devo andare a Milano a vedere il consorzio...&#039;&#039;&#039;&#039;&#039;”, riferite a Giuseppe Castiglia (5 marzo 2021);&lt;br /&gt;
* Gioacchino Amico, riferite in occasione della programmazione del proprio matrimonio e degli invitati, “&#039;&#039;&#039;&#039;&#039;Minchia napoletana è! Calabrese è! Siciliana sei! Che minchia devo fare di più di questo!...- Per davvero con l&#039;elicottero devono venire questa giornata!... - E se vengono con il drone, che minchia vogliono! Mi sto sposando!&#039;&#039;&#039;&#039;&#039;” (31 gennaio 2021);&lt;br /&gt;
* Massimo Rosi, relativamente al proprio intervento in “difesa” di Fabio Frattini e con riguardo alle relazioni con Mario Ventura e Dario Nicastro, “&#039;&#039;&#039;&#039;&#039;quella è una cosa nostra e POSSIAMO PARLARE COME VOGLIAMO PERCHÉ ABBIAMO L&#039;ASSOCIAZIONE&#039;&#039;&#039;&#039;&#039;” (9 aprile 2021).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le finalità del sodalizio non si manifestavano soltanto attraverso &#039;&#039;&#039;la commissione dei reati-fine tipici dell’agire mafioso&#039;&#039;&#039;, ma anche nei &#039;&#039;&#039;frequenti summit&#039;&#039;&#039;, che confermarono in modo particolarmente significativo &#039;&#039;&#039;la trasversalità del sodalizio e la convergenza degli interessi&#039;&#039;&#039; tra gli associati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gli elementi di prova emersi nel corso del giudizio, inoltre, misero in luce il vero “collante” che legava stabilmente gli imputati, inducendoli a superare anche contrasti di notevole intensità: &#039;&#039;&#039;la massimizzazione dei profitti&#039;&#039;&#039;. Tale legame non si fondava sulla mera reciproca conoscenza né sull’interesse contingente per un singolo affare, ma &#039;&#039;&#039;sulla comune volontà di continuare a produrre guadagni attraverso una pluralità di attività remunerative, continuative e coordinate&#039;&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 1698.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Proprio la finalità di massimizzazione dei profitti aveva indotto esponenti di diversa estrazione mafiosa a consociarsi con soggetti appartenenti ad altre matrici criminali, nella prospettiva di conseguire vantaggi che, nell’ambito delle rispettive collocazioni territoriali, &#039;&#039;&#039;non sarebbero stati altrimenti raggiungibili&#039;&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La convergenza di interessi tra i sodali e l’apporto del proprio retaggio mafioso costituivano elementi che &#039;&#039;&#039;si integravano reciprocamente&#039;&#039;&#039; e davano luogo a questa nuova forma associativa, capace di sommare la forza derivante dalle mafie tradizionali con quella prodotta da &#039;&#039;&#039;una struttura flessibile, trasversale e orientata alla massimizzazione dei profitti&#039;&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Richiamando la Cassazione&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 1708.&amp;lt;/ref&amp;gt;, il GUP citava la sentenza n. 24901 del 17 maggio 2024 della II sezione penale sull&#039;esistenza di &#039;&#039;&#039;un gruppo mafioso “a soggettività differente”&#039;&#039;&#039;, che affermava i principi secondo cui: &amp;lt;blockquote&amp;gt;«in tema di associazione di tipo mafioso, la figura del &amp;quot;gruppo mafioso a soggettività differente&amp;quot;, per la particolarità della formazione, per l&#039;inserimento al suo interno, con ruolo organizzativo, di soggetto già condannato, in via definitiva, per il delitto di cui all&#039;art. 416-bis, c.p. e per il carattere intimidatorio nei confronti della collettività derivante da tale presenza, &#039;&#039;&#039;integra una fattispecie associativa intermedia tra mafie nuove e mafie storiche&#039;&#039;&#039;, necessariamente dotata di capacità di esteriorizzare il potere intimidatorio e di imporre una nuova e diffusa condizione di omertà, mutuante, per gemmazione, i caratteri tipici dell&#039;organizzazione in passato operante sullo stesso territorio».&amp;lt;/blockquote&amp;gt;Inoltre, sempre in tema di associazioni di tipo mafioso, veniva richiamato il principio generale della Suprema Corte in base al quale:&amp;lt;blockquote&amp;gt;«le associazioni per delinquere che si associno tra di loro creando un nuovo sodalizio aggiungono al novero delle associazioni malavitose &#039;&#039;&#039;una nuova entità&#039;&#039;&#039;, la quale, ove non sostituisca quelle precedentemente esistenti, che invece mantengano la propria autonomia, &#039;&#039;&#039;si aggiunge a queste ultime&#039;&#039;&#039;. Parimenti ove la nuova organizzazione coinvolga soltanto alcuni degli associati delle organizzazioni preesistenti» (Cass., Sez. II, 28.10.2020, n. 13604)&amp;lt;/blockquote&amp;gt;Inoltre, veniva richiamata la giurisprudenza di legittimità anche in relazione all’ipotesi di un nuovo gruppo mafioso su territorio già controllato da clan già esistenti, che sul punto affermava: &amp;lt;blockquote&amp;gt;“in tema di associazione a delinquere di stampo mafioso, la formazione di nuovi gruppi all&#039;interno di un territorio già controllato da cosche mafiose &#039;&#039;&#039;non esclude la configurabilità del reato tutte quelle volte in cui il nuovo sodalizio riproduca la struttura e le finalità criminali del o dei clan già esistenti&#039;&#039;&#039;, realizzando la stessa tipologia di reati e sfruttando la notorietà del primo per mantenere uno stato di assoggettamento intimidatorio nella popolazione del territorio di pertinenza, così che si percepisca continuità tra le azioni del gruppo originario e quelle del nuovo” (Cass., Sez. II, 17.05.2024, n. 24901).&amp;lt;/blockquote&amp;gt;Infine, veniva richiamato il principio giurisprudenziale secondo cui la condotta di partecipazione al &#039;&#039;&#039;reato associazione mafiosa è &amp;quot;a forma libera&amp;quot;&#039;&#039;&#039;, sicché il concorrente può inserirsi nell’attività dell’associazione anche per “&#039;&#039;&#039;settori di competenza&#039;&#039;&#039;”, senza necessità di porre personalmente in essere atti di violenza, minaccia o intimidazione, purché sia consapevole del contesto — anche creato da altri sodali — e &#039;&#039;&#039;se ne avvantaggi&#039;&#039;&#039; nella perpetrazione degli illeciti o nel perseguimento delle ulteriori finalità di cui al terzo comma della disposizione. In tema di associazione di tipo mafioso, infatti, per la prova del reato è necessario dimostrare l’esistenza di una forza di intimidazione accumulata attraverso la consumazione di delitti a base violenta idonei a ingenerare timore, ma tali azioni non devono essere necessariamente contestuali alle condotte di partecipazione, &#039;&#039;&#039;potendo anche preesistere&#039;&#039;&#039;, né è necessario che il singolo partecipe abbia posto in essere direttamente le azioni che hanno contribuito a consolidare il capitale criminale del sodalizio (Cass., Sez. II, 13.01.2021, n. 14225)&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 1713.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il presunto suicidio del collaboratore di giustizia Bernardo Pace ===&lt;br /&gt;
Lunedì 16 marzo, a tre giorni dall&#039;inizio del processo con rito ordinario, il neo-collaboratore di giustizia &#039;&#039;&#039;Bernardo Pace&#039;&#039;&#039; venne trovato apparentemente morto suicida. In un primo momento, l&#039;Ansa battè la notizia che si era impiccato &amp;quot;coi lacci delle scarpe&amp;quot; nella sua cella, nel carcere Lorusso e Cotugno di Torino. In realtà, fu trovato impiccato nel bagno accanto alla cella, con un cavo tanto spesso che i soccorritori non riuscirono nemmeno a tagliarlo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I dubbi che si trattasse di un finto suicidio sono legati anche al fatto che sembra improbabile che Pace, malato terminale di cancro e dunque debilitato dalla chemioterapia, fosse in grado di stringersi attorno al collo un cavo così robusto. Non solo: nonostante i magistrati milanesi si fossero raccomandati di sorvegliarlo in quanto &#039;&#039;&#039;Pace temeva per la sua vita&#039;&#039;&#039;, né la cella né il corridoio che portava al bagno erano monitorati con telecamere. La sua decisione di collaborare, visto il tumore in stadio avanzato, derivava dalla volontà di passare i suoi ultimi anni con la sua famiglia. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Pace aveva riempito due verbali, considerati di grande rilevanza, in quanto aveva parlato delle visite di [[Matteo Messina Denaro]] a Milano e dei rapporti con la politica del Consorzio (ben 8 pagine omissate dai magistrati).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le circostanze in cui Pace è stato trovato morto hanno portato alcuni a paragonare il suo caso a quello di [[Antonino Gioè|Nino Gioè]], il mafioso di Altofonte che fu tra gli esecutori della [[strage di Capaci]]. Arrestato nel [[1993]], aveva più volte chiesto di parlare con i magistrati per collaborare, anche se non è mai stata trovata traccia di verbali o colloqui investigativi. In compenso, l&#039;aspirante collaboratore venne poi trovato impiccato nella sua cella del carcere di Rebibbia, nella notte tra il 28 e il 29 luglio, poche ore dopo la [[Strage di Via Palestro|strage di via Palestro]] a Milano. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Rito ordinario===&lt;br /&gt;
====Calendario delle udienze fino a dicembre 2026====&lt;br /&gt;
Di seguito il calendario delle udienze stabilite fino a dicembre 2026. Tutte le udienze di norma sono convocate alle h 9:00 e si tengono nell&#039;Aula Bunker di Piazza Filangieri. Per partecipare è sufficiente essere maggiorenni e avere un documento di identità valido.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{| class=&amp;quot;wikitable mw-collapsible mw-collapsed&amp;quot;&lt;br /&gt;
|+Calendario delle udienze&lt;br /&gt;
!Mese&lt;br /&gt;
!Giorno&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Marzo 2026&lt;br /&gt;
|19/03/2026&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Aprile 2026&lt;br /&gt;
|30/04/2026&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Maggio 2026&lt;br /&gt;
|14/05/2026&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Giugno 2026&lt;br /&gt;
|18/06/2026&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Giugno 2026&lt;br /&gt;
|24/06/2026&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| rowspan=&amp;quot;4&amp;quot; |Luglio 2026&lt;br /&gt;
|02/07/2026&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|09/07/2026&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|15/07/2026&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|17/07/2026&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| rowspan=&amp;quot;6&amp;quot; |Settembre 2026&lt;br /&gt;
|03/09/2026&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|04/09/2026&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|10/09/2026&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|16/09/2026&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|23/09/2026&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|30/09/2026&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| rowspan=&amp;quot;6&amp;quot; |Ottobre 2026&lt;br /&gt;
|01/10/2026&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|08/10/2026&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|14/10/2026&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|21/10/2026&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|28/10/2026&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|29/10/2026&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| rowspan=&amp;quot;10&amp;quot; |Novembre 2026&lt;br /&gt;
|04/11/2026&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|05/11/2026&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
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|-&lt;br /&gt;
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|-&lt;br /&gt;
|12/11/2026&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|18/11/2026&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|19/11/2026&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|23/11/2026&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|25/11/2026&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|30/11/2026&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| rowspan=&amp;quot;5&amp;quot; |Dicembre 2026&lt;br /&gt;
|02/12/2026&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|03/12/2026&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|10/12/2026&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|14/12/2026&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|16/12/2026&lt;br /&gt;
|}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====Le questioni preliminari====&lt;br /&gt;
Il rito ordinario iniziò il [[19 marzo]] 2026, presso l’Aula Bunker di San Vittore a Milano. A presiedere il processo la Presidente dell&#039;VIII sezione penale del Tribunale di Milano, &#039;&#039;&#039;Maria Luisa Balzarotti&#039;&#039;&#039;, &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Rispetto all&#039;abbreviato, erano presenti tre ulteriori parti civili, già costituitesi in udienza preliminari ma contro soggetti che avevano scelto il rito ordinario: il giornalista di Report &#039;&#039;&#039;Giorgio Mottola&#039;&#039;&#039;, minacciato durante la realizzazione di un&#039;inchiesta giornalistica da Errante Parrino, la &#039;&#039;&#039;Rai - RadioTelevisione Italiana&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;Francesco Picone&#039;&#039;&#039;, titolare di un bar a Busto Arsizio minacciato dai fratelli Nicastro.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel corso della seconda udienza, il 30 aprile, e della terza, il 14 maggio, vennero sollevate le eccezioni delle difese, in particolare contro la competenza territoriale di Milano e contro la costituzione di parte civile dei comuni di Legnano e Busto Arsizio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel corso della quarta udienza, il 18 giugno successivo, il Tribunale sciolse la riserva, &#039;&#039;&#039;dichiarando la competenza territoriale su Milano&#039;&#039;&#039;, respingendo le eccezioni sollevate dalle difese e dichiarando aperto il dibattimento; contestualmente &#039;&#039;&#039;negò la costituzione di parte civile&#039;&#039;&#039; dei comuni di Abbiategrasso e di Busto Arsizio perché tardive.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Il presidio in solidarietà dei magistrati il 18 giugno 2026 ====&lt;br /&gt;
Contestualmente, quella mattina varie associazioni antimafia organizzarono &#039;&#039;&#039;un presidio di solidarietà ai magistrati&#039;&#039;&#039;, dopo la notizia del rafforzamento della scorta con ulteriori minacce di morte ai danni della dott.ssa Alessandra Cerreti e del Procuratore Marcello Viola. WikiMafia partecipò col suo striscione &amp;quot;&#039;&#039;Fuori la mafia da Milano&#039;&#039;&amp;quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Il dibattimento ====&lt;br /&gt;
Dopo le richieste di ammissione di prova e della lista testimoni nella quinta udienza (24 giugno), durante la sesta (2 luglio) il Tribunale sciolse la riserva, ammettendo tutte le prove e le liste testimoni, ad eccezione delle annotazioni di polizia giudiziaria, in quanto atti ripetibili durante il dibattimento. Contestualmente, il pubblico ministero Alessandra Cerreti dichiarò che l&#039;esame dei testi sarebbe partito col collaboratore di giustizia &#039;&#039;&#039;William Alfonso Cerbo&#039;&#039;&#039;, chiedendo che fosse escusso in presenza; di fronte alle richieste delle difese di avere in presenza anche i propri assistiti nelle gabbie, il Tribunale autorizzò l&#039;esame in presenza di Cerbo per l&#039;udienza del 9 luglio e successive, ma negò la possibilità per gli imputati di ascoltarlo in Aula Bunker.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Note==&lt;br /&gt;
&amp;lt;references&amp;gt;&amp;lt;/references&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Bibliografia==&lt;br /&gt;
* Archivio storico de Il Fatto Quotidiano.&lt;br /&gt;
* Cerreti, Alessandra (2023). &amp;quot;&#039;&#039;Richiesta di applicazione di misura cautelare personale e reale - Procedimento N. 5799/23 (stralcio dal 14467/17) R.G. notizie di reato DDA&#039;&#039;&amp;quot;, Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano - Direzione Distrettuale Antimafia, 31 marzo.&lt;br /&gt;
* Mancini, Emanuele (2026). &#039;&#039;Dispositivo di sentenza - Procedimento n. 17694/25 R.G. GIP / N. 5799/23 R.G.N.R.&#039;&#039;, Tribunale di Milano - Sezione GIP-GUP, 12 gennaio.&lt;br /&gt;
* Mancini, Emanuele (2026). &#039;&#039;Sentenza n. 294/2026 contro Abilone Giovanni + 79&#039;&#039;, Tribunale di Milano - Sezione indagini preliminari e udienza preliminare, 12 gennaio, pubblicata il 7 luglio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Categoria:Inchieste antimafia]] [[Categoria:Inchieste in Lombardia]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Leadermassimo</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://www.wikimafia.it/w/index.php?title=Processo_Hydra&amp;diff=10945</id>
		<title>Processo Hydra</title>
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		<updated>2026-07-06T15:41:57Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Leadermassimo: /* Rito ordinario */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{In corso}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{{#seo:&lt;br /&gt;
|site_name=WikiMafia&lt;br /&gt;
|keywords=processo hydra, hydra, mafia a tre teste, consorzio mafioso, sistema mafioso lombardo, &lt;br /&gt;
|description=Il &#039;&#039;&#039;processo Hydra&#039;&#039;&#039; è un procedimento penale nato da un&#039;inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Milano che ha svelato l&#039;esistenza di un&#039;alleanza tra le tre mafie storiche, Cosa nostra, camorra e &#039;ndrangheta, in Lombardia.&lt;br /&gt;
|image=File:&lt;br /&gt;
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}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il &#039;&#039;&#039;processo Hydra&#039;&#039;&#039; è un procedimento penale nato da un&#039;inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Milano, coordinata dal Procuratore della Repubblica &#039;&#039;&#039;Marcello Viola&#039;&#039;&#039;, dalla Procuratrice aggiunta &#039;&#039;&#039;Alessandra Dolci&#039;&#039;&#039; e dalla sostituta procuratrice &#039;&#039;&#039;Alessandra Cerreti&#039;&#039;&#039;, che ha svelato l&#039;esistenza di un&#039;alleanza tra le tre mafie storiche, [[Cosa nostra]], [[camorra]] e [[&#039;ndrangheta]], in Lombardia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questa alleanza, rispetto ad altre collaborazioni più o meno estemporanee e più o meno durature tra organizzazioni criminali diverse registrate in inchieste giudiziarie precedenti, avrebbe il carattere di un &#039;&#039;&#039;accordo stabile e duraturo&#039;&#039;&#039;; secondo i pubblici ministeri, si tratterebbe infatti di:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;blockquote&amp;gt;«un sistema di &#039;&#039;&#039;cointeressenze ed anime multistrutturate&#039;&#039;&#039; composto da gruppi tra loro disomogenei, ma associati attraverso l’apporto comune di capitali, la predisposizione di mezzi, la messa a disposizione di risorse umane, la costituzione di società, tutti elementi funzionalmente aggregati dal fine comune, ossia quello di trarre profitto attraverso molteplici attività (apparentemente lecite ed illecite) che costituiscono la fonte delle entrate delle organizzazioni criminali mafiose di riferimento ed il collante tra le stesse»&amp;lt;ref&amp;gt;Alessandra Cerreti (2023). &amp;quot;Richiesta di applicazione di misura cautelare personale e reale - Procedimento N. 5799/23 (stralcio dal 14467/17) R.G. notizie di reato DDA, Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano - Direzione Distrettuale Antimafia, 31 marzo, p. 205.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;/blockquote&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Attraverso l&#039;espressione &amp;quot;&#039;&#039;&#039;sistema mafioso lombardo&#039;&#039;&#039;&amp;quot;, gli inquirenti hanno definito questo sistema di tipo confederativo nel quale le mafie storiche proietterebbero interessi economici e criminali estremamente qualificati. Si tratterebbe quindi di una &#039;&#039;&#039;nuova associazione criminale&#039;&#039;&#039; rientrante nella fattispecie descritta dall’[[Legge Rognoni - La Torre|articolo 416 bis]] c.p., di cui farebbero parte componenti di Cosa Nostra siciliana, ‘ndrangheta calabrese e camorra napoletana, le quali, in perfetta sinergia e comunità d’intenti, nonché dotate di struttura ed organizzazione comune e stabile, perseguirebbero l’interesse comune di &#039;&#039;&#039;massimizzazione di profitti&#039;&#039;&#039; derivanti da investimenti in settori dell’economia legale di denaro proveniente da varie tipologie di reati. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Antefatti==&lt;br /&gt;
L&#039;avvio delle indagini, condotte dal Nucleo investigativo dei Carabinieri di via Moscova a Milano diretto dal colonnello &#039;&#039;&#039;Antonio Coppola&#039;&#039;&#039;, è coinciso col monitoraggio della locale di &#039;ndrangheta di [[Locale di Legnano-Lonate Pozzolo|Legnano - Lonate Pozzolo]], e in particolare del suo uomo in quel momento più rappresentativo, &#039;&#039;&#039;Massimo Rosi&#039;&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;Ibidem.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le attività di indagine consentirono non solo di riscontrare le dichiarazioni del collaboratore di giustizia &#039;&#039;&#039;[[Emanuele De Castro]]&#039;&#039;&#039;, ma anche di accertare come Rosi fosse: &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*costantemente teso alla ricostituzione, anche attraverso la rituale affiliazione di nuovi sodali, della locale di ‘ndrangheta di Legnano e Lonate Pozzolo, ormai falcidiata dalle ultime operazioni;&lt;br /&gt;
*impegnato in attività legate all’importazione ed alla spartizione di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti;&lt;br /&gt;
*strettamente legato a Gioacchino Amico, Raimondo Orlando, Saverio Sergi, Samuele Bonanno, Pasquale Callipari, Roberto Toscano, nonché agli storici esponenti della locale stessa: Vincenzo Rispoli (tramite c.d. «&#039;&#039;‘mbasciate&#039;&#039;» veicolate da e per il carcere dove si trova in regime di [[Articolo 41 bis|41bis]]), Pasquale Rienzi, Raffaele Barletta, Giacomo Cristello e altri;&lt;br /&gt;
*di fatto assunto alla Servizi Integrati SRL, società costituita per gli interessi economici del gruppo criminale, presso i cui uffici passa gran parte del tempo a stretto contatto con Amico e Orlando.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Parallelamente, a seguito delle dichiarazioni di De Castro, veniva identificato e monitorato &#039;&#039;&#039;Gaetano Cantarella&#039;&#039;&#039;, detto &#039;&#039;Tanu U Curtu&#039;&#039;, intercettato per la prima volta il [[25 gennaio]] [[2020]], le cui attività di indagine permisero di confermare i rapporti con esponenti della famiglia mafiosa “&#039;&#039;Mazzei / Carcagnusi&#039;&#039;” ed individuare i principali soggetti a lui collegati, identificati in &#039;&#039;&#039;Gioacchino Amico&#039;&#039;&#039;, &#039;&#039;&#039;Giuseppe Castiglia&#039;&#039;&#039; detto &amp;quot;Pippo&amp;quot; e &#039;&#039;&#039;Giancarlo Vestiti&#039;&#039;&#039;. Proprio Amico, poi divenuto collaboratore di giustizia, sarebbe diventato il collegamento e il collante tra i vari filoni investigativi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il [[3 febbraio]] [[2020]], Cantarella sparì senza lasciare traccia, dopo aver incontrato a Canicattì Gioacchino Amico e Raimondo Orlando. Le successive intercettazioni telefoniche e ambientali, tra il 4 e il 6 febbraio successivi, permisero di acquisire elementi circa il coinvolgimento dei due nella scomparsa di Cantarella, anche se il movente esatto è ancora oggetto di indagine, dopo le dichiarazioni dei vari collaboratori di giustizia (non solo lo stesso Amico, ma anche &#039;&#039;&#039;Bernardo Pace&#039;&#039;&#039;, trovato morto nella sua cella dopo aver reso dichiarazioni agli inquirenti).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Le dichiarazioni di Emanuele De Castro ===&lt;br /&gt;
Dopo la sua decisione di collaborare con la giustizia nell&#039;agosto 2019, spinto dal figlio Salvatore, Emanuele De Castro iniziò a fornire informazioni fondamentali per l&#039;avvio dell&#039;inchiesta Hydra dopo il suo arresto nell&#039;inchiesta Krimisa, il 4 luglio precedente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Elemento di spicco della &#039;&#039;[[locale di Legnano-Lonate Pozzolo]],&#039;&#039; uomo di fiducia e braccio destro di [[Vincenzo Rispoli]], già &#039;&#039;capo società&#039;&#039;, De Castro aiutò gli inquirenti a &#039;&#039;&#039;ricostruire la storia della &#039;&#039;locale&#039;&#039;, le sue attività e i rapporti con le altre realtà criminali&#039;&#039;&#039;, compresi quelli con esponenti siciliani attivi nel legnanese, affiliati o vicini a “&#039;&#039;[[Cosa Nostra|cosa nostra]]”&#039;&#039;, e in particolare coi gruppi gelesi presenti nell’area bustocca con i quali, nel tempo, la &#039;&#039;locale&#039;&#039; si contedeva il territorio. Come già detto prima, le sue dichiarazioni hanno dato origine a vari filoni investigativi, due dei quali diedero l&#039;avvio all&#039;inchiesta Hydra: il monitoraggio di Gaetano Cantarella e di Massimo Rosi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Le varie componenti dell&#039;associazione===&lt;br /&gt;
Le indagini permettevano di individuare, quindi, stabili collegamenti tra esponenti delle tre organizzazioni mafiose storiche, finalizzati in particolare al riciclaggio di denaro e al narcotraffico. In particolare, emergeva che il sodalizio tra Giancarlo Vestiti e Gioacchino Amico era in stretto contatto e condivideva sostanziali interessi economici con:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*il &#039;&#039;&#039;clan Moccia&#039;&#039;&#039; di Afragola, in particolare con Luigi e Bruno Moccia, fratelli del “capo” clan Angelo;&lt;br /&gt;
*la &#039;&#039;&#039;famiglia Senese&#039;&#039;&#039; di Roma, in particolare con Michele e Vincenzo Senese, rispettivamente figlio e fratello del boss Michele;&lt;br /&gt;
*la &#039;&#039;&#039;locale di ‘ndrangheta di Legnano-Lonate Pozzolo&#039;&#039;&#039;, guidata da Massimo Rosi e Giacomo Cristello;&lt;br /&gt;
*vari esponenti di famiglie mafiose siciliane come &#039;&#039;&#039;Fidanzati&#039;&#039;&#039;, &#039;&#039;&#039;Mannino&#039;&#039;&#039;, &#039;&#039;&#039;Messina&#039;&#039;&#039; e altre;&lt;br /&gt;
*&#039;&#039;&#039;William Alfonso Cerbo&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;Gaetano Cantarella&#039;&#039;&#039; (fino alla sua scomparsa), affiliati alla famiglia mafiosa catanese dei “Mazzei / Carcagnusi”;&lt;br /&gt;
*&#039;&#039;&#039;Santo Crea&#039;&#039;&#039;, affiliato alla ’ndrina Iamonte, e suo figlio &#039;&#039;&#039;Filippo&#039;&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, pp. 207-208.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, le componenti del Consorzio erano così suddivise&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 244 e ss.&amp;lt;/ref&amp;gt;:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== La componente calabrese ====&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;a) Locale di ‘ndrangheta di Legnano-Lonate Pozzolo&#039;&#039;&#039; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* ROSI Massimo &lt;br /&gt;
* CRISTELLO Giacomo &lt;br /&gt;
* BELLUSCI Francesco &lt;br /&gt;
* BARLETTA Raffaele &lt;br /&gt;
* RISPOLI Alfonso &lt;br /&gt;
* RIENZI Pasquale &lt;br /&gt;
* LEROSE Armando &lt;br /&gt;
* RISPOLI Vincenzo &lt;br /&gt;
* TOSCANO Pasquale Filomeno &lt;br /&gt;
* FRUSTILLO Luca &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;b) &#039;ndrina Iamonte&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* CREA Santo &lt;br /&gt;
* CREA Filippo &lt;br /&gt;
* TRIPODI Demetrio &lt;br /&gt;
* SURACI Lorenzo &lt;br /&gt;
* POSTÙ Maria Domenica &lt;br /&gt;
* PINTAUDI Saverio &lt;br /&gt;
* SCOTTI Claudio &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;c) &#039;ndrina &#039;&#039;Romeo &amp;quot;Staccu&amp;quot;&#039;&#039;&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* ROMEO Antonio &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== La componente siciliana ====&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;a) I palermitani&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
* FIDANZATI Giuseppe &lt;br /&gt;
* FIDANZATI Stefano &lt;br /&gt;
* GALIOTO Antonino &lt;br /&gt;
* SEIDITA Serafino &lt;br /&gt;
* D’ALIA Aurelio &lt;br /&gt;
* MANNINO Pietro &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;b) I trapanesi/castelvetranesi&#039;&#039;&#039; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* PACE Bernardo detto “Dino” &lt;br /&gt;
* PACE Michele &lt;br /&gt;
* PACE Domenico &lt;br /&gt;
* ABILONE Rosario &lt;br /&gt;
* ABILONE Giovanni &lt;br /&gt;
* ERRANTE PARRINO Paolo Aurelio &lt;br /&gt;
* CISLAGHI Diego &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;c) I gelesi&#039;&#039;&#039; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* NICASTRO Dario &lt;br /&gt;
* NICASTRO Fabio &lt;br /&gt;
* BONVISSUTO Rosario &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;d) I catanesi del clan MAZZEI “&#039;&#039;carcagnusi”&#039;&#039;&#039;&#039;&#039; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* CANTARELLA Gaetano detto &#039;&#039;“Tanu u Curtu”&#039;&#039; (scomparso) &lt;br /&gt;
* CERBO William Alfonso detto “S&#039;&#039;carface”&#039;&#039; (successivamente legatosi al “gruppo SENESE” dopo la scomparsa di CANTARELLA)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== La componente romana ====&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;a) I “Senese”&#039;&#039;&#039; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* SENESE Vincenzo &lt;br /&gt;
* VESTITI Giancarlo &lt;br /&gt;
* BUCCAFUSCA Federica &lt;br /&gt;
* CASTIGLIA Giuseppe &lt;br /&gt;
* SORRENTINO Antonio &lt;br /&gt;
* GREGORINI Emanuele &lt;br /&gt;
* MAZZOTTA Pietro &lt;br /&gt;
* AMICO Gioacchino &lt;br /&gt;
* ORLANDO Raimondo &lt;br /&gt;
* SANGALLI Daniela &lt;br /&gt;
* VESTITI Eduardo Maria &lt;br /&gt;
* VESTITI Marika &lt;br /&gt;
* SANSEVERINO Sergio &lt;br /&gt;
* FIORE Giuseppe &lt;br /&gt;
* BRANCACCIO Domenico &lt;br /&gt;
* BRAMONTI Alessandro &lt;br /&gt;
* ALBANESE Vincenza &lt;br /&gt;
* BERDUCCI Francesco &lt;br /&gt;
* CIRILLO Giovanni &lt;br /&gt;
* SORCE Giuseppe &lt;br /&gt;
* ZINGHINÌ Giuseppe Antonio &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== I traffici illeciti dell&#039;associazione ===&lt;br /&gt;
Le attività di indagine permettevano di individuare non solo i &#039;&#039;&#039;traffici illeciti&#039;&#039;&#039; del gruppo criminale, ma anche la &#039;&#039;&#039;suddivisione dei ruoli&#039;&#039;&#039; all’interno dell’organizzazione. In particolare, emergeva come il gruppo operasse attraverso &#039;&#039;&#039;diversificati circuiti criminali&#039;&#039;&#039;, passando dalle &#039;&#039;&#039;false fatturazioni&#039;&#039;&#039; al &#039;&#039;&#039;riciclaggio&#039;&#039;&#039; (anche con reimpiego in svariate attività imprenditoriali), all’elusione fiscale nel settore dei carbolubrificanti, dall’importazione e traffico di stupefacenti, alle estorsioni e così via.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo gli inquirenti, proprio le eterogenee attività del gruppo e i rapporti con più organizzazioni criminali consentirebbero di affermare che, al di là dell’ambito mafioso monitorato, si sarebbe in presenza di &#039;&#039;&#039;un livello criminale più elevato&#039;&#039;&#039; che catalizza le risorse finanziare di eterogenei sistemi mafiosi (camorra, ‘ndrangheta, cosa nostra), funzionalizzando investimenti di ingentissimi capitali - in parte derivanti dalle consuete attività illegali (stupefacenti, estorsioni ecc.) - &#039;&#039;&#039;impiegati in attività imprenditoriali apparentemente lecite&#039;&#039;&#039; e gestite da organizzazione criminali, il tutto attraverso uno stabile vincolo associativo costituito proprio dal fine comune.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===I passaggi cruciali dell&#039;inchiesta===&lt;br /&gt;
Nel corso dell’indagine sono stati cristallizzati alcuni eventi che, per importanza e per gli effetti prodotti, hanno condizionato le scelte investigative e consentito di acquisire un quadro di insieme che consente di affermare gli assunti innovativi sopra espressi&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 208 e ss.&amp;lt;/ref&amp;gt;:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*l’omicidio di Gaetano Cantarella;&lt;br /&gt;
*l’arresto di Giancarlo Vestiti e l’assunzione di ruolo di catalizzatore delle diversificate componenti assunto da Gioacchino Amico;&lt;br /&gt;
*la disputa economica che ha contrapposto la famiglia Pace ad Amico, legato alla famiglia Senese, che ha richiesto la mediazione di Giuseppe Fidanzati e Antonino Galioto, detto &amp;quot;Zio Nino&amp;quot;, di Paolo Aurelio Errante Parrino, detto &amp;quot;Zio Paolo&amp;quot; e Antonio Messina, detto &amp;quot;l&#039;Avvocato&amp;quot; (rispettivamente cugino e uomo di fiducia di [[Matteo Messina Denaro]]), di Emanuele Gregorini e Giuseppe Castiglia detto &amp;quot;Pippo&amp;quot; (famiglia Senese), di Demetrio Tripodi (Locale di Desio), di Filippo Crea (&#039;ndrina Iamonte), Giacomo Cristello (Locale di Legnano-Lonate Pozzolo) e dei fratelli Dario e Fabio Nicastro (espressione della cosca gelese “Rinzivillo” operativa in Lombardia);&lt;br /&gt;
*l’avvio di attività edili collegate al “&#039;&#039;superbonus 110%&#039;&#039;” che faranno registrare diversi summit tenuti anche in Sicilia tra gli indagati e soggetti di elevata caratura criminale ivi sedenti tra i quali Stefano Fidanzati (fratello di Giuseppe “Ninni”), Antonio Messina, Serafino Seidita, e che paleseranno gli interessi comuni e le cointeressanze tra le diverse compagini;&lt;br /&gt;
*la ricostituzione della locale di ‘ndrangheta di Legnano-Lonate Pozzolo portata avanti da Rosi e Cristello, anche attraverso la rituale affiliazione di nuovi sodali e il coinvolgimento di storici affiliati, nonché delle locali calabresi di Guardavalle e Cirò Marina;&lt;br /&gt;
*l’apporto economico alle rispettive organizzazioni in una “cassa comune” alimentato dalle consuete attività criminali nel settore degli stupefacenti e nelle estorsioni, nonché da una serie di reati nei settori finanziario/economico;&lt;br /&gt;
*l’infiltrazione nel tessuto economico/sociale e politico/istituzionale del sodalizio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===La struttura dell&#039;organizzazione===&lt;br /&gt;
Le indagini hanno disvelato l’esistenza di &#039;&#039;&#039;una struttura ad organizzazione orizzontale&#039;&#039;&#039;, all’interno della quale non esisterebbe un vertice, ma &#039;&#039;&#039;più gruppi che si muovono parallelamente&#039;&#039;&#039; e che, in virtù di un accordo preventivo, &#039;&#039;&#039;assumono determinazioni comuni funzionali allo sviluppo dell’associazione stessa&#039;&#039;&#039;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo contesto e in virtù di questo &#039;&#039;pactum sceleris&#039;&#039;, i dissidi tra le diverse componenti, in primis quello tra Amico e la famiglia Pace, trovano una soluzione funzionale e necessaria a mantenere in vita quell’accordo, soluzioni che hanno l’effetto di abbassare le rivendicazioni al fine di mantenere in vita quell’organismo che consente, a tutti, di trarre profitto. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
È proprio &#039;&#039;&#039;il profitto che lega il gruppo&#039;&#039;&#039;, che lo tiene in vita, che motiva i singoli e che li induce a ricercare, nell’ambito di quella stessa organizzazione, figure di riferimento (come Errante Parrino, Fidanzati e Messina) che, per carisma, storia criminale, ascendente mafioso, età, sono in grado di indurre posizioni conciliatorie. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Emblematica sotto questo punto di vista un&#039;intercettazione ambientale tra i rappresentanti delle varie componenti, intervenuta negli uffici di Dairago (MI) di una delle società di Gioacchino Amico, teatro di un tentativo di risoluzione della diatriba cui partecipano l’emissario dei Senese, Emanuele Gregorini detto “&#039;&#039;dollarino&#039;&#039;”, Domenico Pace, lo stesso Amico e Giuseppe Fidanzati, detto &amp;quot;Ninni&amp;quot;, durante la quale, tra l’altro, emerge chiaramente il ruolo di Errante Parrino a sostegno dei Pace.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una frase in particolare di Gregorini restituisce la fotografia di quanto sopra: &amp;lt;blockquote&amp;gt;«Quindi troviamo oggi una quadra per com&#039;è, io il motivo reale...me l&#039;ha spiegato GIO&#039;! Io so...so per le due campane, cosi uno sa sempre come parlare e poter poter (inc)... troviamo una quadra tanto GIO, non è in grado di poter... di poter affrontare na spesa, tocca trovare una quadra, per guadagnare tutti, non creare altri pensieri come ha fatto PIPPO e cercare di trovare una soluzione». &amp;lt;/blockquote&amp;gt;Sul fatto che si tratti di un’organizzazione che racchiude varie componenti, così gli risponde Amico: &amp;lt;blockquote&amp;gt;«Io devo guardare a lui, lui è il referente vostro... (incomprensibile)... abbiamo fatto centomila euro, una persona di fiducia, domani lo facciamo... scarichiamo il cinquanta, domani scarichiamo il trenta, il cinquanta per cento va a voi il cinquanta per cento va a noi, compreso Giancarlo. Questa è tutta la cosa, Giancarlo è con noialtri e voialtri vi prendete il cinquanta per cento con chi volete. Si era messo di mezzo lo Zio Paolo e noi per questioni di correttezza gli avevamo detto: “&#039;&#039;Zio Paolo! Se tu vuoi stare nel lato, con Domenico&#039;&#039;”, gli ho detto: “&#039;&#039;e con Dino. Se vi mettete con Domenico e con Dino. Ed è giusto che si chiude sta storia&#039;&#039;”»&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 211.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;/blockquote&amp;gt;Nel proseguo di quella stessa conversazione emerge, con altrettanta chiarezza, come l’organizzazione non sia un’idea astratta, priva di manifestazioni materiali, ma che essa si palesi dotandosi di &#039;&#039;&#039;una struttura autonoma&#039;&#039;&#039; che si estrinseca, tra l’altro, attraverso la predisposizione di mezzi idonei al conseguimento del fine illecito, nel caso di specie attraverso la costituzione di una società ad hoc: &amp;lt;blockquote&amp;gt;AMICO Gioacchino: La persona la metto io e l&#039;azienda, tu metti il capannone, lontano da qua... perché non si può scaricare nella stessa zona dove si mangia, che poi succede che... E allora se volete con il consenso di tutti, i primi che arrivano si chiudono la prima partita per l&#039;impegno dei cinquanta e dopo quando finisce la cosa si divide. La prima partita arriva neanche sessanta giorni ed arriva, tempo della lettera di credito, quarantacinque gioni. Questo è il tutto… Per me questo oggi è l&#039;unica quadra che oggi si può trovare. Perché? Perché ci sono carcerati, ci sono parole di mezzo, non ci sta al proprio posto, non c&#039;è mio zio che loro si sono accordati, capito? oggi... tu ci stavi mi sa a quell&#039;appuntamento”&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 212.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;/blockquote&amp;gt;Sull’eterogeneità delle compagini d’origine, della quale tutti sono ben consci e consapevoli, gli inquirenti riportarono anche una suggestiva intercettazione ambientale tra Amico e la futura moglie &#039;&#039;&#039;Federica Buccafusca&#039;&#039;&#039;, in relazione agli inviti per il pranzo di matrimonio che di lì a breve si sarebbe celebrato, inviti che seguono un cerimoniale ed un ordine ancorato al “rispetto” dovuto alle famiglie mafiose&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 212 e ss.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’ulteriore conferma della unitarietà del sistema mafioso lombardo e della stabilità del vincolo associativo che lo caratterizza, infine, si desume dalla circostanza che le tre componenti mafiose si siano fatte “&#039;&#039;autorizzare&#039;&#039;” – dalle rispettive “case madri - a parteciparvi, come emerge chiaramente in un&#039;intercettazione in cui Gioacchino Amico afferma:&amp;lt;blockquote&amp;gt;«Abbiamo costruito un impero e ci siamo fatti autorizzare tutto da Milano ...(incomprensibile)...passando dalla Calabria da Napoli ovunque... Napoli c&#039;ho avuto a che fare io ... omissis»&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 4874.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;/blockquote&amp;gt;Altra intercettazione emblematica è quella in cui Gregorini, l&#039;[[11 marzo]] [[2021]], afferma:&amp;lt;blockquote&amp;gt;«Qua è Milano! Non ci sta Sicilia, non ci sta Roma, non ci sta Napoli, le cose giuste qua si fanno!»&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 1012.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;/blockquote&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===I Summit===&lt;br /&gt;
Altra circostanza altamente significativa in ordine alla unitarietà dell’associazione mafiosa lombarda è rappresentata dai numerosi summit ai quali hanno partecipato componenti di ciascuna delle tre articolazioni mafiose, nel corso dei quali sono state concordate le principali modalità operative del sistema mafioso lombardo:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
# La riunione a Dairago del 20 marzo 2020;&lt;br /&gt;
# La riunione a Dairago del 15 settembre 2020;&lt;br /&gt;
# La riunione a Dairago del 16 settembre 2020;&lt;br /&gt;
# La riunione ad Abbiategrasso del 17 settembre 2020;&lt;br /&gt;
# La riunione ad Abbiategrasso del 23 settembre 2020;&lt;br /&gt;
# La riunione a Dairago del 28 settembre 2020;&lt;br /&gt;
# La riunione a Dairago del 3 ottobre 2020;&lt;br /&gt;
# La riunione a Dairago del 9 ottobre 2020;&lt;br /&gt;
# La riunione a Dairago del 5 novembre 2020;&lt;br /&gt;
# La riunione a Busto Garolfo del 17 gennaio 2021;&lt;br /&gt;
# La riunione ad Abbiategrasso del 21 gennaio 2021;&lt;br /&gt;
# La riunione a Dairago del 24 marzo 2021;&lt;br /&gt;
# La riunione a Cinisello Balsamo del 31 marzo 2021;&lt;br /&gt;
# La riunione ad Abbiategrasso del 1° aprile 2021;&lt;br /&gt;
# La riunione ad Abbiategrasso del 13 aprile 2021;&lt;br /&gt;
# La riunione a Dairago del 28 aprile 2021;&lt;br /&gt;
# Gli incontri del 13 maggio 2021 (Busto Garolfo - Inveruno - Dairago);&lt;br /&gt;
# La riunione a Dairago del 22 maggio 2021&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 4831 e ss.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
===I beni strumentali in comune al sistema mafioso lombardo===&lt;br /&gt;
Le indagini hanno permesso di documentare anche la predisposizione di una fitta rete di mezzi strumentali allo sviluppo dell’associazione, in particolare società costituite ed utilizzate per i fini associativi, che &#039;&#039;&#039;cristallizzano un’equa ripartizione tra le tre diverse componenti mafiose&#039;&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 4838 e ss.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gli immobili e gli uffici delle varie società erano a disposizione dell’intera associazione mafiosa, e spesso venivano usati per i summit sopra citati, come ad esempio la sede della &amp;quot;Servizi Integrati&amp;quot; di Gioacchino Amico&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 4841.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’imponente rete di società, il costante flusso di ingenti capitali illeciti, le incessanti operazioni finanziarie illecite, il drenaggio indebito di fondi pubblici, il reinvestimento in settori leciti e nevralgici dell’economia nazionale - anche attraverso una serie di soggetti compiacenti e/o complici estranei alla organizzazione mafiosa ma perfettamente consapevoli di apportare ad essa il proprio contributo personale e/o professionale - rendono il sistema mafioso lombardo, oltre che estremamente pericoloso per le numerosissime e tradizionali condotte criminose di cui ai vari capi di imputazione, &#039;&#039;&#039;indubbiamente capace di alterare la libera concorrenza ed incidere così sul libero mercato&#039;&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 4871.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===La cassa comune===&lt;br /&gt;
L’attività investigativa ha anche accertato l&#039;esistenza di un “&#039;&#039;&#039;fondo comune&#039;&#039;&#039;” destinato ai detenuti e in generale agli affiliati (e ai loro familiari) in difficoltà, bisognosi di assistenza legale e sostegno economico; fondo indistintamente alimentato dai componenti il sistema mafioso lombardo a prescindere dalle eterogene componenti originarie.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===L&#039;esistenza del &amp;quot;Consorzio&amp;quot; mafioso negli anni &#039;80===&lt;br /&gt;
L&#039;esistenza di un &amp;quot;consorzio&amp;quot; costituito da più componenti mafiose emergeva già nelle attività di indagine tra la fine degli anni &#039;80 e l&#039;inizio degli anni &#039;90.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A parlarne per primo fu, nell&#039;ambito del processo Wall Street, il collaboratore di giustizia [[Salvatore Annacondia]], il quale parlò esplicitamente di &amp;quot;un&#039;unione&amp;quot; tra le famiglie mafiose d&#039;Italia, radicate al Nord.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel processo «&#039;ndrangheta stragista» fu invece il collaboratore &#039;&#039;&#039;Antonino Fiume&#039;&#039;&#039; a precisare che le prime riunioni in cui si era affrontato l’argomento stragi erano avvenute in Lombardia dove si era costituito tra il [[1986]] e il [[1987]] una specie di «&#039;&#039;&#039;Consorzio&#039;&#039;&#039;», ossia un organismo riservato che esercitava “&#039;&#039;un potere, era il potere assoluto che dominava su tutti, perché all&#039;interno c&#039;era ‘‘Ndrangheta, cosa nostra, camorra e sacra corona unita&#039;&#039;”, una sorta di “federazione” che aveva il controllo sul contrabbando delle sigarette e sul traffico della sostanza stupefacente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fiume a tal proposito dichiarò che &amp;lt;blockquote&amp;gt;«questo consorzio aveva &#039;&#039;&#039;il monopolio di tutto lo stupefacente che girava in Italia&#039;&#039;&#039;, lo dovevano comprare solo ed esclusivamente da loro, venderlo come volevano, però dovevano comprarlo solo dal consorzio tutti gli affiliati. &#039;&#039;&#039;Chi trasgrediva, veniva ucciso&#039;&#039;&#039;. Determinati omicidi e determinate cose venivano scelti solo dai capi del consorzio, che per riconoscersi... utilizzavano... &#039;&#039;&#039;avevano tutti lo stesso bracciale&#039;&#039;&#039;, che altro non era che un bracciale composto da fili di elefanti, che rappresentava Catania, coso... un lingotto d&#039;oro tatuato della &#039;ndrangheta, e adesso non mi ricordo bene, però il capo del consorzio non aveva il bracciale, aveva il girocollo, che era fatto allo stesso modo, che ce l&#039;aveva Antonio Papalia, che in un momento storico, che non c&#039;era, glielo aveva lasciato pure a Giuseppe De Stefano. E io gli ho detto: “&#039;&#039;Questo coso restituirglielo&#039;&#039;”. Cioè, era un rito, come dire, se li mettevano sul tavolo, c&#039;era qualcuno delegato del consorzio, poteva parlare solo se aveva questo bracciale o il girocollo»&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 4872.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;/blockquote&amp;gt;Al vertice di tale organismo, anche Fiume, come Annacondia, poneva [[Antonio Papalia]], il quale “&#039;&#039;col triumvirato della Jonica, era stato messo a Milano, e sulla Lombardia era lui che controllava tutto, però erano in buoni rapporti con tutte le altre organizzazioni, lui era il punto di riferimento&#039;&#039;”, mentre [[Franco Coco Trovato]] (consuocero di [[Carmine De Stefano]]) era un gradino sotto nel senso che l’ultima parola spettava a Papalia, chiarendo che insieme erano il vertice della componente ‘ndranghetistica che era prevalente nel Consorzio di cui facevano parte, tra gli altri: Jimmy Miano e Turi Cappello (i quali erano “&#039;&#039;dentro proprio come se fossero calabresi, anche se siciliani&#039;&#039;”), Pepè Flachi, il pugliese Annacondia, gli Arena di isola Capo Rizzuto, i Ficarelli (specificando Vincenzo Ficara), Mico (Domenico) Tegano che però non presenziava su Milano, i Latella con Giovanni Puntorieri, Mico Paviglianiti che aveva un ruolo importante, Schettini, Pace Salvatore (un riservato di Antonio Papalia), Vittorio Foschini, e Luigi Mancuso (“c’era dentro”).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fiume raccontò delle fibrillazioni all’interno di Cosa nostra catanese nei primi anni ’90 per cui i Santapaola volevano uccidere Jimmy Miano, ma che alla fine [[Nitto Santapaola]] aveva mandato a dire a [[Salvatore Riina|Totò Riina]] “Ditegli a zio Totò che se vuole io gli lascio la tavola apparecchiata”, perché aveva capito che lo volevano scalzare da Catania e mettere Mazzei, precisando che la sua fonte di conoscenza era Carmine De Stefano, che insieme al fratello Giuseppe aveva dal Consorzio un fisso di venti milioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Molte riunioni del Consorzio avvenivano a Monza dove c’era una specie di albergo, a Limbiate che era di proprietà di un amico di Antonio Papalia, altre avvenivano presso un autolavaggio che era di un parente di Pepè Flachi e altre ancora a Olginate a casa dell’amante di Totò Schettini.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In seno al Consorzio si decidevano omicidi, tra cui quello del figlio del boss [[Raffaele Cutolo]] (come confermato dal collaboratore Pace autore di quell&#039;omicidio) e della guardia carceraria [[Umberto Mormile]], che era stato commesso da Totò Schettini per decisione del “consorzio”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fiume, riferendosi all’omicidio Mormile, riferì anche della rabbia di Coco Trovato perché era stata lasciata l’arma sul posto, dichiarando che i servizi segreti erano certamente i mandanti dell&#039;omicidio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Insomma, già a partire dagli anni ’80 in Lombardia erano stati avviati tra le varie organizzazioni criminali intensi rapporti di collaborazione che avevano portato alla commissione di traffici illeciti di varia natura soprattutto in materia di droga.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==La decisione del Giudice per le indagini preliminari==&lt;br /&gt;
Nonostante l&#039;imponente quadro probatorio, il Giudice per le Indagini Preliminari Tommaso Perna il [[25 ottobre]] [[2023]] rigettò ben 143 richieste di misure cautelari su 154, disponendo l&#039;arresto solo di 11 persone e negando l&#039;esistenza di un&#039;associazione mafiosa, accusa ridotta solo a tre imputati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Addirittura rispetto alle dichiarazioni di Annacondia e Fiume allegate dalla procura il GIP scrisse: “&#039;&#039;Nulla aggiungono al quadro sinora delineato le due integrazioni depositate dalla Procura della Repubblica peraltro scarsamente argomentate&#039;&#039;”. Inoltre, nella parte finale dell’indagine, la Procura intercetta la volontà di Filippo Crea di infiltrarsi, attraverso una nuova società, negli appalti pubblici per la ricostruzione del dopo alluvione in Emilia Romagna. Viene così chiesta una proroga di intercettazioni, negata però dal giudice, il quale fin dall’inizio della sua ordinanza dichiarò di non condividere “&#039;&#039;a monte ogni aspetto riguardante la supposta esistenza di un accordo stabile e duraturo tra le diverse componenti calabrese, siciliana e romana, ai quali l’odierno decidente ritiene di non poter aderire&#039;&#039;”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;inchiesta sarebbe dovuta partire ben prima dell’estate e con un fermo diretto della Procura, al quale il pubblico ministero era arrivato dopo mesi di estenuanti colloqui con ben sei procure (Reggio Calabria, Catanzaro, Palermo, Caltanissetta, Napoli, Roma), oltre alla Direzione nazionale antimafia. Il tutto per spiegare e alla fine ottenere il via libera al &#039;&#039;&#039;radicamento della competenza presso la Procura di Milano&#039;&#039;&#039;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ottenuto questo e stampate decine di copie del fermo con una spesa di circa 10mila euro, il fermo stesso è stato bloccato dai vertici della Procura, ma mai revocato dal pubblico ministero. Alla base di tutto questo iter non risulterebbero comunicazioni scritte. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopodiché ad aprile 2023 si optò per una classica ordinanza con richieste di arresto. L’ordinanza venne depositata il 26 settembre e, visto il contenuto, in dieci giorni la Procura produsse un corposo ricorso al Tribunale del Riesame. Tra le varie cose, venne segnalato come il Giudice per le Indagini Preliminari avesse fatto &amp;quot;copia-incolla&amp;quot; di buona parte di un testo dell’avvocato napoletano Salvatore Del Giudice, riportato sul suo sito alla data del 12 settembre 2022 e intitolato “&#039;&#039;Il reato di associazione mafiosa ex art. 416 bis c.p. – I criteri legali di accertamento&#039;&#039;”&amp;lt;ref&amp;gt;Davide Milosa, &#039;&#039;“Non è mafia”: contro la Procura il gip copia il testo di un avvocato&#039;&#039;, il Fatto Quotidiano, 26 ottobre 2023.&amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===La decisione del Tribunale del Riesame===&lt;br /&gt;
Il [[14 ottobre]] [[2024]] il Tribunale del Riesame ribaltò completamente la decisione del GIP, confermando l’attualità e la bontà del capo 1 dell’ordinanza, che individuava in elementi apicali di Cosa nostra, ‘ndrangheta e camorra romana i membri di un consorzio mafioso o sistema mafioso lombardo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un&#039;entità che non andava definita come: “&#039;&#039;una super-mafia come evocato dal gip o una confederazione in senso stretto tra associazioni mafiose&#039;&#039;”, scriveva il Riesame, che poi spiegò “&#039;&#039;come la diversità di provenienza sulla essenza della mafiosità&#039;&#039;” anzi “&#039;&#039;accomuna e non divide&#039;&#039;” i membri dell&#039;associazione. In uno dei provvedimenti notificati, il Riesame aggiungeva: “&#039;&#039;Il sodalizio come ricostruito presenta una &#039;&#039;&#039;mafiosità immanente&#039;&#039;&#039; che è il diretto portato della mafiosità dei suoi componenti più rappresentativi e in quanto tali in grado di concretamente condizionare lo svolgersi della vita dell’associazione&#039;&#039;”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il ricorso dei legali degli imputati contro la decisione del Riesame venne bocciato dalla Cassazione il [[25 gennaio]] [[2025]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Processo==&lt;br /&gt;
La Procura di Milano, dopo aver incassato le sentenze favorevoli di Riesame e Cassazione, depositò a fine febbraio 2025 l’avviso di chiusura indagini per 146 indagati. Di questi, 48 vennero accusati di associazione mafiosa. Il procuratore di Milano Marcello Viola firmò la richiesta di rinvio a giudizio il [[4 aprile]] 2025.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Rito abbreviato===&lt;br /&gt;
L&#039;udienza preliminare si tenne nell&#039;Aula Bunker di Opera, davanti al giudice &#039;&#039;&#039;Emanuele Mancini&#039;&#039;&#039;. Dei 146 imputati, 77 scelsero il rito abbreviato e 59 il rito ordinario, mentre i restanti chiesero di patteggiare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si costituirono parte civile:&lt;br /&gt;
* Regione Lombardia&lt;br /&gt;
* Città Metropolitana di Milano&lt;br /&gt;
* Comune di Milano&lt;br /&gt;
* Comune di Varese&lt;br /&gt;
* Comune di Legnano&lt;br /&gt;
* Libera contro le mafie&lt;br /&gt;
* WikiMafia&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== I collaboratori di giustizia ====&lt;br /&gt;
Nel corso dell’udienza scelsero di diventare collaboratori di giustizia &#039;&#039;&#039;Saverio Pintaudi&#039;&#039;&#039;, esponente della &#039;ndrina Iamonte affiliato alla [[Locale di Desio]] (collegata alla Locale di Melito Porto Salvo)&#039;&#039;&#039;, William Alfonso Cerbo&#039;&#039;&#039;, collettore economico a Milano del clan catanese Mazzei, e &#039;&#039;&#039;Francesco Bellusci&#039;&#039;&#039;, affiliato alla [[Locale di Legnano-Lonate Pozzolo|locale di Legano-Lonate Pozzolo]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Le minacce di morte ai titolari dell&#039;inchiesta ====&lt;br /&gt;
Nel corso dell&#039;udienza preliminare vi fu la notizia di &#039;&#039;&#039;minacce di morte&#039;&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;&#039;&#039;“Mafia a tre teste” in Lombardia, minacce di morte al procuratore di Milano e alla pm che ha indagato: allerta massima, sicurezza rafforzata&#039;&#039;, ilFattoQuotidiano.it, 26 gennaio 2025[https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/01/26/minacce-di-morte-procuratore-milano-viola-pm-cerreti-sicurezza-rafforzata-inchiesta-hydra/7852238/ .]&amp;lt;/ref&amp;gt; all&#039;indirizzo del Procuratore &#039;&#039;&#039;Marcello Viola&#039;&#039;&#039; e della sostituta &#039;&#039;&#039;Alessandra Cerreti&#039;&#039;&#039;, in risposta alla quale i due vennero invitati prima in Consiglio Comunale a Milano (11 febbraio 2025), poi al consiglio metropolitano (21 marzo 2025)&amp;lt;ref&amp;gt;Consiglio metropolitano straordinario sul fenomeno delle infiltrazioni mafiose, [https://www.cittametropolitana.mi.it/mivedo/video/Consiglio-metropolitano-straordinario-sul-fenomeno-delle-infiltrazioni-mafiose-Cerreti/ Città Metropolitana di Milano].&amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== La requisitoria del pubblico ministero ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nella sua requisitoria, la dott.ssa Alessandra Cerreti affermò: &amp;lt;blockquote&amp;gt;«attenzione, &#039;&#039;&#039;non è una super mafia&#039;&#039;&#039;, nessuno l&#039;ha mai sostenuto, qua siamo lontani anni luce dal parlare di una mafia nuova, quasi che l&#039;associazione mafiosa contestata avesse &#039;&#039;&#039;la pretesa di raggruppare in sé le tre mafie storiche italiane.&#039;&#039;&#039; [...] Non è mafia nuova né mafia delocalizzata, ma mafiosità immanente: si tratta di un&#039;associazione mafiosa alla quale aderiscono &#039;&#039;&#039;rappresentanti delle tre mafie sul territorio lombardo&#039;&#039;&#039;, e solo sul territorio lombardo, che hanno deciso di mettersi insieme per fare business, semplicemente questo, autorizzate dalle case madri a spendere il brand criminale di Cosa nostra, della Camorra o della &#039;ndrangheta. Ognuno poi esplica la sua capacità mafiosa sulla base dell&#039;appartenenza, ma “&#039;&#039;l’unione fa la pericolosità&#039;&#039;”, come anni fa mi disse un pentito calabrese.&amp;lt;/blockquote&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====Condanne====&lt;br /&gt;
Il [[12 gennaio]] [[2026]] vennero condannate complessivamente &#039;&#039;&#039;62 persone&#039;&#039;&#039;, con pene fino a 16 anni, mentre 9 imputati patteggiarono; &#039;&#039;&#039;29 vennero prosciolti&#039;&#039;&#039; tra abbreviato e udienza preliminare, mentre &#039;&#039;&#039;45 vennero rinviati a giudizio&#039;&#039;&#039; nel processo per rito ordinario. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le condanne più elevate, già al netto della riduzione di un terzo per la scelta del rito abbreviato, e comunque generalmente più basse delle richieste dell’accusa, furono 16 anni a Massimo Rosi, 14 a Filippo Crea, 12 a Giuseppe Fidanzati (contro i 20 anni richiesti dai pm), 14 a Bernardo Pace e 12 ai figli, 13 anni e 4 mesi a Giovanni Abilone. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gli imputati che nel corso del processo scelsero di collaborare giustizia – &#039;&#039;&#039;William Alfonso Cerbo, Francesco Bellusci e Saverio Pintaudi&#039;&#039;&#039; – si videro riconoscere la speciale attenuante. &lt;br /&gt;
{| class=&amp;quot;wikitable&amp;quot;&lt;br /&gt;
|+Condanne Rito abbreviato Hydra - 1° grado&amp;lt;ref&amp;gt;Emanuele Mancini (2026). &#039;&#039;Dispositivo di sentenza - Procedimento n. 17694/25 R.G. GIP / N. 5799/23 R.G.N.R.&#039;&#039;, Tribunale di Milano - Sezione GIP-GUP, 12 gennaio. &amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
!Imputato&lt;br /&gt;
!Esito&lt;br /&gt;
!Pena&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Abilone Giovanni&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;13 anni e 4 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Albanese Vincenza&lt;br /&gt;
|Condannata&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;11 anni e 4 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Aquilano Simone&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;2 anni e 4 mesi di reclusione + 8.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali &lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Bellusci Francesco&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;4 anni e 6 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Blanco &lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;6 anni e 2 mesi di reclusione + 6.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Bonanno Samuele&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;12 anni di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Bramonti Alessandro&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;10 anni e 6 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Brancaccio Domenico&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;10 anni e 6 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Caldarelli Antonio&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;1 anno e 4 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Callipari Pasquale&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;2 anni e 4 mesi di reclusione + 6.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Cerbo William Alfonso&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;5 anni di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Cirillo Giovanni&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;10 anni e 10 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Ciulla Alessio&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;2 anni e 6 mesi di reclusione + 10.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Colombo Emanuela&lt;br /&gt;
|Condannata&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;1 anno e 4 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Coluccio Salvatore&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;2 anni e 8 mesi di reclusione + 6.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Crea Filippo&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;14 anni e 8 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Cristello Giacomo&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;11 anni e 2 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|D&#039;Alia Aurelio&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;3 anni di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Deodato Vincenzo&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;6 anni e 2 mesi di reclusione + 6.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Destefano Michele&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;4 anni di reclusione + 16.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Dimiccoli Antonio&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;6 anni e 2 mesi di reclusione + 6.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Fidanzati Giuseppe&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;14 anni di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Fidanzati Stefano&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;2 anni e 8 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Fiore Giuseppe&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;7 anni e 1 mese di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Fontana Gianfranco&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;5 anni e 4 mesi di reclusione + 20.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Galioto Antonino&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;11 anni e 2 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Gatto Giovanni&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;3 anni e 1 mese di reclusione + 4.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Grasso Antonio&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;13 anni e 8 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Grasso Paolo&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;7 anni di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Jelmini Giada&lt;br /&gt;
|Condannata&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;3 anni e 2 mesi di reclusione + 4.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|La Cara Alessandro&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;5 anni di reclusione + 10.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Mazzotta Pietro&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;13 anni di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Menghetti Maurizio&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;3 anni e 6 mesi di reclusione + 8.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Milano Luca&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;2 anni e 4 mesi di reclusione + 6.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Molluso Alessandro Illuminato&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;4 anni e 4 mesi di reclusione + 10.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Molluso Francesco&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;4 anni di reclusione + 8.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Monti Alessandro&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;4 anni e 8 mesi di reclusione + 10.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Morana Maria Assunta&lt;br /&gt;
|Condannata&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;1 anno e 4 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Mroshaj Ejll&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;2 anni e 4 mesi di reclusione + 6.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Oliveri Carmelo&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;4 anni e 9 mesi di reclusione + 10.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Pace Bernardo&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;14 anni e 4 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Pace Domenico&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;11 anni e 4 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Pace Michele&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;12 anni di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Panaiia Iginio&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;3 anni e 6 mesi di reclusione + 8.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Papalia Daniele&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;4 anni di reclusione + 10.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Perversi Riccardo Francesco&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;3 anni di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Pintaudi Saverio&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;3 anni e 6 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Pizzata Giuseppe&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;14 anni e 4 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Polise Orsolo&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;1 anno e 4 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Postù Maria Domenica&lt;br /&gt;
|Condannata&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;10 anni e 8 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Romeo Antonio&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;2 anni e 8 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Rosi Massimo&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;16 anni di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Russo Andrea Michele&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;4 anni e 8 mesi di reclusione + 10.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Sangalli Daniela&lt;br /&gt;
|Condannata&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;10 anni e 8 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Sanseverino Sergio&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;13 anni di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Sergi Saverio&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;2 anni e 4 mesi di reclusione + 6.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Sorge Giuseppe&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;13 anni di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Spatola Giuseppe&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;1 anno e 4 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Toscano Pasquale Filomeno&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;11 anni e 2 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Veizaj Klement&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;3 anni e 2 mesi di reclusione + 4.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Ventura Mario&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;4 anni e 1 mese di reclusione + 6.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Zavattieri Giuseppe&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;4 anni e 1 mese di reclusione + 10.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|}&lt;br /&gt;
Per le parti civili fu stabilito il risarcimento del danno da liquidarsi in separato giudizio civile, nonché il pagamento, in solido, di una provvisionale pari ad €. 10.000,00 a titolo di risarcimento del danno morale; infine, alla rifusione delle spese di costituzione e giudizio, che liquidò in euro 6.000,00 a titolo dì compenso professionale, oltre alle spese vive e al 15% a titolo di spese generali forfettarie, iva e cpa come per legge.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Assoluzioni ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* ABDEL LATIF MOHAMED EMAM TAHA dal reato a lui ascritto (capo 76) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* ALBANESE VINCENZA dai reati di cui ai capi 68 e 77 perché il fatto non sussiste;&lt;br /&gt;
* ANDERLINI GIULIANO dal reato a lui ascritto (capo 63) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* ANTONAZZO PASQUALE dal reato a lui ascritto (capo 68) perché il fatto non sussiste;&lt;br /&gt;
* AQUILANTI MANUELA dal reato a lei ascritto (capo 75) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* BARRA SALVATORE dal reato a lui ascritto (capo 35) per non avere commesso il fatto;&lt;br /&gt;
* BASSETTO ANTONIO dal reato a lui ascritto (capo 79) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* CANNIZZARO CLAUDIO dal reato a lui ascritto (capo 59) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* CASSAGO MARCO dal reato a lui ascritto (capo 65) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* CONGIU LUCA dal reato a lui ascritto (capo 61) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* COTTONE FRANCESCO dal reato a lui ascritto (capo 66) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* CREA FILIPPO dal reato di cui al capo 81 perché il fatto non sussiste;&lt;br /&gt;
* DI MICCOLI ANTONIO dal reato di cui al capo 14 per non avere commesso il fatto;&lt;br /&gt;
* FIDANZATI STEFANO dal reato di cui al capo 1 per non avere commesso il fatto;&lt;br /&gt;
* GAYLI YRINA dai reati a lei ascritti (capi 19, 20 e 21) per non avere commesso il fatto;&lt;br /&gt;
* GENNARO MARIA RITA dal reato a lei ascritto {capo 72) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* GUARNACCIA ANTONINO dai reati a lui ascritti (capi 80.1, 80.2 e 80.3) per non avere commesso il fatto;&lt;br /&gt;
* LI CALZI MAURIZIO dal reato a lui ascritto {capo 72) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* MARINO MARIA dal reato a lei ascritto (capo 72) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* OHANNASSIAN GIRRABET GABRIELE dal reato a lui ascritto (capo 75) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* PERVERSI CLAUDIO dal reato a lui ascritto (capo 86) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* PINTAUDI SAVERIO dal reato di cui al capo 80. l per non aver commesso il fatto;&lt;br /&gt;
* POSTÙ MARIA DOMENICA dai reati di cui ai capi 80.1, 80.2 e 80.3 per non aver commesso il fatto;&lt;br /&gt;
* ROMEO ANTONIO dal reato di cui al capo I per non avere commesso il fatto;&lt;br /&gt;
* SILVESTRO TINDARO dal reato a lui ascritto (capo 63) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* SORCE GIUSEPPE dal reato di cui al capo 77 perché il fatto non sussiste.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il presunto suicidio del collaboratore di giustizia Bernardo Pace ===&lt;br /&gt;
Lunedì 16 marzo, a tre giorni dall&#039;inizio del processo con rito ordinario, il neo-collaboratore di giustizia &#039;&#039;&#039;Bernardo Pace&#039;&#039;&#039; venne trovato apparentemente morto suicida. In un primo momento, l&#039;Ansa battè la notizia che si era impiccato &amp;quot;coi lacci delle scarpe&amp;quot; nella sua cella, nel carcere Lorusso e Cotugno di Torino. In realtà, fu trovato impiccato nel bagno accanto alla cella, con un cavo tanto spesso che i soccorritori non riuscirono nemmeno a tagliarlo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I dubbi che si trattasse di un finto suicidio sono legati anche al fatto che sembra improbabile che Pace, malato terminale di cancro e dunque debilitato dalla chemioterapia, fosse in grado di stringersi attorno al collo un cavo così robusto. Non solo: nonostante i magistrati milanesi si fossero raccomandati di sorvegliarlo in quanto &#039;&#039;&#039;Pace temeva per la sua vita&#039;&#039;&#039;, né la cella né il corridoio che portava al bagno erano monitorati con telecamere. La sua decisione di collaborare, visto il tumore in stadio avanzato, derivava dalla volontà di passare i suoi ultimi anni con la sua famiglia. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Pace aveva riempito due verbali, considerati di grande rilevanza, in quanto aveva parlato delle visite di [[Matteo Messina Denaro]] a Milano e dei rapporti con la politica del Consorzio (ben 8 pagine omissate dai magistrati).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le circostanze in cui Pace è stato trovato morto hanno portato alcuni a paragonare il suo caso a quello di [[Antonino Gioè|Nino Gioè]], il mafioso di Altofonte che fu tra gli esecutori della [[strage di Capaci]]. Arrestato nel [[1993]], aveva più volte chiesto di parlare con i magistrati per collaborare, anche se non è mai stata trovata traccia di verbali o colloqui investigativi. In compenso, l&#039;aspirante collaboratore venne poi trovato impiccato nella sua cella del carcere di Rebibbia, nella notte tra il 28 e il 29 luglio, poche ore dopo la [[Strage di Via Palestro|strage di via Palestro]] a Milano. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Rito ordinario===&lt;br /&gt;
====Calendario delle udienze fino a dicembre 2026====&lt;br /&gt;
Di seguito il calendario delle udienze stabilite fino a dicembre 2026. Tutte le udienze di norma sono convocate alle h 9:00 e si tengono nell&#039;Aula Bunker di Piazza Filangieri. Per partecipare è sufficiente essere maggiorenni e avere un documento di identità valido.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{| class=&amp;quot;wikitable mw-collapsible mw-collapsed&amp;quot;&lt;br /&gt;
|+Calendario delle udienze&lt;br /&gt;
!Mese&lt;br /&gt;
!Giorno&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Marzo 2026&lt;br /&gt;
|19/03/2026&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Aprile 2026&lt;br /&gt;
|30/04/2026&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Maggio 2026&lt;br /&gt;
|14/05/2026&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Giugno 2026&lt;br /&gt;
|18/06/2026&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Giugno 2026&lt;br /&gt;
|24/06/2026&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| rowspan=&amp;quot;4&amp;quot; |Luglio 2026&lt;br /&gt;
|02/07/2026&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|09/07/2026&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|15/07/2026&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|17/07/2026&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| rowspan=&amp;quot;6&amp;quot; |Settembre 2026&lt;br /&gt;
|03/09/2026&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|04/09/2026&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|10/09/2026&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|16/09/2026&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|23/09/2026&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|30/09/2026&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| rowspan=&amp;quot;6&amp;quot; |Ottobre 2026&lt;br /&gt;
|01/10/2026&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|08/10/2026&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|14/10/2026&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|21/10/2026&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|28/10/2026&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|29/10/2026&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| rowspan=&amp;quot;10&amp;quot; |Novembre 2026&lt;br /&gt;
|04/11/2026&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|05/11/2026&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|09/11/2026&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|11/11/2026&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|12/11/2026&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|18/11/2026&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|19/11/2026&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|23/11/2026&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|25/11/2026&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|30/11/2026&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| rowspan=&amp;quot;5&amp;quot; |Dicembre 2026&lt;br /&gt;
|02/12/2026&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|03/12/2026&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|10/12/2026&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|14/12/2026&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|16/12/2026&lt;br /&gt;
|}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====Le questioni preliminari====&lt;br /&gt;
Il rito ordinario iniziò il [[19 marzo]] 2026, presso l’Aula Bunker di San Vittore a Milano. A presiedere il processo la Presidente dell&#039;VIII sezione penale del Tribunale di Milano, &#039;&#039;&#039;Maria Luisa Balzarotti&#039;&#039;&#039;, &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Rispetto all&#039;abbreviato, erano presenti tre ulteriori parti civili, già costituitesi in udienza preliminari ma contro soggetti che avevano scelto il rito ordinario: il giornalista di Report &#039;&#039;&#039;Giorgio Mottola&#039;&#039;&#039;, minacciato durante la realizzazione di un&#039;inchiesta giornalistica da Errante Parrino, la &#039;&#039;&#039;Rai - RadioTelevisione Italiana&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;Francesco Picone&#039;&#039;&#039;, titolare di un bar a Busto Arsizio minacciato dai fratelli Nicastro.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel corso della seconda udienza, il 30 aprile, e della terza, il 14 maggio, vennero sollevate le eccezioni delle difese, in particolare contro la competenza territoriale di Milano e contro la costituzione di parte civile dei comuni di Legnano e Busto Arsizio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel corso della quarta udienza, il 18 giugno successivo, il Tribunale sciolse la riserva, &#039;&#039;&#039;dichiarando la competenza territoriale su Milano&#039;&#039;&#039;, respingendo le eccezioni sollevate dalle difese e dichiarando aperto il dibattimento; contestualmente &#039;&#039;&#039;negò la costituzione di parte civile&#039;&#039;&#039; dei comuni di Abbiategrasso e di Busto Arsizio perché tardive.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Il presidio in solidarietà dei magistrati il 18 giugno 2026 ====&lt;br /&gt;
Contestualmente, quella mattina varie associazioni antimafia organizzarono &#039;&#039;&#039;un presidio di solidarietà ai magistrati&#039;&#039;&#039;, dopo la notizia del rafforzamento della scorta con ulteriori minacce di morte ai danni della dott.ssa Alessandra Cerreti e del Procuratore Marcello Viola. WikiMafia partecipò col suo striscione &amp;quot;&#039;&#039;Fuori la mafia da Milano&#039;&#039;&amp;quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Il dibattimento ====&lt;br /&gt;
Dopo le richieste di ammissione di prova e della lista testimoni nella quinta udienza (24 giugno), durante la sesta (2 luglio) il Tribunale sciolse la riserva, ammettendo tutte le prove e le liste testimoni, ad eccezione delle annotazioni di polizia giudiziaria, in quanto atti ripetibili durante il dibattimento. Contestualmente, il pubblico ministero Alessandra Cerreti dichiarò che l&#039;esame dei testi sarebbe partito col collaboratore di giustizia &#039;&#039;&#039;William Alfonso Cerbo&#039;&#039;&#039;, chiedendo che fosse escusso in presenza; di fronte alle richieste delle difese di avere in presenza anche i propri assistiti nelle gabbie, il Tribunale autorizzò l&#039;esame in presenza di Cerbo per l&#039;udienza del 9 luglio e successive, ma negò la possibilità per gli imputati di ascoltarlo in Aula Bunker.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Note==&lt;br /&gt;
&amp;lt;references&amp;gt;&amp;lt;/references&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Bibliografia==&lt;br /&gt;
* Archivio storico de Il Fatto Quotidiano.&lt;br /&gt;
* Cerreti, Alessandra (2023). &amp;quot;&#039;&#039;Richiesta di applicazione di misura cautelare personale e reale - Procedimento N. 5799/23 (stralcio dal 14467/17) R.G. notizie di reato DDA&#039;&#039;&amp;quot;, Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano - Direzione Distrettuale Antimafia, 31 marzo.&lt;br /&gt;
* Mancini, Emanuele (2026). &#039;&#039;Dispositivo di sentenza - Procedimento n. 17694/25 R.G. GIP / N. 5799/23 R.G.N.R.&#039;&#039;, Tribunale di Milano - Sezione GIP-GUP, 12 gennaio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Categoria:Inchieste antimafia]] [[Categoria:Inchieste in Lombardia]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Leadermassimo</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://www.wikimafia.it/w/index.php?title=Processo_Hydra&amp;diff=10944</id>
		<title>Processo Hydra</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://www.wikimafia.it/w/index.php?title=Processo_Hydra&amp;diff=10944"/>
		<updated>2026-07-06T15:39:04Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Leadermassimo: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{In corso}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{{#seo:&lt;br /&gt;
|site_name=WikiMafia&lt;br /&gt;
|keywords=processo hydra, hydra, mafia a tre teste, consorzio mafioso, sistema mafioso lombardo, &lt;br /&gt;
|description=Il &#039;&#039;&#039;processo Hydra&#039;&#039;&#039; è un procedimento penale nato da un&#039;inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Milano che ha svelato l&#039;esistenza di un&#039;alleanza tra le tre mafie storiche, Cosa nostra, camorra e &#039;ndrangheta, in Lombardia.&lt;br /&gt;
|image=File:&lt;br /&gt;
|image_alt=processo hydra&lt;br /&gt;
|type=website&lt;br /&gt;
|section=inchieste antimafia&lt;br /&gt;
}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il &#039;&#039;&#039;processo Hydra&#039;&#039;&#039; è un procedimento penale nato da un&#039;inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Milano, coordinata dal Procuratore della Repubblica &#039;&#039;&#039;Marcello Viola&#039;&#039;&#039;, dalla Procuratrice aggiunta &#039;&#039;&#039;Alessandra Dolci&#039;&#039;&#039; e dalla sostituta procuratrice &#039;&#039;&#039;Alessandra Cerreti&#039;&#039;&#039;, che ha svelato l&#039;esistenza di un&#039;alleanza tra le tre mafie storiche, [[Cosa nostra]], [[camorra]] e [[&#039;ndrangheta]], in Lombardia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questa alleanza, rispetto ad altre collaborazioni più o meno estemporanee e più o meno durature tra organizzazioni criminali diverse registrate in inchieste giudiziarie precedenti, avrebbe il carattere di un &#039;&#039;&#039;accordo stabile e duraturo&#039;&#039;&#039;; secondo i pubblici ministeri, si tratterebbe infatti di:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;blockquote&amp;gt;«un sistema di &#039;&#039;&#039;cointeressenze ed anime multistrutturate&#039;&#039;&#039; composto da gruppi tra loro disomogenei, ma associati attraverso l’apporto comune di capitali, la predisposizione di mezzi, la messa a disposizione di risorse umane, la costituzione di società, tutti elementi funzionalmente aggregati dal fine comune, ossia quello di trarre profitto attraverso molteplici attività (apparentemente lecite ed illecite) che costituiscono la fonte delle entrate delle organizzazioni criminali mafiose di riferimento ed il collante tra le stesse»&amp;lt;ref&amp;gt;Alessandra Cerreti (2023). &amp;quot;Richiesta di applicazione di misura cautelare personale e reale - Procedimento N. 5799/23 (stralcio dal 14467/17) R.G. notizie di reato DDA, Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano - Direzione Distrettuale Antimafia, 31 marzo, p. 205.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;/blockquote&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Attraverso l&#039;espressione &amp;quot;&#039;&#039;&#039;sistema mafioso lombardo&#039;&#039;&#039;&amp;quot;, gli inquirenti hanno definito questo sistema di tipo confederativo nel quale le mafie storiche proietterebbero interessi economici e criminali estremamente qualificati. Si tratterebbe quindi di una &#039;&#039;&#039;nuova associazione criminale&#039;&#039;&#039; rientrante nella fattispecie descritta dall’[[Legge Rognoni - La Torre|articolo 416 bis]] c.p., di cui farebbero parte componenti di Cosa Nostra siciliana, ‘ndrangheta calabrese e camorra napoletana, le quali, in perfetta sinergia e comunità d’intenti, nonché dotate di struttura ed organizzazione comune e stabile, perseguirebbero l’interesse comune di &#039;&#039;&#039;massimizzazione di profitti&#039;&#039;&#039; derivanti da investimenti in settori dell’economia legale di denaro proveniente da varie tipologie di reati. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Antefatti==&lt;br /&gt;
L&#039;avvio delle indagini, condotte dal Nucleo investigativo dei Carabinieri di via Moscova a Milano diretto dal colonnello &#039;&#039;&#039;Antonio Coppola&#039;&#039;&#039;, è coinciso col monitoraggio della locale di &#039;ndrangheta di [[Locale di Legnano-Lonate Pozzolo|Legnano - Lonate Pozzolo]], e in particolare del suo uomo in quel momento più rappresentativo, &#039;&#039;&#039;Massimo Rosi&#039;&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;Ibidem.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le attività di indagine consentirono non solo di riscontrare le dichiarazioni del collaboratore di giustizia &#039;&#039;&#039;[[Emanuele De Castro]]&#039;&#039;&#039;, ma anche di accertare come Rosi fosse: &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*costantemente teso alla ricostituzione, anche attraverso la rituale affiliazione di nuovi sodali, della locale di ‘ndrangheta di Legnano e Lonate Pozzolo, ormai falcidiata dalle ultime operazioni;&lt;br /&gt;
*impegnato in attività legate all’importazione ed alla spartizione di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti;&lt;br /&gt;
*strettamente legato a Gioacchino Amico, Raimondo Orlando, Saverio Sergi, Samuele Bonanno, Pasquale Callipari, Roberto Toscano, nonché agli storici esponenti della locale stessa: Vincenzo Rispoli (tramite c.d. «&#039;&#039;‘mbasciate&#039;&#039;» veicolate da e per il carcere dove si trova in regime di [[Articolo 41 bis|41bis]]), Pasquale Rienzi, Raffaele Barletta, Giacomo Cristello e altri;&lt;br /&gt;
*di fatto assunto alla Servizi Integrati SRL, società costituita per gli interessi economici del gruppo criminale, presso i cui uffici passa gran parte del tempo a stretto contatto con Amico e Orlando.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Parallelamente, a seguito delle dichiarazioni di De Castro, veniva identificato e monitorato &#039;&#039;&#039;Gaetano Cantarella&#039;&#039;&#039;, detto &#039;&#039;Tanu U Curtu&#039;&#039;, intercettato per la prima volta il [[25 gennaio]] [[2020]], le cui attività di indagine permisero di confermare i rapporti con esponenti della famiglia mafiosa “&#039;&#039;Mazzei / Carcagnusi&#039;&#039;” ed individuare i principali soggetti a lui collegati, identificati in &#039;&#039;&#039;Gioacchino Amico&#039;&#039;&#039;, &#039;&#039;&#039;Giuseppe Castiglia&#039;&#039;&#039; detto &amp;quot;Pippo&amp;quot; e &#039;&#039;&#039;Giancarlo Vestiti&#039;&#039;&#039;. Proprio Amico, poi divenuto collaboratore di giustizia, sarebbe diventato il collegamento e il collante tra i vari filoni investigativi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il [[3 febbraio]] [[2020]], Cantarella sparì senza lasciare traccia, dopo aver incontrato a Canicattì Gioacchino Amico e Raimondo Orlando. Le successive intercettazioni telefoniche e ambientali, tra il 4 e il 6 febbraio successivi, permisero di acquisire elementi circa il coinvolgimento dei due nella scomparsa di Cantarella, anche se il movente esatto è ancora oggetto di indagine, dopo le dichiarazioni dei vari collaboratori di giustizia (non solo lo stesso Amico, ma anche &#039;&#039;&#039;Bernardo Pace&#039;&#039;&#039;, trovato morto nella sua cella dopo aver reso dichiarazioni agli inquirenti).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Le dichiarazioni di Emanuele De Castro ===&lt;br /&gt;
Dopo la sua decisione di collaborare con la giustizia nell&#039;agosto 2019, spinto dal figlio Salvatore, Emanuele De Castro iniziò a fornire informazioni fondamentali per l&#039;avvio dell&#039;inchiesta Hydra dopo il suo arresto nell&#039;inchiesta Krimisa, il 4 luglio precedente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Elemento di spicco della &#039;&#039;[[locale di Legnano-Lonate Pozzolo]],&#039;&#039; uomo di fiducia e braccio destro di [[Vincenzo Rispoli]], già &#039;&#039;capo società&#039;&#039;, De Castro aiutò gli inquirenti a &#039;&#039;&#039;ricostruire la storia della &#039;&#039;locale&#039;&#039;, le sue attività e i rapporti con le altre realtà criminali&#039;&#039;&#039;, compresi quelli con esponenti siciliani attivi nel legnanese, affiliati o vicini a “&#039;&#039;[[Cosa Nostra|cosa nostra]]”&#039;&#039;, e in particolare coi gruppi gelesi presenti nell’area bustocca con i quali, nel tempo, la &#039;&#039;locale&#039;&#039; si contedeva il territorio. Come già detto prima, le sue dichiarazioni hanno dato origine a vari filoni investigativi, due dei quali diedero l&#039;avvio all&#039;inchiesta Hydra: il monitoraggio di Gaetano Cantarella e di Massimo Rosi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Le varie componenti dell&#039;associazione===&lt;br /&gt;
Le indagini permettevano di individuare, quindi, stabili collegamenti tra esponenti delle tre organizzazioni mafiose storiche, finalizzati in particolare al riciclaggio di denaro e al narcotraffico. In particolare, emergeva che il sodalizio tra Giancarlo Vestiti e Gioacchino Amico era in stretto contatto e condivideva sostanziali interessi economici con:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*il &#039;&#039;&#039;clan Moccia&#039;&#039;&#039; di Afragola, in particolare con Luigi e Bruno Moccia, fratelli del “capo” clan Angelo;&lt;br /&gt;
*la &#039;&#039;&#039;famiglia Senese&#039;&#039;&#039; di Roma, in particolare con Michele e Vincenzo Senese, rispettivamente figlio e fratello del boss Michele;&lt;br /&gt;
*la &#039;&#039;&#039;locale di ‘ndrangheta di Legnano-Lonate Pozzolo&#039;&#039;&#039;, guidata da Massimo Rosi e Giacomo Cristello;&lt;br /&gt;
*vari esponenti di famiglie mafiose siciliane come &#039;&#039;&#039;Fidanzati&#039;&#039;&#039;, &#039;&#039;&#039;Mannino&#039;&#039;&#039;, &#039;&#039;&#039;Messina&#039;&#039;&#039; e altre;&lt;br /&gt;
*&#039;&#039;&#039;William Alfonso Cerbo&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;Gaetano Cantarella&#039;&#039;&#039; (fino alla sua scomparsa), affiliati alla famiglia mafiosa catanese dei “Mazzei / Carcagnusi”;&lt;br /&gt;
*&#039;&#039;&#039;Santo Crea&#039;&#039;&#039;, affiliato alla ’ndrina Iamonte, e suo figlio &#039;&#039;&#039;Filippo&#039;&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, pp. 207-208.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, le componenti del Consorzio erano così suddivise&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 244 e ss.&amp;lt;/ref&amp;gt;:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== La componente calabrese ====&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;a) Locale di ‘ndrangheta di Legnano-Lonate Pozzolo&#039;&#039;&#039; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* ROSI Massimo &lt;br /&gt;
* CRISTELLO Giacomo &lt;br /&gt;
* BELLUSCI Francesco &lt;br /&gt;
* BARLETTA Raffaele &lt;br /&gt;
* RISPOLI Alfonso &lt;br /&gt;
* RIENZI Pasquale &lt;br /&gt;
* LEROSE Armando &lt;br /&gt;
* RISPOLI Vincenzo &lt;br /&gt;
* TOSCANO Pasquale Filomeno &lt;br /&gt;
* FRUSTILLO Luca &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;b) &#039;ndrina Iamonte&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* CREA Santo &lt;br /&gt;
* CREA Filippo &lt;br /&gt;
* TRIPODI Demetrio &lt;br /&gt;
* SURACI Lorenzo &lt;br /&gt;
* POSTÙ Maria Domenica &lt;br /&gt;
* PINTAUDI Saverio &lt;br /&gt;
* SCOTTI Claudio &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;c) &#039;ndrina &#039;&#039;Romeo &amp;quot;Staccu&amp;quot;&#039;&#039;&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* ROMEO Antonio &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== La componente siciliana ====&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;a) I palermitani&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
* FIDANZATI Giuseppe &lt;br /&gt;
* FIDANZATI Stefano &lt;br /&gt;
* GALIOTO Antonino &lt;br /&gt;
* SEIDITA Serafino &lt;br /&gt;
* D’ALIA Aurelio &lt;br /&gt;
* MANNINO Pietro &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;b) I trapanesi/castelvetranesi&#039;&#039;&#039; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* PACE Bernardo detto “Dino” &lt;br /&gt;
* PACE Michele &lt;br /&gt;
* PACE Domenico &lt;br /&gt;
* ABILONE Rosario &lt;br /&gt;
* ABILONE Giovanni &lt;br /&gt;
* ERRANTE PARRINO Paolo Aurelio &lt;br /&gt;
* CISLAGHI Diego &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;c) I gelesi&#039;&#039;&#039; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* NICASTRO Dario &lt;br /&gt;
* NICASTRO Fabio &lt;br /&gt;
* BONVISSUTO Rosario &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;d) I catanesi del clan MAZZEI “&#039;&#039;carcagnusi”&#039;&#039;&#039;&#039;&#039; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* CANTARELLA Gaetano detto &#039;&#039;“Tanu u Curtu”&#039;&#039; (scomparso) &lt;br /&gt;
* CERBO William Alfonso detto “S&#039;&#039;carface”&#039;&#039; (successivamente legatosi al “gruppo SENESE” dopo la scomparsa di CANTARELLA)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== La componente romana ====&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;a) I “Senese”&#039;&#039;&#039; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* SENESE Vincenzo &lt;br /&gt;
* VESTITI Giancarlo &lt;br /&gt;
* BUCCAFUSCA Federica &lt;br /&gt;
* CASTIGLIA Giuseppe &lt;br /&gt;
* SORRENTINO Antonio &lt;br /&gt;
* GREGORINI Emanuele &lt;br /&gt;
* MAZZOTTA Pietro &lt;br /&gt;
* AMICO Gioacchino &lt;br /&gt;
* ORLANDO Raimondo &lt;br /&gt;
* SANGALLI Daniela &lt;br /&gt;
* VESTITI Eduardo Maria &lt;br /&gt;
* VESTITI Marika &lt;br /&gt;
* SANSEVERINO Sergio &lt;br /&gt;
* FIORE Giuseppe &lt;br /&gt;
* BRANCACCIO Domenico &lt;br /&gt;
* BRAMONTI Alessandro &lt;br /&gt;
* ALBANESE Vincenza &lt;br /&gt;
* BERDUCCI Francesco &lt;br /&gt;
* CIRILLO Giovanni &lt;br /&gt;
* SORCE Giuseppe &lt;br /&gt;
* ZINGHINÌ Giuseppe Antonio &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== I traffici illeciti dell&#039;associazione ===&lt;br /&gt;
Le attività di indagine permettevano di individuare non solo i &#039;&#039;&#039;traffici illeciti&#039;&#039;&#039; del gruppo criminale, ma anche la &#039;&#039;&#039;suddivisione dei ruoli&#039;&#039;&#039; all’interno dell’organizzazione. In particolare, emergeva come il gruppo operasse attraverso &#039;&#039;&#039;diversificati circuiti criminali&#039;&#039;&#039;, passando dalle &#039;&#039;&#039;false fatturazioni&#039;&#039;&#039; al &#039;&#039;&#039;riciclaggio&#039;&#039;&#039; (anche con reimpiego in svariate attività imprenditoriali), all’elusione fiscale nel settore dei carbolubrificanti, dall’importazione e traffico di stupefacenti, alle estorsioni e così via.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo gli inquirenti, proprio le eterogenee attività del gruppo e i rapporti con più organizzazioni criminali consentirebbero di affermare che, al di là dell’ambito mafioso monitorato, si sarebbe in presenza di &#039;&#039;&#039;un livello criminale più elevato&#039;&#039;&#039; che catalizza le risorse finanziare di eterogenei sistemi mafiosi (camorra, ‘ndrangheta, cosa nostra), funzionalizzando investimenti di ingentissimi capitali - in parte derivanti dalle consuete attività illegali (stupefacenti, estorsioni ecc.) - &#039;&#039;&#039;impiegati in attività imprenditoriali apparentemente lecite&#039;&#039;&#039; e gestite da organizzazione criminali, il tutto attraverso uno stabile vincolo associativo costituito proprio dal fine comune.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===I passaggi cruciali dell&#039;inchiesta===&lt;br /&gt;
Nel corso dell’indagine sono stati cristallizzati alcuni eventi che, per importanza e per gli effetti prodotti, hanno condizionato le scelte investigative e consentito di acquisire un quadro di insieme che consente di affermare gli assunti innovativi sopra espressi&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 208 e ss.&amp;lt;/ref&amp;gt;:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*l’omicidio di Gaetano Cantarella;&lt;br /&gt;
*l’arresto di Giancarlo Vestiti e l’assunzione di ruolo di catalizzatore delle diversificate componenti assunto da Gioacchino Amico;&lt;br /&gt;
*la disputa economica che ha contrapposto la famiglia Pace ad Amico, legato alla famiglia Senese, che ha richiesto la mediazione di Giuseppe Fidanzati e Antonino Galioto, detto &amp;quot;Zio Nino&amp;quot;, di Paolo Aurelio Errante Parrino, detto &amp;quot;Zio Paolo&amp;quot; e Antonio Messina, detto &amp;quot;l&#039;Avvocato&amp;quot; (rispettivamente cugino e uomo di fiducia di [[Matteo Messina Denaro]]), di Emanuele Gregorini e Giuseppe Castiglia detto &amp;quot;Pippo&amp;quot; (famiglia Senese), di Demetrio Tripodi (Locale di Desio), di Filippo Crea (&#039;ndrina Iamonte), Giacomo Cristello (Locale di Legnano-Lonate Pozzolo) e dei fratelli Dario e Fabio Nicastro (espressione della cosca gelese “Rinzivillo” operativa in Lombardia);&lt;br /&gt;
*l’avvio di attività edili collegate al “&#039;&#039;superbonus 110%&#039;&#039;” che faranno registrare diversi summit tenuti anche in Sicilia tra gli indagati e soggetti di elevata caratura criminale ivi sedenti tra i quali Stefano Fidanzati (fratello di Giuseppe “Ninni”), Antonio Messina, Serafino Seidita, e che paleseranno gli interessi comuni e le cointeressanze tra le diverse compagini;&lt;br /&gt;
*la ricostituzione della locale di ‘ndrangheta di Legnano-Lonate Pozzolo portata avanti da Rosi e Cristello, anche attraverso la rituale affiliazione di nuovi sodali e il coinvolgimento di storici affiliati, nonché delle locali calabresi di Guardavalle e Cirò Marina;&lt;br /&gt;
*l’apporto economico alle rispettive organizzazioni in una “cassa comune” alimentato dalle consuete attività criminali nel settore degli stupefacenti e nelle estorsioni, nonché da una serie di reati nei settori finanziario/economico;&lt;br /&gt;
*l’infiltrazione nel tessuto economico/sociale e politico/istituzionale del sodalizio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===La struttura dell&#039;organizzazione===&lt;br /&gt;
Le indagini hanno disvelato l’esistenza di &#039;&#039;&#039;una struttura ad organizzazione orizzontale&#039;&#039;&#039;, all’interno della quale non esisterebbe un vertice, ma &#039;&#039;&#039;più gruppi che si muovono parallelamente&#039;&#039;&#039; e che, in virtù di un accordo preventivo, &#039;&#039;&#039;assumono determinazioni comuni funzionali allo sviluppo dell’associazione stessa&#039;&#039;&#039;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo contesto e in virtù di questo &#039;&#039;pactum sceleris&#039;&#039;, i dissidi tra le diverse componenti, in primis quello tra Amico e la famiglia Pace, trovano una soluzione funzionale e necessaria a mantenere in vita quell’accordo, soluzioni che hanno l’effetto di abbassare le rivendicazioni al fine di mantenere in vita quell’organismo che consente, a tutti, di trarre profitto. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
È proprio &#039;&#039;&#039;il profitto che lega il gruppo&#039;&#039;&#039;, che lo tiene in vita, che motiva i singoli e che li induce a ricercare, nell’ambito di quella stessa organizzazione, figure di riferimento (come Errante Parrino, Fidanzati e Messina) che, per carisma, storia criminale, ascendente mafioso, età, sono in grado di indurre posizioni conciliatorie. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Emblematica sotto questo punto di vista un&#039;intercettazione ambientale tra i rappresentanti delle varie componenti, intervenuta negli uffici di Dairago (MI) di una delle società di Gioacchino Amico, teatro di un tentativo di risoluzione della diatriba cui partecipano l’emissario dei Senese, Emanuele Gregorini detto “&#039;&#039;dollarino&#039;&#039;”, Domenico Pace, lo stesso Amico e Giuseppe Fidanzati, detto &amp;quot;Ninni&amp;quot;, durante la quale, tra l’altro, emerge chiaramente il ruolo di Errante Parrino a sostegno dei Pace.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una frase in particolare di Gregorini restituisce la fotografia di quanto sopra: &amp;lt;blockquote&amp;gt;«Quindi troviamo oggi una quadra per com&#039;è, io il motivo reale...me l&#039;ha spiegato GIO&#039;! Io so...so per le due campane, cosi uno sa sempre come parlare e poter poter (inc)... troviamo una quadra tanto GIO, non è in grado di poter... di poter affrontare na spesa, tocca trovare una quadra, per guadagnare tutti, non creare altri pensieri come ha fatto PIPPO e cercare di trovare una soluzione». &amp;lt;/blockquote&amp;gt;Sul fatto che si tratti di un’organizzazione che racchiude varie componenti, così gli risponde Amico: &amp;lt;blockquote&amp;gt;«Io devo guardare a lui, lui è il referente vostro... (incomprensibile)... abbiamo fatto centomila euro, una persona di fiducia, domani lo facciamo... scarichiamo il cinquanta, domani scarichiamo il trenta, il cinquanta per cento va a voi il cinquanta per cento va a noi, compreso Giancarlo. Questa è tutta la cosa, Giancarlo è con noialtri e voialtri vi prendete il cinquanta per cento con chi volete. Si era messo di mezzo lo Zio Paolo e noi per questioni di correttezza gli avevamo detto: “&#039;&#039;Zio Paolo! Se tu vuoi stare nel lato, con Domenico&#039;&#039;”, gli ho detto: “&#039;&#039;e con Dino. Se vi mettete con Domenico e con Dino. Ed è giusto che si chiude sta storia&#039;&#039;”»&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 211.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;/blockquote&amp;gt;Nel proseguo di quella stessa conversazione emerge, con altrettanta chiarezza, come l’organizzazione non sia un’idea astratta, priva di manifestazioni materiali, ma che essa si palesi dotandosi di &#039;&#039;&#039;una struttura autonoma&#039;&#039;&#039; che si estrinseca, tra l’altro, attraverso la predisposizione di mezzi idonei al conseguimento del fine illecito, nel caso di specie attraverso la costituzione di una società ad hoc: &amp;lt;blockquote&amp;gt;AMICO Gioacchino: La persona la metto io e l&#039;azienda, tu metti il capannone, lontano da qua... perché non si può scaricare nella stessa zona dove si mangia, che poi succede che... E allora se volete con il consenso di tutti, i primi che arrivano si chiudono la prima partita per l&#039;impegno dei cinquanta e dopo quando finisce la cosa si divide. La prima partita arriva neanche sessanta giorni ed arriva, tempo della lettera di credito, quarantacinque gioni. Questo è il tutto… Per me questo oggi è l&#039;unica quadra che oggi si può trovare. Perché? Perché ci sono carcerati, ci sono parole di mezzo, non ci sta al proprio posto, non c&#039;è mio zio che loro si sono accordati, capito? oggi... tu ci stavi mi sa a quell&#039;appuntamento”&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 212.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;/blockquote&amp;gt;Sull’eterogeneità delle compagini d’origine, della quale tutti sono ben consci e consapevoli, gli inquirenti riportarono anche una suggestiva intercettazione ambientale tra Amico e la futura moglie &#039;&#039;&#039;Federica Buccafusca&#039;&#039;&#039;, in relazione agli inviti per il pranzo di matrimonio che di lì a breve si sarebbe celebrato, inviti che seguono un cerimoniale ed un ordine ancorato al “rispetto” dovuto alle famiglie mafiose&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 212 e ss.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’ulteriore conferma della unitarietà del sistema mafioso lombardo e della stabilità del vincolo associativo che lo caratterizza, infine, si desume dalla circostanza che le tre componenti mafiose si siano fatte “&#039;&#039;autorizzare&#039;&#039;” – dalle rispettive “case madri - a parteciparvi, come emerge chiaramente in un&#039;intercettazione in cui Gioacchino Amico afferma:&amp;lt;blockquote&amp;gt;«Abbiamo costruito un impero e ci siamo fatti autorizzare tutto da Milano ...(incomprensibile)...passando dalla Calabria da Napoli ovunque... Napoli c&#039;ho avuto a che fare io ... omissis»&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 4874.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;/blockquote&amp;gt;Altra intercettazione emblematica è quella in cui Gregorini, l&#039;[[11 marzo]] [[2021]], afferma:&amp;lt;blockquote&amp;gt;«Qua è Milano! Non ci sta Sicilia, non ci sta Roma, non ci sta Napoli, le cose giuste qua si fanno!»&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 1012.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;/blockquote&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===I Summit===&lt;br /&gt;
Altra circostanza altamente significativa in ordine alla unitarietà dell’associazione mafiosa lombarda è rappresentata dai numerosi summit ai quali hanno partecipato componenti di ciascuna delle tre articolazioni mafiose, nel corso dei quali sono state concordate le principali modalità operative del sistema mafioso lombardo:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
# La riunione a Dairago del 20 marzo 2020;&lt;br /&gt;
# La riunione a Dairago del 15 settembre 2020;&lt;br /&gt;
# La riunione a Dairago del 16 settembre 2020;&lt;br /&gt;
# La riunione ad Abbiategrasso del 17 settembre 2020;&lt;br /&gt;
# La riunione ad Abbiategrasso del 23 settembre 2020;&lt;br /&gt;
# La riunione a Dairago del 28 settembre 2020;&lt;br /&gt;
# La riunione a Dairago del 3 ottobre 2020;&lt;br /&gt;
# La riunione a Dairago del 9 ottobre 2020;&lt;br /&gt;
# La riunione a Dairago del 5 novembre 2020;&lt;br /&gt;
# La riunione a Busto Garolfo del 17 gennaio 2021;&lt;br /&gt;
# La riunione ad Abbiategrasso del 21 gennaio 2021;&lt;br /&gt;
# La riunione a Dairago del 24 marzo 2021;&lt;br /&gt;
# La riunione a Cinisello Balsamo del 31 marzo 2021;&lt;br /&gt;
# La riunione ad Abbiategrasso del 1° aprile 2021;&lt;br /&gt;
# La riunione ad Abbiategrasso del 13 aprile 2021;&lt;br /&gt;
# La riunione a Dairago del 28 aprile 2021;&lt;br /&gt;
# Gli incontri del 13 maggio 2021 (Busto Garolfo - Inveruno - Dairago);&lt;br /&gt;
# La riunione a Dairago del 22 maggio 2021&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 4831 e ss.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
===I beni strumentali in comune al sistema mafioso lombardo===&lt;br /&gt;
Le indagini hanno permesso di documentare anche la predisposizione di una fitta rete di mezzi strumentali allo sviluppo dell’associazione, in particolare società costituite ed utilizzate per i fini associativi, che &#039;&#039;&#039;cristallizzano un’equa ripartizione tra le tre diverse componenti mafiose&#039;&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 4838 e ss.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gli immobili e gli uffici delle varie società erano a disposizione dell’intera associazione mafiosa, e spesso venivano usati per i summit sopra citati, come ad esempio la sede della &amp;quot;Servizi Integrati&amp;quot; di Gioacchino Amico&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 4841.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’imponente rete di società, il costante flusso di ingenti capitali illeciti, le incessanti operazioni finanziarie illecite, il drenaggio indebito di fondi pubblici, il reinvestimento in settori leciti e nevralgici dell’economia nazionale - anche attraverso una serie di soggetti compiacenti e/o complici estranei alla organizzazione mafiosa ma perfettamente consapevoli di apportare ad essa il proprio contributo personale e/o professionale - rendono il sistema mafioso lombardo, oltre che estremamente pericoloso per le numerosissime e tradizionali condotte criminose di cui ai vari capi di imputazione, &#039;&#039;&#039;indubbiamente capace di alterare la libera concorrenza ed incidere così sul libero mercato&#039;&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 4871.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===La cassa comune===&lt;br /&gt;
L’attività investigativa ha anche accertato l&#039;esistenza di un “&#039;&#039;&#039;fondo comune&#039;&#039;&#039;” destinato ai detenuti e in generale agli affiliati (e ai loro familiari) in difficoltà, bisognosi di assistenza legale e sostegno economico; fondo indistintamente alimentato dai componenti il sistema mafioso lombardo a prescindere dalle eterogene componenti originarie.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===L&#039;esistenza del &amp;quot;Consorzio&amp;quot; mafioso negli anni &#039;80===&lt;br /&gt;
L&#039;esistenza di un &amp;quot;consorzio&amp;quot; costituito da più componenti mafiose emergeva già nelle attività di indagine tra la fine degli anni &#039;80 e l&#039;inizio degli anni &#039;90.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A parlarne per primo fu, nell&#039;ambito del processo Wall Street, il collaboratore di giustizia [[Salvatore Annacondia]], il quale parlò esplicitamente di &amp;quot;un&#039;unione&amp;quot; tra le famiglie mafiose d&#039;Italia, radicate al Nord.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel processo «&#039;ndrangheta stragista» fu invece il collaboratore &#039;&#039;&#039;Antonino Fiume&#039;&#039;&#039; a precisare che le prime riunioni in cui si era affrontato l’argomento stragi erano avvenute in Lombardia dove si era costituito tra il [[1986]] e il [[1987]] una specie di «&#039;&#039;&#039;Consorzio&#039;&#039;&#039;», ossia un organismo riservato che esercitava “&#039;&#039;un potere, era il potere assoluto che dominava su tutti, perché all&#039;interno c&#039;era ‘‘Ndrangheta, cosa nostra, camorra e sacra corona unita&#039;&#039;”, una sorta di “federazione” che aveva il controllo sul contrabbando delle sigarette e sul traffico della sostanza stupefacente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fiume a tal proposito dichiarò che &amp;lt;blockquote&amp;gt;«questo consorzio aveva &#039;&#039;&#039;il monopolio di tutto lo stupefacente che girava in Italia&#039;&#039;&#039;, lo dovevano comprare solo ed esclusivamente da loro, venderlo come volevano, però dovevano comprarlo solo dal consorzio tutti gli affiliati. &#039;&#039;&#039;Chi trasgrediva, veniva ucciso&#039;&#039;&#039;. Determinati omicidi e determinate cose venivano scelti solo dai capi del consorzio, che per riconoscersi... utilizzavano... &#039;&#039;&#039;avevano tutti lo stesso bracciale&#039;&#039;&#039;, che altro non era che un bracciale composto da fili di elefanti, che rappresentava Catania, coso... un lingotto d&#039;oro tatuato della &#039;ndrangheta, e adesso non mi ricordo bene, però il capo del consorzio non aveva il bracciale, aveva il girocollo, che era fatto allo stesso modo, che ce l&#039;aveva Antonio Papalia, che in un momento storico, che non c&#039;era, glielo aveva lasciato pure a Giuseppe De Stefano. E io gli ho detto: “&#039;&#039;Questo coso restituirglielo&#039;&#039;”. Cioè, era un rito, come dire, se li mettevano sul tavolo, c&#039;era qualcuno delegato del consorzio, poteva parlare solo se aveva questo bracciale o il girocollo»&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 4872.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;/blockquote&amp;gt;Al vertice di tale organismo, anche Fiume, come Annacondia, poneva [[Antonio Papalia]], il quale “&#039;&#039;col triumvirato della Jonica, era stato messo a Milano, e sulla Lombardia era lui che controllava tutto, però erano in buoni rapporti con tutte le altre organizzazioni, lui era il punto di riferimento&#039;&#039;”, mentre [[Franco Coco Trovato]] (consuocero di [[Carmine De Stefano]]) era un gradino sotto nel senso che l’ultima parola spettava a Papalia, chiarendo che insieme erano il vertice della componente ‘ndranghetistica che era prevalente nel Consorzio di cui facevano parte, tra gli altri: Jimmy Miano e Turi Cappello (i quali erano “&#039;&#039;dentro proprio come se fossero calabresi, anche se siciliani&#039;&#039;”), Pepè Flachi, il pugliese Annacondia, gli Arena di isola Capo Rizzuto, i Ficarelli (specificando Vincenzo Ficara), Mico (Domenico) Tegano che però non presenziava su Milano, i Latella con Giovanni Puntorieri, Mico Paviglianiti che aveva un ruolo importante, Schettini, Pace Salvatore (un riservato di Antonio Papalia), Vittorio Foschini, e Luigi Mancuso (“c’era dentro”).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fiume raccontò delle fibrillazioni all’interno di Cosa nostra catanese nei primi anni ’90 per cui i Santapaola volevano uccidere Jimmy Miano, ma che alla fine [[Nitto Santapaola]] aveva mandato a dire a [[Salvatore Riina|Totò Riina]] “Ditegli a zio Totò che se vuole io gli lascio la tavola apparecchiata”, perché aveva capito che lo volevano scalzare da Catania e mettere Mazzei, precisando che la sua fonte di conoscenza era Carmine De Stefano, che insieme al fratello Giuseppe aveva dal Consorzio un fisso di venti milioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Molte riunioni del Consorzio avvenivano a Monza dove c’era una specie di albergo, a Limbiate che era di proprietà di un amico di Antonio Papalia, altre avvenivano presso un autolavaggio che era di un parente di Pepè Flachi e altre ancora a Olginate a casa dell’amante di Totò Schettini.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In seno al Consorzio si decidevano omicidi, tra cui quello del figlio del boss [[Raffaele Cutolo]] (come confermato dal collaboratore Pace autore di quell&#039;omicidio) e della guardia carceraria [[Umberto Mormile]], che era stato commesso da Totò Schettini per decisione del “consorzio”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fiume, riferendosi all’omicidio Mormile, riferì anche della rabbia di Coco Trovato perché era stata lasciata l’arma sul posto, dichiarando che i servizi segreti erano certamente i mandanti dell&#039;omicidio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Insomma, già a partire dagli anni ’80 in Lombardia erano stati avviati tra le varie organizzazioni criminali intensi rapporti di collaborazione che avevano portato alla commissione di traffici illeciti di varia natura soprattutto in materia di droga.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==La decisione del Giudice per le indagini preliminari==&lt;br /&gt;
Nonostante l&#039;imponente quadro probatorio, il Giudice per le Indagini Preliminari Tommaso Perna il [[25 ottobre]] [[2023]] rigettò ben 143 richieste di misure cautelari su 154, disponendo l&#039;arresto solo di 11 persone e negando l&#039;esistenza di un&#039;associazione mafiosa, accusa ridotta solo a tre imputati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Addirittura rispetto alle dichiarazioni di Annacondia e Fiume allegate dalla procura il GIP scrisse: “&#039;&#039;Nulla aggiungono al quadro sinora delineato le due integrazioni depositate dalla Procura della Repubblica peraltro scarsamente argomentate&#039;&#039;”. Inoltre, nella parte finale dell’indagine, la Procura intercetta la volontà di Filippo Crea di infiltrarsi, attraverso una nuova società, negli appalti pubblici per la ricostruzione del dopo alluvione in Emilia Romagna. Viene così chiesta una proroga di intercettazioni, negata però dal giudice, il quale fin dall’inizio della sua ordinanza dichiarò di non condividere “&#039;&#039;a monte ogni aspetto riguardante la supposta esistenza di un accordo stabile e duraturo tra le diverse componenti calabrese, siciliana e romana, ai quali l’odierno decidente ritiene di non poter aderire&#039;&#039;”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;inchiesta sarebbe dovuta partire ben prima dell’estate e con un fermo diretto della Procura, al quale il pubblico ministero era arrivato dopo mesi di estenuanti colloqui con ben sei procure (Reggio Calabria, Catanzaro, Palermo, Caltanissetta, Napoli, Roma), oltre alla Direzione nazionale antimafia. Il tutto per spiegare e alla fine ottenere il via libera al &#039;&#039;&#039;radicamento della competenza presso la Procura di Milano&#039;&#039;&#039;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ottenuto questo e stampate decine di copie del fermo con una spesa di circa 10mila euro, il fermo stesso è stato bloccato dai vertici della Procura, ma mai revocato dal pubblico ministero. Alla base di tutto questo iter non risulterebbero comunicazioni scritte. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopodiché ad aprile 2023 si optò per una classica ordinanza con richieste di arresto. L’ordinanza venne depositata il 26 settembre e, visto il contenuto, in dieci giorni la Procura produsse un corposo ricorso al Tribunale del Riesame. Tra le varie cose, venne segnalato come il Giudice per le Indagini Preliminari avesse fatto &amp;quot;copia-incolla&amp;quot; di buona parte di un testo dell’avvocato napoletano Salvatore Del Giudice, riportato sul suo sito alla data del 12 settembre 2022 e intitolato “&#039;&#039;Il reato di associazione mafiosa ex art. 416 bis c.p. – I criteri legali di accertamento&#039;&#039;”&amp;lt;ref&amp;gt;Davide Milosa, &#039;&#039;“Non è mafia”: contro la Procura il gip copia il testo di un avvocato&#039;&#039;, il Fatto Quotidiano, 26 ottobre 2023.&amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===La decisione del Tribunale del Riesame===&lt;br /&gt;
Il [[14 ottobre]] [[2024]] il Tribunale del Riesame ribaltò completamente la decisione del GIP, confermando l’attualità e la bontà del capo 1 dell’ordinanza, che individuava in elementi apicali di Cosa nostra, ‘ndrangheta e camorra romana i membri di un consorzio mafioso o sistema mafioso lombardo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un&#039;entità che non andava definita come: “&#039;&#039;una super-mafia come evocato dal gip o una confederazione in senso stretto tra associazioni mafiose&#039;&#039;”, scriveva il Riesame, che poi spiegò “&#039;&#039;come la diversità di provenienza sulla essenza della mafiosità&#039;&#039;” anzi “&#039;&#039;accomuna e non divide&#039;&#039;” i membri dell&#039;associazione. In uno dei provvedimenti notificati, il Riesame aggiungeva: “&#039;&#039;Il sodalizio come ricostruito presenta una &#039;&#039;&#039;mafiosità immanente&#039;&#039;&#039; che è il diretto portato della mafiosità dei suoi componenti più rappresentativi e in quanto tali in grado di concretamente condizionare lo svolgersi della vita dell’associazione&#039;&#039;”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il ricorso dei legali degli imputati contro la decisione del Riesame venne bocciato dalla Cassazione il [[25 gennaio]] [[2025]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Processo==&lt;br /&gt;
La Procura di Milano, dopo aver incassato le sentenze favorevoli di Riesame e Cassazione, depositò a fine febbraio 2025 l’avviso di chiusura indagini per 146 indagati. Di questi, 48 vennero accusati di associazione mafiosa. Il procuratore di Milano Marcello Viola firmò la richiesta di rinvio a giudizio il [[4 aprile]] 2025.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Rito abbreviato===&lt;br /&gt;
L&#039;udienza preliminare si tenne nell&#039;Aula Bunker di Opera, davanti al giudice &#039;&#039;&#039;Emanuele Mancini&#039;&#039;&#039;. Dei 146 imputati, 77 scelsero il rito abbreviato e 59 il rito ordinario, mentre i restanti chiesero di patteggiare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si costituirono parte civile:&lt;br /&gt;
* Regione Lombardia&lt;br /&gt;
* Città Metropolitana di Milano&lt;br /&gt;
* Comune di Milano&lt;br /&gt;
* Comune di Varese&lt;br /&gt;
* Comune di Legnano&lt;br /&gt;
* Libera contro le mafie&lt;br /&gt;
* WikiMafia&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== I collaboratori di giustizia ====&lt;br /&gt;
Nel corso dell’udienza scelsero di diventare collaboratori di giustizia &#039;&#039;&#039;Saverio Pintaudi&#039;&#039;&#039;, esponente della &#039;ndrina Iamonte affiliato alla [[Locale di Desio]] (collegata alla Locale di Melito Porto Salvo)&#039;&#039;&#039;, William Alfonso Cerbo&#039;&#039;&#039;, collettore economico a Milano del clan catanese Mazzei, e &#039;&#039;&#039;Francesco Bellusci&#039;&#039;&#039;, affiliato alla [[Locale di Legnano-Lonate Pozzolo|locale di Legano-Lonate Pozzolo]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Le minacce di morte ai titolari dell&#039;inchiesta ====&lt;br /&gt;
Nel corso dell&#039;udienza preliminare vi fu la notizia di &#039;&#039;&#039;minacce di morte&#039;&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;&#039;&#039;“Mafia a tre teste” in Lombardia, minacce di morte al procuratore di Milano e alla pm che ha indagato: allerta massima, sicurezza rafforzata&#039;&#039;, ilFattoQuotidiano.it, 26 gennaio 2025[https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/01/26/minacce-di-morte-procuratore-milano-viola-pm-cerreti-sicurezza-rafforzata-inchiesta-hydra/7852238/ .]&amp;lt;/ref&amp;gt; all&#039;indirizzo del Procuratore &#039;&#039;&#039;Marcello Viola&#039;&#039;&#039; e della sostituta &#039;&#039;&#039;Alessandra Cerreti&#039;&#039;&#039;, in risposta alla quale i due vennero invitati prima in Consiglio Comunale a Milano (11 febbraio 2025), poi al consiglio metropolitano (21 marzo 2025)&amp;lt;ref&amp;gt;Consiglio metropolitano straordinario sul fenomeno delle infiltrazioni mafiose, [https://www.cittametropolitana.mi.it/mivedo/video/Consiglio-metropolitano-straordinario-sul-fenomeno-delle-infiltrazioni-mafiose-Cerreti/ Città Metropolitana di Milano].&amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== La requisitoria del pubblico ministero ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nella sua requisitoria, la dott.ssa Alessandra Cerreti affermò: &amp;lt;blockquote&amp;gt;«attenzione, &#039;&#039;&#039;non è una super mafia&#039;&#039;&#039;, nessuno l&#039;ha mai sostenuto, qua siamo lontani anni luce dal parlare di una mafia nuova, quasi che l&#039;associazione mafiosa contestata avesse &#039;&#039;&#039;la pretesa di raggruppare in sé le tre mafie storiche italiane.&#039;&#039;&#039; [...] Non è mafia nuova né mafia delocalizzata, ma mafiosità immanente: si tratta di un&#039;associazione mafiosa alla quale aderiscono &#039;&#039;&#039;rappresentanti delle tre mafie sul territorio lombardo&#039;&#039;&#039;, e solo sul territorio lombardo, che hanno deciso di mettersi insieme per fare business, semplicemente questo, autorizzate dalle case madri a spendere il brand criminale di Cosa nostra, della Camorra o della &#039;ndrangheta. Ognuno poi esplica la sua capacità mafiosa sulla base dell&#039;appartenenza, ma “&#039;&#039;l’unione fa la pericolosità&#039;&#039;”, come anni fa mi disse un pentito calabrese.&amp;lt;/blockquote&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====Condanne====&lt;br /&gt;
Il [[12 gennaio]] [[2026]] vennero condannate complessivamente &#039;&#039;&#039;62 persone&#039;&#039;&#039;, con pene fino a 16 anni, mentre 9 imputati patteggiarono; &#039;&#039;&#039;29 vennero prosciolti&#039;&#039;&#039; tra abbreviato e udienza preliminare, mentre &#039;&#039;&#039;45 vennero rinviati a giudizio&#039;&#039;&#039; nel processo per rito ordinario. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le condanne più elevate, già al netto della riduzione di un terzo per la scelta del rito abbreviato, e comunque generalmente più basse delle richieste dell’accusa, furono 16 anni a Massimo Rosi, 14 a Filippo Crea, 12 a Giuseppe Fidanzati (contro i 20 anni richiesti dai pm), 14 a Bernardo Pace e 12 ai figli, 13 anni e 4 mesi a Giovanni Abilone. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gli imputati che nel corso del processo scelsero di collaborare giustizia – &#039;&#039;&#039;William Alfonso Cerbo, Francesco Bellusci e Saverio Pintaudi&#039;&#039;&#039; – si videro riconoscere la speciale attenuante. &lt;br /&gt;
{| class=&amp;quot;wikitable&amp;quot;&lt;br /&gt;
|+Condanne Rito abbreviato Hydra - 1° grado&amp;lt;ref&amp;gt;Emanuele Mancini (2026). &#039;&#039;Dispositivo di sentenza - Procedimento n. 17694/25 R.G. GIP / N. 5799/23 R.G.N.R.&#039;&#039;, Tribunale di Milano - Sezione GIP-GUP, 12 gennaio. &amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
!Imputato&lt;br /&gt;
!Esito&lt;br /&gt;
!Pena&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Abilone Giovanni&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;13 anni e 4 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Albanese Vincenza&lt;br /&gt;
|Condannata&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;11 anni e 4 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Aquilano Simone&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;2 anni e 4 mesi di reclusione + 8.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali &lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Bellusci Francesco&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;4 anni e 6 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Blanco &lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;6 anni e 2 mesi di reclusione + 6.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Bonanno Samuele&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;12 anni di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Bramonti Alessandro&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;10 anni e 6 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Brancaccio Domenico&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;10 anni e 6 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Caldarelli Antonio&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;1 anno e 4 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Callipari Pasquale&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;2 anni e 4 mesi di reclusione + 6.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Cerbo William Alfonso&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;5 anni di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Cirillo Giovanni&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;10 anni e 10 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Ciulla Alessio&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;2 anni e 6 mesi di reclusione + 10.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Colombo Emanuela&lt;br /&gt;
|Condannata&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;1 anno e 4 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Coluccio Salvatore&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;2 anni e 8 mesi di reclusione + 6.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Crea Filippo&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;14 anni e 8 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Cristello Giacomo&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;11 anni e 2 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|D&#039;Alia Aurelio&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;3 anni di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Deodato Vincenzo&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;6 anni e 2 mesi di reclusione + 6.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Destefano Michele&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;4 anni di reclusione + 16.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Dimiccoli Antonio&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;6 anni e 2 mesi di reclusione + 6.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Fidanzati Giuseppe&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;14 anni di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Fidanzati Stefano&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;2 anni e 8 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Fiore Giuseppe&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;7 anni e 1 mese di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Fontana Gianfranco&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;5 anni e 4 mesi di reclusione + 20.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Galioto Antonino&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;11 anni e 2 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Gatto Giovanni&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;3 anni e 1 mese di reclusione + 4.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Grasso Antonio&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;13 anni e 8 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Grasso Paolo&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;7 anni di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Jelmini Giada&lt;br /&gt;
|Condannata&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;3 anni e 2 mesi di reclusione + 4.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|La Cara Alessandro&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;5 anni di reclusione + 10.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Mazzotta Pietro&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;13 anni di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Menghetti Maurizio&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;3 anni e 6 mesi di reclusione + 8.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Milano Luca&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;2 anni e 4 mesi di reclusione + 6.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Molluso Alessandro Illuminato&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;4 anni e 4 mesi di reclusione + 10.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Molluso Francesco&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;4 anni di reclusione + 8.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Monti Alessandro&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;4 anni e 8 mesi di reclusione + 10.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Morana Maria Assunta&lt;br /&gt;
|Condannata&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;1 anno e 4 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Mroshaj Ejll&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;2 anni e 4 mesi di reclusione + 6.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Oliveri Carmelo&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;4 anni e 9 mesi di reclusione + 10.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Pace Bernardo&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;14 anni e 4 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Pace Domenico&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;11 anni e 4 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Pace Michele&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;12 anni di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Panaiia Iginio&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;3 anni e 6 mesi di reclusione + 8.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Papalia Daniele&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;4 anni di reclusione + 10.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Perversi Riccardo Francesco&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;3 anni di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Pintaudi Saverio&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;3 anni e 6 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Pizzata Giuseppe&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;14 anni e 4 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Polise Orsolo&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;1 anno e 4 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Postù Maria Domenica&lt;br /&gt;
|Condannata&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;10 anni e 8 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Romeo Antonio&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;2 anni e 8 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Rosi Massimo&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;16 anni di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Russo Andrea Michele&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;4 anni e 8 mesi di reclusione + 10.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Sangalli Daniela&lt;br /&gt;
|Condannata&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;10 anni e 8 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Sanseverino Sergio&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;13 anni di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Sergi Saverio&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;2 anni e 4 mesi di reclusione + 6.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Sorge Giuseppe&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;13 anni di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Spatola Giuseppe&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;1 anno e 4 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Toscano Pasquale Filomeno&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;11 anni e 2 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Veizaj Klement&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;3 anni e 2 mesi di reclusione + 4.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Ventura Mario&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;4 anni e 1 mese di reclusione + 6.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Zavattieri Giuseppe&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;4 anni e 1 mese di reclusione + 10.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|}&lt;br /&gt;
Per le parti civili fu stabilito il risarcimento del danno da liquidarsi in separato giudizio civile, nonché il pagamento, in solido, di una provvisionale pari ad €. 10.000,00 a titolo di risarcimento del danno morale; infine, alla rifusione delle spese di costituzione e giudizio, che liquidò in euro 6.000,00 a titolo dì compenso professionale, oltre alle spese vive e al 15% a titolo di spese generali forfettarie, iva e cpa come per legge.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Assoluzioni ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* ABDEL LATIF MOHAMED EMAM TAHA dal reato a lui ascritto (capo 76) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* ALBANESE VINCENZA dai reati di cui ai capi 68 e 77 perché il fatto non sussiste;&lt;br /&gt;
* ANDERLINI GIULIANO dal reato a lui ascritto (capo 63) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* ANTONAZZO PASQUALE dal reato a lui ascritto (capo 68) perché il fatto non sussiste;&lt;br /&gt;
* AQUILANTI MANUELA dal reato a lei ascritto (capo 75) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* BARRA SALVATORE dal reato a lui ascritto (capo 35) per non avere commesso il fatto;&lt;br /&gt;
* BASSETTO ANTONIO dal reato a lui ascritto (capo 79) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* CANNIZZARO CLAUDIO dal reato a lui ascritto (capo 59) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* CASSAGO MARCO dal reato a lui ascritto (capo 65) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* CONGIU LUCA dal reato a lui ascritto (capo 61) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* COTTONE FRANCESCO dal reato a lui ascritto (capo 66) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* CREA FILIPPO dal reato di cui al capo 81 perché il fatto non sussiste;&lt;br /&gt;
* DI MICCOLI ANTONIO dal reato di cui al capo 14 per non avere commesso il fatto;&lt;br /&gt;
* FIDANZATI STEFANO dal reato di cui al capo 1 per non avere commesso il fatto;&lt;br /&gt;
* GAYLI YRINA dai reati a lei ascritti (capi 19, 20 e 21) per non avere commesso il fatto;&lt;br /&gt;
* GENNARO MARIA RITA dal reato a lei ascritto {capo 72) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* GUARNACCIA ANTONINO dai reati a lui ascritti (capi 80.1, 80.2 e 80.3) per non avere commesso il fatto;&lt;br /&gt;
* LI CALZI MAURIZIO dal reato a lui ascritto {capo 72) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* MARINO MARIA dal reato a lei ascritto (capo 72) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* OHANNASSIAN GIRRABET GABRIELE dal reato a lui ascritto (capo 75) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* PERVERSI CLAUDIO dal reato a lui ascritto (capo 86) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* PINTAUDI SAVERIO dal reato di cui al capo 80. l per non aver commesso il fatto;&lt;br /&gt;
* POSTÙ MARIA DOMENICA dai reati di cui ai capi 80.1, 80.2 e 80.3 per non aver commesso il fatto;&lt;br /&gt;
* ROMEO ANTONIO dal reato di cui al capo I per non avere commesso il fatto;&lt;br /&gt;
* SILVESTRO TINDARO dal reato a lui ascritto (capo 63) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* SORCE GIUSEPPE dal reato di cui al capo 77 perché il fatto non sussiste.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il presunto suicidio del collaboratore di giustizia Bernardo Pace ===&lt;br /&gt;
Lunedì 16 marzo, a tre giorni dall&#039;inizio del processo con rito ordinario, il neo-collaboratore di giustizia &#039;&#039;&#039;Bernardo Pace&#039;&#039;&#039; venne trovato apparentemente morto suicida. In un primo momento, l&#039;Ansa battè la notizia che si era impiccato &amp;quot;coi lacci delle scarpe&amp;quot; nella sua cella, nel carcere Lorusso e Cotugno di Torino. In realtà, fu trovato impiccato nel bagno accanto alla cella, con un cavo tanto spesso che i soccorritori non riuscirono nemmeno a tagliarlo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I dubbi che si trattasse di un finto suicidio sono legati anche al fatto che sembra improbabile che Pace, malato terminale di cancro e dunque debilitato dalla chemioterapia, fosse in grado di stringersi attorno al collo un cavo così robusto. Non solo: nonostante i magistrati milanesi si fossero raccomandati di sorvegliarlo in quanto &#039;&#039;&#039;Pace temeva per la sua vita&#039;&#039;&#039;, né la cella né il corridoio che portava al bagno erano monitorati con telecamere. La sua decisione di collaborare, visto il tumore in stadio avanzato, derivava dalla volontà di passare i suoi ultimi anni con la sua famiglia. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Pace aveva riempito due verbali, considerati di grande rilevanza, in quanto aveva parlato delle visite di [[Matteo Messina Denaro]] a Milano e dei rapporti con la politica del Consorzio (ben 8 pagine omissate dai magistrati).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le circostanze in cui Pace è stato trovato morto hanno portato alcuni a paragonare il suo caso a quello di [[Antonino Gioè|Nino Gioè]], il mafioso di Altofonte che fu tra gli esecutori della [[strage di Capaci]]. Arrestato nel [[1993]], aveva più volte chiesto di parlare con i magistrati per collaborare, anche se non è mai stata trovata traccia di verbali o colloqui investigativi. In compenso, l&#039;aspirante collaboratore venne poi trovato impiccato nella sua cella del carcere di Rebibbia, nella notte tra il 28 e il 29 luglio, poche ore dopo la [[Strage di Via Palestro|strage di via Palestro]] a Milano. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Rito ordinario===&lt;br /&gt;
{| class=&amp;quot;wikitable mw-collapsible mw-collapsed&amp;quot;&lt;br /&gt;
|+Tabella Calendario delle udienze (sempre h 9:00), fino a dicembre 2026&lt;br /&gt;
!Mese&lt;br /&gt;
!Giorno&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Marzo 2026&lt;br /&gt;
|19/03/2026&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Aprile 2026&lt;br /&gt;
|30/04/2026&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Maggio 2026&lt;br /&gt;
|14/05/2026&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Giugno 2026&lt;br /&gt;
|18/06/2026&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Giugno 2026&lt;br /&gt;
|24/06/2026&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| rowspan=&amp;quot;4&amp;quot; |Luglio 2026&lt;br /&gt;
|02/07/2026&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|09/07/2026&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|15/07/2026&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|17/07/2026&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| rowspan=&amp;quot;6&amp;quot; |Settembre 2026&lt;br /&gt;
|03/09/2026&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|04/09/2026&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|10/09/2026&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|16/09/2026&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|23/09/2026&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|30/09/2026&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| rowspan=&amp;quot;6&amp;quot; |Ottobre 2026&lt;br /&gt;
|01/10/2026&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|08/10/2026&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|14/10/2026&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|21/10/2026&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|28/10/2026&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|29/10/2026&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| rowspan=&amp;quot;10&amp;quot; |Novembre 2026&lt;br /&gt;
|04/11/2026&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|05/11/2026&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|09/11/2026&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|11/11/2026&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|12/11/2026&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|18/11/2026&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|19/11/2026&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|23/11/2026&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|25/11/2026&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|30/11/2026&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| rowspan=&amp;quot;5&amp;quot; |Dicembre 2026&lt;br /&gt;
|02/12/2026&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|03/12/2026&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|10/12/2026&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|14/12/2026&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|16/12/2026&lt;br /&gt;
|}&lt;br /&gt;
Il rito ordinario iniziò il [[19 marzo]] 2026, presso l’Aula Bunker di San Vittore a Milano. A presiedere il processo la Presidente dell&#039;VIII sezione penale del Tribunale di Milano, &#039;&#039;&#039;Maria Luisa Balzarotti&#039;&#039;&#039;, &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Rispetto all&#039;abbreviato, erano presenti tre ulteriori parti civili, già costituitesi in udienza preliminari ma contro soggetti che avevano scelto il rito ordinario: il giornalista di Report &#039;&#039;&#039;Giorgio Mottola&#039;&#039;&#039;, minacciato durante la realizzazione di un&#039;inchiesta giornalistica da Errante Parrino, la &#039;&#039;&#039;Rai - RadioTelevisione Italiana&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;Francesco Picone&#039;&#039;&#039;, titolare di un bar a Busto Arsizio minacciato dai fratelli Nicastro.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel corso della seconda udienza, il 30 aprile, e della terza, il 14 maggio, vennero sollevate le eccezioni delle difese, in particolare contro la competenza territoriale di Milano e contro la costituzione di parte civile dei comuni di Legnano e Busto Arsizio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel corso della quarta udienza, il 18 giugno successivo, il Tribunale sciolse la riserva, &#039;&#039;&#039;dichiarando la competenza territoriale su Milano&#039;&#039;&#039;, respingendo le eccezioni sollevate dalle difese e dichiarando aperto il dibattimento; contestualmente &#039;&#039;&#039;negò la costituzione di parte civile&#039;&#039;&#039; dei comuni di Abbiategrasso e di Busto Arsizio perché tardive.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Il presidio in solidarietà dei magistrati il 18 giugno 2026 ====&lt;br /&gt;
Contestualmente, quella mattina varie associazioni antimafia organizzarono &#039;&#039;&#039;un presidio di solidarietà ai magistrati&#039;&#039;&#039;, dopo la notizia del rafforzamento della scorta con ulteriori minacce di morte ai danni della dott.ssa Alessandra Cerreti e del Procuratore Marcello Viola. WikiMafia partecipò col suo striscione &amp;quot;&#039;&#039;Fuori la mafia da Milano&#039;&#039;&amp;quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Il dibattimento ====&lt;br /&gt;
Dopo le richieste di ammissione di prova e della lista testimoni nella quinta udienza (24 giugno), durante la sesta (2 luglio) il Tribunale sciolse la riserva, ammettendo tutte le prove e le liste testimoni, ad eccezione delle annotazioni di polizia giudiziaria, in quanto atti ripetibili durante il dibattimento. Contestualmente, il pubblico ministero Alessandra Cerreti dichiarò che l&#039;esame dei testi sarebbe partito col collaboratore di giustizia &#039;&#039;&#039;William Alfonso Cerbo&#039;&#039;&#039;, chiedendo che fosse escusso in presenza; di fronte alle richieste delle difese di avere in presenza anche i propri assistiti nelle gabbie, il Tribunale autorizzò l&#039;esame in presenza di Cerbo per l&#039;udienza del 9 luglio e successive, ma negò la possibilità per gli imputati di ascoltarlo in Aula Bunker.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Note==&lt;br /&gt;
&amp;lt;references&amp;gt;&amp;lt;/references&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Bibliografia==&lt;br /&gt;
* Archivio storico de Il Fatto Quotidiano.&lt;br /&gt;
* Cerreti, Alessandra (2023). &amp;quot;&#039;&#039;Richiesta di applicazione di misura cautelare personale e reale - Procedimento N. 5799/23 (stralcio dal 14467/17) R.G. notizie di reato DDA&#039;&#039;&amp;quot;, Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano - Direzione Distrettuale Antimafia, 31 marzo.&lt;br /&gt;
* Mancini, Emanuele (2026). &#039;&#039;Dispositivo di sentenza - Procedimento n. 17694/25 R.G. GIP / N. 5799/23 R.G.N.R.&#039;&#039;, Tribunale di Milano - Sezione GIP-GUP, 12 gennaio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Categoria:Inchieste antimafia]] [[Categoria:Inchieste in Lombardia]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Leadermassimo</name></author>
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		<title>Processo Hydra</title>
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		<updated>2026-07-05T11:09:27Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Leadermassimo: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{In corso}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
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|description=Il &#039;&#039;&#039;processo Hydra&#039;&#039;&#039; è un procedimento penale nato da un&#039;inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Milano che ha svelato l&#039;esistenza di un&#039;alleanza tra le tre mafie storiche, Cosa nostra, camorra e &#039;ndrangheta, in Lombardia.&lt;br /&gt;
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}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il &#039;&#039;&#039;processo Hydra&#039;&#039;&#039; è un procedimento penale nato da un&#039;inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Milano, coordinata dal Procuratore della Repubblica &#039;&#039;&#039;Marcello Viola&#039;&#039;&#039;, dalla Procuratrice aggiunta &#039;&#039;&#039;Alessandra Dolci&#039;&#039;&#039; e dalla sostituta procuratrice &#039;&#039;&#039;Alessandra Cerreti&#039;&#039;&#039;, che ha svelato l&#039;esistenza di un&#039;alleanza tra le tre mafie storiche, [[Cosa nostra]], [[camorra]] e [[&#039;ndrangheta]], in Lombardia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questa alleanza, rispetto ad altre collaborazioni più o meno estemporanee e più o meno durature tra organizzazioni criminali diverse registrate in inchieste giudiziarie precedenti, avrebbe il carattere di un &#039;&#039;&#039;accordo stabile e duraturo&#039;&#039;&#039;; secondo i pubblici ministeri, si tratterebbe infatti di:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;blockquote&amp;gt;«un sistema di &#039;&#039;&#039;cointeressenze ed anime multistrutturate&#039;&#039;&#039; composto da gruppi tra loro disomogenei, ma associati attraverso l’apporto comune di capitali, la predisposizione di mezzi, la messa a disposizione di risorse umane, la costituzione di società, tutti elementi funzionalmente aggregati dal fine comune, ossia quello di trarre profitto attraverso molteplici attività (apparentemente lecite ed illecite) che costituiscono la fonte delle entrate delle organizzazioni criminali mafiose di riferimento ed il collante tra le stesse»&amp;lt;ref&amp;gt;Alessandra Cerreti (2023). &amp;quot;Richiesta di applicazione di misura cautelare personale e reale - Procedimento N. 5799/23 (stralcio dal 14467/17) R.G. notizie di reato DDA, Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano - Direzione Distrettuale Antimafia, 31 marzo, p. 205.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;/blockquote&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Attraverso l&#039;espressione &amp;quot;&#039;&#039;&#039;sistema mafioso lombardo&#039;&#039;&#039;&amp;quot;, gli inquirenti hanno definito questo sistema di tipo confederativo nel quale le mafie storiche proietterebbero interessi economici e criminali estremamente qualificati. Si tratterebbe quindi di una &#039;&#039;&#039;nuova associazione criminale&#039;&#039;&#039; rientrante nella fattispecie descritta dall’[[Legge Rognoni - La Torre|articolo 416 bis]] c.p., di cui farebbero parte componenti di Cosa Nostra siciliana, ‘ndrangheta calabrese e camorra napoletana, le quali, in perfetta sinergia e comunità d’intenti, nonché dotate di struttura ed organizzazione comune e stabile, perseguirebbero l’interesse comune di &#039;&#039;&#039;massimizzazione di profitti&#039;&#039;&#039; derivanti da investimenti in settori dell’economia legale di denaro proveniente da varie tipologie di reati. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Antefatti==&lt;br /&gt;
L&#039;avvio delle indagini, condotte dal Nucleo investigativo dei Carabinieri di via Moscova a Milano diretto dal colonnello &#039;&#039;&#039;Antonio Coppola&#039;&#039;&#039;, è coinciso col monitoraggio della locale di &#039;ndrangheta di [[Locale di Legnano-Lonate Pozzolo|Legnano - Lonate Pozzolo]], e in particolare del suo uomo in quel momento più rappresentativo, &#039;&#039;&#039;Massimo Rosi&#039;&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;Ibidem.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le attività di indagine consentirono non solo di riscontrare le dichiarazioni del collaboratore di giustizia &#039;&#039;&#039;[[Emanuele De Castro]]&#039;&#039;&#039;, ma anche di accertare come Rosi fosse: &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*costantemente teso alla ricostituzione, anche attraverso la rituale affiliazione di nuovi sodali, della locale di ‘ndrangheta di Legnano e Lonate Pozzolo, ormai falcidiata dalle ultime operazioni;&lt;br /&gt;
*impegnato in attività legate all’importazione ed alla spartizione di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti;&lt;br /&gt;
*strettamente legato a Gioacchino Amico, Raimondo Orlando, Saverio Sergi, Samuele Bonanno, Pasquale Callipari, Roberto Toscano, nonché agli storici esponenti della locale stessa: Vincenzo Rispoli (tramite c.d. «&#039;&#039;‘mbasciate&#039;&#039;» veicolate da e per il carcere dove si trova in regime di [[Articolo 41 bis|41bis]]), Pasquale Rienzi, Raffaele Barletta, Giacomo Cristello e altri;&lt;br /&gt;
*di fatto assunto alla Servizi Integrati SRL, società costituita per gli interessi economici del gruppo criminale, presso i cui uffici passa gran parte del tempo a stretto contatto con Amico e Orlando.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Parallelamente, a seguito delle dichiarazioni di De Castro, veniva identificato e monitorato &#039;&#039;&#039;Gaetano Cantarella&#039;&#039;&#039;, detto &#039;&#039;Tanu U Curtu&#039;&#039;, intercettato per la prima volta il [[25 gennaio]] [[2020]], le cui attività di indagine permisero di confermare i rapporti con esponenti della famiglia mafiosa “&#039;&#039;Mazzei / Carcagnusi&#039;&#039;” ed individuare i principali soggetti a lui collegati, identificati in &#039;&#039;&#039;Gioacchino Amico&#039;&#039;&#039;, &#039;&#039;&#039;Giuseppe Castiglia&#039;&#039;&#039; detto &amp;quot;Pippo&amp;quot; e &#039;&#039;&#039;Giancarlo Vestiti&#039;&#039;&#039;. Proprio Amico, poi divenuto collaboratore di giustizia, sarebbe diventato il collegamento e il collante tra i vari filoni investigativi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il [[3 febbraio]] [[2020]], Cantarella sparì senza lasciare traccia, dopo aver incontrato a Canicattì Gioacchino Amico e Raimondo Orlando. Le successive intercettazioni telefoniche e ambientali, tra il 4 e il 6 febbraio successivi, permisero di acquisire elementi circa il coinvolgimento dei due nella scomparsa di Cantarella, anche se il movente esatto è ancora oggetto di indagine, dopo le dichiarazioni dei vari collaboratori di giustizia (non solo lo stesso Amico, ma anche &#039;&#039;&#039;Bernardo Pace&#039;&#039;&#039;, trovato morto nella sua cella dopo aver reso dichiarazioni agli inquirenti).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Le dichiarazioni di Emanuele De Castro ===&lt;br /&gt;
Dopo la sua decisione di collaborare con la giustizia nell&#039;agosto 2019, spinto dal figlio Salvatore, Emanuele De Castro iniziò a fornire informazioni fondamentali per l&#039;avvio dell&#039;inchiesta Hydra dopo il suo arresto nell&#039;inchiesta Krimisa, il 4 luglio precedente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Elemento di spicco della &#039;&#039;[[locale di Legnano-Lonate Pozzolo]],&#039;&#039; uomo di fiducia e braccio destro di [[Vincenzo Rispoli]], già &#039;&#039;capo società&#039;&#039;, De Castro aiutò gli inquirenti a &#039;&#039;&#039;ricostruire la storia della &#039;&#039;locale&#039;&#039;, le sue attività e i rapporti con le altre realtà criminali&#039;&#039;&#039;, compresi quelli con esponenti siciliani attivi nel legnanese, affiliati o vicini a “&#039;&#039;[[Cosa Nostra|cosa nostra]]”&#039;&#039;, e in particolare coi gruppi gelesi presenti nell’area bustocca con i quali, nel tempo, la &#039;&#039;locale&#039;&#039; si contedeva il territorio. Come già detto prima, le sue dichiarazioni hanno dato origine a vari filoni investigativi, due dei quali diedero l&#039;avvio all&#039;inchiesta Hydra: il monitoraggio di Gaetano Cantarella e di Massimo Rosi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Le varie componenti dell&#039;associazione===&lt;br /&gt;
Le indagini permettevano di individuare, quindi, stabili collegamenti tra esponenti delle tre organizzazioni mafiose storiche, finalizzati in particolare al riciclaggio di denaro e al narcotraffico. In particolare, emergeva che il sodalizio tra Giancarlo Vestiti e Gioacchino Amico era in stretto contatto e condivideva sostanziali interessi economici con:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*il &#039;&#039;&#039;clan Moccia&#039;&#039;&#039; di Afragola, in particolare con Luigi e Bruno Moccia, fratelli del “capo” clan Angelo;&lt;br /&gt;
*la &#039;&#039;&#039;famiglia Senese&#039;&#039;&#039; di Roma, in particolare con Michele e Vincenzo Senese, rispettivamente figlio e fratello del boss Michele;&lt;br /&gt;
*la &#039;&#039;&#039;locale di ‘ndrangheta di Legnano-Lonate Pozzolo&#039;&#039;&#039;, guidata da Massimo Rosi e Giacomo Cristello;&lt;br /&gt;
*vari esponenti di famiglie mafiose siciliane come &#039;&#039;&#039;Fidanzati&#039;&#039;&#039;, &#039;&#039;&#039;Mannino&#039;&#039;&#039;, &#039;&#039;&#039;Messina&#039;&#039;&#039; e altre;&lt;br /&gt;
*&#039;&#039;&#039;William Alfonso Cerbo&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;Gaetano Cantarella&#039;&#039;&#039; (fino alla sua scomparsa), affiliati alla famiglia mafiosa catanese dei “Mazzei / Carcagnusi”;&lt;br /&gt;
*&#039;&#039;&#039;Santo Crea&#039;&#039;&#039;, affiliato alla ’ndrina Iamonte, e suo figlio &#039;&#039;&#039;Filippo&#039;&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, pp. 207-208.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, le componenti del Consorzio erano così suddivise&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 244 e ss.&amp;lt;/ref&amp;gt;:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== La componente calabrese ====&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;a) Locale di ‘ndrangheta di Legnano-Lonate Pozzolo&#039;&#039;&#039; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* ROSI Massimo &lt;br /&gt;
* CRISTELLO Giacomo &lt;br /&gt;
* BELLUSCI Francesco &lt;br /&gt;
* BARLETTA Raffaele &lt;br /&gt;
* RISPOLI Alfonso &lt;br /&gt;
* RIENZI Pasquale &lt;br /&gt;
* LEROSE Armando &lt;br /&gt;
* RISPOLI Vincenzo &lt;br /&gt;
* TOSCANO Pasquale Filomeno &lt;br /&gt;
* FRUSTILLO Luca &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;b) &#039;ndrina Iamonte&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* CREA Santo &lt;br /&gt;
* CREA Filippo &lt;br /&gt;
* TRIPODI Demetrio &lt;br /&gt;
* SURACI Lorenzo &lt;br /&gt;
* POSTÙ Maria Domenica &lt;br /&gt;
* PINTAUDI Saverio &lt;br /&gt;
* SCOTTI Claudio &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;c) &#039;ndrina &#039;&#039;Romeo &amp;quot;Staccu&amp;quot;&#039;&#039;&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* ROMEO Antonio &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== La componente siciliana ====&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;a) I palermitani&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
* FIDANZATI Giuseppe &lt;br /&gt;
* FIDANZATI Stefano &lt;br /&gt;
* GALIOTO Antonino &lt;br /&gt;
* SEIDITA Serafino &lt;br /&gt;
* D’ALIA Aurelio &lt;br /&gt;
* MANNINO Pietro &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;b) I trapanesi/castelvetranesi&#039;&#039;&#039; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* PACE Bernardo detto “Dino” &lt;br /&gt;
* PACE Michele &lt;br /&gt;
* PACE Domenico &lt;br /&gt;
* ABILONE Rosario &lt;br /&gt;
* ABILONE Giovanni &lt;br /&gt;
* ERRANTE PARRINO Paolo Aurelio &lt;br /&gt;
* CISLAGHI Diego &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;c) I gelesi&#039;&#039;&#039; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* NICASTRO Dario &lt;br /&gt;
* NICASTRO Fabio &lt;br /&gt;
* BONVISSUTO Rosario &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;d) I catanesi del clan MAZZEI “&#039;&#039;carcagnusi”&#039;&#039;&#039;&#039;&#039; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* CANTARELLA Gaetano detto &#039;&#039;“Tanu u Curtu”&#039;&#039; (scomparso) &lt;br /&gt;
* CERBO William Alfonso detto “S&#039;&#039;carface”&#039;&#039; (successivamente legatosi al “gruppo SENESE” dopo la scomparsa di CANTARELLA)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== La componente romana ====&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;a) I “Senese”&#039;&#039;&#039; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* SENESE Vincenzo &lt;br /&gt;
* VESTITI Giancarlo &lt;br /&gt;
* BUCCAFUSCA Federica &lt;br /&gt;
* CASTIGLIA Giuseppe &lt;br /&gt;
* SORRENTINO Antonio &lt;br /&gt;
* GREGORINI Emanuele &lt;br /&gt;
* MAZZOTTA Pietro &lt;br /&gt;
* AMICO Gioacchino &lt;br /&gt;
* ORLANDO Raimondo &lt;br /&gt;
* SANGALLI Daniela &lt;br /&gt;
* VESTITI Eduardo Maria &lt;br /&gt;
* VESTITI Marika &lt;br /&gt;
* SANSEVERINO Sergio &lt;br /&gt;
* FIORE Giuseppe &lt;br /&gt;
* BRANCACCIO Domenico &lt;br /&gt;
* BRAMONTI Alessandro &lt;br /&gt;
* ALBANESE Vincenza &lt;br /&gt;
* BERDUCCI Francesco &lt;br /&gt;
* CIRILLO Giovanni &lt;br /&gt;
* SORCE Giuseppe &lt;br /&gt;
* ZINGHINÌ Giuseppe Antonio &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== I traffici illeciti dell&#039;associazione ===&lt;br /&gt;
Le attività di indagine permettevano di individuare non solo i &#039;&#039;&#039;traffici illeciti&#039;&#039;&#039; del gruppo criminale, ma anche la &#039;&#039;&#039;suddivisione dei ruoli&#039;&#039;&#039; all’interno dell’organizzazione. In particolare, emergeva come il gruppo operasse attraverso &#039;&#039;&#039;diversificati circuiti criminali&#039;&#039;&#039;, passando dalle &#039;&#039;&#039;false fatturazioni&#039;&#039;&#039; al &#039;&#039;&#039;riciclaggio&#039;&#039;&#039; (anche con reimpiego in svariate attività imprenditoriali), all’elusione fiscale nel settore dei carbolubrificanti, dall’importazione e traffico di stupefacenti, alle estorsioni e così via.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo gli inquirenti, proprio le eterogenee attività del gruppo e i rapporti con più organizzazioni criminali consentirebbero di affermare che, al di là dell’ambito mafioso monitorato, si sarebbe in presenza di &#039;&#039;&#039;un livello criminale più elevato&#039;&#039;&#039; che catalizza le risorse finanziare di eterogenei sistemi mafiosi (camorra, ‘ndrangheta, cosa nostra), funzionalizzando investimenti di ingentissimi capitali - in parte derivanti dalle consuete attività illegali (stupefacenti, estorsioni ecc.) - &#039;&#039;&#039;impiegati in attività imprenditoriali apparentemente lecite&#039;&#039;&#039; e gestite da organizzazione criminali, il tutto attraverso uno stabile vincolo associativo costituito proprio dal fine comune.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===I passaggi cruciali dell&#039;inchiesta===&lt;br /&gt;
Nel corso dell’indagine sono stati cristallizzati alcuni eventi che, per importanza e per gli effetti prodotti, hanno condizionato le scelte investigative e consentito di acquisire un quadro di insieme che consente di affermare gli assunti innovativi sopra espressi&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 208 e ss.&amp;lt;/ref&amp;gt;:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*l’omicidio di Gaetano Cantarella;&lt;br /&gt;
*l’arresto di Giancarlo Vestiti e l’assunzione di ruolo di catalizzatore delle diversificate componenti assunto da Gioacchino Amico;&lt;br /&gt;
*la disputa economica che ha contrapposto la famiglia Pace ad Amico, legato alla famiglia Senese, che ha richiesto la mediazione di Giuseppe Fidanzati e Antonino Galioto, detto &amp;quot;Zio Nino&amp;quot;, di Paolo Aurelio Errante Parrino, detto &amp;quot;Zio Paolo&amp;quot; e Antonio Messina, detto &amp;quot;l&#039;Avvocato&amp;quot; (rispettivamente cugino e uomo di fiducia di [[Matteo Messina Denaro]]), di Emanuele Gregorini e Giuseppe Castiglia detto &amp;quot;Pippo&amp;quot; (famiglia Senese), di Demetrio Tripodi (Locale di Desio), di Filippo Crea (&#039;ndrina Iamonte), Giacomo Cristello (Locale di Legnano-Lonate Pozzolo) e dei fratelli Dario e Fabio Nicastro (espressione della cosca gelese “Rinzivillo” operativa in Lombardia);&lt;br /&gt;
*l’avvio di attività edili collegate al “&#039;&#039;superbonus 110%&#039;&#039;” che faranno registrare diversi summit tenuti anche in Sicilia tra gli indagati e soggetti di elevata caratura criminale ivi sedenti tra i quali Stefano Fidanzati (fratello di Giuseppe “Ninni”), Antonio Messina, Serafino Seidita, e che paleseranno gli interessi comuni e le cointeressanze tra le diverse compagini;&lt;br /&gt;
*la ricostituzione della locale di ‘ndrangheta di Legnano-Lonate Pozzolo portata avanti da Rosi e Cristello, anche attraverso la rituale affiliazione di nuovi sodali e il coinvolgimento di storici affiliati, nonché delle locali calabresi di Guardavalle e Cirò Marina;&lt;br /&gt;
*l’apporto economico alle rispettive organizzazioni in una “cassa comune” alimentato dalle consuete attività criminali nel settore degli stupefacenti e nelle estorsioni, nonché da una serie di reati nei settori finanziario/economico;&lt;br /&gt;
*l’infiltrazione nel tessuto economico/sociale e politico/istituzionale del sodalizio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===La struttura dell&#039;organizzazione===&lt;br /&gt;
Le indagini hanno disvelato l’esistenza di &#039;&#039;&#039;una struttura ad organizzazione orizzontale&#039;&#039;&#039;, all’interno della quale non esisterebbe un vertice, ma &#039;&#039;&#039;più gruppi che si muovono parallelamente&#039;&#039;&#039; e che, in virtù di un accordo preventivo, &#039;&#039;&#039;assumono determinazioni comuni funzionali allo sviluppo dell’associazione stessa&#039;&#039;&#039;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo contesto e in virtù di questo &#039;&#039;pactum sceleris&#039;&#039;, i dissidi tra le diverse componenti, in primis quello tra Amico e la famiglia Pace, trovano una soluzione funzionale e necessaria a mantenere in vita quell’accordo, soluzioni che hanno l’effetto di abbassare le rivendicazioni al fine di mantenere in vita quell’organismo che consente, a tutti, di trarre profitto. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
È proprio &#039;&#039;&#039;il profitto che lega il gruppo&#039;&#039;&#039;, che lo tiene in vita, che motiva i singoli e che li induce a ricercare, nell’ambito di quella stessa organizzazione, figure di riferimento (come Errante Parrino, Fidanzati e Messina) che, per carisma, storia criminale, ascendente mafioso, età, sono in grado di indurre posizioni conciliatorie. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Emblematica sotto questo punto di vista un&#039;intercettazione ambientale tra i rappresentanti delle varie componenti, intervenuta negli uffici di Dairago (MI) di una delle società di Gioacchino Amico, teatro di un tentativo di risoluzione della diatriba cui partecipano l’emissario dei Senese, Emanuele Gregorini detto “&#039;&#039;dollarino&#039;&#039;”, Domenico Pace, lo stesso Amico e Giuseppe Fidanzati, detto &amp;quot;Ninni&amp;quot;, durante la quale, tra l’altro, emerge chiaramente il ruolo di Errante Parrino a sostegno dei Pace.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una frase in particolare di Gregorini restituisce la fotografia di quanto sopra: &amp;lt;blockquote&amp;gt;«Quindi troviamo oggi una quadra per com&#039;è, io il motivo reale...me l&#039;ha spiegato GIO&#039;! Io so...so per le due campane, cosi uno sa sempre come parlare e poter poter (inc)... troviamo una quadra tanto GIO, non è in grado di poter... di poter affrontare na spesa, tocca trovare una quadra, per guadagnare tutti, non creare altri pensieri come ha fatto PIPPO e cercare di trovare una soluzione». &amp;lt;/blockquote&amp;gt;Sul fatto che si tratti di un’organizzazione che racchiude varie componenti, così gli risponde Amico: &amp;lt;blockquote&amp;gt;«Io devo guardare a lui, lui è il referente vostro... (incomprensibile)... abbiamo fatto centomila euro, una persona di fiducia, domani lo facciamo... scarichiamo il cinquanta, domani scarichiamo il trenta, il cinquanta per cento va a voi il cinquanta per cento va a noi, compreso Giancarlo. Questa è tutta la cosa, Giancarlo è con noialtri e voialtri vi prendete il cinquanta per cento con chi volete. Si era messo di mezzo lo Zio Paolo e noi per questioni di correttezza gli avevamo detto: “&#039;&#039;Zio Paolo! Se tu vuoi stare nel lato, con Domenico&#039;&#039;”, gli ho detto: “&#039;&#039;e con Dino. Se vi mettete con Domenico e con Dino. Ed è giusto che si chiude sta storia&#039;&#039;”»&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 211.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;/blockquote&amp;gt;Nel proseguo di quella stessa conversazione emerge, con altrettanta chiarezza, come l’organizzazione non sia un’idea astratta, priva di manifestazioni materiali, ma che essa si palesi dotandosi di &#039;&#039;&#039;una struttura autonoma&#039;&#039;&#039; che si estrinseca, tra l’altro, attraverso la predisposizione di mezzi idonei al conseguimento del fine illecito, nel caso di specie attraverso la costituzione di una società ad hoc: &amp;lt;blockquote&amp;gt;AMICO Gioacchino: La persona la metto io e l&#039;azienda, tu metti il capannone, lontano da qua... perché non si può scaricare nella stessa zona dove si mangia, che poi succede che... E allora se volete con il consenso di tutti, i primi che arrivano si chiudono la prima partita per l&#039;impegno dei cinquanta e dopo quando finisce la cosa si divide. La prima partita arriva neanche sessanta giorni ed arriva, tempo della lettera di credito, quarantacinque gioni. Questo è il tutto… Per me questo oggi è l&#039;unica quadra che oggi si può trovare. Perché? Perché ci sono carcerati, ci sono parole di mezzo, non ci sta al proprio posto, non c&#039;è mio zio che loro si sono accordati, capito? oggi... tu ci stavi mi sa a quell&#039;appuntamento”&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 212.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;/blockquote&amp;gt;Sull’eterogeneità delle compagini d’origine, della quale tutti sono ben consci e consapevoli, gli inquirenti riportarono anche una suggestiva intercettazione ambientale tra Amico e la futura moglie &#039;&#039;&#039;Federica Buccafusca&#039;&#039;&#039;, in relazione agli inviti per il pranzo di matrimonio che di lì a breve si sarebbe celebrato, inviti che seguono un cerimoniale ed un ordine ancorato al “rispetto” dovuto alle famiglie mafiose&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 212 e ss.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’ulteriore conferma della unitarietà del sistema mafioso lombardo e della stabilità del vincolo associativo che lo caratterizza, infine, si desume dalla circostanza che le tre componenti mafiose si siano fatte “&#039;&#039;autorizzare&#039;&#039;” – dalle rispettive “case madri - a parteciparvi, come emerge chiaramente in un&#039;intercettazione in cui Gioacchino Amico afferma:&amp;lt;blockquote&amp;gt;«Abbiamo costruito un impero e ci siamo fatti autorizzare tutto da Milano ...(incomprensibile)...passando dalla Calabria da Napoli ovunque... Napoli c&#039;ho avuto a che fare io ... omissis»&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 4874.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;/blockquote&amp;gt;Altra intercettazione emblematica è quella in cui Gregorini, l&#039;[[11 marzo]] [[2021]], afferma:&amp;lt;blockquote&amp;gt;«Qua è Milano! Non ci sta Sicilia, non ci sta Roma, non ci sta Napoli, le cose giuste qua si fanno!»&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 1012.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;/blockquote&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===I Summit===&lt;br /&gt;
Altra circostanza altamente significativa in ordine alla unitarietà dell’associazione mafiosa lombarda è rappresentata dai numerosi summit ai quali hanno partecipato componenti di ciascuna delle tre articolazioni mafiose, nel corso dei quali sono state concordate le principali modalità operative del sistema mafioso lombardo:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
# La riunione a Dairago del 20 marzo 2020;&lt;br /&gt;
# La riunione a Dairago del 15 settembre 2020;&lt;br /&gt;
# La riunione a Dairago del 16 settembre 2020;&lt;br /&gt;
# La riunione ad Abbiategrasso del 17 settembre 2020;&lt;br /&gt;
# La riunione ad Abbiategrasso del 23 settembre 2020;&lt;br /&gt;
# La riunione a Dairago del 28 settembre 2020;&lt;br /&gt;
# La riunione a Dairago del 3 ottobre 2020;&lt;br /&gt;
# La riunione a Dairago del 9 ottobre 2020;&lt;br /&gt;
# La riunione a Dairago del 5 novembre 2020;&lt;br /&gt;
# La riunione a Busto Garolfo del 17 gennaio 2021;&lt;br /&gt;
# La riunione ad Abbiategrasso del 21 gennaio 2021;&lt;br /&gt;
# La riunione a Dairago del 24 marzo 2021;&lt;br /&gt;
# La riunione a Cinisello Balsamo del 31 marzo 2021;&lt;br /&gt;
# La riunione ad Abbiategrasso del 1° aprile 2021;&lt;br /&gt;
# La riunione ad Abbiategrasso del 13 aprile 2021;&lt;br /&gt;
# La riunione a Dairago del 28 aprile 2021;&lt;br /&gt;
# Gli incontri del 13 maggio 2021 (Busto Garolfo - Inveruno - Dairago);&lt;br /&gt;
# La riunione a Dairago del 22 maggio 2021&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 4831 e ss.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
===I beni strumentali in comune al sistema mafioso lombardo===&lt;br /&gt;
Le indagini hanno permesso di documentare anche la predisposizione di una fitta rete di mezzi strumentali allo sviluppo dell’associazione, in particolare società costituite ed utilizzate per i fini associativi, che &#039;&#039;&#039;cristallizzano un’equa ripartizione tra le tre diverse componenti mafiose&#039;&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 4838 e ss.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gli immobili e gli uffici delle varie società erano a disposizione dell’intera associazione mafiosa, e spesso venivano usati per i summit sopra citati, come ad esempio la sede della &amp;quot;Servizi Integrati&amp;quot; di Gioacchino Amico&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 4841.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’imponente rete di società, il costante flusso di ingenti capitali illeciti, le incessanti operazioni finanziarie illecite, il drenaggio indebito di fondi pubblici, il reinvestimento in settori leciti e nevralgici dell’economia nazionale - anche attraverso una serie di soggetti compiacenti e/o complici estranei alla organizzazione mafiosa ma perfettamente consapevoli di apportare ad essa il proprio contributo personale e/o professionale - rendono il sistema mafioso lombardo, oltre che estremamente pericoloso per le numerosissime e tradizionali condotte criminose di cui ai vari capi di imputazione, &#039;&#039;&#039;indubbiamente capace di alterare la libera concorrenza ed incidere così sul libero mercato&#039;&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 4871.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===La cassa comune===&lt;br /&gt;
L’attività investigativa ha anche accertato l&#039;esistenza di un “&#039;&#039;&#039;fondo comune&#039;&#039;&#039;” destinato ai detenuti e in generale agli affiliati (e ai loro familiari) in difficoltà, bisognosi di assistenza legale e sostegno economico; fondo indistintamente alimentato dai componenti il sistema mafioso lombardo a prescindere dalle eterogene componenti originarie.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===L&#039;esistenza del &amp;quot;Consorzio&amp;quot; mafioso negli anni &#039;80===&lt;br /&gt;
L&#039;esistenza di un &amp;quot;consorzio&amp;quot; costituito da più componenti mafiose emergeva già nelle attività di indagine tra la fine degli anni &#039;80 e l&#039;inizio degli anni &#039;90.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A parlarne per primo fu, nell&#039;ambito del processo Wall Street, il collaboratore di giustizia [[Salvatore Annacondia]], il quale parlò esplicitamente di &amp;quot;un&#039;unione&amp;quot; tra le famiglie mafiose d&#039;Italia, radicate al Nord.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel processo «&#039;ndrangheta stragista» fu invece il collaboratore &#039;&#039;&#039;Antonino Fiume&#039;&#039;&#039; a precisare che le prime riunioni in cui si era affrontato l’argomento stragi erano avvenute in Lombardia dove si era costituito tra il [[1986]] e il [[1987]] una specie di «&#039;&#039;&#039;Consorzio&#039;&#039;&#039;», ossia un organismo riservato che esercitava “&#039;&#039;un potere, era il potere assoluto che dominava su tutti, perché all&#039;interno c&#039;era ‘‘Ndrangheta, cosa nostra, camorra e sacra corona unita&#039;&#039;”, una sorta di “federazione” che aveva il controllo sul contrabbando delle sigarette e sul traffico della sostanza stupefacente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fiume a tal proposito dichiarò che &amp;lt;blockquote&amp;gt;«questo consorzio aveva &#039;&#039;&#039;il monopolio di tutto lo stupefacente che girava in Italia&#039;&#039;&#039;, lo dovevano comprare solo ed esclusivamente da loro, venderlo come volevano, però dovevano comprarlo solo dal consorzio tutti gli affiliati. &#039;&#039;&#039;Chi trasgrediva, veniva ucciso&#039;&#039;&#039;. Determinati omicidi e determinate cose venivano scelti solo dai capi del consorzio, che per riconoscersi... utilizzavano... &#039;&#039;&#039;avevano tutti lo stesso bracciale&#039;&#039;&#039;, che altro non era che un bracciale composto da fili di elefanti, che rappresentava Catania, coso... un lingotto d&#039;oro tatuato della &#039;ndrangheta, e adesso non mi ricordo bene, però il capo del consorzio non aveva il bracciale, aveva il girocollo, che era fatto allo stesso modo, che ce l&#039;aveva Antonio Papalia, che in un momento storico, che non c&#039;era, glielo aveva lasciato pure a Giuseppe De Stefano. E io gli ho detto: “&#039;&#039;Questo coso restituirglielo&#039;&#039;”. Cioè, era un rito, come dire, se li mettevano sul tavolo, c&#039;era qualcuno delegato del consorzio, poteva parlare solo se aveva questo bracciale o il girocollo»&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 4872.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;/blockquote&amp;gt;Al vertice di tale organismo, anche Fiume, come Annacondia, poneva [[Antonio Papalia]], il quale “&#039;&#039;col triumvirato della Jonica, era stato messo a Milano, e sulla Lombardia era lui che controllava tutto, però erano in buoni rapporti con tutte le altre organizzazioni, lui era il punto di riferimento&#039;&#039;”, mentre [[Franco Coco Trovato]] (consuocero di [[Carmine De Stefano]]) era un gradino sotto nel senso che l’ultima parola spettava a Papalia, chiarendo che insieme erano il vertice della componente ‘ndranghetistica che era prevalente nel Consorzio di cui facevano parte, tra gli altri: Jimmy Miano e Turi Cappello (i quali erano “&#039;&#039;dentro proprio come se fossero calabresi, anche se siciliani&#039;&#039;”), Pepè Flachi, il pugliese Annacondia, gli Arena di isola Capo Rizzuto, i Ficarelli (specificando Vincenzo Ficara), Mico (Domenico) Tegano che però non presenziava su Milano, i Latella con Giovanni Puntorieri, Mico Paviglianiti che aveva un ruolo importante, Schettini, Pace Salvatore (un riservato di Antonio Papalia), Vittorio Foschini, e Luigi Mancuso (“c’era dentro”).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fiume raccontò delle fibrillazioni all’interno di Cosa nostra catanese nei primi anni ’90 per cui i Santapaola volevano uccidere Jimmy Miano, ma che alla fine [[Nitto Santapaola]] aveva mandato a dire a [[Salvatore Riina|Totò Riina]] “Ditegli a zio Totò che se vuole io gli lascio la tavola apparecchiata”, perché aveva capito che lo volevano scalzare da Catania e mettere Mazzei, precisando che la sua fonte di conoscenza era Carmine De Stefano, che insieme al fratello Giuseppe aveva dal Consorzio un fisso di venti milioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Molte riunioni del Consorzio avvenivano a Monza dove c’era una specie di albergo, a Limbiate che era di proprietà di un amico di Antonio Papalia, altre avvenivano presso un autolavaggio che era di un parente di Pepè Flachi e altre ancora a Olginate a casa dell’amante di Totò Schettini.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In seno al Consorzio si decidevano omicidi, tra cui quello del figlio del boss [[Raffaele Cutolo]] (come confermato dal collaboratore Pace autore di quell&#039;omicidio) e della guardia carceraria [[Umberto Mormile]], che era stato commesso da Totò Schettini per decisione del “consorzio”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fiume, riferendosi all’omicidio Mormile, riferì anche della rabbia di Coco Trovato perché era stata lasciata l’arma sul posto, dichiarando che i servizi segreti erano certamente i mandanti dell&#039;omicidio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Insomma, già a partire dagli anni ’80 in Lombardia erano stati avviati tra le varie organizzazioni criminali intensi rapporti di collaborazione che avevano portato alla commissione di traffici illeciti di varia natura soprattutto in materia di droga.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==La decisione del Giudice per le indagini preliminari==&lt;br /&gt;
Nonostante l&#039;imponente quadro probatorio, il Giudice per le Indagini Preliminari Tommaso Perna il [[25 ottobre]] [[2023]] rigettò ben 143 richieste di misure cautelari su 154, disponendo l&#039;arresto solo di 11 persone e negando l&#039;esistenza di un&#039;associazione mafiosa, accusa ridotta solo a tre imputati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Addirittura rispetto alle dichiarazioni di Annacondia e Fiume allegate dalla procura il GIP scrisse: “&#039;&#039;Nulla aggiungono al quadro sinora delineato le due integrazioni depositate dalla Procura della Repubblica peraltro scarsamente argomentate&#039;&#039;”. Inoltre, nella parte finale dell’indagine, la Procura intercetta la volontà di Filippo Crea di infiltrarsi, attraverso una nuova società, negli appalti pubblici per la ricostruzione del dopo alluvione in Emilia Romagna. Viene così chiesta una proroga di intercettazioni, negata però dal giudice, il quale fin dall’inizio della sua ordinanza dichiarò di non condividere “&#039;&#039;a monte ogni aspetto riguardante la supposta esistenza di un accordo stabile e duraturo tra le diverse componenti calabrese, siciliana e romana, ai quali l’odierno decidente ritiene di non poter aderire&#039;&#039;”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;inchiesta sarebbe dovuta partire ben prima dell’estate e con un fermo diretto della Procura, al quale il pubblico ministero era arrivato dopo mesi di estenuanti colloqui con ben sei procure (Reggio Calabria, Catanzaro, Palermo, Caltanissetta, Napoli, Roma), oltre alla Direzione nazionale antimafia. Il tutto per spiegare e alla fine ottenere il via libera al &#039;&#039;&#039;radicamento della competenza presso la Procura di Milano&#039;&#039;&#039;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ottenuto questo e stampate decine di copie del fermo con una spesa di circa 10mila euro, il fermo stesso è stato bloccato dai vertici della Procura, ma mai revocato dal pubblico ministero. Alla base di tutto questo iter non risulterebbero comunicazioni scritte. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopodiché ad aprile 2023 si optò per una classica ordinanza con richieste di arresto. L’ordinanza venne depositata il 26 settembre e, visto il contenuto, in dieci giorni la Procura produsse un corposo ricorso al Tribunale del Riesame. Tra le varie cose, venne segnalato come il Giudice per le Indagini Preliminari avesse fatto &amp;quot;copia-incolla&amp;quot; di buona parte di un testo dell’avvocato napoletano Salvatore Del Giudice, riportato sul suo sito alla data del 12 settembre 2022 e intitolato “&#039;&#039;Il reato di associazione mafiosa ex art. 416 bis c.p. – I criteri legali di accertamento&#039;&#039;”&amp;lt;ref&amp;gt;Davide Milosa, &#039;&#039;“Non è mafia”: contro la Procura il gip copia il testo di un avvocato&#039;&#039;, il Fatto Quotidiano, 26 ottobre 2023.&amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===La decisione del Tribunale del Riesame===&lt;br /&gt;
Il [[14 ottobre]] [[2024]] il Tribunale del Riesame ribaltò completamente la decisione del GIP, confermando l’attualità e la bontà del capo 1 dell’ordinanza, che individuava in elementi apicali di Cosa nostra, ‘ndrangheta e camorra romana i membri di un consorzio mafioso o sistema mafioso lombardo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un&#039;entità che non andava definita come: “&#039;&#039;una super-mafia come evocato dal gip o una confederazione in senso stretto tra associazioni mafiose&#039;&#039;”, scriveva il Riesame, che poi spiegò “&#039;&#039;come la diversità di provenienza sulla essenza della mafiosità&#039;&#039;” anzi “&#039;&#039;accomuna e non divide&#039;&#039;” i membri dell&#039;associazione. In uno dei provvedimenti notificati, il Riesame aggiungeva: “&#039;&#039;Il sodalizio come ricostruito presenta una &#039;&#039;&#039;mafiosità immanente&#039;&#039;&#039; che è il diretto portato della mafiosità dei suoi componenti più rappresentativi e in quanto tali in grado di concretamente condizionare lo svolgersi della vita dell’associazione&#039;&#039;”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il ricorso dei legali degli imputati contro la decisione del Riesame venne bocciato dalla Cassazione il [[25 gennaio]] [[2025]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Processo==&lt;br /&gt;
La Procura di Milano, dopo aver incassato le sentenze favorevoli di Riesame e Cassazione, depositò a fine febbraio 2025 l’avviso di chiusura indagini per 146 indagati. Di questi, 48 vennero accusati di associazione mafiosa. Il procuratore di Milano Marcello Viola firmò la richiesta di rinvio a giudizio il [[4 aprile]] 2025.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Rito abbreviato===&lt;br /&gt;
L&#039;udienza preliminare si tenne nell&#039;Aula Bunker di Opera, davanti al giudice &#039;&#039;&#039;Emanuele Mancini&#039;&#039;&#039;. Dei 146 imputati, 77 scelsero il rito abbreviato e 59 il rito ordinario, mentre i restanti chiesero di patteggiare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si costituirono parte civile:&lt;br /&gt;
* Regione Lombardia&lt;br /&gt;
* Città Metropolitana di Milano&lt;br /&gt;
* Comune di Milano&lt;br /&gt;
* Comune di Varese&lt;br /&gt;
* Comune di Legnano&lt;br /&gt;
* Libera contro le mafie&lt;br /&gt;
* WikiMafia&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== I collaboratori di giustizia ====&lt;br /&gt;
Nel corso dell’udienza scelsero di diventare collaboratori di giustizia &#039;&#039;&#039;Saverio Pintaudi&#039;&#039;&#039;, esponente della &#039;ndrina Iamonte affiliato alla [[Locale di Desio]] (collegata alla Locale di Melito Porto Salvo)&#039;&#039;&#039;, William Alfonso Cerbo&#039;&#039;&#039;, collettore economico a Milano del clan catanese Mazzei, e &#039;&#039;&#039;Francesco Bellusci&#039;&#039;&#039;, affiliato alla [[Locale di Legnano-Lonate Pozzolo|locale di Legano-Lonate Pozzolo]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Le minacce di morte ai titolari dell&#039;inchiesta ====&lt;br /&gt;
Nel corso dell&#039;udienza preliminare vi fu la notizia di &#039;&#039;&#039;minacce di morte&#039;&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;&#039;&#039;“Mafia a tre teste” in Lombardia, minacce di morte al procuratore di Milano e alla pm che ha indagato: allerta massima, sicurezza rafforzata&#039;&#039;, ilFattoQuotidiano.it, 26 gennaio 2025[https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/01/26/minacce-di-morte-procuratore-milano-viola-pm-cerreti-sicurezza-rafforzata-inchiesta-hydra/7852238/ .]&amp;lt;/ref&amp;gt; all&#039;indirizzo del Procuratore &#039;&#039;&#039;Marcello Viola&#039;&#039;&#039; e della sostituta &#039;&#039;&#039;Alessandra Cerreti&#039;&#039;&#039;, in risposta alla quale i due vennero invitati prima in Consiglio Comunale a Milano (11 febbraio 2025), poi al consiglio metropolitano (21 marzo 2025)&amp;lt;ref&amp;gt;Consiglio metropolitano straordinario sul fenomeno delle infiltrazioni mafiose, [https://www.cittametropolitana.mi.it/mivedo/video/Consiglio-metropolitano-straordinario-sul-fenomeno-delle-infiltrazioni-mafiose-Cerreti/ Città Metropolitana di Milano].&amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== La requisitoria del pubblico ministero ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nella sua requisitoria, la dott.ssa Alessandra Cerreti affermò: &amp;lt;blockquote&amp;gt;«attenzione, &#039;&#039;&#039;non è una super mafia&#039;&#039;&#039;, nessuno l&#039;ha mai sostenuto, qua siamo lontani anni luce dal parlare di una mafia nuova, quasi che l&#039;associazione mafiosa contestata avesse &#039;&#039;&#039;la pretesa di raggruppare in sé le tre mafie storiche italiane.&#039;&#039;&#039; [...] Non è mafia nuova né mafia delocalizzata, ma mafiosità immanente: si tratta di un&#039;associazione mafiosa alla quale aderiscono &#039;&#039;&#039;rappresentanti delle tre mafie sul territorio lombardo&#039;&#039;&#039;, e solo sul territorio lombardo, che hanno deciso di mettersi insieme per fare business, semplicemente questo, autorizzate dalle case madri a spendere il brand criminale di Cosa nostra, della Camorra o della &#039;ndrangheta. Ognuno poi esplica la sua capacità mafiosa sulla base dell&#039;appartenenza, ma “&#039;&#039;l’unione fa la pericolosità&#039;&#039;”, come anni fa mi disse un pentito calabrese.&amp;lt;/blockquote&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====Condanne====&lt;br /&gt;
Il [[12 gennaio]] [[2026]] vennero condannate complessivamente &#039;&#039;&#039;62 persone&#039;&#039;&#039;, con pene fino a 16 anni, mentre 9 imputati patteggiarono; &#039;&#039;&#039;29 vennero prosciolti&#039;&#039;&#039; tra abbreviato e udienza preliminare, mentre &#039;&#039;&#039;45 vennero rinviati a giudizio&#039;&#039;&#039; nel processo per rito ordinario. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le condanne più elevate, già al netto della riduzione di un terzo per la scelta del rito abbreviato, e comunque generalmente più basse delle richieste dell’accusa, furono 16 anni a Massimo Rosi, 14 a Filippo Crea, 12 a Giuseppe Fidanzati (contro i 20 anni richiesti dai pm), 14 a Bernardo Pace e 12 ai figli, 13 anni e 4 mesi a Giovanni Abilone. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gli imputati che nel corso del processo scelsero di collaborare giustizia – &#039;&#039;&#039;William Alfonso Cerbo, Francesco Bellusci e Saverio Pintaudi&#039;&#039;&#039; – si videro riconoscere la speciale attenuante. &lt;br /&gt;
{| class=&amp;quot;wikitable&amp;quot;&lt;br /&gt;
|+Condanne Rito abbreviato Hydra - 1° grado&amp;lt;ref&amp;gt;Emanuele Mancini (2026). &#039;&#039;Dispositivo di sentenza - Procedimento n. 17694/25 R.G. GIP / N. 5799/23 R.G.N.R.&#039;&#039;, Tribunale di Milano - Sezione GIP-GUP, 12 gennaio. &amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
!Imputato&lt;br /&gt;
!Esito&lt;br /&gt;
!Pena&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Abilone Giovanni&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;13 anni e 4 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Albanese Vincenza&lt;br /&gt;
|Condannata&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;11 anni e 4 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Aquilano Simone&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;2 anni e 4 mesi di reclusione + 8.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali &lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Bellusci Francesco&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;4 anni e 6 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Blanco &lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;6 anni e 2 mesi di reclusione + 6.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Bonanno Samuele&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;12 anni di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Bramonti Alessandro&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;10 anni e 6 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Brancaccio Domenico&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;10 anni e 6 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Caldarelli Antonio&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;1 anno e 4 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Callipari Pasquale&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;2 anni e 4 mesi di reclusione + 6.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Cerbo William Alfonso&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;5 anni di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Cirillo Giovanni&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;10 anni e 10 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Ciulla Alessio&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;2 anni e 6 mesi di reclusione + 10.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Colombo Emanuela&lt;br /&gt;
|Condannata&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;1 anno e 4 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Coluccio Salvatore&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;2 anni e 8 mesi di reclusione + 6.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Crea Filippo&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;14 anni e 8 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Cristello Giacomo&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;11 anni e 2 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|D&#039;Alia Aurelio&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;3 anni di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Deodato Vincenzo&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;6 anni e 2 mesi di reclusione + 6.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Destefano Michele&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;4 anni di reclusione + 16.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Dimiccoli Antonio&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;6 anni e 2 mesi di reclusione + 6.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Fidanzati Giuseppe&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;14 anni di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Fidanzati Stefano&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;2 anni e 8 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Fiore Giuseppe&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;7 anni e 1 mese di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Fontana Gianfranco&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;5 anni e 4 mesi di reclusione + 20.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Galioto Antonino&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;11 anni e 2 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Gatto Giovanni&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;3 anni e 1 mese di reclusione + 4.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Grasso Antonio&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;13 anni e 8 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Grasso Paolo&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;7 anni di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Jelmini Giada&lt;br /&gt;
|Condannata&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;3 anni e 2 mesi di reclusione + 4.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|La Cara Alessandro&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;5 anni di reclusione + 10.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Mazzotta Pietro&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;13 anni di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Menghetti Maurizio&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;3 anni e 6 mesi di reclusione + 8.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Milano Luca&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;2 anni e 4 mesi di reclusione + 6.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Molluso Alessandro Illuminato&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;4 anni e 4 mesi di reclusione + 10.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Molluso Francesco&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;4 anni di reclusione + 8.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Monti Alessandro&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;4 anni e 8 mesi di reclusione + 10.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Morana Maria Assunta&lt;br /&gt;
|Condannata&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;1 anno e 4 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Mroshaj Ejll&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;2 anni e 4 mesi di reclusione + 6.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Oliveri Carmelo&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;4 anni e 9 mesi di reclusione + 10.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Pace Bernardo&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;14 anni e 4 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Pace Domenico&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;11 anni e 4 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Pace Michele&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;12 anni di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Panaiia Iginio&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;3 anni e 6 mesi di reclusione + 8.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Papalia Daniele&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;4 anni di reclusione + 10.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Perversi Riccardo Francesco&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;3 anni di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Pintaudi Saverio&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;3 anni e 6 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Pizzata Giuseppe&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;14 anni e 4 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Polise Orsolo&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;1 anno e 4 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Postù Maria Domenica&lt;br /&gt;
|Condannata&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;10 anni e 8 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Romeo Antonio&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;2 anni e 8 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Rosi Massimo&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;16 anni di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Russo Andrea Michele&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;4 anni e 8 mesi di reclusione + 10.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Sangalli Daniela&lt;br /&gt;
|Condannata&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;10 anni e 8 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Sanseverino Sergio&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;13 anni di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Sergi Saverio&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;2 anni e 4 mesi di reclusione + 6.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Sorge Giuseppe&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;13 anni di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Spatola Giuseppe&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;1 anno e 4 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Toscano Pasquale Filomeno&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;11 anni e 2 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Veizaj Klement&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;3 anni e 2 mesi di reclusione + 4.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Ventura Mario&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;4 anni e 1 mese di reclusione + 6.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Zavattieri Giuseppe&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;4 anni e 1 mese di reclusione + 10.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|}&lt;br /&gt;
Per le parti civili fu stabilito il risarcimento del danno da liquidarsi in separato giudizio civile, nonché il pagamento, in solido, di una provvisionale pari ad €. 10.000,00 a titolo di risarcimento del danno morale; infine, alla rifusione delle spese di costituzione e giudizio, che liquidò in euro 6.000,00 a titolo dì compenso professionale, oltre alle spese vive e al 15% a titolo di spese generali forfettarie, iva e cpa come per legge.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Assoluzioni ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* ABDEL LATIF MOHAMED EMAM TAHA dal reato a lui ascritto (capo 76) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* ALBANESE VINCENZA dai reati di cui ai capi 68 e 77 perché il fatto non sussiste;&lt;br /&gt;
* ANDERLINI GIULIANO dal reato a lui ascritto (capo 63) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* ANTONAZZO PASQUALE dal reato a lui ascritto (capo 68) perché il fatto non sussiste;&lt;br /&gt;
* AQUILANTI MANUELA dal reato a lei ascritto (capo 75) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* BARRA SALVATORE dal reato a lui ascritto (capo 35) per non avere commesso il fatto;&lt;br /&gt;
* BASSETTO ANTONIO dal reato a lui ascritto (capo 79) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* CANNIZZARO CLAUDIO dal reato a lui ascritto (capo 59) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* CASSAGO MARCO dal reato a lui ascritto (capo 65) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* CONGIU LUCA dal reato a lui ascritto (capo 61) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* COTTONE FRANCESCO dal reato a lui ascritto (capo 66) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* CREA FILIPPO dal reato di cui al capo 81 perché il fatto non sussiste;&lt;br /&gt;
* DI MICCOLI ANTONIO dal reato di cui al capo 14 per non avere commesso il fatto;&lt;br /&gt;
* FIDANZATI STEFANO dal reato di cui al capo 1 per non avere commesso il fatto;&lt;br /&gt;
* GAYLI YRINA dai reati a lei ascritti (capi 19, 20 e 21) per non avere commesso il fatto;&lt;br /&gt;
* GENNARO MARIA RITA dal reato a lei ascritto {capo 72) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* GUARNACCIA ANTONINO dai reati a lui ascritti (capi 80.1, 80.2 e 80.3) per non avere commesso il fatto;&lt;br /&gt;
* LI CALZI MAURIZIO dal reato a lui ascritto {capo 72) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* MARINO MARIA dal reato a lei ascritto (capo 72) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* OHANNASSIAN GIRRABET GABRIELE dal reato a lui ascritto (capo 75) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* PERVERSI CLAUDIO dal reato a lui ascritto (capo 86) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* PINTAUDI SAVERIO dal reato di cui al capo 80. l per non aver commesso il fatto;&lt;br /&gt;
* POSTÙ MARIA DOMENICA dai reati di cui ai capi 80.1, 80.2 e 80.3 per non aver commesso il fatto;&lt;br /&gt;
* ROMEO ANTONIO dal reato di cui al capo I per non avere commesso il fatto;&lt;br /&gt;
* SILVESTRO TINDARO dal reato a lui ascritto (capo 63) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* SORCE GIUSEPPE dal reato di cui al capo 77 perché il fatto non sussiste.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il presunto suicidio del collaboratore di giustizia Bernardo Pace ===&lt;br /&gt;
Lunedì 16 marzo, a tre giorni dall&#039;inizio del processo con rito ordinario, il neo-collaboratore di giustizia &#039;&#039;&#039;Bernardo Pace&#039;&#039;&#039; venne trovato apparentemente morto suicida. In un primo momento, l&#039;Ansa battè la notizia che si era impiccato &amp;quot;coi lacci delle scarpe&amp;quot; nella sua cella, nel carcere Lorusso e Cotugno di Torino. In realtà, fu trovato impiccato nel bagno accanto alla cella, con un cavo tanto spesso che i soccorritori non riuscirono nemmeno a tagliarlo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I dubbi che si trattasse di un finto suicidio sono legati anche al fatto che sembra improbabile che Pace, malato terminale di cancro e dunque debilitato dalla chemioterapia, fosse in grado di stringersi attorno al collo un cavo così robusto. Non solo: nonostante i magistrati milanesi si fossero raccomandati di sorvegliarlo in quanto &#039;&#039;&#039;Pace temeva per la sua vita&#039;&#039;&#039;, né la cella né il corridoio che portava al bagno erano monitorati con telecamere. La sua decisione di collaborare, visto il tumore in stadio avanzato, derivava dalla volontà di passare i suoi ultimi anni con la sua famiglia. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Pace aveva riempito due verbali, considerati di grande rilevanza, in quanto aveva parlato delle visite di [[Matteo Messina Denaro]] a Milano e dei rapporti con la politica del Consorzio (ben 8 pagine omissate dai magistrati).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le circostanze in cui Pace è stato trovato morto hanno portato alcuni a paragonare il suo caso a quello di [[Antonino Gioè|Nino Gioè]], il mafioso di Altofonte che fu tra gli esecutori della [[strage di Capaci]]. Arrestato nel [[1993]], aveva più volte chiesto di parlare con i magistrati per collaborare, anche se non è mai stata trovata traccia di verbali o colloqui investigativi. In compenso, l&#039;aspirante collaboratore venne poi trovato impiccato nella sua cella del carcere di Rebibbia, nella notte tra il 28 e il 29 luglio, poche ore dopo la [[Strage di Via Palestro|strage di via Palestro]] a Milano. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Rito ordinario===&lt;br /&gt;
Il rito ordinario iniziò il [[19 marzo]] 2026, presso l’Aula Bunker di San Vittore a Milano. A presiedere il processo la Presidente dell&#039;VIII sezione penale del Tribunale di Milano, &#039;&#039;&#039;Maria Luisa Balzarotti&#039;&#039;&#039;, &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Rispetto all&#039;abbreviato, erano presenti tre ulteriori parti civili, già costituitesi in udienza preliminari ma contro soggetti che avevano scelto il rito ordinario: il giornalista di Report &#039;&#039;&#039;Giorgio Mottola&#039;&#039;&#039;, minacciato durante la realizzazione di un&#039;inchiesta giornalistica da Errante Parrino, la &#039;&#039;&#039;Rai - RadioTelevisione Italiana&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;Francesco Picone&#039;&#039;&#039;, titolare di un bar a Busto Arsizio minacciato dai fratelli Nicastro.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel corso della seconda udienza, il 30 aprile, e della terza, il 14 maggio, vennero sollevate le eccezioni delle difese, in particolare contro la competenza territoriale di Milano e contro la costituzione di parte civile dei comuni di Legnano e Busto Arsizio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel corso della quarta udienza, il 18 giugno successivo, il Tribunale sciolse la riserva, &#039;&#039;&#039;dichiarando la competenza territoriale su Milano&#039;&#039;&#039;, respingendo le eccezioni sollevate dalle difese e dichiarando aperto il dibattimento; contestualmente &#039;&#039;&#039;negò la costituzione di parte civile&#039;&#039;&#039; dei comuni di Abbiategrasso e di Busto Arsizio perché tardive.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Il presidio in solidarietà dei magistrati il 18 giugno 2026 ====&lt;br /&gt;
Contestualmente, quella mattina varie associazioni antimafia organizzarono &#039;&#039;&#039;un presidio di solidarietà ai magistrati&#039;&#039;&#039;, dopo la notizia del rafforzamento della scorta con ulteriori minacce di morte ai danni della dott.ssa Alessandra Cerreti e del Procuratore Marcello Viola. WikiMafia partecipò col suo striscione &amp;quot;&#039;&#039;Fuori la mafia da Milano&#039;&#039;&amp;quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Il dibattimento ====&lt;br /&gt;
Dopo le richieste di ammissione di prova e della lista testimoni nella quinta udienza (24 giugno), durante la sesta (2 luglio) il Tribunale sciolse la riserva, ammettendo tutte le prove e le liste testimoni, ad eccezione delle annotazioni di polizia giudiziaria, in quanto atti ripetibili durante il dibattimento. Contestualmente, il pubblico ministero Alessandra Cerreti dichiarò che l&#039;esame dei testi sarebbe partito col collaboratore di giustizia &#039;&#039;&#039;William Alfonso Cerbo&#039;&#039;&#039;, chiedendo che fosse escusso in presenza; di fronte alle richieste delle difese di avere in presenza anche i propri assistiti nelle gabbie, il Tribunale autorizzò l&#039;esame in presenza di Cerbo per l&#039;udienza del 9 luglio e successive, ma negò la possibilità per gli imputati di ascoltarlo in Aula Bunker.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Note==&lt;br /&gt;
&amp;lt;references&amp;gt;&amp;lt;/references&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Bibliografia==&lt;br /&gt;
* Archivio storico de Il Fatto Quotidiano.&lt;br /&gt;
* Cerreti, Alessandra (2023). &amp;quot;&#039;&#039;Richiesta di applicazione di misura cautelare personale e reale - Procedimento N. 5799/23 (stralcio dal 14467/17) R.G. notizie di reato DDA&#039;&#039;&amp;quot;, Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano - Direzione Distrettuale Antimafia, 31 marzo.&lt;br /&gt;
* Mancini, Emanuele (2026). &#039;&#039;Dispositivo di sentenza - Procedimento n. 17694/25 R.G. GIP / N. 5799/23 R.G.N.R.&#039;&#039;, Tribunale di Milano - Sezione GIP-GUP, 12 gennaio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Categoria:Inchieste antimafia]] [[Categoria:Inchieste in Lombardia]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Leadermassimo</name></author>
	</entry>
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		<id>https://www.wikimafia.it/w/index.php?title=William_Alfonso_Cerbo&amp;diff=10942</id>
		<title>William Alfonso Cerbo</title>
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		<updated>2026-07-04T15:26:51Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Leadermassimo: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{In corso}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;William Alfonso Cerbo&#039;&#039;&#039; detto &amp;quot;&#039;&#039;Scarface&#039;&#039;&amp;quot; (Catania, [[19 agosto]] [[1982]]) è un collaboratore di giustizia italiano, già affiliato al clan catanese dei “Mazzei / Carcagnusi” di [[Cosa nostra]] e tra i vertici del c.d. &amp;quot;Consorzio mafioso&amp;quot; o &amp;quot;sistema mafioso lombardo&amp;quot; emerso nel [[processo Hydra]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Biografia==&lt;br /&gt;
Figlio di Francesco Ivano e Letteria Di Paola, il padre era legato al capo-mafia Santo Mazzei, per il quale curava svariati interessi. Il figlio seguì le orme del padre, tanto che venne arrestato in esecuzione di due ordinanze di custodia cautelare, una prima volta nel [[2014]] per il reato di associazione mafiosa, la seconda, nel [[2021]], per truffa&amp;lt;ref&amp;gt;Cerreti, Alessandra (2023). &amp;quot;Richiesta di applicazione di misura cautelare personale e reale - Procedimento N. 5799/23 (stralcio dal 14467/17) R.G. notizie di reato DDA&amp;quot;, Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano - Direzione Distrettuale Antimafia, 31 marzo, p. 659.&amp;lt;/ref&amp;gt;. In merito alla prima ordinanza, venne condannato nel [[2019]] a 14 anni e 3 mesi di reclusione, pena diminuita in Appello a 8 anni, per avvenuta prescrizione di alcuni reati relativamente ad intestazioni fittizie.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per conto dei Mazzei, Cerbo insieme al padre curava gli interessi di una serie di società finalizzate alla commissione di reati quali truffe e bancarotte fraudolente. Considerato “&#039;&#039;giovane imprenditore rampante&#039;&#039;” e organicamente inserito nell’organizzazione criminale organizzata e diretta dal suo intimo amico Sebastiano Mazzei, figlio di Santo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Rappresentante dei Mazzei nel sistema mafioso lombardo===&lt;br /&gt;
Una volta trasferitosi a Milano, Cerbo continuò a costituire numerose società intestate a terze persone, con lo scopo di accumulare capitali illeciti da reinvestire nell&#039;economia legale e di valorizzare il cosiddetto &amp;quot;capitale sociale&amp;quot; dell&#039;organizzazione. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nell&#039;ambito del &amp;quot;sistema mafioso lombardo&amp;quot; o &amp;quot;consorzio mafioso&amp;quot;, il suo ruolo apicale nell&#039;organizzazione è testimoniato dalla partecipazione a summit, come quello al ristorante &amp;quot;Sardinia&amp;quot; di Inveruno del [[3 giugno]] [[2020]]&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 660.&amp;lt;/ref&amp;gt;, nonché dai suoi interventi per risolvere problematiche relative alle dinamiche associative o per investimenti comuni ed ancora per l’assistenza agli associati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nell&#039;ambito ad esempio dell&#039;acquisizione, con modalità estorsive, delle quote societarie della ditta S.F. S.A.S. &amp;amp; C C appartenenti al socio accomandante catanese Orazio Sanfilippo, condotta da Giancarlo Vestiti, il figlio Eduardo e Gioacchino Amico, quest&#039;ultimo riferì in una conversazione intercettata il [[16 maggio]] [[2020]] di aver fatto pressioni sulla vittima dichiarando le loro aderenze criminali nel catanese e facendo riferimento al “&#039;&#039;cugino&#039;&#039;” in Lombardia, termine utilizzato di frequente per designare Cerbo, indicato anche in altre circostanze come uno dei soggetti titolati ad assumere decisioni unitamente a Vestiti e Santo Crea. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Non solo, Cerbo si occupava anche del sostentamento economico dei familiari dei detenuti, come nel caso di Giancarlo Vestiti&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 1426.&amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;omicidio per &amp;quot;[[Lupara bianca|lupara bianca]]&amp;quot; di [[Gaetano Cantarella]], uomo di fiducia dei Mazzei al Nord, avvenuto il [[3 febbraio]] [[2020]] in Sicilia ad opera di Gioacchino Amico e Raimondo Orlando, fece emergere anche il ruolo di Cerbo come l&#039;altro uomo di fiducia dei Mazzei, che chiedevano conto della sparizione di un loro fedelissimo.  &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===La decisione di collaborare con la giustizia===&lt;br /&gt;
Nel corso dell&#039;udienza preliminare del processo Hydra, il [[12 luglio]] [[2025]] Cerbo espresse la sua volontà di collaborare con gli inquirenti, redigendo anzitutto un memoriale mentre si trovava detenuto nel carcere Marassi di Genova&amp;lt;ref&amp;gt;Cerbo William Alfonso (2025). &amp;quot;&#039;&#039;Memoriale Inchiesta Hydra&#039;&#039;&amp;quot;, Genova, 12 luglio.&amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo quel memoriale, Cerbo si sottopose a ben sei interrogatori (22 e 30 settembre; 1, 7, 8, 14 ottobre). Circa le motivazioni per cui iniziò a collaborare con la giustizia, nel suo primo interrogatorio dichiarò: &amp;quot;&#039;&#039;Ho deciso di collaborare con l&#039;Autorità giudiziaria per miei figli e la mia famiglia,&lt;br /&gt;
cambiare vita e dare loro un futuro migliore&#039;&#039;&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;Citato in Cerreti, Alessandra (2025). &amp;quot;&#039;&#039;Verbale di interrogatorio di persona imputata in procedimento connesso&#039;&#039;&amp;quot;, 22 settembre, p. 6.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La notizia della sua collaborazione, con relativa richiesta di ammissione al rito abbreviato da parte del suo legale, venne data dal pubblico ministero nell&#039;udienza del 24 novembre 2025, che si teneva presso l&#039;Aula Bunker del Carcere di Opera.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Le dichiarazioni di Cerbo===&lt;br /&gt;
Le dichiarazioni di Cerbo hanno aiutato gli inquirenti come è stata costruita l&#039;alleanza tra le tre mafie storiche in Lombardia, sfociata nel &amp;quot;consorzio&amp;quot; o &amp;quot;sistema mafioso lombardo&amp;quot;, come lo definisce la Procura di Milano. Tutto nascerebbe nel 2019 per puri motivi economici, cioè &#039;&#039;&#039;massimizzare i profitti&#039;&#039;&#039;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per raggiungere l&#039;obiettivo, la nuova struttura doveva servire da camera di compensazione per dirimere possibili liti, come quella nata, sempre per questioni di soldi, tra Gioacchino Amico, rappresentante degli interessi della camorra romana del boss Michele Senese, e la famiglia Pace, legata alla mafia di Castelvetrano e quindi a [[Matteo Messina Denaro]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Condanna===&lt;br /&gt;
Al termine del rito abbreviato in 1° grado, a Cerbo venne riconosciuta l&#039;attenuante della collaborazione e rimediò una condanna a 5 anni di reclusione, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Il processo ordinario===&lt;br /&gt;
Durante il processo con rito ordinario, Cerbo sarà il primo testimone ad essere ascoltato nell&#039;Aula Bunker di San Vittore a Milano, durante l&#039;udienza del 9 luglio 2026.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Note==&lt;br /&gt;
&amp;lt;references&amp;gt;&amp;lt;/references&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Bibliografia==&lt;br /&gt;
*Cerbo William Alfonso (2025). &amp;quot;&#039;&#039;Memoriale Inchiesta Hydra&#039;&#039;&amp;quot;, Genova, 12 luglio.&lt;br /&gt;
*Cerreti, Alessandra (2023). &amp;quot;Richiesta di applicazione di misura cautelare personale e reale - Procedimento N. 5799/23 (stralcio dal 14467/17) R.G. notizie di reato DDA&amp;quot;, Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano - Direzione Distrettuale Antimafia, 31 marzo.&lt;br /&gt;
*Cerreti, Alessandra (2025). &amp;quot;&#039;&#039;Verbale di interrogatorio di persona imputata in procedimento connesso&#039;&#039;&amp;quot;, 22 settembre.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Categoria:Pentiti]] [[Categoria:Pentiti di Cosa Nostra]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Leadermassimo</name></author>
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		<title>William Alfonso Cerbo</title>
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		<updated>2026-07-04T15:24:44Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Leadermassimo: Creata pagina con &amp;quot;{{In corso}}  &amp;#039;&amp;#039;&amp;#039;William Alfonso Cerbo&amp;#039;&amp;#039;&amp;#039; detto &amp;quot;&amp;#039;&amp;#039;Scarface&amp;#039;&amp;#039;&amp;quot; (Catania, 19 agosto 1982) è un collaboratore di giustizia italiano, già affiliato al clan catanese dei “Mazzei / Carcagnusi” di Cosa nostra e tra i vertici del c.d. &amp;quot;Consorzio mafioso&amp;quot; o &amp;quot;sistema mafioso lombardo&amp;quot; emerso nel processo Hydra.  ==Biografia== Figlio di Francesco Ivano e Letteria Di Paola, il padre era legato al capo-mafia Santo Mazzei, per il quale curava svariati interessi....&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{In corso}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;William Alfonso Cerbo&#039;&#039;&#039; detto &amp;quot;&#039;&#039;Scarface&#039;&#039;&amp;quot; (Catania, [[19 agosto]] [[1982]]) è un collaboratore di giustizia italiano, già affiliato al clan catanese dei “Mazzei / Carcagnusi” di [[Cosa nostra]] e tra i vertici del c.d. &amp;quot;Consorzio mafioso&amp;quot; o &amp;quot;sistema mafioso lombardo&amp;quot; emerso nel [[processo Hydra]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Biografia==&lt;br /&gt;
Figlio di Francesco Ivano e Letteria Di Paola, il padre era legato al capo-mafia Santo Mazzei, per il quale curava svariati interessi. Il figlio seguì le orme del padre, tanto che venne arrestato in esecuzione di due ordinanze di custodia cautelare, una prima volta nel [[2014]] per il reato di associazione mafiosa, la seconda, nel [[2021]], per truffa&amp;lt;ref&amp;gt;Cerreti, Alessandra (2023). &amp;quot;Richiesta di applicazione di misura cautelare personale e reale - Procedimento N. 5799/23 (stralcio dal 14467/17) R.G. notizie di reato DDA&amp;quot;, Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano - Direzione Distrettuale Antimafia, 31 marzo, p. 659.&amp;lt;/ref&amp;gt;. In merito alla prima ordinanza, venne condannato nel [[2019]] a 14 anni e 3 mesi di reclusione, pena diminuita in Appello a 8 anni, per avvenuta prescrizione di alcuni reati relativamente ad intestazioni fittizie.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per conto dei Mazzei, Cerbo insieme al padre curava gli interessi di una serie di società finalizzate alla commissione di reati quali truffe e bancarotte fraudolente. Considerato “&#039;&#039;giovane imprenditore rampante&#039;&#039;” e organicamente inserito nell’organizzazione criminale organizzata e diretta dal suo intimo amico Sebastiano Mazzei, figlio di Santo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Rappresentante dei Mazzei nel sistema mafioso lombardo===&lt;br /&gt;
Una volta trasferitosi a Milano, Cerbo continuò a costituire numerose società intestate a terze persone, con lo scopo di accumulare capitali illeciti da reinvestire nell&#039;economia legale e di valorizzare il cosiddetto &amp;quot;capitale sociale&amp;quot; dell&#039;organizzazione. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nell&#039;ambito del &amp;quot;sistema mafioso lombardo&amp;quot; o &amp;quot;consorzio mafioso&amp;quot;, il suo ruolo apicale nell&#039;organizzazione è testimoniato dalla partecipazione a summit, come quello al ristorante &amp;quot;Sardinia&amp;quot; di Inveruno del [[3 giugno]] [[2020]]&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 660.&amp;lt;/ref&amp;gt;, nonché dai suoi interventi per risolvere problematiche relative alle dinamiche associative o per investimenti comuni ed ancora per l’assistenza agli associati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nell&#039;ambito ad esempio dell&#039;acquisizione, con modalità estorsive, delle quote societarie della ditta S.F. S.A.S. &amp;amp; C C appartenenti al socio accomandante catanese Orazio Sanfilippo, condotta da Giancarlo Vestiti, il figlio Eduardo e Gioacchino Amico, quest&#039;ultimo riferì in una conversazione intercettata il [[16 maggio]] [[2020]] di aver fatto pressioni sulla vittima dichiarando le loro aderenze criminali nel catanese e facendo riferimento al “&#039;&#039;cugino&#039;&#039;” in Lombardia, termine utilizzato di frequente per designare Cerbo, indicato anche in altre circostanze come uno dei soggetti titolati ad assumere decisioni unitamente a Vestiti e Santo Crea. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Non solo, Cerbo si occupava anche del sostentamento economico dei familiari dei detenuti, come nel caso di Giancarlo Vestiti&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 1426.&amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;omicidio per &amp;quot;[[Lupara bianca|lupara bianca]]&amp;quot; di [[Gaetano Cantarella]], uomo di fiducia dei Mazzei al Nord, avvenuto il [[3 febbraio]] [[2020]] in Sicilia ad opera di Gioacchino Amico e Raimondo Orlando, fece emergere anche il ruolo di Cerbo come l&#039;altro uomo di fiducia dei Mazzei, che chiedevano conto della sparizione di un loro fedelissimo.  &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===La decisione di collaborare con la giustizia===&lt;br /&gt;
Nel corso dell&#039;udienza preliminare del processo Hydra, il [[12 luglio]] [[2025]] Cerbo espresse la sua volontà di collaborare con gli inquirenti, redigendo anzitutto un memoriale mentre si trovava detenuto nel carcere Marassi di Genova&amp;lt;ref&amp;gt;Cerbo William Alfonso (2025). &amp;quot;&#039;&#039;Memoriale Inchiesta Hydra&#039;&#039;&amp;quot;, Genova, 12 luglio.&amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo quel memoriale, Cerbo si sottopose a ben sei interrogatori (22 e 30 settembre; 1, 7, 8, 14 ottobre). Circa le motivazioni per cui iniziò a collaborare con la giustizia, nel suo primo interrogatorio dichiarò: &amp;quot;&#039;&#039;Ho deciso di collaborare con l&#039;Autorità giudiziaria per miei figli e la mia famiglia,&lt;br /&gt;
cambiare vita e dare loro un futuro migliore&#039;&#039;&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;Citato in Cerreti, Alessandra (2025). &amp;quot;&#039;&#039;Verbale di interrogatorio di persona imputata in procedimento connesso&#039;&#039;&amp;quot;, 22 settembre, p. 6.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La notizia della sua collaborazione, con relativa richiesta di ammissione al rito abbreviato da parte del suo legale, venne data dal pubblico ministero nell&#039;udienza del 24 novembre 2025, che si teneva presso l&#039;Aula Bunker del Carcere di Opera.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Le dichiarazioni di Cerbo===&lt;br /&gt;
Le dichiarazioni di Cerbo hanno aiutato gli inquirenti come è stata costruita l&#039;alleanza tra le tre mafie storiche in Lombardia, sfociata nel &amp;quot;consorzio&amp;quot; o &amp;quot;sistema mafioso lombardo&amp;quot;, come lo definisce la Procura di Milano. Tutto nascerebbe nel 2019 per puri motivi economici, cioè &#039;&#039;&#039;massimizzare i profitti&#039;&#039;&#039;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per raggiungere l&#039;obiettivo, la nuova struttura doveva servire da camera di compensazione per dirimere possibili liti, come quella nata, sempre per questioni di soldi, tra Gioacchino Amico, rappresentante degli interessi della camorra romana del boss Michele Senese, e la famiglia Pace, legata alla mafia di Castelvetrano e quindi a [[Matteo Messina Denaro]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Condanna===&lt;br /&gt;
Al termine del rito abbreviato in 1° grado, a Cerbo venne riconosciuta l&#039;attenuante della collaborazione e rimediò una condanna a 5 anni di reclusione, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Il processo ordinario===&lt;br /&gt;
Durante il processo con rito ordinario, Cerbo sarà il primo testimone ad essere ascoltato nell&#039;Aula Bunker di San Vittore a Milano, durante l&#039;udienza del 9 luglio 2026.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Note==&lt;br /&gt;
&amp;lt;references&amp;gt;&amp;lt;/references&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Bibliografia==&lt;br /&gt;
*Cerbo William Alfonso (2025). &amp;quot;&#039;&#039;Memoriale Inchiesta Hydra&#039;&#039;&amp;quot;, Genova, 12 luglio.&lt;br /&gt;
*Cerreti, Alessandra (2023). &amp;quot;Richiesta di applicazione di misura cautelare personale e reale - Procedimento N. 5799/23 (stralcio dal 14467/17) R.G. notizie di reato DDA&amp;quot;, Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano - Direzione Distrettuale Antimafia, 31 marzo.&lt;br /&gt;
*Cerreti, Alessandra (2025). &amp;quot;&#039;&#039;Verbale di interrogatorio di persona imputata in procedimento connesso&#039;&#039;&amp;quot;, 22 settembre.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Leadermassimo</name></author>
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		<title>Template:Pagina principale/Novità</title>
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		<updated>2026-07-03T22:50:46Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Leadermassimo: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&amp;lt;!-- =============== Novità =============== --&amp;gt;&lt;br /&gt;
{{FinestraHome7&lt;br /&gt;
 |titolo= Novità&lt;br /&gt;
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 |contenuto=&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Voci nuove in evidenza:&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Processo Hydra]] &#039;&#039;&#039;&amp;amp;middot;&#039;&#039;&#039; [[Mafie in Valle d&#039;Aosta]] &#039;&#039;&#039;&amp;amp;middot;&#039;&#039;&#039; [[Collaboratore di giustizia]] &#039;&#039;&#039;&amp;amp;middot;&#039;&#039;&#039; [[Testimone di giustizia]] &#039;&#039;&#039;&amp;amp;middot;&#039;&#039;&#039; [[Processo per la Strage di Capaci ]] &#039;&#039;&#039;&amp;amp;middot;&#039;&#039;&#039; [[Luigi Ilardo]] &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Voci sostanzialmente modificate di recente:&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Comuni sciolti per mafia]] &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
}}&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Leadermassimo</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://www.wikimafia.it/w/index.php?title=Processo_Hydra&amp;diff=10939</id>
		<title>Processo Hydra</title>
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		<updated>2026-07-03T11:16:57Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Leadermassimo: /* Il presunto suicidio del collaboratore di giustizia Bernardo Pace */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{In corso}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il &#039;&#039;&#039;processo Hydra&#039;&#039;&#039; è un procedimento penale nato da un&#039;inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Milano, coordinata dal Procuratore della Repubblica &#039;&#039;&#039;Marcello Viola&#039;&#039;&#039;, dalla Procuratrice aggiunta &#039;&#039;&#039;Alessandra Dolci&#039;&#039;&#039; e dalla sostituta procuratrice &#039;&#039;&#039;Alessandra Cerreti&#039;&#039;&#039;, che ha svelato l&#039;esistenza di un&#039;alleanza tra le tre mafie storiche, [[Cosa nostra]], [[camorra]] e [[&#039;ndrangheta]], in Lombardia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questa alleanza, rispetto ad altre collaborazioni più o meno estemporanee e più o meno durature tra organizzazioni criminali diverse registrate in inchieste giudiziarie precedenti, avrebbe il carattere di un &#039;&#039;&#039;accordo stabile e duraturo&#039;&#039;&#039;; secondo i pubblici ministeri, si tratterebbe infatti di:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;blockquote&amp;gt;«un sistema di &#039;&#039;&#039;cointeressenze ed anime multistrutturate&#039;&#039;&#039; composto da gruppi tra loro disomogenei, ma associati attraverso l’apporto comune di capitali, la predisposizione di mezzi, la messa a disposizione di risorse umane, la costituzione di società, tutti elementi funzionalmente aggregati dal fine comune, ossia quello di trarre profitto attraverso molteplici attività (apparentemente lecite ed illecite) che costituiscono la fonte delle entrate delle organizzazioni criminali mafiose di riferimento ed il collante tra le stesse»&amp;lt;ref&amp;gt;Alessandra Cerreti (2023). &amp;quot;Richiesta di applicazione di misura cautelare personale e reale - Procedimento N. 5799/23 (stralcio dal 14467/17) R.G. notizie di reato DDA, Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano - Direzione Distrettuale Antimafia, 31 marzo, p. 205.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;/blockquote&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Attraverso l&#039;espressione &amp;quot;&#039;&#039;&#039;sistema mafioso lombardo&#039;&#039;&#039;&amp;quot;, gli inquirenti hanno definito questo sistema di tipo confederativo nel quale le mafie storiche proietterebbero interessi economici e criminali estremamente qualificati. Si tratterebbe quindi di una &#039;&#039;&#039;nuova associazione criminale&#039;&#039;&#039; rientrante nella fattispecie descritta dall’[[Legge Rognoni - La Torre|articolo 416 bis]] c.p., di cui farebbero parte componenti di Cosa Nostra siciliana, ‘ndrangheta calabrese e camorra napoletana, le quali, in perfetta sinergia e comunità d’intenti, nonché dotate di struttura ed organizzazione comune e stabile, perseguirebbero l’interesse comune di &#039;&#039;&#039;massimizzazione di profitti&#039;&#039;&#039; derivanti da investimenti in settori dell’economia legale di denaro proveniente da varie tipologie di reati. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Antefatti==&lt;br /&gt;
L&#039;avvio delle indagini, condotte dal Nucleo investigativo dei Carabinieri di via Moscova a Milano diretto dal colonnello &#039;&#039;&#039;Antonio Coppola&#039;&#039;&#039;, è coinciso col monitoraggio della locale di &#039;ndrangheta di [[Locale di Legnano-Lonate Pozzolo|Legnano - Lonate Pozzolo]], e in particolare del suo uomo in quel momento più rappresentativo, &#039;&#039;&#039;Massimo Rosi&#039;&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;Ibidem.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le attività di indagine consentirono non solo di riscontrare le dichiarazioni del collaboratore di giustizia &#039;&#039;&#039;[[Emanuele De Castro]]&#039;&#039;&#039;, ma anche di accertare come Rosi fosse: &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*costantemente teso alla ricostituzione, anche attraverso la rituale affiliazione di nuovi sodali, della locale di ‘ndrangheta di Legnano e Lonate Pozzolo, ormai falcidiata dalle ultime operazioni;&lt;br /&gt;
*impegnato in attività legate all’importazione ed alla spartizione di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti;&lt;br /&gt;
*strettamente legato a Gioacchino Amico, Raimondo Orlando, Saverio Sergi, Samuele Bonanno, Pasquale Callipari, Roberto Toscano, nonché agli storici esponenti della locale stessa: Vincenzo Rispoli (tramite c.d. «&#039;&#039;‘mbasciate&#039;&#039;» veicolate da e per il carcere dove si trova in regime di [[Articolo 41 bis|41bis]]), Pasquale Rienzi, Raffaele Barletta, Giacomo Cristello e altri;&lt;br /&gt;
*di fatto assunto alla Servizi Integrati SRL, società costituita per gli interessi economici del gruppo criminale, presso i cui uffici passa gran parte del tempo a stretto contatto con Amico e Orlando.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Parallelamente, a seguito delle dichiarazioni di De Castro, veniva identificato e monitorato &#039;&#039;&#039;Gaetano Cantarella&#039;&#039;&#039;, detto &#039;&#039;Tanu U Curtu&#039;&#039;, intercettato per la prima volta il [[25 gennaio]] [[2020]], le cui attività di indagine permisero di confermare i rapporti con esponenti della famiglia mafiosa “&#039;&#039;Mazzei / Carcagnusi&#039;&#039;” ed individuare i principali soggetti a lui collegati, identificati in &#039;&#039;&#039;Gioacchino Amico&#039;&#039;&#039;, &#039;&#039;&#039;Giuseppe Castiglia&#039;&#039;&#039; detto &amp;quot;Pippo&amp;quot; e &#039;&#039;&#039;Giancarlo Vestiti&#039;&#039;&#039;. Proprio Amico, poi divenuto collaboratore di giustizia, sarebbe diventato il collegamento e il collante tra i vari filoni investigativi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il [[3 febbraio]] [[2020]], Cantarella sparì senza lasciare traccia, dopo aver incontrato a Canicattì Gioacchino Amico e Raimondo Orlando. Le successive intercettazioni telefoniche e ambientali, tra il 4 e il 6 febbraio successivi, permisero di acquisire elementi circa il coinvolgimento dei due nella scomparsa di Cantarella, anche se il movente esatto è ancora oggetto di indagine, dopo le dichiarazioni dei vari collaboratori di giustizia (non solo lo stesso Amico, ma anche &#039;&#039;&#039;Bernardo Pace&#039;&#039;&#039;, trovato morto nella sua cella dopo aver reso dichiarazioni agli inquirenti).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Le dichiarazioni di Emanuele De Castro ===&lt;br /&gt;
Dopo la sua decisione di collaborare con la giustizia nell&#039;agosto 2019, spinto dal figlio Salvatore, Emanuele De Castro iniziò a fornire informazioni fondamentali per l&#039;avvio dell&#039;inchiesta Hydra dopo il suo arresto nell&#039;inchiesta Krimisa, il 4 luglio precedente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Elemento di spicco della &#039;&#039;[[locale di Legnano-Lonate Pozzolo]],&#039;&#039; uomo di fiducia e braccio destro di [[Vincenzo Rispoli]], già &#039;&#039;capo società&#039;&#039;, De Castro aiutò gli inquirenti a &#039;&#039;&#039;ricostruire la storia della &#039;&#039;locale&#039;&#039;, le sue attività e i rapporti con le altre realtà criminali&#039;&#039;&#039;, compresi quelli con esponenti siciliani attivi nel legnanese, affiliati o vicini a “&#039;&#039;[[Cosa Nostra|cosa nostra]]”&#039;&#039;, e in particolare coi gruppi gelesi presenti nell’area bustocca con i quali, nel tempo, la &#039;&#039;locale&#039;&#039; si contedeva il territorio. Come già detto prima, le sue dichiarazioni hanno dato origine a vari filoni investigativi, due dei quali diedero l&#039;avvio all&#039;inchiesta Hydra: il monitoraggio di Gaetano Cantarella e di Massimo Rosi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Le varie componenti dell&#039;associazione===&lt;br /&gt;
Le indagini permettevano di individuare, quindi, stabili collegamenti tra esponenti delle tre organizzazioni mafiose storiche, finalizzati in particolare al riciclaggio di denaro e al narcotraffico. In particolare, emergeva che il sodalizio tra Giancarlo Vestiti e Gioacchino Amico era in stretto contatto e condivideva sostanziali interessi economici con:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*il &#039;&#039;&#039;clan Moccia&#039;&#039;&#039; di Afragola, in particolare con Luigi e Bruno Moccia, fratelli del “capo” clan Angelo;&lt;br /&gt;
*la &#039;&#039;&#039;famiglia Senese&#039;&#039;&#039; di Roma, in particolare con Michele e Vincenzo Senese, rispettivamente figlio e fratello del boss Michele;&lt;br /&gt;
*la &#039;&#039;&#039;locale di ‘ndrangheta di Legnano-Lonate Pozzolo&#039;&#039;&#039;, guidata da Massimo Rosi e Giacomo Cristello;&lt;br /&gt;
*vari esponenti di famiglie mafiose siciliane come &#039;&#039;&#039;Fidanzati&#039;&#039;&#039;, &#039;&#039;&#039;Mannino&#039;&#039;&#039;, &#039;&#039;&#039;Messina&#039;&#039;&#039; e altre;&lt;br /&gt;
*&#039;&#039;&#039;William Alfonso Cerbo&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;Gaetano Cantarella&#039;&#039;&#039; (fino alla sua scomparsa), affiliati alla famiglia mafiosa catanese dei “Mazzei / Carcagnusi”;&lt;br /&gt;
*&#039;&#039;&#039;Santo Crea&#039;&#039;&#039;, affiliato alla ’ndrina Iamonte, e suo figlio &#039;&#039;&#039;Filippo&#039;&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, pp. 207-208.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, le componenti del Consorzio erano così suddivise&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 244 e ss.&amp;lt;/ref&amp;gt;:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== La componente calabrese ====&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;a) Locale di ‘ndrangheta di Legnano-Lonate Pozzolo&#039;&#039;&#039; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* ROSI Massimo &lt;br /&gt;
* CRISTELLO Giacomo &lt;br /&gt;
* BELLUSCI Francesco &lt;br /&gt;
* BARLETTA Raffaele &lt;br /&gt;
* RISPOLI Alfonso &lt;br /&gt;
* RIENZI Pasquale &lt;br /&gt;
* LEROSE Armando &lt;br /&gt;
* RISPOLI Vincenzo &lt;br /&gt;
* TOSCANO Pasquale Filomeno &lt;br /&gt;
* FRUSTILLO Luca &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;b) &#039;ndrina Iamonte&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* CREA Santo &lt;br /&gt;
* CREA Filippo &lt;br /&gt;
* TRIPODI Demetrio &lt;br /&gt;
* SURACI Lorenzo &lt;br /&gt;
* POSTÙ Maria Domenica &lt;br /&gt;
* PINTAUDI Saverio &lt;br /&gt;
* SCOTTI Claudio &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;c) &#039;ndrina &#039;&#039;Romeo &amp;quot;Staccu&amp;quot;&#039;&#039;&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* ROMEO Antonio &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== La componente siciliana ====&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;a) I palermitani&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
* FIDANZATI Giuseppe &lt;br /&gt;
* FIDANZATI Stefano &lt;br /&gt;
* GALIOTO Antonino &lt;br /&gt;
* SEIDITA Serafino &lt;br /&gt;
* D’ALIA Aurelio &lt;br /&gt;
* MANNINO Pietro &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;b) I trapanesi/castelvetranesi&#039;&#039;&#039; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* PACE Bernardo detto “Dino” &lt;br /&gt;
* PACE Michele &lt;br /&gt;
* PACE Domenico &lt;br /&gt;
* ABILONE Rosario &lt;br /&gt;
* ABILONE Giovanni &lt;br /&gt;
* ERRANTE PARRINO Paolo Aurelio &lt;br /&gt;
* CISLAGHI Diego &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;c) I gelesi&#039;&#039;&#039; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* NICASTRO Dario &lt;br /&gt;
* NICASTRO Fabio &lt;br /&gt;
* BONVISSUTO Rosario &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;d) I catanesi del clan MAZZEI “&#039;&#039;carcagnusi”&#039;&#039;&#039;&#039;&#039; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* CANTARELLA Gaetano detto &#039;&#039;“Tanu u Curtu”&#039;&#039; (scomparso) &lt;br /&gt;
* CERBO William Alfonso detto “S&#039;&#039;carface”&#039;&#039; (successivamente legatosi al “gruppo SENESE” dopo la scomparsa di CANTARELLA)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== La componente romana ====&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;a) I “Senese”&#039;&#039;&#039; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* SENESE Vincenzo &lt;br /&gt;
* VESTITI Giancarlo &lt;br /&gt;
* BUCCAFUSCA Federica &lt;br /&gt;
* CASTIGLIA Giuseppe &lt;br /&gt;
* SORRENTINO Antonio &lt;br /&gt;
* GREGORINI Emanuele &lt;br /&gt;
* MAZZOTTA Pietro &lt;br /&gt;
* AMICO Gioacchino &lt;br /&gt;
* ORLANDO Raimondo &lt;br /&gt;
* SANGALLI Daniela &lt;br /&gt;
* VESTITI Eduardo Maria &lt;br /&gt;
* VESTITI Marika &lt;br /&gt;
* SANSEVERINO Sergio &lt;br /&gt;
* FIORE Giuseppe &lt;br /&gt;
* BRANCACCIO Domenico &lt;br /&gt;
* BRAMONTI Alessandro &lt;br /&gt;
* ALBANESE Vincenza &lt;br /&gt;
* BERDUCCI Francesco &lt;br /&gt;
* CIRILLO Giovanni &lt;br /&gt;
* SORCE Giuseppe &lt;br /&gt;
* ZINGHINÌ Giuseppe Antonio &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== I traffici illeciti dell&#039;associazione ===&lt;br /&gt;
Le attività di indagine permettevano di individuare non solo i &#039;&#039;&#039;traffici illeciti&#039;&#039;&#039; del gruppo criminale, ma anche la &#039;&#039;&#039;suddivisione dei ruoli&#039;&#039;&#039; all’interno dell’organizzazione. In particolare, emergeva come il gruppo operasse attraverso &#039;&#039;&#039;diversificati circuiti criminali&#039;&#039;&#039;, passando dalle &#039;&#039;&#039;false fatturazioni&#039;&#039;&#039; al &#039;&#039;&#039;riciclaggio&#039;&#039;&#039; (anche con reimpiego in svariate attività imprenditoriali), all’elusione fiscale nel settore dei carbolubrificanti, dall’importazione e traffico di stupefacenti, alle estorsioni e così via.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo gli inquirenti, proprio le eterogenee attività del gruppo e i rapporti con più organizzazioni criminali consentirebbero di affermare che, al di là dell’ambito mafioso monitorato, si sarebbe in presenza di &#039;&#039;&#039;un livello criminale più elevato&#039;&#039;&#039; che catalizza le risorse finanziare di eterogenei sistemi mafiosi (camorra, ‘ndrangheta, cosa nostra), funzionalizzando investimenti di ingentissimi capitali - in parte derivanti dalle consuete attività illegali (stupefacenti, estorsioni ecc.) - &#039;&#039;&#039;impiegati in attività imprenditoriali apparentemente lecite&#039;&#039;&#039; e gestite da organizzazione criminali, il tutto attraverso uno stabile vincolo associativo costituito proprio dal fine comune.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===I passaggi cruciali dell&#039;inchiesta===&lt;br /&gt;
Nel corso dell’indagine sono stati cristallizzati alcuni eventi che, per importanza e per gli effetti prodotti, hanno condizionato le scelte investigative e consentito di acquisire un quadro di insieme che consente di affermare gli assunti innovativi sopra espressi&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 208 e ss.&amp;lt;/ref&amp;gt;:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*l’omicidio di Gaetano Cantarella;&lt;br /&gt;
*l’arresto di Giancarlo Vestiti e l’assunzione di ruolo di catalizzatore delle diversificate componenti assunto da Gioacchino Amico;&lt;br /&gt;
*la disputa economica che ha contrapposto la famiglia Pace ad Amico, legato alla famiglia Senese, che ha richiesto la mediazione di Giuseppe Fidanzati e Antonino Galioto, detto &amp;quot;Zio Nino&amp;quot;, di Paolo Aurelio Errante Parrino, detto &amp;quot;Zio Paolo&amp;quot; e Antonio Messina, detto &amp;quot;l&#039;Avvocato&amp;quot; (rispettivamente cugino e uomo di fiducia di [[Matteo Messina Denaro]]), di Emanuele Gregorini e Giuseppe Castiglia detto &amp;quot;Pippo&amp;quot; (famiglia Senese), di Demetrio Tripodi (Locale di Desio), di Filippo Crea (&#039;ndrina Iamonte), Giacomo Cristello (Locale di Legnano-Lonate Pozzolo) e dei fratelli Dario e Fabio Nicastro (espressione della cosca gelese “Rinzivillo” operativa in Lombardia);&lt;br /&gt;
*l’avvio di attività edili collegate al “&#039;&#039;superbonus 110%&#039;&#039;” che faranno registrare diversi summit tenuti anche in Sicilia tra gli indagati e soggetti di elevata caratura criminale ivi sedenti tra i quali Stefano Fidanzati (fratello di Giuseppe “Ninni”), Antonio Messina, Serafino Seidita, e che paleseranno gli interessi comuni e le cointeressanze tra le diverse compagini;&lt;br /&gt;
*la ricostituzione della locale di ‘ndrangheta di Legnano-Lonate Pozzolo portata avanti da Rosi e Cristello, anche attraverso la rituale affiliazione di nuovi sodali e il coinvolgimento di storici affiliati, nonché delle locali calabresi di Guardavalle e Cirò Marina;&lt;br /&gt;
*l’apporto economico alle rispettive organizzazioni in una “cassa comune” alimentato dalle consuete attività criminali nel settore degli stupefacenti e nelle estorsioni, nonché da una serie di reati nei settori finanziario/economico;&lt;br /&gt;
*l’infiltrazione nel tessuto economico/sociale e politico/istituzionale del sodalizio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===La struttura dell&#039;organizzazione===&lt;br /&gt;
Le indagini hanno disvelato l’esistenza di &#039;&#039;&#039;una struttura ad organizzazione orizzontale&#039;&#039;&#039;, all’interno della quale non esisterebbe un vertice, ma &#039;&#039;&#039;più gruppi che si muovono parallelamente&#039;&#039;&#039; e che, in virtù di un accordo preventivo, &#039;&#039;&#039;assumono determinazioni comuni funzionali allo sviluppo dell’associazione stessa&#039;&#039;&#039;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo contesto e in virtù di questo &#039;&#039;pactum sceleris&#039;&#039;, i dissidi tra le diverse componenti, in primis quello tra Amico e la famiglia Pace, trovano una soluzione funzionale e necessaria a mantenere in vita quell’accordo, soluzioni che hanno l’effetto di abbassare le rivendicazioni al fine di mantenere in vita quell’organismo che consente, a tutti, di trarre profitto. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
È proprio &#039;&#039;&#039;il profitto che lega il gruppo&#039;&#039;&#039;, che lo tiene in vita, che motiva i singoli e che li induce a ricercare, nell’ambito di quella stessa organizzazione, figure di riferimento (come Errante Parrino, Fidanzati e Messina) che, per carisma, storia criminale, ascendente mafioso, età, sono in grado di indurre posizioni conciliatorie. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Emblematica sotto questo punto di vista un&#039;intercettazione ambientale tra i rappresentanti delle varie componenti, intervenuta negli uffici di Dairago (MI) di una delle società di Gioacchino Amico, teatro di un tentativo di risoluzione della diatriba cui partecipano l’emissario dei Senese, Emanuele Gregorini detto “&#039;&#039;dollarino&#039;&#039;”, Domenico Pace, lo stesso Amico e Giuseppe Fidanzati, detto &amp;quot;Ninni&amp;quot;, durante la quale, tra l’altro, emerge chiaramente il ruolo di Errante Parrino a sostegno dei Pace.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una frase in particolare di Gregorini restituisce la fotografia di quanto sopra: &amp;lt;blockquote&amp;gt;«Quindi troviamo oggi una quadra per com&#039;è, io il motivo reale...me l&#039;ha spiegato GIO&#039;! Io so...so per le due campane, cosi uno sa sempre come parlare e poter poter (inc)... troviamo una quadra tanto GIO, non è in grado di poter... di poter affrontare na spesa, tocca trovare una quadra, per guadagnare tutti, non creare altri pensieri come ha fatto PIPPO e cercare di trovare una soluzione». &amp;lt;/blockquote&amp;gt;Sul fatto che si tratti di un’organizzazione che racchiude varie componenti, così gli risponde Amico: &amp;lt;blockquote&amp;gt;«Io devo guardare a lui, lui è il referente vostro... (incomprensibile)... abbiamo fatto centomila euro, una persona di fiducia, domani lo facciamo... scarichiamo il cinquanta, domani scarichiamo il trenta, il cinquanta per cento va a voi il cinquanta per cento va a noi, compreso Giancarlo. Questa è tutta la cosa, Giancarlo è con noialtri e voialtri vi prendete il cinquanta per cento con chi volete. Si era messo di mezzo lo Zio Paolo e noi per questioni di correttezza gli avevamo detto: “&#039;&#039;Zio Paolo! Se tu vuoi stare nel lato, con Domenico&#039;&#039;”, gli ho detto: “&#039;&#039;e con Dino. Se vi mettete con Domenico e con Dino. Ed è giusto che si chiude sta storia&#039;&#039;”»&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 211.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;/blockquote&amp;gt;Nel proseguo di quella stessa conversazione emerge, con altrettanta chiarezza, come l’organizzazione non sia un’idea astratta, priva di manifestazioni materiali, ma che essa si palesi dotandosi di &#039;&#039;&#039;una struttura autonoma&#039;&#039;&#039; che si estrinseca, tra l’altro, attraverso la predisposizione di mezzi idonei al conseguimento del fine illecito, nel caso di specie attraverso la costituzione di una società ad hoc: &amp;lt;blockquote&amp;gt;AMICO Gioacchino: La persona la metto io e l&#039;azienda, tu metti il capannone, lontano da qua... perché non si può scaricare nella stessa zona dove si mangia, che poi succede che... E allora se volete con il consenso di tutti, i primi che arrivano si chiudono la prima partita per l&#039;impegno dei cinquanta e dopo quando finisce la cosa si divide. La prima partita arriva neanche sessanta giorni ed arriva, tempo della lettera di credito, quarantacinque gioni. Questo è il tutto… Per me questo oggi è l&#039;unica quadra che oggi si può trovare. Perché? Perché ci sono carcerati, ci sono parole di mezzo, non ci sta al proprio posto, non c&#039;è mio zio che loro si sono accordati, capito? oggi... tu ci stavi mi sa a quell&#039;appuntamento”&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 212.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;/blockquote&amp;gt;Sull’eterogeneità delle compagini d’origine, della quale tutti sono ben consci e consapevoli, gli inquirenti riportarono anche una suggestiva intercettazione ambientale tra Amico e la futura moglie &#039;&#039;&#039;Federica Buccafusca&#039;&#039;&#039;, in relazione agli inviti per il pranzo di matrimonio che di lì a breve si sarebbe celebrato, inviti che seguono un cerimoniale ed un ordine ancorato al “rispetto” dovuto alle famiglie mafiose&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 212 e ss.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’ulteriore conferma della unitarietà del sistema mafioso lombardo e della stabilità del vincolo associativo che lo caratterizza, infine, si desume dalla circostanza che le tre componenti mafiose si siano fatte “&#039;&#039;autorizzare&#039;&#039;” – dalle rispettive “case madri - a parteciparvi, come emerge chiaramente in un&#039;intercettazione in cui Gioacchino Amico afferma:&amp;lt;blockquote&amp;gt;«Abbiamo costruito un impero e ci siamo fatti autorizzare tutto da Milano ...(incomprensibile)...passando dalla Calabria da Napoli ovunque... Napoli c&#039;ho avuto a che fare io ... omissis»&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 4874.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;/blockquote&amp;gt;Altra intercettazione emblematica è quella in cui Gregorini, l&#039;[[11 marzo]] [[2021]], afferma:&amp;lt;blockquote&amp;gt;«Qua è Milano! Non ci sta Sicilia, non ci sta Roma, non ci sta Napoli, le cose giuste qua si fanno!»&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 1012.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;/blockquote&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===I Summit===&lt;br /&gt;
Altra circostanza altamente significativa in ordine alla unitarietà dell’associazione mafiosa lombarda è rappresentata dai numerosi summit ai quali hanno partecipato componenti di ciascuna delle tre articolazioni mafiose, nel corso dei quali sono state concordate le principali modalità operative del sistema mafioso lombardo:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
# La riunione a Dairago del 20 marzo 2020;&lt;br /&gt;
# La riunione a Dairago del 15 settembre 2020;&lt;br /&gt;
# La riunione a Dairago del 16 settembre 2020;&lt;br /&gt;
# La riunione ad Abbiategrasso del 17 settembre 2020;&lt;br /&gt;
# La riunione ad Abbiategrasso del 23 settembre 2020;&lt;br /&gt;
# La riunione a Dairago del 28 settembre 2020;&lt;br /&gt;
# La riunione a Dairago del 3 ottobre 2020;&lt;br /&gt;
# La riunione a Dairago del 9 ottobre 2020;&lt;br /&gt;
# La riunione a Dairago del 5 novembre 2020;&lt;br /&gt;
# La riunione a Busto Garolfo del 17 gennaio 2021;&lt;br /&gt;
# La riunione ad Abbiategrasso del 21 gennaio 2021;&lt;br /&gt;
# La riunione a Dairago del 24 marzo 2021;&lt;br /&gt;
# La riunione a Cinisello Balsamo del 31 marzo 2021;&lt;br /&gt;
# La riunione ad Abbiategrasso del 1° aprile 2021;&lt;br /&gt;
# La riunione ad Abbiategrasso del 13 aprile 2021;&lt;br /&gt;
# La riunione a Dairago del 28 aprile 2021;&lt;br /&gt;
# Gli incontri del 13 maggio 2021 (Busto Garolfo - Inveruno - Dairago);&lt;br /&gt;
# La riunione a Dairago del 22 maggio 2021&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 4831 e ss.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
===I beni strumentali in comune al sistema mafioso lombardo===&lt;br /&gt;
Le indagini hanno permesso di documentare anche la predisposizione di una fitta rete di mezzi strumentali allo sviluppo dell’associazione, in particolare società costituite ed utilizzate per i fini associativi, che &#039;&#039;&#039;cristallizzano un’equa ripartizione tra le tre diverse componenti mafiose&#039;&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 4838 e ss.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gli immobili e gli uffici delle varie società erano a disposizione dell’intera associazione mafiosa, e spesso venivano usati per i summit sopra citati, come ad esempio la sede della &amp;quot;Servizi Integrati&amp;quot; di Gioacchino Amico&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 4841.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’imponente rete di società, il costante flusso di ingenti capitali illeciti, le incessanti operazioni finanziarie illecite, il drenaggio indebito di fondi pubblici, il reinvestimento in settori leciti e nevralgici dell’economia nazionale - anche attraverso una serie di soggetti compiacenti e/o complici estranei alla organizzazione mafiosa ma perfettamente consapevoli di apportare ad essa il proprio contributo personale e/o professionale - rendono il sistema mafioso lombardo, oltre che estremamente pericoloso per le numerosissime e tradizionali condotte criminose di cui ai vari capi di imputazione, &#039;&#039;&#039;indubbiamente capace di alterare la libera concorrenza ed incidere così sul libero mercato&#039;&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 4871.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===La cassa comune===&lt;br /&gt;
L’attività investigativa ha anche accertato l&#039;esistenza di un “&#039;&#039;&#039;fondo comune&#039;&#039;&#039;” destinato ai detenuti e in generale agli affiliati (e ai loro familiari) in difficoltà, bisognosi di assistenza legale e sostegno economico; fondo indistintamente alimentato dai componenti il sistema mafioso lombardo a prescindere dalle eterogene componenti originarie.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===L&#039;esistenza del &amp;quot;Consorzio&amp;quot; mafioso negli anni &#039;80===&lt;br /&gt;
L&#039;esistenza di un &amp;quot;consorzio&amp;quot; costituito da più componenti mafiose emergeva già nelle attività di indagine tra la fine degli anni &#039;80 e l&#039;inizio degli anni &#039;90.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A parlarne per primo fu, nell&#039;ambito del processo Wall Street, il collaboratore di giustizia [[Salvatore Annacondia]], il quale parlò esplicitamente di &amp;quot;un&#039;unione&amp;quot; tra le famiglie mafiose d&#039;Italia, radicate al Nord.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel processo «&#039;ndrangheta stragista» fu invece il collaboratore &#039;&#039;&#039;Antonino Fiume&#039;&#039;&#039; a precisare che le prime riunioni in cui si era affrontato l’argomento stragi erano avvenute in Lombardia dove si era costituito tra il [[1986]] e il [[1987]] una specie di «&#039;&#039;&#039;Consorzio&#039;&#039;&#039;», ossia un organismo riservato che esercitava “&#039;&#039;un potere, era il potere assoluto che dominava su tutti, perché all&#039;interno c&#039;era ‘‘Ndrangheta, cosa nostra, camorra e sacra corona unita&#039;&#039;”, una sorta di “federazione” che aveva il controllo sul contrabbando delle sigarette e sul traffico della sostanza stupefacente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fiume a tal proposito dichiarò che &amp;lt;blockquote&amp;gt;«questo consorzio aveva &#039;&#039;&#039;il monopolio di tutto lo stupefacente che girava in Italia&#039;&#039;&#039;, lo dovevano comprare solo ed esclusivamente da loro, venderlo come volevano, però dovevano comprarlo solo dal consorzio tutti gli affiliati. &#039;&#039;&#039;Chi trasgrediva, veniva ucciso&#039;&#039;&#039;. Determinati omicidi e determinate cose venivano scelti solo dai capi del consorzio, che per riconoscersi... utilizzavano... &#039;&#039;&#039;avevano tutti lo stesso bracciale&#039;&#039;&#039;, che altro non era che un bracciale composto da fili di elefanti, che rappresentava Catania, coso... un lingotto d&#039;oro tatuato della &#039;ndrangheta, e adesso non mi ricordo bene, però il capo del consorzio non aveva il bracciale, aveva il girocollo, che era fatto allo stesso modo, che ce l&#039;aveva Antonio Papalia, che in un momento storico, che non c&#039;era, glielo aveva lasciato pure a Giuseppe De Stefano. E io gli ho detto: “&#039;&#039;Questo coso restituirglielo&#039;&#039;”. Cioè, era un rito, come dire, se li mettevano sul tavolo, c&#039;era qualcuno delegato del consorzio, poteva parlare solo se aveva questo bracciale o il girocollo»&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 4872.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;/blockquote&amp;gt;Al vertice di tale organismo, anche Fiume, come Annacondia, poneva [[Antonio Papalia]], il quale “&#039;&#039;col triumvirato della Jonica, era stato messo a Milano, e sulla Lombardia era lui che controllava tutto, però erano in buoni rapporti con tutte le altre organizzazioni, lui era il punto di riferimento&#039;&#039;”, mentre [[Franco Coco Trovato]] (consuocero di [[Carmine De Stefano]]) era un gradino sotto nel senso che l’ultima parola spettava a Papalia, chiarendo che insieme erano il vertice della componente ‘ndranghetistica che era prevalente nel Consorzio di cui facevano parte, tra gli altri: Jimmy Miano e Turi Cappello (i quali erano “&#039;&#039;dentro proprio come se fossero calabresi, anche se siciliani&#039;&#039;”), Pepè Flachi, il pugliese Annacondia, gli Arena di isola Capo Rizzuto, i Ficarelli (specificando Vincenzo Ficara), Mico (Domenico) Tegano che però non presenziava su Milano, i Latella con Giovanni Puntorieri, Mico Paviglianiti che aveva un ruolo importante, Schettini, Pace Salvatore (un riservato di Antonio Papalia), Vittorio Foschini, e Luigi Mancuso (“c’era dentro”).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fiume raccontò delle fibrillazioni all’interno di Cosa nostra catanese nei primi anni ’90 per cui i Santapaola volevano uccidere Jimmy Miano, ma che alla fine [[Nitto Santapaola]] aveva mandato a dire a [[Salvatore Riina|Totò Riina]] “Ditegli a zio Totò che se vuole io gli lascio la tavola apparecchiata”, perché aveva capito che lo volevano scalzare da Catania e mettere Mazzei, precisando che la sua fonte di conoscenza era Carmine De Stefano, che insieme al fratello Giuseppe aveva dal Consorzio un fisso di venti milioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Molte riunioni del Consorzio avvenivano a Monza dove c’era una specie di albergo, a Limbiate che era di proprietà di un amico di Antonio Papalia, altre avvenivano presso un autolavaggio che era di un parente di Pepè Flachi e altre ancora a Olginate a casa dell’amante di Totò Schettini.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In seno al Consorzio si decidevano omicidi, tra cui quello del figlio del boss [[Raffaele Cutolo]] (come confermato dal collaboratore Pace autore di quell&#039;omicidio) e della guardia carceraria [[Umberto Mormile]], che era stato commesso da Totò Schettini per decisione del “consorzio”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fiume, riferendosi all’omicidio Mormile, riferì anche della rabbia di Coco Trovato perché era stata lasciata l’arma sul posto, dichiarando che i servizi segreti erano certamente i mandanti dell&#039;omicidio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Insomma, già a partire dagli anni ’80 in Lombardia erano stati avviati tra le varie organizzazioni criminali intensi rapporti di collaborazione che avevano portato alla commissione di traffici illeciti di varia natura soprattutto in materia di droga.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==La decisione del Giudice per le indagini preliminari==&lt;br /&gt;
Nonostante l&#039;imponente quadro probatorio, il Giudice per le Indagini Preliminari Tommaso Perna il [[25 ottobre]] [[2023]] rigettò ben 143 richieste di misure cautelari su 154, disponendo l&#039;arresto solo di 11 persone e negando l&#039;esistenza di un&#039;associazione mafiosa, accusa ridotta solo a tre imputati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Addirittura rispetto alle dichiarazioni di Annacondia e Fiume allegate dalla procura il GIP scrisse: “&#039;&#039;Nulla aggiungono al quadro sinora delineato le due integrazioni depositate dalla Procura della Repubblica peraltro scarsamente argomentate&#039;&#039;”. Inoltre, nella parte finale dell’indagine, la Procura intercetta la volontà di Filippo Crea di infiltrarsi, attraverso una nuova società, negli appalti pubblici per la ricostruzione del dopo alluvione in Emilia Romagna. Viene così chiesta una proroga di intercettazioni, negata però dal giudice, il quale fin dall’inizio della sua ordinanza dichiarò di non condividere “&#039;&#039;a monte ogni aspetto riguardante la supposta esistenza di un accordo stabile e duraturo tra le diverse componenti calabrese, siciliana e romana, ai quali l’odierno decidente ritiene di non poter aderire&#039;&#039;”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;inchiesta sarebbe dovuta partire ben prima dell’estate e con un fermo diretto della Procura, al quale il pubblico ministero era arrivato dopo mesi di estenuanti colloqui con ben sei procure (Reggio Calabria, Catanzaro, Palermo, Caltanissetta, Napoli, Roma), oltre alla Direzione nazionale antimafia. Il tutto per spiegare e alla fine ottenere il via libera al &#039;&#039;&#039;radicamento della competenza presso la Procura di Milano&#039;&#039;&#039;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ottenuto questo e stampate decine di copie del fermo con una spesa di circa 10mila euro, il fermo stesso è stato bloccato dai vertici della Procura, ma mai revocato dal pubblico ministero. Alla base di tutto questo iter non risulterebbero comunicazioni scritte. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopodiché ad aprile 2023 si optò per una classica ordinanza con richieste di arresto. L’ordinanza venne depositata il 26 settembre e, visto il contenuto, in dieci giorni la Procura produsse un corposo ricorso al Tribunale del Riesame. Tra le varie cose, venne segnalato come il Giudice per le Indagini Preliminari avesse fatto &amp;quot;copia-incolla&amp;quot; di buona parte di un testo dell’avvocato napoletano Salvatore Del Giudice, riportato sul suo sito alla data del 12 settembre 2022 e intitolato “&#039;&#039;Il reato di associazione mafiosa ex art. 416 bis c.p. – I criteri legali di accertamento&#039;&#039;”&amp;lt;ref&amp;gt;Davide Milosa, &#039;&#039;“Non è mafia”: contro la Procura il gip copia il testo di un avvocato&#039;&#039;, il Fatto Quotidiano, 26 ottobre 2023.&amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===La decisione del Tribunale del Riesame===&lt;br /&gt;
Il [[14 ottobre]] [[2024]] il Tribunale del Riesame ribaltò completamente la decisione del GIP, confermando l’attualità e la bontà del capo 1 dell’ordinanza, che individuava in elementi apicali di Cosa nostra, ‘ndrangheta e camorra romana i membri di un consorzio mafioso o sistema mafioso lombardo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un&#039;entità che non andava definita come: “&#039;&#039;una super-mafia come evocato dal gip o una confederazione in senso stretto tra associazioni mafiose&#039;&#039;”, scriveva il Riesame, che poi spiegò “&#039;&#039;come la diversità di provenienza sulla essenza della mafiosità&#039;&#039;” anzi “&#039;&#039;accomuna e non divide&#039;&#039;” i membri dell&#039;associazione. In uno dei provvedimenti notificati, il Riesame aggiungeva: “&#039;&#039;Il sodalizio come ricostruito presenta una &#039;&#039;&#039;mafiosità immanente&#039;&#039;&#039; che è il diretto portato della mafiosità dei suoi componenti più rappresentativi e in quanto tali in grado di concretamente condizionare lo svolgersi della vita dell’associazione&#039;&#039;”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il ricorso dei legali degli imputati contro la decisione del Riesame venne bocciato dalla Cassazione il [[25 gennaio]] [[2025]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Processo==&lt;br /&gt;
La Procura di Milano, dopo aver incassato le sentenze favorevoli di Riesame e Cassazione, depositò a fine febbraio 2025 l’avviso di chiusura indagini per 146 indagati. Di questi, 48 vennero accusati di associazione mafiosa. Il procuratore di Milano Marcello Viola firmò la richiesta di rinvio a giudizio il [[4 aprile]] 2025.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Rito abbreviato===&lt;br /&gt;
L&#039;udienza preliminare si tenne nell&#039;Aula Bunker di Opera, davanti al giudice &#039;&#039;&#039;Emanuele Mancini&#039;&#039;&#039;. Dei 146 imputati, 77 scelsero il rito abbreviato e 59 il rito ordinario, mentre i restanti chiesero di patteggiare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si costituirono parte civile:&lt;br /&gt;
* Regione Lombardia&lt;br /&gt;
* Città Metropolitana di Milano&lt;br /&gt;
* Comune di Milano&lt;br /&gt;
* Comune di Varese&lt;br /&gt;
* Comune di Legnano&lt;br /&gt;
* Libera contro le mafie&lt;br /&gt;
* WikiMafia&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== I collaboratori di giustizia ====&lt;br /&gt;
Nel corso dell’udienza scelsero di diventare collaboratori di giustizia &#039;&#039;&#039;Saverio Pintaudi&#039;&#039;&#039;, esponente della &#039;ndrina Iamonte affiliato alla [[Locale di Desio]] (collegata alla Locale di Melito Porto Salvo)&#039;&#039;&#039;, William Alfonso Cerbo&#039;&#039;&#039;, collettore economico a Milano del clan catanese Mazzei, e &#039;&#039;&#039;Francesco Bellusci&#039;&#039;&#039;, affiliato alla [[Locale di Legnano-Lonate Pozzolo|locale di Legano-Lonate Pozzolo]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Le minacce di morte ai titolari dell&#039;inchiesta ====&lt;br /&gt;
Nel corso dell&#039;udienza preliminare vi fu la notizia di &#039;&#039;&#039;minacce di morte&#039;&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;&#039;&#039;“Mafia a tre teste” in Lombardia, minacce di morte al procuratore di Milano e alla pm che ha indagato: allerta massima, sicurezza rafforzata&#039;&#039;, ilFattoQuotidiano.it, 26 gennaio 2025[https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/01/26/minacce-di-morte-procuratore-milano-viola-pm-cerreti-sicurezza-rafforzata-inchiesta-hydra/7852238/ .]&amp;lt;/ref&amp;gt; all&#039;indirizzo del Procuratore &#039;&#039;&#039;Marcello Viola&#039;&#039;&#039; e della sostituta &#039;&#039;&#039;Alessandra Cerreti&#039;&#039;&#039;, in risposta alla quale i due vennero invitati prima in Consiglio Comunale a Milano (11 febbraio 2025), poi al consiglio metropolitano (21 marzo 2025)&amp;lt;ref&amp;gt;Consiglio metropolitano straordinario sul fenomeno delle infiltrazioni mafiose, [https://www.cittametropolitana.mi.it/mivedo/video/Consiglio-metropolitano-straordinario-sul-fenomeno-delle-infiltrazioni-mafiose-Cerreti/ Città Metropolitana di Milano].&amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== La requisitoria del pubblico ministero ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nella sua requisitoria, la dott.ssa Alessandra Cerreti affermò: &amp;lt;blockquote&amp;gt;«attenzione, &#039;&#039;&#039;non è una super mafia&#039;&#039;&#039;, nessuno l&#039;ha mai sostenuto, qua siamo lontani anni luce dal parlare di una mafia nuova, quasi che l&#039;associazione mafiosa contestata avesse &#039;&#039;&#039;la pretesa di raggruppare in sé le tre mafie storiche italiane.&#039;&#039;&#039; [...] Non è mafia nuova né mafia delocalizzata, ma mafiosità immanente: si tratta di un&#039;associazione mafiosa alla quale aderiscono &#039;&#039;&#039;rappresentanti delle tre mafie sul territorio lombardo&#039;&#039;&#039;, e solo sul territorio lombardo, che hanno deciso di mettersi insieme per fare business, semplicemente questo, autorizzate dalle case madri a spendere il brand criminale di Cosa nostra, della Camorra o della &#039;ndrangheta. Ognuno poi esplica la sua capacità mafiosa sulla base dell&#039;appartenenza, ma “&#039;&#039;l’unione fa la pericolosità&#039;&#039;”, come anni fa mi disse un pentito calabrese.&amp;lt;/blockquote&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====Condanne====&lt;br /&gt;
Il [[12 gennaio]] [[2026]] vennero condannate complessivamente &#039;&#039;&#039;62 persone&#039;&#039;&#039;, con pene fino a 16 anni, mentre 9 imputati patteggiarono; &#039;&#039;&#039;29 vennero prosciolti&#039;&#039;&#039; tra abbreviato e udienza preliminare, mentre &#039;&#039;&#039;45 vennero rinviati a giudizio&#039;&#039;&#039; nel processo per rito ordinario. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le condanne più elevate, già al netto della riduzione di un terzo per la scelta del rito abbreviato, e comunque generalmente più basse delle richieste dell’accusa, furono 16 anni a Massimo Rosi, 14 a Filippo Crea, 12 a Giuseppe Fidanzati (contro i 20 anni richiesti dai pm), 14 a Bernardo Pace e 12 ai figli, 13 anni e 4 mesi a Giovanni Abilone. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gli imputati che nel corso del processo scelsero di collaborare giustizia – &#039;&#039;&#039;William Alfonso Cerbo, Francesco Bellusci e Saverio Pintaudi&#039;&#039;&#039; – si videro riconoscere la speciale attenuante. &lt;br /&gt;
{| class=&amp;quot;wikitable&amp;quot;&lt;br /&gt;
|+Condanne Rito abbreviato Hydra - 1° grado&amp;lt;ref&amp;gt;Emanuele Mancini (2026). &#039;&#039;Dispositivo di sentenza - Procedimento n. 17694/25 R.G. GIP / N. 5799/23 R.G.N.R.&#039;&#039;, Tribunale di Milano - Sezione GIP-GUP, 12 gennaio. &amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
!Imputato&lt;br /&gt;
!Esito&lt;br /&gt;
!Pena&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Abilone Giovanni&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;13 anni e 4 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Albanese Vincenza&lt;br /&gt;
|Condannata&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;11 anni e 4 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Aquilano Simone&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;2 anni e 4 mesi di reclusione + 8.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali &lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Bellusci Francesco&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;4 anni e 6 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Blanco &lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;6 anni e 2 mesi di reclusione + 6.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Bonanno Samuele&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;12 anni di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Bramonti Alessandro&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;10 anni e 6 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Brancaccio Domenico&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;10 anni e 6 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Caldarelli Antonio&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;1 anno e 4 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Callipari Pasquale&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;2 anni e 4 mesi di reclusione + 6.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Cerbo William Alfonso&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;5 anni di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Cirillo Giovanni&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;10 anni e 10 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Ciulla Alessio&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;2 anni e 6 mesi di reclusione + 10.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Colombo Emanuela&lt;br /&gt;
|Condannata&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;1 anno e 4 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Coluccio Salvatore&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;2 anni e 8 mesi di reclusione + 6.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Crea Filippo&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;14 anni e 8 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Cristello Giacomo&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;11 anni e 2 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|D&#039;Alia Aurelio&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;3 anni di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Deodato Vincenzo&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;6 anni e 2 mesi di reclusione + 6.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Destefano Michele&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;4 anni di reclusione + 16.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Dimiccoli Antonio&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;6 anni e 2 mesi di reclusione + 6.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Fidanzati Giuseppe&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;14 anni di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Fidanzati Stefano&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;2 anni e 8 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Fiore Giuseppe&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;7 anni e 1 mese di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Fontana Gianfranco&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;5 anni e 4 mesi di reclusione + 20.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Galioto Antonino&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;11 anni e 2 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Gatto Giovanni&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;3 anni e 1 mese di reclusione + 4.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Grasso Antonio&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;13 anni e 8 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Grasso Paolo&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;7 anni di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Jelmini Giada&lt;br /&gt;
|Condannata&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;3 anni e 2 mesi di reclusione + 4.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|La Cara Alessandro&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;5 anni di reclusione + 10.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Mazzotta Pietro&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;13 anni di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Menghetti Maurizio&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;3 anni e 6 mesi di reclusione + 8.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Milano Luca&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;2 anni e 4 mesi di reclusione + 6.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Molluso Alessandro Illuminato&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;4 anni e 4 mesi di reclusione + 10.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Molluso Francesco&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;4 anni di reclusione + 8.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Monti Alessandro&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;4 anni e 8 mesi di reclusione + 10.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Morana Maria Assunta&lt;br /&gt;
|Condannata&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;1 anno e 4 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Mroshaj Ejll&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;2 anni e 4 mesi di reclusione + 6.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Oliveri Carmelo&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;4 anni e 9 mesi di reclusione + 10.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Pace Bernardo&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;14 anni e 4 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Pace Domenico&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;11 anni e 4 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Pace Michele&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;12 anni di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Panaiia Iginio&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;3 anni e 6 mesi di reclusione + 8.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Papalia Daniele&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;4 anni di reclusione + 10.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Perversi Riccardo Francesco&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;3 anni di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Pintaudi Saverio&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;3 anni e 6 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Pizzata Giuseppe&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;14 anni e 4 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Polise Orsolo&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;1 anno e 4 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Postù Maria Domenica&lt;br /&gt;
|Condannata&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;10 anni e 8 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Romeo Antonio&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;2 anni e 8 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Rosi Massimo&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;16 anni di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Russo Andrea Michele&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;4 anni e 8 mesi di reclusione + 10.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Sangalli Daniela&lt;br /&gt;
|Condannata&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;10 anni e 8 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Sanseverino Sergio&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;13 anni di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Sergi Saverio&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;2 anni e 4 mesi di reclusione + 6.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Sorge Giuseppe&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;13 anni di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Spatola Giuseppe&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;1 anno e 4 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Toscano Pasquale Filomeno&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;11 anni e 2 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Veizaj Klement&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;3 anni e 2 mesi di reclusione + 4.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Ventura Mario&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;4 anni e 1 mese di reclusione + 6.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Zavattieri Giuseppe&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;4 anni e 1 mese di reclusione + 10.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|}&lt;br /&gt;
Per le parti civili fu stabilito il risarcimento del danno da liquidarsi in separato giudizio civile, nonché il pagamento, in solido, di una provvisionale pari ad €. 10.000,00 a titolo di risarcimento del danno morale; infine, alla rifusione delle spese di costituzione e giudizio, che liquidò in euro 6.000,00 a titolo dì compenso professionale, oltre alle spese vive e al 15% a titolo di spese generali forfettarie, iva e cpa come per legge.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Assoluzioni ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* ABDEL LATIF MOHAMED EMAM TAHA dal reato a lui ascritto (capo 76) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* ALBANESE VINCENZA dai reati di cui ai capi 68 e 77 perché il fatto non sussiste;&lt;br /&gt;
* ANDERLINI GIULIANO dal reato a lui ascritto (capo 63) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* ANTONAZZO PASQUALE dal reato a lui ascritto (capo 68) perché il fatto non sussiste;&lt;br /&gt;
* AQUILANTI MANUELA dal reato a lei ascritto (capo 75) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* BARRA SALVATORE dal reato a lui ascritto (capo 35) per non avere commesso il fatto;&lt;br /&gt;
* BASSETTO ANTONIO dal reato a lui ascritto (capo 79) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* CANNIZZARO CLAUDIO dal reato a lui ascritto (capo 59) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* CASSAGO MARCO dal reato a lui ascritto (capo 65) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* CONGIU LUCA dal reato a lui ascritto (capo 61) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* COTTONE FRANCESCO dal reato a lui ascritto (capo 66) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* CREA FILIPPO dal reato di cui al capo 81 perché il fatto non sussiste;&lt;br /&gt;
* DI MICCOLI ANTONIO dal reato di cui al capo 14 per non avere commesso il fatto;&lt;br /&gt;
* FIDANZATI STEFANO dal reato di cui al capo 1 per non avere commesso il fatto;&lt;br /&gt;
* GAYLI YRINA dai reati a lei ascritti (capi 19, 20 e 21) per non avere commesso il fatto;&lt;br /&gt;
* GENNARO MARIA RITA dal reato a lei ascritto {capo 72) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* GUARNACCIA ANTONINO dai reati a lui ascritti (capi 80.1, 80.2 e 80.3) per non avere commesso il fatto;&lt;br /&gt;
* LI CALZI MAURIZIO dal reato a lui ascritto {capo 72) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* MARINO MARIA dal reato a lei ascritto (capo 72) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* OHANNASSIAN GIRRABET GABRIELE dal reato a lui ascritto (capo 75) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* PERVERSI CLAUDIO dal reato a lui ascritto (capo 86) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* PINTAUDI SAVERIO dal reato di cui al capo 80. l per non aver commesso il fatto;&lt;br /&gt;
* POSTÙ MARIA DOMENICA dai reati di cui ai capi 80.1, 80.2 e 80.3 per non aver commesso il fatto;&lt;br /&gt;
* ROMEO ANTONIO dal reato di cui al capo I per non avere commesso il fatto;&lt;br /&gt;
* SILVESTRO TINDARO dal reato a lui ascritto (capo 63) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* SORCE GIUSEPPE dal reato di cui al capo 77 perché il fatto non sussiste.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il presunto suicidio del collaboratore di giustizia Bernardo Pace ===&lt;br /&gt;
Lunedì 16 marzo, a tre giorni dall&#039;inizio del processo con rito ordinario, il neo-collaboratore di giustizia &#039;&#039;&#039;Bernardo Pace&#039;&#039;&#039; venne trovato apparentemente morto suicida. In un primo momento, l&#039;Ansa battè la notizia che si era impiccato &amp;quot;coi lacci delle scarpe&amp;quot; nella sua cella, nel carcere Lorusso e Cotugno di Torino. In realtà, fu trovato impiccato nel bagno accanto alla cella, con un cavo tanto spesso che i soccorritori non riuscirono nemmeno a tagliarlo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I dubbi che si trattasse di un finto suicidio sono legati anche al fatto che sembra improbabile che Pace, malato terminale di cancro e dunque debilitato dalla chemioterapia, fosse in grado di stringersi attorno al collo un cavo così robusto. Non solo: nonostante i magistrati milanesi si fossero raccomandati di sorvegliarlo in quanto &#039;&#039;&#039;Pace temeva per la sua vita&#039;&#039;&#039;, né la cella né il corridoio che portava al bagno erano monitorati con telecamere. La sua decisione di collaborare, visto il tumore in stadio avanzato, derivava dalla volontà di passare i suoi ultimi anni con la sua famiglia. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Pace aveva riempito due verbali, considerati di grande rilevanza, in quanto aveva parlato delle visite di [[Matteo Messina Denaro]] a Milano e dei rapporti con la politica del Consorzio (ben 8 pagine omissate dai magistrati).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le circostanze in cui Pace è stato trovato morto hanno portato alcuni a paragonare il suo caso a quello di [[Antonino Gioè|Nino Gioè]], il mafioso di Altofonte che fu tra gli esecutori della [[strage di Capaci]]. Arrestato nel [[1993]], aveva più volte chiesto di parlare con i magistrati per collaborare, anche se non è mai stata trovata traccia di verbali o colloqui investigativi. In compenso, l&#039;aspirante collaboratore venne poi trovato impiccato nella sua cella del carcere di Rebibbia, nella notte tra il 28 e il 29 luglio, poche ore dopo la [[Strage di Via Palestro|strage di via Palestro]] a Milano. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Rito ordinario===&lt;br /&gt;
Il rito ordinario iniziò il [[19 marzo]] 2026, presso l’Aula Bunker di San Vittore a Milano. A presiedere il processo la Presidente dell&#039;VIII sezione penale del Tribunale di Milano, &#039;&#039;&#039;Maria Luisa Balzarotti&#039;&#039;&#039;, &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Rispetto all&#039;abbreviato, erano presenti tre ulteriori parti civili, già costituitesi in udienza preliminari ma contro soggetti che avevano scelto il rito ordinario: il giornalista di Report &#039;&#039;&#039;Giorgio Mottola&#039;&#039;&#039;, minacciato durante la realizzazione di un&#039;inchiesta giornalistica da Errante Parrino, la &#039;&#039;&#039;Rai - RadioTelevisione Italiana&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;Francesco Picone&#039;&#039;&#039;, titolare di un bar a Busto Arsizio minacciato dai fratelli Nicastro.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel corso della seconda udienza, il 30 aprile, e della terza, il 14 maggio, vennero sollevate le eccezioni delle difese, in particolare contro la competenza territoriale di Milano e contro la costituzione di parte civile dei comuni di Legnano e Busto Arsizio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel corso della quarta udienza, il 18 giugno successivo, il Tribunale sciolse la riserva, &#039;&#039;&#039;dichiarando la competenza territoriale su Milano&#039;&#039;&#039;, respingendo le eccezioni sollevate dalle difese e dichiarando aperto il dibattimento; contestualmente &#039;&#039;&#039;negò la costituzione di parte civile&#039;&#039;&#039; dei comuni di Abbiategrasso e di Busto Arsizio perché tardive.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Il presidio in solidarietà dei magistrati il 18 giugno 2026 ====&lt;br /&gt;
Contestualmente, quella mattina varie associazioni antimafia organizzarono &#039;&#039;&#039;un presidio di solidarietà ai magistrati&#039;&#039;&#039;, dopo la notizia del rafforzamento della scorta con ulteriori minacce di morte ai danni della dott.ssa Alessandra Cerreti e del Procuratore Marcello Viola. WikiMafia partecipò col suo striscione &amp;quot;&#039;&#039;Fuori la mafia da Milano&#039;&#039;&amp;quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Il dibattimento ====&lt;br /&gt;
Dopo le richieste di ammissione di prova e della lista testimoni nella quinta udienza (24 giugno), durante la sesta (2 luglio) il Tribunale sciolse la riserva, ammettendo tutte le prove e le liste testimoni, ad eccezione delle annotazioni di polizia giudiziaria, in quanto atti ripetibili durante il dibattimento. Contestualmente, il pubblico ministero Alessandra Cerreti dichiarò che l&#039;esame dei testi sarebbe partito col collaboratore di giustizia &#039;&#039;&#039;William Alfonso Cerbo&#039;&#039;&#039;, chiedendo che fosse escusso in presenza; di fronte alle richieste delle difese di avere in presenza anche i propri assistiti nelle gabbie, il Tribunale autorizzò l&#039;esame in presenza di Cerbo per l&#039;udienza del 9 luglio e successive, ma negò la possibilità per gli imputati di ascoltarlo in Aula Bunker.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Note==&lt;br /&gt;
&amp;lt;references&amp;gt;&amp;lt;/references&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Bibliografia==&lt;br /&gt;
* Archivio storico de Il Fatto Quotidiano.&lt;br /&gt;
* Cerreti, Alessandra (2023). &amp;quot;&#039;&#039;Richiesta di applicazione di misura cautelare personale e reale - Procedimento N. 5799/23 (stralcio dal 14467/17) R.G. notizie di reato DDA&#039;&#039;&amp;quot;, Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano - Direzione Distrettuale Antimafia, 31 marzo.&lt;br /&gt;
* Mancini, Emanuele (2026). &#039;&#039;Dispositivo di sentenza - Procedimento n. 17694/25 R.G. GIP / N. 5799/23 R.G.N.R.&#039;&#039;, Tribunale di Milano - Sezione GIP-GUP, 12 gennaio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Categoria:Inchieste antimafia]] [[Categoria:Inchieste in Lombardia]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Leadermassimo</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://www.wikimafia.it/w/index.php?title=Categoria:Eventi_in_corso&amp;diff=10938</id>
		<title>Categoria:Eventi in corso</title>
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		<updated>2026-07-03T10:49:34Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Leadermassimo: Creata pagina vuota&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Leadermassimo</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://www.wikimafia.it/w/index.php?title=Template:In_corso&amp;diff=10937</id>
		<title>Template:In corso</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://www.wikimafia.it/w/index.php?title=Template:In_corso&amp;diff=10937"/>
		<updated>2026-07-03T10:49:12Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Leadermassimo: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&amp;lt;div id=&amp;quot;{{{id|Update}}}&amp;quot; class=&amp;quot;messagebox noprint iumb hidable&amp;quot;&amp;gt;{{rt|#EEE8AA}}&amp;lt;div style=&amp;quot;background: #F0F8FF; color: {{{fg|#000}}}&amp;quot;&amp;gt;&lt;br /&gt;
{| cellpadding=&amp;quot;0&amp;quot; cellspacing=&amp;quot;0&amp;quot;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
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{| cellpadding=&amp;quot;0&amp;quot; cellspacing=&amp;quot;0&amp;quot; class=&amp;quot;hidable-content&amp;quot;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
&amp;lt;span class=&amp;quot;iumb-message&amp;quot;&amp;gt;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
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&lt;br /&gt;
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&lt;br /&gt;
[[Categoria:Templates di etichettatura|{{PAGENAME}}]]&lt;br /&gt;
&amp;lt;/noinclude&amp;gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Leadermassimo</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://www.wikimafia.it/w/index.php?title=Processo_Hydra&amp;diff=10936</id>
		<title>Processo Hydra</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://www.wikimafia.it/w/index.php?title=Processo_Hydra&amp;diff=10936"/>
		<updated>2026-07-03T10:47:59Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Leadermassimo: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{In corso}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il &#039;&#039;&#039;processo Hydra&#039;&#039;&#039; è un procedimento penale nato da un&#039;inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Milano, coordinata dal Procuratore della Repubblica &#039;&#039;&#039;Marcello Viola&#039;&#039;&#039;, dalla Procuratrice aggiunta &#039;&#039;&#039;Alessandra Dolci&#039;&#039;&#039; e dalla sostituta procuratrice &#039;&#039;&#039;Alessandra Cerreti&#039;&#039;&#039;, che ha svelato l&#039;esistenza di un&#039;alleanza tra le tre mafie storiche, [[Cosa nostra]], [[camorra]] e [[&#039;ndrangheta]], in Lombardia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questa alleanza, rispetto ad altre collaborazioni più o meno estemporanee e più o meno durature tra organizzazioni criminali diverse registrate in inchieste giudiziarie precedenti, avrebbe il carattere di un &#039;&#039;&#039;accordo stabile e duraturo&#039;&#039;&#039;; secondo i pubblici ministeri, si tratterebbe infatti di:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;blockquote&amp;gt;«un sistema di &#039;&#039;&#039;cointeressenze ed anime multistrutturate&#039;&#039;&#039; composto da gruppi tra loro disomogenei, ma associati attraverso l’apporto comune di capitali, la predisposizione di mezzi, la messa a disposizione di risorse umane, la costituzione di società, tutti elementi funzionalmente aggregati dal fine comune, ossia quello di trarre profitto attraverso molteplici attività (apparentemente lecite ed illecite) che costituiscono la fonte delle entrate delle organizzazioni criminali mafiose di riferimento ed il collante tra le stesse»&amp;lt;ref&amp;gt;Alessandra Cerreti (2023). &amp;quot;Richiesta di applicazione di misura cautelare personale e reale - Procedimento N. 5799/23 (stralcio dal 14467/17) R.G. notizie di reato DDA, Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano - Direzione Distrettuale Antimafia, 31 marzo, p. 205.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;/blockquote&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Attraverso l&#039;espressione &amp;quot;&#039;&#039;&#039;sistema mafioso lombardo&#039;&#039;&#039;&amp;quot;, gli inquirenti hanno definito questo sistema di tipo confederativo nel quale le mafie storiche proietterebbero interessi economici e criminali estremamente qualificati. Si tratterebbe quindi di una &#039;&#039;&#039;nuova associazione criminale&#039;&#039;&#039; rientrante nella fattispecie descritta dall’[[Legge Rognoni - La Torre|articolo 416 bis]] c.p., di cui farebbero parte componenti di Cosa Nostra siciliana, ‘ndrangheta calabrese e camorra napoletana, le quali, in perfetta sinergia e comunità d’intenti, nonché dotate di struttura ed organizzazione comune e stabile, perseguirebbero l’interesse comune di &#039;&#039;&#039;massimizzazione di profitti&#039;&#039;&#039; derivanti da investimenti in settori dell’economia legale di denaro proveniente da varie tipologie di reati. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Antefatti==&lt;br /&gt;
L&#039;avvio delle indagini, condotte dal Nucleo investigativo dei Carabinieri di via Moscova a Milano diretto dal colonnello &#039;&#039;&#039;Antonio Coppola&#039;&#039;&#039;, è coinciso col monitoraggio della locale di &#039;ndrangheta di [[Locale di Legnano-Lonate Pozzolo|Legnano - Lonate Pozzolo]], e in particolare del suo uomo in quel momento più rappresentativo, &#039;&#039;&#039;Massimo Rosi&#039;&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;Ibidem.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le attività di indagine consentirono non solo di riscontrare le dichiarazioni del collaboratore di giustizia &#039;&#039;&#039;[[Emanuele De Castro]]&#039;&#039;&#039;, ma anche di accertare come Rosi fosse: &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*costantemente teso alla ricostituzione, anche attraverso la rituale affiliazione di nuovi sodali, della locale di ‘ndrangheta di Legnano e Lonate Pozzolo, ormai falcidiata dalle ultime operazioni;&lt;br /&gt;
*impegnato in attività legate all’importazione ed alla spartizione di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti;&lt;br /&gt;
*strettamente legato a Gioacchino Amico, Raimondo Orlando, Saverio Sergi, Samuele Bonanno, Pasquale Callipari, Roberto Toscano, nonché agli storici esponenti della locale stessa: Vincenzo Rispoli (tramite c.d. «&#039;&#039;‘mbasciate&#039;&#039;» veicolate da e per il carcere dove si trova in regime di [[Articolo 41 bis|41bis]]), Pasquale Rienzi, Raffaele Barletta, Giacomo Cristello e altri;&lt;br /&gt;
*di fatto assunto alla Servizi Integrati SRL, società costituita per gli interessi economici del gruppo criminale, presso i cui uffici passa gran parte del tempo a stretto contatto con Amico e Orlando.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Parallelamente, a seguito delle dichiarazioni di De Castro, veniva identificato e monitorato &#039;&#039;&#039;Gaetano Cantarella&#039;&#039;&#039;, detto &#039;&#039;Tanu U Curtu&#039;&#039;, intercettato per la prima volta il [[25 gennaio]] [[2020]], le cui attività di indagine permisero di confermare i rapporti con esponenti della famiglia mafiosa “&#039;&#039;Mazzei / Carcagnusi&#039;&#039;” ed individuare i principali soggetti a lui collegati, identificati in &#039;&#039;&#039;Gioacchino Amico&#039;&#039;&#039;, &#039;&#039;&#039;Giuseppe Castiglia&#039;&#039;&#039; detto &amp;quot;Pippo&amp;quot; e &#039;&#039;&#039;Giancarlo Vestiti&#039;&#039;&#039;. Proprio Amico, poi divenuto collaboratore di giustizia, sarebbe diventato il collegamento e il collante tra i vari filoni investigativi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il [[3 febbraio]] [[2020]], Cantarella sparì senza lasciare traccia, dopo aver incontrato a Canicattì Gioacchino Amico e Raimondo Orlando. Le successive intercettazioni telefoniche e ambientali, tra il 4 e il 6 febbraio successivi, permisero di acquisire elementi circa il coinvolgimento dei due nella scomparsa di Cantarella, anche se il movente esatto è ancora oggetto di indagine, dopo le dichiarazioni dei vari collaboratori di giustizia (non solo lo stesso Amico, ma anche &#039;&#039;&#039;Bernardo Pace&#039;&#039;&#039;, trovato morto nella sua cella dopo aver reso dichiarazioni agli inquirenti).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Le dichiarazioni di Emanuele De Castro ===&lt;br /&gt;
Dopo la sua decisione di collaborare con la giustizia nell&#039;agosto 2019, spinto dal figlio Salvatore, Emanuele De Castro iniziò a fornire informazioni fondamentali per l&#039;avvio dell&#039;inchiesta Hydra dopo il suo arresto nell&#039;inchiesta Krimisa, il 4 luglio precedente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Elemento di spicco della &#039;&#039;[[locale di Legnano-Lonate Pozzolo]],&#039;&#039; uomo di fiducia e braccio destro di [[Vincenzo Rispoli]], già &#039;&#039;capo società&#039;&#039;, De Castro aiutò gli inquirenti a &#039;&#039;&#039;ricostruire la storia della &#039;&#039;locale&#039;&#039;, le sue attività e i rapporti con le altre realtà criminali&#039;&#039;&#039;, compresi quelli con esponenti siciliani attivi nel legnanese, affiliati o vicini a “&#039;&#039;[[Cosa Nostra|cosa nostra]]”&#039;&#039;, e in particolare coi gruppi gelesi presenti nell’area bustocca con i quali, nel tempo, la &#039;&#039;locale&#039;&#039; si contedeva il territorio. Come già detto prima, le sue dichiarazioni hanno dato origine a vari filoni investigativi, due dei quali diedero l&#039;avvio all&#039;inchiesta Hydra: il monitoraggio di Gaetano Cantarella e di Massimo Rosi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Le varie componenti dell&#039;associazione===&lt;br /&gt;
Le indagini permettevano di individuare, quindi, stabili collegamenti tra esponenti delle tre organizzazioni mafiose storiche, finalizzati in particolare al riciclaggio di denaro e al narcotraffico. In particolare, emergeva che il sodalizio tra Giancarlo Vestiti e Gioacchino Amico era in stretto contatto e condivideva sostanziali interessi economici con:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*il &#039;&#039;&#039;clan Moccia&#039;&#039;&#039; di Afragola, in particolare con Luigi e Bruno Moccia, fratelli del “capo” clan Angelo;&lt;br /&gt;
*la &#039;&#039;&#039;famiglia Senese&#039;&#039;&#039; di Roma, in particolare con Michele e Vincenzo Senese, rispettivamente figlio e fratello del boss Michele;&lt;br /&gt;
*la &#039;&#039;&#039;locale di ‘ndrangheta di Legnano-Lonate Pozzolo&#039;&#039;&#039;, guidata da Massimo Rosi e Giacomo Cristello;&lt;br /&gt;
*vari esponenti di famiglie mafiose siciliane come &#039;&#039;&#039;Fidanzati&#039;&#039;&#039;, &#039;&#039;&#039;Mannino&#039;&#039;&#039;, &#039;&#039;&#039;Messina&#039;&#039;&#039; e altre;&lt;br /&gt;
*&#039;&#039;&#039;William Alfonso Cerbo&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;Gaetano Cantarella&#039;&#039;&#039; (fino alla sua scomparsa), affiliati alla famiglia mafiosa catanese dei “Mazzei / Carcagnusi”;&lt;br /&gt;
*&#039;&#039;&#039;Santo Crea&#039;&#039;&#039;, affiliato alla ’ndrina Iamonte, e suo figlio &#039;&#039;&#039;Filippo&#039;&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, pp. 207-208.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, le componenti del Consorzio erano così suddivise&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 244 e ss.&amp;lt;/ref&amp;gt;:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== La componente calabrese ====&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;a) Locale di ‘ndrangheta di Legnano-Lonate Pozzolo&#039;&#039;&#039; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* ROSI Massimo &lt;br /&gt;
* CRISTELLO Giacomo &lt;br /&gt;
* BELLUSCI Francesco &lt;br /&gt;
* BARLETTA Raffaele &lt;br /&gt;
* RISPOLI Alfonso &lt;br /&gt;
* RIENZI Pasquale &lt;br /&gt;
* LEROSE Armando &lt;br /&gt;
* RISPOLI Vincenzo &lt;br /&gt;
* TOSCANO Pasquale Filomeno &lt;br /&gt;
* FRUSTILLO Luca &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;b) &#039;ndrina Iamonte&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* CREA Santo &lt;br /&gt;
* CREA Filippo &lt;br /&gt;
* TRIPODI Demetrio &lt;br /&gt;
* SURACI Lorenzo &lt;br /&gt;
* POSTÙ Maria Domenica &lt;br /&gt;
* PINTAUDI Saverio &lt;br /&gt;
* SCOTTI Claudio &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;c) &#039;ndrina &#039;&#039;Romeo &amp;quot;Staccu&amp;quot;&#039;&#039;&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* ROMEO Antonio &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== La componente siciliana ====&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;a) I palermitani&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
* FIDANZATI Giuseppe &lt;br /&gt;
* FIDANZATI Stefano &lt;br /&gt;
* GALIOTO Antonino &lt;br /&gt;
* SEIDITA Serafino &lt;br /&gt;
* D’ALIA Aurelio &lt;br /&gt;
* MANNINO Pietro &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;b) I trapanesi/castelvetranesi&#039;&#039;&#039; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* PACE Bernardo detto “Dino” &lt;br /&gt;
* PACE Michele &lt;br /&gt;
* PACE Domenico &lt;br /&gt;
* ABILONE Rosario &lt;br /&gt;
* ABILONE Giovanni &lt;br /&gt;
* ERRANTE PARRINO Paolo Aurelio &lt;br /&gt;
* CISLAGHI Diego &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;c) I gelesi&#039;&#039;&#039; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* NICASTRO Dario &lt;br /&gt;
* NICASTRO Fabio &lt;br /&gt;
* BONVISSUTO Rosario &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;d) I catanesi del clan MAZZEI “&#039;&#039;carcagnusi”&#039;&#039;&#039;&#039;&#039; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* CANTARELLA Gaetano detto &#039;&#039;“Tanu u Curtu”&#039;&#039; (scomparso) &lt;br /&gt;
* CERBO William Alfonso detto “S&#039;&#039;carface”&#039;&#039; (successivamente legatosi al “gruppo SENESE” dopo la scomparsa di CANTARELLA)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== La componente romana ====&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;a) I “Senese”&#039;&#039;&#039; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* SENESE Vincenzo &lt;br /&gt;
* VESTITI Giancarlo &lt;br /&gt;
* BUCCAFUSCA Federica &lt;br /&gt;
* CASTIGLIA Giuseppe &lt;br /&gt;
* SORRENTINO Antonio &lt;br /&gt;
* GREGORINI Emanuele &lt;br /&gt;
* MAZZOTTA Pietro &lt;br /&gt;
* AMICO Gioacchino &lt;br /&gt;
* ORLANDO Raimondo &lt;br /&gt;
* SANGALLI Daniela &lt;br /&gt;
* VESTITI Eduardo Maria &lt;br /&gt;
* VESTITI Marika &lt;br /&gt;
* SANSEVERINO Sergio &lt;br /&gt;
* FIORE Giuseppe &lt;br /&gt;
* BRANCACCIO Domenico &lt;br /&gt;
* BRAMONTI Alessandro &lt;br /&gt;
* ALBANESE Vincenza &lt;br /&gt;
* BERDUCCI Francesco &lt;br /&gt;
* CIRILLO Giovanni &lt;br /&gt;
* SORCE Giuseppe &lt;br /&gt;
* ZINGHINÌ Giuseppe Antonio &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== I traffici illeciti dell&#039;associazione ===&lt;br /&gt;
Le attività di indagine permettevano di individuare non solo i &#039;&#039;&#039;traffici illeciti&#039;&#039;&#039; del gruppo criminale, ma anche la &#039;&#039;&#039;suddivisione dei ruoli&#039;&#039;&#039; all’interno dell’organizzazione. In particolare, emergeva come il gruppo operasse attraverso &#039;&#039;&#039;diversificati circuiti criminali&#039;&#039;&#039;, passando dalle &#039;&#039;&#039;false fatturazioni&#039;&#039;&#039; al &#039;&#039;&#039;riciclaggio&#039;&#039;&#039; (anche con reimpiego in svariate attività imprenditoriali), all’elusione fiscale nel settore dei carbolubrificanti, dall’importazione e traffico di stupefacenti, alle estorsioni e così via.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo gli inquirenti, proprio le eterogenee attività del gruppo e i rapporti con più organizzazioni criminali consentirebbero di affermare che, al di là dell’ambito mafioso monitorato, si sarebbe in presenza di &#039;&#039;&#039;un livello criminale più elevato&#039;&#039;&#039; che catalizza le risorse finanziare di eterogenei sistemi mafiosi (camorra, ‘ndrangheta, cosa nostra), funzionalizzando investimenti di ingentissimi capitali - in parte derivanti dalle consuete attività illegali (stupefacenti, estorsioni ecc.) - &#039;&#039;&#039;impiegati in attività imprenditoriali apparentemente lecite&#039;&#039;&#039; e gestite da organizzazione criminali, il tutto attraverso uno stabile vincolo associativo costituito proprio dal fine comune.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===I passaggi cruciali dell&#039;inchiesta===&lt;br /&gt;
Nel corso dell’indagine sono stati cristallizzati alcuni eventi che, per importanza e per gli effetti prodotti, hanno condizionato le scelte investigative e consentito di acquisire un quadro di insieme che consente di affermare gli assunti innovativi sopra espressi&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 208 e ss.&amp;lt;/ref&amp;gt;:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*l’omicidio di Gaetano Cantarella;&lt;br /&gt;
*l’arresto di Giancarlo Vestiti e l’assunzione di ruolo di catalizzatore delle diversificate componenti assunto da Gioacchino Amico;&lt;br /&gt;
*la disputa economica che ha contrapposto la famiglia Pace ad Amico, legato alla famiglia Senese, che ha richiesto la mediazione di Giuseppe Fidanzati e Antonino Galioto, detto &amp;quot;Zio Nino&amp;quot;, di Paolo Aurelio Errante Parrino, detto &amp;quot;Zio Paolo&amp;quot; e Antonio Messina, detto &amp;quot;l&#039;Avvocato&amp;quot; (rispettivamente cugino e uomo di fiducia di [[Matteo Messina Denaro]]), di Emanuele Gregorini e Giuseppe Castiglia detto &amp;quot;Pippo&amp;quot; (famiglia Senese), di Demetrio Tripodi (Locale di Desio), di Filippo Crea (&#039;ndrina Iamonte), Giacomo Cristello (Locale di Legnano-Lonate Pozzolo) e dei fratelli Dario e Fabio Nicastro (espressione della cosca gelese “Rinzivillo” operativa in Lombardia);&lt;br /&gt;
*l’avvio di attività edili collegate al “&#039;&#039;superbonus 110%&#039;&#039;” che faranno registrare diversi summit tenuti anche in Sicilia tra gli indagati e soggetti di elevata caratura criminale ivi sedenti tra i quali Stefano Fidanzati (fratello di Giuseppe “Ninni”), Antonio Messina, Serafino Seidita, e che paleseranno gli interessi comuni e le cointeressanze tra le diverse compagini;&lt;br /&gt;
*la ricostituzione della locale di ‘ndrangheta di Legnano-Lonate Pozzolo portata avanti da Rosi e Cristello, anche attraverso la rituale affiliazione di nuovi sodali e il coinvolgimento di storici affiliati, nonché delle locali calabresi di Guardavalle e Cirò Marina;&lt;br /&gt;
*l’apporto economico alle rispettive organizzazioni in una “cassa comune” alimentato dalle consuete attività criminali nel settore degli stupefacenti e nelle estorsioni, nonché da una serie di reati nei settori finanziario/economico;&lt;br /&gt;
*l’infiltrazione nel tessuto economico/sociale e politico/istituzionale del sodalizio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===La struttura dell&#039;organizzazione===&lt;br /&gt;
Le indagini hanno disvelato l’esistenza di &#039;&#039;&#039;una struttura ad organizzazione orizzontale&#039;&#039;&#039;, all’interno della quale non esisterebbe un vertice, ma &#039;&#039;&#039;più gruppi che si muovono parallelamente&#039;&#039;&#039; e che, in virtù di un accordo preventivo, &#039;&#039;&#039;assumono determinazioni comuni funzionali allo sviluppo dell’associazione stessa&#039;&#039;&#039;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo contesto e in virtù di questo &#039;&#039;pactum sceleris&#039;&#039;, i dissidi tra le diverse componenti, in primis quello tra Amico e la famiglia Pace, trovano una soluzione funzionale e necessaria a mantenere in vita quell’accordo, soluzioni che hanno l’effetto di abbassare le rivendicazioni al fine di mantenere in vita quell’organismo che consente, a tutti, di trarre profitto. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
È proprio &#039;&#039;&#039;il profitto che lega il gruppo&#039;&#039;&#039;, che lo tiene in vita, che motiva i singoli e che li induce a ricercare, nell’ambito di quella stessa organizzazione, figure di riferimento (come Errante Parrino, Fidanzati e Messina) che, per carisma, storia criminale, ascendente mafioso, età, sono in grado di indurre posizioni conciliatorie. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Emblematica sotto questo punto di vista un&#039;intercettazione ambientale tra i rappresentanti delle varie componenti, intervenuta negli uffici di Dairago (MI) di una delle società di Gioacchino Amico, teatro di un tentativo di risoluzione della diatriba cui partecipano l’emissario dei Senese, Emanuele Gregorini detto “&#039;&#039;dollarino&#039;&#039;”, Domenico Pace, lo stesso Amico e Giuseppe Fidanzati, detto &amp;quot;Ninni&amp;quot;, durante la quale, tra l’altro, emerge chiaramente il ruolo di Errante Parrino a sostegno dei Pace.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una frase in particolare di Gregorini restituisce la fotografia di quanto sopra: &amp;lt;blockquote&amp;gt;«Quindi troviamo oggi una quadra per com&#039;è, io il motivo reale...me l&#039;ha spiegato GIO&#039;! Io so...so per le due campane, cosi uno sa sempre come parlare e poter poter (inc)... troviamo una quadra tanto GIO, non è in grado di poter... di poter affrontare na spesa, tocca trovare una quadra, per guadagnare tutti, non creare altri pensieri come ha fatto PIPPO e cercare di trovare una soluzione». &amp;lt;/blockquote&amp;gt;Sul fatto che si tratti di un’organizzazione che racchiude varie componenti, così gli risponde Amico: &amp;lt;blockquote&amp;gt;«Io devo guardare a lui, lui è il referente vostro... (incomprensibile)... abbiamo fatto centomila euro, una persona di fiducia, domani lo facciamo... scarichiamo il cinquanta, domani scarichiamo il trenta, il cinquanta per cento va a voi il cinquanta per cento va a noi, compreso Giancarlo. Questa è tutta la cosa, Giancarlo è con noialtri e voialtri vi prendete il cinquanta per cento con chi volete. Si era messo di mezzo lo Zio Paolo e noi per questioni di correttezza gli avevamo detto: “&#039;&#039;Zio Paolo! Se tu vuoi stare nel lato, con Domenico&#039;&#039;”, gli ho detto: “&#039;&#039;e con Dino. Se vi mettete con Domenico e con Dino. Ed è giusto che si chiude sta storia&#039;&#039;”»&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 211.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;/blockquote&amp;gt;Nel proseguo di quella stessa conversazione emerge, con altrettanta chiarezza, come l’organizzazione non sia un’idea astratta, priva di manifestazioni materiali, ma che essa si palesi dotandosi di &#039;&#039;&#039;una struttura autonoma&#039;&#039;&#039; che si estrinseca, tra l’altro, attraverso la predisposizione di mezzi idonei al conseguimento del fine illecito, nel caso di specie attraverso la costituzione di una società ad hoc: &amp;lt;blockquote&amp;gt;AMICO Gioacchino: La persona la metto io e l&#039;azienda, tu metti il capannone, lontano da qua... perché non si può scaricare nella stessa zona dove si mangia, che poi succede che... E allora se volete con il consenso di tutti, i primi che arrivano si chiudono la prima partita per l&#039;impegno dei cinquanta e dopo quando finisce la cosa si divide. La prima partita arriva neanche sessanta giorni ed arriva, tempo della lettera di credito, quarantacinque gioni. Questo è il tutto… Per me questo oggi è l&#039;unica quadra che oggi si può trovare. Perché? Perché ci sono carcerati, ci sono parole di mezzo, non ci sta al proprio posto, non c&#039;è mio zio che loro si sono accordati, capito? oggi... tu ci stavi mi sa a quell&#039;appuntamento”&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 212.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;/blockquote&amp;gt;Sull’eterogeneità delle compagini d’origine, della quale tutti sono ben consci e consapevoli, gli inquirenti riportarono anche una suggestiva intercettazione ambientale tra Amico e la futura moglie &#039;&#039;&#039;Federica Buccafusca&#039;&#039;&#039;, in relazione agli inviti per il pranzo di matrimonio che di lì a breve si sarebbe celebrato, inviti che seguono un cerimoniale ed un ordine ancorato al “rispetto” dovuto alle famiglie mafiose&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 212 e ss.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’ulteriore conferma della unitarietà del sistema mafioso lombardo e della stabilità del vincolo associativo che lo caratterizza, infine, si desume dalla circostanza che le tre componenti mafiose si siano fatte “&#039;&#039;autorizzare&#039;&#039;” – dalle rispettive “case madri - a parteciparvi, come emerge chiaramente in un&#039;intercettazione in cui Gioacchino Amico afferma:&amp;lt;blockquote&amp;gt;«Abbiamo costruito un impero e ci siamo fatti autorizzare tutto da Milano ...(incomprensibile)...passando dalla Calabria da Napoli ovunque... Napoli c&#039;ho avuto a che fare io ... omissis»&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 4874.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;/blockquote&amp;gt;Altra intercettazione emblematica è quella in cui Gregorini, l&#039;[[11 marzo]] [[2021]], afferma:&amp;lt;blockquote&amp;gt;«Qua è Milano! Non ci sta Sicilia, non ci sta Roma, non ci sta Napoli, le cose giuste qua si fanno!»&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 1012.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;/blockquote&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===I Summit===&lt;br /&gt;
Altra circostanza altamente significativa in ordine alla unitarietà dell’associazione mafiosa lombarda è rappresentata dai numerosi summit ai quali hanno partecipato componenti di ciascuna delle tre articolazioni mafiose, nel corso dei quali sono state concordate le principali modalità operative del sistema mafioso lombardo:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
# La riunione a Dairago del 20 marzo 2020;&lt;br /&gt;
# La riunione a Dairago del 15 settembre 2020;&lt;br /&gt;
# La riunione a Dairago del 16 settembre 2020;&lt;br /&gt;
# La riunione ad Abbiategrasso del 17 settembre 2020;&lt;br /&gt;
# La riunione ad Abbiategrasso del 23 settembre 2020;&lt;br /&gt;
# La riunione a Dairago del 28 settembre 2020;&lt;br /&gt;
# La riunione a Dairago del 3 ottobre 2020;&lt;br /&gt;
# La riunione a Dairago del 9 ottobre 2020;&lt;br /&gt;
# La riunione a Dairago del 5 novembre 2020;&lt;br /&gt;
# La riunione a Busto Garolfo del 17 gennaio 2021;&lt;br /&gt;
# La riunione ad Abbiategrasso del 21 gennaio 2021;&lt;br /&gt;
# La riunione a Dairago del 24 marzo 2021;&lt;br /&gt;
# La riunione a Cinisello Balsamo del 31 marzo 2021;&lt;br /&gt;
# La riunione ad Abbiategrasso del 1° aprile 2021;&lt;br /&gt;
# La riunione ad Abbiategrasso del 13 aprile 2021;&lt;br /&gt;
# La riunione a Dairago del 28 aprile 2021;&lt;br /&gt;
# Gli incontri del 13 maggio 2021 (Busto Garolfo - Inveruno - Dairago);&lt;br /&gt;
# La riunione a Dairago del 22 maggio 2021&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 4831 e ss.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
===I beni strumentali in comune al sistema mafioso lombardo===&lt;br /&gt;
Le indagini hanno permesso di documentare anche la predisposizione di una fitta rete di mezzi strumentali allo sviluppo dell’associazione, in particolare società costituite ed utilizzate per i fini associativi, che &#039;&#039;&#039;cristallizzano un’equa ripartizione tra le tre diverse componenti mafiose&#039;&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 4838 e ss.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gli immobili e gli uffici delle varie società erano a disposizione dell’intera associazione mafiosa, e spesso venivano usati per i summit sopra citati, come ad esempio la sede della &amp;quot;Servizi Integrati&amp;quot; di Gioacchino Amico&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 4841.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’imponente rete di società, il costante flusso di ingenti capitali illeciti, le incessanti operazioni finanziarie illecite, il drenaggio indebito di fondi pubblici, il reinvestimento in settori leciti e nevralgici dell’economia nazionale - anche attraverso una serie di soggetti compiacenti e/o complici estranei alla organizzazione mafiosa ma perfettamente consapevoli di apportare ad essa il proprio contributo personale e/o professionale - rendono il sistema mafioso lombardo, oltre che estremamente pericoloso per le numerosissime e tradizionali condotte criminose di cui ai vari capi di imputazione, &#039;&#039;&#039;indubbiamente capace di alterare la libera concorrenza ed incidere così sul libero mercato&#039;&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 4871.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===La cassa comune===&lt;br /&gt;
L’attività investigativa ha anche accertato l&#039;esistenza di un “&#039;&#039;&#039;fondo comune&#039;&#039;&#039;” destinato ai detenuti e in generale agli affiliati (e ai loro familiari) in difficoltà, bisognosi di assistenza legale e sostegno economico; fondo indistintamente alimentato dai componenti il sistema mafioso lombardo a prescindere dalle eterogene componenti originarie.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===L&#039;esistenza del &amp;quot;Consorzio&amp;quot; mafioso negli anni &#039;80===&lt;br /&gt;
L&#039;esistenza di un &amp;quot;consorzio&amp;quot; costituito da più componenti mafiose emergeva già nelle attività di indagine tra la fine degli anni &#039;80 e l&#039;inizio degli anni &#039;90.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A parlarne per primo fu, nell&#039;ambito del processo Wall Street, il collaboratore di giustizia [[Salvatore Annacondia]], il quale parlò esplicitamente di &amp;quot;un&#039;unione&amp;quot; tra le famiglie mafiose d&#039;Italia, radicate al Nord.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel processo «&#039;ndrangheta stragista» fu invece il collaboratore &#039;&#039;&#039;Antonino Fiume&#039;&#039;&#039; a precisare che le prime riunioni in cui si era affrontato l’argomento stragi erano avvenute in Lombardia dove si era costituito tra il [[1986]] e il [[1987]] una specie di «&#039;&#039;&#039;Consorzio&#039;&#039;&#039;», ossia un organismo riservato che esercitava “&#039;&#039;un potere, era il potere assoluto che dominava su tutti, perché all&#039;interno c&#039;era ‘‘Ndrangheta, cosa nostra, camorra e sacra corona unita&#039;&#039;”, una sorta di “federazione” che aveva il controllo sul contrabbando delle sigarette e sul traffico della sostanza stupefacente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fiume a tal proposito dichiarò che &amp;lt;blockquote&amp;gt;«questo consorzio aveva &#039;&#039;&#039;il monopolio di tutto lo stupefacente che girava in Italia&#039;&#039;&#039;, lo dovevano comprare solo ed esclusivamente da loro, venderlo come volevano, però dovevano comprarlo solo dal consorzio tutti gli affiliati. &#039;&#039;&#039;Chi trasgrediva, veniva ucciso&#039;&#039;&#039;. Determinati omicidi e determinate cose venivano scelti solo dai capi del consorzio, che per riconoscersi... utilizzavano... &#039;&#039;&#039;avevano tutti lo stesso bracciale&#039;&#039;&#039;, che altro non era che un bracciale composto da fili di elefanti, che rappresentava Catania, coso... un lingotto d&#039;oro tatuato della &#039;ndrangheta, e adesso non mi ricordo bene, però il capo del consorzio non aveva il bracciale, aveva il girocollo, che era fatto allo stesso modo, che ce l&#039;aveva Antonio Papalia, che in un momento storico, che non c&#039;era, glielo aveva lasciato pure a Giuseppe De Stefano. E io gli ho detto: “&#039;&#039;Questo coso restituirglielo&#039;&#039;”. Cioè, era un rito, come dire, se li mettevano sul tavolo, c&#039;era qualcuno delegato del consorzio, poteva parlare solo se aveva questo bracciale o il girocollo»&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 4872.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;/blockquote&amp;gt;Al vertice di tale organismo, anche Fiume, come Annacondia, poneva [[Antonio Papalia]], il quale “&#039;&#039;col triumvirato della Jonica, era stato messo a Milano, e sulla Lombardia era lui che controllava tutto, però erano in buoni rapporti con tutte le altre organizzazioni, lui era il punto di riferimento&#039;&#039;”, mentre [[Franco Coco Trovato]] (consuocero di [[Carmine De Stefano]]) era un gradino sotto nel senso che l’ultima parola spettava a Papalia, chiarendo che insieme erano il vertice della componente ‘ndranghetistica che era prevalente nel Consorzio di cui facevano parte, tra gli altri: Jimmy Miano e Turi Cappello (i quali erano “&#039;&#039;dentro proprio come se fossero calabresi, anche se siciliani&#039;&#039;”), Pepè Flachi, il pugliese Annacondia, gli Arena di isola Capo Rizzuto, i Ficarelli (specificando Vincenzo Ficara), Mico (Domenico) Tegano che però non presenziava su Milano, i Latella con Giovanni Puntorieri, Mico Paviglianiti che aveva un ruolo importante, Schettini, Pace Salvatore (un riservato di Antonio Papalia), Vittorio Foschini, e Luigi Mancuso (“c’era dentro”).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fiume raccontò delle fibrillazioni all’interno di Cosa nostra catanese nei primi anni ’90 per cui i Santapaola volevano uccidere Jimmy Miano, ma che alla fine [[Nitto Santapaola]] aveva mandato a dire a [[Salvatore Riina|Totò Riina]] “Ditegli a zio Totò che se vuole io gli lascio la tavola apparecchiata”, perché aveva capito che lo volevano scalzare da Catania e mettere Mazzei, precisando che la sua fonte di conoscenza era Carmine De Stefano, che insieme al fratello Giuseppe aveva dal Consorzio un fisso di venti milioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Molte riunioni del Consorzio avvenivano a Monza dove c’era una specie di albergo, a Limbiate che era di proprietà di un amico di Antonio Papalia, altre avvenivano presso un autolavaggio che era di un parente di Pepè Flachi e altre ancora a Olginate a casa dell’amante di Totò Schettini.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In seno al Consorzio si decidevano omicidi, tra cui quello del figlio del boss [[Raffaele Cutolo]] (come confermato dal collaboratore Pace autore di quell&#039;omicidio) e della guardia carceraria [[Umberto Mormile]], che era stato commesso da Totò Schettini per decisione del “consorzio”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fiume, riferendosi all’omicidio Mormile, riferì anche della rabbia di Coco Trovato perché era stata lasciata l’arma sul posto, dichiarando che i servizi segreti erano certamente i mandanti dell&#039;omicidio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Insomma, già a partire dagli anni ’80 in Lombardia erano stati avviati tra le varie organizzazioni criminali intensi rapporti di collaborazione che avevano portato alla commissione di traffici illeciti di varia natura soprattutto in materia di droga.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==La decisione del Giudice per le indagini preliminari==&lt;br /&gt;
Nonostante l&#039;imponente quadro probatorio, il Giudice per le Indagini Preliminari Tommaso Perna il [[25 ottobre]] [[2023]] rigettò ben 143 richieste di misure cautelari su 154, disponendo l&#039;arresto solo di 11 persone e negando l&#039;esistenza di un&#039;associazione mafiosa, accusa ridotta solo a tre imputati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Addirittura rispetto alle dichiarazioni di Annacondia e Fiume allegate dalla procura il GIP scrisse: “&#039;&#039;Nulla aggiungono al quadro sinora delineato le due integrazioni depositate dalla Procura della Repubblica peraltro scarsamente argomentate&#039;&#039;”. Inoltre, nella parte finale dell’indagine, la Procura intercetta la volontà di Filippo Crea di infiltrarsi, attraverso una nuova società, negli appalti pubblici per la ricostruzione del dopo alluvione in Emilia Romagna. Viene così chiesta una proroga di intercettazioni, negata però dal giudice, il quale fin dall’inizio della sua ordinanza dichiarò di non condividere “&#039;&#039;a monte ogni aspetto riguardante la supposta esistenza di un accordo stabile e duraturo tra le diverse componenti calabrese, siciliana e romana, ai quali l’odierno decidente ritiene di non poter aderire&#039;&#039;”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;inchiesta sarebbe dovuta partire ben prima dell’estate e con un fermo diretto della Procura, al quale il pubblico ministero era arrivato dopo mesi di estenuanti colloqui con ben sei procure (Reggio Calabria, Catanzaro, Palermo, Caltanissetta, Napoli, Roma), oltre alla Direzione nazionale antimafia. Il tutto per spiegare e alla fine ottenere il via libera al &#039;&#039;&#039;radicamento della competenza presso la Procura di Milano&#039;&#039;&#039;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ottenuto questo e stampate decine di copie del fermo con una spesa di circa 10mila euro, il fermo stesso è stato bloccato dai vertici della Procura, ma mai revocato dal pubblico ministero. Alla base di tutto questo iter non risulterebbero comunicazioni scritte. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopodiché ad aprile 2023 si optò per una classica ordinanza con richieste di arresto. L’ordinanza venne depositata il 26 settembre e, visto il contenuto, in dieci giorni la Procura produsse un corposo ricorso al Tribunale del Riesame. Tra le varie cose, venne segnalato come il Giudice per le Indagini Preliminari avesse fatto &amp;quot;copia-incolla&amp;quot; di buona parte di un testo dell’avvocato napoletano Salvatore Del Giudice, riportato sul suo sito alla data del 12 settembre 2022 e intitolato “&#039;&#039;Il reato di associazione mafiosa ex art. 416 bis c.p. – I criteri legali di accertamento&#039;&#039;”&amp;lt;ref&amp;gt;Davide Milosa, &#039;&#039;“Non è mafia”: contro la Procura il gip copia il testo di un avvocato&#039;&#039;, il Fatto Quotidiano, 26 ottobre 2023.&amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===La decisione del Tribunale del Riesame===&lt;br /&gt;
Il [[14 ottobre]] [[2024]] il Tribunale del Riesame ribaltò completamente la decisione del GIP, confermando l’attualità e la bontà del capo 1 dell’ordinanza, che individuava in elementi apicali di Cosa nostra, ‘ndrangheta e camorra romana i membri di un consorzio mafioso o sistema mafioso lombardo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un&#039;entità che non andava definita come: “&#039;&#039;una super-mafia come evocato dal gip o una confederazione in senso stretto tra associazioni mafiose&#039;&#039;”, scriveva il Riesame, che poi spiegò “&#039;&#039;come la diversità di provenienza sulla essenza della mafiosità&#039;&#039;” anzi “&#039;&#039;accomuna e non divide&#039;&#039;” i membri dell&#039;associazione. In uno dei provvedimenti notificati, il Riesame aggiungeva: “&#039;&#039;Il sodalizio come ricostruito presenta una &#039;&#039;&#039;mafiosità immanente&#039;&#039;&#039; che è il diretto portato della mafiosità dei suoi componenti più rappresentativi e in quanto tali in grado di concretamente condizionare lo svolgersi della vita dell’associazione&#039;&#039;”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il ricorso dei legali degli imputati contro la decisione del Riesame venne bocciato dalla Cassazione il [[25 gennaio]] [[2025]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Processo==&lt;br /&gt;
La Procura di Milano, dopo aver incassato le sentenze favorevoli di Riesame e Cassazione, depositò a fine febbraio 2025 l’avviso di chiusura indagini per 146 indagati. Di questi, 48 vennero accusati di associazione mafiosa. Il procuratore di Milano Marcello Viola firmò la richiesta di rinvio a giudizio il [[4 aprile]] 2025.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Rito abbreviato===&lt;br /&gt;
L&#039;udienza preliminare si tenne nell&#039;Aula Bunker di Opera, davanti al giudice &#039;&#039;&#039;Emanuele Mancini&#039;&#039;&#039;. Dei 146 imputati, 77 scelsero il rito abbreviato e 59 il rito ordinario, mentre i restanti chiesero di patteggiare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si costituirono parte civile:&lt;br /&gt;
* Regione Lombardia&lt;br /&gt;
* Città Metropolitana di Milano&lt;br /&gt;
* Comune di Milano&lt;br /&gt;
* Comune di Varese&lt;br /&gt;
* Comune di Legnano&lt;br /&gt;
* Libera contro le mafie&lt;br /&gt;
* WikiMafia&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== I collaboratori di giustizia ====&lt;br /&gt;
Nel corso dell’udienza scelsero di diventare collaboratori di giustizia &#039;&#039;&#039;Saverio Pintaudi&#039;&#039;&#039;, esponente della &#039;ndrina Iamonte affiliato alla [[Locale di Desio]] (collegata alla Locale di Melito Porto Salvo)&#039;&#039;&#039;, William Alfonso Cerbo&#039;&#039;&#039;, collettore economico a Milano del clan catanese Mazzei, e &#039;&#039;&#039;Francesco Bellusci&#039;&#039;&#039;, affiliato alla [[Locale di Legnano-Lonate Pozzolo|locale di Legano-Lonate Pozzolo]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Le minacce di morte ai titolari dell&#039;inchiesta ====&lt;br /&gt;
Nel corso dell&#039;udienza preliminare vi fu la notizia di &#039;&#039;&#039;minacce di morte&#039;&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;&#039;&#039;“Mafia a tre teste” in Lombardia, minacce di morte al procuratore di Milano e alla pm che ha indagato: allerta massima, sicurezza rafforzata&#039;&#039;, ilFattoQuotidiano.it, 26 gennaio 2025[https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/01/26/minacce-di-morte-procuratore-milano-viola-pm-cerreti-sicurezza-rafforzata-inchiesta-hydra/7852238/ .]&amp;lt;/ref&amp;gt; all&#039;indirizzo del Procuratore &#039;&#039;&#039;Marcello Viola&#039;&#039;&#039; e della sostituta &#039;&#039;&#039;Alessandra Cerreti&#039;&#039;&#039;, in risposta alla quale i due vennero invitati prima in Consiglio Comunale a Milano (11 febbraio 2025), poi al consiglio metropolitano (21 marzo 2025)&amp;lt;ref&amp;gt;Consiglio metropolitano straordinario sul fenomeno delle infiltrazioni mafiose, [https://www.cittametropolitana.mi.it/mivedo/video/Consiglio-metropolitano-straordinario-sul-fenomeno-delle-infiltrazioni-mafiose-Cerreti/ Città Metropolitana di Milano].&amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== La requisitoria del pubblico ministero ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nella sua requisitoria, la dott.ssa Alessandra Cerreti affermò: &amp;lt;blockquote&amp;gt;«attenzione, &#039;&#039;&#039;non è una super mafia&#039;&#039;&#039;, nessuno l&#039;ha mai sostenuto, qua siamo lontani anni luce dal parlare di una mafia nuova, quasi che l&#039;associazione mafiosa contestata avesse &#039;&#039;&#039;la pretesa di raggruppare in sé le tre mafie storiche italiane.&#039;&#039;&#039; [...] Non è mafia nuova né mafia delocalizzata, ma mafiosità immanente: si tratta di un&#039;associazione mafiosa alla quale aderiscono &#039;&#039;&#039;rappresentanti delle tre mafie sul territorio lombardo&#039;&#039;&#039;, e solo sul territorio lombardo, che hanno deciso di mettersi insieme per fare business, semplicemente questo, autorizzate dalle case madri a spendere il brand criminale di Cosa nostra, della Camorra o della &#039;ndrangheta. Ognuno poi esplica la sua capacità mafiosa sulla base dell&#039;appartenenza, ma “&#039;&#039;l’unione fa la pericolosità&#039;&#039;”, come anni fa mi disse un pentito calabrese.&amp;lt;/blockquote&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====Condanne====&lt;br /&gt;
Il [[12 gennaio]] [[2026]] vennero condannate complessivamente &#039;&#039;&#039;62 persone&#039;&#039;&#039;, con pene fino a 16 anni, mentre 9 imputati patteggiarono; &#039;&#039;&#039;29 vennero prosciolti&#039;&#039;&#039; tra abbreviato e udienza preliminare, mentre &#039;&#039;&#039;45 vennero rinviati a giudizio&#039;&#039;&#039; nel processo per rito ordinario. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le condanne più elevate, già al netto della riduzione di un terzo per la scelta del rito abbreviato, e comunque generalmente più basse delle richieste dell’accusa, furono 16 anni a Massimo Rosi, 14 a Filippo Crea, 12 a Giuseppe Fidanzati (contro i 20 anni richiesti dai pm), 14 a Bernardo Pace e 12 ai figli, 13 anni e 4 mesi a Giovanni Abilone. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gli imputati che nel corso del processo scelsero di collaborare giustizia – &#039;&#039;&#039;William Alfonso Cerbo, Francesco Bellusci e Saverio Pintaudi&#039;&#039;&#039; – si videro riconoscere la speciale attenuante. &lt;br /&gt;
{| class=&amp;quot;wikitable&amp;quot;&lt;br /&gt;
|+Condanne Rito abbreviato Hydra - 1° grado&amp;lt;ref&amp;gt;Emanuele Mancini (2026). &#039;&#039;Dispositivo di sentenza - Procedimento n. 17694/25 R.G. GIP / N. 5799/23 R.G.N.R.&#039;&#039;, Tribunale di Milano - Sezione GIP-GUP, 12 gennaio. &amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
!Imputato&lt;br /&gt;
!Esito&lt;br /&gt;
!Pena&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Abilone Giovanni&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;13 anni e 4 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Albanese Vincenza&lt;br /&gt;
|Condannata&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;11 anni e 4 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Aquilano Simone&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;2 anni e 4 mesi di reclusione + 8.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali &lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Bellusci Francesco&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;4 anni e 6 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Blanco &lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;6 anni e 2 mesi di reclusione + 6.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Bonanno Samuele&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;12 anni di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Bramonti Alessandro&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;10 anni e 6 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Brancaccio Domenico&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;10 anni e 6 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Caldarelli Antonio&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;1 anno e 4 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Callipari Pasquale&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;2 anni e 4 mesi di reclusione + 6.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Cerbo William Alfonso&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;5 anni di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Cirillo Giovanni&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;10 anni e 10 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Ciulla Alessio&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;2 anni e 6 mesi di reclusione + 10.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Colombo Emanuela&lt;br /&gt;
|Condannata&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;1 anno e 4 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Coluccio Salvatore&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;2 anni e 8 mesi di reclusione + 6.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Crea Filippo&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;14 anni e 8 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Cristello Giacomo&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;11 anni e 2 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|D&#039;Alia Aurelio&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;3 anni di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Deodato Vincenzo&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;6 anni e 2 mesi di reclusione + 6.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Destefano Michele&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;4 anni di reclusione + 16.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Dimiccoli Antonio&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;6 anni e 2 mesi di reclusione + 6.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Fidanzati Giuseppe&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;14 anni di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Fidanzati Stefano&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;2 anni e 8 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Fiore Giuseppe&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;7 anni e 1 mese di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Fontana Gianfranco&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;5 anni e 4 mesi di reclusione + 20.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Galioto Antonino&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;11 anni e 2 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Gatto Giovanni&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;3 anni e 1 mese di reclusione + 4.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Grasso Antonio&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;13 anni e 8 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Grasso Paolo&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;7 anni di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Jelmini Giada&lt;br /&gt;
|Condannata&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;3 anni e 2 mesi di reclusione + 4.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|La Cara Alessandro&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;5 anni di reclusione + 10.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Mazzotta Pietro&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;13 anni di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Menghetti Maurizio&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;3 anni e 6 mesi di reclusione + 8.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Milano Luca&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;2 anni e 4 mesi di reclusione + 6.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Molluso Alessandro Illuminato&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;4 anni e 4 mesi di reclusione + 10.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Molluso Francesco&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;4 anni di reclusione + 8.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Monti Alessandro&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;4 anni e 8 mesi di reclusione + 10.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Morana Maria Assunta&lt;br /&gt;
|Condannata&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;1 anno e 4 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Mroshaj Ejll&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;2 anni e 4 mesi di reclusione + 6.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Oliveri Carmelo&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;4 anni e 9 mesi di reclusione + 10.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Pace Bernardo&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;14 anni e 4 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Pace Domenico&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;11 anni e 4 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Pace Michele&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;12 anni di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Panaiia Iginio&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;3 anni e 6 mesi di reclusione + 8.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Papalia Daniele&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;4 anni di reclusione + 10.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Perversi Riccardo Francesco&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;3 anni di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Pintaudi Saverio&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;3 anni e 6 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Pizzata Giuseppe&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;14 anni e 4 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Polise Orsolo&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;1 anno e 4 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Postù Maria Domenica&lt;br /&gt;
|Condannata&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;10 anni e 8 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Romeo Antonio&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;2 anni e 8 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Rosi Massimo&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;16 anni di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Russo Andrea Michele&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;4 anni e 8 mesi di reclusione + 10.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Sangalli Daniela&lt;br /&gt;
|Condannata&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;10 anni e 8 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Sanseverino Sergio&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;13 anni di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Sergi Saverio&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;2 anni e 4 mesi di reclusione + 6.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Sorge Giuseppe&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;13 anni di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Spatola Giuseppe&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;1 anno e 4 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Toscano Pasquale Filomeno&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;11 anni e 2 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Veizaj Klement&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;3 anni e 2 mesi di reclusione + 4.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Ventura Mario&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;4 anni e 1 mese di reclusione + 6.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Zavattieri Giuseppe&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;4 anni e 1 mese di reclusione + 10.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|}&lt;br /&gt;
Per le parti civili fu stabilito il risarcimento del danno da liquidarsi in separato giudizio civile, nonché il pagamento, in solido, di una provvisionale pari ad €. 10.000,00 a titolo di risarcimento del danno morale; infine, alla rifusione delle spese di costituzione e giudizio, che liquidò in euro 6.000,00 a titolo dì compenso professionale, oltre alle spese vive e al 15% a titolo di spese generali forfettarie, iva e cpa come per legge.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Assoluzioni ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* ABDEL LATIF MOHAMED EMAM TAHA dal reato a lui ascritto (capo 76) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* ALBANESE VINCENZA dai reati di cui ai capi 68 e 77 perché il fatto non sussiste;&lt;br /&gt;
* ANDERLINI GIULIANO dal reato a lui ascritto (capo 63) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* ANTONAZZO PASQUALE dal reato a lui ascritto (capo 68) perché il fatto non sussiste;&lt;br /&gt;
* AQUILANTI MANUELA dal reato a lei ascritto (capo 75) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* BARRA SALVATORE dal reato a lui ascritto (capo 35) per non avere commesso il fatto;&lt;br /&gt;
* BASSETTO ANTONIO dal reato a lui ascritto (capo 79) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* CANNIZZARO CLAUDIO dal reato a lui ascritto (capo 59) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* CASSAGO MARCO dal reato a lui ascritto (capo 65) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* CONGIU LUCA dal reato a lui ascritto (capo 61) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* COTTONE FRANCESCO dal reato a lui ascritto (capo 66) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* CREA FILIPPO dal reato di cui al capo 81 perché il fatto non sussiste;&lt;br /&gt;
* DI MICCOLI ANTONIO dal reato di cui al capo 14 per non avere commesso il fatto;&lt;br /&gt;
* FIDANZATI STEFANO dal reato di cui al capo 1 per non avere commesso il fatto;&lt;br /&gt;
* GAYLI YRINA dai reati a lei ascritti (capi 19, 20 e 21) per non avere commesso il fatto;&lt;br /&gt;
* GENNARO MARIA RITA dal reato a lei ascritto {capo 72) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* GUARNACCIA ANTONINO dai reati a lui ascritti (capi 80.1, 80.2 e 80.3) per non avere commesso il fatto;&lt;br /&gt;
* LI CALZI MAURIZIO dal reato a lui ascritto {capo 72) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* MARINO MARIA dal reato a lei ascritto (capo 72) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* OHANNASSIAN GIRRABET GABRIELE dal reato a lui ascritto (capo 75) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* PERVERSI CLAUDIO dal reato a lui ascritto (capo 86) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* PINTAUDI SAVERIO dal reato di cui al capo 80. l per non aver commesso il fatto;&lt;br /&gt;
* POSTÙ MARIA DOMENICA dai reati di cui ai capi 80.1, 80.2 e 80.3 per non aver commesso il fatto;&lt;br /&gt;
* ROMEO ANTONIO dal reato di cui al capo I per non avere commesso il fatto;&lt;br /&gt;
* SILVESTRO TINDARO dal reato a lui ascritto (capo 63) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* SORCE GIUSEPPE dal reato di cui al capo 77 perché il fatto non sussiste.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il presunto suicidio del collaboratore di giustizia Bernardo Pace ===&lt;br /&gt;
Lunedì 16 marzo, a tre giorni dall&#039;inizio del processo con rito ordinario, il neo-collaboratore di giustizia &#039;&#039;&#039;Bernardo Pace&#039;&#039;&#039; venne trovato apparentemente morto suicida. In un primo momento, l&#039;Ansa battè la notizia che si era impiccato &amp;quot;coi lacci delle scarpe&amp;quot; nella sua cella, nel carcere Lorusso e Cotugno di Torino. In realtà, fu trovato impiccato nel bagno accanto alla cella, con un cavo tanto spesso che i soccorritori non riuscirono nemmeno a tagliarlo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I dubbi che si trattasse di un finto suicidio sono legati anche al fatto che sembra improbabile che Pace, malato terminale di cancro e dunque debilitato dalla chemioterapia, fosse in grado di stringersi attorno al collo un cavo così robusto. Non solo: nonostante i magistrati milanesi si fossero raccomandati di sorvegliarlo in quanto &#039;&#039;&#039;Pace temeva per la sua vita&#039;&#039;&#039;, né la cella né il corridoio che portava al bagno erano monitorati con telecamere. La sua decisione di collaborare, visto il tumore in stadio avanzato, derivava dalla volontà di passare i suoi ultimi anni con la sua famiglia. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Pace aveva riempito due verbali, considerati di grande rilevanza, in quanto aveva parlato delle visite di [[Matteo Messina Denaro]] a Milano e dei rapporti con la politica del Consorzio (ben 8 pagine omissate dai magistrati).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le circostanze in cui Pace è stato trovato morto hanno portato alcuni a paragonare il caso di Bernardo Pace a quello di [[Antonino Gioè|Nino Gioè]], il mafioso di Altofonte che fu tra gli esecutori della [[strage di Capaci]]. Arrestato nel [[1993]], aveva più volte chiesto di parlare con i magistrati per collaborare, anche se non è mai stata trovata traccia di verbali o colloqui investigativi. In compenso, l&#039;aspirante collaboratore venne poi trovato impiccato nella sua cella del carcere di Rebibbia, nella notte tra il 28 e il 29 luglio, poche ore dopo la [[Strage di Via Palestro|strage di via Palestro]] a Milano. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Rito ordinario===&lt;br /&gt;
Il rito ordinario iniziò il [[19 marzo]] 2026, presso l’Aula Bunker di San Vittore a Milano. A presiedere il processo la Presidente dell&#039;VIII sezione penale del Tribunale di Milano, &#039;&#039;&#039;Maria Luisa Balzarotti&#039;&#039;&#039;, &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Rispetto all&#039;abbreviato, erano presenti tre ulteriori parti civili, già costituitesi in udienza preliminari ma contro soggetti che avevano scelto il rito ordinario: il giornalista di Report &#039;&#039;&#039;Giorgio Mottola&#039;&#039;&#039;, minacciato durante la realizzazione di un&#039;inchiesta giornalistica da Errante Parrino, la &#039;&#039;&#039;Rai - RadioTelevisione Italiana&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;Francesco Picone&#039;&#039;&#039;, titolare di un bar a Busto Arsizio minacciato dai fratelli Nicastro.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel corso della seconda udienza, il 30 aprile, e della terza, il 14 maggio, vennero sollevate le eccezioni delle difese, in particolare contro la competenza territoriale di Milano e contro la costituzione di parte civile dei comuni di Legnano e Busto Arsizio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel corso della quarta udienza, il 18 giugno successivo, il Tribunale sciolse la riserva, &#039;&#039;&#039;dichiarando la competenza territoriale su Milano&#039;&#039;&#039;, respingendo le eccezioni sollevate dalle difese e dichiarando aperto il dibattimento; contestualmente &#039;&#039;&#039;negò la costituzione di parte civile&#039;&#039;&#039; dei comuni di Abbiategrasso e di Busto Arsizio perché tardive.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Il presidio in solidarietà dei magistrati il 18 giugno 2026 ====&lt;br /&gt;
Contestualmente, quella mattina varie associazioni antimafia organizzarono &#039;&#039;&#039;un presidio di solidarietà ai magistrati&#039;&#039;&#039;, dopo la notizia del rafforzamento della scorta con ulteriori minacce di morte ai danni della dott.ssa Alessandra Cerreti e del Procuratore Marcello Viola. WikiMafia partecipò col suo striscione &amp;quot;&#039;&#039;Fuori la mafia da Milano&#039;&#039;&amp;quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Il dibattimento ====&lt;br /&gt;
Dopo le richieste di ammissione di prova e della lista testimoni nella quinta udienza (24 giugno), durante la sesta (2 luglio) il Tribunale sciolse la riserva, ammettendo tutte le prove e le liste testimoni, ad eccezione delle annotazioni di polizia giudiziaria, in quanto atti ripetibili durante il dibattimento. Contestualmente, il pubblico ministero Alessandra Cerreti dichiarò che l&#039;esame dei testi sarebbe partito col collaboratore di giustizia &#039;&#039;&#039;William Alfonso Cerbo&#039;&#039;&#039;, chiedendo che fosse escusso in presenza; di fronte alle richieste delle difese di avere in presenza anche i propri assistiti nelle gabbie, il Tribunale autorizzò l&#039;esame in presenza di Cerbo per l&#039;udienza del 9 luglio e successive, ma negò la possibilità per gli imputati di ascoltarlo in Aula Bunker.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Note==&lt;br /&gt;
&amp;lt;references&amp;gt;&amp;lt;/references&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Bibliografia==&lt;br /&gt;
* Archivio storico de Il Fatto Quotidiano.&lt;br /&gt;
* Cerreti, Alessandra (2023). &amp;quot;&#039;&#039;Richiesta di applicazione di misura cautelare personale e reale - Procedimento N. 5799/23 (stralcio dal 14467/17) R.G. notizie di reato DDA&#039;&#039;&amp;quot;, Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano - Direzione Distrettuale Antimafia, 31 marzo.&lt;br /&gt;
* Mancini, Emanuele (2026). &#039;&#039;Dispositivo di sentenza - Procedimento n. 17694/25 R.G. GIP / N. 5799/23 R.G.N.R.&#039;&#039;, Tribunale di Milano - Sezione GIP-GUP, 12 gennaio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Categoria:Inchieste antimafia]] [[Categoria:Inchieste in Lombardia]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Leadermassimo</name></author>
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		<title>Template:In corso</title>
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		<summary type="html">&lt;p&gt;Leadermassimo: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&amp;lt;div id=&amp;quot;{{{id|Update}}}&amp;quot; class=&amp;quot;messagebox noprint iumb hidable&amp;quot;&amp;gt;{{rt|#EEE8AA}}&amp;lt;div style=&amp;quot;background: #F0F8FF; color: {{{fg|#000}}}&amp;quot;&amp;gt;&lt;br /&gt;
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		<author><name>Leadermassimo</name></author>
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		<id>https://www.wikimafia.it/w/index.php?title=Processo_Hydra&amp;diff=10934</id>
		<title>Processo Hydra</title>
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		<updated>2026-07-03T10:41:51Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Leadermassimo: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{In corso}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il &#039;&#039;&#039;processo Hydra&#039;&#039;&#039; è un procedimento penale nato da un&#039;inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Milano, coordinata dal Procuratore della Repubblica &#039;&#039;&#039;Marcello Viola&#039;&#039;&#039;, dalla Procuratrice aggiunta &#039;&#039;&#039;Alessandra Dolci&#039;&#039;&#039; e dalla sostituta procuratrice &#039;&#039;&#039;Alessandra Cerreti&#039;&#039;&#039;, che ha svelato l&#039;esistenza di un&#039;alleanza tra le tre mafie storiche, [[Cosa nostra]], [[camorra]] e [[&#039;ndrangheta]], in Lombardia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questa alleanza, rispetto ad altre collaborazioni più o meno estemporanee e più o meno durature tra organizzazioni criminali diverse registrate in inchieste giudiziarie precedenti, avrebbe il carattere di un &#039;&#039;&#039;accordo stabile e duraturo&#039;&#039;&#039;; secondo i pubblici ministeri, si tratterebbe infatti di:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;blockquote&amp;gt;«un sistema di &#039;&#039;&#039;cointeressenze ed anime multistrutturate&#039;&#039;&#039; composto da gruppi tra loro disomogenei, ma associati attraverso l’apporto comune di capitali, la predisposizione di mezzi, la messa a disposizione di risorse umane, la costituzione di società, tutti elementi funzionalmente aggregati dal fine comune, ossia quello di trarre profitto attraverso molteplici attività (apparentemente lecite ed illecite) che costituiscono la fonte delle entrate delle organizzazioni criminali mafiose di riferimento ed il collante tra le stesse»&amp;lt;ref&amp;gt;Alessandra Cerreti (2023). &amp;quot;Richiesta di applicazione di misura cautelare personale e reale - Procedimento N. 5799/23 (stralcio dal 14467/17) R.G. notizie di reato DDA, Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano - Direzione Distrettuale Antimafia, 31 marzo, p. 205.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;/blockquote&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Attraverso l&#039;espressione &amp;quot;&#039;&#039;&#039;sistema mafioso lombardo&#039;&#039;&#039;&amp;quot;, gli inquirenti hanno definito questo sistema di tipo confederativo nel quale le mafie storiche proietterebbero interessi economici e criminali estremamente qualificati. Si tratterebbe quindi di una &#039;&#039;&#039;nuova associazione criminale&#039;&#039;&#039; rientrante nella fattispecie descritta dall’[[Legge Rognoni - La Torre|articolo 416 bis]] c.p., di cui farebbero parte componenti di Cosa Nostra siciliana, ‘ndrangheta calabrese e camorra napoletana, le quali, in perfetta sinergia e comunità d’intenti, nonché dotate di struttura ed organizzazione comune e stabile, perseguirebbero l’interesse comune di &#039;&#039;&#039;massimizzazione di profitti&#039;&#039;&#039; derivanti da investimenti in settori dell’economia legale di denaro proveniente da varie tipologie di reati. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Antefatti==&lt;br /&gt;
L&#039;avvio delle indagini, condotte dal Nucleo investigativo dei Carabinieri di via Moscova a Milano diretto dal colonnello &#039;&#039;&#039;Antonio Coppola&#039;&#039;&#039;, è coinciso col monitoraggio della locale di &#039;ndrangheta di [[Locale di Legnano-Lonate Pozzolo|Legnano - Lonate Pozzolo]], e in particolare del suo uomo in quel momento più rappresentativo, &#039;&#039;&#039;Massimo Rosi&#039;&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;Ibidem.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le attività di indagine consentirono non solo di riscontrare le dichiarazioni del collaboratore di giustizia &#039;&#039;&#039;[[Emanuele De Castro]]&#039;&#039;&#039;, ma anche di accertare come Rosi fosse: &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*costantemente teso alla ricostituzione, anche attraverso la rituale affiliazione di nuovi sodali, della locale di ‘ndrangheta di Legnano e Lonate Pozzolo, ormai falcidiata dalle ultime operazioni;&lt;br /&gt;
*impegnato in attività legate all’importazione ed alla spartizione di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti;&lt;br /&gt;
*strettamente legato a Gioacchino Amico, Raimondo Orlando, Saverio Sergi, Samuele Bonanno, Pasquale Callipari, Roberto Toscano, nonché agli storici esponenti della locale stessa: Vincenzo Rispoli (tramite c.d. «&#039;&#039;‘mbasciate&#039;&#039;» veicolate da e per il carcere dove si trova in regime di [[Articolo 41 bis|41bis]]), Pasquale Rienzi, Raffaele Barletta, Giacomo Cristello e altri;&lt;br /&gt;
*di fatto assunto alla Servizi Integrati SRL, società costituita per gli interessi economici del gruppo criminale, presso i cui uffici passa gran parte del tempo a stretto contatto con Amico e Orlando.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Parallelamente, a seguito delle dichiarazioni di De Castro, veniva identificato e monitorato &#039;&#039;&#039;Gaetano Cantarella&#039;&#039;&#039;, detto &#039;&#039;Tanu U Curtu&#039;&#039;, intercettato per la prima volta il [[25 gennaio]] [[2020]], le cui attività di indagine permisero di confermare i rapporti con esponenti della famiglia mafiosa “&#039;&#039;Mazzei / Carcagnusi&#039;&#039;” ed individuare i principali soggetti a lui collegati, identificati in &#039;&#039;&#039;Gioacchino Amico&#039;&#039;&#039;, &#039;&#039;&#039;Giuseppe Castiglia&#039;&#039;&#039; detto &amp;quot;Pippo&amp;quot; e &#039;&#039;&#039;Giancarlo Vestiti&#039;&#039;&#039;. Proprio Amico, poi divenuto collaboratore di giustizia, sarebbe diventato il collegamento e il collante tra i vari filoni investigativi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il [[3 febbraio]] [[2020]], Cantarella sparì senza lasciare traccia, dopo aver incontrato a Canicattì Gioacchino Amico e Raimondo Orlando. Le successive intercettazioni telefoniche e ambientali, tra il 4 e il 6 febbraio successivi, permisero di acquisire elementi circa il coinvolgimento dei due nella scomparsa di Cantarella, anche se il movente esatto è ancora oggetto di indagine, dopo le dichiarazioni dei vari collaboratori di giustizia (non solo lo stesso Amico, ma anche &#039;&#039;&#039;Bernardo Pace&#039;&#039;&#039;, trovato morto nella sua cella dopo aver reso dichiarazioni agli inquirenti).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Le dichiarazioni di Emanuele De Castro ===&lt;br /&gt;
Dopo la sua decisione di collaborare con la giustizia nell&#039;agosto 2019, spinto dal figlio Salvatore, Emanuele De Castro iniziò a fornire informazioni fondamentali per l&#039;avvio dell&#039;inchiesta Hydra dopo il suo arresto nell&#039;inchiesta Krimisa, il 4 luglio precedente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Elemento di spicco della &#039;&#039;[[locale di Legnano-Lonate Pozzolo]],&#039;&#039; uomo di fiducia e braccio destro di [[Vincenzo Rispoli]], già &#039;&#039;capo società&#039;&#039;, De Castro aiutò gli inquirenti a &#039;&#039;&#039;ricostruire la storia della &#039;&#039;locale&#039;&#039;, le sue attività e i rapporti con le altre realtà criminali&#039;&#039;&#039;, compresi quelli con esponenti siciliani attivi nel legnanese, affiliati o vicini a “&#039;&#039;[[Cosa Nostra|cosa nostra]]”&#039;&#039;, e in particolare coi gruppi gelesi presenti nell’area bustocca con i quali, nel tempo, la &#039;&#039;locale&#039;&#039; si contedeva il territorio. Come già detto prima, le sue dichiarazioni hanno dato origine a vari filoni investigativi, due dei quali diedero l&#039;avvio all&#039;inchiesta Hydra: il monitoraggio di Gaetano Cantarella e di Massimo Rosi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Le varie componenti dell&#039;associazione===&lt;br /&gt;
Le indagini permettevano di individuare, quindi, stabili collegamenti tra esponenti delle tre organizzazioni mafiose storiche, finalizzati in particolare al riciclaggio di denaro e al narcotraffico. In particolare, emergeva che il sodalizio tra Giancarlo Vestiti e Gioacchino Amico era in stretto contatto e condivideva sostanziali interessi economici con:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*il &#039;&#039;&#039;clan Moccia&#039;&#039;&#039; di Afragola, in particolare con Luigi e Bruno Moccia, fratelli del “capo” clan Angelo;&lt;br /&gt;
*la &#039;&#039;&#039;famiglia Senese&#039;&#039;&#039; di Roma, in particolare con Michele e Vincenzo Senese, rispettivamente figlio e fratello del boss Michele;&lt;br /&gt;
*la &#039;&#039;&#039;locale di ‘ndrangheta di Legnano-Lonate Pozzolo&#039;&#039;&#039;, guidata da Massimo Rosi e Giacomo Cristello;&lt;br /&gt;
*vari esponenti di famiglie mafiose siciliane come &#039;&#039;&#039;Fidanzati&#039;&#039;&#039;, &#039;&#039;&#039;Mannino&#039;&#039;&#039;, &#039;&#039;&#039;Messina&#039;&#039;&#039; e altre;&lt;br /&gt;
*&#039;&#039;&#039;William Alfonso Cerbo&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;Gaetano Cantarella&#039;&#039;&#039; (fino alla sua scomparsa), affiliati alla famiglia mafiosa catanese dei “Mazzei / Carcagnusi”;&lt;br /&gt;
*&#039;&#039;&#039;Santo Crea&#039;&#039;&#039;, affiliato alla ’ndrina Iamonte, e suo figlio &#039;&#039;&#039;Filippo&#039;&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, pp. 207-208.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, le componenti del Consorzio erano così suddivise&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 244 e ss.&amp;lt;/ref&amp;gt;:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== La componente calabrese ====&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;a) Locale di ‘ndrangheta di Legnano-Lonate Pozzolo&#039;&#039;&#039; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* ROSI Massimo &lt;br /&gt;
* CRISTELLO Giacomo &lt;br /&gt;
* BELLUSCI Francesco &lt;br /&gt;
* BARLETTA Raffaele &lt;br /&gt;
* RISPOLI Alfonso &lt;br /&gt;
* RIENZI Pasquale &lt;br /&gt;
* LEROSE Armando &lt;br /&gt;
* RISPOLI Vincenzo &lt;br /&gt;
* TOSCANO Pasquale Filomeno &lt;br /&gt;
* FRUSTILLO Luca &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;b) &#039;ndrina Iamonte&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* CREA Santo &lt;br /&gt;
* CREA Filippo &lt;br /&gt;
* TRIPODI Demetrio &lt;br /&gt;
* SURACI Lorenzo &lt;br /&gt;
* POSTÙ Maria Domenica &lt;br /&gt;
* PINTAUDI Saverio &lt;br /&gt;
* SCOTTI Claudio &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;c) &#039;ndrina &#039;&#039;Romeo &amp;quot;Staccu&amp;quot;&#039;&#039;&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* ROMEO Antonio &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== La componente siciliana ====&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;a) I palermitani&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
* FIDANZATI Giuseppe &lt;br /&gt;
* FIDANZATI Stefano &lt;br /&gt;
* GALIOTO Antonino &lt;br /&gt;
* SEIDITA Serafino &lt;br /&gt;
* D’ALIA Aurelio &lt;br /&gt;
* MANNINO Pietro &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;b) I trapanesi/castelvetranesi&#039;&#039;&#039; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* PACE Bernardo detto “Dino” &lt;br /&gt;
* PACE Michele &lt;br /&gt;
* PACE Domenico &lt;br /&gt;
* ABILONE Rosario &lt;br /&gt;
* ABILONE Giovanni &lt;br /&gt;
* ERRANTE PARRINO Paolo Aurelio &lt;br /&gt;
* CISLAGHI Diego &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;c) I gelesi&#039;&#039;&#039; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* NICASTRO Dario &lt;br /&gt;
* NICASTRO Fabio &lt;br /&gt;
* BONVISSUTO Rosario &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;d) I catanesi del clan MAZZEI “&#039;&#039;carcagnusi”&#039;&#039;&#039;&#039;&#039; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* CANTARELLA Gaetano detto &#039;&#039;“Tanu u Curtu”&#039;&#039; (scomparso) &lt;br /&gt;
* CERBO William Alfonso detto “S&#039;&#039;carface”&#039;&#039; (successivamente legatosi al “gruppo SENESE” dopo la scomparsa di CANTARELLA)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== La componente romana ====&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;a) I “Senese”&#039;&#039;&#039; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* SENESE Vincenzo &lt;br /&gt;
* VESTITI Giancarlo &lt;br /&gt;
* BUCCAFUSCA Federica &lt;br /&gt;
* CASTIGLIA Giuseppe &lt;br /&gt;
* SORRENTINO Antonio &lt;br /&gt;
* GREGORINI Emanuele &lt;br /&gt;
* MAZZOTTA Pietro &lt;br /&gt;
* AMICO Gioacchino &lt;br /&gt;
* ORLANDO Raimondo &lt;br /&gt;
* SANGALLI Daniela &lt;br /&gt;
* VESTITI Eduardo Maria &lt;br /&gt;
* VESTITI Marika &lt;br /&gt;
* SANSEVERINO Sergio &lt;br /&gt;
* FIORE Giuseppe &lt;br /&gt;
* BRANCACCIO Domenico &lt;br /&gt;
* BRAMONTI Alessandro &lt;br /&gt;
* ALBANESE Vincenza &lt;br /&gt;
* BERDUCCI Francesco &lt;br /&gt;
* CIRILLO Giovanni &lt;br /&gt;
* SORCE Giuseppe &lt;br /&gt;
* ZINGHINÌ Giuseppe Antonio &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== I traffici illeciti dell&#039;associazione ===&lt;br /&gt;
Le attività di indagine permettevano di individuare non solo i &#039;&#039;&#039;traffici illeciti&#039;&#039;&#039; del gruppo criminale, ma anche la &#039;&#039;&#039;suddivisione dei ruoli&#039;&#039;&#039; all’interno dell’organizzazione. In particolare, emergeva come il gruppo operasse attraverso &#039;&#039;&#039;diversificati circuiti criminali&#039;&#039;&#039;, passando dalle &#039;&#039;&#039;false fatturazioni&#039;&#039;&#039; al &#039;&#039;&#039;riciclaggio&#039;&#039;&#039; (anche con reimpiego in svariate attività imprenditoriali), all’elusione fiscale nel settore dei carbolubrificanti, dall’importazione e traffico di stupefacenti, alle estorsioni e così via.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo gli inquirenti, proprio le eterogenee attività del gruppo e i rapporti con più organizzazioni criminali consentirebbero di affermare che, al di là dell’ambito mafioso monitorato, si sarebbe in presenza di &#039;&#039;&#039;un livello criminale più elevato&#039;&#039;&#039; che catalizza le risorse finanziare di eterogenei sistemi mafiosi (camorra, ‘ndrangheta, cosa nostra), funzionalizzando investimenti di ingentissimi capitali - in parte derivanti dalle consuete attività illegali (stupefacenti, estorsioni ecc.) - &#039;&#039;&#039;impiegati in attività imprenditoriali apparentemente lecite&#039;&#039;&#039; e gestite da organizzazione criminali, il tutto attraverso uno stabile vincolo associativo costituito proprio dal fine comune.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===I passaggi cruciali dell&#039;inchiesta===&lt;br /&gt;
Nel corso dell’indagine sono stati cristallizzati alcuni eventi che, per importanza e per gli effetti prodotti, hanno condizionato le scelte investigative e consentito di acquisire un quadro di insieme che consente di affermare gli assunti innovativi sopra espressi&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 208 e ss.&amp;lt;/ref&amp;gt;:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*l’omicidio di Gaetano Cantarella;&lt;br /&gt;
*l’arresto di Giancarlo Vestiti e l’assunzione di ruolo di catalizzatore delle diversificate componenti assunto da Gioacchino Amico;&lt;br /&gt;
*la disputa economica che ha contrapposto la famiglia Pace ad Amico, legato alla famiglia Senese, che ha richiesto la mediazione di Giuseppe Fidanzati e Antonino Galioto, detto &amp;quot;Zio Nino&amp;quot;, di Paolo Aurelio Errante Parrino, detto &amp;quot;Zio Paolo&amp;quot; e Antonio Messina, detto &amp;quot;l&#039;Avvocato&amp;quot; (rispettivamente cugino e uomo di fiducia di [[Matteo Messina Denaro]]), di Emanuele Gregorini e Giuseppe Castiglia detto &amp;quot;Pippo&amp;quot; (famiglia Senese), di Demetrio Tripodi (Locale di Desio), di Filippo Crea (&#039;ndrina Iamonte), Giacomo Cristello (Locale di Legnano-Lonate Pozzolo) e dei fratelli Dario e Fabio Nicastro (espressione della cosca gelese “Rinzivillo” operativa in Lombardia);&lt;br /&gt;
*l’avvio di attività edili collegate al “&#039;&#039;superbonus 110%&#039;&#039;” che faranno registrare diversi summit tenuti anche in Sicilia tra gli indagati e soggetti di elevata caratura criminale ivi sedenti tra i quali Stefano Fidanzati (fratello di Giuseppe “Ninni”), Antonio Messina, Serafino Seidita, e che paleseranno gli interessi comuni e le cointeressanze tra le diverse compagini;&lt;br /&gt;
*la ricostituzione della locale di ‘ndrangheta di Legnano-Lonate Pozzolo portata avanti da Rosi e Cristello, anche attraverso la rituale affiliazione di nuovi sodali e il coinvolgimento di storici affiliati, nonché delle locali calabresi di Guardavalle e Cirò Marina;&lt;br /&gt;
*l’apporto economico alle rispettive organizzazioni in una “cassa comune” alimentato dalle consuete attività criminali nel settore degli stupefacenti e nelle estorsioni, nonché da una serie di reati nei settori finanziario/economico;&lt;br /&gt;
*l’infiltrazione nel tessuto economico/sociale e politico/istituzionale del sodalizio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===La struttura dell&#039;organizzazione===&lt;br /&gt;
Le indagini hanno disvelato l’esistenza di &#039;&#039;&#039;una struttura ad organizzazione orizzontale&#039;&#039;&#039;, all’interno della quale non esisterebbe un vertice, ma &#039;&#039;&#039;più gruppi che si muovono parallelamente&#039;&#039;&#039; e che, in virtù di un accordo preventivo, &#039;&#039;&#039;assumono determinazioni comuni funzionali allo sviluppo dell’associazione stessa&#039;&#039;&#039;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo contesto e in virtù di questo &#039;&#039;pactum sceleris&#039;&#039;, i dissidi tra le diverse componenti, in primis quello tra Amico e la famiglia Pace, trovano una soluzione funzionale e necessaria a mantenere in vita quell’accordo, soluzioni che hanno l’effetto di abbassare le rivendicazioni al fine di mantenere in vita quell’organismo che consente, a tutti, di trarre profitto. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
È proprio &#039;&#039;&#039;il profitto che lega il gruppo&#039;&#039;&#039;, che lo tiene in vita, che motiva i singoli e che li induce a ricercare, nell’ambito di quella stessa organizzazione, figure di riferimento (come Errante Parrino, Fidanzati e Messina) che, per carisma, storia criminale, ascendente mafioso, età, sono in grado di indurre posizioni conciliatorie. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Emblematica sotto questo punto di vista un&#039;intercettazione ambientale tra i rappresentanti delle varie componenti, intervenuta negli uffici di Dairago (MI) di una delle società di Gioacchino Amico, teatro di un tentativo di risoluzione della diatriba cui partecipano l’emissario dei Senese, Emanuele Gregorini detto “&#039;&#039;dollarino&#039;&#039;”, Domenico Pace, lo stesso Amico e Giuseppe Fidanzati, detto &amp;quot;Ninni&amp;quot;, durante la quale, tra l’altro, emerge chiaramente il ruolo di Errante Parrino a sostegno dei Pace.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una frase in particolare di Gregorini restituisce la fotografia di quanto sopra: &amp;lt;blockquote&amp;gt;«Quindi troviamo oggi una quadra per com&#039;è, io il motivo reale...me l&#039;ha spiegato GIO&#039;! Io so...so per le due campane, cosi uno sa sempre come parlare e poter poter (inc)... troviamo una quadra tanto GIO, non è in grado di poter... di poter affrontare na spesa, tocca trovare una quadra, per guadagnare tutti, non creare altri pensieri come ha fatto PIPPO e cercare di trovare una soluzione». &amp;lt;/blockquote&amp;gt;Sul fatto che si tratti di un’organizzazione che racchiude varie componenti, così gli risponde Amico: &amp;lt;blockquote&amp;gt;«Io devo guardare a lui, lui è il referente vostro... (incomprensibile)... abbiamo fatto centomila euro, una persona di fiducia, domani lo facciamo... scarichiamo il cinquanta, domani scarichiamo il trenta, il cinquanta per cento va a voi il cinquanta per cento va a noi, compreso Giancarlo. Questa è tutta la cosa, Giancarlo è con noialtri e voialtri vi prendete il cinquanta per cento con chi volete. Si era messo di mezzo lo Zio Paolo e noi per questioni di correttezza gli avevamo detto: “&#039;&#039;Zio Paolo! Se tu vuoi stare nel lato, con Domenico&#039;&#039;”, gli ho detto: “&#039;&#039;e con Dino. Se vi mettete con Domenico e con Dino. Ed è giusto che si chiude sta storia&#039;&#039;”»&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 211.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;/blockquote&amp;gt;Nel proseguo di quella stessa conversazione emerge, con altrettanta chiarezza, come l’organizzazione non sia un’idea astratta, priva di manifestazioni materiali, ma che essa si palesi dotandosi di &#039;&#039;&#039;una struttura autonoma&#039;&#039;&#039; che si estrinseca, tra l’altro, attraverso la predisposizione di mezzi idonei al conseguimento del fine illecito, nel caso di specie attraverso la costituzione di una società ad hoc: &amp;lt;blockquote&amp;gt;AMICO Gioacchino: La persona la metto io e l&#039;azienda, tu metti il capannone, lontano da qua... perché non si può scaricare nella stessa zona dove si mangia, che poi succede che... E allora se volete con il consenso di tutti, i primi che arrivano si chiudono la prima partita per l&#039;impegno dei cinquanta e dopo quando finisce la cosa si divide. La prima partita arriva neanche sessanta giorni ed arriva, tempo della lettera di credito, quarantacinque gioni. Questo è il tutto… Per me questo oggi è l&#039;unica quadra che oggi si può trovare. Perché? Perché ci sono carcerati, ci sono parole di mezzo, non ci sta al proprio posto, non c&#039;è mio zio che loro si sono accordati, capito? oggi... tu ci stavi mi sa a quell&#039;appuntamento”&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 212.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;/blockquote&amp;gt;Sull’eterogeneità delle compagini d’origine, della quale tutti sono ben consci e consapevoli, gli inquirenti riportarono anche una suggestiva intercettazione ambientale tra Amico e la futura moglie &#039;&#039;&#039;Federica Buccafusca&#039;&#039;&#039;, in relazione agli inviti per il pranzo di matrimonio che di lì a breve si sarebbe celebrato, inviti che seguono un cerimoniale ed un ordine ancorato al “rispetto” dovuto alle famiglie mafiose&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 212 e ss.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’ulteriore conferma della unitarietà del sistema mafioso lombardo e della stabilità del vincolo associativo che lo caratterizza, infine, si desume dalla circostanza che le tre componenti mafiose si siano fatte “&#039;&#039;autorizzare&#039;&#039;” – dalle rispettive “case madri - a parteciparvi, come emerge chiaramente in un&#039;intercettazione in cui Gioacchino Amico afferma:&amp;lt;blockquote&amp;gt;«Abbiamo costruito un impero e ci siamo fatti autorizzare tutto da Milano ...(incomprensibile)...passando dalla Calabria da Napoli ovunque... Napoli c&#039;ho avuto a che fare io ... omissis»&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 4874.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;/blockquote&amp;gt;Altra intercettazione emblematica è quella in cui Gregorini, l&#039;[[11 marzo]] [[2021]], afferma:&amp;lt;blockquote&amp;gt;«Qua è Milano! Non ci sta Sicilia, non ci sta Roma, non ci sta Napoli, le cose giuste qua si fanno!»&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 1012.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;/blockquote&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===I Summit===&lt;br /&gt;
Altra circostanza altamente significativa in ordine alla unitarietà dell’associazione mafiosa lombarda è rappresentata dai numerosi summit ai quali hanno partecipato componenti di ciascuna delle tre articolazioni mafiose, nel corso dei quali sono state concordate le principali modalità operative del sistema mafioso lombardo:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
# La riunione a Dairago del 20 marzo 2020;&lt;br /&gt;
# La riunione a Dairago del 15 settembre 2020;&lt;br /&gt;
# La riunione a Dairago del 16 settembre 2020;&lt;br /&gt;
# La riunione ad Abbiategrasso del 17 settembre 2020;&lt;br /&gt;
# La riunione ad Abbiategrasso del 23 settembre 2020;&lt;br /&gt;
# La riunione a Dairago del 28 settembre 2020;&lt;br /&gt;
# La riunione a Dairago del 3 ottobre 2020;&lt;br /&gt;
# La riunione a Dairago del 9 ottobre 2020;&lt;br /&gt;
# La riunione a Dairago del 5 novembre 2020;&lt;br /&gt;
# La riunione a Busto Garolfo del 17 gennaio 2021;&lt;br /&gt;
# La riunione ad Abbiategrasso del 21 gennaio 2021;&lt;br /&gt;
# La riunione a Dairago del 24 marzo 2021;&lt;br /&gt;
# La riunione a Cinisello Balsamo del 31 marzo 2021;&lt;br /&gt;
# La riunione ad Abbiategrasso del 1° aprile 2021;&lt;br /&gt;
# La riunione ad Abbiategrasso del 13 aprile 2021;&lt;br /&gt;
# La riunione a Dairago del 28 aprile 2021;&lt;br /&gt;
# Gli incontri del 13 maggio 2021 (Busto Garolfo - Inveruno - Dairago);&lt;br /&gt;
# La riunione a Dairago del 22 maggio 2021&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 4831 e ss.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
===I beni strumentali in comune al sistema mafioso lombardo===&lt;br /&gt;
Le indagini hanno permesso di documentare anche la predisposizione di una fitta rete di mezzi strumentali allo sviluppo dell’associazione, in particolare società costituite ed utilizzate per i fini associativi, che &#039;&#039;&#039;cristallizzano un’equa ripartizione tra le tre diverse componenti mafiose&#039;&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 4838 e ss.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gli immobili e gli uffici delle varie società erano a disposizione dell’intera associazione mafiosa, e spesso venivano usati per i summit sopra citati, come ad esempio la sede della &amp;quot;Servizi Integrati&amp;quot; di Gioacchino Amico&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 4841.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’imponente rete di società, il costante flusso di ingenti capitali illeciti, le incessanti operazioni finanziarie illecite, il drenaggio indebito di fondi pubblici, il reinvestimento in settori leciti e nevralgici dell’economia nazionale - anche attraverso una serie di soggetti compiacenti e/o complici estranei alla organizzazione mafiosa ma perfettamente consapevoli di apportare ad essa il proprio contributo personale e/o professionale - rendono il sistema mafioso lombardo, oltre che estremamente pericoloso per le numerosissime e tradizionali condotte criminose di cui ai vari capi di imputazione, &#039;&#039;&#039;indubbiamente capace di alterare la libera concorrenza ed incidere così sul libero mercato&#039;&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 4871.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===La cassa comune===&lt;br /&gt;
L’attività investigativa ha anche accertato l&#039;esistenza di un “&#039;&#039;&#039;fondo comune&#039;&#039;&#039;” destinato ai detenuti e in generale agli affiliati (e ai loro familiari) in difficoltà, bisognosi di assistenza legale e sostegno economico; fondo indistintamente alimentato dai componenti il sistema mafioso lombardo a prescindere dalle eterogene componenti originarie.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===L&#039;esistenza del &amp;quot;Consorzio&amp;quot; mafioso negli anni &#039;80===&lt;br /&gt;
L&#039;esistenza di un &amp;quot;consorzio&amp;quot; costituito da più componenti mafiose emergeva già nelle attività di indagine tra la fine degli anni &#039;80 e l&#039;inizio degli anni &#039;90.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A parlarne per primo fu, nell&#039;ambito del processo Wall Street, il collaboratore di giustizia [[Salvatore Annacondia]], il quale parlò esplicitamente di &amp;quot;un&#039;unione&amp;quot; tra le famiglie mafiose d&#039;Italia, radicate al Nord.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel processo «&#039;ndrangheta stragista» fu invece il collaboratore &#039;&#039;&#039;Antonino Fiume&#039;&#039;&#039; a precisare che le prime riunioni in cui si era affrontato l’argomento stragi erano avvenute in Lombardia dove si era costituito tra il [[1986]] e il [[1987]] una specie di «&#039;&#039;&#039;Consorzio&#039;&#039;&#039;», ossia un organismo riservato che esercitava “&#039;&#039;un potere, era il potere assoluto che dominava su tutti, perché all&#039;interno c&#039;era ‘‘Ndrangheta, cosa nostra, camorra e sacra corona unita&#039;&#039;”, una sorta di “federazione” che aveva il controllo sul contrabbando delle sigarette e sul traffico della sostanza stupefacente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fiume a tal proposito dichiarò che &amp;lt;blockquote&amp;gt;«questo consorzio aveva &#039;&#039;&#039;il monopolio di tutto lo stupefacente che girava in Italia&#039;&#039;&#039;, lo dovevano comprare solo ed esclusivamente da loro, venderlo come volevano, però dovevano comprarlo solo dal consorzio tutti gli affiliati. &#039;&#039;&#039;Chi trasgrediva, veniva ucciso&#039;&#039;&#039;. Determinati omicidi e determinate cose venivano scelti solo dai capi del consorzio, che per riconoscersi... utilizzavano... &#039;&#039;&#039;avevano tutti lo stesso bracciale&#039;&#039;&#039;, che altro non era che un bracciale composto da fili di elefanti, che rappresentava Catania, coso... un lingotto d&#039;oro tatuato della &#039;ndrangheta, e adesso non mi ricordo bene, però il capo del consorzio non aveva il bracciale, aveva il girocollo, che era fatto allo stesso modo, che ce l&#039;aveva Antonio Papalia, che in un momento storico, che non c&#039;era, glielo aveva lasciato pure a Giuseppe De Stefano. E io gli ho detto: “&#039;&#039;Questo coso restituirglielo&#039;&#039;”. Cioè, era un rito, come dire, se li mettevano sul tavolo, c&#039;era qualcuno delegato del consorzio, poteva parlare solo se aveva questo bracciale o il girocollo»&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 4872.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;/blockquote&amp;gt;Al vertice di tale organismo, anche Fiume, come Annacondia, poneva [[Antonio Papalia]], il quale “&#039;&#039;col triumvirato della Jonica, era stato messo a Milano, e sulla Lombardia era lui che controllava tutto, però erano in buoni rapporti con tutte le altre organizzazioni, lui era il punto di riferimento&#039;&#039;”, mentre [[Franco Coco Trovato]] (consuocero di [[Carmine De Stefano]]) era un gradino sotto nel senso che l’ultima parola spettava a Papalia, chiarendo che insieme erano il vertice della componente ‘ndranghetistica che era prevalente nel Consorzio di cui facevano parte, tra gli altri: Jimmy Miano e Turi Cappello (i quali erano “&#039;&#039;dentro proprio come se fossero calabresi, anche se siciliani&#039;&#039;”), Pepè Flachi, il pugliese Annacondia, gli Arena di isola Capo Rizzuto, i Ficarelli (specificando Vincenzo Ficara), Mico (Domenico) Tegano che però non presenziava su Milano, i Latella con Giovanni Puntorieri, Mico Paviglianiti che aveva un ruolo importante, Schettini, Pace Salvatore (un riservato di Antonio Papalia), Vittorio Foschini, e Luigi Mancuso (“c’era dentro”).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fiume raccontò delle fibrillazioni all’interno di Cosa nostra catanese nei primi anni ’90 per cui i Santapaola volevano uccidere Jimmy Miano, ma che alla fine [[Nitto Santapaola]] aveva mandato a dire a [[Salvatore Riina|Totò Riina]] “Ditegli a zio Totò che se vuole io gli lascio la tavola apparecchiata”, perché aveva capito che lo volevano scalzare da Catania e mettere Mazzei, precisando che la sua fonte di conoscenza era Carmine De Stefano, che insieme al fratello Giuseppe aveva dal Consorzio un fisso di venti milioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Molte riunioni del Consorzio avvenivano a Monza dove c’era una specie di albergo, a Limbiate che era di proprietà di un amico di Antonio Papalia, altre avvenivano presso un autolavaggio che era di un parente di Pepè Flachi e altre ancora a Olginate a casa dell’amante di Totò Schettini.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In seno al Consorzio si decidevano omicidi, tra cui quello del figlio del boss [[Raffaele Cutolo]] (come confermato dal collaboratore Pace autore di quell&#039;omicidio) e della guardia carceraria [[Umberto Mormile]], che era stato commesso da Totò Schettini per decisione del “consorzio”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fiume, riferendosi all’omicidio Mormile, riferì anche della rabbia di Coco Trovato perché era stata lasciata l’arma sul posto, dichiarando che i servizi segreti erano certamente i mandanti dell&#039;omicidio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Insomma, già a partire dagli anni ’80 in Lombardia erano stati avviati tra le varie organizzazioni criminali intensi rapporti di collaborazione che avevano portato alla commissione di traffici illeciti di varia natura soprattutto in materia di droga.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==La decisione del Giudice per le indagini preliminari==&lt;br /&gt;
Nonostante l&#039;imponente quadro probatorio, il Giudice per le Indagini Preliminari Tommaso Perna il [[25 ottobre]] [[2023]] rigettò ben 143 richieste di misure cautelari su 154, disponendo l&#039;arresto solo di 11 persone e negando l&#039;esistenza di un&#039;associazione mafiosa, accusa ridotta solo a tre imputati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Addirittura rispetto alle dichiarazioni di Annacondia e Fiume allegate dalla procura il GIP scrisse: “&#039;&#039;Nulla aggiungono al quadro sinora delineato le due integrazioni depositate dalla Procura della Repubblica peraltro scarsamente argomentate&#039;&#039;”. Inoltre, nella parte finale dell’indagine, la Procura intercetta la volontà di Filippo Crea di infiltrarsi, attraverso una nuova società, negli appalti pubblici per la ricostruzione del dopo alluvione in Emilia Romagna. Viene così chiesta una proroga di intercettazioni, negata però dal giudice, il quale fin dall’inizio della sua ordinanza dichiarò di non condividere “&#039;&#039;a monte ogni aspetto riguardante la supposta esistenza di un accordo stabile e duraturo tra le diverse componenti calabrese, siciliana e romana, ai quali l’odierno decidente ritiene di non poter aderire&#039;&#039;”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;inchiesta sarebbe dovuta partire ben prima dell’estate e con un fermo diretto della Procura, al quale il pubblico ministero era arrivato dopo mesi di estenuanti colloqui con ben sei procure (Reggio Calabria, Catanzaro, Palermo, Caltanissetta, Napoli, Roma), oltre alla Direzione nazionale antimafia. Il tutto per spiegare e alla fine ottenere il via libera al &#039;&#039;&#039;radicamento della competenza presso la Procura di Milano&#039;&#039;&#039;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ottenuto questo e stampate decine di copie del fermo con una spesa di circa 10mila euro, il fermo stesso è stato bloccato dai vertici della Procura, ma mai revocato dal pubblico ministero. Alla base di tutto questo iter non risulterebbero comunicazioni scritte. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopodiché ad aprile 2023 si optò per una classica ordinanza con richieste di arresto. L’ordinanza venne depositata il 26 settembre e, visto il contenuto, in dieci giorni la Procura produsse un corposo ricorso al Tribunale del Riesame. Tra le varie cose, venne segnalato come il Giudice per le Indagini Preliminari avesse fatto &amp;quot;copia-incolla&amp;quot; di buona parte di un testo dell’avvocato napoletano Salvatore Del Giudice, riportato sul suo sito alla data del 12 settembre 2022 e intitolato “&#039;&#039;Il reato di associazione mafiosa ex art. 416 bis c.p. – I criteri legali di accertamento&#039;&#039;”&amp;lt;ref&amp;gt;Davide Milosa, &#039;&#039;“Non è mafia”: contro la Procura il gip copia il testo di un avvocato&#039;&#039;, il Fatto Quotidiano, 26 ottobre 2023.&amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===La decisione del Tribunale del Riesame===&lt;br /&gt;
Il [[14 ottobre]] [[2024]] il Tribunale del Riesame ribaltò completamente la decisione del GIP, confermando l’attualità e la bontà del capo 1 dell’ordinanza, che individuava in elementi apicali di Cosa nostra, ‘ndrangheta e camorra romana i membri di un consorzio mafioso o sistema mafioso lombardo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un&#039;entità che non andava definita come: “&#039;&#039;una super-mafia come evocato dal gip o una confederazione in senso stretto tra associazioni mafiose&#039;&#039;”, scriveva il Riesame, che poi spiegò “&#039;&#039;come la diversità di provenienza sulla essenza della mafiosità&#039;&#039;” anzi “&#039;&#039;accomuna e non divide&#039;&#039;” i membri dell&#039;associazione. In uno dei provvedimenti notificati, il Riesame aggiungeva: “&#039;&#039;Il sodalizio come ricostruito presenta una &#039;&#039;&#039;mafiosità immanente&#039;&#039;&#039; che è il diretto portato della mafiosità dei suoi componenti più rappresentativi e in quanto tali in grado di concretamente condizionare lo svolgersi della vita dell’associazione&#039;&#039;”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il ricorso dei legali degli imputati contro la decisione del Riesame venne bocciato dalla Cassazione il [[25 gennaio]] [[2025]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Processo==&lt;br /&gt;
La Procura di Milano, dopo aver incassato le sentenze favorevoli di Riesame e Cassazione, depositò a fine febbraio 2025 l’avviso di chiusura indagini per 146 indagati. Di questi, 48 vennero accusati di associazione mafiosa. Il procuratore di Milano Marcello Viola firmò la richiesta di rinvio a giudizio il [[4 aprile]] 2025.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Rito abbreviato===&lt;br /&gt;
L&#039;udienza preliminare si tenne nell&#039;Aula Bunker di Opera, davanti al giudice &#039;&#039;&#039;Emanuele Mancini&#039;&#039;&#039;. Dei 146 imputati, 77 scelsero il rito abbreviato e 59 il rito ordinario, mentre i restanti chiesero di patteggiare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si costituirono parte civile:&lt;br /&gt;
* Regione Lombardia&lt;br /&gt;
* Città Metropolitana di Milano&lt;br /&gt;
* Comune di Milano&lt;br /&gt;
* Comune di Varese&lt;br /&gt;
* Comune di Legnano&lt;br /&gt;
* Libera contro le mafie&lt;br /&gt;
* WikiMafia&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== I collaboratori di giustizia ====&lt;br /&gt;
Nel corso dell’udienza scelsero di diventare collaboratori di giustizia &#039;&#039;&#039;Saverio Pintaudi&#039;&#039;&#039;, esponente della &#039;ndrina Iamonte affiliato alla [[Locale di Desio]] (collegata alla Locale di Melito Porto Salvo)&#039;&#039;&#039;, William Alfonso Cerbo&#039;&#039;&#039;, collettore economico a Milano del clan catanese Mazzei, e &#039;&#039;&#039;Francesco Bellusci&#039;&#039;&#039;, affiliato alla [[Locale di Legnano-Lonate Pozzolo|locale di Legano-Lonate Pozzolo]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Le minacce di morte ai titolari dell&#039;inchiesta ====&lt;br /&gt;
Nel corso dell&#039;udienza preliminare vi fu la notizia di &#039;&#039;&#039;minacce di morte&#039;&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;&#039;&#039;“Mafia a tre teste” in Lombardia, minacce di morte al procuratore di Milano e alla pm che ha indagato: allerta massima, sicurezza rafforzata&#039;&#039;, ilFattoQuotidiano.it, 26 gennaio 2025[https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/01/26/minacce-di-morte-procuratore-milano-viola-pm-cerreti-sicurezza-rafforzata-inchiesta-hydra/7852238/ .]&amp;lt;/ref&amp;gt; all&#039;indirizzo del Procuratore &#039;&#039;&#039;Marcello Viola&#039;&#039;&#039; e della sostituta &#039;&#039;&#039;Alessandra Cerreti&#039;&#039;&#039;, in risposta alla quale i due vennero invitati prima in Consiglio Comunale a Milano (11 febbraio 2025), poi al consiglio metropolitano (21 marzo 2025)&amp;lt;ref&amp;gt;Consiglio metropolitano straordinario sul fenomeno delle infiltrazioni mafiose, [https://www.cittametropolitana.mi.it/mivedo/video/Consiglio-metropolitano-straordinario-sul-fenomeno-delle-infiltrazioni-mafiose-Cerreti/ Città Metropolitana di Milano].&amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== La requisitoria del pubblico ministero ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nella sua requisitoria, la dott.ssa Alessandra Cerreti affermò: &amp;lt;blockquote&amp;gt;«attenzione, &#039;&#039;&#039;non è una super mafia&#039;&#039;&#039;, nessuno l&#039;ha mai sostenuto, qua siamo lontani anni luce dal parlare di una mafia nuova, quasi che l&#039;associazione mafiosa contestata avesse &#039;&#039;&#039;la pretesa di raggruppare in sé le tre mafie storiche italiane.&#039;&#039;&#039; [...] Non è mafia nuova né mafia delocalizzata, ma mafiosità immanente: si tratta di un&#039;associazione mafiosa alla quale aderiscono &#039;&#039;&#039;rappresentanti delle tre mafie sul territorio lombardo&#039;&#039;&#039;, e solo sul territorio lombardo, che hanno deciso di mettersi insieme per fare business, semplicemente questo, autorizzate dalle case madri a spendere il brand criminale di Cosa nostra, della Camorra o della &#039;ndrangheta. Ognuno poi esplica la sua capacità mafiosa sulla base dell&#039;appartenenza, ma “&#039;&#039;l’unione fa la pericolosità&#039;&#039;”, come anni fa mi disse un pentito calabrese.&amp;lt;/blockquote&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====Condanne====&lt;br /&gt;
Il [[12 gennaio]] [[2026]] vennero condannate complessivamente &#039;&#039;&#039;62 persone&#039;&#039;&#039;, con pene fino a 16 anni, mentre 9 imputati patteggiarono; &#039;&#039;&#039;29 vennero prosciolti&#039;&#039;&#039; tra abbreviato e udienza preliminare, mentre &#039;&#039;&#039;45 vennero rinviati a giudizio&#039;&#039;&#039; nel processo per rito ordinario. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le condanne più elevate, già al netto della riduzione di un terzo per la scelta del rito abbreviato, e comunque generalmente più basse delle richieste dell’accusa, furono 16 anni a Massimo Rosi, 14 a Filippo Crea, 12 a Giuseppe Fidanzati (contro i 20 anni richiesti dai pm), 14 a Bernardo Pace e 12 ai figli, 13 anni e 4 mesi a Giovanni Abilone. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gli imputati che nel corso del processo scelsero di collaborare giustizia – &#039;&#039;&#039;William Alfonso Cerbo, Francesco Bellusci e Saverio Pintaudi&#039;&#039;&#039; – si videro riconoscere la speciale attenuante. &lt;br /&gt;
{| class=&amp;quot;wikitable&amp;quot;&lt;br /&gt;
|+Condanne Rito abbreviato Hydra - 1° grado&amp;lt;ref&amp;gt;Emanuele Mancini (2026). &#039;&#039;Dispositivo di sentenza - Procedimento n. 17694/25 R.G. GIP / N. 5799/23 R.G.N.R.&#039;&#039;, Tribunale di Milano - Sezione GIP-GUP, 12 gennaio. &amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
!Imputato&lt;br /&gt;
!Esito&lt;br /&gt;
!Pena&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Abilone Giovanni&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;13 anni e 4 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Albanese Vincenza&lt;br /&gt;
|Condannata&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;11 anni e 4 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Aquilano Simone&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;2 anni e 4 mesi di reclusione + 8.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali &lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Bellusci Francesco&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;4 anni e 6 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Blanco &lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;6 anni e 2 mesi di reclusione + 6.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Bonanno Samuele&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;12 anni di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Bramonti Alessandro&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;10 anni e 6 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Brancaccio Domenico&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;10 anni e 6 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Caldarelli Antonio&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;1 anno e 4 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Callipari Pasquale&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;2 anni e 4 mesi di reclusione + 6.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Cerbo William Alfonso&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;5 anni di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Cirillo Giovanni&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;10 anni e 10 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Ciulla Alessio&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;2 anni e 6 mesi di reclusione + 10.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Colombo Emanuela&lt;br /&gt;
|Condannata&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;1 anno e 4 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Coluccio Salvatore&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;2 anni e 8 mesi di reclusione + 6.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Crea Filippo&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;14 anni e 8 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Cristello Giacomo&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;11 anni e 2 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|D&#039;Alia Aurelio&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;3 anni di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Deodato Vincenzo&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;6 anni e 2 mesi di reclusione + 6.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Destefano Michele&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;4 anni di reclusione + 16.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Dimiccoli Antonio&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;6 anni e 2 mesi di reclusione + 6.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Fidanzati Giuseppe&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;14 anni di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Fidanzati Stefano&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;2 anni e 8 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Fiore Giuseppe&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;7 anni e 1 mese di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Fontana Gianfranco&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;5 anni e 4 mesi di reclusione + 20.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Galioto Antonino&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;11 anni e 2 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Gatto Giovanni&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;3 anni e 1 mese di reclusione + 4.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Grasso Antonio&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;13 anni e 8 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Grasso Paolo&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;7 anni di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Jelmini Giada&lt;br /&gt;
|Condannata&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;3 anni e 2 mesi di reclusione + 4.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|La Cara Alessandro&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;5 anni di reclusione + 10.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Mazzotta Pietro&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;13 anni di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Menghetti Maurizio&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;3 anni e 6 mesi di reclusione + 8.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Milano Luca&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;2 anni e 4 mesi di reclusione + 6.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Molluso Alessandro Illuminato&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;4 anni e 4 mesi di reclusione + 10.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Molluso Francesco&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;4 anni di reclusione + 8.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Monti Alessandro&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;4 anni e 8 mesi di reclusione + 10.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Morana Maria Assunta&lt;br /&gt;
|Condannata&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;1 anno e 4 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Mroshaj Ejll&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;2 anni e 4 mesi di reclusione + 6.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Oliveri Carmelo&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;4 anni e 9 mesi di reclusione + 10.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Pace Bernardo&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;14 anni e 4 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Pace Domenico&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;11 anni e 4 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Pace Michele&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;12 anni di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Panaiia Iginio&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;3 anni e 6 mesi di reclusione + 8.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Papalia Daniele&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;4 anni di reclusione + 10.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Perversi Riccardo Francesco&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;3 anni di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Pintaudi Saverio&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;3 anni e 6 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Pizzata Giuseppe&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;14 anni e 4 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Polise Orsolo&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;1 anno e 4 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Postù Maria Domenica&lt;br /&gt;
|Condannata&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;10 anni e 8 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Romeo Antonio&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;2 anni e 8 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Rosi Massimo&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;16 anni di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Russo Andrea Michele&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;4 anni e 8 mesi di reclusione + 10.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Sangalli Daniela&lt;br /&gt;
|Condannata&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;10 anni e 8 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Sanseverino Sergio&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;13 anni di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Sergi Saverio&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;2 anni e 4 mesi di reclusione + 6.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Sorge Giuseppe&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;13 anni di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Spatola Giuseppe&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;1 anno e 4 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Toscano Pasquale Filomeno&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;11 anni e 2 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Veizaj Klement&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;3 anni e 2 mesi di reclusione + 4.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Ventura Mario&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;4 anni e 1 mese di reclusione + 6.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Zavattieri Giuseppe&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;4 anni e 1 mese di reclusione + 10.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|}&lt;br /&gt;
Per le parti civili fu stabilito il risarcimento del danno da liquidarsi in separato giudizio civile, nonché il pagamento, in solido, di una provvisionale pari ad €. 10.000,00 a titolo di risarcimento del danno morale; infine, alla rifusione delle spese di costituzione e giudizio, che liquidò in euro 6.000,00 a titolo dì compenso professionale, oltre alle spese vive e al 15% a titolo di spese generali forfettarie, iva e cpa come per legge.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Assoluzioni ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* ABDEL LATIF MOHAMED EMAM TAHA dal reato a lui ascritto (capo 76) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* ALBANESE VINCENZA dai reati di cui ai capi 68 e 77 perché il fatto non sussiste;&lt;br /&gt;
* ANDERLINI GIULIANO dal reato a lui ascritto (capo 63) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* ANTONAZZO PASQUALE dal reato a lui ascritto (capo 68) perché il fatto non sussiste;&lt;br /&gt;
* AQUILANTI MANUELA dal reato a lei ascritto (capo 75) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* BARRA SALVATORE dal reato a lui ascritto (capo 35) per non avere commesso il fatto;&lt;br /&gt;
* BASSETTO ANTONIO dal reato a lui ascritto (capo 79) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* CANNIZZARO CLAUDIO dal reato a lui ascritto (capo 59) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* CASSAGO MARCO dal reato a lui ascritto (capo 65) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* CONGIU LUCA dal reato a lui ascritto (capo 61) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* COTTONE FRANCESCO dal reato a lui ascritto (capo 66) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* CREA FILIPPO dal reato di cui al capo 81 perché il fatto non sussiste;&lt;br /&gt;
* DI MICCOLI ANTONIO dal reato di cui al capo 14 per non avere commesso il fatto;&lt;br /&gt;
* FIDANZATI STEFANO dal reato di cui al capo 1 per non avere commesso il fatto;&lt;br /&gt;
* GAYLI YRINA dai reati a lei ascritti (capi 19, 20 e 21) per non avere commesso il fatto;&lt;br /&gt;
* GENNARO MARIA RITA dal reato a lei ascritto {capo 72) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* GUARNACCIA ANTONINO dai reati a lui ascritti (capi 80.1, 80.2 e 80.3) per non avere commesso il fatto;&lt;br /&gt;
* LI CALZI MAURIZIO dal reato a lui ascritto {capo 72) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* MARINO MARIA dal reato a lei ascritto (capo 72) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* OHANNASSIAN GIRRABET GABRIELE dal reato a lui ascritto (capo 75) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* PERVERSI CLAUDIO dal reato a lui ascritto (capo 86) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* PINTAUDI SAVERIO dal reato di cui al capo 80. l per non aver commesso il fatto;&lt;br /&gt;
* POSTÙ MARIA DOMENICA dai reati di cui ai capi 80.1, 80.2 e 80.3 per non aver commesso il fatto;&lt;br /&gt;
* ROMEO ANTONIO dal reato di cui al capo I per non avere commesso il fatto;&lt;br /&gt;
* SILVESTRO TINDARO dal reato a lui ascritto (capo 63) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* SORCE GIUSEPPE dal reato di cui al capo 77 perché il fatto non sussiste.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il presunto suicidio del collaboratore di giustizia Bernardo Pace ===&lt;br /&gt;
Lunedì 16 marzo, a tre giorni dall&#039;inizio del processo con rito ordinario, il neo-collaboratore di giustizia &#039;&#039;&#039;Bernardo Pace&#039;&#039;&#039; venne trovato apparentemente morto suicida. In un primo momento, l&#039;Ansa battè la notizia che si era impiccato &amp;quot;coi lacci delle scarpe&amp;quot; nella sua cella, nel carcere Lorusso e Cotugno di Torino. In realtà, fu trovato impiccato nel bagno accanto alla cella, con un cavo tanto spesso che i soccorritori non riuscirono nemmeno a tagliarlo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I dubbi che si trattasse di un finto suicidio sono legati anche al fatto che sembra improbabile che Pace, malato terminale di cancro e dunque debilitato dalla chemioterapia, fosse in grado di stringersi attorno al collo un cavo così robusto. Non solo: nonostante i magistrati milanesi si fossero raccomandati di sorvegliarlo in quanto &#039;&#039;&#039;Pace temeva per la sua vita&#039;&#039;&#039;, né la cella né il corridoio che portava al bagno erano monitorati con telecamere. La sua decisione di collaborare, visto il tumore in stadio avanzato, derivava dalla volontà di passare i suoi ultimi anni con la sua famiglia. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Pace aveva riempito due verbali, considerati di grande rilevanza, in quanto aveva parlato delle visite di [[Matteo Messina Denaro]] a Milano e dei rapporti con la politica del Consorzio (ben 8 pagine omissate dai magistrati).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le circostanze in cui Pace è stato trovato morto hanno portato alcuni a paragonare il caso di Bernardo Pace a quello di [[Antonino Gioè|Nino Gioè]], il mafioso di Altofonte che fu tra gli esecutori della [[strage di Capaci]]. Arrestato nel [[1993]], aveva più volte chiesto di parlare con i magistrati per collaborare, anche se non è mai stata trovata traccia di verbali o colloqui investigativi. In compenso, l&#039;aspirante collaboratore venne poi trovato impiccato nella sua cella del carcere di Rebibbia, nella notte tra il 28 e il 29 luglio, poche ore dopo la [[Strage di Via Palestro|strage di via Palestro]] a Milano. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Rito ordinario===&lt;br /&gt;
Il rito ordinario iniziò il [[19 marzo]] 2026, presso l’Aula Bunker di San Vittore a Milano. A presiedere il processo la Presidente dell&#039;VIII sezione penale del Tribunale di Milano, &#039;&#039;&#039;Maria Luisa Balzarotti&#039;&#039;&#039;, &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Rispetto all&#039;abbreviato, erano presenti tre ulteriori parti civili, già costituitesi in udienza preliminari ma contro soggetti che avevano scelto il rito ordinario: il giornalista di Report &#039;&#039;&#039;Giorgio Mottola&#039;&#039;&#039;, minacciato durante la realizzazione di un&#039;inchiesta giornalistica da Errante Parrino, la &#039;&#039;&#039;Rai - RadioTelevisione Italiana&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;Francesco Picone&#039;&#039;&#039;, titolare di un bar a Busto Arsizio minacciato dai fratelli Nicastro.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel corso della seconda udienza, il 30 aprile, e della terza, il 14 maggio, vennero sollevate le eccezioni delle difese, in particolare contro la competenza territoriale di Milano e contro la costituzione di parte civile dei comuni di Legnano e Busto Arsizio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel corso della quarta udienza, il 18 giugno successivo, il Tribunale sciolse la riserva, &#039;&#039;&#039;dichiarando la competenza territoriale su Milano&#039;&#039;&#039;, respingendo le eccezioni sollevate dalle difese e dichiarando aperto il dibattimento; contestualmente &#039;&#039;&#039;negò la costituzione di parte civile&#039;&#039;&#039; dei comuni di Abbiategrasso e di Busto Arsizio perché tardive.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Il presidio in solidarietà dei magistrati il 18 giugno 2026 ====&lt;br /&gt;
Contestualmente, quella mattina varie associazioni antimafia organizzarono &#039;&#039;&#039;un presidio di solidarietà ai magistrati&#039;&#039;&#039;, dopo la notizia del rafforzamento della scorta con ulteriori minacce di morte ai danni della dott.ssa Alessandra Cerreti e del Procuratore Marcello Viola. WikiMafia partecipò col suo striscione &amp;quot;&#039;&#039;Fuori la mafia da Milano&#039;&#039;&amp;quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Il dibattimento ====&lt;br /&gt;
Dopo le richieste di ammissione di prova e della lista testimoni nella quinta udienza (24 giugno), durante la sesta (2 luglio) il Tribunale sciolse la riserva, ammettendo tutte le prove e le liste testimoni, ad eccezione delle annotazioni di polizia giudiziaria, in quanto atti ripetibili durante il dibattimento. Contestualmente, il pubblico ministero Alessandra Cerreti dichiarò che l&#039;esame dei testi sarebbe partito col collaboratore di giustizia &#039;&#039;&#039;William Alfonso Cerbo&#039;&#039;&#039;, chiedendo che fosse escusso in presenza; di fronte alle richieste delle difese di avere in presenza anche i propri assistiti nelle gabbie, il Tribunale autorizzò l&#039;esame in presenza di Cerbo per l&#039;udienza del 9 luglio e successive, ma negò la possibilità per gli imputati di ascoltarlo in Aula Bunker.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Note==&lt;br /&gt;
&amp;lt;references&amp;gt;&amp;lt;/references&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Bibliografia==&lt;br /&gt;
* Archivio storico de Il Fatto Quotidiano.&lt;br /&gt;
* Cerreti, Alessandra (2023). &amp;quot;&#039;&#039;Richiesta di applicazione di misura cautelare personale e reale - Procedimento N. 5799/23 (stralcio dal 14467/17) R.G. notizie di reato DDA&#039;&#039;&amp;quot;, Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano - Direzione Distrettuale Antimafia, 31 marzo.&lt;br /&gt;
* Mancini, Emanuele (2026). &#039;&#039;Dispositivo di sentenza - Procedimento n. 17694/25 R.G. GIP / N. 5799/23 R.G.N.R.&#039;&#039;, Tribunale di Milano - Sezione GIP-GUP, 12 gennaio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Categoria:Inchieste antimafia]] [[Categoria:Inchieste in Lombardia]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Leadermassimo</name></author>
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		<title>Template:In corso</title>
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		<summary type="html">&lt;p&gt;Leadermassimo: Creata pagina con &amp;quot;&amp;lt;div id=&amp;quot;{{{id|Update}}}&amp;quot; class=&amp;quot;messagebox noprint iumb hidable&amp;quot;&amp;gt;{{rt|#EEE8AA}}&amp;lt;div style=&amp;quot;background: #F0F8FF; color: {{{fg|#000}}}&amp;quot;&amp;gt; {| cellpadding=&amp;quot;0&amp;quot; cellspacing=&amp;quot;0&amp;quot; |- | class=&amp;quot;iumb-table-container&amp;quot; |  {| cellpadding=&amp;quot;0&amp;quot; cellspacing=&amp;quot;0&amp;quot; class=&amp;quot;hidable-content&amp;quot; |- &amp;lt;span class=&amp;quot;iumb-message&amp;quot;&amp;gt;&amp;#039;&amp;#039; === Questa voce tratta di eventi in corso o di immediata attualità. === &amp;#039;&amp;#039;&amp;lt;/span&amp;gt; |- &amp;lt;span class=&amp;quot;iumb-message&amp;quot;&amp;gt; Le informazioni possono pertanto cambiare rapidamente con il...&amp;quot;&lt;/p&gt;
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&lt;br /&gt;
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Questo template va apposto all&#039;inizio di tutte le voci o sezioni che riguardano un evento che si sta verificando, o che ha sviluppi ancora in corso, al momento dell&#039;inserimento del template. &lt;br /&gt;
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&lt;br /&gt;
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		<author><name>Leadermassimo</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://www.wikimafia.it/w/index.php?title=Processo_Hydra&amp;diff=10932</id>
		<title>Processo Hydra</title>
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		<updated>2026-07-02T23:20:14Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Leadermassimo: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{Espandere}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il &#039;&#039;&#039;processo Hydra&#039;&#039;&#039; è un procedimento penale nato da un&#039;inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Milano, coordinata dal Procuratore della Repubblica &#039;&#039;&#039;Marcello Viola&#039;&#039;&#039;, dalla Procuratrice aggiunta &#039;&#039;&#039;Alessandra Dolci&#039;&#039;&#039; e dalla sostituta procuratrice &#039;&#039;&#039;Alessandra Cerreti&#039;&#039;&#039;, che ha svelato l&#039;esistenza di un&#039;alleanza tra le tre mafie storiche, [[Cosa nostra]], [[camorra]] e [[&#039;ndrangheta]], in Lombardia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questa alleanza, rispetto ad altre collaborazioni più o meno estemporanee e più o meno durature tra organizzazioni criminali diverse registrate in inchieste giudiziarie precedenti, avrebbe il carattere di un &#039;&#039;&#039;accordo stabile e duraturo&#039;&#039;&#039;; secondo i pubblici ministeri, si tratterebbe infatti di:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;blockquote&amp;gt;«un sistema di &#039;&#039;&#039;cointeressenze ed anime multistrutturate&#039;&#039;&#039; composto da gruppi tra loro disomogenei, ma associati attraverso l’apporto comune di capitali, la predisposizione di mezzi, la messa a disposizione di risorse umane, la costituzione di società, tutti elementi funzionalmente aggregati dal fine comune, ossia quello di trarre profitto attraverso molteplici attività (apparentemente lecite ed illecite) che costituiscono la fonte delle entrate delle organizzazioni criminali mafiose di riferimento ed il collante tra le stesse»&amp;lt;ref&amp;gt;Alessandra Cerreti (2023). &amp;quot;Richiesta di applicazione di misura cautelare personale e reale - Procedimento N. 5799/23 (stralcio dal 14467/17) R.G. notizie di reato DDA, Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano - Direzione Distrettuale Antimafia, 31 marzo, p. 205.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;/blockquote&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Attraverso l&#039;espressione &amp;quot;&#039;&#039;&#039;sistema mafioso lombardo&#039;&#039;&#039;&amp;quot;, gli inquirenti hanno definito questo sistema di tipo confederativo nel quale le mafie storiche proietterebbero interessi economici e criminali estremamente qualificati. Si tratterebbe quindi di una &#039;&#039;&#039;nuova associazione criminale&#039;&#039;&#039; rientrante nella fattispecie descritta dall’[[Legge Rognoni - La Torre|articolo 416 bis]] c.p., di cui farebbero parte componenti di Cosa Nostra siciliana, ‘ndrangheta calabrese e camorra napoletana, le quali, in perfetta sinergia e comunità d’intenti, nonché dotate di struttura ed organizzazione comune e stabile, perseguirebbero l’interesse comune di &#039;&#039;&#039;massimizzazione di profitti&#039;&#039;&#039; derivanti da investimenti in settori dell’economia legale di denaro proveniente da varie tipologie di reati. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Antefatti==&lt;br /&gt;
L&#039;avvio delle indagini, condotte dal Nucleo investigativo dei Carabinieri di via Moscova a Milano diretto dal colonnello &#039;&#039;&#039;Antonio Coppola&#039;&#039;&#039;, è coinciso col monitoraggio della locale di &#039;ndrangheta di [[Locale di Legnano-Lonate Pozzolo|Legnano - Lonate Pozzolo]], e in particolare del suo uomo in quel momento più rappresentativo, &#039;&#039;&#039;Massimo Rosi&#039;&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;Ibidem.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le attività di indagine consentirono non solo di riscontrare le dichiarazioni del collaboratore di giustizia &#039;&#039;&#039;Emanuele De Castro&#039;&#039;&#039;, ma anche di accertare come Rosi fosse: &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*costantemente teso alla ricostituzione, anche attraverso la rituale affiliazione di nuovi sodali, della locale di ‘ndrangheta di Legnano e Lonate Pozzolo, ormai falcidiata dalle ultime operazioni;&lt;br /&gt;
*impegnato in attività legate all’importazione ed alla spartizione di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti;&lt;br /&gt;
*strettamente legato a Gioacchino Amico, Raimondo Orlando, Saverio Sergi, Samuele Bonanno, Pasquale Callipari, Roberto Toscano, nonché agli storici esponenti della locale stessa: Vincenzo Rispoli (tramite c.d. «&#039;&#039;‘mbasciate&#039;&#039;» veicolate da e per il carcere dove si trova in regime di [[Articolo 41 bis|41bis]]), Pasquale Rienzi, Raffaele Barletta, Giacomo Cristello e altri;&lt;br /&gt;
*di fatto assunto alla Servizi Integrati SRL, società costituita per gli interessi economici del gruppo criminale, presso i cui uffici passa gran parte del tempo a stretto contatto con Amico e Orlando.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Parallelamente, a seguito delle dichiarazioni di De Castro, veniva identificato e monitorato &#039;&#039;&#039;Gaetano Cantarella&#039;&#039;&#039;, detto &#039;&#039;Tanu U Curtu&#039;&#039;, intercettato per la prima volta il [[25 gennaio]] [[2020]], le cui attività di indagine permisero di confermare i rapporti con esponenti della famiglia mafiosa “&#039;&#039;Mazzei / Carcagnusi&#039;&#039;” ed individuare i principali soggetti a lui collegati, identificati in &#039;&#039;&#039;Gioacchino Amico&#039;&#039;&#039;, &#039;&#039;&#039;Giuseppe Castiglia&#039;&#039;&#039; detto &amp;quot;Pippo&amp;quot; e &#039;&#039;&#039;Giancarlo Vestiti&#039;&#039;&#039;. Proprio Amico, poi divenuto collaboratore di giustizia, sarebbe diventato il collegamento e il collante tra i vari filoni investigativi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il [[3 febbraio]] [[2020]], Cantarella sparì senza lasciare traccia, dopo aver incontrato a Canicattì Gioacchino Amico e Raimondo Orlando. Le successive intercettazioni telefoniche e ambientali, tra il 4 e il 6 febbraio successivi, permisero di acquisire elementi circa il coinvolgimento dei due nella scomparsa di Cantarella, anche se il movente esatto è ancora oggetto di indagine, dopo le dichiarazioni dei vari collaboratori di giustizia (non solo lo stesso Amico, ma anche &#039;&#039;&#039;Bernardo Pace&#039;&#039;&#039;, trovato morto nella sua cella dopo aver reso dichiarazioni agli inquirenti).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Le varie componenti dell&#039;associazione===&lt;br /&gt;
Le indagini permettevano di individuare, quindi, stabili collegamenti tra esponenti delle tre organizzazioni mafiose storiche, finalizzati in particolare al riciclaggio di denaro e al narcotraffico. In particolare, emergeva che il sodalizio tra Giancarlo Vestiti e Gioacchino Amico era in stretto contatto e condivideva sostanziali interessi economici con:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*il &#039;&#039;&#039;clan Moccia&#039;&#039;&#039; di Afragola, in particolare con Luigi e Bruno Moccia, fratelli del “capo” clan Angelo;&lt;br /&gt;
*la &#039;&#039;&#039;famiglia Senese&#039;&#039;&#039; di Roma, in particolare con Michele e Vincenzo Senese, rispettivamente figlio e fratello del boss Michele;&lt;br /&gt;
*la &#039;&#039;&#039;locale di ‘ndrangheta di Legnano-Lonate Pozzolo&#039;&#039;&#039;, guidata da Massimo Rosi e Giacomo Cristello;&lt;br /&gt;
*vari esponenti di famiglie mafiose siciliane come &#039;&#039;&#039;Fidanzati&#039;&#039;&#039;, &#039;&#039;&#039;Mannino&#039;&#039;&#039;, &#039;&#039;&#039;Messina&#039;&#039;&#039; e altre;&lt;br /&gt;
*&#039;&#039;&#039;William Alfonso Cerbo&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;Gaetano Cantarella&#039;&#039;&#039; (fino alla sua scomparsa), affiliati alla famiglia mafiosa catanese dei “Mazzei / Carcagnusi”;&lt;br /&gt;
*&#039;&#039;&#039;Santo Crea&#039;&#039;&#039;, affiliato alla ’ndrina Iamonte, e suo figlio &#039;&#039;&#039;Filippo&#039;&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, pp. 207-208.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, le componenti del Consorzio erano così suddivise&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 244 e ss.&amp;lt;/ref&amp;gt;:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== La componente calabrese ====&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;a) Locale di ‘ndrangheta di Legnano-Lonate Pozzolo&#039;&#039;&#039; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* ROSI Massimo &lt;br /&gt;
* CRISTELLO Giacomo &lt;br /&gt;
* BELLUSCI Francesco &lt;br /&gt;
* BARLETTA Raffaele &lt;br /&gt;
* RISPOLI Alfonso &lt;br /&gt;
* RIENZI Pasquale &lt;br /&gt;
* LEROSE Armando &lt;br /&gt;
* RISPOLI Vincenzo &lt;br /&gt;
* TOSCANO Pasquale Filomeno &lt;br /&gt;
* FRUSTILLO Luca &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;b) &#039;ndrina Iamonte&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* CREA Santo &lt;br /&gt;
* CREA Filippo &lt;br /&gt;
* TRIPODI Demetrio &lt;br /&gt;
* SURACI Lorenzo &lt;br /&gt;
* POSTÙ Maria Domenica &lt;br /&gt;
* PINTAUDI Saverio &lt;br /&gt;
* SCOTTI Claudio &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;c) &#039;ndrina &#039;&#039;Romeo &amp;quot;Staccu&amp;quot;&#039;&#039;&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* ROMEO Antonio &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== La componente siciliana ====&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;a) I palermitani&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
* FIDANZATI Giuseppe &lt;br /&gt;
* FIDANZATI Stefano &lt;br /&gt;
* GALIOTO Antonino &lt;br /&gt;
* SEIDITA Serafino &lt;br /&gt;
* D’ALIA Aurelio &lt;br /&gt;
* MANNINO Pietro &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;b) I trapanesi/castelvetranesi&#039;&#039;&#039; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* PACE Bernardo detto “Dino” &lt;br /&gt;
* PACE Michele &lt;br /&gt;
* PACE Domenico &lt;br /&gt;
* ABILONE Rosario &lt;br /&gt;
* ABILONE Giovanni &lt;br /&gt;
* ERRANTE PARRINO Paolo Aurelio &lt;br /&gt;
* CISLAGHI Diego &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;c) I gelesi&#039;&#039;&#039; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* NICASTRO Dario &lt;br /&gt;
* NICASTRO Fabio &lt;br /&gt;
* BONVISSUTO Rosario &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;d) I catanesi del clan MAZZEI “&#039;&#039;carcagnusi”&#039;&#039;&#039;&#039;&#039; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* CANTARELLA Gaetano detto &#039;&#039;“Tanu u Curtu”&#039;&#039; (scomparso) &lt;br /&gt;
* CERBO William Alfonso detto “S&#039;&#039;carface”&#039;&#039; (successivamente legatosi al “gruppo SENESE” dopo la scomparsa di CANTARELLA)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== La componente romana ====&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;a) I “Senese”&#039;&#039;&#039; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* SENESE Vincenzo &lt;br /&gt;
* VESTITI Giancarlo &lt;br /&gt;
* BUCCAFUSCA Federica &lt;br /&gt;
* CASTIGLIA Giuseppe &lt;br /&gt;
* SORRENTINO Antonio &lt;br /&gt;
* GREGORINI Emanuele &lt;br /&gt;
* MAZZOTTA Pietro &lt;br /&gt;
* AMICO Gioacchino &lt;br /&gt;
* ORLANDO Raimondo &lt;br /&gt;
* SANGALLI Daniela &lt;br /&gt;
* VESTITI Eduardo Maria &lt;br /&gt;
* VESTITI Marika &lt;br /&gt;
* SANSEVERINO Sergio &lt;br /&gt;
* FIORE Giuseppe &lt;br /&gt;
* BRANCACCIO Domenico &lt;br /&gt;
* BRAMONTI Alessandro &lt;br /&gt;
* ALBANESE Vincenza &lt;br /&gt;
* BERDUCCI Francesco &lt;br /&gt;
* CIRILLO Giovanni &lt;br /&gt;
* SORCE Giuseppe &lt;br /&gt;
* ZINGHINÌ Giuseppe Antonio &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== I traffici illeciti dell&#039;associazione ===&lt;br /&gt;
Le attività di indagine permettevano di individuare non solo i &#039;&#039;&#039;traffici illeciti&#039;&#039;&#039; del gruppo criminale, ma anche la &#039;&#039;&#039;suddivisione dei ruoli&#039;&#039;&#039; all’interno dell’organizzazione. In particolare, emergeva come il gruppo operasse attraverso &#039;&#039;&#039;diversificati circuiti criminali&#039;&#039;&#039;, passando dalle &#039;&#039;&#039;false fatturazioni&#039;&#039;&#039; al &#039;&#039;&#039;riciclaggio&#039;&#039;&#039; (anche con reimpiego in svariate attività imprenditoriali), all’elusione fiscale nel settore dei carbolubrificanti, dall’importazione e traffico di stupefacenti, alle estorsioni e così via.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo gli inquirenti, proprio le eterogenee attività del gruppo e i rapporti con più organizzazioni criminali consentirebbero di affermare che, al di là dell’ambito mafioso monitorato, si sarebbe in presenza di &#039;&#039;&#039;un livello criminale più elevato&#039;&#039;&#039; che catalizza le risorse finanziare di eterogenei sistemi mafiosi (camorra, ‘ndrangheta, cosa nostra), funzionalizzando investimenti di ingentissimi capitali - in parte derivanti dalle consuete attività illegali (stupefacenti, estorsioni ecc.) - &#039;&#039;&#039;impiegati in attività imprenditoriali apparentemente lecite&#039;&#039;&#039; e gestite da organizzazione criminali, il tutto attraverso uno stabile vincolo associativo costituito proprio dal fine comune.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===I passaggi cruciali dell&#039;inchiesta===&lt;br /&gt;
Nel corso dell’indagine sono stati cristallizzati alcuni eventi che, per importanza e per gli effetti prodotti, hanno condizionato le scelte investigative e consentito di acquisire un quadro di insieme che consente di affermare gli assunti innovativi sopra espressi&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 208 e ss.&amp;lt;/ref&amp;gt;:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*l’omicidio di Gaetano Cantarella;&lt;br /&gt;
*l’arresto di Giancarlo Vestiti e l’assunzione di ruolo di catalizzatore delle diversificate componenti assunto da Gioacchino Amico;&lt;br /&gt;
*la disputa economica che ha contrapposto la famiglia Pace ad Amico, legato alla famiglia Senese, che ha richiesto la mediazione di Giuseppe Fidanzati e Antonino Galioto, detto &amp;quot;Zio Nino&amp;quot;, di Paolo Aurelio Errante Parrino, detto &amp;quot;Zio Paolo&amp;quot; e Antonio Messina, detto &amp;quot;l&#039;Avvocato&amp;quot; (rispettivamente cugino e uomo di fiducia di [[Matteo Messina Denaro]]), di Emanuele Gregorini e Giuseppe Castiglia detto &amp;quot;Pippo&amp;quot; (famiglia Senese), di Demetrio Tripodi (Locale di Desio), di Filippo Crea (&#039;ndrina Iamonte), Giacomo Cristello (Locale di Legnano-Lonate Pozzolo) e dei fratelli Dario e Fabio Nicastro (espressione della cosca gelese “Rinzivillo” operativa in Lombardia);&lt;br /&gt;
*l’avvio di attività edili collegate al “&#039;&#039;superbonus 110%&#039;&#039;” che faranno registrare diversi summit tenuti anche in Sicilia tra gli indagati e soggetti di elevata caratura criminale ivi sedenti tra i quali Stefano Fidanzati (fratello di Giuseppe “Ninni”), Antonio Messina, Serafino Seidita, e che paleseranno gli interessi comuni e le cointeressanze tra le diverse compagini;&lt;br /&gt;
*la ricostituzione della locale di ‘ndrangheta di Legnano-Lonate Pozzolo portata avanti da Rosi e Cristello, anche attraverso la rituale affiliazione di nuovi sodali e il coinvolgimento di storici affiliati, nonché delle locali calabresi di Guardavalle e Cirò Marina;&lt;br /&gt;
*l’apporto economico alle rispettive organizzazioni in una “cassa comune” alimentato dalle consuete attività criminali nel settore degli stupefacenti e nelle estorsioni, nonché da una serie di reati nei settori finanziario/economico;&lt;br /&gt;
*l’infiltrazione nel tessuto economico/sociale e politico/istituzionale del sodalizio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===La struttura dell&#039;organizzazione===&lt;br /&gt;
Le indagini hanno disvelato l’esistenza di &#039;&#039;&#039;una struttura ad organizzazione orizzontale&#039;&#039;&#039;, all’interno della quale non esisterebbe un vertice, ma &#039;&#039;&#039;più gruppi che si muovono parallelamente&#039;&#039;&#039; e che, in virtù di un accordo preventivo, &#039;&#039;&#039;assumono determinazioni comuni funzionali allo sviluppo dell’associazione stessa&#039;&#039;&#039;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo contesto e in virtù di questo &#039;&#039;pactum sceleris&#039;&#039;, i dissidi tra le diverse componenti, in primis quello tra Amico e la famiglia Pace, trovano una soluzione funzionale e necessaria a mantenere in vita quell’accordo, soluzioni che hanno l’effetto di abbassare le rivendicazioni al fine di mantenere in vita quell’organismo che consente, a tutti, di trarre profitto. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
È proprio &#039;&#039;&#039;il profitto che lega il gruppo&#039;&#039;&#039;, che lo tiene in vita, che motiva i singoli e che li induce a ricercare, nell’ambito di quella stessa organizzazione, figure di riferimento (come Errante Parrino, Fidanzati e Messina) che, per carisma, storia criminale, ascendente mafioso, età, sono in grado di indurre posizioni conciliatorie. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Emblematica sotto questo punto di vista un&#039;intercettazione ambientale tra i rappresentanti delle varie componenti, intervenuta negli uffici di Dairago (MI) di una delle società di Gioacchino Amico, teatro di un tentativo di risoluzione della diatriba cui partecipano l’emissario dei Senese, Emanuele Gregorini detto “&#039;&#039;dollarino&#039;&#039;”, Domenico Pace, lo stesso Amico e Giuseppe Fidanzati, detto &amp;quot;Ninni&amp;quot;, durante la quale, tra l’altro, emerge chiaramente il ruolo di Errante Parrino a sostegno dei Pace.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una frase in particolare di Gregorini restituisce la fotografia di quanto sopra: &amp;lt;blockquote&amp;gt;«Quindi troviamo oggi una quadra per com&#039;è, io il motivo reale...me l&#039;ha spiegato GIO&#039;! Io so...so per le due campane, cosi uno sa sempre come parlare e poter poter (inc)... troviamo una quadra tanto GIO, non è in grado di poter... di poter affrontare na spesa, tocca trovare una quadra, per guadagnare tutti, non creare altri pensieri come ha fatto PIPPO e cercare di trovare una soluzione». &amp;lt;/blockquote&amp;gt;Sul fatto che si tratti di un’organizzazione che racchiude varie componenti, così gli risponde Amico: &amp;lt;blockquote&amp;gt;«Io devo guardare a lui, lui è il referente vostro... (incomprensibile)... abbiamo fatto centomila euro, una persona di fiducia, domani lo facciamo... scarichiamo il cinquanta, domani scarichiamo il trenta, il cinquanta per cento va a voi il cinquanta per cento va a noi, compreso Giancarlo. Questa è tutta la cosa, Giancarlo è con noialtri e voialtri vi prendete il cinquanta per cento con chi volete. Si era messo di mezzo lo Zio Paolo e noi per questioni di correttezza gli avevamo detto: “&#039;&#039;Zio Paolo! Se tu vuoi stare nel lato, con Domenico&#039;&#039;”, gli ho detto: “&#039;&#039;e con Dino. Se vi mettete con Domenico e con Dino. Ed è giusto che si chiude sta storia&#039;&#039;”»&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 211.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;/blockquote&amp;gt;Nel proseguo di quella stessa conversazione emerge, con altrettanta chiarezza, come l’organizzazione non sia un’idea astratta, priva di manifestazioni materiali, ma che essa si palesi dotandosi di &#039;&#039;&#039;una struttura autonoma&#039;&#039;&#039; che si estrinseca, tra l’altro, attraverso la predisposizione di mezzi idonei al conseguimento del fine illecito, nel caso di specie attraverso la costituzione di una società ad hoc: &amp;lt;blockquote&amp;gt;AMICO Gioacchino: La persona la metto io e l&#039;azienda, tu metti il capannone, lontano da qua... perché non si può scaricare nella stessa zona dove si mangia, che poi succede che... E allora se volete con il consenso di tutti, i primi che arrivano si chiudono la prima partita per l&#039;impegno dei cinquanta e dopo quando finisce la cosa si divide. La prima partita arriva neanche sessanta giorni ed arriva, tempo della lettera di credito, quarantacinque gioni. Questo è il tutto… Per me questo oggi è l&#039;unica quadra che oggi si può trovare. Perché? Perché ci sono carcerati, ci sono parole di mezzo, non ci sta al proprio posto, non c&#039;è mio zio che loro si sono accordati, capito? oggi... tu ci stavi mi sa a quell&#039;appuntamento”&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 212.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;/blockquote&amp;gt;Sull’eterogeneità delle compagini d’origine, della quale tutti sono ben consci e consapevoli, gli inquirenti riportarono anche una suggestiva intercettazione ambientale tra Amico e la futura moglie &#039;&#039;&#039;Federica Buccafusca&#039;&#039;&#039;, in relazione agli inviti per il pranzo di matrimonio che di lì a breve si sarebbe celebrato, inviti che seguono un cerimoniale ed un ordine ancorato al “rispetto” dovuto alle famiglie mafiose&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 212 e ss.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’ulteriore conferma della unitarietà del sistema mafioso lombardo e della stabilità del vincolo associativo che lo caratterizza, infine, si desume dalla circostanza che le tre componenti mafiose si siano fatte “autorizzare” – dalle rispettive “case madri - a parteciparvi, come emerge chiaramente in un&#039;intercettazione in cui Gioacchino Amico afferma:&amp;lt;blockquote&amp;gt;«Abbiamo costruito un impero e ci siamo fatti autorizzare tutto da Milano ...(incomprensibile)...passando dalla Calabria da Napoli ovunque... Napoli c&#039;ho avuto a che fare io ... omissis»&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 4874.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;/blockquote&amp;gt;Altra intercettazione emblematica è quella in cui Gregorini, l&#039;[[11 marzo]] [[2021]], afferma:&amp;lt;blockquote&amp;gt;«Qua è Milano! Non ci sta Sicilia, non ci sta Roma, non ci sta Napoli, le cose giuste qua si fanno!»&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 1012.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;/blockquote&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===I Summit===&lt;br /&gt;
Altra circostanza altamente significativa in ordine alla unitarietà dell’associazione mafiosa lombarda è rappresentata dai numerosi summit ai quali hanno partecipato componenti di ciascuna delle tre articolazioni mafiose, nel corso dei quali sono state concordate le principali modalità operative del sistema mafioso lombardo:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
# La riunione a Dairago del 20 marzo 2020;&lt;br /&gt;
# La riunione a Dairago del 15 settembre 2020;&lt;br /&gt;
# La riunione a Dairago del 16 settembre 2020;&lt;br /&gt;
# La riunione ad Abbiategrasso del 17 settembre 2020;&lt;br /&gt;
# La riunione ad Abbiategrasso del 23 settembre 2020;&lt;br /&gt;
# La riunione a Dairago del 28 settembre 2020;&lt;br /&gt;
# La riunione a Dairago del 3 ottobre 2020;&lt;br /&gt;
# La riunione a Dairago del 9 ottobre 2020;&lt;br /&gt;
# La riunione a Dairago del 5 novembre 2020;&lt;br /&gt;
# La riunione a Busto Garolfo del 17 gennaio 2021;&lt;br /&gt;
# La riunione ad Abbiategrasso del 21 gennaio 2021;&lt;br /&gt;
# La riunione a Dairago del 24 marzo 2021;&lt;br /&gt;
# La riunione a Cinisello Balsamo del 31 marzo 2021;&lt;br /&gt;
# La riunione ad Abbiategrasso del 1° aprile 2021;&lt;br /&gt;
# La riunione ad Abbiategrasso del 13 aprile 2021;&lt;br /&gt;
# La riunione a Dairago del 28 aprile 2021;&lt;br /&gt;
# Gli incontri del 13 maggio 2021 (Busto Garolfo - Inveruno - Dairago);&lt;br /&gt;
# La riunione a Dairago del 22 maggio 2021&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 4831 e ss.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
===I beni strumentali in comune al sistema mafioso lombardo===&lt;br /&gt;
Le indagini hanno permesso di documentare anche la predisposizione di una fitta rete di mezzi strumentali allo sviluppo dell’associazione, in particolare società costituite ed utilizzate per i fini associativi, che &#039;&#039;&#039;cristallizzano un’equa ripartizione tra le tre diverse componenti mafiose&#039;&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 4838 e ss.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gli immobili e gli uffici delle varie società erano a disposizione dell’intera associazione mafiosa, e spesso venivano usati per i summit sopra citati, come ad esempio la sede della &amp;quot;Servizi Integrati&amp;quot; di Gioacchino Amico&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 4841.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’imponente rete di società, il costante flusso di ingenti capitali illeciti, le incessanti operazioni finanziarie illecite, il drenaggio indebito di fondi pubblici, il reinvestimento in settori leciti e nevralgici dell’economia nazionale - anche attraverso una serie di soggetti compiacenti e/o complici estranei alla organizzazione mafiosa ma perfettamente consapevoli di apportare ad essa il proprio contributo personale e/o professionale - rendono il sistema mafioso lombardo, oltre che estremamente pericoloso per le numerosissime e tradizionali condotte criminose di cui ai vari capi di imputazione, &#039;&#039;&#039;indubbiamente capace di alterare la libera concorrenza ed incidere così sul libero mercato&#039;&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 4871.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===La cassa comune===&lt;br /&gt;
L’attività investigativa ha anche accertato l&#039;esistenza di un “&#039;&#039;&#039;fondo comune&#039;&#039;&#039;” destinato ai detenuti e in generale agli affiliati (e ai loro familiari) in difficoltà, bisognosi di assistenza legale e sostegno economico; fondo indistintamente alimentato dai componenti il sistema mafioso lombardo a prescindere dalle eterogene componenti originarie.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===L&#039;esistenza del &amp;quot;Consorzio&amp;quot; mafioso negli anni &#039;80===&lt;br /&gt;
L&#039;esistenza di un &amp;quot;consorzio&amp;quot; costituito da più componenti mafiose emergeva già nelle attività di indagine tra la fine degli anni &#039;80 e l&#039;inizio degli anni &#039;90.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A parlarne per primo fu, nell&#039;ambito del processo Wall Street, il collaboratore di giustizia [[Salvatore Annacondia]], il quale parlò esplicitamente di &amp;quot;un&#039;unione&amp;quot; tra le famiglie mafiose d&#039;Italia, radicate al Nord.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel processo «&#039;ndrangheta stragista» fu invece il collaboratore &#039;&#039;&#039;Antonino Fiume&#039;&#039;&#039; a precisare che le prime riunioni in cui si era affrontato l’argomento stragi erano avvenute in Lombardia dove si era costituito tra il [[1986]] e il [[1987]] una specie di «&#039;&#039;&#039;Consorzio&#039;&#039;&#039;», ossia un organismo riservato che esercitava “&#039;&#039;un potere, era il potere assoluto che dominava su tutti, perché all&#039;interno c&#039;era ‘‘Ndrangheta, cosa nostra, camorra e sacra corona unita&#039;&#039;”, una sorta di “federazione” che aveva il controllo sul contrabbando delle sigarette e sul traffico della sostanza stupefacente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fiume a tal proposito dichiarò che &amp;lt;blockquote&amp;gt;«questo consorzio aveva &#039;&#039;&#039;il monopolio di tutto lo stupefacente che girava in Italia&#039;&#039;&#039;, lo dovevano comprare solo ed esclusivamente da loro, venderlo come volevano, però dovevano comprarlo solo dal consorzio tutti gli affiliati. &#039;&#039;&#039;Chi trasgrediva, veniva ucciso&#039;&#039;&#039;. Determinati omicidi e determinate cose venivano scelti solo dai capi del consorzio, che per riconoscersi... utilizzavano... &#039;&#039;&#039;avevano tutti lo stesso bracciale&#039;&#039;&#039;, che altro non era che un bracciale composto da fili di elefanti, che rappresentava Catania, coso... un lingotto d&#039;oro tatuato della &#039;ndrangheta, e adesso non mi ricordo bene, però il capo del consorzio non aveva il bracciale, aveva il girocollo, che era fatto allo stesso modo, che ce l&#039;aveva Antonio Papalia, che in un momento storico, che non c&#039;era, glielo aveva lasciato pure a Giuseppe De Stefano. E io gli ho detto: “&#039;&#039;Questo coso restituirglielo&#039;&#039;”. Cioè, era un rito, come dire, se li mettevano sul tavolo, c&#039;era qualcuno delegato del consorzio, poteva parlare solo se aveva questo bracciale o il girocollo»&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 4872.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;/blockquote&amp;gt;Al vertice di tale organismo, anche Fiume, come Annacondia, poneva [[Antonio Papalia]], il quale “&#039;&#039;col triumvirato della Jonica, era stato messo a Milano, e sulla Lombardia era lui che controllava tutto, però erano in buoni rapporti con tutte le altre organizzazioni, lui era il punto di riferimento&#039;&#039;”, mentre [[Franco Coco Trovato]] (consuocero di [[Carmine De Stefano]]) era un gradino sotto nel senso che l’ultima parola spettava a Papalia, chiarendo che insieme erano il vertice della componente ‘ndranghetistica che era prevalente nel Consorzio di cui facevano parte, tra gli altri: Jimmy Miano e Turi Cappello (i quali erano “&#039;&#039;dentro proprio come se fossero calabresi, anche se siciliani&#039;&#039;”), Pepè Flachi, il pugliese Annacondia, gli Arena di isola Capo Rizzuto, i Ficarelli (specificando Vincenzo Ficara), Mico (Domenico) Tegano che però non presenziava su Milano, i Latella con Giovanni Puntorieri, Mico Paviglianiti che aveva un ruolo importante, Schettini, Pace Salvatore (un riservato di Antonio Papalia), Vittorio Foschini, e Luigi Mancuso (“c’era dentro”).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fiume raccontò delle fibrillazioni all’interno di Cosa nostra catanese nei primi anni ’90 per cui i Santapaola volevano uccidere Jimmy Miano, ma che alla fine [[Nitto Santapaola]] aveva mandato a dire a [[Salvatore Riina|Totò Riina]] “Ditegli a zio Totò che se vuole io gli lascio la tavola apparecchiata”, perché aveva capito che lo volevano scalzare da Catania e mettere Mazzei, precisando che la sua fonte di conoscenza era Carmine De Stefano, che insieme al fratello Giuseppe aveva dal Consorzio un fisso di venti milioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Molte riunioni del Consorzio avvenivano a Monza dove c’era una specie di albergo, a Limbiate che era di proprietà di un amico di Antonio Papalia, altre avvenivano presso un autolavaggio che era di un parente di Pepè Flachi e altre ancora a Olginate a casa dell’amante di Totò Schettini.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In seno al Consorzio si decidevano omicidi, tra cui quello del figlio del boss [[Raffaele Cutolo]] (come confermato dal collaboratore Pace autore di quell&#039;omicidio) e della guardia carceraria [[Umberto Mormile]], che era stato commesso da Totò Schettini per decisione del “consorzio”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fiume, riferendosi all’omicidio Mormile, riferì anche della rabbia di Coco Trovato perché era stata lasciata l’arma sul posto, dichiarando che i servizi segreti erano certamente i mandanti dell&#039;omicidio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Insomma, già a partire dagli anni ’80 in Lombardia erano stati avviati tra le varie organizzazioni criminali intensi rapporti di collaborazione che avevano portato alla commissione di traffici illeciti di varia natura soprattutto in materia di droga.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==La decisione del Giudice per le indagini preliminari==&lt;br /&gt;
Nonostante l&#039;imponente quadro probatorio, il Giudice per le Indagini Preliminari Tommaso Perna il [[25 ottobre]] [[2023]] rigettò ben 143 richieste di misure cautelari su 154, disponendo l&#039;arresto solo di 11 persone e negando l&#039;esistenza di un&#039;associazione mafiosa, accusa ridotta solo a tre imputati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Addirittura rispetto alle dichiarazioni di Annacondia e Fiume allegate dalla procura il GIP scrisse: “&#039;&#039;Nulla aggiungono al quadro sinora delineato le due integrazioni depositate dalla Procura della Repubblica peraltro scarsamente argomentate&#039;&#039;”. Inoltre, nella parte finale dell’indagine, la Procura intercetta la volontà di Filippo Crea di infiltrarsi, attraverso una nuova società, negli appalti pubblici per la ricostruzione del dopo alluvione in Emilia Romagna. Viene così chiesta una proroga di intercettazioni, negata però dal giudice, il quale fin dall’inizio della sua ordinanza dichiarò di non condividere “&#039;&#039;a monte ogni aspetto riguardante la supposta esistenza di un accordo stabile e duraturo tra le diverse componenti calabrese, siciliana e romana, ai quali l’odierno decidente ritiene di non poter aderire&#039;&#039;”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;inchiesta sarebbe dovuta partire ben prima dell’estate e con un fermo diretto della Procura, al quale il pubblico ministero era arrivato dopo mesi di estenuanti colloqui con ben sei procure (Reggio Calabria, Catanzaro, Palermo, Caltanissetta, Napoli, Roma), oltre alla Direzione nazionale antimafia. Il tutto per spiegare e alla fine ottenere il via libera al &#039;&#039;&#039;radicamento della competenza presso la Procura di Milano&#039;&#039;&#039;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ottenuto questo e stampate decine di copie del fermo con una spesa di circa 10mila euro, il fermo stesso è stato bloccato dai vertici della Procura, ma mai revocato dal pubblico ministero. Alla base di tutto questo iter non risulterebbero comunicazioni scritte. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopodiché ad aprile 2023 si optò per una classica ordinanza con richieste di arresto. L’ordinanza venne depositata il 26 settembre e, visto il contenuto, in dieci giorni la Procura produsse un corposo ricorso al Tribunale del Riesame. Tra le varie cose, venne segnalato come il Giudice per le Indagini Preliminari avesse fatto &amp;quot;copia-incolla&amp;quot; di buona parte di un testo dell’avvocato napoletano Salvatore Del Giudice, riportato sul suo sito alla data del 12 settembre 2022 e intitolato “&#039;&#039;Il reato di associazione mafiosa ex art. 416 bis c.p. – I criteri legali di accertamento&#039;&#039;”&amp;lt;ref&amp;gt;Davide Milosa, &#039;&#039;“Non è mafia”: contro la Procura il gip copia il testo di un avvocato&#039;&#039;, il Fatto Quotidiano, 26 ottobre 2023.&amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===La decisione del Tribunale del Riesame===&lt;br /&gt;
Il [[14 ottobre]] [[2024]] il Tribunale del Riesame ribaltò completamente la decisione del GIP, confermando l’attualità e la bontà del capo 1 dell’ordinanza, che individuava in elementi apicali di Cosa nostra, ‘ndrangheta e camorra romana i membri di un consorzio mafioso o sistema mafioso lombardo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un&#039;entità che non andava definita come: “&#039;&#039;una super-mafia come evocato dal gip o una confederazione in senso stretto tra associazioni mafiose&#039;&#039;”, scriveva il Riesame, che poi spiegò “&#039;&#039;come la diversità di provenienza sulla essenza della mafiosità&#039;&#039;” anzi “&#039;&#039;accomuna e non divide&#039;&#039;” i membri dell&#039;associazione. In uno dei provvedimenti notificati, il Riesame aggiungeva: “&#039;&#039;Il sodalizio come ricostruito presenta una &#039;&#039;&#039;mafiosità immanente&#039;&#039;&#039; che è il diretto portato della mafiosità dei suoi componenti più rappresentativi e in quanto tali in grado di concretamente condizionare lo svolgersi della vita dell’associazione&#039;&#039;”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il ricorso dei legali degli imputati contro la decisione del Riesame venne bocciato dalla Cassazione il [[25 gennaio]] [[2025]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Processo==&lt;br /&gt;
La Procura di Milano, dopo aver incassato le sentenze favorevoli di Riesame e Cassazione, depositò a fine febbraio 2025 l’avviso di chiusura indagini per 146 indagati. Di questi, 48 vennero accusati di associazione mafiosa. Il procuratore di Milano Marcello Viola firmò la richiesta di rinvio a giudizio il 4 aprile 2025.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Rito abbreviato===&lt;br /&gt;
L&#039;udienza preliminare si tenne nell&#039;Aula Bunker di Opera, davanti al giudice Emanuele Mancini. Dei 146 imputati, 77 scelsero il rito abbreviato e 59 il rito ordinario, mentre i restanti chiesero di patteggiare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si costituirono parte civile:&lt;br /&gt;
* Regione Lombardia&lt;br /&gt;
* Città Metropolitana di Milano&lt;br /&gt;
* Comune di Milano&lt;br /&gt;
* Comune di Varese&lt;br /&gt;
* Comune di Legnano&lt;br /&gt;
* Libera contro le mafie&lt;br /&gt;
* WikiMafia&lt;br /&gt;
Nel corso dell’udienza scelsero di diventare collaboratori di giustizia &#039;&#039;&#039;Saverio Pintaudi&#039;&#039;&#039;, esponente della &#039;ndrina Iamonte affiliato alla [[Locale di Desio]] (collegata alla Locale di Melito Porto Salvo)&#039;&#039;&#039;, William Alfonso Cerbo&#039;&#039;&#039;, collettore economico a Milano del clan catanese Mazzei, e &#039;&#039;&#039;Francesco Bellusci&#039;&#039;&#039;, affiliato alla [[Locale di Legnano-Lonate Pozzolo|locale di Legano-Lonate Pozzolo]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel corso dell&#039;udienza preliminare vi fu la notizia di &#039;&#039;&#039;minacce di morte&#039;&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;&#039;&#039;“Mafia a tre teste” in Lombardia, minacce di morte al procuratore di Milano e alla pm che ha indagato: allerta massima, sicurezza rafforzata&#039;&#039;, ilFattoQuotidiano.it, 26 gennaio 2025[https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/01/26/minacce-di-morte-procuratore-milano-viola-pm-cerreti-sicurezza-rafforzata-inchiesta-hydra/7852238/ .]&amp;lt;/ref&amp;gt; all&#039;indirizzo del Procuratore &#039;&#039;&#039;Marcello Viola&#039;&#039;&#039; e della sostituta &#039;&#039;&#039;Alessandra Cerreti&#039;&#039;&#039;, in risposta alla quale i due vennero invitati prima in Consiglio Comunale a Milano (11 febbraio 2025), poi al consiglio metropolitano (21 marzo 2025)&amp;lt;ref&amp;gt;Consiglio metropolitano straordinario sul fenomeno delle infiltrazioni mafiose, [https://www.cittametropolitana.mi.it/mivedo/video/Consiglio-metropolitano-straordinario-sul-fenomeno-delle-infiltrazioni-mafiose-Cerreti/ Città Metropolitana di Milano].&amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nella sua requisitoria, la dott.ssa Alessandra Cerreti affermò: &amp;lt;blockquote&amp;gt;«attenzione, &#039;&#039;&#039;non è una super mafia&#039;&#039;&#039;, nessuno l&#039;ha mai sostenuto, qua siamo lontani anni luce dal parlare di una mafia nuova, quasi che l&#039;associazione mafiosa contestata avesse &#039;&#039;&#039;la pretesa di raggruppare in sé le tre mafie storiche italiane.&#039;&#039;&#039; [...] Non è mafia nuova né mafia delocalizzata, ma mafiosità immanente: si tratta di un&#039;associazione mafiosa alla quale aderiscono &#039;&#039;&#039;rappresentanti delle tre mafie sul territorio lombardo&#039;&#039;&#039;, e solo sul territorio lombardo, che hanno deciso di mettersi insieme per fare business, semplicemente questo, autorizzate dalle case madri a spendere il brand criminale di Cosa nostra, della Camorra o della &#039;ndrangheta. Ognuno poi esplica la sua capacità mafiosa sulla base dell&#039;appartenenza, ma “&#039;&#039;l’unione fa la pericolosità&#039;&#039;”, come anni fa mi disse un pentito calabrese.&amp;lt;/blockquote&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====Condanne====&lt;br /&gt;
Il [[12 gennaio]] [[2026]] vennero condannate complessivamente &#039;&#039;&#039;62 persone&#039;&#039;&#039;, con pene fino a 16 anni, mentre 9 imputati patteggiarono; &#039;&#039;&#039;29 vennero prosciolti&#039;&#039;&#039; tra abbreviato e udienza preliminare, mentre &#039;&#039;&#039;45 vennero rinviati a giudizio&#039;&#039;&#039; nel processo per rito ordinario. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le condanne più elevate, già al netto della riduzione di un terzo per la scelta del rito abbreviato, e comunque generalmente più basse delle richieste dell’accusa, furono 16 anni a Massimo Rosi, 14 a Filippo Crea, 12 a Giuseppe Fidanzati (contro i 20 anni richiesti dai pm), 14 a Bernardo Pace e 12 ai figli, 13 anni e 4 mesi a Giovanni Abilone. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gli imputati che nel corso del processo scelsero di collaborare giustizia – &#039;&#039;&#039;William Alfonso Cerbo, Francesco Bellusci e Saverio Pintaudi&#039;&#039;&#039; – si videro riconoscere la speciale attenuante. &lt;br /&gt;
{| class=&amp;quot;wikitable&amp;quot;&lt;br /&gt;
|+Condanne Rito abbreviato Hydra - 1° grado&amp;lt;ref&amp;gt;Emanuele Mancini (2026). &#039;&#039;Dispositivo di sentenza - Procedimento n. 17694/25 R.G. GIP / N. 5799/23 R.G.N.R.&#039;&#039;, Tribunale di Milano - Sezione GIP-GUP, 12 gennaio. &amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
!Imputato&lt;br /&gt;
!Esito&lt;br /&gt;
!Pena&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Abilone Giovanni&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;13 anni e 4 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Albanese Vincenza&lt;br /&gt;
|Condannata&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;11 anni e 4 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Aquilano Simone&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;2 anni e 4 mesi di reclusione + 8.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali &lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Bellusci Francesco&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;4 anni e 6 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Blanco &lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;6 anni e 2 mesi di reclusione + 6.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Bonanno Samuele&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;12 anni di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Bramonti Alessandro&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;10 anni e 6 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Brancaccio Domenico&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;10 anni e 6 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Caldarelli Antonio&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;1 anno e 4 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Callipari Pasquale&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;2 anni e 4 mesi di reclusione + 6.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Cerbo William Alfonso&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;5 anni di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Cirillo Giovanni&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;10 anni e 10 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Ciulla Alessio&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;2 anni e 6 mesi di reclusione + 10.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Colombo Emanuela&lt;br /&gt;
|Condannata&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;1 anno e 4 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Coluccio Salvatore&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;2 anni e 8 mesi di reclusione + 6.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Crea Filippo&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;14 anni e 8 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Cristello Giacomo&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;11 anni e 2 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|D&#039;Alia Aurelio&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;3 anni di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Deodato Vincenzo&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;6 anni e 2 mesi di reclusione + 6.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Destefano Michele&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;4 anni di reclusione + 16.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Dimiccoli Antonio&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;6 anni e 2 mesi di reclusione + 6.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Fidanzati Giuseppe&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;14 anni di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Fidanzati Stefano&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;2 anni e 8 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Fiore Giuseppe&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;7 anni e 1 mese di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Fontana Gianfranco&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;5 anni e 4 mesi di reclusione + 20.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Galioto Antonino&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;11 anni e 2 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Gatto Giovanni&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;3 anni e 1 mese di reclusione + 4.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Grasso Antonio&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;13 anni e 8 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Grasso Paolo&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;7 anni di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Jelmini Giada&lt;br /&gt;
|Condannata&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;3 anni e 2 mesi di reclusione + 4.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|La Cara Alessandro&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;5 anni di reclusione + 10.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Mazzotta Pietro&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;13 anni di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Menghetti Maurizio&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;3 anni e 6 mesi di reclusione + 8.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Milano Luca&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;2 anni e 4 mesi di reclusione + 6.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Molluso Alessandro Illuminato&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;4 anni e 4 mesi di reclusione + 10.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Molluso Francesco&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;4 anni di reclusione + 8.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Monti Alessandro&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;4 anni e 8 mesi di reclusione + 10.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Morana Maria Assunta&lt;br /&gt;
|Condannata&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;1 anno e 4 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Mroshaj Ejll&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;2 anni e 4 mesi di reclusione + 6.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Oliveri Carmelo&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;4 anni e 9 mesi di reclusione + 10.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Pace Bernardo&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;14 anni e 4 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Pace Domenico&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;11 anni e 4 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Pace Michele&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;12 anni di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Panaiia Iginio&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;3 anni e 6 mesi di reclusione + 8.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Papalia Daniele&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;4 anni di reclusione + 10.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Perversi Riccardo Francesco&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;3 anni di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Pintaudi Saverio&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;3 anni e 6 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Pizzata Giuseppe&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;14 anni e 4 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Polise Orsolo&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;1 anno e 4 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Postù Maria Domenica&lt;br /&gt;
|Condannata&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;10 anni e 8 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Romeo Antonio&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;2 anni e 8 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Rosi Massimo&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;16 anni di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Russo Andrea Michele&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;4 anni e 8 mesi di reclusione + 10.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Sangalli Daniela&lt;br /&gt;
|Condannata&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;10 anni e 8 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Sanseverino Sergio&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;13 anni di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Sergi Saverio&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;2 anni e 4 mesi di reclusione + 6.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Sorge Giuseppe&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;13 anni di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Spatola Giuseppe&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;1 anno e 4 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Toscano Pasquale Filomeno&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;11 anni e 2 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Veizaj Klement&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;3 anni e 2 mesi di reclusione + 4.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Ventura Mario&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;4 anni e 1 mese di reclusione + 6.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Zavattieri Giuseppe&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;4 anni e 1 mese di reclusione + 10.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|}&lt;br /&gt;
Per le parti civili fu stabilito il risarcimento del danno da liquidarsi in separato giudizio civile, nonché il pagamento, in solido, di una provvisionale pari ad €. 10.000,00 a titolo di risarcimento del danno morale; infine, alla rifusione delle spese di costituzione e giudizio, che liquidò in euro 6.000,00 a titolo dì compenso professionale, oltre alle spese vive e al 15% a titolo di spese generali forfettarie, iva e cpa come per legge.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Assoluzioni ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* ABDEL LATIF MOHAMED EMAM TAHA dal reato a lui ascritto (capo 76) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* ALBANESE VINCENZA dai reati di cui ai capi 68 e 77 perché il fatto non sussiste;&lt;br /&gt;
* ANDERLINI GIULIANO dal reato a lui ascritto (capo 63) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* ANTONAZZO PASQUALE dal reato a lui ascritto (capo 68) perché il fatto non sussiste;&lt;br /&gt;
* AQUILANTI MANUELA dal reato a lei ascritto (capo 75) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* BARRA SALVATORE dal reato a lui ascritto (capo 35) per non avere commesso il fatto;&lt;br /&gt;
* BASSETTO ANTONIO dal reato a lui ascritto (capo 79) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* CANNIZZARO CLAUDIO dal reato a lui ascritto (capo 59) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* CASSAGO MARCO dal reato a lui ascritto (capo 65) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* CONGIU LUCA dal reato a lui ascritto (capo 61) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* COTTONE FRANCESCO dal reato a lui ascritto (capo 66) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* CREA FILIPPO dal reato di cui al capo 81 perché il fatto non sussiste;&lt;br /&gt;
* DI MICCOLI ANTONIO dal reato di cui al capo 14 per non avere commesso il fatto;&lt;br /&gt;
* FIDANZATI STEFANO dal reato di cui al capo 1 per non avere commesso il fatto;&lt;br /&gt;
* GAYLI YRINA dai reati a lei ascritti (capi 19, 20 e 21) per non avere commesso il fatto;&lt;br /&gt;
* GENNARO MARIA RITA dal reato a lei ascritto {capo 72) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* GUARNACCIA ANTONINO dai reati a lui ascritti (capi 80.1, 80.2 e 80.3) per non avere commesso il fatto;&lt;br /&gt;
* LI CALZI MAURIZIO dal reato a lui ascritto {capo 72) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* MARINO MARIA dal reato a lei ascritto (capo 72) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* OHANNASSIAN GIRRABET GABRIELE dal reato a lui ascritto (capo 75) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* PERVERSI CLAUDIO dal reato a lui ascritto (capo 86) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* PINTAUDI SAVERIO dal reato di cui al capo 80. l per non aver commesso il fatto;&lt;br /&gt;
* POSTÙ MARIA DOMENICA dai reati di cui ai capi 80.1, 80.2 e 80.3 per non aver commesso il fatto;&lt;br /&gt;
* ROMEO ANTONIO dal reato di cui al capo I per non avere commesso il fatto;&lt;br /&gt;
* SILVESTRO TINDARO dal reato a lui ascritto (capo 63) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* SORCE GIUSEPPE dal reato di cui al capo 77 perché il fatto non sussiste.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Rito ordinario===&lt;br /&gt;
Il rito ordinario iniziò il [[19 marzo]] 2026, presso l’Aula Bunker di San Vittore a Milano. A presiedere il processo la Presidente dell&#039;8° sezione penale del Tribunale di Milano, Maria Luisa Balzarotti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Note==&lt;br /&gt;
&amp;lt;references&amp;gt;&amp;lt;/references&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Bibliografia==&lt;br /&gt;
* Archivio storico de Il Fatto Quotidiano.&lt;br /&gt;
* Cerreti, Alessandra (2023). &amp;quot;&#039;&#039;Richiesta di applicazione di misura cautelare personale e reale - Procedimento N. 5799/23 (stralcio dal 14467/17) R.G. notizie di reato DDA&#039;&#039;&amp;quot;, Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano - Direzione Distrettuale Antimafia, 31 marzo.&lt;br /&gt;
* Mancini, Emanuele (2026). &#039;&#039;Dispositivo di sentenza - Procedimento n. 17694/25 R.G. GIP / N. 5799/23 R.G.N.R.&#039;&#039;, Tribunale di Milano - Sezione GIP-GUP, 12 gennaio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Categoria:Inchieste antimafia]] [[Categoria:Inchieste in Lombardia]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Leadermassimo</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://www.wikimafia.it/w/index.php?title=Processo_Hydra&amp;diff=10931</id>
		<title>Processo Hydra</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://www.wikimafia.it/w/index.php?title=Processo_Hydra&amp;diff=10931"/>
		<updated>2026-07-02T23:19:06Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Leadermassimo: /* a) I palermitani */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{Espandere}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il &#039;&#039;&#039;processo Hydra&#039;&#039;&#039; è un procedimento penale nato da un&#039;inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Milano, coordinata dal Procuratore della Repubblica &#039;&#039;&#039;Marcello Viola&#039;&#039;&#039;, dalla Procuratrice aggiunta &#039;&#039;&#039;Alessandra Dolci&#039;&#039;&#039; e dalla sostituta procuratrice &#039;&#039;&#039;Alessandra Cerreti&#039;&#039;&#039;, che ha svelato l&#039;esistenza di un&#039;alleanza tra le tre mafie storiche, [[Cosa nostra]], [[camorra]] e [[&#039;ndrangheta]], in Lombardia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questa alleanza, rispetto ad altre collaborazioni più o meno estemporanee e più o meno durature tra organizzazioni criminali diverse registrate in inchieste giudiziarie precedenti, avrebbe il carattere di un &#039;&#039;&#039;accordo stabile e duraturo&#039;&#039;&#039;; secondo i pubblici ministeri, si tratterebbe infatti di:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;blockquote&amp;gt;«un sistema di &#039;&#039;&#039;cointeressenze ed anime multistrutturate&#039;&#039;&#039; composto da gruppi tra loro disomogenei, ma associati attraverso l’apporto comune di capitali, la predisposizione di mezzi, la messa a disposizione di risorse umane, la costituzione di società, tutti elementi funzionalmente aggregati dal fine comune, ossia quello di trarre profitto attraverso molteplici attività (apparentemente lecite ed illecite) che costituiscono la fonte delle entrate delle organizzazioni criminali mafiose di riferimento ed il collante tra le stesse»&amp;lt;ref&amp;gt;Alessandra Cerreti (2023). &amp;quot;Richiesta di applicazione di misura cautelare personale e reale - Procedimento N. 5799/23 (stralcio dal 14467/17) R.G. notizie di reato DDA, Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano - Direzione Distrettuale Antimafia, 31 marzo, p. 205.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;/blockquote&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Attraverso l&#039;espressione &amp;quot;&#039;&#039;&#039;sistema mafioso lombardo&#039;&#039;&#039;&amp;quot;, gli inquirenti hanno definito questo sistema di tipo confederativo nel quale le mafie storiche proietterebbero interessi economici e criminali estremamente qualificati. Si tratterebbe quindi di una &#039;&#039;&#039;nuova associazione criminale&#039;&#039;&#039; rientrante nella fattispecie descritta dall’[[Legge Rognoni - La Torre|articolo 416 bis]] c.p., di cui farebbero parte componenti di Cosa Nostra siciliana, ‘ndrangheta calabrese e camorra napoletana, le quali, in perfetta sinergia e comunità d’intenti, nonché dotate di struttura ed organizzazione comune e stabile, perseguirebbero l’interesse comune di &#039;&#039;&#039;massimizzazione di profitti&#039;&#039;&#039; derivanti da investimenti in settori dell’economia legale di denaro proveniente da varie tipologie di reati. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Antefatti==&lt;br /&gt;
L&#039;avvio delle indagini, condotte dal Nucleo investigativo dei Carabinieri di via Moscova a Milano diretto dal colonnello &#039;&#039;&#039;Antonio Coppola&#039;&#039;&#039;, è coinciso col monitoraggio della locale di &#039;ndrangheta di [[Locale di Legnano-Lonate Pozzolo|Legnano - Lonate Pozzolo]], e in particolare del suo uomo in quel momento più rappresentativo, &#039;&#039;&#039;Massimo Rosi&#039;&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;Ibidem.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le attività di indagine consentirono non solo di riscontrare le dichiarazioni del collaboratore di giustizia &#039;&#039;&#039;Emanuele De Castro&#039;&#039;&#039;, ma anche di accertare come Rosi fosse: &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*costantemente teso alla ricostituzione, anche attraverso la rituale affiliazione di nuovi sodali, della locale di ‘ndrangheta di Legnano e Lonate Pozzolo, ormai falcidiata dalle ultime operazioni;&lt;br /&gt;
*impegnato in attività legate all’importazione ed alla spartizione di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti;&lt;br /&gt;
*strettamente legato a Gioacchino Amico, Raimondo Orlando, Saverio Sergi, Samuele Bonanno, Pasquale Callipari, Roberto Toscano, nonché agli storici esponenti della locale stessa: Vincenzo Rispoli (tramite c.d. «&#039;&#039;‘mbasciate&#039;&#039;» veicolate da e per il carcere dove si trova in regime di [[Articolo 41 bis|41bis]]), Pasquale Rienzi, Raffaele Barletta, Giacomo Cristello e altri;&lt;br /&gt;
*di fatto assunto alla Servizi Integrati SRL, società costituita per gli interessi economici del gruppo criminale, presso i cui uffici passa gran parte del tempo a stretto contatto con Amico e Orlando.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Parallelamente, a seguito delle dichiarazioni di De Castro, veniva identificato e monitorato &#039;&#039;&#039;Gaetano Cantarella&#039;&#039;&#039;, detto &#039;&#039;Tanu U Curtu&#039;&#039;, intercettato per la prima volta il [[25 gennaio]] [[2020]], le cui attività di indagine permisero di confermare i rapporti con esponenti della famiglia mafiosa “&#039;&#039;Mazzei / Carcagnusi&#039;&#039;” ed individuare i principali soggetti a lui collegati, identificati in &#039;&#039;&#039;Gioacchino Amico&#039;&#039;&#039;, &#039;&#039;&#039;Giuseppe Castiglia&#039;&#039;&#039; detto &amp;quot;Pippo&amp;quot; e &#039;&#039;&#039;Giancarlo Vestiti&#039;&#039;&#039;. Proprio Amico, poi divenuto collaboratore di giustizia, sarebbe diventato il collegamento e il collante tra i vari filoni investigativi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il [[3 febbraio]] [[2020]], Cantarella sparì senza lasciare traccia, dopo aver incontrato a Canicattì Gioacchino Amico e Raimondo Orlando. Le successive intercettazioni telefoniche e ambientali, tra il 4 e il 6 febbraio successivi, permisero di acquisire elementi circa il coinvolgimento dei due nella scomparsa di Cantarella, anche se il movente esatto è ancora oggetto di indagine, dopo le dichiarazioni dei vari collaboratori di giustizia (non solo lo stesso Amico, ma anche &#039;&#039;&#039;Bernardo Pace&#039;&#039;&#039;, trovato morto nella sua cella dopo aver reso dichiarazioni agli inquirenti).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Le varie componenti dell&#039;associazione===&lt;br /&gt;
Le indagini permettevano di individuare, quindi, stabili collegamenti tra esponenti delle tre organizzazioni mafiose storiche, finalizzati in particolare al riciclaggio di denaro e al narcotraffico. In particolare, emergeva che il sodalizio tra Giancarlo Vestiti e Gioacchino Amico era in stretto contatto e condivideva sostanziali interessi economici con:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*il &#039;&#039;&#039;clan Moccia&#039;&#039;&#039; di Afragola, in particolare con Luigi e Bruno Moccia, fratelli del “capo” clan Angelo;&lt;br /&gt;
*la &#039;&#039;&#039;famiglia Senese&#039;&#039;&#039; di Roma, in particolare con Michele e Vincenzo Senese, rispettivamente figlio e fratello del boss Michele;&lt;br /&gt;
*la &#039;&#039;&#039;locale di ‘ndrangheta di Legnano-Lonate Pozzolo&#039;&#039;&#039;, guidata da Massimo Rosi e Giacomo Cristello;&lt;br /&gt;
*vari esponenti di famiglie mafiose siciliane come &#039;&#039;&#039;Fidanzati&#039;&#039;&#039;, &#039;&#039;&#039;Mannino&#039;&#039;&#039;, &#039;&#039;&#039;Messina&#039;&#039;&#039; e altre;&lt;br /&gt;
*&#039;&#039;&#039;William Alfonso Cerbo&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;Gaetano Cantarella&#039;&#039;&#039; (fino alla sua scomparsa), affiliati alla famiglia mafiosa catanese dei “Mazzei / Carcagnusi”;&lt;br /&gt;
*&#039;&#039;&#039;Santo Crea&#039;&#039;&#039;, affiliato alla ’ndrina Iamonte, e suo figlio &#039;&#039;&#039;Filippo&#039;&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, pp. 207-208.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, le componenti del Consorzio erano così suddivise&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 244 e ss.&amp;lt;/ref&amp;gt;:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== La componente calabrese ====&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;a) Locale di ‘ndrangheta di Legnano-Lonate Pozzolo&#039;&#039;&#039; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* ROSI Massimo &lt;br /&gt;
* CRISTELLO Giacomo &lt;br /&gt;
* BELLUSCI Francesco &lt;br /&gt;
* BARLETTA Raffaele &lt;br /&gt;
* RISPOLI Alfonso &lt;br /&gt;
* RIENZI Pasquale &lt;br /&gt;
* LEROSE Armando &lt;br /&gt;
* RISPOLI Vincenzo &lt;br /&gt;
* TOSCANO Pasquale Filomeno &lt;br /&gt;
* FRUSTILLO Luca &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;b) &#039;ndrina Iamonte&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* CREA Santo &lt;br /&gt;
* CREA Filippo &lt;br /&gt;
* TRIPODI Demetrio &lt;br /&gt;
* SURACI Lorenzo &lt;br /&gt;
* POSTÙ Maria Domenica &lt;br /&gt;
* PINTAUDI Saverio &lt;br /&gt;
* SCOTTI Claudio &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;c) &#039;ndrina &#039;&#039;Romeo &amp;quot;Staccu&amp;quot;&#039;&#039;&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* ROMEO Antonio &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== La componente siciliana ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== a) I palermitani ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* FIDANZATI Giuseppe &lt;br /&gt;
* FIDANZATI Stefano &lt;br /&gt;
* GALIOTO Antonino &lt;br /&gt;
* SEIDITA Serafino &lt;br /&gt;
* D’ALIA Aurelio &lt;br /&gt;
* MANNINO Pietro &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;b) I trapanesi/castelvetranesi&#039;&#039;&#039; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* PACE Bernardo detto “Dino” &lt;br /&gt;
* PACE Michele &lt;br /&gt;
* PACE Domenico &lt;br /&gt;
* ABILONE Rosario &lt;br /&gt;
* ABILONE Giovanni &lt;br /&gt;
* ERRANTE PARRINO Paolo Aurelio &lt;br /&gt;
* CISLAGHI Diego &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;c) I gelesi&#039;&#039;&#039; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* NICASTRO Dario &lt;br /&gt;
* NICASTRO Fabio &lt;br /&gt;
* BONVISSUTO Rosario &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;d) I catanesi del clan MAZZEI “&#039;&#039;carcagnusi”&#039;&#039;&#039;&#039;&#039; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* CANTARELLA Gaetano detto &#039;&#039;“Tanu u Curtu”&#039;&#039; (scomparso) &lt;br /&gt;
* CERBO William Alfonso detto “S&#039;&#039;carface”&#039;&#039; (successivamente legatosi al “gruppo SENESE” dopo la scomparsa di CANTARELLA)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== La componente romana ====&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;a) I “Senese”&#039;&#039;&#039; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* SENESE Vincenzo &lt;br /&gt;
* VESTITI Giancarlo &lt;br /&gt;
* BUCCAFUSCA Federica &lt;br /&gt;
* CASTIGLIA Giuseppe &lt;br /&gt;
* SORRENTINO Antonio &lt;br /&gt;
* GREGORINI Emanuele &lt;br /&gt;
* MAZZOTTA Pietro &lt;br /&gt;
* AMICO Gioacchino &lt;br /&gt;
* ORLANDO Raimondo &lt;br /&gt;
* SANGALLI Daniela &lt;br /&gt;
* VESTITI Eduardo Maria &lt;br /&gt;
* VESTITI Marika &lt;br /&gt;
* SANSEVERINO Sergio &lt;br /&gt;
* FIORE Giuseppe &lt;br /&gt;
* BRANCACCIO Domenico &lt;br /&gt;
* BRAMONTI Alessandro &lt;br /&gt;
* ALBANESE Vincenza &lt;br /&gt;
* BERDUCCI Francesco &lt;br /&gt;
* CIRILLO Giovanni &lt;br /&gt;
* SORCE Giuseppe &lt;br /&gt;
* ZINGHINÌ Giuseppe Antonio &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== I traffici illeciti dell&#039;associazione ===&lt;br /&gt;
Le attività di indagine permettevano di individuare non solo i &#039;&#039;&#039;traffici illeciti&#039;&#039;&#039; del gruppo criminale, ma anche la &#039;&#039;&#039;suddivisione dei ruoli&#039;&#039;&#039; all’interno dell’organizzazione. In particolare, emergeva come il gruppo operasse attraverso &#039;&#039;&#039;diversificati circuiti criminali&#039;&#039;&#039;, passando dalle &#039;&#039;&#039;false fatturazioni&#039;&#039;&#039; al &#039;&#039;&#039;riciclaggio&#039;&#039;&#039; (anche con reimpiego in svariate attività imprenditoriali), all’elusione fiscale nel settore dei carbolubrificanti, dall’importazione e traffico di stupefacenti, alle estorsioni e così via.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo gli inquirenti, proprio le eterogenee attività del gruppo e i rapporti con più organizzazioni criminali consentirebbero di affermare che, al di là dell’ambito mafioso monitorato, si sarebbe in presenza di &#039;&#039;&#039;un livello criminale più elevato&#039;&#039;&#039; che catalizza le risorse finanziare di eterogenei sistemi mafiosi (camorra, ‘ndrangheta, cosa nostra), funzionalizzando investimenti di ingentissimi capitali - in parte derivanti dalle consuete attività illegali (stupefacenti, estorsioni ecc.) - &#039;&#039;&#039;impiegati in attività imprenditoriali apparentemente lecite&#039;&#039;&#039; e gestite da organizzazione criminali, il tutto attraverso uno stabile vincolo associativo costituito proprio dal fine comune.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===I passaggi cruciali dell&#039;inchiesta===&lt;br /&gt;
Nel corso dell’indagine sono stati cristallizzati alcuni eventi che, per importanza e per gli effetti prodotti, hanno condizionato le scelte investigative e consentito di acquisire un quadro di insieme che consente di affermare gli assunti innovativi sopra espressi&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 208 e ss.&amp;lt;/ref&amp;gt;:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*l’omicidio di Gaetano Cantarella;&lt;br /&gt;
*l’arresto di Giancarlo Vestiti e l’assunzione di ruolo di catalizzatore delle diversificate componenti assunto da Gioacchino Amico;&lt;br /&gt;
*la disputa economica che ha contrapposto la famiglia Pace ad Amico, legato alla famiglia Senese, che ha richiesto la mediazione di Giuseppe Fidanzati e Antonino Galioto, detto &amp;quot;Zio Nino&amp;quot;, di Paolo Aurelio Errante Parrino, detto &amp;quot;Zio Paolo&amp;quot; e Antonio Messina, detto &amp;quot;l&#039;Avvocato&amp;quot; (rispettivamente cugino e uomo di fiducia di [[Matteo Messina Denaro]]), di Emanuele Gregorini e Giuseppe Castiglia detto &amp;quot;Pippo&amp;quot; (famiglia Senese), di Demetrio Tripodi (Locale di Desio), di Filippo Crea (&#039;ndrina Iamonte), Giacomo Cristello (Locale di Legnano-Lonate Pozzolo) e dei fratelli Dario e Fabio Nicastro (espressione della cosca gelese “Rinzivillo” operativa in Lombardia);&lt;br /&gt;
*l’avvio di attività edili collegate al “&#039;&#039;superbonus 110%&#039;&#039;” che faranno registrare diversi summit tenuti anche in Sicilia tra gli indagati e soggetti di elevata caratura criminale ivi sedenti tra i quali Stefano Fidanzati (fratello di Giuseppe “Ninni”), Antonio Messina, Serafino Seidita, e che paleseranno gli interessi comuni e le cointeressanze tra le diverse compagini;&lt;br /&gt;
*la ricostituzione della locale di ‘ndrangheta di Legnano-Lonate Pozzolo portata avanti da Rosi e Cristello, anche attraverso la rituale affiliazione di nuovi sodali e il coinvolgimento di storici affiliati, nonché delle locali calabresi di Guardavalle e Cirò Marina;&lt;br /&gt;
*l’apporto economico alle rispettive organizzazioni in una “cassa comune” alimentato dalle consuete attività criminali nel settore degli stupefacenti e nelle estorsioni, nonché da una serie di reati nei settori finanziario/economico;&lt;br /&gt;
*l’infiltrazione nel tessuto economico/sociale e politico/istituzionale del sodalizio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===La struttura dell&#039;organizzazione===&lt;br /&gt;
Le indagini hanno disvelato l’esistenza di &#039;&#039;&#039;una struttura ad organizzazione orizzontale&#039;&#039;&#039;, all’interno della quale non esisterebbe un vertice, ma &#039;&#039;&#039;più gruppi che si muovono parallelamente&#039;&#039;&#039; e che, in virtù di un accordo preventivo, &#039;&#039;&#039;assumono determinazioni comuni funzionali allo sviluppo dell’associazione stessa&#039;&#039;&#039;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo contesto e in virtù di questo &#039;&#039;pactum sceleris&#039;&#039;, i dissidi tra le diverse componenti, in primis quello tra Amico e la famiglia Pace, trovano una soluzione funzionale e necessaria a mantenere in vita quell’accordo, soluzioni che hanno l’effetto di abbassare le rivendicazioni al fine di mantenere in vita quell’organismo che consente, a tutti, di trarre profitto. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
È proprio &#039;&#039;&#039;il profitto che lega il gruppo&#039;&#039;&#039;, che lo tiene in vita, che motiva i singoli e che li induce a ricercare, nell’ambito di quella stessa organizzazione, figure di riferimento (come Errante Parrino, Fidanzati e Messina) che, per carisma, storia criminale, ascendente mafioso, età, sono in grado di indurre posizioni conciliatorie. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Emblematica sotto questo punto di vista un&#039;intercettazione ambientale tra i rappresentanti delle varie componenti, intervenuta negli uffici di Dairago (MI) di una delle società di Gioacchino Amico, teatro di un tentativo di risoluzione della diatriba cui partecipano l’emissario dei Senese, Emanuele Gregorini detto “&#039;&#039;dollarino&#039;&#039;”, Domenico Pace, lo stesso Amico e Giuseppe Fidanzati, detto &amp;quot;Ninni&amp;quot;, durante la quale, tra l’altro, emerge chiaramente il ruolo di Errante Parrino a sostegno dei Pace.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una frase in particolare di Gregorini restituisce la fotografia di quanto sopra: &amp;lt;blockquote&amp;gt;«Quindi troviamo oggi una quadra per com&#039;è, io il motivo reale...me l&#039;ha spiegato GIO&#039;! Io so...so per le due campane, cosi uno sa sempre come parlare e poter poter (inc)... troviamo una quadra tanto GIO, non è in grado di poter... di poter affrontare na spesa, tocca trovare una quadra, per guadagnare tutti, non creare altri pensieri come ha fatto PIPPO e cercare di trovare una soluzione». &amp;lt;/blockquote&amp;gt;Sul fatto che si tratti di un’organizzazione che racchiude varie componenti, così gli risponde Amico: &amp;lt;blockquote&amp;gt;«Io devo guardare a lui, lui è il referente vostro... (incomprensibile)... abbiamo fatto centomila euro, una persona di fiducia, domani lo facciamo... scarichiamo il cinquanta, domani scarichiamo il trenta, il cinquanta per cento va a voi il cinquanta per cento va a noi, compreso Giancarlo. Questa è tutta la cosa, Giancarlo è con noialtri e voialtri vi prendete il cinquanta per cento con chi volete. Si era messo di mezzo lo Zio Paolo e noi per questioni di correttezza gli avevamo detto: “&#039;&#039;Zio Paolo! Se tu vuoi stare nel lato, con Domenico&#039;&#039;”, gli ho detto: “&#039;&#039;e con Dino. Se vi mettete con Domenico e con Dino. Ed è giusto che si chiude sta storia&#039;&#039;”»&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 211.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;/blockquote&amp;gt;Nel proseguo di quella stessa conversazione emerge, con altrettanta chiarezza, come l’organizzazione non sia un’idea astratta, priva di manifestazioni materiali, ma che essa si palesi dotandosi di &#039;&#039;&#039;una struttura autonoma&#039;&#039;&#039; che si estrinseca, tra l’altro, attraverso la predisposizione di mezzi idonei al conseguimento del fine illecito, nel caso di specie attraverso la costituzione di una società ad hoc: &amp;lt;blockquote&amp;gt;AMICO Gioacchino: La persona la metto io e l&#039;azienda, tu metti il capannone, lontano da qua... perché non si può scaricare nella stessa zona dove si mangia, che poi succede che... E allora se volete con il consenso di tutti, i primi che arrivano si chiudono la prima partita per l&#039;impegno dei cinquanta e dopo quando finisce la cosa si divide. La prima partita arriva neanche sessanta giorni ed arriva, tempo della lettera di credito, quarantacinque gioni. Questo è il tutto… Per me questo oggi è l&#039;unica quadra che oggi si può trovare. Perché? Perché ci sono carcerati, ci sono parole di mezzo, non ci sta al proprio posto, non c&#039;è mio zio che loro si sono accordati, capito? oggi... tu ci stavi mi sa a quell&#039;appuntamento”&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 212.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;/blockquote&amp;gt;Sull’eterogeneità delle compagini d’origine, della quale tutti sono ben consci e consapevoli, gli inquirenti riportarono anche una suggestiva intercettazione ambientale tra Amico e la futura moglie &#039;&#039;&#039;Federica Buccafusca&#039;&#039;&#039;, in relazione agli inviti per il pranzo di matrimonio che di lì a breve si sarebbe celebrato, inviti che seguono un cerimoniale ed un ordine ancorato al “rispetto” dovuto alle famiglie mafiose&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 212 e ss.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’ulteriore conferma della unitarietà del sistema mafioso lombardo e della stabilità del vincolo associativo che lo caratterizza, infine, si desume dalla circostanza che le tre componenti mafiose si siano fatte “autorizzare” – dalle rispettive “case madri - a parteciparvi, come emerge chiaramente in un&#039;intercettazione in cui Gioacchino Amico afferma:&amp;lt;blockquote&amp;gt;«Abbiamo costruito un impero e ci siamo fatti autorizzare tutto da Milano ...(incomprensibile)...passando dalla Calabria da Napoli ovunque... Napoli c&#039;ho avuto a che fare io ... omissis»&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 4874.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;/blockquote&amp;gt;Altra intercettazione emblematica è quella in cui Gregorini, l&#039;[[11 marzo]] [[2021]], afferma:&amp;lt;blockquote&amp;gt;«Qua è Milano! Non ci sta Sicilia, non ci sta Roma, non ci sta Napoli, le cose giuste qua si fanno!»&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 1012.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;/blockquote&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===I Summit===&lt;br /&gt;
Altra circostanza altamente significativa in ordine alla unitarietà dell’associazione mafiosa lombarda è rappresentata dai numerosi summit ai quali hanno partecipato componenti di ciascuna delle tre articolazioni mafiose, nel corso dei quali sono state concordate le principali modalità operative del sistema mafioso lombardo:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
# La riunione a Dairago del 20 marzo 2020;&lt;br /&gt;
# La riunione a Dairago del 15 settembre 2020;&lt;br /&gt;
# La riunione a Dairago del 16 settembre 2020;&lt;br /&gt;
# La riunione ad Abbiategrasso del 17 settembre 2020;&lt;br /&gt;
# La riunione ad Abbiategrasso del 23 settembre 2020;&lt;br /&gt;
# La riunione a Dairago del 28 settembre 2020;&lt;br /&gt;
# La riunione a Dairago del 3 ottobre 2020;&lt;br /&gt;
# La riunione a Dairago del 9 ottobre 2020;&lt;br /&gt;
# La riunione a Dairago del 5 novembre 2020;&lt;br /&gt;
# La riunione a Busto Garolfo del 17 gennaio 2021;&lt;br /&gt;
# La riunione ad Abbiategrasso del 21 gennaio 2021;&lt;br /&gt;
# La riunione a Dairago del 24 marzo 2021;&lt;br /&gt;
# La riunione a Cinisello Balsamo del 31 marzo 2021;&lt;br /&gt;
# La riunione ad Abbiategrasso del 1° aprile 2021;&lt;br /&gt;
# La riunione ad Abbiategrasso del 13 aprile 2021;&lt;br /&gt;
# La riunione a Dairago del 28 aprile 2021;&lt;br /&gt;
# Gli incontri del 13 maggio 2021 (Busto Garolfo - Inveruno - Dairago);&lt;br /&gt;
# La riunione a Dairago del 22 maggio 2021&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 4831 e ss.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
===I beni strumentali in comune al sistema mafioso lombardo===&lt;br /&gt;
Le indagini hanno permesso di documentare anche la predisposizione di una fitta rete di mezzi strumentali allo sviluppo dell’associazione, in particolare società costituite ed utilizzate per i fini associativi, che &#039;&#039;&#039;cristallizzano un’equa ripartizione tra le tre diverse componenti mafiose&#039;&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 4838 e ss.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gli immobili e gli uffici delle varie società erano a disposizione dell’intera associazione mafiosa, e spesso venivano usati per i summit sopra citati, come ad esempio la sede della &amp;quot;Servizi Integrati&amp;quot; di Gioacchino Amico&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 4841.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’imponente rete di società, il costante flusso di ingenti capitali illeciti, le incessanti operazioni finanziarie illecite, il drenaggio indebito di fondi pubblici, il reinvestimento in settori leciti e nevralgici dell’economia nazionale - anche attraverso una serie di soggetti compiacenti e/o complici estranei alla organizzazione mafiosa ma perfettamente consapevoli di apportare ad essa il proprio contributo personale e/o professionale - rendono il sistema mafioso lombardo, oltre che estremamente pericoloso per le numerosissime e tradizionali condotte criminose di cui ai vari capi di imputazione, &#039;&#039;&#039;indubbiamente capace di alterare la libera concorrenza ed incidere così sul libero mercato&#039;&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 4871.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===La cassa comune===&lt;br /&gt;
L’attività investigativa ha anche accertato l&#039;esistenza di un “&#039;&#039;&#039;fondo comune&#039;&#039;&#039;” destinato ai detenuti e in generale agli affiliati (e ai loro familiari) in difficoltà, bisognosi di assistenza legale e sostegno economico; fondo indistintamente alimentato dai componenti il sistema mafioso lombardo a prescindere dalle eterogene componenti originarie.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===L&#039;esistenza del &amp;quot;Consorzio&amp;quot; mafioso negli anni &#039;80===&lt;br /&gt;
L&#039;esistenza di un &amp;quot;consorzio&amp;quot; costituito da più componenti mafiose emergeva già nelle attività di indagine tra la fine degli anni &#039;80 e l&#039;inizio degli anni &#039;90.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A parlarne per primo fu, nell&#039;ambito del processo Wall Street, il collaboratore di giustizia [[Salvatore Annacondia]], il quale parlò esplicitamente di &amp;quot;un&#039;unione&amp;quot; tra le famiglie mafiose d&#039;Italia, radicate al Nord.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel processo «&#039;ndrangheta stragista» fu invece il collaboratore &#039;&#039;&#039;Antonino Fiume&#039;&#039;&#039; a precisare che le prime riunioni in cui si era affrontato l’argomento stragi erano avvenute in Lombardia dove si era costituito tra il [[1986]] e il [[1987]] una specie di «&#039;&#039;&#039;Consorzio&#039;&#039;&#039;», ossia un organismo riservato che esercitava “&#039;&#039;un potere, era il potere assoluto che dominava su tutti, perché all&#039;interno c&#039;era ‘‘Ndrangheta, cosa nostra, camorra e sacra corona unita&#039;&#039;”, una sorta di “federazione” che aveva il controllo sul contrabbando delle sigarette e sul traffico della sostanza stupefacente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fiume a tal proposito dichiarò che &amp;lt;blockquote&amp;gt;«questo consorzio aveva &#039;&#039;&#039;il monopolio di tutto lo stupefacente che girava in Italia&#039;&#039;&#039;, lo dovevano comprare solo ed esclusivamente da loro, venderlo come volevano, però dovevano comprarlo solo dal consorzio tutti gli affiliati. &#039;&#039;&#039;Chi trasgrediva, veniva ucciso&#039;&#039;&#039;. Determinati omicidi e determinate cose venivano scelti solo dai capi del consorzio, che per riconoscersi... utilizzavano... &#039;&#039;&#039;avevano tutti lo stesso bracciale&#039;&#039;&#039;, che altro non era che un bracciale composto da fili di elefanti, che rappresentava Catania, coso... un lingotto d&#039;oro tatuato della &#039;ndrangheta, e adesso non mi ricordo bene, però il capo del consorzio non aveva il bracciale, aveva il girocollo, che era fatto allo stesso modo, che ce l&#039;aveva Antonio Papalia, che in un momento storico, che non c&#039;era, glielo aveva lasciato pure a Giuseppe De Stefano. E io gli ho detto: “&#039;&#039;Questo coso restituirglielo&#039;&#039;”. Cioè, era un rito, come dire, se li mettevano sul tavolo, c&#039;era qualcuno delegato del consorzio, poteva parlare solo se aveva questo bracciale o il girocollo»&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 4872.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;/blockquote&amp;gt;Al vertice di tale organismo, anche Fiume, come Annacondia, poneva [[Antonio Papalia]], il quale “&#039;&#039;col triumvirato della Jonica, era stato messo a Milano, e sulla Lombardia era lui che controllava tutto, però erano in buoni rapporti con tutte le altre organizzazioni, lui era il punto di riferimento&#039;&#039;”, mentre [[Franco Coco Trovato]] (consuocero di [[Carmine De Stefano]]) era un gradino sotto nel senso che l’ultima parola spettava a Papalia, chiarendo che insieme erano il vertice della componente ‘ndranghetistica che era prevalente nel Consorzio di cui facevano parte, tra gli altri: Jimmy Miano e Turi Cappello (i quali erano “&#039;&#039;dentro proprio come se fossero calabresi, anche se siciliani&#039;&#039;”), Pepè Flachi, il pugliese Annacondia, gli Arena di isola Capo Rizzuto, i Ficarelli (specificando Vincenzo Ficara), Mico (Domenico) Tegano che però non presenziava su Milano, i Latella con Giovanni Puntorieri, Mico Paviglianiti che aveva un ruolo importante, Schettini, Pace Salvatore (un riservato di Antonio Papalia), Vittorio Foschini, e Luigi Mancuso (“c’era dentro”).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fiume raccontò delle fibrillazioni all’interno di Cosa nostra catanese nei primi anni ’90 per cui i Santapaola volevano uccidere Jimmy Miano, ma che alla fine [[Nitto Santapaola]] aveva mandato a dire a [[Salvatore Riina|Totò Riina]] “Ditegli a zio Totò che se vuole io gli lascio la tavola apparecchiata”, perché aveva capito che lo volevano scalzare da Catania e mettere Mazzei, precisando che la sua fonte di conoscenza era Carmine De Stefano, che insieme al fratello Giuseppe aveva dal Consorzio un fisso di venti milioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Molte riunioni del Consorzio avvenivano a Monza dove c’era una specie di albergo, a Limbiate che era di proprietà di un amico di Antonio Papalia, altre avvenivano presso un autolavaggio che era di un parente di Pepè Flachi e altre ancora a Olginate a casa dell’amante di Totò Schettini.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In seno al Consorzio si decidevano omicidi, tra cui quello del figlio del boss [[Raffaele Cutolo]] (come confermato dal collaboratore Pace autore di quell&#039;omicidio) e della guardia carceraria [[Umberto Mormile]], che era stato commesso da Totò Schettini per decisione del “consorzio”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fiume, riferendosi all’omicidio Mormile, riferì anche della rabbia di Coco Trovato perché era stata lasciata l’arma sul posto, dichiarando che i servizi segreti erano certamente i mandanti dell&#039;omicidio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Insomma, già a partire dagli anni ’80 in Lombardia erano stati avviati tra le varie organizzazioni criminali intensi rapporti di collaborazione che avevano portato alla commissione di traffici illeciti di varia natura soprattutto in materia di droga.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==La decisione del Giudice per le indagini preliminari==&lt;br /&gt;
Nonostante l&#039;imponente quadro probatorio, il Giudice per le Indagini Preliminari Tommaso Perna il [[25 ottobre]] [[2023]] rigettò ben 143 richieste di misure cautelari su 154, disponendo l&#039;arresto solo di 11 persone e negando l&#039;esistenza di un&#039;associazione mafiosa, accusa ridotta solo a tre imputati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Addirittura rispetto alle dichiarazioni di Annacondia e Fiume allegate dalla procura il GIP scrisse: “&#039;&#039;Nulla aggiungono al quadro sinora delineato le due integrazioni depositate dalla Procura della Repubblica peraltro scarsamente argomentate&#039;&#039;”. Inoltre, nella parte finale dell’indagine, la Procura intercetta la volontà di Filippo Crea di infiltrarsi, attraverso una nuova società, negli appalti pubblici per la ricostruzione del dopo alluvione in Emilia Romagna. Viene così chiesta una proroga di intercettazioni, negata però dal giudice, il quale fin dall’inizio della sua ordinanza dichiarò di non condividere “&#039;&#039;a monte ogni aspetto riguardante la supposta esistenza di un accordo stabile e duraturo tra le diverse componenti calabrese, siciliana e romana, ai quali l’odierno decidente ritiene di non poter aderire&#039;&#039;”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;inchiesta sarebbe dovuta partire ben prima dell’estate e con un fermo diretto della Procura, al quale il pubblico ministero era arrivato dopo mesi di estenuanti colloqui con ben sei procure (Reggio Calabria, Catanzaro, Palermo, Caltanissetta, Napoli, Roma), oltre alla Direzione nazionale antimafia. Il tutto per spiegare e alla fine ottenere il via libera al &#039;&#039;&#039;radicamento della competenza presso la Procura di Milano&#039;&#039;&#039;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ottenuto questo e stampate decine di copie del fermo con una spesa di circa 10mila euro, il fermo stesso è stato bloccato dai vertici della Procura, ma mai revocato dal pubblico ministero. Alla base di tutto questo iter non risulterebbero comunicazioni scritte. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopodiché ad aprile 2023 si optò per una classica ordinanza con richieste di arresto. L’ordinanza venne depositata il 26 settembre e, visto il contenuto, in dieci giorni la Procura produsse un corposo ricorso al Tribunale del Riesame. Tra le varie cose, venne segnalato come il Giudice per le Indagini Preliminari avesse fatto &amp;quot;copia-incolla&amp;quot; di buona parte di un testo dell’avvocato napoletano Salvatore Del Giudice, riportato sul suo sito alla data del 12 settembre 2022 e intitolato “&#039;&#039;Il reato di associazione mafiosa ex art. 416 bis c.p. – I criteri legali di accertamento&#039;&#039;”&amp;lt;ref&amp;gt;Davide Milosa, &#039;&#039;“Non è mafia”: contro la Procura il gip copia il testo di un avvocato&#039;&#039;, il Fatto Quotidiano, 26 ottobre 2023.&amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===La decisione del Tribunale del Riesame===&lt;br /&gt;
Il [[14 ottobre]] [[2024]] il Tribunale del Riesame ribaltò completamente la decisione del GIP, confermando l’attualità e la bontà del capo 1 dell’ordinanza, che individuava in elementi apicali di Cosa nostra, ‘ndrangheta e camorra romana i membri di un consorzio mafioso o sistema mafioso lombardo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un&#039;entità che non andava definita come: “&#039;&#039;una super-mafia come evocato dal gip o una confederazione in senso stretto tra associazioni mafiose&#039;&#039;”, scriveva il Riesame, che poi spiegò “&#039;&#039;come la diversità di provenienza sulla essenza della mafiosità&#039;&#039;” anzi “&#039;&#039;accomuna e non divide&#039;&#039;” i membri dell&#039;associazione. In uno dei provvedimenti notificati, il Riesame aggiungeva: “&#039;&#039;Il sodalizio come ricostruito presenta una &#039;&#039;&#039;mafiosità immanente&#039;&#039;&#039; che è il diretto portato della mafiosità dei suoi componenti più rappresentativi e in quanto tali in grado di concretamente condizionare lo svolgersi della vita dell’associazione&#039;&#039;”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il ricorso dei legali degli imputati contro la decisione del Riesame venne bocciato dalla Cassazione il [[25 gennaio]] [[2025]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Processo==&lt;br /&gt;
La Procura di Milano, dopo aver incassato le sentenze favorevoli di Riesame e Cassazione, depositò a fine febbraio 2025 l’avviso di chiusura indagini per 146 indagati. Di questi, 48 vennero accusati di associazione mafiosa. Il procuratore di Milano Marcello Viola firmò la richiesta di rinvio a giudizio il 4 aprile 2025.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Rito abbreviato===&lt;br /&gt;
L&#039;udienza preliminare si tenne nell&#039;Aula Bunker di Opera, davanti al giudice Emanuele Mancini. Dei 146 imputati, 77 scelsero il rito abbreviato e 59 il rito ordinario, mentre i restanti chiesero di patteggiare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si costituirono parte civile:&lt;br /&gt;
* Regione Lombardia&lt;br /&gt;
* Città Metropolitana di Milano&lt;br /&gt;
* Comune di Milano&lt;br /&gt;
* Comune di Varese&lt;br /&gt;
* Comune di Legnano&lt;br /&gt;
* Libera contro le mafie&lt;br /&gt;
* WikiMafia&lt;br /&gt;
Nel corso dell’udienza scelsero di diventare collaboratori di giustizia &#039;&#039;&#039;Saverio Pintaudi&#039;&#039;&#039;, esponente della &#039;ndrina Iamonte affiliato alla [[Locale di Desio]] (collegata alla Locale di Melito Porto Salvo)&#039;&#039;&#039;, William Alfonso Cerbo&#039;&#039;&#039;, collettore economico a Milano del clan catanese Mazzei, e &#039;&#039;&#039;Francesco Bellusci&#039;&#039;&#039;, affiliato alla [[Locale di Legnano-Lonate Pozzolo|locale di Legano-Lonate Pozzolo]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel corso dell&#039;udienza preliminare vi fu la notizia di &#039;&#039;&#039;minacce di morte&#039;&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;&#039;&#039;“Mafia a tre teste” in Lombardia, minacce di morte al procuratore di Milano e alla pm che ha indagato: allerta massima, sicurezza rafforzata&#039;&#039;, ilFattoQuotidiano.it, 26 gennaio 2025[https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/01/26/minacce-di-morte-procuratore-milano-viola-pm-cerreti-sicurezza-rafforzata-inchiesta-hydra/7852238/ .]&amp;lt;/ref&amp;gt; all&#039;indirizzo del Procuratore &#039;&#039;&#039;Marcello Viola&#039;&#039;&#039; e della sostituta &#039;&#039;&#039;Alessandra Cerreti&#039;&#039;&#039;, in risposta alla quale i due vennero invitati prima in Consiglio Comunale a Milano (11 febbraio 2025), poi al consiglio metropolitano (21 marzo 2025)&amp;lt;ref&amp;gt;Consiglio metropolitano straordinario sul fenomeno delle infiltrazioni mafiose, [https://www.cittametropolitana.mi.it/mivedo/video/Consiglio-metropolitano-straordinario-sul-fenomeno-delle-infiltrazioni-mafiose-Cerreti/ Città Metropolitana di Milano].&amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nella sua requisitoria, la dott.ssa Alessandra Cerreti affermò: &amp;lt;blockquote&amp;gt;«attenzione, &#039;&#039;&#039;non è una super mafia&#039;&#039;&#039;, nessuno l&#039;ha mai sostenuto, qua siamo lontani anni luce dal parlare di una mafia nuova, quasi che l&#039;associazione mafiosa contestata avesse &#039;&#039;&#039;la pretesa di raggruppare in sé le tre mafie storiche italiane.&#039;&#039;&#039; [...] Non è mafia nuova né mafia delocalizzata, ma mafiosità immanente: si tratta di un&#039;associazione mafiosa alla quale aderiscono &#039;&#039;&#039;rappresentanti delle tre mafie sul territorio lombardo&#039;&#039;&#039;, e solo sul territorio lombardo, che hanno deciso di mettersi insieme per fare business, semplicemente questo, autorizzate dalle case madri a spendere il brand criminale di Cosa nostra, della Camorra o della &#039;ndrangheta. Ognuno poi esplica la sua capacità mafiosa sulla base dell&#039;appartenenza, ma “&#039;&#039;l’unione fa la pericolosità&#039;&#039;”, come anni fa mi disse un pentito calabrese.&amp;lt;/blockquote&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====Condanne====&lt;br /&gt;
Il [[12 gennaio]] [[2026]] vennero condannate complessivamente &#039;&#039;&#039;62 persone&#039;&#039;&#039;, con pene fino a 16 anni, mentre 9 imputati patteggiarono; &#039;&#039;&#039;29 vennero prosciolti&#039;&#039;&#039; tra abbreviato e udienza preliminare, mentre &#039;&#039;&#039;45 vennero rinviati a giudizio&#039;&#039;&#039; nel processo per rito ordinario. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le condanne più elevate, già al netto della riduzione di un terzo per la scelta del rito abbreviato, e comunque generalmente più basse delle richieste dell’accusa, furono 16 anni a Massimo Rosi, 14 a Filippo Crea, 12 a Giuseppe Fidanzati (contro i 20 anni richiesti dai pm), 14 a Bernardo Pace e 12 ai figli, 13 anni e 4 mesi a Giovanni Abilone. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gli imputati che nel corso del processo scelsero di collaborare giustizia – &#039;&#039;&#039;William Alfonso Cerbo, Francesco Bellusci e Saverio Pintaudi&#039;&#039;&#039; – si videro riconoscere la speciale attenuante. &lt;br /&gt;
{| class=&amp;quot;wikitable&amp;quot;&lt;br /&gt;
|+Condanne Rito abbreviato Hydra - 1° grado&amp;lt;ref&amp;gt;Emanuele Mancini (2026). &#039;&#039;Dispositivo di sentenza - Procedimento n. 17694/25 R.G. GIP / N. 5799/23 R.G.N.R.&#039;&#039;, Tribunale di Milano - Sezione GIP-GUP, 12 gennaio. &amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
!Imputato&lt;br /&gt;
!Esito&lt;br /&gt;
!Pena&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Abilone Giovanni&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;13 anni e 4 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Albanese Vincenza&lt;br /&gt;
|Condannata&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;11 anni e 4 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Aquilano Simone&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;2 anni e 4 mesi di reclusione + 8.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali &lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Bellusci Francesco&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;4 anni e 6 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Blanco &lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;6 anni e 2 mesi di reclusione + 6.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Bonanno Samuele&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;12 anni di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Bramonti Alessandro&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;10 anni e 6 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Brancaccio Domenico&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;10 anni e 6 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Caldarelli Antonio&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;1 anno e 4 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Callipari Pasquale&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;2 anni e 4 mesi di reclusione + 6.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Cerbo William Alfonso&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;5 anni di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Cirillo Giovanni&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;10 anni e 10 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Ciulla Alessio&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;2 anni e 6 mesi di reclusione + 10.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Colombo Emanuela&lt;br /&gt;
|Condannata&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;1 anno e 4 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Coluccio Salvatore&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;2 anni e 8 mesi di reclusione + 6.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Crea Filippo&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;14 anni e 8 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Cristello Giacomo&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;11 anni e 2 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|D&#039;Alia Aurelio&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;3 anni di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Deodato Vincenzo&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;6 anni e 2 mesi di reclusione + 6.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Destefano Michele&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;4 anni di reclusione + 16.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Dimiccoli Antonio&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;6 anni e 2 mesi di reclusione + 6.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Fidanzati Giuseppe&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;14 anni di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Fidanzati Stefano&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;2 anni e 8 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Fiore Giuseppe&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;7 anni e 1 mese di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Fontana Gianfranco&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;5 anni e 4 mesi di reclusione + 20.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Galioto Antonino&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;11 anni e 2 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Gatto Giovanni&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;3 anni e 1 mese di reclusione + 4.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Grasso Antonio&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;13 anni e 8 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Grasso Paolo&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;7 anni di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Jelmini Giada&lt;br /&gt;
|Condannata&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;3 anni e 2 mesi di reclusione + 4.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|La Cara Alessandro&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;5 anni di reclusione + 10.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Mazzotta Pietro&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;13 anni di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Menghetti Maurizio&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;3 anni e 6 mesi di reclusione + 8.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Milano Luca&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;2 anni e 4 mesi di reclusione + 6.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Molluso Alessandro Illuminato&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;4 anni e 4 mesi di reclusione + 10.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Molluso Francesco&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;4 anni di reclusione + 8.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Monti Alessandro&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;4 anni e 8 mesi di reclusione + 10.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Morana Maria Assunta&lt;br /&gt;
|Condannata&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;1 anno e 4 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Mroshaj Ejll&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;2 anni e 4 mesi di reclusione + 6.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Oliveri Carmelo&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;4 anni e 9 mesi di reclusione + 10.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Pace Bernardo&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;14 anni e 4 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Pace Domenico&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;11 anni e 4 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Pace Michele&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;12 anni di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Panaiia Iginio&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;3 anni e 6 mesi di reclusione + 8.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Papalia Daniele&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;4 anni di reclusione + 10.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Perversi Riccardo Francesco&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;3 anni di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Pintaudi Saverio&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;3 anni e 6 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Pizzata Giuseppe&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;14 anni e 4 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Polise Orsolo&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;1 anno e 4 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Postù Maria Domenica&lt;br /&gt;
|Condannata&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;10 anni e 8 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Romeo Antonio&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;2 anni e 8 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Rosi Massimo&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;16 anni di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Russo Andrea Michele&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;4 anni e 8 mesi di reclusione + 10.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Sangalli Daniela&lt;br /&gt;
|Condannata&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;10 anni e 8 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Sanseverino Sergio&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;13 anni di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Sergi Saverio&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;2 anni e 4 mesi di reclusione + 6.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Sorge Giuseppe&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;13 anni di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Spatola Giuseppe&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;1 anno e 4 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Toscano Pasquale Filomeno&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;11 anni e 2 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Veizaj Klement&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;3 anni e 2 mesi di reclusione + 4.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Ventura Mario&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;4 anni e 1 mese di reclusione + 6.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Zavattieri Giuseppe&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;4 anni e 1 mese di reclusione + 10.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|}&lt;br /&gt;
Per le parti civili fu stabilito il risarcimento del danno da liquidarsi in separato giudizio civile, nonché il pagamento, in solido, di una provvisionale pari ad €. 10.000,00 a titolo di risarcimento del danno morale; infine, alla rifusione delle spese di costituzione e giudizio, che liquidò in euro 6.000,00 a titolo dì compenso professionale, oltre alle spese vive e al 15% a titolo di spese generali forfettarie, iva e cpa come per legge.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Assoluzioni ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* ABDEL LATIF MOHAMED EMAM TAHA dal reato a lui ascritto (capo 76) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* ALBANESE VINCENZA dai reati di cui ai capi 68 e 77 perché il fatto non sussiste;&lt;br /&gt;
* ANDERLINI GIULIANO dal reato a lui ascritto (capo 63) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* ANTONAZZO PASQUALE dal reato a lui ascritto (capo 68) perché il fatto non sussiste;&lt;br /&gt;
* AQUILANTI MANUELA dal reato a lei ascritto (capo 75) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* BARRA SALVATORE dal reato a lui ascritto (capo 35) per non avere commesso il fatto;&lt;br /&gt;
* BASSETTO ANTONIO dal reato a lui ascritto (capo 79) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* CANNIZZARO CLAUDIO dal reato a lui ascritto (capo 59) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* CASSAGO MARCO dal reato a lui ascritto (capo 65) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* CONGIU LUCA dal reato a lui ascritto (capo 61) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* COTTONE FRANCESCO dal reato a lui ascritto (capo 66) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* CREA FILIPPO dal reato di cui al capo 81 perché il fatto non sussiste;&lt;br /&gt;
* DI MICCOLI ANTONIO dal reato di cui al capo 14 per non avere commesso il fatto;&lt;br /&gt;
* FIDANZATI STEFANO dal reato di cui al capo 1 per non avere commesso il fatto;&lt;br /&gt;
* GAYLI YRINA dai reati a lei ascritti (capi 19, 20 e 21) per non avere commesso il fatto;&lt;br /&gt;
* GENNARO MARIA RITA dal reato a lei ascritto {capo 72) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* GUARNACCIA ANTONINO dai reati a lui ascritti (capi 80.1, 80.2 e 80.3) per non avere commesso il fatto;&lt;br /&gt;
* LI CALZI MAURIZIO dal reato a lui ascritto {capo 72) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* MARINO MARIA dal reato a lei ascritto (capo 72) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* OHANNASSIAN GIRRABET GABRIELE dal reato a lui ascritto (capo 75) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* PERVERSI CLAUDIO dal reato a lui ascritto (capo 86) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* PINTAUDI SAVERIO dal reato di cui al capo 80. l per non aver commesso il fatto;&lt;br /&gt;
* POSTÙ MARIA DOMENICA dai reati di cui ai capi 80.1, 80.2 e 80.3 per non aver commesso il fatto;&lt;br /&gt;
* ROMEO ANTONIO dal reato di cui al capo I per non avere commesso il fatto;&lt;br /&gt;
* SILVESTRO TINDARO dal reato a lui ascritto (capo 63) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* SORCE GIUSEPPE dal reato di cui al capo 77 perché il fatto non sussiste.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Rito ordinario===&lt;br /&gt;
Il rito ordinario iniziò il [[19 marzo]] 2026, presso l’Aula Bunker di San Vittore a Milano. A presiedere il processo la Presidente dell&#039;8° sezione penale del Tribunale di Milano, Maria Luisa Balzarotti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Note==&lt;br /&gt;
&amp;lt;references&amp;gt;&amp;lt;/references&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Bibliografia==&lt;br /&gt;
* Archivio storico de Il Fatto Quotidiano.&lt;br /&gt;
* Cerreti, Alessandra (2023). &amp;quot;&#039;&#039;Richiesta di applicazione di misura cautelare personale e reale - Procedimento N. 5799/23 (stralcio dal 14467/17) R.G. notizie di reato DDA&#039;&#039;&amp;quot;, Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano - Direzione Distrettuale Antimafia, 31 marzo.&lt;br /&gt;
* Mancini, Emanuele (2026). &#039;&#039;Dispositivo di sentenza - Procedimento n. 17694/25 R.G. GIP / N. 5799/23 R.G.N.R.&#039;&#039;, Tribunale di Milano - Sezione GIP-GUP, 12 gennaio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Categoria:Inchieste antimafia]] [[Categoria:Inchieste in Lombardia]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Leadermassimo</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://www.wikimafia.it/w/index.php?title=Processo_Hydra&amp;diff=10930</id>
		<title>Processo Hydra</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://www.wikimafia.it/w/index.php?title=Processo_Hydra&amp;diff=10930"/>
		<updated>2026-07-02T23:18:45Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Leadermassimo: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{Espandere}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il &#039;&#039;&#039;processo Hydra&#039;&#039;&#039; è un procedimento penale nato da un&#039;inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Milano, coordinata dal Procuratore della Repubblica &#039;&#039;&#039;Marcello Viola&#039;&#039;&#039;, dalla Procuratrice aggiunta &#039;&#039;&#039;Alessandra Dolci&#039;&#039;&#039; e dalla sostituta procuratrice &#039;&#039;&#039;Alessandra Cerreti&#039;&#039;&#039;, che ha svelato l&#039;esistenza di un&#039;alleanza tra le tre mafie storiche, [[Cosa nostra]], [[camorra]] e [[&#039;ndrangheta]], in Lombardia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questa alleanza, rispetto ad altre collaborazioni più o meno estemporanee e più o meno durature tra organizzazioni criminali diverse registrate in inchieste giudiziarie precedenti, avrebbe il carattere di un &#039;&#039;&#039;accordo stabile e duraturo&#039;&#039;&#039;; secondo i pubblici ministeri, si tratterebbe infatti di:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;blockquote&amp;gt;«un sistema di &#039;&#039;&#039;cointeressenze ed anime multistrutturate&#039;&#039;&#039; composto da gruppi tra loro disomogenei, ma associati attraverso l’apporto comune di capitali, la predisposizione di mezzi, la messa a disposizione di risorse umane, la costituzione di società, tutti elementi funzionalmente aggregati dal fine comune, ossia quello di trarre profitto attraverso molteplici attività (apparentemente lecite ed illecite) che costituiscono la fonte delle entrate delle organizzazioni criminali mafiose di riferimento ed il collante tra le stesse»&amp;lt;ref&amp;gt;Alessandra Cerreti (2023). &amp;quot;Richiesta di applicazione di misura cautelare personale e reale - Procedimento N. 5799/23 (stralcio dal 14467/17) R.G. notizie di reato DDA, Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano - Direzione Distrettuale Antimafia, 31 marzo, p. 205.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;/blockquote&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Attraverso l&#039;espressione &amp;quot;&#039;&#039;&#039;sistema mafioso lombardo&#039;&#039;&#039;&amp;quot;, gli inquirenti hanno definito questo sistema di tipo confederativo nel quale le mafie storiche proietterebbero interessi economici e criminali estremamente qualificati. Si tratterebbe quindi di una &#039;&#039;&#039;nuova associazione criminale&#039;&#039;&#039; rientrante nella fattispecie descritta dall’[[Legge Rognoni - La Torre|articolo 416 bis]] c.p., di cui farebbero parte componenti di Cosa Nostra siciliana, ‘ndrangheta calabrese e camorra napoletana, le quali, in perfetta sinergia e comunità d’intenti, nonché dotate di struttura ed organizzazione comune e stabile, perseguirebbero l’interesse comune di &#039;&#039;&#039;massimizzazione di profitti&#039;&#039;&#039; derivanti da investimenti in settori dell’economia legale di denaro proveniente da varie tipologie di reati. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Antefatti==&lt;br /&gt;
L&#039;avvio delle indagini, condotte dal Nucleo investigativo dei Carabinieri di via Moscova a Milano diretto dal colonnello &#039;&#039;&#039;Antonio Coppola&#039;&#039;&#039;, è coinciso col monitoraggio della locale di &#039;ndrangheta di [[Locale di Legnano-Lonate Pozzolo|Legnano - Lonate Pozzolo]], e in particolare del suo uomo in quel momento più rappresentativo, &#039;&#039;&#039;Massimo Rosi&#039;&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;Ibidem.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le attività di indagine consentirono non solo di riscontrare le dichiarazioni del collaboratore di giustizia &#039;&#039;&#039;Emanuele De Castro&#039;&#039;&#039;, ma anche di accertare come Rosi fosse: &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*costantemente teso alla ricostituzione, anche attraverso la rituale affiliazione di nuovi sodali, della locale di ‘ndrangheta di Legnano e Lonate Pozzolo, ormai falcidiata dalle ultime operazioni;&lt;br /&gt;
*impegnato in attività legate all’importazione ed alla spartizione di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti;&lt;br /&gt;
*strettamente legato a Gioacchino Amico, Raimondo Orlando, Saverio Sergi, Samuele Bonanno, Pasquale Callipari, Roberto Toscano, nonché agli storici esponenti della locale stessa: Vincenzo Rispoli (tramite c.d. «&#039;&#039;‘mbasciate&#039;&#039;» veicolate da e per il carcere dove si trova in regime di [[Articolo 41 bis|41bis]]), Pasquale Rienzi, Raffaele Barletta, Giacomo Cristello e altri;&lt;br /&gt;
*di fatto assunto alla Servizi Integrati SRL, società costituita per gli interessi economici del gruppo criminale, presso i cui uffici passa gran parte del tempo a stretto contatto con Amico e Orlando.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Parallelamente, a seguito delle dichiarazioni di De Castro, veniva identificato e monitorato &#039;&#039;&#039;Gaetano Cantarella&#039;&#039;&#039;, detto &#039;&#039;Tanu U Curtu&#039;&#039;, intercettato per la prima volta il [[25 gennaio]] [[2020]], le cui attività di indagine permisero di confermare i rapporti con esponenti della famiglia mafiosa “&#039;&#039;Mazzei / Carcagnusi&#039;&#039;” ed individuare i principali soggetti a lui collegati, identificati in &#039;&#039;&#039;Gioacchino Amico&#039;&#039;&#039;, &#039;&#039;&#039;Giuseppe Castiglia&#039;&#039;&#039; detto &amp;quot;Pippo&amp;quot; e &#039;&#039;&#039;Giancarlo Vestiti&#039;&#039;&#039;. Proprio Amico, poi divenuto collaboratore di giustizia, sarebbe diventato il collegamento e il collante tra i vari filoni investigativi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il [[3 febbraio]] [[2020]], Cantarella sparì senza lasciare traccia, dopo aver incontrato a Canicattì Gioacchino Amico e Raimondo Orlando. Le successive intercettazioni telefoniche e ambientali, tra il 4 e il 6 febbraio successivi, permisero di acquisire elementi circa il coinvolgimento dei due nella scomparsa di Cantarella, anche se il movente esatto è ancora oggetto di indagine, dopo le dichiarazioni dei vari collaboratori di giustizia (non solo lo stesso Amico, ma anche &#039;&#039;&#039;Bernardo Pace&#039;&#039;&#039;, trovato morto nella sua cella dopo aver reso dichiarazioni agli inquirenti).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Le varie componenti dell&#039;associazione===&lt;br /&gt;
Le indagini permettevano di individuare, quindi, stabili collegamenti tra esponenti delle tre organizzazioni mafiose storiche, finalizzati in particolare al riciclaggio di denaro e al narcotraffico. In particolare, emergeva che il sodalizio tra Giancarlo Vestiti e Gioacchino Amico era in stretto contatto e condivideva sostanziali interessi economici con:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*il &#039;&#039;&#039;clan Moccia&#039;&#039;&#039; di Afragola, in particolare con Luigi e Bruno Moccia, fratelli del “capo” clan Angelo;&lt;br /&gt;
*la &#039;&#039;&#039;famiglia Senese&#039;&#039;&#039; di Roma, in particolare con Michele e Vincenzo Senese, rispettivamente figlio e fratello del boss Michele;&lt;br /&gt;
*la &#039;&#039;&#039;locale di ‘ndrangheta di Legnano-Lonate Pozzolo&#039;&#039;&#039;, guidata da Massimo Rosi e Giacomo Cristello;&lt;br /&gt;
*vari esponenti di famiglie mafiose siciliane come &#039;&#039;&#039;Fidanzati&#039;&#039;&#039;, &#039;&#039;&#039;Mannino&#039;&#039;&#039;, &#039;&#039;&#039;Messina&#039;&#039;&#039; e altre;&lt;br /&gt;
*&#039;&#039;&#039;William Alfonso Cerbo&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;Gaetano Cantarella&#039;&#039;&#039; (fino alla sua scomparsa), affiliati alla famiglia mafiosa catanese dei “Mazzei / Carcagnusi”;&lt;br /&gt;
*&#039;&#039;&#039;Santo Crea&#039;&#039;&#039;, affiliato alla ’ndrina Iamonte, e suo figlio &#039;&#039;&#039;Filippo&#039;&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, pp. 207-208.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, le componenti del Consorzio erano così suddivise&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 244 e ss.&amp;lt;/ref&amp;gt;:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== La componente calabrese ====&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;a) Locale di ‘ndrangheta di Legnano-Lonate Pozzolo&#039;&#039;&#039; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* ROSI Massimo &lt;br /&gt;
* CRISTELLO Giacomo &lt;br /&gt;
* BELLUSCI Francesco &lt;br /&gt;
* BARLETTA Raffaele &lt;br /&gt;
* RISPOLI Alfonso &lt;br /&gt;
* RIENZI Pasquale &lt;br /&gt;
* LEROSE Armando &lt;br /&gt;
* RISPOLI Vincenzo &lt;br /&gt;
* TOSCANO Pasquale Filomeno &lt;br /&gt;
* FRUSTILLO Luca &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;b) &#039;ndrina Iamonte&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* CREA Santo &lt;br /&gt;
* CREA Filippo &lt;br /&gt;
* TRIPODI Demetrio &lt;br /&gt;
* SURACI Lorenzo &lt;br /&gt;
* POSTÙ Maria Domenica &lt;br /&gt;
* PINTAUDI Saverio &lt;br /&gt;
* SCOTTI Claudio &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;c) &#039;ndrina &#039;&#039;Romeo &amp;quot;Staccu&amp;quot;&#039;&#039;&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* ROMEO Antonio &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== La componente siciliana ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== &#039;&#039;&#039;a) I palermitani&#039;&#039;&#039; ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* FIDANZATI Giuseppe &lt;br /&gt;
* FIDANZATI Stefano &lt;br /&gt;
* GALIOTO Antonino &lt;br /&gt;
* SEIDITA Serafino &lt;br /&gt;
* D’ALIA Aurelio &lt;br /&gt;
* MANNINO Pietro &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;b) I trapanesi/castelvetranesi&#039;&#039;&#039; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* PACE Bernardo detto “Dino” &lt;br /&gt;
* PACE Michele &lt;br /&gt;
* PACE Domenico &lt;br /&gt;
* ABILONE Rosario &lt;br /&gt;
* ABILONE Giovanni &lt;br /&gt;
* ERRANTE PARRINO Paolo Aurelio &lt;br /&gt;
* CISLAGHI Diego &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;c) I gelesi&#039;&#039;&#039; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* NICASTRO Dario &lt;br /&gt;
* NICASTRO Fabio &lt;br /&gt;
* BONVISSUTO Rosario &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;d) I catanesi del clan MAZZEI “&#039;&#039;carcagnusi”&#039;&#039;&#039;&#039;&#039; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* CANTARELLA Gaetano detto &#039;&#039;“Tanu u Curtu”&#039;&#039; (scomparso) &lt;br /&gt;
* CERBO William Alfonso detto “S&#039;&#039;carface”&#039;&#039; (successivamente legatosi al “gruppo SENESE” dopo la scomparsa di CANTARELLA)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== La componente romana ====&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;a) I “Senese”&#039;&#039;&#039; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* SENESE Vincenzo &lt;br /&gt;
* VESTITI Giancarlo &lt;br /&gt;
* BUCCAFUSCA Federica &lt;br /&gt;
* CASTIGLIA Giuseppe &lt;br /&gt;
* SORRENTINO Antonio &lt;br /&gt;
* GREGORINI Emanuele &lt;br /&gt;
* MAZZOTTA Pietro &lt;br /&gt;
* AMICO Gioacchino &lt;br /&gt;
* ORLANDO Raimondo &lt;br /&gt;
* SANGALLI Daniela &lt;br /&gt;
* VESTITI Eduardo Maria &lt;br /&gt;
* VESTITI Marika &lt;br /&gt;
* SANSEVERINO Sergio &lt;br /&gt;
* FIORE Giuseppe &lt;br /&gt;
* BRANCACCIO Domenico &lt;br /&gt;
* BRAMONTI Alessandro &lt;br /&gt;
* ALBANESE Vincenza &lt;br /&gt;
* BERDUCCI Francesco &lt;br /&gt;
* CIRILLO Giovanni &lt;br /&gt;
* SORCE Giuseppe &lt;br /&gt;
* ZINGHINÌ Giuseppe Antonio &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== I traffici illeciti dell&#039;associazione ===&lt;br /&gt;
Le attività di indagine permettevano di individuare non solo i &#039;&#039;&#039;traffici illeciti&#039;&#039;&#039; del gruppo criminale, ma anche la &#039;&#039;&#039;suddivisione dei ruoli&#039;&#039;&#039; all’interno dell’organizzazione. In particolare, emergeva come il gruppo operasse attraverso &#039;&#039;&#039;diversificati circuiti criminali&#039;&#039;&#039;, passando dalle &#039;&#039;&#039;false fatturazioni&#039;&#039;&#039; al &#039;&#039;&#039;riciclaggio&#039;&#039;&#039; (anche con reimpiego in svariate attività imprenditoriali), all’elusione fiscale nel settore dei carbolubrificanti, dall’importazione e traffico di stupefacenti, alle estorsioni e così via.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo gli inquirenti, proprio le eterogenee attività del gruppo e i rapporti con più organizzazioni criminali consentirebbero di affermare che, al di là dell’ambito mafioso monitorato, si sarebbe in presenza di &#039;&#039;&#039;un livello criminale più elevato&#039;&#039;&#039; che catalizza le risorse finanziare di eterogenei sistemi mafiosi (camorra, ‘ndrangheta, cosa nostra), funzionalizzando investimenti di ingentissimi capitali - in parte derivanti dalle consuete attività illegali (stupefacenti, estorsioni ecc.) - &#039;&#039;&#039;impiegati in attività imprenditoriali apparentemente lecite&#039;&#039;&#039; e gestite da organizzazione criminali, il tutto attraverso uno stabile vincolo associativo costituito proprio dal fine comune.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===I passaggi cruciali dell&#039;inchiesta===&lt;br /&gt;
Nel corso dell’indagine sono stati cristallizzati alcuni eventi che, per importanza e per gli effetti prodotti, hanno condizionato le scelte investigative e consentito di acquisire un quadro di insieme che consente di affermare gli assunti innovativi sopra espressi&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 208 e ss.&amp;lt;/ref&amp;gt;:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*l’omicidio di Gaetano Cantarella;&lt;br /&gt;
*l’arresto di Giancarlo Vestiti e l’assunzione di ruolo di catalizzatore delle diversificate componenti assunto da Gioacchino Amico;&lt;br /&gt;
*la disputa economica che ha contrapposto la famiglia Pace ad Amico, legato alla famiglia Senese, che ha richiesto la mediazione di Giuseppe Fidanzati e Antonino Galioto, detto &amp;quot;Zio Nino&amp;quot;, di Paolo Aurelio Errante Parrino, detto &amp;quot;Zio Paolo&amp;quot; e Antonio Messina, detto &amp;quot;l&#039;Avvocato&amp;quot; (rispettivamente cugino e uomo di fiducia di [[Matteo Messina Denaro]]), di Emanuele Gregorini e Giuseppe Castiglia detto &amp;quot;Pippo&amp;quot; (famiglia Senese), di Demetrio Tripodi (Locale di Desio), di Filippo Crea (&#039;ndrina Iamonte), Giacomo Cristello (Locale di Legnano-Lonate Pozzolo) e dei fratelli Dario e Fabio Nicastro (espressione della cosca gelese “Rinzivillo” operativa in Lombardia);&lt;br /&gt;
*l’avvio di attività edili collegate al “&#039;&#039;superbonus 110%&#039;&#039;” che faranno registrare diversi summit tenuti anche in Sicilia tra gli indagati e soggetti di elevata caratura criminale ivi sedenti tra i quali Stefano Fidanzati (fratello di Giuseppe “Ninni”), Antonio Messina, Serafino Seidita, e che paleseranno gli interessi comuni e le cointeressanze tra le diverse compagini;&lt;br /&gt;
*la ricostituzione della locale di ‘ndrangheta di Legnano-Lonate Pozzolo portata avanti da Rosi e Cristello, anche attraverso la rituale affiliazione di nuovi sodali e il coinvolgimento di storici affiliati, nonché delle locali calabresi di Guardavalle e Cirò Marina;&lt;br /&gt;
*l’apporto economico alle rispettive organizzazioni in una “cassa comune” alimentato dalle consuete attività criminali nel settore degli stupefacenti e nelle estorsioni, nonché da una serie di reati nei settori finanziario/economico;&lt;br /&gt;
*l’infiltrazione nel tessuto economico/sociale e politico/istituzionale del sodalizio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===La struttura dell&#039;organizzazione===&lt;br /&gt;
Le indagini hanno disvelato l’esistenza di &#039;&#039;&#039;una struttura ad organizzazione orizzontale&#039;&#039;&#039;, all’interno della quale non esisterebbe un vertice, ma &#039;&#039;&#039;più gruppi che si muovono parallelamente&#039;&#039;&#039; e che, in virtù di un accordo preventivo, &#039;&#039;&#039;assumono determinazioni comuni funzionali allo sviluppo dell’associazione stessa&#039;&#039;&#039;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo contesto e in virtù di questo &#039;&#039;pactum sceleris&#039;&#039;, i dissidi tra le diverse componenti, in primis quello tra Amico e la famiglia Pace, trovano una soluzione funzionale e necessaria a mantenere in vita quell’accordo, soluzioni che hanno l’effetto di abbassare le rivendicazioni al fine di mantenere in vita quell’organismo che consente, a tutti, di trarre profitto. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
È proprio &#039;&#039;&#039;il profitto che lega il gruppo&#039;&#039;&#039;, che lo tiene in vita, che motiva i singoli e che li induce a ricercare, nell’ambito di quella stessa organizzazione, figure di riferimento (come Errante Parrino, Fidanzati e Messina) che, per carisma, storia criminale, ascendente mafioso, età, sono in grado di indurre posizioni conciliatorie. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Emblematica sotto questo punto di vista un&#039;intercettazione ambientale tra i rappresentanti delle varie componenti, intervenuta negli uffici di Dairago (MI) di una delle società di Gioacchino Amico, teatro di un tentativo di risoluzione della diatriba cui partecipano l’emissario dei Senese, Emanuele Gregorini detto “&#039;&#039;dollarino&#039;&#039;”, Domenico Pace, lo stesso Amico e Giuseppe Fidanzati, detto &amp;quot;Ninni&amp;quot;, durante la quale, tra l’altro, emerge chiaramente il ruolo di Errante Parrino a sostegno dei Pace.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una frase in particolare di Gregorini restituisce la fotografia di quanto sopra: &amp;lt;blockquote&amp;gt;«Quindi troviamo oggi una quadra per com&#039;è, io il motivo reale...me l&#039;ha spiegato GIO&#039;! Io so...so per le due campane, cosi uno sa sempre come parlare e poter poter (inc)... troviamo una quadra tanto GIO, non è in grado di poter... di poter affrontare na spesa, tocca trovare una quadra, per guadagnare tutti, non creare altri pensieri come ha fatto PIPPO e cercare di trovare una soluzione». &amp;lt;/blockquote&amp;gt;Sul fatto che si tratti di un’organizzazione che racchiude varie componenti, così gli risponde Amico: &amp;lt;blockquote&amp;gt;«Io devo guardare a lui, lui è il referente vostro... (incomprensibile)... abbiamo fatto centomila euro, una persona di fiducia, domani lo facciamo... scarichiamo il cinquanta, domani scarichiamo il trenta, il cinquanta per cento va a voi il cinquanta per cento va a noi, compreso Giancarlo. Questa è tutta la cosa, Giancarlo è con noialtri e voialtri vi prendete il cinquanta per cento con chi volete. Si era messo di mezzo lo Zio Paolo e noi per questioni di correttezza gli avevamo detto: “&#039;&#039;Zio Paolo! Se tu vuoi stare nel lato, con Domenico&#039;&#039;”, gli ho detto: “&#039;&#039;e con Dino. Se vi mettete con Domenico e con Dino. Ed è giusto che si chiude sta storia&#039;&#039;”»&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 211.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;/blockquote&amp;gt;Nel proseguo di quella stessa conversazione emerge, con altrettanta chiarezza, come l’organizzazione non sia un’idea astratta, priva di manifestazioni materiali, ma che essa si palesi dotandosi di &#039;&#039;&#039;una struttura autonoma&#039;&#039;&#039; che si estrinseca, tra l’altro, attraverso la predisposizione di mezzi idonei al conseguimento del fine illecito, nel caso di specie attraverso la costituzione di una società ad hoc: &amp;lt;blockquote&amp;gt;AMICO Gioacchino: La persona la metto io e l&#039;azienda, tu metti il capannone, lontano da qua... perché non si può scaricare nella stessa zona dove si mangia, che poi succede che... E allora se volete con il consenso di tutti, i primi che arrivano si chiudono la prima partita per l&#039;impegno dei cinquanta e dopo quando finisce la cosa si divide. La prima partita arriva neanche sessanta giorni ed arriva, tempo della lettera di credito, quarantacinque gioni. Questo è il tutto… Per me questo oggi è l&#039;unica quadra che oggi si può trovare. Perché? Perché ci sono carcerati, ci sono parole di mezzo, non ci sta al proprio posto, non c&#039;è mio zio che loro si sono accordati, capito? oggi... tu ci stavi mi sa a quell&#039;appuntamento”&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 212.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;/blockquote&amp;gt;Sull’eterogeneità delle compagini d’origine, della quale tutti sono ben consci e consapevoli, gli inquirenti riportarono anche una suggestiva intercettazione ambientale tra Amico e la futura moglie &#039;&#039;&#039;Federica Buccafusca&#039;&#039;&#039;, in relazione agli inviti per il pranzo di matrimonio che di lì a breve si sarebbe celebrato, inviti che seguono un cerimoniale ed un ordine ancorato al “rispetto” dovuto alle famiglie mafiose&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 212 e ss.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’ulteriore conferma della unitarietà del sistema mafioso lombardo e della stabilità del vincolo associativo che lo caratterizza, infine, si desume dalla circostanza che le tre componenti mafiose si siano fatte “autorizzare” – dalle rispettive “case madri - a parteciparvi, come emerge chiaramente in un&#039;intercettazione in cui Gioacchino Amico afferma:&amp;lt;blockquote&amp;gt;«Abbiamo costruito un impero e ci siamo fatti autorizzare tutto da Milano ...(incomprensibile)...passando dalla Calabria da Napoli ovunque... Napoli c&#039;ho avuto a che fare io ... omissis»&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 4874.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;/blockquote&amp;gt;Altra intercettazione emblematica è quella in cui Gregorini, l&#039;[[11 marzo]] [[2021]], afferma:&amp;lt;blockquote&amp;gt;«Qua è Milano! Non ci sta Sicilia, non ci sta Roma, non ci sta Napoli, le cose giuste qua si fanno!»&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 1012.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;/blockquote&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===I Summit===&lt;br /&gt;
Altra circostanza altamente significativa in ordine alla unitarietà dell’associazione mafiosa lombarda è rappresentata dai numerosi summit ai quali hanno partecipato componenti di ciascuna delle tre articolazioni mafiose, nel corso dei quali sono state concordate le principali modalità operative del sistema mafioso lombardo:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
# La riunione a Dairago del 20 marzo 2020;&lt;br /&gt;
# La riunione a Dairago del 15 settembre 2020;&lt;br /&gt;
# La riunione a Dairago del 16 settembre 2020;&lt;br /&gt;
# La riunione ad Abbiategrasso del 17 settembre 2020;&lt;br /&gt;
# La riunione ad Abbiategrasso del 23 settembre 2020;&lt;br /&gt;
# La riunione a Dairago del 28 settembre 2020;&lt;br /&gt;
# La riunione a Dairago del 3 ottobre 2020;&lt;br /&gt;
# La riunione a Dairago del 9 ottobre 2020;&lt;br /&gt;
# La riunione a Dairago del 5 novembre 2020;&lt;br /&gt;
# La riunione a Busto Garolfo del 17 gennaio 2021;&lt;br /&gt;
# La riunione ad Abbiategrasso del 21 gennaio 2021;&lt;br /&gt;
# La riunione a Dairago del 24 marzo 2021;&lt;br /&gt;
# La riunione a Cinisello Balsamo del 31 marzo 2021;&lt;br /&gt;
# La riunione ad Abbiategrasso del 1° aprile 2021;&lt;br /&gt;
# La riunione ad Abbiategrasso del 13 aprile 2021;&lt;br /&gt;
# La riunione a Dairago del 28 aprile 2021;&lt;br /&gt;
# Gli incontri del 13 maggio 2021 (Busto Garolfo - Inveruno - Dairago);&lt;br /&gt;
# La riunione a Dairago del 22 maggio 2021&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 4831 e ss.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
===I beni strumentali in comune al sistema mafioso lombardo===&lt;br /&gt;
Le indagini hanno permesso di documentare anche la predisposizione di una fitta rete di mezzi strumentali allo sviluppo dell’associazione, in particolare società costituite ed utilizzate per i fini associativi, che &#039;&#039;&#039;cristallizzano un’equa ripartizione tra le tre diverse componenti mafiose&#039;&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 4838 e ss.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gli immobili e gli uffici delle varie società erano a disposizione dell’intera associazione mafiosa, e spesso venivano usati per i summit sopra citati, come ad esempio la sede della &amp;quot;Servizi Integrati&amp;quot; di Gioacchino Amico&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 4841.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’imponente rete di società, il costante flusso di ingenti capitali illeciti, le incessanti operazioni finanziarie illecite, il drenaggio indebito di fondi pubblici, il reinvestimento in settori leciti e nevralgici dell’economia nazionale - anche attraverso una serie di soggetti compiacenti e/o complici estranei alla organizzazione mafiosa ma perfettamente consapevoli di apportare ad essa il proprio contributo personale e/o professionale - rendono il sistema mafioso lombardo, oltre che estremamente pericoloso per le numerosissime e tradizionali condotte criminose di cui ai vari capi di imputazione, &#039;&#039;&#039;indubbiamente capace di alterare la libera concorrenza ed incidere così sul libero mercato&#039;&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 4871.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===La cassa comune===&lt;br /&gt;
L’attività investigativa ha anche accertato l&#039;esistenza di un “&#039;&#039;&#039;fondo comune&#039;&#039;&#039;” destinato ai detenuti e in generale agli affiliati (e ai loro familiari) in difficoltà, bisognosi di assistenza legale e sostegno economico; fondo indistintamente alimentato dai componenti il sistema mafioso lombardo a prescindere dalle eterogene componenti originarie.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===L&#039;esistenza del &amp;quot;Consorzio&amp;quot; mafioso negli anni &#039;80===&lt;br /&gt;
L&#039;esistenza di un &amp;quot;consorzio&amp;quot; costituito da più componenti mafiose emergeva già nelle attività di indagine tra la fine degli anni &#039;80 e l&#039;inizio degli anni &#039;90.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A parlarne per primo fu, nell&#039;ambito del processo Wall Street, il collaboratore di giustizia [[Salvatore Annacondia]], il quale parlò esplicitamente di &amp;quot;un&#039;unione&amp;quot; tra le famiglie mafiose d&#039;Italia, radicate al Nord.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel processo «&#039;ndrangheta stragista» fu invece il collaboratore &#039;&#039;&#039;Antonino Fiume&#039;&#039;&#039; a precisare che le prime riunioni in cui si era affrontato l’argomento stragi erano avvenute in Lombardia dove si era costituito tra il [[1986]] e il [[1987]] una specie di «&#039;&#039;&#039;Consorzio&#039;&#039;&#039;», ossia un organismo riservato che esercitava “&#039;&#039;un potere, era il potere assoluto che dominava su tutti, perché all&#039;interno c&#039;era ‘‘Ndrangheta, cosa nostra, camorra e sacra corona unita&#039;&#039;”, una sorta di “federazione” che aveva il controllo sul contrabbando delle sigarette e sul traffico della sostanza stupefacente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fiume a tal proposito dichiarò che &amp;lt;blockquote&amp;gt;«questo consorzio aveva &#039;&#039;&#039;il monopolio di tutto lo stupefacente che girava in Italia&#039;&#039;&#039;, lo dovevano comprare solo ed esclusivamente da loro, venderlo come volevano, però dovevano comprarlo solo dal consorzio tutti gli affiliati. &#039;&#039;&#039;Chi trasgrediva, veniva ucciso&#039;&#039;&#039;. Determinati omicidi e determinate cose venivano scelti solo dai capi del consorzio, che per riconoscersi... utilizzavano... &#039;&#039;&#039;avevano tutti lo stesso bracciale&#039;&#039;&#039;, che altro non era che un bracciale composto da fili di elefanti, che rappresentava Catania, coso... un lingotto d&#039;oro tatuato della &#039;ndrangheta, e adesso non mi ricordo bene, però il capo del consorzio non aveva il bracciale, aveva il girocollo, che era fatto allo stesso modo, che ce l&#039;aveva Antonio Papalia, che in un momento storico, che non c&#039;era, glielo aveva lasciato pure a Giuseppe De Stefano. E io gli ho detto: “&#039;&#039;Questo coso restituirglielo&#039;&#039;”. Cioè, era un rito, come dire, se li mettevano sul tavolo, c&#039;era qualcuno delegato del consorzio, poteva parlare solo se aveva questo bracciale o il girocollo»&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 4872.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;/blockquote&amp;gt;Al vertice di tale organismo, anche Fiume, come Annacondia, poneva [[Antonio Papalia]], il quale “&#039;&#039;col triumvirato della Jonica, era stato messo a Milano, e sulla Lombardia era lui che controllava tutto, però erano in buoni rapporti con tutte le altre organizzazioni, lui era il punto di riferimento&#039;&#039;”, mentre [[Franco Coco Trovato]] (consuocero di [[Carmine De Stefano]]) era un gradino sotto nel senso che l’ultima parola spettava a Papalia, chiarendo che insieme erano il vertice della componente ‘ndranghetistica che era prevalente nel Consorzio di cui facevano parte, tra gli altri: Jimmy Miano e Turi Cappello (i quali erano “&#039;&#039;dentro proprio come se fossero calabresi, anche se siciliani&#039;&#039;”), Pepè Flachi, il pugliese Annacondia, gli Arena di isola Capo Rizzuto, i Ficarelli (specificando Vincenzo Ficara), Mico (Domenico) Tegano che però non presenziava su Milano, i Latella con Giovanni Puntorieri, Mico Paviglianiti che aveva un ruolo importante, Schettini, Pace Salvatore (un riservato di Antonio Papalia), Vittorio Foschini, e Luigi Mancuso (“c’era dentro”).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fiume raccontò delle fibrillazioni all’interno di Cosa nostra catanese nei primi anni ’90 per cui i Santapaola volevano uccidere Jimmy Miano, ma che alla fine [[Nitto Santapaola]] aveva mandato a dire a [[Salvatore Riina|Totò Riina]] “Ditegli a zio Totò che se vuole io gli lascio la tavola apparecchiata”, perché aveva capito che lo volevano scalzare da Catania e mettere Mazzei, precisando che la sua fonte di conoscenza era Carmine De Stefano, che insieme al fratello Giuseppe aveva dal Consorzio un fisso di venti milioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Molte riunioni del Consorzio avvenivano a Monza dove c’era una specie di albergo, a Limbiate che era di proprietà di un amico di Antonio Papalia, altre avvenivano presso un autolavaggio che era di un parente di Pepè Flachi e altre ancora a Olginate a casa dell’amante di Totò Schettini.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In seno al Consorzio si decidevano omicidi, tra cui quello del figlio del boss [[Raffaele Cutolo]] (come confermato dal collaboratore Pace autore di quell&#039;omicidio) e della guardia carceraria [[Umberto Mormile]], che era stato commesso da Totò Schettini per decisione del “consorzio”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fiume, riferendosi all’omicidio Mormile, riferì anche della rabbia di Coco Trovato perché era stata lasciata l’arma sul posto, dichiarando che i servizi segreti erano certamente i mandanti dell&#039;omicidio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Insomma, già a partire dagli anni ’80 in Lombardia erano stati avviati tra le varie organizzazioni criminali intensi rapporti di collaborazione che avevano portato alla commissione di traffici illeciti di varia natura soprattutto in materia di droga.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==La decisione del Giudice per le indagini preliminari==&lt;br /&gt;
Nonostante l&#039;imponente quadro probatorio, il Giudice per le Indagini Preliminari Tommaso Perna il [[25 ottobre]] [[2023]] rigettò ben 143 richieste di misure cautelari su 154, disponendo l&#039;arresto solo di 11 persone e negando l&#039;esistenza di un&#039;associazione mafiosa, accusa ridotta solo a tre imputati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Addirittura rispetto alle dichiarazioni di Annacondia e Fiume allegate dalla procura il GIP scrisse: “&#039;&#039;Nulla aggiungono al quadro sinora delineato le due integrazioni depositate dalla Procura della Repubblica peraltro scarsamente argomentate&#039;&#039;”. Inoltre, nella parte finale dell’indagine, la Procura intercetta la volontà di Filippo Crea di infiltrarsi, attraverso una nuova società, negli appalti pubblici per la ricostruzione del dopo alluvione in Emilia Romagna. Viene così chiesta una proroga di intercettazioni, negata però dal giudice, il quale fin dall’inizio della sua ordinanza dichiarò di non condividere “&#039;&#039;a monte ogni aspetto riguardante la supposta esistenza di un accordo stabile e duraturo tra le diverse componenti calabrese, siciliana e romana, ai quali l’odierno decidente ritiene di non poter aderire&#039;&#039;”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;inchiesta sarebbe dovuta partire ben prima dell’estate e con un fermo diretto della Procura, al quale il pubblico ministero era arrivato dopo mesi di estenuanti colloqui con ben sei procure (Reggio Calabria, Catanzaro, Palermo, Caltanissetta, Napoli, Roma), oltre alla Direzione nazionale antimafia. Il tutto per spiegare e alla fine ottenere il via libera al &#039;&#039;&#039;radicamento della competenza presso la Procura di Milano&#039;&#039;&#039;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ottenuto questo e stampate decine di copie del fermo con una spesa di circa 10mila euro, il fermo stesso è stato bloccato dai vertici della Procura, ma mai revocato dal pubblico ministero. Alla base di tutto questo iter non risulterebbero comunicazioni scritte. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopodiché ad aprile 2023 si optò per una classica ordinanza con richieste di arresto. L’ordinanza venne depositata il 26 settembre e, visto il contenuto, in dieci giorni la Procura produsse un corposo ricorso al Tribunale del Riesame. Tra le varie cose, venne segnalato come il Giudice per le Indagini Preliminari avesse fatto &amp;quot;copia-incolla&amp;quot; di buona parte di un testo dell’avvocato napoletano Salvatore Del Giudice, riportato sul suo sito alla data del 12 settembre 2022 e intitolato “&#039;&#039;Il reato di associazione mafiosa ex art. 416 bis c.p. – I criteri legali di accertamento&#039;&#039;”&amp;lt;ref&amp;gt;Davide Milosa, &#039;&#039;“Non è mafia”: contro la Procura il gip copia il testo di un avvocato&#039;&#039;, il Fatto Quotidiano, 26 ottobre 2023.&amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===La decisione del Tribunale del Riesame===&lt;br /&gt;
Il [[14 ottobre]] [[2024]] il Tribunale del Riesame ribaltò completamente la decisione del GIP, confermando l’attualità e la bontà del capo 1 dell’ordinanza, che individuava in elementi apicali di Cosa nostra, ‘ndrangheta e camorra romana i membri di un consorzio mafioso o sistema mafioso lombardo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un&#039;entità che non andava definita come: “&#039;&#039;una super-mafia come evocato dal gip o una confederazione in senso stretto tra associazioni mafiose&#039;&#039;”, scriveva il Riesame, che poi spiegò “&#039;&#039;come la diversità di provenienza sulla essenza della mafiosità&#039;&#039;” anzi “&#039;&#039;accomuna e non divide&#039;&#039;” i membri dell&#039;associazione. In uno dei provvedimenti notificati, il Riesame aggiungeva: “&#039;&#039;Il sodalizio come ricostruito presenta una &#039;&#039;&#039;mafiosità immanente&#039;&#039;&#039; che è il diretto portato della mafiosità dei suoi componenti più rappresentativi e in quanto tali in grado di concretamente condizionare lo svolgersi della vita dell’associazione&#039;&#039;”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il ricorso dei legali degli imputati contro la decisione del Riesame venne bocciato dalla Cassazione il [[25 gennaio]] [[2025]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Processo==&lt;br /&gt;
La Procura di Milano, dopo aver incassato le sentenze favorevoli di Riesame e Cassazione, depositò a fine febbraio 2025 l’avviso di chiusura indagini per 146 indagati. Di questi, 48 vennero accusati di associazione mafiosa. Il procuratore di Milano Marcello Viola firmò la richiesta di rinvio a giudizio il 4 aprile 2025.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Rito abbreviato===&lt;br /&gt;
L&#039;udienza preliminare si tenne nell&#039;Aula Bunker di Opera, davanti al giudice Emanuele Mancini. Dei 146 imputati, 77 scelsero il rito abbreviato e 59 il rito ordinario, mentre i restanti chiesero di patteggiare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si costituirono parte civile:&lt;br /&gt;
* Regione Lombardia&lt;br /&gt;
* Città Metropolitana di Milano&lt;br /&gt;
* Comune di Milano&lt;br /&gt;
* Comune di Varese&lt;br /&gt;
* Comune di Legnano&lt;br /&gt;
* Libera contro le mafie&lt;br /&gt;
* WikiMafia&lt;br /&gt;
Nel corso dell’udienza scelsero di diventare collaboratori di giustizia &#039;&#039;&#039;Saverio Pintaudi&#039;&#039;&#039;, esponente della &#039;ndrina Iamonte affiliato alla [[Locale di Desio]] (collegata alla Locale di Melito Porto Salvo)&#039;&#039;&#039;, William Alfonso Cerbo&#039;&#039;&#039;, collettore economico a Milano del clan catanese Mazzei, e &#039;&#039;&#039;Francesco Bellusci&#039;&#039;&#039;, affiliato alla [[Locale di Legnano-Lonate Pozzolo|locale di Legano-Lonate Pozzolo]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel corso dell&#039;udienza preliminare vi fu la notizia di &#039;&#039;&#039;minacce di morte&#039;&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;&#039;&#039;“Mafia a tre teste” in Lombardia, minacce di morte al procuratore di Milano e alla pm che ha indagato: allerta massima, sicurezza rafforzata&#039;&#039;, ilFattoQuotidiano.it, 26 gennaio 2025[https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/01/26/minacce-di-morte-procuratore-milano-viola-pm-cerreti-sicurezza-rafforzata-inchiesta-hydra/7852238/ .]&amp;lt;/ref&amp;gt; all&#039;indirizzo del Procuratore &#039;&#039;&#039;Marcello Viola&#039;&#039;&#039; e della sostituta &#039;&#039;&#039;Alessandra Cerreti&#039;&#039;&#039;, in risposta alla quale i due vennero invitati prima in Consiglio Comunale a Milano (11 febbraio 2025), poi al consiglio metropolitano (21 marzo 2025)&amp;lt;ref&amp;gt;Consiglio metropolitano straordinario sul fenomeno delle infiltrazioni mafiose, [https://www.cittametropolitana.mi.it/mivedo/video/Consiglio-metropolitano-straordinario-sul-fenomeno-delle-infiltrazioni-mafiose-Cerreti/ Città Metropolitana di Milano].&amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nella sua requisitoria, la dott.ssa Alessandra Cerreti affermò: &amp;lt;blockquote&amp;gt;«attenzione, &#039;&#039;&#039;non è una super mafia&#039;&#039;&#039;, nessuno l&#039;ha mai sostenuto, qua siamo lontani anni luce dal parlare di una mafia nuova, quasi che l&#039;associazione mafiosa contestata avesse &#039;&#039;&#039;la pretesa di raggruppare in sé le tre mafie storiche italiane.&#039;&#039;&#039; [...] Non è mafia nuova né mafia delocalizzata, ma mafiosità immanente: si tratta di un&#039;associazione mafiosa alla quale aderiscono &#039;&#039;&#039;rappresentanti delle tre mafie sul territorio lombardo&#039;&#039;&#039;, e solo sul territorio lombardo, che hanno deciso di mettersi insieme per fare business, semplicemente questo, autorizzate dalle case madri a spendere il brand criminale di Cosa nostra, della Camorra o della &#039;ndrangheta. Ognuno poi esplica la sua capacità mafiosa sulla base dell&#039;appartenenza, ma “&#039;&#039;l’unione fa la pericolosità&#039;&#039;”, come anni fa mi disse un pentito calabrese.&amp;lt;/blockquote&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====Condanne====&lt;br /&gt;
Il [[12 gennaio]] [[2026]] vennero condannate complessivamente &#039;&#039;&#039;62 persone&#039;&#039;&#039;, con pene fino a 16 anni, mentre 9 imputati patteggiarono; &#039;&#039;&#039;29 vennero prosciolti&#039;&#039;&#039; tra abbreviato e udienza preliminare, mentre &#039;&#039;&#039;45 vennero rinviati a giudizio&#039;&#039;&#039; nel processo per rito ordinario. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le condanne più elevate, già al netto della riduzione di un terzo per la scelta del rito abbreviato, e comunque generalmente più basse delle richieste dell’accusa, furono 16 anni a Massimo Rosi, 14 a Filippo Crea, 12 a Giuseppe Fidanzati (contro i 20 anni richiesti dai pm), 14 a Bernardo Pace e 12 ai figli, 13 anni e 4 mesi a Giovanni Abilone. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gli imputati che nel corso del processo scelsero di collaborare giustizia – &#039;&#039;&#039;William Alfonso Cerbo, Francesco Bellusci e Saverio Pintaudi&#039;&#039;&#039; – si videro riconoscere la speciale attenuante. &lt;br /&gt;
{| class=&amp;quot;wikitable&amp;quot;&lt;br /&gt;
|+Condanne Rito abbreviato Hydra - 1° grado&amp;lt;ref&amp;gt;Emanuele Mancini (2026). &#039;&#039;Dispositivo di sentenza - Procedimento n. 17694/25 R.G. GIP / N. 5799/23 R.G.N.R.&#039;&#039;, Tribunale di Milano - Sezione GIP-GUP, 12 gennaio. &amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
!Imputato&lt;br /&gt;
!Esito&lt;br /&gt;
!Pena&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Abilone Giovanni&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;13 anni e 4 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Albanese Vincenza&lt;br /&gt;
|Condannata&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;11 anni e 4 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Aquilano Simone&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;2 anni e 4 mesi di reclusione + 8.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali &lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Bellusci Francesco&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;4 anni e 6 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Blanco &lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;6 anni e 2 mesi di reclusione + 6.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Bonanno Samuele&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;12 anni di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Bramonti Alessandro&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;10 anni e 6 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Brancaccio Domenico&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;10 anni e 6 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Caldarelli Antonio&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;1 anno e 4 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Callipari Pasquale&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;2 anni e 4 mesi di reclusione + 6.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Cerbo William Alfonso&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;5 anni di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Cirillo Giovanni&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;10 anni e 10 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Ciulla Alessio&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;2 anni e 6 mesi di reclusione + 10.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Colombo Emanuela&lt;br /&gt;
|Condannata&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;1 anno e 4 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Coluccio Salvatore&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;2 anni e 8 mesi di reclusione + 6.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Crea Filippo&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;14 anni e 8 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Cristello Giacomo&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;11 anni e 2 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|D&#039;Alia Aurelio&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;3 anni di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Deodato Vincenzo&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;6 anni e 2 mesi di reclusione + 6.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Destefano Michele&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;4 anni di reclusione + 16.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Dimiccoli Antonio&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;6 anni e 2 mesi di reclusione + 6.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Fidanzati Giuseppe&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;14 anni di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Fidanzati Stefano&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;2 anni e 8 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Fiore Giuseppe&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;7 anni e 1 mese di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Fontana Gianfranco&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;5 anni e 4 mesi di reclusione + 20.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Galioto Antonino&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;11 anni e 2 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Gatto Giovanni&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;3 anni e 1 mese di reclusione + 4.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Grasso Antonio&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;13 anni e 8 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Grasso Paolo&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;7 anni di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Jelmini Giada&lt;br /&gt;
|Condannata&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;3 anni e 2 mesi di reclusione + 4.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|La Cara Alessandro&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;5 anni di reclusione + 10.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Mazzotta Pietro&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;13 anni di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Menghetti Maurizio&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;3 anni e 6 mesi di reclusione + 8.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Milano Luca&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;2 anni e 4 mesi di reclusione + 6.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Molluso Alessandro Illuminato&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;4 anni e 4 mesi di reclusione + 10.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Molluso Francesco&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;4 anni di reclusione + 8.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Monti Alessandro&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;4 anni e 8 mesi di reclusione + 10.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Morana Maria Assunta&lt;br /&gt;
|Condannata&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;1 anno e 4 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Mroshaj Ejll&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;2 anni e 4 mesi di reclusione + 6.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Oliveri Carmelo&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;4 anni e 9 mesi di reclusione + 10.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Pace Bernardo&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;14 anni e 4 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Pace Domenico&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;11 anni e 4 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Pace Michele&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;12 anni di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Panaiia Iginio&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;3 anni e 6 mesi di reclusione + 8.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Papalia Daniele&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;4 anni di reclusione + 10.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Perversi Riccardo Francesco&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;3 anni di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Pintaudi Saverio&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;3 anni e 6 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Pizzata Giuseppe&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;14 anni e 4 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Polise Orsolo&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;1 anno e 4 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Postù Maria Domenica&lt;br /&gt;
|Condannata&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;10 anni e 8 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Romeo Antonio&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;2 anni e 8 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Rosi Massimo&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;16 anni di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Russo Andrea Michele&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;4 anni e 8 mesi di reclusione + 10.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Sangalli Daniela&lt;br /&gt;
|Condannata&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;10 anni e 8 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Sanseverino Sergio&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;13 anni di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Sergi Saverio&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;2 anni e 4 mesi di reclusione + 6.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Sorge Giuseppe&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;13 anni di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Spatola Giuseppe&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;1 anno e 4 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Toscano Pasquale Filomeno&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;11 anni e 2 mesi di reclusione&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Veizaj Klement&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;3 anni e 2 mesi di reclusione + 4.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Ventura Mario&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;4 anni e 1 mese di reclusione + 6.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Zavattieri Giuseppe&lt;br /&gt;
|Condannato&lt;br /&gt;
|&#039;&#039;&#039;4 anni e 1 mese di reclusione + 10.000 euro di multa&#039;&#039;&#039;, oltre al pagamento delle spese processuali&lt;br /&gt;
|}&lt;br /&gt;
Per le parti civili fu stabilito il risarcimento del danno da liquidarsi in separato giudizio civile, nonché il pagamento, in solido, di una provvisionale pari ad €. 10.000,00 a titolo di risarcimento del danno morale; infine, alla rifusione delle spese di costituzione e giudizio, che liquidò in euro 6.000,00 a titolo dì compenso professionale, oltre alle spese vive e al 15% a titolo di spese generali forfettarie, iva e cpa come per legge.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Assoluzioni ====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* ABDEL LATIF MOHAMED EMAM TAHA dal reato a lui ascritto (capo 76) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* ALBANESE VINCENZA dai reati di cui ai capi 68 e 77 perché il fatto non sussiste;&lt;br /&gt;
* ANDERLINI GIULIANO dal reato a lui ascritto (capo 63) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* ANTONAZZO PASQUALE dal reato a lui ascritto (capo 68) perché il fatto non sussiste;&lt;br /&gt;
* AQUILANTI MANUELA dal reato a lei ascritto (capo 75) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* BARRA SALVATORE dal reato a lui ascritto (capo 35) per non avere commesso il fatto;&lt;br /&gt;
* BASSETTO ANTONIO dal reato a lui ascritto (capo 79) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* CANNIZZARO CLAUDIO dal reato a lui ascritto (capo 59) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* CASSAGO MARCO dal reato a lui ascritto (capo 65) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* CONGIU LUCA dal reato a lui ascritto (capo 61) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* COTTONE FRANCESCO dal reato a lui ascritto (capo 66) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* CREA FILIPPO dal reato di cui al capo 81 perché il fatto non sussiste;&lt;br /&gt;
* DI MICCOLI ANTONIO dal reato di cui al capo 14 per non avere commesso il fatto;&lt;br /&gt;
* FIDANZATI STEFANO dal reato di cui al capo 1 per non avere commesso il fatto;&lt;br /&gt;
* GAYLI YRINA dai reati a lei ascritti (capi 19, 20 e 21) per non avere commesso il fatto;&lt;br /&gt;
* GENNARO MARIA RITA dal reato a lei ascritto {capo 72) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* GUARNACCIA ANTONINO dai reati a lui ascritti (capi 80.1, 80.2 e 80.3) per non avere commesso il fatto;&lt;br /&gt;
* LI CALZI MAURIZIO dal reato a lui ascritto {capo 72) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* MARINO MARIA dal reato a lei ascritto (capo 72) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* OHANNASSIAN GIRRABET GABRIELE dal reato a lui ascritto (capo 75) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* PERVERSI CLAUDIO dal reato a lui ascritto (capo 86) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* PINTAUDI SAVERIO dal reato di cui al capo 80. l per non aver commesso il fatto;&lt;br /&gt;
* POSTÙ MARIA DOMENICA dai reati di cui ai capi 80.1, 80.2 e 80.3 per non aver commesso il fatto;&lt;br /&gt;
* ROMEO ANTONIO dal reato di cui al capo I per non avere commesso il fatto;&lt;br /&gt;
* SILVESTRO TINDARO dal reato a lui ascritto (capo 63) perché il fatto non costituisce reato;&lt;br /&gt;
* SORCE GIUSEPPE dal reato di cui al capo 77 perché il fatto non sussiste.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Rito ordinario===&lt;br /&gt;
Il rito ordinario iniziò il [[19 marzo]] 2026, presso l’Aula Bunker di San Vittore a Milano. A presiedere il processo la Presidente dell&#039;8° sezione penale del Tribunale di Milano, Maria Luisa Balzarotti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Note==&lt;br /&gt;
&amp;lt;references&amp;gt;&amp;lt;/references&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Bibliografia==&lt;br /&gt;
* Archivio storico de Il Fatto Quotidiano.&lt;br /&gt;
* Cerreti, Alessandra (2023). &amp;quot;&#039;&#039;Richiesta di applicazione di misura cautelare personale e reale - Procedimento N. 5799/23 (stralcio dal 14467/17) R.G. notizie di reato DDA&#039;&#039;&amp;quot;, Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano - Direzione Distrettuale Antimafia, 31 marzo.&lt;br /&gt;
* Mancini, Emanuele (2026). &#039;&#039;Dispositivo di sentenza - Procedimento n. 17694/25 R.G. GIP / N. 5799/23 R.G.N.R.&#039;&#039;, Tribunale di Milano - Sezione GIP-GUP, 12 gennaio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Categoria:Inchieste antimafia]] [[Categoria:Inchieste in Lombardia]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Leadermassimo</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://www.wikimafia.it/w/index.php?title=Processo_Hydra&amp;diff=10929</id>
		<title>Processo Hydra</title>
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		<updated>2026-07-02T20:38:57Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Leadermassimo: Creata pagina con &amp;quot;{{Espandere}}  Il &amp;#039;&amp;#039;&amp;#039;processo Hydra&amp;#039;&amp;#039;&amp;#039; è un procedimento penale nato da un&amp;#039;inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Milano, coordinata dal Procuratore della Repubblica &amp;#039;&amp;#039;&amp;#039;Marcello Viola&amp;#039;&amp;#039;&amp;#039;, dalla Procuratrice aggiunta &amp;#039;&amp;#039;&amp;#039;Alessandra Dolci&amp;#039;&amp;#039;&amp;#039; e dalla sostituta procuratrice &amp;#039;&amp;#039;&amp;#039;Alessandra Cerreti&amp;#039;&amp;#039;&amp;#039;, che ha svelato l&amp;#039;esistenza di un&amp;#039;alleanza tra le tre mafie storiche, Cosa nostra, camorra e &amp;#039;ndrangheta, in Lombardia.  Questa alleanza, rispetto ad altr...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{Espandere}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il &#039;&#039;&#039;processo Hydra&#039;&#039;&#039; è un procedimento penale nato da un&#039;inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Milano, coordinata dal Procuratore della Repubblica &#039;&#039;&#039;Marcello Viola&#039;&#039;&#039;, dalla Procuratrice aggiunta &#039;&#039;&#039;Alessandra Dolci&#039;&#039;&#039; e dalla sostituta procuratrice &#039;&#039;&#039;Alessandra Cerreti&#039;&#039;&#039;, che ha svelato l&#039;esistenza di un&#039;alleanza tra le tre mafie storiche, [[Cosa nostra]], [[camorra]] e [[&#039;ndrangheta]], in Lombardia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questa alleanza, rispetto ad altre collaborazioni più o meno estemporanee e più o meno durature tra organizzazioni criminali diverse registrate in inchieste giudiziarie precedenti, avrebbe il carattere di un &#039;&#039;&#039;accordo stabile e duraturo&#039;&#039;&#039;; secondo i pubblici ministeri, si tratterebbe infatti di:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;blockquote&amp;gt;«un sistema di &#039;&#039;&#039;cointeressenze ed anime multistrutturate&#039;&#039;&#039; composto da gruppi tra loro disomogenei, ma associati attraverso l’apporto comune di capitali, la predisposizione di mezzi, la messa a disposizione di risorse umane, la costituzione di società, tutti elementi funzionalmente aggregati dal fine comune, ossia quello di trarre profitto attraverso molteplici attività (apparentemente lecite ed illecite) che costituiscono la fonte delle entrate delle organizzazioni criminali mafiose di riferimento ed il collante tra le stesse»&amp;lt;ref&amp;gt;Alessandra Cerreti (2023). &amp;quot;Richiesta di applicazione di misura cautelare personale e reale - Procedimento N. 5799/23 (stralcio dal 14467/17) R.G. notizie di reato DDA, Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano - Direzione Distrettuale Antimafia, 31 marzo, p. 205.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;/blockquote&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Attraverso l&#039;espressione &amp;quot;&#039;&#039;&#039;sistema mafioso lombardo&#039;&#039;&#039;&amp;quot;, gli inquirenti hanno definito questo sistema di tipo confederativo nel quale le mafie storiche proietterebbero interessi economici e criminali estremamente qualificati. Si tratterebbe quindi di una &#039;&#039;&#039;nuova associazione criminale&#039;&#039;&#039; rientrante nella fattispecie descritta dall’[[Legge Rognoni - La Torre|articolo 416 bis]] c.p., di cui farebbero parte componenti di Cosa Nostra siciliana, ‘ndrangheta calabrese e camorra napoletana, le quali, in perfetta sinergia e comunità d’intenti, nonché dotate di struttura ed organizzazione comune e stabile, perseguirebbero l’interesse comune di &#039;&#039;&#039;massimizzazione di profitti&#039;&#039;&#039; derivanti da investimenti in settori dell’economia legale di denaro proveniente da varie tipologie di reati. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Antefatti==&lt;br /&gt;
L&#039;avvio delle indagini, condotte dal Nucleo investigativo dei Carabinieri di via Moscova a Milano diretto dal colonnello &#039;&#039;&#039;Antonio Coppola&#039;&#039;&#039;, è coinciso col monitoraggio della locale di &#039;ndrangheta di [[Locale di Legnano-Lonate Pozzolo|Legnano - Lonate Pozzolo]], e in particolare del suo uomo in quel momento più rappresentativo, &#039;&#039;&#039;Massimo Rosi&#039;&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;Ibidem.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le attività di indagine consentirono non solo di riscontrare le dichiarazioni del collaboratore di giustizia &#039;&#039;&#039;Emanuele De Castro&#039;&#039;&#039;, ma anche di accertare come Rosi fosse: &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*costantemente teso alla ricostituzione, anche attraverso la rituale affiliazione di nuovi sodali, della locale di ‘ndrangheta di Legnano e Lonate Pozzolo, ormai falcidiata dalle ultime operazioni;&lt;br /&gt;
*impegnato in attività legate all’importazione ed alla spartizione di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti;&lt;br /&gt;
*strettamente legato a Gioacchino Amico, Raimondo Orlando, Saverio Sergi, Samuele Bonanno, Pasquale Callipari, Roberto Toscano, nonché agli storici esponenti della locale stessa: Vincenzo Rispoli (tramite c.d. «&#039;&#039;‘mbasciate&#039;&#039;» veicolate da e per il carcere dove si trova in regime di [[Articolo 41 bis|41bis]]), Pasquale Rienzi, Raffaele Barletta, Giacomo Cristello e altri;&lt;br /&gt;
*di fatto assunto alla Servizi Integrati SRL, società costituita per gli interessi economici del gruppo criminale, presso i cui uffici passa gran parte del tempo a stretto contatto con Amico e Orlando.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Parallelamente, a seguito delle dichiarazioni di De Castro, veniva identificato e monitorato &#039;&#039;&#039;Gaetano Cantarella&#039;&#039;&#039;, detto &#039;&#039;Tanu U Curtu&#039;&#039;, intercettato per la prima volta il [[25 gennaio]] [[2020]], le cui attività di indagine permisero di confermare i rapporti con esponenti della famiglia mafiosa “&#039;&#039;Mazzei / Carcagnusi&#039;&#039;” ed individuare i principali soggetti a lui collegati, identificati in &#039;&#039;&#039;Gioacchino Amico&#039;&#039;&#039;, &#039;&#039;&#039;Giuseppe Castiglia&#039;&#039;&#039; detto &amp;quot;Pippo&amp;quot; e &#039;&#039;&#039;Giancarlo Vestiti&#039;&#039;&#039;. Proprio Amico, poi divenuto collaboratore di giustizia, sarebbe diventato il collegamento e il collante tra i vari filoni investigativi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il [[3 febbraio]] [[2020]], Cantarella sparì senza lasciare traccia, dopo aver incontrato a Canicattì Gioacchino Amico e Raimondo Orlando. Le successive intercettazioni telefoniche e ambientali, tra il 4 e il 6 febbraio successivi, permisero di acquisire elementi circa il coinvolgimento dei due nella scomparsa di Cantarella, anche se il movente esatto è ancora oggetto di indagine, dopo le dichiarazioni dei vari collaboratori di giustizia (non solo lo stesso Amico, ma anche &#039;&#039;&#039;Bernardo Pace&#039;&#039;&#039;, trovato morto nella sua cella dopo aver reso dichiarazioni agli inquirenti).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Le varie componenti dell&#039;associazione===&lt;br /&gt;
Le indagini permettevano di individuare, quindi, stabili collegamenti tra esponenti delle tre organizzazioni mafiose storiche, finalizzati in particolare al riciclaggio di denaro e al narcotraffico. In particolare, emergeva che il sodalizio tra Giancarlo Vestiti e Gioacchino Amico era in stretto contatto e condivideva sostanziali interessi economici con:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*il &#039;&#039;&#039;clan Moccia&#039;&#039;&#039; di Afragola, in particolare con Luigi e Bruno Moccia, fratelli del “capo” clan Angelo;&lt;br /&gt;
*la &#039;&#039;&#039;famiglia Senese&#039;&#039;&#039; di Roma, in particolare con Michele e Vincenzo Senese, rispettivamente figlio e fratello del boss Michele;&lt;br /&gt;
*la &#039;&#039;&#039;locale di ‘ndrangheta di Legnano-Lonate Pozzolo&#039;&#039;&#039;, guidata da Massimo Rosi e Giacomo Cristello;&lt;br /&gt;
*vari esponenti di famiglie mafiose siciliane come &#039;&#039;&#039;Fidanzati&#039;&#039;&#039;, &#039;&#039;&#039;Mannino&#039;&#039;&#039;, &#039;&#039;&#039;Messina&#039;&#039;&#039; e altre;&lt;br /&gt;
*&#039;&#039;&#039;William Alfonso Cerbo&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;Gaetano Cantarella&#039;&#039;&#039; (fino alla sua scomparsa), affiliati alla famiglia mafiosa catanese dei “Mazzei / Carcagnusi”;&lt;br /&gt;
*&#039;&#039;&#039;Santo Crea&#039;&#039;&#039;, affiliato alla ’ndrina Iamonte, e suo figlio &#039;&#039;&#039;Filippo&#039;&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, pp. 207-208.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===I traffici illeciti dell&#039;associazione===&lt;br /&gt;
Le attività di indagine permettevano di individuare non solo i &#039;&#039;&#039;traffici illeciti&#039;&#039;&#039; del gruppo criminale, ma anche la &#039;&#039;&#039;suddivisione dei ruoli&#039;&#039;&#039; all’interno dell’organizzazione. In particolare, emergeva come il gruppo operasse attraverso &#039;&#039;&#039;diversificati circuiti criminali&#039;&#039;&#039;, passando dalle &#039;&#039;&#039;false fatturazioni&#039;&#039;&#039; al &#039;&#039;&#039;riciclaggio&#039;&#039;&#039; (anche con reimpiego in svariate attività imprenditoriali), all’elusione fiscale nel settore dei carbolubrificanti, dall’importazione e traffico di stupefacenti, alle estorsioni e così via.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo gli inquirenti, proprio le eterogenee attività del gruppo e i rapporti con più organizzazioni criminali consentirebbero di affermare che, al di là dell’ambito mafioso monitorato, si sarebbe in presenza di &#039;&#039;&#039;un livello criminale più elevato&#039;&#039;&#039; che catalizza le risorse finanziare di eterogenei sistemi mafiosi (camorra, ‘ndrangheta, cosa nostra), funzionalizzando investimenti di ingentissimi capitali - in parte derivanti dalle consuete attività illegali (stupefacenti, estorsioni ecc.) - &#039;&#039;&#039;impiegati in attività imprenditoriali apparentemente lecite&#039;&#039;&#039; e gestite da organizzazione criminali, il tutto attraverso uno stabile vincolo associativo costituito proprio dal fine comune.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===I passaggi cruciali dell&#039;inchiesta===&lt;br /&gt;
Nel corso dell’indagine sono stati cristallizzati alcuni eventi che, per importanza e per gli effetti prodotti, hanno condizionato le scelte investigative e consentito di acquisire un quadro di insieme che consente di affermare gli assunti innovativi sopra espressi&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 208 e ss.&amp;lt;/ref&amp;gt;:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*l’omicidio di Gaetano Cantarella;&lt;br /&gt;
*l’arresto di Giancarlo Vestiti e l’assunzione di ruolo di catalizzatore delle diversificate componenti assunto da Gioacchino Amico;&lt;br /&gt;
*la disputa economica che ha contrapposto la famiglia Pace ad Amico, legato alla famiglia Senese, che ha richiesto la mediazione di Giuseppe Fidanzati e Antonino Galioto, detto &amp;quot;Zio Nino&amp;quot;, di Paolo Aurelio Errante Parrino, detto &amp;quot;Zio Paolo&amp;quot; e Antonio Messina, detto &amp;quot;l&#039;Avvocato&amp;quot; (rispettivamente cugino e uomo di fiducia di [[Matteo Messina Denaro]]), di Emanuele Gregorini e Giuseppe Castiglia detto &amp;quot;Pippo&amp;quot; (famiglia Senese), di Demetrio Tripodi (Locale di Desio), di Filippo Crea (&#039;ndrina Iamonte), Giacomo Cristello (Locale di Legnano-Lonate Pozzolo) e dei fratelli Dario e Fabio Nicastro (espressione della cosca gelese “Rinzivillo” operativa in Lombardia);&lt;br /&gt;
*l’avvio di attività edili collegate al “&#039;&#039;superbonus 110%&#039;&#039;” che faranno registrare diversi summit tenuti anche in Sicilia tra gli indagati e soggetti di elevata caratura criminale ivi sedenti tra i quali Stefano Fidanzati (fratello di Giuseppe “Ninni”), Antonio Messina, Serafino Seidita, e che paleseranno gli interessi comuni e le cointeressanze tra le diverse compagini;&lt;br /&gt;
*la ricostituzione della locale di ‘ndrangheta di Legnano-Lonate Pozzolo portata avanti da Rosi e Cristello, anche attraverso la rituale affiliazione di nuovi sodali e il coinvolgimento di storici affiliati, nonché delle locali calabresi di Guardavalle e Cirò Marina;&lt;br /&gt;
*l’apporto economico alle rispettive organizzazioni in una “cassa comune” alimentato dalle consuete attività criminali nel settore degli stupefacenti e nelle estorsioni, nonché da una serie di reati nei settori finanziario/economico;&lt;br /&gt;
*l’infiltrazione nel tessuto economico/sociale e politico/istituzionale del sodalizio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===La struttura dell&#039;organizzazione===&lt;br /&gt;
Le indagini hanno disvelato l’esistenza di &#039;&#039;&#039;una struttura ad organizzazione orizzontale&#039;&#039;&#039;, all’interno della quale non esisterebbe un vertice, ma &#039;&#039;&#039;più gruppi che si muovono parallelamente&#039;&#039;&#039; e che, in virtù di un accordo preventivo, &#039;&#039;&#039;assumono determinazioni comuni funzionali allo sviluppo dell’associazione stessa&#039;&#039;&#039;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo contesto e in virtù di questo &#039;&#039;pactum sceleris&#039;&#039;, i dissidi tra le diverse componenti, in primis quello tra Amico e la famiglia Pace, trovano una soluzione funzionale e necessaria a mantenere in vita quell’accordo, soluzioni che hanno l’effetto di abbassare le rivendicazioni al fine di mantenere in vita quell’organismo che consente, a tutti, di trarre profitto. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
È proprio &#039;&#039;&#039;il profitto che lega il gruppo&#039;&#039;&#039;, che lo tiene in vita, che motiva i singoli e che li induce a ricercare, nell’ambito di quella stessa organizzazione, figure di riferimento (come Errante Parrino, Fidanzati e Messina) che, per carisma, storia criminale, ascendente mafioso, età, sono in grado di indurre posizioni conciliatorie. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Emblematica sotto questo punto di vista un&#039;intercettazione ambientale tra i rappresentanti delle varie componenti, intervenuta negli uffici di Dairago (MI) di una delle società di Gioacchino Amico, teatro di un tentativo di risoluzione della diatriba cui partecipano l’emissario dei Senese, Emanuele Gregorini detto “&#039;&#039;dollarino&#039;&#039;”, Domenico Pace, lo stesso Amico e Giuseppe Fidanzati, detto &amp;quot;Ninni&amp;quot;, durante la quale, tra l’altro, emerge chiaramente il ruolo di Errante Parrino a sostegno dei Pace.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una frase in particolare di Gregorini restituisce la fotografia di quanto sopra: &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
«Quindi troviamo oggi una quadra per com&#039;è, io il motivo reale...me l&#039;ha spiegato GIO&#039;! Io so...so per le due campane, cosi uno sa sempre come parlare e poter poter (inc)... troviamo una quadra tanto GIO, non è in grado di poter... di poter affrontare na spesa, tocca trovare una quadra, per guadagnare tutti, non creare altri pensieri come ha fatto PIPPO e cercare di trovare una soluzione». &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sul fatto che si tratti di un’organizzazione che racchiude varie componenti, così gli risponde Amico: &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
«Io devo guardare a lui, lui è il referente vostro... (incomprensibile)... abbiamo fatto centomila euro, una persona di fiducia, domani lo facciamo... scarichiamo il cinquanta, domani scarichiamo il trenta, il cinquanta per cento va a voi il cinquanta per cento va a noi, compreso Giancarlo. Questa è tutta la cosa, Giancarlo è con noialtri e voialtri vi prendete il cinquanta per cento con chi volete. Si era messo di mezzo lo Zio Paolo e noi per questioni di correttezza gli avevamo detto: “&#039;&#039;Zio Paolo! Se tu vuoi stare nel lato, con Domenico&#039;&#039;”, gli ho detto: “&#039;&#039;e con Dino. Se vi mettete con Domenico e con Dino. Ed è giusto che si chiude sta storia&#039;&#039;”»&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 211.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel proseguo di quella stessa conversazione emerge, con altrettanta chiarezza, come l’organizzazione non sia un’idea astratta, priva di manifestazioni materiali, ma che essa si palesi dotandosi di &#039;&#039;&#039;una struttura autonoma&#039;&#039;&#039; che si estrinseca, tra l’altro, attraverso la predisposizione di mezzi idonei al conseguimento del fine illecito, nel caso di specie attraverso la costituzione di una società ad hoc: &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
AMICO Gioacchino: La persona la metto io e l&#039;azienda, tu metti il capannone, lontano da qua... perché non si può scaricare nella stessa zona dove si mangia, che poi succede che... E allora se volete con il consenso di tutti, i primi che arrivano si chiudono la prima partita per l&#039;impegno dei cinquanta e dopo quando finisce la cosa si divide. La prima partita arriva neanche sessanta giorni ed arriva, tempo della lettera di credito, quarantacinque gioni. Questo è il tutto… Per me questo oggi è l&#039;unica quadra che oggi si può trovare. Perché? Perché ci sono carcerati, ci sono parole di mezzo, non ci sta al proprio posto, non c&#039;è mio zio che loro si sono accordati, capito? oggi... tu ci stavi mi sa a quell&#039;appuntamento”&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 212.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sull’eterogeneità delle compagini d’origine, della quale tutti sono ben consci e consapevoli, gli inquirenti riportarono anche una suggestiva intercettazione ambientale tra Amico e la futura moglie &#039;&#039;&#039;Federica Buccafusca&#039;&#039;&#039;, in relazione agli inviti per il pranzo di matrimonio che di lì a breve si sarebbe celebrato, inviti che seguono un cerimoniale ed un ordine ancorato al “rispetto” dovuto alle famiglie mafiose&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 212 e ss.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’ulteriore conferma della unitarietà del sistema mafioso lombardo e della stabilità del vincolo associativo che lo caratterizza, infine, si desume dalla circostanza che le tre componenti mafiose si siano fatte “autorizzare” – dalle rispettive “case madri - a parteciparvi, come emerge chiaramente in un&#039;intercettazione in cui Gioacchino Amico afferma:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
«Abbiamo costruito un impero e ci siamo fatti autorizzare tutto da Milano ...(incomprensibile)...passando dalla Calabria da Napoli ovunque... Napoli c&#039;ho avuto a che fare io ... omissis»&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 4874.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altra intercettazione emblematica è quella in cui Gregorini, l&#039;[[11 marzo]] [[2021]], afferma:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
«Qua è Milano! Non ci sta Sicilia, non ci sta Roma, non ci sta Napoli, le cose giuste qua si fanno!»&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 1012.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===I Summit===&lt;br /&gt;
Altra circostanza altamente significativa in ordine alla unitarietà dell’associazione mafiosa lombarda è rappresentata dai numerosi summit ai quali hanno partecipato componenti di ciascuna delle tre articolazioni mafiose, nel corso dei quali sono state concordate le principali modalità operative del sistema mafioso lombardo:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
# La riunione a Dairago del 20 marzo 2020;&lt;br /&gt;
# La riunione a Dairago del 15 settembre 2020;&lt;br /&gt;
# La riunione a Dairago del 16 settembre 2020;&lt;br /&gt;
# La riunione ad Abbiategrasso del 17 settembre 2020;&lt;br /&gt;
# La riunione ad Abbiategrasso del 23 settembre 2020;&lt;br /&gt;
# La riunione a Dairago del 28 settembre 2020;&lt;br /&gt;
# La riunione a Dairago del 3 ottobre 2020;&lt;br /&gt;
# La riunione a Dairago del 9 ottobre 2020;&lt;br /&gt;
# La riunione a Dairago del 5 novembre 2020;&lt;br /&gt;
# La riunione a Busto Garolfo del 17 gennaio 2021;&lt;br /&gt;
# La riunione ad Abbiategrasso del 21 gennaio 2021;&lt;br /&gt;
# La riunione a Dairago del 24 marzo 2021;&lt;br /&gt;
# La riunione a Cinisello Balsamo del 31 marzo 2021;&lt;br /&gt;
# La riunione ad Abbiategrasso del 1° aprile 2021;&lt;br /&gt;
# La riunione ad Abbiategrasso del 13 aprile 2021;&lt;br /&gt;
# La riunione a Dairago del 28 aprile 2021;&lt;br /&gt;
# Gli incontri del 13 maggio 2021 (Busto Garolfo&lt;br /&gt;
Inveruno Dairago);&lt;br /&gt;
# La riunione a Dairago del 22 maggio 2021&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 4831 e ss.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===I beni strumentali in comune al sistema mafioso lombardo===&lt;br /&gt;
Le indagini hanno permesso di documentare anche la predisposizione di una fitta rete di mezzi strumentali allo sviluppo dell’associazione, in particolare società costituite ed utilizzate per i fini associativi, che &#039;&#039;&#039;cristallizzano un’equa ripartizione tra le tre diverse componenti mafiose&#039;&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 4838 e ss.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gli immobili e gli uffici delle varie società erano a disposizione dell’intera associazione mafiosa, e spesso venivano usati per i summit sopra citati, come ad esempio la sede della &amp;quot;Servizi Integrati&amp;quot; di Gioacchino Amico&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 4841.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’imponente rete di società, il costante flusso di ingenti capitali illeciti, le incessanti operazioni finanziarie illecite, il drenaggio indebito di fondi pubblici, il reinvestimento in settori leciti e nevralgici dell’economia nazionale - anche attraverso una serie di soggetti compiacenti e/o complici estranei alla organizzazione mafiosa ma perfettamente consapevoli di apportare ad essa il proprio contributo personale e/o professionale - rendono il sistema mafioso lombardo, oltre che estremamente pericoloso per le numerosissime e tradizionali condotte criminose di cui ai vari capi di imputazione, &#039;&#039;&#039;indubbiamente capace di alterare la libera concorrenza ed incidere così sul libero mercato&#039;&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 4871.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===La cassa comune===&lt;br /&gt;
L’attività investigativa ha anche accertato l&#039;esistenza di un “&#039;&#039;&#039;fondo comune&#039;&#039;&#039;” destinato ai detenuti e in generale agli affiliati (e ai loro familiari) in difficoltà, bisognosi di assistenza legale e sostegno economico; fondo indistintamente alimentato dai componenti il sistema mafioso lombardo a prescindere dalle eterogene componenti originarie.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===L&#039;esistenza del &amp;quot;Consorzio&amp;quot; mafioso negli anni &#039;80===&lt;br /&gt;
L&#039;esistenza di un &amp;quot;consorzio&amp;quot; costituito da più componenti mafiose emergeva già nelle attività di indagine tra la fine degli anni &#039;80 e l&#039;inizio degli anni &#039;90.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A parlarne per primo fu, nell&#039;ambito del processo Wall Street, il collaboratore di giustizia [[Salvatore Annacondia]], il quale parlò esplicitamente di &amp;quot;un&#039;unione&amp;quot; tra le famiglie mafiose d&#039;Italia, radicate al Nord.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel processo «&#039;ndrangheta stragista» fu invece il collaboratore &#039;&#039;&#039;Antonino Fiume&#039;&#039;&#039; a precisare che le prime riunioni in cui si era affrontato l’argomento stragi erano avvenute in Lombardia dove si era costituito tra il [[1986]] e il [[1987]] una specie di «&#039;&#039;&#039;Consorzio&#039;&#039;&#039;», ossia un organismo riservato che esercitava “&#039;&#039;un potere, era il potere assoluto che dominava su tutti, perché all&#039;interno c&#039;era ‘‘Ndrangheta, cosa nostra, camorra e sacra corona unita&#039;&#039;”, una sorta di “federazione” che aveva il controllo sul contrabbando delle sigarette e sul traffico della sostanza stupefacente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fiume a tal proposito dichiarò che &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
“questo consorzio aveva il monopolio di tutto lo stupefacente che girava in Italia, lo dovevano comprare solo ed esclusivamente da loro, venderlo come volevano, però dovevano comprarlo solo dal consorzio tutti gli affiliati. Chi trasgrediva, veniva ucciso. Determinati omicidi e determinate cose venivano scelti solo dai capi del consorzio, che per riconoscersi... utilizzavano... avevano tutti lo stesso bracciale, che altro non era che un bracciale composto da fili di elefanti, che rappresentava Catania, coso... un lingotto d&#039;Oro tatuato della &#039;ndrangheta, e adesso non mi ricordo bene, però il capo del consorzio non aveva il bracciale, aveva il girocollo, che era fatto allo stesso modo, che ce l&#039;aveva Antonio Papalia, che in un momento storico, che non c&#039;era, glielo aveva lasciato pure a Giuseppe De Stefano. E io gli ho detto: “Questo coso restituirglielo”. Cioè, era un rito, come dire, se li mettevano sul tavolo, c&#039;era qualcuno delegato del consorzio, poteva parlare solo se aveva questo bracciale o il girocollo”&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 4872.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Al vertice di tale organismo, anche Fiume, come Annacondia, poneva [[Antonio Papalia]], il quale “&#039;&#039;col triumvirato della Jonica, era stato messo a Milano, e sulla Lombardia era lui che controllava tutto, però erano in buoni rapporti con tutte le altre organizzazioni, lui era il punto di riferimento&#039;&#039;”, mentre [[Franco Coco Trovato]] (consuocero di [[Carmine De Stefano]]) era un gradino sotto nel senso che l’ultima parola spettava a Papalia, chiarendo che insieme erano il vertice della componente ‘ndranghetistica che era prevalente nel Consorzio di cui facevano parte, tra gli altri: Jimmy Miano e Turi Cappello (i quali erano “&#039;&#039;dentro proprio come se fossero calabresi, anche se siciliani&#039;&#039;”), Pepè Flachi, il pugliese Annacondia, gli Arena di isola Capo Rizzuto, i Ficarelli (specificando Vincenzo Ficara), Mico (Domenico) Tegano che però non presenziava su Milano, i Latella con Giovanni Puntorieri, Mico Paviglianiti che aveva un ruolo importante, Schettini, Pace Salvatore (un riservato di Antonio Papalia), Vittorio Foschini, e Luigi Mancuso (“c’era dentro”).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fiume raccontò delle fibrillazioni all’interno di Cosa nostra catanese nei primi anni ’90 per cui i Santapaola volevano uccidere Jimmy Miano, ma che alla fine [[Nitto Santapaola]] aveva mandato a dire a [[Salvatore Riina|Totò Riina]] “Ditegli a zio Totò che se vuole io gli lascio la tavola apparecchiata”, perché aveva capito che lo volevano scalzare da Catania e mettere Mazzei, precisando che la sua fonte di conoscenza era Carmine De Stefano, che insieme al fratello Giuseppe aveva dal Consorzio un fisso di venti milioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Molte riunioni del Consorzio avvenivano a Monza dove c’era una specie di albergo, a Limbiate che era di proprietà di un amico di Antonio Papalia, altre avvenivano presso un autolavaggio che era di un parente di Pepè Flachi e altre ancora a Olginate a casa dell’amante di Totò Schettini.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In seno al Consorzio si decidevano omicidi, tra cui quello del figlio del boss [[Raffaele Cutolo]] (come confermato dal collaboratore Pace autore di quell&#039;omicidio) e della guardia carceraria [[Umberto Mormile]], che era stato commesso da Totò Schettini per decisione del “consorzio”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fiume, riferendosi all’omicidio Mormile, riferì anche della rabbia di Coco Trovato perché era stata lasciata l’arma sul posto, dichiarando che i servizi segreti erano certamente i mandanti dell&#039;omicidio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Insomma, già a partire dagli anni ’80 in Lombardia erano stati avviati tra le varie organizzazioni criminali intensi rapporti di collaborazione che avevano portato alla commissione di traffici illeciti di varia natura soprattutto in materia di droga.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==La decisione del Giudice per le indagini preliminari==&lt;br /&gt;
Nonostante l&#039;imponente quadro probatorio, il Giudice per le Indagini Preliminari Tommaso Perna il [[25 ottobre]] [[2023]] rigettò ben 143 richieste di misure cautelari su 154, disponendo l&#039;arresto solo di 11 persone e negando l&#039;esistenza di un&#039;associazione mafiosa, accusa ridotta solo a tre imputati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Addirittura rispetto alle dichiarazioni di Annacondia e Fiume allegate dalla procura il GIP scrisse: “&#039;&#039;Nulla aggiungono al quadro sinora delineato le due integrazioni depositate dalla Procura della Repubblica peraltro scarsamente argomentate&#039;&#039;”. Inoltre, nella parte finale dell’indagine, la Procura intercetta la volontà di Filippo Crea di infiltrarsi, attraverso una nuova società, negli appalti pubblici per la ricostruzione del dopo alluvione in Emilia Romagna. Viene così chiesta una proroga di intercettazioni, negata però dal giudice, il quale fin dall’inizio della sua ordinanza dichiarò di non condividere “&#039;&#039;a monte ogni aspetto riguardante la supposta esistenza di un accordo stabile e duraturo tra le diverse componenti calabrese, siciliana e romana, ai quali l’odierno decidente ritiene di non poter aderire&#039;&#039;”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;inchiesta sarebbe dovuta partire ben prima dell’estate e con un fermo diretto della Procura, al quale il pubblico ministero era arrivato dopo mesi di estenuanti colloqui con ben sei procure (Reggio Calabria, Catanzaro, Palermo, Caltanissetta, Napoli, Roma), oltre alla Direzione nazionale antimafia. Il tutto per spiegare e alla fine ottenere il via libera al &#039;&#039;&#039;radicamento della competenza presso la Procura di Milano&#039;&#039;&#039;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ottenuto questo e stampate decine di copie del fermo con una spesa di circa 10mila euro, il fermo stesso è stato bloccato dai vertici della Procura, ma mai revocato dal pubblico ministero. Alla base di tutto questo iter non risulterebbero comunicazioni scritte. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopodiché ad aprile 2023 si optò per una classica ordinanza con richieste di arresto. L’ordinanza venne depositata il 26 settembre e, visto il contenuto, in dieci giorni la Procura produsse un corposo ricorso al Tribunale del Riesame. Tra le varie cose, venne segnalato come il Giudice per le Indagini Preliminari avesse fatto &amp;quot;copia-incolla&amp;quot; di buona parte di un testo dell’avvocato napoletano Salvatore Del Giudice, riportato sul suo sito alla data del 12 settembre 2022 e intitolato “&#039;&#039;Il reato di associazione mafiosa ex art. 416 bis c.p. – I criteri legali di accertamento&#039;&#039;”&amp;lt;ref&amp;gt;Davide Milosa, &#039;&#039;“Non è mafia”: contro la Procura il gip copia il testo di un avvocato&#039;&#039;, il Fatto Quotidiano, 26 ottobre 2023.&amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===La decisione del Tribunale del Riesame===&lt;br /&gt;
Il [[14 ottobre]] [[2024]] il Tribunale del Riesame ribaltò completamente la decisione del GIP, confermando l’attualità e la bontà del capo 1 dell’ordinanza, che individuava in elementi apicali di Cosa nostra, ‘ndrangheta e camorra romana i membri di un consorzio mafioso o sistema mafioso lombardo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un&#039;entità che non andava definita come: “&#039;&#039;una super-mafia come evocato dal gip o una confederazione in senso stretto tra associazioni mafiose&#039;&#039;”, scriveva il Riesame, che poi spiegò “&#039;&#039;come la diversità di provenienza sulla essenza della mafiosità&#039;&#039;” anzi “&#039;&#039;accomuna e non divide&#039;&#039;” i membri dell&#039;associazione. In uno dei provvedimenti notificati, il Riesame aggiungeva: “&#039;&#039;Il sodalizio come ricostruito presenta una &#039;&#039;&#039;mafiosità immanente&#039;&#039;&#039; che è il diretto portato della mafiosità dei suoi componenti più rappresentativi e in quanto tali in grado di concretamente condizionare lo svolgersi della vita dell’associazione&#039;&#039;”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il ricorso dei legali degli imputati contro la decisione del Riesame venne bocciato dalla Cassazione il [[25 gennaio]] [[2025]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Processo==&lt;br /&gt;
La Procura di Milano, dopo aver incassato le sentenze favorevoli di Riesame e Cassazione, depositò a fine febbraio 2025 l’avviso di chiusura indagini per 146 indagati. Di questi, 48 vennero accusati di associazione mafiosa. Il procuratore di Milano Marcello Viola firmò la richiesta di rinvio a giudizio il 4 aprile 2025.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Rito abbreviato===&lt;br /&gt;
L&#039;udienza preliminare si tenne nell&#039;Aula Bunker di Opera, davanti al giudice Emanuele Mancini. Dei 146 imputati, 77 scelsero il rito abbreviato e 59 il rito ordinario, mentre i restanti chiesero di patteggiare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si costituirono parte civile:&lt;br /&gt;
* Regione Lombardia&lt;br /&gt;
* Città Metropolitana di Milano&lt;br /&gt;
* Comune di Milano&lt;br /&gt;
* Comune di Varese&lt;br /&gt;
* Comune di Legnano&lt;br /&gt;
* Libera contro le mafie&lt;br /&gt;
* WikiMafia&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====Condanne====&lt;br /&gt;
Il [[12 gennaio]] [[2026]] vennero condannate complessivamente 62 persone, con pene fino a 16 anni, mentre 9 imputati hanno patteggiato e 11 sono stati prosciolti in udienza preliminare (prima della requisitoria finale e della sentenza) e 45 sono stati rinviati a giudizio nel processo per rito ordinario. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le condanne più elevate, già al netto della riduzione di un terzo per la scelta del rito abbreviato, e comunque generalmente più basse delle richieste dell’accusa, furono 16 anni a Massimo Rosi, 14 a Filippo Crea, 12 a Giuseppe Fidanzati (contro i 20 anni richiesti dai pm), 14 a Bernardo Pace e 12 ai figli, 13 anni e quattro mesi a Giovanni Abilone. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gli imputati che nel corso del processo scelsero di collaborare giustizia – William Alfonso Cerbo, Francesco Bellusci e Saverio Pintaudi – si videro riconoscere la speciale attenuante, rimediando 4 anni e mezzo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Rito ordinario===&lt;br /&gt;
Il rito ordinario iniziò il [[19 marzo]] 2026, presso l’Aula Bunker di San Vittore a Milano. A presiedere il processo la Presidente dell&#039;8° sezione penale del Tribunale di Milano, Maria Luisa Balzarotti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Note==&lt;br /&gt;
&amp;lt;references&amp;gt;&amp;lt;/references&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Bibliografia==&lt;br /&gt;
* Cerreti, Alessandra (2023). &amp;quot;&#039;&#039;Richiesta di applicazione di misura cautelare personale e reale - Procedimento N. 5799/23 (stralcio dal 14467/17) R.G. notizie di reato DDA&#039;&#039;&amp;quot;, Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano - Direzione Distrettuale Antimafia, 31 marzo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Categoria:Inchieste antimafia]] [[Categoria:Inchieste in Lombardia]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Leadermassimo</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://www.wikimafia.it/w/index.php?title=Comuni_sciolti_per_mafia&amp;diff=10926</id>
		<title>Comuni sciolti per mafia</title>
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		<updated>2026-06-05T07:20:51Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Leadermassimo: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{#seo:&lt;br /&gt;
|site_name=WikiMafia&lt;br /&gt;
|keywords=comuni sciolti per mafia, comuni sciolti per infiltrazione mafiosa, consigli comunali sciolti per infiltrazione mafiosa, mafia, antimafia, wikimafia, comuni mafia, scioglimento comuni mafia,&lt;br /&gt;
|description=Il primo elenco completo di tutti i comuni sciolti per mafia in Italia, dal 1991 ad oggi. &lt;br /&gt;
|image=File:Comuni sciolti per mafia wiki sito.jpg&lt;br /&gt;
|image_alt=Comuni sciolti per mafia&lt;br /&gt;
|type=website&lt;br /&gt;
|section=Mafia&lt;br /&gt;
}}&lt;br /&gt;
[[File:Comuni sciolti per mafia wiki sito.jpg|250x250px|thumb|alt=Comuni sciolti per mafia WikiMafia]]&lt;br /&gt;
Dal [[1991]] al 2026 sono stati sciolti &#039;&#039;&#039;401 Consigli comunali&#039;&#039;&#039; &#039;&#039;&#039;per infiltrazioni mafiose&#039;&#039;&#039;, di cui 25 annullati a seguito di ricorso (dati aggiornati al 5 giugno 2026). A questi si aggiungono &#039;&#039;&#039;7 aziende ospedaliere&#039;&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Lo scioglimento dei Consigli Comunali e provinciali per infiltrazione mafiosa fu istituito in risposta all&#039;orrore della [[Strage del Venerdì nero di Taurianova]] col decreto-legge n. 164 del 31 maggio 1991, convertito successivamente nella legge 221 del 22 luglio 1991. Attualmente è previsto dall&#039;art. 143 del Testo Unico degli Enti Locali (d.lgs. 267/2000). Per approfondire la normativa di riferimento, si veda [[Legge sullo Scioglimento dei Consigli comunali per mafia]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Elenco dei Consigli Comunali sciolti per infiltrazione mafiosa, in ordine cronologico==&lt;br /&gt;
Quello che segue è l&#039;elenco aggiornato di tutti i &#039;&#039;&#039;Consigli Comunali sciolti per infiltrazione mafiosa&#039;&#039;&#039;, dal [[1991]] ad oggi. È possibile ordinare i Comuni in ordine alfabetico, per provincia e per regione, in ordine ascendente o discendente, cliccando sulla prima casella della colonna preferita (quella che contiene il titolo).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{| class=&amp;quot;wikitable sortable&amp;quot;&lt;br /&gt;
!Comune!!Provincia!!Regione !!Anno/Mese/Giorno&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Taurianova || Reggio Calabria||Calabria||1991-08-02&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Casandrino||Napoli||Campania||1991-08-02&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Casal di Principe || Caserta||Campania||1991-09-30&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Casapesenna||Caserta || Campania||1991-09-30&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Mondragone||Caserta||Campania||1991-09-30&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Adrano|| Catania||Sicilia||1991-09-30&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Sant&#039;Andrea Apostolo dello Jonio &#039;&#039;&#039;(Annullato)&#039;&#039;&#039;||Catanzaro||Calabria||1991-09-30&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Lamezia Terme||Catanzaro||Calabria||1991-09-30&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Gallipoli||Lecce||Puglia||1991-09-30&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Surbo|| Lecce||Puglia||1991-09-30&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Piraino|| Messina||Sicilia||1991-09-30&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Marano di Napoli||Napoli||Campania||1991-09-30&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Poggiomarino||Napoli || Campania||1991-09-30&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Sant&#039;Antimo||Napoli||Campania||1991-09-30&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Cerda || Palermo || Sicilia||1991-09-30&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Santa Flavia||Palermo||Sicilia||1991-09-30&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Trabia &#039;&#039;&#039;(Annullato)&#039;&#039;&#039; || Palermo||Sicilia||1991-09-30&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Delianuova||Reggio Calabria||Calabria||1991-09-30&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Melito di Porto Salvo||Reggio Calabria|| Calabria||1991-09-30&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Seminara||Reggio Calabria||Calabria||1991-09-30&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Misterbianco||Catania||Sicilia||1991-12-21&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Isca sullo Ionio||Catanzaro|| Calabria||1992-01-28&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Stefanaconi || Catanzaro||Calabria||1992-01-28&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Rosarno||Reggio Calabria||Calabria||1992-01-28&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Quarto||Napoli||Calabria||1992-04-10&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|San Ferdinando ||Reggio Calabria||Calabria||1992-05-20&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Capaci ||Palermo ||Sicilia||1992-06-09&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Misilmeri||Palermo||Sicilia|| 1992-06-09&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Mascali ||Catania ||Sicilia ||1992-06-09&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Campobello di Mazara||Trapani||Sicilia||1992-07-11&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Niscemi||Caltanissetta||Sicilia||1992-07-18&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Gela||Caltanissetta || Sicilia || 1992-07-18&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Scicli &#039;&#039;&#039;(Annullato)&#039;&#039;&#039;||Ragusa||Sicilia|| 1992-07-18&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Recale ||Caserta ||Campania||1992-07-31&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Licata || Agrigento||Sicilia||1992-07-31&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|San Cipriano d&#039;Aversa||Caserta||Campania||1992-08-27&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Cesa||Caserta || Campania||1992-08-27&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Grazzanise || Caserta || Campania||1992-09-11&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Riesi||Caltanissetta||Sicilia||1992-10-16&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Villa di Briano||Caserta||Campania||1992-10-26&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Santa Maria la Fossa ||Caserta||Campania||1992-10-26&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Lusciano ||Caserta||Campania||1992-12-12&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Carinola||Caserta|| Campania||1993-01-18&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Gioia Tauro||Reggio Calabria||Calabria||1993-01-18&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Acerra||Napoli||Campania||1993-01-18&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Frignano||Caserta||Campania||1993-03-11&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Termini Imerese||Palermo||Sicilia||1993-03-11&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|San Giovanni La Punta||Catania||Sicilia|| 1993-03-11&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Caccamo||Palermo||Sicilia||1993-03-11&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Bagheria||Palermo||Sicilia|| 1993-03-11&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Pagani||Salerno ||Campania||1993-03-11&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Scafati||Salerno||Campania ||1993-03-11&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Terlizzi||Bari||Puglia||1993-03-30&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Modugno||Bari ||Puglia||1993-03-30&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Quindici||Avellino||Campania||1993-04-14&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Nocera Inferiore ||Salerno ||Campania||1993-04-14&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Partanna||Trapani || Sicilia||1993-04-14&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Casamarciano|| Napoli||Campania||1993-06-04&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Casola di Napoli||Napoli||Campania||1993-06-04&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|San Giuseppe Vesuviano|| Napoli||Campania||1993-06-04&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Torre Annunziata||Napoli ||Campania||1993-06-04&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Ercolano||Napoli || Campania||1993-06-14&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Molochio||Reggio Calabria||Calabria||1993-06-23&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Sarno||Salerno||Campania||1993-06-23&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Pago del Vallo di Lauro || Avellino||Campania||1993-06-23&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Aci Catena||Catania||Sicilia||1993-06-28&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Mascalucia|| Catania||Sicilia ||1993-07-13&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Nola||Napoli||Campania||1993-08-16&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Pomigliano d&#039;Arco||Napoli||Campania||1993-08-16&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Sant&#039;Antonio Abate || Napoli || Campania||1993-09-02&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Gioia del Colle||Bari||Puglia||1993-09-10&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Trani || Bari|| Puglia||1993-09-10&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Mazara del Vallo||Trapani||Sicilia|| 1993-10-25&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Ragalna||Catania ||Sicilia||1993-11-23&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Teverola||Caserta||Campania||1993-12-16&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Montalbano Jonico||Matera||Basilicata||1993-12-16&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Villaricca||Napoli||Campania||1994-01-17&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|San Paolo Belsito|| Napoli||Campania ||1994-03-04&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Monopoli||Bari||Puglia || 1994-04-23&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| San Lorenzo Maggiore||Benevento||Campania||1994-04-24&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Camini || Reggio Calabria||Calabria||1995-01-16&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Roghudi||Reggio Calabria||Calabria||1995-01-16&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Bardonecchia||Torino||Piemonte||1995-05-02&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Casapesenna||Caserta||Campania||1996-01-30&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Roccaforte Greco||Reggio Calabria||Calabria||1996-02-10&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Melito di Porto Salvo ||Reggio Calabria||Calabria|| 1996-02-28&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Pimonte||Napoli||Campania||1996-04-04&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Nola &#039;&#039;&#039;(Annullato)&#039;&#039;&#039;||Napoli||Campania||1996-04-26&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Altavilla Milicia ||Palermo ||Sicilia||1996-07-11&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Santa Maria la Fossa||Caserta||Campania||1996-07-11&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Casal di Principe||Caserta||Campania||1996-12-23&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Liveri||Napoli ||Campania||1997-05-19&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Terzigno||Napoli||Campania||1997-07-28&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Ottaviano||Napoli || Campania||1997-09-08&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Cosoleto||Reggio Calabria|| Calabria||1997-09-08&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Sinopoli||Reggio Calabria||Calabria|| 1997-09-08&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Lascari||Palermo||Sicilia|| 1997-10-31&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Pollina||Palermo||Sicilia||1997-10-31&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Grazzanise||Caserta||Campania||1998-01-26&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Villa di Briano||Caserta||Campania||1998-01-26&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Casandrino||Napoli||Campania||1998-02-16&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Santo Stefano in Aspromonte||Reggio Calabria||Calabria||1998-03-30&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Castel Volturno||Caserta||Campania||1998-09-14&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Boscoreale||Napoli||Campania||1998-12-15&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Poggiomarino||Napoli||Campania|| 1999-02-09&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Caccamo|| Palermo||Sicilia|| 1999-03-10&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Afragola &#039;&#039;&#039;(Annullato)&#039;&#039;&#039;||Napoli ||Campania||1999-04-20&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Bagheria ||Palermo ||Sicilia||1999-04-20&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Ficarazzi ||Palermo ||Sicilia||1999-04-20&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Villabate||Palermo||Sicilia||1999-04-20&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Calatabiano||Catania || Sicilia||2000-07-10&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Rizziconi||Reggio Calabria || Calabria||2000-07-31&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|San Luca||Reggio Calabria||Calabria||2000-09-14&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Pignataro Maggiore||Caserta||Campania||2000-11-30&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Cirò||Crotone||Calabria||2001-02-19&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Pompei||Napoli||Campania||2001-09-11&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Cinisi||Palermo||Sicilia||2001-09-11&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Caltavuturo||Palermo || Sicilia||2001-10-08&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Marcedusa||Catanzaro||Calabria||2001-10-08&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|San Gennaro Vesuviano||Napoli||Campania||2001-11-06&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Santa Maria la Carità||Napoli||Campania|| 2002-02-08&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Portici ||Napoli||Campania||2002-09-10&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Quindici||Avellino||Campania||2002-09-24&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Lamezia Terme ||Catanzaro||Calabria||2002-11-05&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|San Paolo Belsito||Napoli|| Campania||2002-11-05&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Frattamaggiore||Napoli || Campania||2002-11-05&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Pantelleria||Trapani|| Sicilia||2003-03-17&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Briatico||Vibo Valentia||Calabria||2003-03-17&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Misilmeri||Palermo||Sicilia||2003-04-29&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|San Giovanni La Punta||Catania||Sicilia||2003-05-09&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Botricello &#039;&#039;&#039;(Annullato)&#039;&#039;&#039;||Catanzaro||Calabria||2003-05-09&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Isola Capo Rizzuto||Crotone||Calabria||2003-05-09&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Strongoli &#039;&#039;&#039;(Annullato)&#039;&#039;&#039;||Crotone||Calabria ||2003-09-03&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Monasterace &#039;&#039;&#039;(Annullato)&#039;&#039;&#039; || Reggio Calabria || Calabria || 2003-10-27&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Roccaforte del Greco||Reggio Calabria||Calabria||2003-10-27&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Africo &#039;&#039;&#039;(Annullato)&#039;&#039;&#039;||Reggio Calabria|| Calabria||2003-10-27&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Guardavalle||Catanzaro||Calabria||2003-11-21&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Montecorvino Pugliano||Salerno||Campania||2003-11-21&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Niscemi|| Caltanissetta ||Sicilia||2004-04-27&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Villabate||Palermo || Sicilia||2004-04-27&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Marano &#039;&#039;&#039;(Annullato)&#039;&#039;&#039; || Napoli||Campania||2004-07-28&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Canicattì||Agrigento||Sicilia||2004-09-06&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Volla ||Napoli||Campania||2004-11-02&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Calanna||Reggio Calabria ||Calabria||2004-11-02&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Burgio||Agrigento|| Sicilia||2005-09-02&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Nicotera||Vibo Valentia||Calabria||2005-09-02&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Vicari||Palermo||Sicilia||2005-10-25&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Crispano||Napoli||Campania|| 2005-10-25&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Casoria||Napoli || Campania||2005-10-25&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Torre del Greco &#039;&#039;&#039;(Annullato)&#039;&#039;&#039;||Napoli ||Campania||2005-10-25&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Afragola||Napoli||Campania||2005-10-25&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Tufino &#039;&#039;&#039;(Annullato)&#039;&#039;&#039;||Napoli||Campania||2005-10-25&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Nettuno||Roma||Lazio||2005-11-28&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Torretta||Palermo || Sicilia||2005-11-28&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|San Tammaro||Caserta||Campania||2005-12-23&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Melito di Napoli||Napoli ||Campania||2005-12-23&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Pozzuoli||Napoli||Campania||2005-12-23&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Terme Vigliatore ||Messina||Sicilia||2005-12-23&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Boscoreale||Napoli||Campania||2005-01-26&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Brusciano &#039;&#039;&#039;(Annullato)&#039;&#039;&#039;||Napoli || Campania||2005-01-26&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Riesi|| Caltanissetta ||Sicilia||2005-01-26&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Roccamena||Palermo||Sicilia||2006-01-26&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Castellammare Golfo||Trapani ||Sicilia||2006-03-27&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Platì||Reggio Calabria||Calabria||2006-07-07&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Casaluce||Caserta || Campania||2006-07-07&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Campobello di Licata ||Agrigento||Sicilia||2006-07-18&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| San Gennaro Vesuviano &#039;&#039;&#039;(Annullato)&#039;&#039;&#039;||Napoli||Campania||2006-11-15&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Cerda ||Palermo||Sicilia||2006-12-12&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Soriano Calabro||Vibo Valentia||Calabria||2007-01-25&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|San Gregorio d&#039;Ippona||Vibo Valentia||Calabria||2007-04-24&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Parghelia|| Vibo Valentia||Calabria||2007-09-17&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Lusciano||Caserta || Campania||2007-10-17&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Seminara || Reggio Calabria ||Calabria ||2007-12-29&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Casalnuovo di Napoli||Napoli||Campania||2007-12-29&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Marcianise &#039;&#039;&#039;(Annullato)&#039;&#039;&#039;||Caserta||Campania||2008-03-19&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|San Cipriano d&#039;Aversa &#039;&#039;&#039;(Annullato)&#039;&#039;&#039;||Caserta||Campania||2008-03-19&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Arzano||Napoli|| Campania||2008-03-05&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Gioia Tauro||Reggio Calabria|| Calabria||2008-04-24&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Siculiana||Agrigento|| Sicilia||2008-06-13&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Orta di Atella|| Caserta|| Campania|| 2008-07-24&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Amantea &#039;&#039;&#039;(Annullato)&#039;&#039;&#039;||Cosenza||Calabria||2008-08-04&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Rosarno||Reggio Calabria||Calabria||2008-12-15&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Pago del Vallo di Lauro||Avellino||Campania ||2009-03-13&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Villa Literno &#039;&#039;&#039;(Annullato)&#039;&#039;&#039;||Caserta||Campania||2009-04-23&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|San Ferdinando || Reggio Calabria||Calabria||2009-04-23&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Taurianova ||Reggio Calabria||Calabria||2009-04-23&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Sant&#039;Onofrio||Vibo Valentia ||Calabria ||2009-04-23&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Castello di Cisterna||Napoli||Campania||2009-07-10&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Fabrizia||Vibo Valentia||Calabria||2009-07-27&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Vallelunga Pratameno &#039;&#039;&#039;(Annullato)&#039;&#039;&#039;||Caltanissetta||Sicilia|| 2009-07-27&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Furnari||Messina||Sicilia||2009-12-04&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|San Giuseppe Vesuviano||Napoli||Campania||2009-12-09&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Borgia||Catanzaro||Calabria||2010-07-02&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Gricignano di Aversa|| Caserta||Campania||2010-08-02&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Nicotera|| Vibo Valentia||Calabria||2010-08-13&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Condofuri||Reggio Calabria||Calabria||2010-10-12&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|San Procopio || Reggio Calabria || Calabria || 2010-12-23&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Roccaforte del Greco||Reggio Calabria||Calabria||2011-02-28&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Bordighera &#039;&#039;&#039;(Annullato)&#039;&#039;&#039;|| Imperia|| Liguria||2011-03-10&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Castrofilippo ||Agrigento||Sicilia||2011-04-15&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Corigliano Calabro||Cosenza||Calabria||2011-06-09&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Marina di Gioiosa Ionica||Reggio Calabria||Calabria||2011-07-07&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Nardodipace||Vibo Valentia||Calabria|| 2011-12-19&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Samo||Reggio Calabria||Calabria||2012-01-24&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Briatico||Vibo Valentia||Calabria||2012-01-24&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Ventimiglia &#039;&#039;&#039;(annullato)&#039;&#039;&#039;||Imperia ||Liguria||2012-02-06&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Careri|| Reggio Calabria || Calabria|| 2012-02-15&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Sant&#039;Ilario dello Ionio ||Reggio Calabria||Calabria||2012-02-15&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Salemi||Trapani||Sicilia||2012-03-23&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Rocalmuto || Agrigento||Sicilia||2012-03-23&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Bova Marina||Reggio Calabria||Calabria||2012-03-23&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Platì||Reggio Calabria||Calabria||2012-03-23&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Gragnano||Napoli||Campania||2012-03-23&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Leinì||Torino||Piemonte|| 2012-03-23&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Pagani||Salerno|| Campania||2012-03-23&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Bagaladi &#039;&#039;&#039;(Annullato)&#039;&#039;&#039;||Reggio Calabria||Calabria||2012-04-06&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Mileto||Vibo Valentia||Calabria||2012-04-06&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Casapesenna||Caserta||Campania||2012-04-06&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Castel Volturno||Caserta||Campania||2012-04-06&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Casal di Principe||Caserta||Campania||2012-04-06&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Rivarolo Canavese||Torino||Piemonte||2012-05-22&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Mongiana||Vibo Valentia||Calabria||2012-07-12&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Misilmeri ||Palermo ||Sicilia ||2012-07-27&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Campobello di Mazara||Trapani||Sicilia||2012-07-27&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|San Cipriano d&#039;Aversa|| Caserta||Campania||2012-09-04&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Reggio Calabria||Reggio Calabria||Calabria||2012-10-09&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Isola delle Femmine||Palermo||Sicilia||2012-11-09&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Augusta||Siracusa||Sicilia||2013-03-08&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Grazzanise||Caserta||Campania||2013-03-08&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Quarto||Napoli||Campania|| 2013-03-27&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Mascali||Catania||Sicilia||2013-03-27&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Polizzi Generosa||Palermo||Sicilia||2013-03-27&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|San Calogero||Vibo Valentia||Calabria||2013-03-27&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Siderno||Reggio Calabria||Calabria||2013-03-27&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Melito di Porto Salvo||Reggio Calabria||Calabria||2013-03-27&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Casignana ||Reggio Calabria||Calabria ||2013-04-19&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Montebello Jonico||Reggio Calabria||Calabria||2013-04-24&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Giugliano||Napoli || Campania||2013-04-24&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|San Luca||Reggio Calabria||Calabria||2013-05-19&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Ardore || Reggio Calabria||Calabria||2013-06-27&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Taurianova||Reggio Calabria||Calabria||2013-07-05&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Sedriano||Milano||Lombardia||2013-10-15&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Cirò &#039;&#039;&#039;(Annullato)&#039;&#039;&#039;|| Crotone ||Calabria ||2013-10-21&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Joppolo &#039;&#039;&#039;(Annullato)&#039;&#039;&#039;||Vibo Valentia||Calabria||2014-02-07&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Ricadi||Vibo Valentia||Calabria||2014-02-11&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Altavilla Milicia||Palermo||Sicilia|| 2014-02-11&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Scalea||Cosenza||Calabria||2014-02-25&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Montelepre||Palermo || Sicilia||2014-03-13&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Battipaglia||Salerno||Campania||2014-04-04&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Cellino San Marco||Brindisi||Puglia||2014-04-19&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Badolato||Catanzaro||Calabria||2014-04-19&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Africo||Reggio Calabria||Calabria||2014-08-01&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Giardinello &#039;&#039;&#039;(Annullato)&#039;&#039;&#039;||Palermo||Sicilia||2014-08-08&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|San Ferdinando||Reggio Calabria|| Calabria||2014-10-31&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Bovalino||Reggio Calabria||Calabria||2015-04-02&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Bagnara Calabra||Reggio Calabria||Calabria||2015-04-14&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Arzano||Napoli||Campania||2015-04-29&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Scicli|| Ragusa|| Sicilia||2015-04-29&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Monte Sant&#039;Angelo||Foggia || Puglia||2015-07-20&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Ostia (X Municipio di Roma)|| Roma||Lazio ||2015-09-27&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Mazzarà Sant&#039;Andrea||Messina||Sicilia||2015-10-13&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Nardodipace|| Vibo Valentia||Calabria||2015-12-07&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Brescello||Reggio Emilia||Emilia-Romagna||2016-04-20&lt;br /&gt;
|- &lt;br /&gt;
|Trentola-Ducenta ||Caserta ||Campania||2016-05-10&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Corleone || Palermo||Sicilia||2016-08-12&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Tropea|| Vibo Valentia||Calabria||2016-08-12&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Rizziconi||Reggio Calabria||Calabria||2016-10-28&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Palazzo Adriano||Palermo|| Sicilia||2016-10-28&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Nicotera || Vibo Valentia||Calabria||2016-11-23&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Marano di Napoli ||Napoli||Campania||2016-12-30&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Casavatore||Napoli ||Campania||2017-01-24&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Crispano||Napoli ||Campania||2017-01-24&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Scafati||Salerno||Campania||2017-01-27&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Parabita||Lecce||Puglia||2017-03-15&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Lavagna||Genova||Liguria||2017-03-27&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Borgetto||Palermo|| Sicilia||2017-05-02&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Canolo||Reggio Calabria||Calabria||2017-05-06&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Bova Marina||Reggio Calabria||Calabria||2017-05-11&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Laureana di Borrello||Reggio Calabria||Calabria||2017-05-11&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|San Felice a Cancello||Caserta ||Campania ||2017-05-11&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Gioia Tauro||Reggio Calabria||Calabria||2017-05-11&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Castelvetrano||Trapani||Sicilia||2017-06-07&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Sorbo San Basile || Catanzaro||Calabria||2017-06-13&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Coprani||Catanzaro ||Calabria ||2017-07-31&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Brancaleone||Reggio Calabria||Calabria||2017-07-31&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Valenzano ||Bari|| Puglia||2017-09-25&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Cassano allo Jonio||Cosenza||Calabria||2017-11-22&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Isola di Capo Rizzuto||Crotone||Calabria||2017-11-22&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Marina di Gioiosa Jonica||Reggio Calabria || Calabria||2017-11-22&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Petronà||Catanzaro||Calabria||2017-11-22&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Lamezia Terme|| Catanzaro||Calabria||2017-11-22&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Cirò Marina||Crotone||Calabria||2018-01-19&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|San Gennaro Vesuviano||Napoli||Campania|| 2018-02-12&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Mattinata || Foggia||Puglia||2018-03-16&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Scilla||Reggio Calabria||Calabria||2018-03-22&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Camastra||Agrigento||Sicilia||2018-04-10&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Calvizzano ||Napoli||Campania||2018-04-17&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Strongoli ||Crotone||Calabria|| 2018-04-17&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Manduria||Taranto||Puglia|| 2018-04-26&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Caivano||Napoli|| Campania||2018-04-26&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Limbadi||Vibo Valentia||Calabria||2018-04-26&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Bompensiere||Caltanissetta|| Sicilia||2018-04-26&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Platì || Reggio Calabria||Calabria||2018-04-26&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Surbo|| Lecce|| Puglia||2018-05-08&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|San Gregorio D&#039;Ippona||Vibo Valentia||Calabria||2018-05-08&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Treccastagni||Catania|| Sicilia||2018-05-08&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Briatico||Vibo Valentia||Calabria||2018-05-08&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Sogliano Cavour|| Lecce||Puglia||2018-06-29&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Vittoria||Ragusa||Sicilia||2018-08-02&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|San Biagio Platani||Agrigento||Sicilia||2018-08-06&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Siderno||Reggio Calabria ||Calabria||2018-08-09&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Crucoli ||Crotone||Calabria||2018-10-29&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Casabona||Crotone||Calabria||2018-10-29&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Delianuova|| Reggio Calabria||Calabria||2018-11-21&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Careri||Reggio Calabria||Calabria ||2019-01-10&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Pachino||Siracusa||Sicilia||2019-02-15&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Mistretta||Messina||Sicilia||2019-03-28 &lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|San Cataldo ||Caltanissetta||Sicilia||2019-03-28&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Palizzi||Reggio Calabria|| Calabria||2019-05-03&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Stilo||Reggio Calabria||Calabria||2019-05-09&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Arzano||Napoli||Campania||2019-05-22&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|San Cipirello||Palermo||Sicilia||2019-06-20&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Sinopoli||Reggio Calabria ||Calabria||2019-08-01&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Torretta || Palermo || Sicilia||2019-08-08&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Misterbianco||Catania||Sicilia|| 2019-10-01&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Cerignola||Foggia||Puglia||2019-10-14&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Manfredonia || Foggia||Puglia||2019-10-22&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Orta di Atella|| Caserta||Campania||2019-11-08&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Africo|| Reggio Calabria||Calabria||2019-12-02&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Carmiano||Lecce||Puglia||2019-12-05&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Mezzojuso||Palermo||Sicilia||2019-12-16&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Scanzano Jonico||Matera||Basilicata||2019-12-16&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|San Giorgio Morgeto|| Reggio Calabria||Calabria||2019-12-27&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Scorrano||Lecce|| Puglia||2020-01-20&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Saint-Pierre||Aosta||Valle d&#039;Aosta||2020-02-10&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Amantea || Cosenza||Calabria||2020-02-17&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Pizzo||Vibo Valentia || Calabria||2020-02-25&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Sant&#039;Antimo||Napoli||Campania||2020-03-16&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Maniace||Catania||Sicilia||2020-05-16&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Partinico||Palermo||Sicilia||2020-07-29&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Sant&#039;Eufemia d&#039;Aspromonte||Reggio Calabria||Calabria||2020-08-14&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Cutro||Crotone||Calabria||2020-08-14&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Pratola Serra||Avellino||Campania||2020-10-26&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Tortorici||Messina||Sicilia||2020-12-23&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Squinzano&lt;br /&gt;
|Lecce&lt;br /&gt;
|Puglia&lt;br /&gt;
|2021-01-30&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Guardavalle&lt;br /&gt;
|Catanzaro&lt;br /&gt;
|Calabria&lt;br /&gt;
|2021-02-23&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Carovigno&lt;br /&gt;
|Brindisi&lt;br /&gt;
|Puglia&lt;br /&gt;
|2021-03-12&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Barrafranca&lt;br /&gt;
|Enna&lt;br /&gt;
|Sicilia&lt;br /&gt;
|2021-04-16&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Marano di Napoli&lt;br /&gt;
|Napoli&lt;br /&gt;
|Campania&lt;br /&gt;
|2021-06-18&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|San Giuseppe Jato&lt;br /&gt;
|Palermo&lt;br /&gt;
|Sicilia&lt;br /&gt;
|2021-07-09&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Villaricca&lt;br /&gt;
|Napoli&lt;br /&gt;
|Campania&lt;br /&gt;
|2021-08-06&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Foggia&lt;br /&gt;
|Foggia&lt;br /&gt;
|Puglia&lt;br /&gt;
|2021-08-06 &lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Nocera Terinese&lt;br /&gt;
|Catanzaro&lt;br /&gt;
|Calabria&lt;br /&gt;
|2021-08-30&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Simeri Crichi&lt;br /&gt;
|Catanzaro&lt;br /&gt;
|Calabria&lt;br /&gt;
|2021-08-30&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Rosarno&lt;br /&gt;
|Reggio Calabria&lt;br /&gt;
|Calabria&lt;br /&gt;
|2021-08-30&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Calatabiano&lt;br /&gt;
|Catania&lt;br /&gt;
|Sicilia &lt;br /&gt;
|2021-08-30&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Bolognetta&lt;br /&gt;
|Palermo&lt;br /&gt;
|Sicilia &lt;br /&gt;
|2021-11-18&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Ostuni&lt;br /&gt;
|Brindisi&lt;br /&gt;
|Puglia&lt;br /&gt;
|2021-12-27&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Castellammare di Stabia&lt;br /&gt;
|Napoli&lt;br /&gt;
|Campania&lt;br /&gt;
|2022-02-24&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Trinitapoli&lt;br /&gt;
|Barletta-Andria-Trani&lt;br /&gt;
|Puglia&lt;br /&gt;
|2022-04-05&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Torre Annunziata&lt;br /&gt;
|Napoli&lt;br /&gt;
|Campania&lt;br /&gt;
|2022-05-06&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Portigliola&lt;br /&gt;
|Reggio Calabria&lt;br /&gt;
|Calabria&lt;br /&gt;
|2022-05-22&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|San Giuseppe Vesuviano&lt;br /&gt;
|Napoli&lt;br /&gt;
|Campania&lt;br /&gt;
|2022-06-09&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Soriano Calabro&lt;br /&gt;
|Vibo Valentia &lt;br /&gt;
|Calabria&lt;br /&gt;
|2022-06-17&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Neviano &lt;br /&gt;
|Lecce&lt;br /&gt;
|Puglia&lt;br /&gt;
|2022-08-05 &lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Cosoleto&lt;br /&gt;
|Reggio Calabria&lt;br /&gt;
| Calabria&lt;br /&gt;
|2022-11-21 &lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Nettuno&lt;br /&gt;
| Roma &lt;br /&gt;
|Lazio&lt;br /&gt;
|2022-11-21&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Anzio&lt;br /&gt;
|Roma&lt;br /&gt;
|Lazio&lt;br /&gt;
|2022-11-21&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Sparanise&lt;br /&gt;
|Caserta&lt;br /&gt;
|Campania&lt;br /&gt;
|2022-12-19&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Mojo Alcantara&lt;br /&gt;
|Messina&lt;br /&gt;
|Sicilia&lt;br /&gt;
|2023-02-02&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Scilla&lt;br /&gt;
|Reggio Calabria&lt;br /&gt;
|Calabria&lt;br /&gt;
|2023-04-11&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Castiglione di Sicilia&lt;br /&gt;
|Catania&lt;br /&gt;
|Sicilia&lt;br /&gt;
|2023-05-23&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Rende&lt;br /&gt;
|Cosenza&lt;br /&gt;
|Calabria&lt;br /&gt;
|2023-06-28&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Orta Nova&lt;br /&gt;
|Foggia&lt;br /&gt;
|Puglia&lt;br /&gt;
|2023-07-18&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Palagonia&lt;br /&gt;
|Catania&lt;br /&gt;
|Sicilia&lt;br /&gt;
|2023-08-09&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Acquaro&lt;br /&gt;
|Vibo Valentia&lt;br /&gt;
|Calabria&lt;br /&gt;
|2023-09-18&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Caivano&lt;br /&gt;
|Napoli&lt;br /&gt;
|Campania&lt;br /&gt;
|2023-10-17&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Capistrano&lt;br /&gt;
|Vibo Valentia&lt;br /&gt;
|Calabria&lt;br /&gt;
|2023-10-17&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Randazzo&lt;br /&gt;
|Catania&lt;br /&gt;
|Sicilia&lt;br /&gt;
|2024-01-26&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Melito di Napoli&lt;br /&gt;
|Napoli&lt;br /&gt;
|Campania&lt;br /&gt;
|2024-03-12&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Monteforte Irpino&lt;br /&gt;
|Avellino&lt;br /&gt;
|Campania&lt;br /&gt;
|2024-03-27&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Quindici&lt;br /&gt;
|Avellino&lt;br /&gt;
|Campania&lt;br /&gt;
|2024-03-27&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Tropea&lt;br /&gt;
|Vibo Valentia&lt;br /&gt;
|Calabria&lt;br /&gt;
|2024-04-24&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Cerva&lt;br /&gt;
|Catanzaro&lt;br /&gt;
|Calabria&lt;br /&gt;
|2024-05-09&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Stefanaconi&lt;br /&gt;
|Vibo Valentia&lt;br /&gt;
|Calabria&lt;br /&gt;
|2024-07-29&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Calvi Risolta&lt;br /&gt;
|Caserta&lt;br /&gt;
|Campania&lt;br /&gt;
|2024-07-29&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Tremestieri Etneo&lt;br /&gt;
|Catania&lt;br /&gt;
|Sicilia&lt;br /&gt;
|2025-03-27&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|San Luca&lt;br /&gt;
|Reggio Calabria&lt;br /&gt;
|Calabria&lt;br /&gt;
|2025-03-27&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Poggiomarino&lt;br /&gt;
|Napoli&lt;br /&gt;
|Campania&lt;br /&gt;
|2025-03-27&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Caserta&lt;br /&gt;
|Caserta&lt;br /&gt;
|Campania&lt;br /&gt;
|2025-04-18&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Aprilia&lt;br /&gt;
|Latina&lt;br /&gt;
|Lazio&lt;br /&gt;
|2025-04-18&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Badolato&lt;br /&gt;
|Catanzaro&lt;br /&gt;
|Calabria&lt;br /&gt;
|2025-04-18&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Casabona&lt;br /&gt;
|Crotone&lt;br /&gt;
|Calabria&lt;br /&gt;
|2025-04-18&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Marano di Napoli&lt;br /&gt;
|Napoli&lt;br /&gt;
|Campania&lt;br /&gt;
|2025-09-05&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Paternò&lt;br /&gt;
|Catania&lt;br /&gt;
|Sicilia&lt;br /&gt;
|2025-11-21&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Altomonte&lt;br /&gt;
|Cosenza&lt;br /&gt;
|Calabria&lt;br /&gt;
|2025-11-21&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Pagani&lt;br /&gt;
|Salerno&lt;br /&gt;
|Campania&lt;br /&gt;
|2026-04-23&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Arienzo&lt;br /&gt;
|Caserta&lt;br /&gt;
|Campania&lt;br /&gt;
|2026-04-23&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Soriano Calabro&lt;br /&gt;
|Vibo Valentia&lt;br /&gt;
|Calabria&lt;br /&gt;
|2026-04-29&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Torre Annunziata&lt;br /&gt;
|Napoli&lt;br /&gt;
|Campania&lt;br /&gt;
|2026-06-05&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Sarno&lt;br /&gt;
|Salerno&lt;br /&gt;
|Campania&lt;br /&gt;
|2026-06-05&lt;br /&gt;
|}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Aziende ospedaliere sciolte per mafia==&lt;br /&gt;
Dal 1991 ad oggi sono state sciolte &#039;&#039;&#039;7 aziende ospedaliere&#039;&#039;&#039; per infiltrazioni mafiose, cinque in Calabria e due in Campania.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{| class=&amp;quot;wikitable sortable&amp;quot;&lt;br /&gt;
!Nome!!Provincia !!Regione!!Anno/Mese/Giorno&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|ASL 4 Pomigliano d&#039;Arco||Napoli||Campania||2005-10-25&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|ASL 9 Locri||Reggio Calabria||Calabria|| 2006-04-28&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|ASP 5 Reggio Calabria||Reggio Calabria||Calabria||2008-03-19&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|ASP Vibo Valentia||Vibo Valentia||Calabria||2010-12-23&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Ospedale Sant&#039;Anna e San Sebastiano||Caserta||Campania||2015-04-23&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| ASP Reggio Calabria ||Reggio Calabria||Calabria||2019-03-11&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|ASP Catanzaro||Catanzaro|| Calabria||2019-09-13&lt;br /&gt;
|}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Statistiche ==&lt;br /&gt;
===Statistiche aggregate per anno ===&lt;br /&gt;
{| class=&amp;quot;wikitable sortable mw-collapsible mw-collapsed&amp;quot;&lt;br /&gt;
!Anno&lt;br /&gt;
!Scioglimenti&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|1991&lt;br /&gt;
|21&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|1992&lt;br /&gt;
|21&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|1993&lt;br /&gt;
|34&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|1994&lt;br /&gt;
|4&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|1995&lt;br /&gt;
|3&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|1996&lt;br /&gt;
|8&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|1997&lt;br /&gt;
|7&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|1998&lt;br /&gt;
|6&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|1999&lt;br /&gt;
|6&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|2000&lt;br /&gt;
|4&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|2001&lt;br /&gt;
|6&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|2002&lt;br /&gt;
|6&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|2003&lt;br /&gt;
|12&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|2004&lt;br /&gt;
|6&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|2005&lt;br /&gt;
|17&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|2006&lt;br /&gt;
|7&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|2007&lt;br /&gt;
|6&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|2008&lt;br /&gt;
|8&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|2009&lt;br /&gt;
|10&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|2010&lt;br /&gt;
|5&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|2011&lt;br /&gt;
|6&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|2012&lt;br /&gt;
|24&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|2013&lt;br /&gt;
|16&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|2014&lt;br /&gt;
|11&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|2015&lt;br /&gt;
|8&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|2016&lt;br /&gt;
|8&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|2017&lt;br /&gt;
|21&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|2018&lt;br /&gt;
|23&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|2019&lt;br /&gt;
|19&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|2020&lt;br /&gt;
|11&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|2021&lt;br /&gt;
|14&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|2022&lt;br /&gt;
|11&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|2023&lt;br /&gt;
|9&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|2024&lt;br /&gt;
|8&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|2025&lt;br /&gt;
|10&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|2026&lt;br /&gt;
|5&lt;br /&gt;
|}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Statistiche aggregate per regione===&lt;br /&gt;
La regione col maggior numero di Consigli comunali sciolti per infiltrazione mafiosa è la &#039;&#039;&#039;Calabria&#039;&#039;&#039;, seguita da Campania, Sicilia e Puglia.&lt;br /&gt;
{| class=&amp;quot;wikitable sortable&amp;quot;&lt;br /&gt;
!Regione!!Comuni!!Annullati&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Calabria||138||9&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Campania||126||10&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Sicilia||95||4&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Puglia||26||0&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Lazio||5||0&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Piemonte||3||0&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Liguria||3||2&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Basilicata||2||0&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Lombardia||1||0&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Emilia Romagna||1||0&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Valle d&#039;Aosta||1||0&lt;br /&gt;
|}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Statistiche aggregate per provincia===&lt;br /&gt;
La provincia col maggior numero di scioglimenti è &#039;&#039;&#039;Reggio Calabria&#039;&#039;&#039;, seguita da &#039;&#039;&#039;Napoli&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;Caserta&#039;&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
{| class=&amp;quot;wikitable sortable mw-collapsible&amp;quot;&lt;br /&gt;
!Provincia!!Numero Scioglimenti&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Reggio Calabria&lt;br /&gt;
|72&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Napoli&lt;br /&gt;
|69&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Caserta&lt;br /&gt;
|40&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Palermo&lt;br /&gt;
|38&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Vibo Valentia&lt;br /&gt;
|28&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Catania&lt;br /&gt;
|19&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Catanzaro&lt;br /&gt;
|19&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Crotone&lt;br /&gt;
|11&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Salerno&lt;br /&gt;
|10&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Agrigento&lt;br /&gt;
|9&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Lecce&lt;br /&gt;
|9&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Caltanissetta&lt;br /&gt;
|8&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Trapani&lt;br /&gt;
|8&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Avellino&lt;br /&gt;
|7&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Cosenza&lt;br /&gt;
|7&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Messina&lt;br /&gt;
|7&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Bari&lt;br /&gt;
|6&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Foggia&lt;br /&gt;
|6&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Roma&lt;br /&gt;
|4&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Brindisi&lt;br /&gt;
|3&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Ragusa&lt;br /&gt;
|3&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Torino&lt;br /&gt;
|3&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Imperia&lt;br /&gt;
|2&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Matera&lt;br /&gt;
|2&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Siracusa&lt;br /&gt;
|2&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Aosta&lt;br /&gt;
|1&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Barletta-Andria-Trani&lt;br /&gt;
|1&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Benevento&lt;br /&gt;
|1&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Enna&lt;br /&gt;
|1&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Genova&lt;br /&gt;
|1&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Latina&lt;br /&gt;
|1&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Milano&lt;br /&gt;
|1&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Reggio Emilia&lt;br /&gt;
|1&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Taranto&lt;br /&gt;
|1&lt;br /&gt;
|}&lt;br /&gt;
[[Categoria:Mafia]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Leadermassimo</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://www.wikimafia.it/w/index.php?title=Comuni_sciolti_per_mafia&amp;diff=10925</id>
		<title>Comuni sciolti per mafia</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://www.wikimafia.it/w/index.php?title=Comuni_sciolti_per_mafia&amp;diff=10925"/>
		<updated>2026-06-04T22:26:42Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Leadermassimo: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{#seo:&lt;br /&gt;
|site_name=WikiMafia&lt;br /&gt;
|keywords=comuni sciolti per mafia, comuni sciolti per infiltrazione mafiosa, consigli comunali sciolti per infiltrazione mafiosa, mafia, antimafia, wikimafia, comuni mafia, scioglimento comuni mafia,&lt;br /&gt;
|description=Il primo elenco completo di tutti i comuni sciolti per mafia in Italia, dal 1991 ad oggi. &lt;br /&gt;
|image=File:Comuni sciolti per mafia wiki sito.jpg&lt;br /&gt;
|image_alt=Comuni sciolti per mafia&lt;br /&gt;
|type=website&lt;br /&gt;
|section=Mafia&lt;br /&gt;
}}&lt;br /&gt;
[[File:Comuni sciolti per mafia wiki sito.jpg|250x250px|thumb|alt=Comuni sciolti per mafia WikiMafia]]&lt;br /&gt;
Dal [[1991]] al 2026 sono stati sciolti &#039;&#039;&#039;400 Consigli comunali&#039;&#039;&#039; &#039;&#039;&#039;per infiltrazioni mafiose&#039;&#039;&#039;, di cui 25 annullati a seguito di ricorso (dati aggiornati al 5 giugno 2026). A questi si aggiungono &#039;&#039;&#039;7 aziende ospedaliere&#039;&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Lo scioglimento dei Consigli Comunali e provinciali per infiltrazione mafiosa fu istituito in risposta all&#039;orrore della [[Strage del Venerdì nero di Taurianova]] col decreto-legge n. 164 del 31 maggio 1991, convertito successivamente nella legge 221 del 22 luglio 1991. Attualmente è previsto dall&#039;art. 143 del Testo Unico degli Enti Locali (d.lgs. 267/2000). Per approfondire la normativa di riferimento, si veda [[Legge sullo Scioglimento dei Consigli comunali per mafia]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Elenco dei Consigli Comunali sciolti per infiltrazione mafiosa, in ordine cronologico==&lt;br /&gt;
Quello che segue è l&#039;elenco aggiornato di tutti i &#039;&#039;&#039;Consigli Comunali sciolti per infiltrazione mafiosa&#039;&#039;&#039;, dal [[1991]] ad oggi. È possibile ordinare i Comuni in ordine alfabetico, per provincia e per regione, in ordine ascendente o discendente, cliccando sulla prima casella della colonna preferita (quella che contiene il titolo).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{| class=&amp;quot;wikitable sortable&amp;quot;&lt;br /&gt;
!Comune!!Provincia!!Regione !!Anno/Mese/Giorno&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Taurianova || Reggio Calabria||Calabria||1991-08-02&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Casandrino||Napoli||Campania||1991-08-02&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Casal di Principe || Caserta||Campania||1991-09-30&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Casapesenna||Caserta || Campania||1991-09-30&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Mondragone||Caserta||Campania||1991-09-30&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Adrano|| Catania||Sicilia||1991-09-30&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Sant&#039;Andrea Apostolo dello Jonio &#039;&#039;&#039;(Annullato)&#039;&#039;&#039;||Catanzaro||Calabria||1991-09-30&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Lamezia Terme||Catanzaro||Calabria||1991-09-30&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Gallipoli||Lecce||Puglia||1991-09-30&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Surbo|| Lecce||Puglia||1991-09-30&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Piraino|| Messina||Sicilia||1991-09-30&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Marano di Napoli||Napoli||Campania||1991-09-30&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Poggiomarino||Napoli || Campania||1991-09-30&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Sant&#039;Antimo||Napoli||Campania||1991-09-30&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Cerda || Palermo || Sicilia||1991-09-30&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Santa Flavia||Palermo||Sicilia||1991-09-30&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Trabia &#039;&#039;&#039;(Annullato)&#039;&#039;&#039; || Palermo||Sicilia||1991-09-30&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Delianuova||Reggio Calabria||Calabria||1991-09-30&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Melito di Porto Salvo||Reggio Calabria|| Calabria||1991-09-30&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Seminara||Reggio Calabria||Calabria||1991-09-30&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Misterbianco||Catania||Sicilia||1991-12-21&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Isca sullo Ionio||Catanzaro|| Calabria||1992-01-28&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Stefanaconi || Catanzaro||Calabria||1992-01-28&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Rosarno||Reggio Calabria||Calabria||1992-01-28&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Quarto||Napoli||Calabria||1992-04-10&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|San Ferdinando ||Reggio Calabria||Calabria||1992-05-20&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Capaci ||Palermo ||Sicilia||1992-06-09&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Misilmeri||Palermo||Sicilia|| 1992-06-09&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Mascali ||Catania ||Sicilia ||1992-06-09&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Campobello di Mazara||Trapani||Sicilia||1992-07-11&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Niscemi||Caltanissetta||Sicilia||1992-07-18&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Gela||Caltanissetta || Sicilia || 1992-07-18&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Scicli &#039;&#039;&#039;(Annullato)&#039;&#039;&#039;||Ragusa||Sicilia|| 1992-07-18&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Recale ||Caserta ||Campania||1992-07-31&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Licata || Agrigento||Sicilia||1992-07-31&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|San Cipriano d&#039;Aversa||Caserta||Campania||1992-08-27&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Cesa||Caserta || Campania||1992-08-27&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Grazzanise || Caserta || Campania||1992-09-11&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Riesi||Caltanissetta||Sicilia||1992-10-16&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Villa di Briano||Caserta||Campania||1992-10-26&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Santa Maria la Fossa ||Caserta||Campania||1992-10-26&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Lusciano ||Caserta||Campania||1992-12-12&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Carinola||Caserta|| Campania||1993-01-18&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Gioia Tauro||Reggio Calabria||Calabria||1993-01-18&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Acerra||Napoli||Campania||1993-01-18&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Frignano||Caserta||Campania||1993-03-11&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Termini Imerese||Palermo||Sicilia||1993-03-11&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|San Giovanni La Punta||Catania||Sicilia|| 1993-03-11&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Caccamo||Palermo||Sicilia||1993-03-11&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Bagheria||Palermo||Sicilia|| 1993-03-11&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Pagani||Salerno ||Campania||1993-03-11&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Scafati||Salerno||Campania ||1993-03-11&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Terlizzi||Bari||Puglia||1993-03-30&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Modugno||Bari ||Puglia||1993-03-30&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Quindici||Avellino||Campania||1993-04-14&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Nocera Inferiore ||Salerno ||Campania||1993-04-14&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Partanna||Trapani || Sicilia||1993-04-14&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Casamarciano|| Napoli||Campania||1993-06-04&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Casola di Napoli||Napoli||Campania||1993-06-04&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|San Giuseppe Vesuviano|| Napoli||Campania||1993-06-04&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Torre Annunziata||Napoli ||Campania||1993-06-04&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Ercolano||Napoli || Campania||1993-06-14&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Molochio||Reggio Calabria||Calabria||1993-06-23&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Sarno||Salerno||Campania||1993-06-23&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Pago del Vallo di Lauro || Avellino||Campania||1993-06-23&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Aci Catena||Catania||Sicilia||1993-06-28&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Mascalucia|| Catania||Sicilia ||1993-07-13&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Nola||Napoli||Campania||1993-08-16&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Pomigliano d&#039;Arco||Napoli||Campania||1993-08-16&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Sant&#039;Antonio Abate || Napoli || Campania||1993-09-02&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Gioia del Colle||Bari||Puglia||1993-09-10&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Trani || Bari|| Puglia||1993-09-10&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Mazara del Vallo||Trapani||Sicilia|| 1993-10-25&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Ragalna||Catania ||Sicilia||1993-11-23&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Teverola||Caserta||Campania||1993-12-16&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Montalbano Jonico||Matera||Basilicata||1993-12-16&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Villaricca||Napoli||Campania||1994-01-17&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|San Paolo Belsito|| Napoli||Campania ||1994-03-04&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Monopoli||Bari||Puglia || 1994-04-23&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| San Lorenzo Maggiore||Benevento||Campania||1994-04-24&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Camini || Reggio Calabria||Calabria||1995-01-16&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Roghudi||Reggio Calabria||Calabria||1995-01-16&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Bardonecchia||Torino||Piemonte||1995-05-02&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Casapesenna||Caserta||Campania||1996-01-30&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Roccaforte Greco||Reggio Calabria||Calabria||1996-02-10&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Melito di Porto Salvo ||Reggio Calabria||Calabria|| 1996-02-28&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Pimonte||Napoli||Campania||1996-04-04&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Nola &#039;&#039;&#039;(Annullato)&#039;&#039;&#039;||Napoli||Campania||1996-04-26&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Altavilla Milicia ||Palermo ||Sicilia||1996-07-11&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Santa Maria la Fossa||Caserta||Campania||1996-07-11&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Casal di Principe||Caserta||Campania||1996-12-23&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Liveri||Napoli ||Campania||1997-05-19&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Terzigno||Napoli||Campania||1997-07-28&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Ottaviano||Napoli || Campania||1997-09-08&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Cosoleto||Reggio Calabria|| Calabria||1997-09-08&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Sinopoli||Reggio Calabria||Calabria|| 1997-09-08&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Lascari||Palermo||Sicilia|| 1997-10-31&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Pollina||Palermo||Sicilia||1997-10-31&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Grazzanise||Caserta||Campania||1998-01-26&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Villa di Briano||Caserta||Campania||1998-01-26&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Casandrino||Napoli||Campania||1998-02-16&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Santo Stefano in Aspromonte||Reggio Calabria||Calabria||1998-03-30&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Castel Volturno||Caserta||Campania||1998-09-14&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Boscoreale||Napoli||Campania||1998-12-15&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Poggiomarino||Napoli||Campania|| 1999-02-09&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Caccamo|| Palermo||Sicilia|| 1999-03-10&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Afragola &#039;&#039;&#039;(Annullato)&#039;&#039;&#039;||Napoli ||Campania||1999-04-20&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Bagheria ||Palermo ||Sicilia||1999-04-20&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Ficarazzi ||Palermo ||Sicilia||1999-04-20&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Villabate||Palermo||Sicilia||1999-04-20&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Calatabiano||Catania || Sicilia||2000-07-10&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Rizziconi||Reggio Calabria || Calabria||2000-07-31&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|San Luca||Reggio Calabria||Calabria||2000-09-14&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Pignataro Maggiore||Caserta||Campania||2000-11-30&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Cirò||Crotone||Calabria||2001-02-19&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Pompei||Napoli||Campania||2001-09-11&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Cinisi||Palermo||Sicilia||2001-09-11&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Caltavuturo||Palermo || Sicilia||2001-10-08&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Marcedusa||Catanzaro||Calabria||2001-10-08&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|San Gennaro Vesuviano||Napoli||Campania||2001-11-06&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Santa Maria la Carità||Napoli||Campania|| 2002-02-08&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Portici ||Napoli||Campania||2002-09-10&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Quindici||Avellino||Campania||2002-09-24&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Lamezia Terme ||Catanzaro||Calabria||2002-11-05&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|San Paolo Belsito||Napoli|| Campania||2002-11-05&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Frattamaggiore||Napoli || Campania||2002-11-05&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Pantelleria||Trapani|| Sicilia||2003-03-17&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Briatico||Vibo Valentia||Calabria||2003-03-17&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Misilmeri||Palermo||Sicilia||2003-04-29&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|San Giovanni La Punta||Catania||Sicilia||2003-05-09&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Botricello &#039;&#039;&#039;(Annullato)&#039;&#039;&#039;||Catanzaro||Calabria||2003-05-09&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Isola Capo Rizzuto||Crotone||Calabria||2003-05-09&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Strongoli &#039;&#039;&#039;(Annullato)&#039;&#039;&#039;||Crotone||Calabria ||2003-09-03&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Monasterace &#039;&#039;&#039;(Annullato)&#039;&#039;&#039; || Reggio Calabria || Calabria || 2003-10-27&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Roccaforte del Greco||Reggio Calabria||Calabria||2003-10-27&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Africo &#039;&#039;&#039;(Annullato)&#039;&#039;&#039;||Reggio Calabria|| Calabria||2003-10-27&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Guardavalle||Catanzaro||Calabria||2003-11-21&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Montecorvino Pugliano||Salerno||Campania||2003-11-21&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Niscemi|| Caltanissetta ||Sicilia||2004-04-27&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Villabate||Palermo || Sicilia||2004-04-27&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Marano &#039;&#039;&#039;(Annullato)&#039;&#039;&#039; || Napoli||Campania||2004-07-28&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Canicattì||Agrigento||Sicilia||2004-09-06&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Volla ||Napoli||Campania||2004-11-02&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Calanna||Reggio Calabria ||Calabria||2004-11-02&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Burgio||Agrigento|| Sicilia||2005-09-02&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Nicotera||Vibo Valentia||Calabria||2005-09-02&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Vicari||Palermo||Sicilia||2005-10-25&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Crispano||Napoli||Campania|| 2005-10-25&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Casoria||Napoli || Campania||2005-10-25&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Torre del Greco &#039;&#039;&#039;(Annullato)&#039;&#039;&#039;||Napoli ||Campania||2005-10-25&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Afragola||Napoli||Campania||2005-10-25&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Tufino &#039;&#039;&#039;(Annullato)&#039;&#039;&#039;||Napoli||Campania||2005-10-25&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Nettuno||Roma||Lazio||2005-11-28&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Torretta||Palermo || Sicilia||2005-11-28&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|San Tammaro||Caserta||Campania||2005-12-23&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Melito di Napoli||Napoli ||Campania||2005-12-23&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Pozzuoli||Napoli||Campania||2005-12-23&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Terme Vigliatore ||Messina||Sicilia||2005-12-23&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Boscoreale||Napoli||Campania||2005-01-26&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Brusciano &#039;&#039;&#039;(Annullato)&#039;&#039;&#039;||Napoli || Campania||2005-01-26&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Riesi|| Caltanissetta ||Sicilia||2005-01-26&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Roccamena||Palermo||Sicilia||2006-01-26&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Castellammare Golfo||Trapani ||Sicilia||2006-03-27&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Platì||Reggio Calabria||Calabria||2006-07-07&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Casaluce||Caserta || Campania||2006-07-07&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Campobello di Licata ||Agrigento||Sicilia||2006-07-18&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| San Gennaro Vesuviano &#039;&#039;&#039;(Annullato)&#039;&#039;&#039;||Napoli||Campania||2006-11-15&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Cerda ||Palermo||Sicilia||2006-12-12&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Soriano Calabro||Vibo Valentia||Calabria||2007-01-25&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|San Gregorio d&#039;Ippona||Vibo Valentia||Calabria||2007-04-24&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Parghelia|| Vibo Valentia||Calabria||2007-09-17&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Lusciano||Caserta || Campania||2007-10-17&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Seminara || Reggio Calabria ||Calabria ||2007-12-29&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Casalnuovo di Napoli||Napoli||Campania||2007-12-29&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Marcianise &#039;&#039;&#039;(Annullato)&#039;&#039;&#039;||Caserta||Campania||2008-03-19&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|San Cipriano d&#039;Aversa &#039;&#039;&#039;(Annullato)&#039;&#039;&#039;||Caserta||Campania||2008-03-19&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Arzano||Napoli|| Campania||2008-03-05&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Gioia Tauro||Reggio Calabria|| Calabria||2008-04-24&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Siculiana||Agrigento|| Sicilia||2008-06-13&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Orta di Atella|| Caserta|| Campania|| 2008-07-24&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Amantea &#039;&#039;&#039;(Annullato)&#039;&#039;&#039;||Cosenza||Calabria||2008-08-04&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Rosarno||Reggio Calabria||Calabria||2008-12-15&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Pago del Vallo di Lauro||Avellino||Campania ||2009-03-13&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Villa Literno &#039;&#039;&#039;(Annullato)&#039;&#039;&#039;||Caserta||Campania||2009-04-23&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|San Ferdinando || Reggio Calabria||Calabria||2009-04-23&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Taurianova ||Reggio Calabria||Calabria||2009-04-23&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Sant&#039;Onofrio||Vibo Valentia ||Calabria ||2009-04-23&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Castello di Cisterna||Napoli||Campania||2009-07-10&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Fabrizia||Vibo Valentia||Calabria||2009-07-27&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Vallelunga Pratameno &#039;&#039;&#039;(Annullato)&#039;&#039;&#039;||Caltanissetta||Sicilia|| 2009-07-27&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Furnari||Messina||Sicilia||2009-12-04&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|San Giuseppe Vesuviano||Napoli||Campania||2009-12-09&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Borgia||Catanzaro||Calabria||2010-07-02&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Gricignano di Aversa|| Caserta||Campania||2010-08-02&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Nicotera|| Vibo Valentia||Calabria||2010-08-13&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Condofuri||Reggio Calabria||Calabria||2010-10-12&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|San Procopio || Reggio Calabria || Calabria || 2010-12-23&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Roccaforte del Greco||Reggio Calabria||Calabria||2011-02-28&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Bordighera &#039;&#039;&#039;(Annullato)&#039;&#039;&#039;|| Imperia|| Liguria||2011-03-10&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Castrofilippo ||Agrigento||Sicilia||2011-04-15&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Corigliano Calabro||Cosenza||Calabria||2011-06-09&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Marina di Gioiosa Ionica||Reggio Calabria||Calabria||2011-07-07&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Nardodipace||Vibo Valentia||Calabria|| 2011-12-19&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Samo||Reggio Calabria||Calabria||2012-01-24&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Briatico||Vibo Valentia||Calabria||2012-01-24&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Ventimiglia &#039;&#039;&#039;(annullato)&#039;&#039;&#039;||Imperia ||Liguria||2012-02-06&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Careri|| Reggio Calabria || Calabria|| 2012-02-15&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Sant&#039;Ilario dello Ionio ||Reggio Calabria||Calabria||2012-02-15&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Salemi||Trapani||Sicilia||2012-03-23&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Rocalmuto || Agrigento||Sicilia||2012-03-23&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Bova Marina||Reggio Calabria||Calabria||2012-03-23&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Platì||Reggio Calabria||Calabria||2012-03-23&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Gragnano||Napoli||Campania||2012-03-23&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Leinì||Torino||Piemonte|| 2012-03-23&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Pagani||Salerno|| Campania||2012-03-23&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Bagaladi &#039;&#039;&#039;(Annullato)&#039;&#039;&#039;||Reggio Calabria||Calabria||2012-04-06&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Mileto||Vibo Valentia||Calabria||2012-04-06&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Casapesenna||Caserta||Campania||2012-04-06&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Castel Volturno||Caserta||Campania||2012-04-06&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Casal di Principe||Caserta||Campania||2012-04-06&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Rivarolo Canavese||Torino||Piemonte||2012-05-22&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Mongiana||Vibo Valentia||Calabria||2012-07-12&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Misilmeri ||Palermo ||Sicilia ||2012-07-27&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Campobello di Mazara||Trapani||Sicilia||2012-07-27&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|San Cipriano d&#039;Aversa|| Caserta||Campania||2012-09-04&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Reggio Calabria||Reggio Calabria||Calabria||2012-10-09&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Isola delle Femmine||Palermo||Sicilia||2012-11-09&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Augusta||Siracusa||Sicilia||2013-03-08&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Grazzanise||Caserta||Campania||2013-03-08&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Quarto||Napoli||Campania|| 2013-03-27&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Mascali||Catania||Sicilia||2013-03-27&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Polizzi Generosa||Palermo||Sicilia||2013-03-27&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|San Calogero||Vibo Valentia||Calabria||2013-03-27&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Siderno||Reggio Calabria||Calabria||2013-03-27&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Melito di Porto Salvo||Reggio Calabria||Calabria||2013-03-27&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Casignana ||Reggio Calabria||Calabria ||2013-04-19&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Montebello Jonico||Reggio Calabria||Calabria||2013-04-24&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Giugliano||Napoli || Campania||2013-04-24&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|San Luca||Reggio Calabria||Calabria||2013-05-19&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Ardore || Reggio Calabria||Calabria||2013-06-27&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Taurianova||Reggio Calabria||Calabria||2013-07-05&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Sedriano||Milano||Lombardia||2013-10-15&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Cirò &#039;&#039;&#039;(Annullato)&#039;&#039;&#039;|| Crotone ||Calabria ||2013-10-21&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Joppolo &#039;&#039;&#039;(Annullato)&#039;&#039;&#039;||Vibo Valentia||Calabria||2014-02-07&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Ricadi||Vibo Valentia||Calabria||2014-02-11&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Altavilla Milicia||Palermo||Sicilia|| 2014-02-11&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Scalea||Cosenza||Calabria||2014-02-25&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Montelepre||Palermo || Sicilia||2014-03-13&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Battipaglia||Salerno||Campania||2014-04-04&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Cellino San Marco||Brindisi||Puglia||2014-04-19&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Badolato||Catanzaro||Calabria||2014-04-19&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Africo||Reggio Calabria||Calabria||2014-08-01&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Giardinello &#039;&#039;&#039;(Annullato)&#039;&#039;&#039;||Palermo||Sicilia||2014-08-08&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|San Ferdinando||Reggio Calabria|| Calabria||2014-10-31&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Bovalino||Reggio Calabria||Calabria||2015-04-02&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Bagnara Calabra||Reggio Calabria||Calabria||2015-04-14&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Arzano||Napoli||Campania||2015-04-29&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Scicli|| Ragusa|| Sicilia||2015-04-29&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Monte Sant&#039;Angelo||Foggia || Puglia||2015-07-20&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Ostia (X Municipio di Roma)|| Roma||Lazio ||2015-09-27&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Mazzarà Sant&#039;Andrea||Messina||Sicilia||2015-10-13&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Nardodipace|| Vibo Valentia||Calabria||2015-12-07&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Brescello||Reggio Emilia||Emilia-Romagna||2016-04-20&lt;br /&gt;
|- &lt;br /&gt;
|Trentola-Ducenta ||Caserta ||Campania||2016-05-10&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Corleone || Palermo||Sicilia||2016-08-12&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Tropea|| Vibo Valentia||Calabria||2016-08-12&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Rizziconi||Reggio Calabria||Calabria||2016-10-28&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Palazzo Adriano||Palermo|| Sicilia||2016-10-28&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Nicotera || Vibo Valentia||Calabria||2016-11-23&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Marano di Napoli ||Napoli||Campania||2016-12-30&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Casavatore||Napoli ||Campania||2017-01-24&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Crispano||Napoli ||Campania||2017-01-24&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Scafati||Salerno||Campania||2017-01-27&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Parabita||Lecce||Puglia||2017-03-15&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Lavagna||Genova||Liguria||2017-03-27&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Borgetto||Palermo|| Sicilia||2017-05-02&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Canolo||Reggio Calabria||Calabria||2017-05-06&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Bova Marina||Reggio Calabria||Calabria||2017-05-11&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Laureana di Borrello||Reggio Calabria||Calabria||2017-05-11&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|San Felice a Cancello||Caserta ||Campania ||2017-05-11&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Gioia Tauro||Reggio Calabria||Calabria||2017-05-11&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Castelvetrano||Trapani||Sicilia||2017-06-07&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Sorbo San Basile || Catanzaro||Calabria||2017-06-13&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Coprani||Catanzaro ||Calabria ||2017-07-31&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Brancaleone||Reggio Calabria||Calabria||2017-07-31&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Valenzano ||Bari|| Puglia||2017-09-25&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Cassano allo Jonio||Cosenza||Calabria||2017-11-22&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Isola di Capo Rizzuto||Crotone||Calabria||2017-11-22&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Marina di Gioiosa Jonica||Reggio Calabria || Calabria||2017-11-22&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Petronà||Catanzaro||Calabria||2017-11-22&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Lamezia Terme|| Catanzaro||Calabria||2017-11-22&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Cirò Marina||Crotone||Calabria||2018-01-19&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|San Gennaro Vesuviano||Napoli||Campania|| 2018-02-12&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Mattinata || Foggia||Puglia||2018-03-16&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Scilla||Reggio Calabria||Calabria||2018-03-22&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Camastra||Agrigento||Sicilia||2018-04-10&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Calvizzano ||Napoli||Campania||2018-04-17&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Strongoli ||Crotone||Calabria|| 2018-04-17&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Manduria||Taranto||Puglia|| 2018-04-26&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Caivano||Napoli|| Campania||2018-04-26&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Limbadi||Vibo Valentia||Calabria||2018-04-26&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Bompensiere||Caltanissetta|| Sicilia||2018-04-26&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Platì || Reggio Calabria||Calabria||2018-04-26&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Surbo|| Lecce|| Puglia||2018-05-08&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|San Gregorio D&#039;Ippona||Vibo Valentia||Calabria||2018-05-08&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Treccastagni||Catania|| Sicilia||2018-05-08&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Briatico||Vibo Valentia||Calabria||2018-05-08&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Sogliano Cavour|| Lecce||Puglia||2018-06-29&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Vittoria||Ragusa||Sicilia||2018-08-02&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|San Biagio Platani||Agrigento||Sicilia||2018-08-06&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Siderno||Reggio Calabria ||Calabria||2018-08-09&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Crucoli ||Crotone||Calabria||2018-10-29&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Casabona||Crotone||Calabria||2018-10-29&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Delianuova|| Reggio Calabria||Calabria||2018-11-21&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Careri||Reggio Calabria||Calabria ||2019-01-10&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Pachino||Siracusa||Sicilia||2019-02-15&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Mistretta||Messina||Sicilia||2019-03-28 &lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|San Cataldo ||Caltanissetta||Sicilia||2019-03-28&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Palizzi||Reggio Calabria|| Calabria||2019-05-03&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Stilo||Reggio Calabria||Calabria||2019-05-09&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Arzano||Napoli||Campania||2019-05-22&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|San Cipirello||Palermo||Sicilia||2019-06-20&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Sinopoli||Reggio Calabria ||Calabria||2019-08-01&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Torretta || Palermo || Sicilia||2019-08-08&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Misterbianco||Catania||Sicilia|| 2019-10-01&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Cerignola||Foggia||Puglia||2019-10-14&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Manfredonia || Foggia||Puglia||2019-10-22&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Orta di Atella|| Caserta||Campania||2019-11-08&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Africo|| Reggio Calabria||Calabria||2019-12-02&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Carmiano||Lecce||Puglia||2019-12-05&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Mezzojuso||Palermo||Sicilia||2019-12-16&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Scanzano Jonico||Matera||Basilicata||2019-12-16&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|San Giorgio Morgeto|| Reggio Calabria||Calabria||2019-12-27&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Scorrano||Lecce|| Puglia||2020-01-20&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Saint-Pierre||Aosta||Valle d&#039;Aosta||2020-02-10&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Amantea || Cosenza||Calabria||2020-02-17&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Pizzo||Vibo Valentia || Calabria||2020-02-25&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Sant&#039;Antimo||Napoli||Campania||2020-03-16&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Maniace||Catania||Sicilia||2020-05-16&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Partinico||Palermo||Sicilia||2020-07-29&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Sant&#039;Eufemia d&#039;Aspromonte||Reggio Calabria||Calabria||2020-08-14&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Cutro||Crotone||Calabria||2020-08-14&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Pratola Serra||Avellino||Campania||2020-10-26&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Tortorici||Messina||Sicilia||2020-12-23&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Squinzano&lt;br /&gt;
|Lecce&lt;br /&gt;
|Puglia&lt;br /&gt;
|2021-01-30&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Guardavalle&lt;br /&gt;
|Catanzaro&lt;br /&gt;
|Calabria&lt;br /&gt;
|2021-02-23&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Carovigno&lt;br /&gt;
|Brindisi&lt;br /&gt;
|Puglia&lt;br /&gt;
|2021-03-12&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Barrafranca&lt;br /&gt;
|Enna&lt;br /&gt;
|Sicilia&lt;br /&gt;
|2021-04-16&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Marano di Napoli&lt;br /&gt;
|Napoli&lt;br /&gt;
|Campania&lt;br /&gt;
|2021-06-18&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|San Giuseppe Jato&lt;br /&gt;
|Palermo&lt;br /&gt;
|Sicilia&lt;br /&gt;
|2021-07-09&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Villaricca&lt;br /&gt;
|Napoli&lt;br /&gt;
|Campania&lt;br /&gt;
|2021-08-06&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Foggia&lt;br /&gt;
|Foggia&lt;br /&gt;
|Puglia&lt;br /&gt;
|2021-08-06 &lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Nocera Terinese&lt;br /&gt;
|Catanzaro&lt;br /&gt;
|Calabria&lt;br /&gt;
|2021-08-30&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Simeri Crichi&lt;br /&gt;
|Catanzaro&lt;br /&gt;
|Calabria&lt;br /&gt;
|2021-08-30&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Rosarno&lt;br /&gt;
|Reggio Calabria&lt;br /&gt;
|Calabria&lt;br /&gt;
|2021-08-30&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Calatabiano&lt;br /&gt;
|Catania&lt;br /&gt;
|Sicilia &lt;br /&gt;
|2021-08-30&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Bolognetta&lt;br /&gt;
|Palermo&lt;br /&gt;
|Sicilia &lt;br /&gt;
|2021-11-18&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Ostuni&lt;br /&gt;
|Brindisi&lt;br /&gt;
|Puglia&lt;br /&gt;
|2021-12-27&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Castellammare di Stabia&lt;br /&gt;
|Napoli&lt;br /&gt;
|Campania&lt;br /&gt;
|2022-02-24&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Trinitapoli&lt;br /&gt;
|Barletta-Andria-Trani&lt;br /&gt;
|Puglia&lt;br /&gt;
|2022-04-05&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Torre Annunziata&lt;br /&gt;
|Napoli&lt;br /&gt;
|Campania&lt;br /&gt;
|2022-05-06&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Portigliola&lt;br /&gt;
|Reggio Calabria&lt;br /&gt;
|Calabria&lt;br /&gt;
|2022-05-22&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|San Giuseppe Vesuviano&lt;br /&gt;
|Napoli&lt;br /&gt;
|Campania&lt;br /&gt;
|2022-06-09&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Soriano Calabro&lt;br /&gt;
|Vibo Valentia &lt;br /&gt;
|Calabria&lt;br /&gt;
|2022-06-17&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Neviano &lt;br /&gt;
|Lecce&lt;br /&gt;
|Puglia&lt;br /&gt;
|2022-08-05 &lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Cosoleto&lt;br /&gt;
|Reggio Calabria&lt;br /&gt;
| Calabria&lt;br /&gt;
|2022-11-21 &lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Nettuno&lt;br /&gt;
| Roma &lt;br /&gt;
|Lazio&lt;br /&gt;
|2022-11-21&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Anzio&lt;br /&gt;
|Roma&lt;br /&gt;
|Lazio&lt;br /&gt;
|2022-11-21&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Sparanise&lt;br /&gt;
|Caserta&lt;br /&gt;
|Campania&lt;br /&gt;
|2022-12-19&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Mojo Alcantara&lt;br /&gt;
|Messina&lt;br /&gt;
|Sicilia&lt;br /&gt;
|2023-02-02&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Scilla&lt;br /&gt;
|Reggio Calabria&lt;br /&gt;
|Calabria&lt;br /&gt;
|2023-04-11&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Castiglione di Sicilia&lt;br /&gt;
|Catania&lt;br /&gt;
|Sicilia&lt;br /&gt;
|2023-05-23&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Rende&lt;br /&gt;
|Cosenza&lt;br /&gt;
|Calabria&lt;br /&gt;
|2023-06-28&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Orta Nova&lt;br /&gt;
|Foggia&lt;br /&gt;
|Puglia&lt;br /&gt;
|2023-07-18&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Palagonia&lt;br /&gt;
|Catania&lt;br /&gt;
|Sicilia&lt;br /&gt;
|2023-08-09&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Acquaro&lt;br /&gt;
|Vibo Valentia&lt;br /&gt;
|Calabria&lt;br /&gt;
|2023-09-18&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Caivano&lt;br /&gt;
|Napoli&lt;br /&gt;
|Campania&lt;br /&gt;
|2023-10-17&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Capistrano&lt;br /&gt;
|Vibo Valentia&lt;br /&gt;
|Calabria&lt;br /&gt;
|2023-10-17&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Randazzo&lt;br /&gt;
|Catania&lt;br /&gt;
|Sicilia&lt;br /&gt;
|2024-01-26&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Melito di Napoli&lt;br /&gt;
|Napoli&lt;br /&gt;
|Campania&lt;br /&gt;
|2024-03-12&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Monteforte Irpino&lt;br /&gt;
|Avellino&lt;br /&gt;
|Campania&lt;br /&gt;
|2024-03-27&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Quindici&lt;br /&gt;
|Avellino&lt;br /&gt;
|Campania&lt;br /&gt;
|2024-03-27&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Tropea&lt;br /&gt;
|Vibo Valentia&lt;br /&gt;
|Calabria&lt;br /&gt;
|2024-04-24&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Cerva&lt;br /&gt;
|Catanzaro&lt;br /&gt;
|Calabria&lt;br /&gt;
|2024-05-09&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Stefanaconi&lt;br /&gt;
|Vibo Valentia&lt;br /&gt;
|Calabria&lt;br /&gt;
|2024-07-29&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Calvi Risolta&lt;br /&gt;
|Caserta&lt;br /&gt;
|Campania&lt;br /&gt;
|2024-07-29&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Tremestieri Etneo&lt;br /&gt;
|Catania&lt;br /&gt;
|Sicilia&lt;br /&gt;
|2025-03-27&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|San Luca&lt;br /&gt;
|Reggio Calabria&lt;br /&gt;
|Calabria&lt;br /&gt;
|2025-03-27&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Poggiomarino&lt;br /&gt;
|Napoli&lt;br /&gt;
|Campania&lt;br /&gt;
|2025-03-27&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Caserta&lt;br /&gt;
|Caserta&lt;br /&gt;
|Campania&lt;br /&gt;
|2025-04-18&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Aprilia&lt;br /&gt;
|Latina&lt;br /&gt;
|Lazio&lt;br /&gt;
|2025-04-18&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Badolato&lt;br /&gt;
|Catanzaro&lt;br /&gt;
|Calabria&lt;br /&gt;
|2025-04-18&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Casabona&lt;br /&gt;
|Crotone&lt;br /&gt;
|Calabria&lt;br /&gt;
|2025-04-18&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Marano di Napoli&lt;br /&gt;
|Napoli&lt;br /&gt;
|Campania&lt;br /&gt;
|2025-09-05&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Paternò&lt;br /&gt;
|Catania&lt;br /&gt;
|Sicilia&lt;br /&gt;
|2025-11-21&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Altomonte&lt;br /&gt;
|Cosenza&lt;br /&gt;
|Calabria&lt;br /&gt;
|2025-11-21&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Pagani&lt;br /&gt;
|Salerno&lt;br /&gt;
|Campania&lt;br /&gt;
|2026-04-23&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Arienzo&lt;br /&gt;
|Caserta&lt;br /&gt;
|Campania&lt;br /&gt;
|2026-04-23&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Soriano Calabro&lt;br /&gt;
|Vibo Valentia&lt;br /&gt;
|Calabria&lt;br /&gt;
|2026-04-29&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Torre Annunziata&lt;br /&gt;
|Napoli&lt;br /&gt;
|Campania&lt;br /&gt;
|2026-06-05&lt;br /&gt;
|}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Aziende ospedaliere sciolte per mafia==&lt;br /&gt;
Dal 1991 ad oggi sono state sciolte &#039;&#039;&#039;7 aziende ospedaliere&#039;&#039;&#039; per infiltrazioni mafiose, cinque in Calabria e due in Campania.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{| class=&amp;quot;wikitable sortable&amp;quot;&lt;br /&gt;
!Nome!!Provincia !!Regione!!Anno/Mese/Giorno&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|ASL 4 Pomigliano d&#039;Arco||Napoli||Campania||2005-10-25&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|ASL 9 Locri||Reggio Calabria||Calabria|| 2006-04-28&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|ASP 5 Reggio Calabria||Reggio Calabria||Calabria||2008-03-19&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|ASP Vibo Valentia||Vibo Valentia||Calabria||2010-12-23&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Ospedale Sant&#039;Anna e San Sebastiano||Caserta||Campania||2015-04-23&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| ASP Reggio Calabria ||Reggio Calabria||Calabria||2019-03-11&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|ASP Catanzaro||Catanzaro|| Calabria||2019-09-13&lt;br /&gt;
|}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Statistiche ==&lt;br /&gt;
===Statistiche aggregate per anno ===&lt;br /&gt;
{| class=&amp;quot;wikitable sortable mw-collapsible mw-collapsed&amp;quot;&lt;br /&gt;
!Anno&lt;br /&gt;
!Scioglimenti&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|1991&lt;br /&gt;
|21&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|1992&lt;br /&gt;
|21&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|1993&lt;br /&gt;
|34&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|1994&lt;br /&gt;
|4&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|1995&lt;br /&gt;
|3&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|1996&lt;br /&gt;
|8&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|1997&lt;br /&gt;
|7&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|1998&lt;br /&gt;
|6&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|1999&lt;br /&gt;
|6&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|2000&lt;br /&gt;
|4&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|2001&lt;br /&gt;
|6&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|2002&lt;br /&gt;
|6&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|2003&lt;br /&gt;
|12&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|2004&lt;br /&gt;
|6&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|2005&lt;br /&gt;
|17&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|2006&lt;br /&gt;
|7&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|2007&lt;br /&gt;
|6&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|2008&lt;br /&gt;
|8&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|2009&lt;br /&gt;
|10&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|2010&lt;br /&gt;
|5&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|2011&lt;br /&gt;
|6&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|2012&lt;br /&gt;
|24&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|2013&lt;br /&gt;
|16&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|2014&lt;br /&gt;
|11&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|2015&lt;br /&gt;
|8&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|2016&lt;br /&gt;
|8&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|2017&lt;br /&gt;
|21&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|2018&lt;br /&gt;
|23&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|2019&lt;br /&gt;
|19&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|2020&lt;br /&gt;
|11&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|2021&lt;br /&gt;
|14&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|2022&lt;br /&gt;
|11&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|2023&lt;br /&gt;
|9&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|2024&lt;br /&gt;
|8&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|2025&lt;br /&gt;
|10&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|2026&lt;br /&gt;
|4&lt;br /&gt;
|}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Statistiche aggregate per regione===&lt;br /&gt;
La regione col maggior numero di Consigli comunali sciolti per infiltrazione mafiosa è la &#039;&#039;&#039;Calabria&#039;&#039;&#039;, seguita da Campania, Sicilia e Puglia.&lt;br /&gt;
{| class=&amp;quot;wikitable sortable&amp;quot;&lt;br /&gt;
!Regione!!Comuni!!Annullati&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Calabria||138||9&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Campania||125||10&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Sicilia||95||4&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Puglia||26||0&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Lazio||5||0&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Piemonte||3||0&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Liguria||3||2&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Basilicata||2||0&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Lombardia||1||0&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Emilia Romagna||1||0&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Valle d&#039;Aosta||1||0&lt;br /&gt;
|}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Statistiche aggregate per provincia===&lt;br /&gt;
La provincia col maggior numero di scioglimenti è &#039;&#039;&#039;Reggio Calabria&#039;&#039;&#039;, seguita da &#039;&#039;&#039;Napoli&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;Caserta&#039;&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
{| class=&amp;quot;wikitable sortable mw-collapsible&amp;quot;&lt;br /&gt;
!Provincia!!Numero Scioglimenti&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Reggio Calabria&lt;br /&gt;
|72&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Napoli&lt;br /&gt;
|69&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Caserta&lt;br /&gt;
|40&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Palermo&lt;br /&gt;
|38&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Vibo Valentia&lt;br /&gt;
|28&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Catania&lt;br /&gt;
|19&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Catanzaro&lt;br /&gt;
|19&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Crotone&lt;br /&gt;
|11&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Agrigento&lt;br /&gt;
|9&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Lecce&lt;br /&gt;
|9&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Salerno&lt;br /&gt;
|9&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Caltanissetta&lt;br /&gt;
|8&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Trapani&lt;br /&gt;
|8&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Avellino&lt;br /&gt;
|7&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Cosenza&lt;br /&gt;
|7&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Messina&lt;br /&gt;
|7&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Bari&lt;br /&gt;
|6&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Foggia&lt;br /&gt;
|6&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Roma&lt;br /&gt;
|4&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Brindisi&lt;br /&gt;
|3&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Ragusa&lt;br /&gt;
|3&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Torino&lt;br /&gt;
|3&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Imperia&lt;br /&gt;
|2&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Matera&lt;br /&gt;
|2&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Siracusa&lt;br /&gt;
|2&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Aosta&lt;br /&gt;
|1&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Barletta-Andria-Trani&lt;br /&gt;
|1&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Benevento&lt;br /&gt;
|1&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Enna&lt;br /&gt;
|1&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Genova&lt;br /&gt;
|1&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Latina&lt;br /&gt;
|1&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Milano&lt;br /&gt;
|1&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Reggio Emilia&lt;br /&gt;
|1&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Taranto&lt;br /&gt;
|1&lt;br /&gt;
|}&lt;br /&gt;
[[Categoria:Mafia]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Leadermassimo</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://www.wikimafia.it/w/index.php?title=Comuni_sciolti_per_mafia&amp;diff=10924</id>
		<title>Comuni sciolti per mafia</title>
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		<updated>2026-06-04T22:26:12Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Leadermassimo: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{#seo:&lt;br /&gt;
|site_name=WikiMafia&lt;br /&gt;
|keywords=comuni sciolti per mafia, comuni sciolti per infiltrazione mafiosa, consigli comunali sciolti per infiltrazione mafiosa, mafia, antimafia, wikimafia, comuni mafia, scioglimento comuni mafia,&lt;br /&gt;
|description=Il primo elenco completo di tutti i comuni sciolti per mafia in Italia, dal 1991 ad oggi. &lt;br /&gt;
|image=File:Comuni sciolti per mafia wiki sito.jpg&lt;br /&gt;
|image_alt=Comuni sciolti per mafia&lt;br /&gt;
|type=website&lt;br /&gt;
|section=Mafia&lt;br /&gt;
}}&lt;br /&gt;
[[File:Comuni sciolti per mafia wiki sito.jpg|250x250px|thumb|alt=Comuni sciolti per mafia WikiMafia]]&lt;br /&gt;
Dal [[1991]] al 2026 sono stati sciolti &#039;&#039;&#039;399 Consigli comunali&#039;&#039;&#039; &#039;&#039;&#039;per infiltrazioni mafiose&#039;&#039;&#039;, di cui 25 annullati a seguito di ricorso (dati aggiornati all&#039;8 maggio 2026). A questi si aggiungono &#039;&#039;&#039;7 aziende ospedaliere&#039;&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Lo scioglimento dei Consigli Comunali e provinciali per infiltrazione mafiosa fu istituito in risposta all&#039;orrore della [[Strage del Venerdì nero di Taurianova]] col decreto-legge n. 164 del 31 maggio 1991, convertito successivamente nella legge 221 del 22 luglio 1991. Attualmente è previsto dall&#039;art. 143 del Testo Unico degli Enti Locali (d.lgs. 267/2000). Per approfondire la normativa di riferimento, si veda [[Legge sullo Scioglimento dei Consigli comunali per mafia]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Elenco dei Consigli Comunali sciolti per infiltrazione mafiosa, in ordine cronologico==&lt;br /&gt;
Quello che segue è l&#039;elenco aggiornato di tutti i &#039;&#039;&#039;Consigli Comunali sciolti per infiltrazione mafiosa&#039;&#039;&#039;, dal [[1991]] ad oggi. È possibile ordinare i Comuni in ordine alfabetico, per provincia e per regione, in ordine ascendente o discendente, cliccando sulla prima casella della colonna preferita (quella che contiene il titolo).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{| class=&amp;quot;wikitable sortable&amp;quot;&lt;br /&gt;
!Comune!!Provincia!!Regione !!Anno/Mese/Giorno&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Taurianova || Reggio Calabria||Calabria||1991-08-02&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Casandrino||Napoli||Campania||1991-08-02&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Casal di Principe || Caserta||Campania||1991-09-30&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Casapesenna||Caserta || Campania||1991-09-30&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Mondragone||Caserta||Campania||1991-09-30&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Adrano|| Catania||Sicilia||1991-09-30&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Sant&#039;Andrea Apostolo dello Jonio &#039;&#039;&#039;(Annullato)&#039;&#039;&#039;||Catanzaro||Calabria||1991-09-30&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Lamezia Terme||Catanzaro||Calabria||1991-09-30&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Gallipoli||Lecce||Puglia||1991-09-30&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Surbo|| Lecce||Puglia||1991-09-30&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Piraino|| Messina||Sicilia||1991-09-30&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Marano di Napoli||Napoli||Campania||1991-09-30&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Poggiomarino||Napoli || Campania||1991-09-30&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Sant&#039;Antimo||Napoli||Campania||1991-09-30&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Cerda || Palermo || Sicilia||1991-09-30&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Santa Flavia||Palermo||Sicilia||1991-09-30&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Trabia &#039;&#039;&#039;(Annullato)&#039;&#039;&#039; || Palermo||Sicilia||1991-09-30&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Delianuova||Reggio Calabria||Calabria||1991-09-30&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Melito di Porto Salvo||Reggio Calabria|| Calabria||1991-09-30&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Seminara||Reggio Calabria||Calabria||1991-09-30&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Misterbianco||Catania||Sicilia||1991-12-21&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Isca sullo Ionio||Catanzaro|| Calabria||1992-01-28&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Stefanaconi || Catanzaro||Calabria||1992-01-28&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Rosarno||Reggio Calabria||Calabria||1992-01-28&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Quarto||Napoli||Calabria||1992-04-10&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|San Ferdinando ||Reggio Calabria||Calabria||1992-05-20&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Capaci ||Palermo ||Sicilia||1992-06-09&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Misilmeri||Palermo||Sicilia|| 1992-06-09&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Mascali ||Catania ||Sicilia ||1992-06-09&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Campobello di Mazara||Trapani||Sicilia||1992-07-11&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Niscemi||Caltanissetta||Sicilia||1992-07-18&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Gela||Caltanissetta || Sicilia || 1992-07-18&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Scicli &#039;&#039;&#039;(Annullato)&#039;&#039;&#039;||Ragusa||Sicilia|| 1992-07-18&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Recale ||Caserta ||Campania||1992-07-31&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Licata || Agrigento||Sicilia||1992-07-31&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|San Cipriano d&#039;Aversa||Caserta||Campania||1992-08-27&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Cesa||Caserta || Campania||1992-08-27&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Grazzanise || Caserta || Campania||1992-09-11&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Riesi||Caltanissetta||Sicilia||1992-10-16&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Villa di Briano||Caserta||Campania||1992-10-26&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Santa Maria la Fossa ||Caserta||Campania||1992-10-26&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Lusciano ||Caserta||Campania||1992-12-12&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Carinola||Caserta|| Campania||1993-01-18&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Gioia Tauro||Reggio Calabria||Calabria||1993-01-18&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Acerra||Napoli||Campania||1993-01-18&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Frignano||Caserta||Campania||1993-03-11&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Termini Imerese||Palermo||Sicilia||1993-03-11&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|San Giovanni La Punta||Catania||Sicilia|| 1993-03-11&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Caccamo||Palermo||Sicilia||1993-03-11&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Bagheria||Palermo||Sicilia|| 1993-03-11&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Pagani||Salerno ||Campania||1993-03-11&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Scafati||Salerno||Campania ||1993-03-11&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Terlizzi||Bari||Puglia||1993-03-30&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Modugno||Bari ||Puglia||1993-03-30&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Quindici||Avellino||Campania||1993-04-14&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Nocera Inferiore ||Salerno ||Campania||1993-04-14&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Partanna||Trapani || Sicilia||1993-04-14&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Casamarciano|| Napoli||Campania||1993-06-04&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Casola di Napoli||Napoli||Campania||1993-06-04&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|San Giuseppe Vesuviano|| Napoli||Campania||1993-06-04&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Torre Annunziata||Napoli ||Campania||1993-06-04&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Ercolano||Napoli || Campania||1993-06-14&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Molochio||Reggio Calabria||Calabria||1993-06-23&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Sarno||Salerno||Campania||1993-06-23&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Pago del Vallo di Lauro || Avellino||Campania||1993-06-23&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Aci Catena||Catania||Sicilia||1993-06-28&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Mascalucia|| Catania||Sicilia ||1993-07-13&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Nola||Napoli||Campania||1993-08-16&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Pomigliano d&#039;Arco||Napoli||Campania||1993-08-16&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Sant&#039;Antonio Abate || Napoli || Campania||1993-09-02&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Gioia del Colle||Bari||Puglia||1993-09-10&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Trani || Bari|| Puglia||1993-09-10&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Mazara del Vallo||Trapani||Sicilia|| 1993-10-25&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Ragalna||Catania ||Sicilia||1993-11-23&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Teverola||Caserta||Campania||1993-12-16&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Montalbano Jonico||Matera||Basilicata||1993-12-16&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Villaricca||Napoli||Campania||1994-01-17&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|San Paolo Belsito|| Napoli||Campania ||1994-03-04&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Monopoli||Bari||Puglia || 1994-04-23&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| San Lorenzo Maggiore||Benevento||Campania||1994-04-24&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Camini || Reggio Calabria||Calabria||1995-01-16&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Roghudi||Reggio Calabria||Calabria||1995-01-16&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Bardonecchia||Torino||Piemonte||1995-05-02&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Casapesenna||Caserta||Campania||1996-01-30&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Roccaforte Greco||Reggio Calabria||Calabria||1996-02-10&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Melito di Porto Salvo ||Reggio Calabria||Calabria|| 1996-02-28&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Pimonte||Napoli||Campania||1996-04-04&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Nola &#039;&#039;&#039;(Annullato)&#039;&#039;&#039;||Napoli||Campania||1996-04-26&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Altavilla Milicia ||Palermo ||Sicilia||1996-07-11&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Santa Maria la Fossa||Caserta||Campania||1996-07-11&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Casal di Principe||Caserta||Campania||1996-12-23&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Liveri||Napoli ||Campania||1997-05-19&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Terzigno||Napoli||Campania||1997-07-28&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Ottaviano||Napoli || Campania||1997-09-08&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Cosoleto||Reggio Calabria|| Calabria||1997-09-08&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Sinopoli||Reggio Calabria||Calabria|| 1997-09-08&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Lascari||Palermo||Sicilia|| 1997-10-31&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Pollina||Palermo||Sicilia||1997-10-31&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Grazzanise||Caserta||Campania||1998-01-26&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Villa di Briano||Caserta||Campania||1998-01-26&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Casandrino||Napoli||Campania||1998-02-16&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Santo Stefano in Aspromonte||Reggio Calabria||Calabria||1998-03-30&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Castel Volturno||Caserta||Campania||1998-09-14&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Boscoreale||Napoli||Campania||1998-12-15&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Poggiomarino||Napoli||Campania|| 1999-02-09&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Caccamo|| Palermo||Sicilia|| 1999-03-10&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Afragola &#039;&#039;&#039;(Annullato)&#039;&#039;&#039;||Napoli ||Campania||1999-04-20&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Bagheria ||Palermo ||Sicilia||1999-04-20&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Ficarazzi ||Palermo ||Sicilia||1999-04-20&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Villabate||Palermo||Sicilia||1999-04-20&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Calatabiano||Catania || Sicilia||2000-07-10&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Rizziconi||Reggio Calabria || Calabria||2000-07-31&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|San Luca||Reggio Calabria||Calabria||2000-09-14&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Pignataro Maggiore||Caserta||Campania||2000-11-30&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Cirò||Crotone||Calabria||2001-02-19&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Pompei||Napoli||Campania||2001-09-11&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Cinisi||Palermo||Sicilia||2001-09-11&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Caltavuturo||Palermo || Sicilia||2001-10-08&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Marcedusa||Catanzaro||Calabria||2001-10-08&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|San Gennaro Vesuviano||Napoli||Campania||2001-11-06&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Santa Maria la Carità||Napoli||Campania|| 2002-02-08&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Portici ||Napoli||Campania||2002-09-10&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Quindici||Avellino||Campania||2002-09-24&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Lamezia Terme ||Catanzaro||Calabria||2002-11-05&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|San Paolo Belsito||Napoli|| Campania||2002-11-05&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Frattamaggiore||Napoli || Campania||2002-11-05&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Pantelleria||Trapani|| Sicilia||2003-03-17&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Briatico||Vibo Valentia||Calabria||2003-03-17&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Misilmeri||Palermo||Sicilia||2003-04-29&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|San Giovanni La Punta||Catania||Sicilia||2003-05-09&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Botricello &#039;&#039;&#039;(Annullato)&#039;&#039;&#039;||Catanzaro||Calabria||2003-05-09&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Isola Capo Rizzuto||Crotone||Calabria||2003-05-09&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Strongoli &#039;&#039;&#039;(Annullato)&#039;&#039;&#039;||Crotone||Calabria ||2003-09-03&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Monasterace &#039;&#039;&#039;(Annullato)&#039;&#039;&#039; || Reggio Calabria || Calabria || 2003-10-27&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Roccaforte del Greco||Reggio Calabria||Calabria||2003-10-27&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Africo &#039;&#039;&#039;(Annullato)&#039;&#039;&#039;||Reggio Calabria|| Calabria||2003-10-27&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Guardavalle||Catanzaro||Calabria||2003-11-21&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Montecorvino Pugliano||Salerno||Campania||2003-11-21&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Niscemi|| Caltanissetta ||Sicilia||2004-04-27&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Villabate||Palermo || Sicilia||2004-04-27&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Marano &#039;&#039;&#039;(Annullato)&#039;&#039;&#039; || Napoli||Campania||2004-07-28&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Canicattì||Agrigento||Sicilia||2004-09-06&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Volla ||Napoli||Campania||2004-11-02&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Calanna||Reggio Calabria ||Calabria||2004-11-02&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Burgio||Agrigento|| Sicilia||2005-09-02&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Nicotera||Vibo Valentia||Calabria||2005-09-02&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Vicari||Palermo||Sicilia||2005-10-25&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Crispano||Napoli||Campania|| 2005-10-25&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Casoria||Napoli || Campania||2005-10-25&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Torre del Greco &#039;&#039;&#039;(Annullato)&#039;&#039;&#039;||Napoli ||Campania||2005-10-25&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Afragola||Napoli||Campania||2005-10-25&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Tufino &#039;&#039;&#039;(Annullato)&#039;&#039;&#039;||Napoli||Campania||2005-10-25&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Nettuno||Roma||Lazio||2005-11-28&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Torretta||Palermo || Sicilia||2005-11-28&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|San Tammaro||Caserta||Campania||2005-12-23&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Melito di Napoli||Napoli ||Campania||2005-12-23&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Pozzuoli||Napoli||Campania||2005-12-23&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Terme Vigliatore ||Messina||Sicilia||2005-12-23&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Boscoreale||Napoli||Campania||2005-01-26&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Brusciano &#039;&#039;&#039;(Annullato)&#039;&#039;&#039;||Napoli || Campania||2005-01-26&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Riesi|| Caltanissetta ||Sicilia||2005-01-26&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Roccamena||Palermo||Sicilia||2006-01-26&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Castellammare Golfo||Trapani ||Sicilia||2006-03-27&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Platì||Reggio Calabria||Calabria||2006-07-07&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Casaluce||Caserta || Campania||2006-07-07&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Campobello di Licata ||Agrigento||Sicilia||2006-07-18&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| San Gennaro Vesuviano &#039;&#039;&#039;(Annullato)&#039;&#039;&#039;||Napoli||Campania||2006-11-15&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Cerda ||Palermo||Sicilia||2006-12-12&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Soriano Calabro||Vibo Valentia||Calabria||2007-01-25&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|San Gregorio d&#039;Ippona||Vibo Valentia||Calabria||2007-04-24&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Parghelia|| Vibo Valentia||Calabria||2007-09-17&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Lusciano||Caserta || Campania||2007-10-17&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Seminara || Reggio Calabria ||Calabria ||2007-12-29&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Casalnuovo di Napoli||Napoli||Campania||2007-12-29&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Marcianise &#039;&#039;&#039;(Annullato)&#039;&#039;&#039;||Caserta||Campania||2008-03-19&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|San Cipriano d&#039;Aversa &#039;&#039;&#039;(Annullato)&#039;&#039;&#039;||Caserta||Campania||2008-03-19&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Arzano||Napoli|| Campania||2008-03-05&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Gioia Tauro||Reggio Calabria|| Calabria||2008-04-24&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Siculiana||Agrigento|| Sicilia||2008-06-13&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Orta di Atella|| Caserta|| Campania|| 2008-07-24&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Amantea &#039;&#039;&#039;(Annullato)&#039;&#039;&#039;||Cosenza||Calabria||2008-08-04&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Rosarno||Reggio Calabria||Calabria||2008-12-15&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Pago del Vallo di Lauro||Avellino||Campania ||2009-03-13&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Villa Literno &#039;&#039;&#039;(Annullato)&#039;&#039;&#039;||Caserta||Campania||2009-04-23&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|San Ferdinando || Reggio Calabria||Calabria||2009-04-23&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Taurianova ||Reggio Calabria||Calabria||2009-04-23&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Sant&#039;Onofrio||Vibo Valentia ||Calabria ||2009-04-23&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Castello di Cisterna||Napoli||Campania||2009-07-10&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Fabrizia||Vibo Valentia||Calabria||2009-07-27&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Vallelunga Pratameno &#039;&#039;&#039;(Annullato)&#039;&#039;&#039;||Caltanissetta||Sicilia|| 2009-07-27&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Furnari||Messina||Sicilia||2009-12-04&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|San Giuseppe Vesuviano||Napoli||Campania||2009-12-09&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Borgia||Catanzaro||Calabria||2010-07-02&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Gricignano di Aversa|| Caserta||Campania||2010-08-02&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Nicotera|| Vibo Valentia||Calabria||2010-08-13&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Condofuri||Reggio Calabria||Calabria||2010-10-12&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|San Procopio || Reggio Calabria || Calabria || 2010-12-23&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Roccaforte del Greco||Reggio Calabria||Calabria||2011-02-28&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Bordighera &#039;&#039;&#039;(Annullato)&#039;&#039;&#039;|| Imperia|| Liguria||2011-03-10&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Castrofilippo ||Agrigento||Sicilia||2011-04-15&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Corigliano Calabro||Cosenza||Calabria||2011-06-09&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Marina di Gioiosa Ionica||Reggio Calabria||Calabria||2011-07-07&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Nardodipace||Vibo Valentia||Calabria|| 2011-12-19&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Samo||Reggio Calabria||Calabria||2012-01-24&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Briatico||Vibo Valentia||Calabria||2012-01-24&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Ventimiglia &#039;&#039;&#039;(annullato)&#039;&#039;&#039;||Imperia ||Liguria||2012-02-06&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Careri|| Reggio Calabria || Calabria|| 2012-02-15&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Sant&#039;Ilario dello Ionio ||Reggio Calabria||Calabria||2012-02-15&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Salemi||Trapani||Sicilia||2012-03-23&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Rocalmuto || Agrigento||Sicilia||2012-03-23&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Bova Marina||Reggio Calabria||Calabria||2012-03-23&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Platì||Reggio Calabria||Calabria||2012-03-23&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Gragnano||Napoli||Campania||2012-03-23&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Leinì||Torino||Piemonte|| 2012-03-23&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Pagani||Salerno|| Campania||2012-03-23&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Bagaladi &#039;&#039;&#039;(Annullato)&#039;&#039;&#039;||Reggio Calabria||Calabria||2012-04-06&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Mileto||Vibo Valentia||Calabria||2012-04-06&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Casapesenna||Caserta||Campania||2012-04-06&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Castel Volturno||Caserta||Campania||2012-04-06&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Casal di Principe||Caserta||Campania||2012-04-06&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Rivarolo Canavese||Torino||Piemonte||2012-05-22&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Mongiana||Vibo Valentia||Calabria||2012-07-12&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Misilmeri ||Palermo ||Sicilia ||2012-07-27&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Campobello di Mazara||Trapani||Sicilia||2012-07-27&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|San Cipriano d&#039;Aversa|| Caserta||Campania||2012-09-04&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Reggio Calabria||Reggio Calabria||Calabria||2012-10-09&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Isola delle Femmine||Palermo||Sicilia||2012-11-09&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Augusta||Siracusa||Sicilia||2013-03-08&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Grazzanise||Caserta||Campania||2013-03-08&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Quarto||Napoli||Campania|| 2013-03-27&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Mascali||Catania||Sicilia||2013-03-27&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Polizzi Generosa||Palermo||Sicilia||2013-03-27&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|San Calogero||Vibo Valentia||Calabria||2013-03-27&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Siderno||Reggio Calabria||Calabria||2013-03-27&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Melito di Porto Salvo||Reggio Calabria||Calabria||2013-03-27&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Casignana ||Reggio Calabria||Calabria ||2013-04-19&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Montebello Jonico||Reggio Calabria||Calabria||2013-04-24&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Giugliano||Napoli || Campania||2013-04-24&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|San Luca||Reggio Calabria||Calabria||2013-05-19&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Ardore || Reggio Calabria||Calabria||2013-06-27&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Taurianova||Reggio Calabria||Calabria||2013-07-05&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Sedriano||Milano||Lombardia||2013-10-15&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Cirò &#039;&#039;&#039;(Annullato)&#039;&#039;&#039;|| Crotone ||Calabria ||2013-10-21&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Joppolo &#039;&#039;&#039;(Annullato)&#039;&#039;&#039;||Vibo Valentia||Calabria||2014-02-07&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Ricadi||Vibo Valentia||Calabria||2014-02-11&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Altavilla Milicia||Palermo||Sicilia|| 2014-02-11&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Scalea||Cosenza||Calabria||2014-02-25&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Montelepre||Palermo || Sicilia||2014-03-13&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Battipaglia||Salerno||Campania||2014-04-04&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Cellino San Marco||Brindisi||Puglia||2014-04-19&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Badolato||Catanzaro||Calabria||2014-04-19&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Africo||Reggio Calabria||Calabria||2014-08-01&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Giardinello &#039;&#039;&#039;(Annullato)&#039;&#039;&#039;||Palermo||Sicilia||2014-08-08&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|San Ferdinando||Reggio Calabria|| Calabria||2014-10-31&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Bovalino||Reggio Calabria||Calabria||2015-04-02&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Bagnara Calabra||Reggio Calabria||Calabria||2015-04-14&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Arzano||Napoli||Campania||2015-04-29&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Scicli|| Ragusa|| Sicilia||2015-04-29&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Monte Sant&#039;Angelo||Foggia || Puglia||2015-07-20&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Ostia (X Municipio di Roma)|| Roma||Lazio ||2015-09-27&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Mazzarà Sant&#039;Andrea||Messina||Sicilia||2015-10-13&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Nardodipace|| Vibo Valentia||Calabria||2015-12-07&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Brescello||Reggio Emilia||Emilia-Romagna||2016-04-20&lt;br /&gt;
|- &lt;br /&gt;
|Trentola-Ducenta ||Caserta ||Campania||2016-05-10&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Corleone || Palermo||Sicilia||2016-08-12&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Tropea|| Vibo Valentia||Calabria||2016-08-12&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Rizziconi||Reggio Calabria||Calabria||2016-10-28&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Palazzo Adriano||Palermo|| Sicilia||2016-10-28&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Nicotera || Vibo Valentia||Calabria||2016-11-23&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Marano di Napoli ||Napoli||Campania||2016-12-30&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Casavatore||Napoli ||Campania||2017-01-24&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Crispano||Napoli ||Campania||2017-01-24&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Scafati||Salerno||Campania||2017-01-27&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Parabita||Lecce||Puglia||2017-03-15&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Lavagna||Genova||Liguria||2017-03-27&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Borgetto||Palermo|| Sicilia||2017-05-02&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Canolo||Reggio Calabria||Calabria||2017-05-06&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Bova Marina||Reggio Calabria||Calabria||2017-05-11&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Laureana di Borrello||Reggio Calabria||Calabria||2017-05-11&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|San Felice a Cancello||Caserta ||Campania ||2017-05-11&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Gioia Tauro||Reggio Calabria||Calabria||2017-05-11&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Castelvetrano||Trapani||Sicilia||2017-06-07&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Sorbo San Basile || Catanzaro||Calabria||2017-06-13&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Coprani||Catanzaro ||Calabria ||2017-07-31&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Brancaleone||Reggio Calabria||Calabria||2017-07-31&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Valenzano ||Bari|| Puglia||2017-09-25&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Cassano allo Jonio||Cosenza||Calabria||2017-11-22&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Isola di Capo Rizzuto||Crotone||Calabria||2017-11-22&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Marina di Gioiosa Jonica||Reggio Calabria || Calabria||2017-11-22&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Petronà||Catanzaro||Calabria||2017-11-22&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Lamezia Terme|| Catanzaro||Calabria||2017-11-22&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Cirò Marina||Crotone||Calabria||2018-01-19&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|San Gennaro Vesuviano||Napoli||Campania|| 2018-02-12&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Mattinata || Foggia||Puglia||2018-03-16&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Scilla||Reggio Calabria||Calabria||2018-03-22&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Camastra||Agrigento||Sicilia||2018-04-10&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Calvizzano ||Napoli||Campania||2018-04-17&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Strongoli ||Crotone||Calabria|| 2018-04-17&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Manduria||Taranto||Puglia|| 2018-04-26&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Caivano||Napoli|| Campania||2018-04-26&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Limbadi||Vibo Valentia||Calabria||2018-04-26&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Bompensiere||Caltanissetta|| Sicilia||2018-04-26&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Platì || Reggio Calabria||Calabria||2018-04-26&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Surbo|| Lecce|| Puglia||2018-05-08&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|San Gregorio D&#039;Ippona||Vibo Valentia||Calabria||2018-05-08&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Treccastagni||Catania|| Sicilia||2018-05-08&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Briatico||Vibo Valentia||Calabria||2018-05-08&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Sogliano Cavour|| Lecce||Puglia||2018-06-29&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Vittoria||Ragusa||Sicilia||2018-08-02&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|San Biagio Platani||Agrigento||Sicilia||2018-08-06&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Siderno||Reggio Calabria ||Calabria||2018-08-09&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Crucoli ||Crotone||Calabria||2018-10-29&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Casabona||Crotone||Calabria||2018-10-29&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Delianuova|| Reggio Calabria||Calabria||2018-11-21&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Careri||Reggio Calabria||Calabria ||2019-01-10&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Pachino||Siracusa||Sicilia||2019-02-15&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Mistretta||Messina||Sicilia||2019-03-28 &lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|San Cataldo ||Caltanissetta||Sicilia||2019-03-28&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Palizzi||Reggio Calabria|| Calabria||2019-05-03&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Stilo||Reggio Calabria||Calabria||2019-05-09&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Arzano||Napoli||Campania||2019-05-22&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|San Cipirello||Palermo||Sicilia||2019-06-20&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Sinopoli||Reggio Calabria ||Calabria||2019-08-01&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Torretta || Palermo || Sicilia||2019-08-08&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Misterbianco||Catania||Sicilia|| 2019-10-01&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Cerignola||Foggia||Puglia||2019-10-14&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Manfredonia || Foggia||Puglia||2019-10-22&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Orta di Atella|| Caserta||Campania||2019-11-08&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Africo|| Reggio Calabria||Calabria||2019-12-02&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Carmiano||Lecce||Puglia||2019-12-05&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Mezzojuso||Palermo||Sicilia||2019-12-16&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Scanzano Jonico||Matera||Basilicata||2019-12-16&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|San Giorgio Morgeto|| Reggio Calabria||Calabria||2019-12-27&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Scorrano||Lecce|| Puglia||2020-01-20&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Saint-Pierre||Aosta||Valle d&#039;Aosta||2020-02-10&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Amantea || Cosenza||Calabria||2020-02-17&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Pizzo||Vibo Valentia || Calabria||2020-02-25&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Sant&#039;Antimo||Napoli||Campania||2020-03-16&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Maniace||Catania||Sicilia||2020-05-16&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Partinico||Palermo||Sicilia||2020-07-29&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Sant&#039;Eufemia d&#039;Aspromonte||Reggio Calabria||Calabria||2020-08-14&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Cutro||Crotone||Calabria||2020-08-14&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Pratola Serra||Avellino||Campania||2020-10-26&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Tortorici||Messina||Sicilia||2020-12-23&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Squinzano&lt;br /&gt;
|Lecce&lt;br /&gt;
|Puglia&lt;br /&gt;
|2021-01-30&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Guardavalle&lt;br /&gt;
|Catanzaro&lt;br /&gt;
|Calabria&lt;br /&gt;
|2021-02-23&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Carovigno&lt;br /&gt;
|Brindisi&lt;br /&gt;
|Puglia&lt;br /&gt;
|2021-03-12&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Barrafranca&lt;br /&gt;
|Enna&lt;br /&gt;
|Sicilia&lt;br /&gt;
|2021-04-16&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Marano di Napoli&lt;br /&gt;
|Napoli&lt;br /&gt;
|Campania&lt;br /&gt;
|2021-06-18&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|San Giuseppe Jato&lt;br /&gt;
|Palermo&lt;br /&gt;
|Sicilia&lt;br /&gt;
|2021-07-09&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Villaricca&lt;br /&gt;
|Napoli&lt;br /&gt;
|Campania&lt;br /&gt;
|2021-08-06&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Foggia&lt;br /&gt;
|Foggia&lt;br /&gt;
|Puglia&lt;br /&gt;
|2021-08-06 &lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Nocera Terinese&lt;br /&gt;
|Catanzaro&lt;br /&gt;
|Calabria&lt;br /&gt;
|2021-08-30&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Simeri Crichi&lt;br /&gt;
|Catanzaro&lt;br /&gt;
|Calabria&lt;br /&gt;
|2021-08-30&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Rosarno&lt;br /&gt;
|Reggio Calabria&lt;br /&gt;
|Calabria&lt;br /&gt;
|2021-08-30&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Calatabiano&lt;br /&gt;
|Catania&lt;br /&gt;
|Sicilia &lt;br /&gt;
|2021-08-30&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| Bolognetta&lt;br /&gt;
|Palermo&lt;br /&gt;
|Sicilia &lt;br /&gt;
|2021-11-18&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Ostuni&lt;br /&gt;
|Brindisi&lt;br /&gt;
|Puglia&lt;br /&gt;
|2021-12-27&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Castellammare di Stabia&lt;br /&gt;
|Napoli&lt;br /&gt;
|Campania&lt;br /&gt;
|2022-02-24&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Trinitapoli&lt;br /&gt;
|Barletta-Andria-Trani&lt;br /&gt;
|Puglia&lt;br /&gt;
|2022-04-05&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Torre Annunziata&lt;br /&gt;
|Napoli&lt;br /&gt;
|Campania&lt;br /&gt;
|2022-05-06&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Portigliola&lt;br /&gt;
|Reggio Calabria&lt;br /&gt;
|Calabria&lt;br /&gt;
|2022-05-22&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|San Giuseppe Vesuviano&lt;br /&gt;
|Napoli&lt;br /&gt;
|Campania&lt;br /&gt;
|2022-06-09&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Soriano Calabro&lt;br /&gt;
|Vibo Valentia &lt;br /&gt;
|Calabria&lt;br /&gt;
|2022-06-17&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Neviano &lt;br /&gt;
|Lecce&lt;br /&gt;
|Puglia&lt;br /&gt;
|2022-08-05 &lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Cosoleto&lt;br /&gt;
|Reggio Calabria&lt;br /&gt;
| Calabria&lt;br /&gt;
|2022-11-21 &lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Nettuno&lt;br /&gt;
| Roma &lt;br /&gt;
|Lazio&lt;br /&gt;
|2022-11-21&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Anzio&lt;br /&gt;
|Roma&lt;br /&gt;
|Lazio&lt;br /&gt;
|2022-11-21&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Sparanise&lt;br /&gt;
|Caserta&lt;br /&gt;
|Campania&lt;br /&gt;
|2022-12-19&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Mojo Alcantara&lt;br /&gt;
|Messina&lt;br /&gt;
|Sicilia&lt;br /&gt;
|2023-02-02&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Scilla&lt;br /&gt;
|Reggio Calabria&lt;br /&gt;
|Calabria&lt;br /&gt;
|2023-04-11&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Castiglione di Sicilia&lt;br /&gt;
|Catania&lt;br /&gt;
|Sicilia&lt;br /&gt;
|2023-05-23&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Rende&lt;br /&gt;
|Cosenza&lt;br /&gt;
|Calabria&lt;br /&gt;
|2023-06-28&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Orta Nova&lt;br /&gt;
|Foggia&lt;br /&gt;
|Puglia&lt;br /&gt;
|2023-07-18&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Palagonia&lt;br /&gt;
|Catania&lt;br /&gt;
|Sicilia&lt;br /&gt;
|2023-08-09&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Acquaro&lt;br /&gt;
|Vibo Valentia&lt;br /&gt;
|Calabria&lt;br /&gt;
|2023-09-18&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Caivano&lt;br /&gt;
|Napoli&lt;br /&gt;
|Campania&lt;br /&gt;
|2023-10-17&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Capistrano&lt;br /&gt;
|Vibo Valentia&lt;br /&gt;
|Calabria&lt;br /&gt;
|2023-10-17&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Randazzo&lt;br /&gt;
|Catania&lt;br /&gt;
|Sicilia&lt;br /&gt;
|2024-01-26&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Melito di Napoli&lt;br /&gt;
|Napoli&lt;br /&gt;
|Campania&lt;br /&gt;
|2024-03-12&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Monteforte Irpino&lt;br /&gt;
|Avellino&lt;br /&gt;
|Campania&lt;br /&gt;
|2024-03-27&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Quindici&lt;br /&gt;
|Avellino&lt;br /&gt;
|Campania&lt;br /&gt;
|2024-03-27&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Tropea&lt;br /&gt;
|Vibo Valentia&lt;br /&gt;
|Calabria&lt;br /&gt;
|2024-04-24&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Cerva&lt;br /&gt;
|Catanzaro&lt;br /&gt;
|Calabria&lt;br /&gt;
|2024-05-09&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Stefanaconi&lt;br /&gt;
|Vibo Valentia&lt;br /&gt;
|Calabria&lt;br /&gt;
|2024-07-29&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Calvi Risolta&lt;br /&gt;
|Caserta&lt;br /&gt;
|Campania&lt;br /&gt;
|2024-07-29&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Tremestieri Etneo&lt;br /&gt;
|Catania&lt;br /&gt;
|Sicilia&lt;br /&gt;
|2025-03-27&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|San Luca&lt;br /&gt;
|Reggio Calabria&lt;br /&gt;
|Calabria&lt;br /&gt;
|2025-03-27&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Poggiomarino&lt;br /&gt;
|Napoli&lt;br /&gt;
|Campania&lt;br /&gt;
|2025-03-27&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Caserta&lt;br /&gt;
|Caserta&lt;br /&gt;
|Campania&lt;br /&gt;
|2025-04-18&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Aprilia&lt;br /&gt;
|Latina&lt;br /&gt;
|Lazio&lt;br /&gt;
|2025-04-18&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Badolato&lt;br /&gt;
|Catanzaro&lt;br /&gt;
|Calabria&lt;br /&gt;
|2025-04-18&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Casabona&lt;br /&gt;
|Crotone&lt;br /&gt;
|Calabria&lt;br /&gt;
|2025-04-18&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Marano di Napoli&lt;br /&gt;
|Napoli&lt;br /&gt;
|Campania&lt;br /&gt;
|2025-09-05&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Paternò&lt;br /&gt;
|Catania&lt;br /&gt;
|Sicilia&lt;br /&gt;
|2025-11-21&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Altomonte&lt;br /&gt;
|Cosenza&lt;br /&gt;
|Calabria&lt;br /&gt;
|2025-11-21&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Pagani&lt;br /&gt;
|Salerno&lt;br /&gt;
|Campania&lt;br /&gt;
|2026-04-23&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Arienzo&lt;br /&gt;
|Caserta&lt;br /&gt;
|Campania&lt;br /&gt;
|2026-04-23&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Soriano Calabro&lt;br /&gt;
|Vibo Valentia&lt;br /&gt;
|Calabria&lt;br /&gt;
|2026-04-29&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Torre Annunziata&lt;br /&gt;
|Napoli&lt;br /&gt;
|Campania&lt;br /&gt;
|2026-06-05&lt;br /&gt;
|}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Aziende ospedaliere sciolte per mafia==&lt;br /&gt;
Dal 1991 ad oggi sono state sciolte &#039;&#039;&#039;7 aziende ospedaliere&#039;&#039;&#039; per infiltrazioni mafiose, cinque in Calabria e due in Campania.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{| class=&amp;quot;wikitable sortable&amp;quot;&lt;br /&gt;
!Nome!!Provincia !!Regione!!Anno/Mese/Giorno&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|ASL 4 Pomigliano d&#039;Arco||Napoli||Campania||2005-10-25&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|ASL 9 Locri||Reggio Calabria||Calabria|| 2006-04-28&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|ASP 5 Reggio Calabria||Reggio Calabria||Calabria||2008-03-19&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|ASP Vibo Valentia||Vibo Valentia||Calabria||2010-12-23&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Ospedale Sant&#039;Anna e San Sebastiano||Caserta||Campania||2015-04-23&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| ASP Reggio Calabria ||Reggio Calabria||Calabria||2019-03-11&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|ASP Catanzaro||Catanzaro|| Calabria||2019-09-13&lt;br /&gt;
|}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Statistiche ==&lt;br /&gt;
===Statistiche aggregate per anno ===&lt;br /&gt;
{| class=&amp;quot;wikitable sortable mw-collapsible mw-collapsed&amp;quot;&lt;br /&gt;
!Anno&lt;br /&gt;
!Scioglimenti&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|1991&lt;br /&gt;
|21&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|1992&lt;br /&gt;
|21&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|1993&lt;br /&gt;
|34&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|1994&lt;br /&gt;
|4&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|1995&lt;br /&gt;
|3&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|1996&lt;br /&gt;
|8&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|1997&lt;br /&gt;
|7&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|1998&lt;br /&gt;
|6&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|1999&lt;br /&gt;
|6&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|2000&lt;br /&gt;
|4&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|2001&lt;br /&gt;
|6&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|2002&lt;br /&gt;
|6&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|2003&lt;br /&gt;
|12&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|2004&lt;br /&gt;
|6&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|2005&lt;br /&gt;
|17&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|2006&lt;br /&gt;
|7&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|2007&lt;br /&gt;
|6&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|2008&lt;br /&gt;
|8&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|2009&lt;br /&gt;
|10&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|2010&lt;br /&gt;
|5&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|2011&lt;br /&gt;
|6&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|2012&lt;br /&gt;
|24&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|2013&lt;br /&gt;
|16&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|2014&lt;br /&gt;
|11&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|2015&lt;br /&gt;
|8&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|2016&lt;br /&gt;
|8&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|2017&lt;br /&gt;
|21&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|2018&lt;br /&gt;
|23&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|2019&lt;br /&gt;
|19&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|2020&lt;br /&gt;
|11&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|2021&lt;br /&gt;
|14&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|2022&lt;br /&gt;
|11&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|2023&lt;br /&gt;
|9&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|2024&lt;br /&gt;
|8&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|2025&lt;br /&gt;
|10&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|2026&lt;br /&gt;
|4&lt;br /&gt;
|}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Statistiche aggregate per regione===&lt;br /&gt;
La regione col maggior numero di Consigli comunali sciolti per infiltrazione mafiosa è la &#039;&#039;&#039;Calabria&#039;&#039;&#039;, seguita da Campania, Sicilia e Puglia.&lt;br /&gt;
{| class=&amp;quot;wikitable sortable&amp;quot;&lt;br /&gt;
!Regione!!Comuni!!Annullati&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Calabria||138||9&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Campania||125||10&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Sicilia||95||4&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Puglia||26||0&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Lazio||5||0&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Piemonte||3||0&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Liguria||3||2&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Basilicata||2||0&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Lombardia||1||0&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Emilia Romagna||1||0&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Valle d&#039;Aosta||1||0&lt;br /&gt;
|}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Statistiche aggregate per provincia===&lt;br /&gt;
La provincia col maggior numero di scioglimenti è &#039;&#039;&#039;Reggio Calabria&#039;&#039;&#039;, seguita da &#039;&#039;&#039;Napoli&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;Caserta&#039;&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
{| class=&amp;quot;wikitable sortable mw-collapsible&amp;quot;&lt;br /&gt;
!Provincia!!Numero Scioglimenti&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Reggio Calabria&lt;br /&gt;
|72&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Napoli&lt;br /&gt;
|69&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Caserta&lt;br /&gt;
|40&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Palermo&lt;br /&gt;
|38&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Vibo Valentia&lt;br /&gt;
|28&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Catania&lt;br /&gt;
|19&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Catanzaro&lt;br /&gt;
|19&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Crotone&lt;br /&gt;
|11&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Agrigento&lt;br /&gt;
|9&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Lecce&lt;br /&gt;
|9&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Salerno&lt;br /&gt;
|9&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Caltanissetta&lt;br /&gt;
|8&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Trapani&lt;br /&gt;
|8&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Avellino&lt;br /&gt;
|7&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Cosenza&lt;br /&gt;
|7&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Messina&lt;br /&gt;
|7&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Bari&lt;br /&gt;
|6&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Foggia&lt;br /&gt;
|6&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Roma&lt;br /&gt;
|4&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Brindisi&lt;br /&gt;
|3&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Ragusa&lt;br /&gt;
|3&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Torino&lt;br /&gt;
|3&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Imperia&lt;br /&gt;
|2&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Matera&lt;br /&gt;
|2&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Siracusa&lt;br /&gt;
|2&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Aosta&lt;br /&gt;
|1&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Barletta-Andria-Trani&lt;br /&gt;
|1&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Benevento&lt;br /&gt;
|1&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Enna&lt;br /&gt;
|1&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Genova&lt;br /&gt;
|1&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Latina&lt;br /&gt;
|1&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Milano&lt;br /&gt;
|1&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Reggio Emilia&lt;br /&gt;
|1&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|Taranto&lt;br /&gt;
|1&lt;br /&gt;
|}&lt;br /&gt;
[[Categoria:Mafia]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Leadermassimo</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://www.wikimafia.it/w/index.php?title=Strage_di_Pizzolungo&amp;diff=10923</id>
		<title>Strage di Pizzolungo</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://www.wikimafia.it/w/index.php?title=Strage_di_Pizzolungo&amp;diff=10923"/>
		<updated>2026-06-03T09:30:10Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Leadermassimo: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt; {{espandere}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con &#039;&#039;&#039;Strage di Pizzolungo&#039;&#039;&#039; si intende generalmente l&#039;attentato dinamitardo compiuto il [[2 aprile]] [[1985]] a Pizzolungo, nel trapanese, da [[Cosa Nostra]] per uccidere il magistrato [[Carlo Palermo]], rimasto illeso, dove persero la vita [[Barbara Rizzo]] e i suoi due figli [[Giuseppe Asta|Giuseppe]] e [[Salvatore Asta]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:Barbara Rizzo.jpg|300px|thumb|Barbara Rizzo coi suoi due figli]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== La strage ==&lt;br /&gt;
[[File:Strage-di-pizzolungo.jpg|alt=Strage di Pizzolungo|miniatura|400x400px|L&#039;auto dilaniata dopo l&#039;esplosione]]&lt;br /&gt;
La mattina del [[2 aprile]] [[1985]] il magistrato Carlo Palermo si stava recando dalla sua casa di Bonagia, frazione del comune di Valderice, al Palazzo di Giustizia di Trapani, a bordo di una Fiat 132 blindata, seguito da una Fiat Ritmo di scorta, anch&#039;essa blindata. Lungo la strada provinciale che attraversava Pizzolungo era stata posizionata un&#039;autobomba, pronta ad esplodere al passaggio dell&#039;auto del giudice. Poco dopo le 8:35 la Fiat 132 sorpassò una Volkswagen Scirocco guidata da [[Barbara Rizzo]], 30 anni, la quale stava accompagnando i suoi due figli di 6 anni Giuseppe e Salvatore Asta, gemelli; benché l&#039;auto guidata dalla donna si trovasse quindi tra la macchina del giudice e l&#039;autobomba, quest&#039;ultima venne fatta esplodere ugualmente, nella convinzione che avrebbe ucciso il giudice. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La Volkswagen Scirocco invece fece da scudo all&#039;auto di Palermo, che rimase solo ferito. Il corpo di Barbara Rizzo venne squarciato dall&#039;esplosione e catapultato fuori dall&#039;abitacolo, mentre i brandelli dei due bambini vennero recuperati a centinaia di metri di distanza. In particolare, uno dei corpi dei due gemelli fu ritrovato nei pressi di una palazzina a duecento metri di distanza dall&#039;esplosione, dove sul muro rimase una grossa macchia di sangue.  &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Accorsi sul luogo dell&#039;esplosione, il marito della donna, Nunzio Asta, con il cognato, non pensarono inizialmente che nell&#039;esplosione fossero coinvolti i propri parenti, dato che sul luogo dell&#039;attentato erano stati ritrovati solo la Fiat 132 e la Ritmo del giudice e della sua scorta. Solo una volta giunto al lavoro nella sua officina ricevette una telefonata della polizia che chiedeva il numero di targa della sua auto, senza aggiungere nient&#039;altro, mentre un&#039;impiegata gli riferì la notizia che i suoi figli non erano mai giunti a scuola.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Le indagini ==&lt;br /&gt;
[[File:Strage-pizzolungo-unità.jpg|300px|thumb|right|La prima pagina de l&#039;Unità dopo l&#039;attentato]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le indagini sulla strage vengono condotte dal procuratore della Repubblica di Caltanissetta Sebastiano Patané. Inizialmente furono sospettati come esecutori materiali della strage alcuni mafiosi delle cosche di Alcamo e Castellammare del Golfo (Vincenzo Milazzo, Filippo Melodia, Vincenzo Cusumano, Pietro Montalbano, Gioacchino Calabrò, Mariano Asaro, Gaspare Crociata, Antonino Palmeri), mentre il movente fu individuato nel tentativo di bloccare le inchieste del giudice su una raffineria di eroina nei pressi di Alcamo, dove 22 giorni dopo la strage venne rinvenuto un giornale con l&#039;orecchia sulla pagina in cui si parlava proprio delle sue indagini&amp;lt;ref&amp;gt;Attilio Bolzoni, [http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1987/10/04/gli-uomini-che-volevano-la-morte-di.html Gli 8 uomini che volevano la morte del giudice], la Repubblica, 4 ottobre 1987&amp;lt;/ref&amp;gt;&amp;lt;ref&amp;gt;Attilio Bolzoni, [http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1985/07/16/killer-dell-auto-al-tritolo.html I killer dell&#039;auto al tritolo], la Repubblica, 16 luglio 1985&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per queste ragioni Gioacchino Calabrò, Vincenzo Milazzo e Filippo Melodia vennero condannati all&#039;ergastolo in primo grado ma assolti nel 1990 dalla Corte d&#039;Appello di Caltanissetta e l&#039;anno successivo dalla Cassazione presieduta dal giudice [[Corrado Carnevale]], detto l&#039;Ammazza-sentenze&amp;lt;ref&amp;gt;Francesco Viviano, [http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1990/03/13/attentato-carlo-palermo-strage-di-mafia.html L&#039;attentato a Carlo Palermo, strage di mafia senza colpevoli], la Repubblica, 13 marzo 1990&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A seguito delle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia (Francesco Di Carlo, Pietro Scavuzzo, Giovan Battista Ferrante e [[Giovanni Brusca]]), furono rinviati a giudizio come mandanti della strage i boss [[Salvatore Riina]], Vincenzo Virga (condannati nel 2002 all&#039;ergastolo), Baldassare Di Maggio (condannato alla stessa pena nel 2004) e Antonino Madonia (assolto). Ad oggi gli esecutori materiali restano sconosciuti&amp;lt;ref&amp;gt;Antimafia Duemila, [http://www.antimafiaduemila.com/home/primo-piano/213-rubriche/focus/54442-i-processi-sofferti-per-la-strage-di-pizzolungo.html i processi (sofferti) per la strage di Pizzolungo], 31 marzo 2015&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Memoria ==&lt;br /&gt;
Su luogo della strage vi è una stele che recita: &amp;lt;blockquote&amp;gt;«Rassegnati alla morte non all&#039;ingiustizia le vittime del 2-4-1985 attendono il riscatto dei siciliani dal servaggio della mafia. Barbara, Giuseppe e Salvatore Asta»&amp;lt;/blockquote&amp;gt;La morte di Giuseppe e Salvatore è ricordata nella canzone &amp;quot;&#039;&#039;Beppe e Tore&#039;&#039;&amp;quot; dei &#039;&#039;&#039;Modena City Ramblers&#039;&#039;&#039;, contenuta nell&#039;album &amp;quot;&#039;&#039;Niente di nuovo sul fronte occidentale&#039;&#039;&amp;quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;unico esponente della famiglia Asta ancora in vita è la figlia maggiore [[Margherita Asta|Margherita]], all&#039;epoca della strage undicenne, attualmente attiva nell&#039;associazione &#039;&#039;&#039;Libera contro le mafie&#039;&#039;&#039; in provincia di Trapani; suo padre &#039;&#039;&#039;Nunzio morì otto anni dopo la tragedia&#039;&#039;&#039;, nel 1993, per complicazioni coi suoi problemi cardiaci. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;references&amp;gt;&amp;lt;/references&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Bibliografia ==&lt;br /&gt;
* Margherita Asta, Michela Gargiulo, &#039;&#039;Sola con te in un futuro aprile&#039;&#039;, Fandango, 2015.&lt;br /&gt;
* Carlo Palermo, &#039;&#039;L&#039;attentato&#039;&#039;, Publiprint, 1993.&lt;br /&gt;
* Pif, La Strage di Pizzolungo, Puntata di Caro Marziano, Rai 3, 3 maggio 2017. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Categoria:Stragi di mafia]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Leadermassimo</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://www.wikimafia.it/w/index.php?title=Template:Pagina_principale/Novit%C3%A0&amp;diff=10922</id>
		<title>Template:Pagina principale/Novità</title>
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		<updated>2026-05-25T22:59:53Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Leadermassimo: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&amp;lt;!-- =============== Novità =============== --&amp;gt;&lt;br /&gt;
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&#039;&#039;&#039;Voci nuove in evidenza:&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Collaboratore di giustizia]] &#039;&#039;&#039;&amp;amp;middot;&#039;&#039;&#039; [[Testimone di giustizia]] &#039;&#039;&#039;&amp;amp;middot;&#039;&#039;&#039; [[Processo per la Strage di Capaci ]] &#039;&#039;&#039;&amp;amp;middot;&#039;&#039;&#039; [[Luigi Ilardo]] &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Voci sostanzialmente modificate di recente:&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Comuni sciolti per mafia]] &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
}}&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Leadermassimo</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://www.wikimafia.it/w/index.php?title=Testimone_di_giustizia&amp;diff=10921</id>
		<title>Testimone di giustizia</title>
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		<updated>2026-05-25T22:55:57Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Leadermassimo: Creata pagina con &amp;quot;&amp;#039;&amp;#039;&amp;#039;Il testimone di giustizia&amp;#039;&amp;#039;&amp;#039; è un soggetto estraneo a un&amp;#039;organizzazione criminale che decide di collaborare per puro senso civico e senza mira di vantaggio alcuno, riportando fatti costituenti reato di cui sono stati vittime o, loro malgrado, testimoni oculari.   Non va confuso con il collaboratore di giustizia, che è un soggetto organico a un&amp;#039;organizzazione criminale che, per ragioni ideologico-morali o utilitaristiche, decide di romp...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&#039;&#039;&#039;Il testimone di giustizia&#039;&#039;&#039; è un soggetto estraneo a un&#039;organizzazione criminale che decide di collaborare per puro senso civico e senza mira di vantaggio alcuno, riportando fatti costituenti reato di cui sono stati vittime o, loro malgrado, testimoni oculari. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Non va confuso con il [[Collaboratore di giustizia|collaboratore di giustizia]], che è un soggetto organico a un&#039;organizzazione criminale che, per ragioni ideologico-morali o utilitaristiche, decide di rompere il patto d&#039;omertà alla base del vincolo associativo fornendo all’Autorità Giudiziaria informazioni utili sulla struttura dell’organizzazione criminale e sui fatti di reato commessi dai suoi affiliati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Lo Stato assicura protezione a entrambe le categorie per preservarne l’incolumità da possibili ritorsioni da parte dell&#039;organizzazione criminale oggetto delle loro dichiarazioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==La normativa di riferimento==&lt;br /&gt;
===Il decreto legge 15 gennaio 1991 n. 8===&lt;br /&gt;
La legislazione per la tutela dei dichiaranti ai fini di giustizia entrò nell’ordinamento italiano nel [[1991]], con il Decreto legge n. 8 del 15 gennaio 1991 recante &amp;quot;&#039;&#039;nuove misure in materia di sequestri di persona a scopo di estorsione e per la protezione di coloro che collaborano con la giustizia&#039;&#039;&amp;quot;, convertito, con modificazioni, nella legge 15 marzo 1991 n. 82. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La legge stabiliva “&#039;&#039;un’efficace tutela dei soggetti esposti a grave pericolo per la collaborazione offerta in maniera determinante alla giustizia, per l’individuazione dei responsabili di gravissimi delitti e per l’acquisizione al processo di elementi probatori determinanti per la condanna&#039;&#039;” e introduceva &#039;&#039;&#039;un sistema “premiale”&#039;&#039;&#039; per i collaboratori di giustizia per i delitti di stampo mafioso, in analogia a quanto disciplinato in passato con riferimento ai reati di terrorismo; prevedeva inoltre per i collaboratori e i testimoni di giustizia, nonché per i loro familiari, la fruizione di un programma di protezione, istituendo a tal fine &#039;&#039;&#039;il Servizio Centrale di Protezione (S.C.P.)&#039;&#039;&#039;che dispone il processo decisionale di ammissione allo speciale programma di protezione e la concreta determinazione e attuazione delle necessarie misure tutorie e assistenziali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===La legge 13 febbraio 2001, n. 45===&lt;br /&gt;
Successivamente la Legge 13 febbraio 2001, n. 45  (intitolata “&#039;&#039;Modifica della disciplina della protezione e del trattamento sanzionatorio di coloro che collaborano con la giustizia nonché disposizioni a favore delle persone che prestano testimonianza&#039;&#039;”) razionalizzò il sistema di protezione dando ai testimoni di giustizia status e forme di protezione diversa dai collaboratori e fissò criteri più rigidi per la selezione delle collaborazioni introducendo il limite temporale di centottanta giorni, periodo entro il quale il collaboratore deve rendere tutte le informazioni di cui è a conoscenza. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Prevedeva inoltre un meccanismo di gradualità delle misure di protezione, articolato su tre diversi livelli di tutela: &lt;br /&gt;
# le misure ordinarie, alle quali provvede l’Autorità di pubblica sicurezza e, per i detenuti, l’Amministrazione Penitenziaria; &lt;br /&gt;
# le speciali misure di protezione, adottate dalla Commissione Centrale prevista dall’art.10 del decreto legge n. 8/1991;&lt;br /&gt;
# lo speciale programma di protezione, anch’esso di competenza della medesima Commissione, per i casi di massimo livello di pericolo e quindi di esigenza di protezione, che può comportare il trasferimento in luoghi protetti e il cambiamento delle generalità, nonché misure di assistenza economica. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ha introdotto, per l’ammissione ai benefici penitenziari, dei limiti di pena da scontare in carcere (almeno 1/4 della pena prevista per i suoi reati e, se si tratta di persona condannata all’ergastolo, di almeno dieci anni); ha previsto per i delitti di associazione mafiosa la sostituzione della pena dell’ergastolo con quella della reclusione da dodici a venti anni e per le altre pene la diminuzione da un terzo alla metà.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===La legge 11 gennaio 2018 n. 6===&lt;br /&gt;
La Legge 11 gennaio 2018 n. 6 (rubricata “Disposizioni per la protezione dei testimoni di giustizia”)ha inteso rafforzare e personalizzare le misure di vigilanza, tutela fisica, assistenza, sostegno economico e reinserimento sociale e lavorativo dei testimoni di giustizia, estendendo significativamente la tutela alle persone messe in pericolo per le relazioni intrattenute con i testimoni di giustizia (come dipendenti, amici ecc,) e ha introdotto la figura del referente del testimone di giustizia, che lo assiste fin dall’inserimento nel piano provvisorio di protezione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Categoria:Antimafia]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Leadermassimo</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://www.wikimafia.it/w/index.php?title=Collaboratore_di_giustizia&amp;diff=10920</id>
		<title>Collaboratore di giustizia</title>
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		<updated>2026-05-25T17:44:45Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Leadermassimo: Creata pagina con &amp;quot;&amp;#039;&amp;#039;&amp;#039;Il collaboratore di giustizia&amp;#039;&amp;#039;&amp;#039; è quel soggetto organico a un&amp;#039;organizzazione criminale che, per ragioni ideologico-morali o utilitaristiche, decide di rompere il patto d&amp;#039;omertà alla base del vincolo associativo fornendo all’Autorità Giudiziaria informazioni utili sulla struttura dell’organizzazione criminale e sui fatti di reato commessi dai suoi affiliati.  ==Storia== Impropriamente definito &amp;#039;&amp;#039;&amp;#039;pentito&amp;#039;&amp;#039;&amp;#039;, i collaboratori di giustizia sono stati uno strumento...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&#039;&#039;&#039;Il collaboratore di giustizia&#039;&#039;&#039; è quel soggetto organico a un&#039;organizzazione criminale che, per ragioni ideologico-morali o utilitaristiche, decide di rompere il patto d&#039;omertà alla base del vincolo associativo fornendo all’Autorità Giudiziaria informazioni utili sulla struttura dell’organizzazione criminale e sui fatti di reato commessi dai suoi affiliati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Storia==&lt;br /&gt;
Impropriamente definito &#039;&#039;&#039;pentito&#039;&#039;&#039;, i collaboratori di giustizia sono stati uno strumento determinante che, specialmente a partire dagli anni &#039;80 con la stagione del [[Pentitismo|pentitismo]], ha permesso allo Stato italiano di conoscere le dinamiche e le strutture delle tre principali organizzazioni mafiose, favorendo la creazione di un sapere specialistico che negli anni ha reso la magistratura italiana all&#039;avanguardia nel contrasto al fenomeno &lt;br /&gt;
mafios&lt;br /&gt;
==La differenza coi testimoni di giustizia==&lt;br /&gt;
Nella categoria di coloro che vengono tutelati per il proprio supporto all&#039;autorità giudiziaria rientrano anche &#039;&#039;&#039;i testimoni di giustizia&#039;&#039;&#039;, i quali, però, a differenza dei collaboratori sono soggetti estranei all&#039;organizzazione criminale e che decidono di collaborare per puro senso civico e senza mira di vantaggio alcuno, riportando fatti costituenti reato di cui sono stati vittime o, loro malgrado, testimoni oculari.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Lo Stato assicura protezione a entrambe le categorie per preservarne l’incolumità da possibili ritorsioni da parte dell&#039;organizzazione criminale oggetto delle loro dichiarazioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==La normativa di riferimento==&lt;br /&gt;
La legislazione per la tutela dei dichiaranti ai fini di giustizia entrò nell’ordinamento italiano nel [[1991]], con il Decreto legge n. 8 del 15 gennaio 1991 recante &amp;quot;&#039;&#039;nuove misure in materia di sequestri di persona a scopo di estorsione e per la protezione di coloro che collaborano con la giustizia&#039;&#039;&amp;quot;, convertito, con modificazioni, nella legge 15 marzo 1991 n. 82. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La legge stabiliva “&#039;&#039;un’efficace tutela dei soggetti esposti a grave pericolo per la collaborazione offerta in maniera determinante alla giustizia, per l’individuazione dei responsabili di gravissimi delitti e per l’acquisizione al processo di elementi probatori determinanti per la condanna&#039;&#039;” e introduceva &#039;&#039;&#039;un sistema “premiale”&#039;&#039;&#039; per i collaboratori di giustizia per i delitti di stampo mafioso, in analogia a quanto disciplinato in passato con riferimento ai reati di terrorismo; prevedeva inoltre per i collaboratori e i testimoni di giustizia, nonché per i loro familiari, la fruizione di un programma di protezione, istituendo a tal fine &#039;&#039;&#039;il Servizio Centrale di Protezione (S.C.P.)&#039;&#039;&#039;che dispone il processo decisionale di ammissione allo speciale programma di protezione e la concreta determinazione e attuazione delle necessarie misure tutorie e assistenziali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Successivamente la Legge 13 febbraio 2001, n. 45  (intitolata “&#039;&#039;Modifica della disciplina della protezione e del trattamento sanzionatorio di coloro che collaborano con la giustizia nonché disposizioni a favore delle persone che prestano testimonianza&#039;&#039;”) razionalizzò il sistema di protezione dando ai testimoni di giustizia status e forme di protezione diversa dai collaboratori e fissò criteri più rigidi per la selezione delle collaborazioni introducendo il limite temporale di centottanta giorni, periodo entro il quale il collaboratore deve rendere tutte le informazioni di cui è a conoscenza. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Prevedeva inoltre un meccanismo di gradualità delle misure di protezione, articolato su tre diversi livelli di tutela: &lt;br /&gt;
# le misure ordinarie, alle quali provvede l’Autorità di pubblica sicurezza e, per i detenuti, l’Amministrazione Penitenziaria; &lt;br /&gt;
# le speciali misure di protezione, adottate dalla Commissione Centrale prevista dall’art.10 del decreto legge n. 8/1991;&lt;br /&gt;
# lo speciale programma di protezione, anch’esso di competenza della medesima Commissione, per i casi di massimo livello di pericolo e quindi di esigenza di protezione, che può comportare il trasferimento in luoghi protetti e il cambiamento delle generalità, nonché misure di assistenza economica. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ha introdotto, per l’ammissione ai benefici penitenziari, dei limiti di pena da scontare in carcere (almeno 1/4 della pena prevista per i suoi reati e, se si tratta di persona condannata all’ergastolo, di almeno dieci anni); ha previsto per i delitti di associazione mafiosa la sostituzione della pena dell’ergastolo con quella della reclusione da dodici a venti anni e per le altre pene la diminuzione da un terzo alla metà.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Categoria:Antimafia]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Leadermassimo</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://www.wikimafia.it/w/index.php?title=Processo_Capaci_bis&amp;diff=10919</id>
		<title>Processo Capaci bis</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://www.wikimafia.it/w/index.php?title=Processo_Capaci_bis&amp;diff=10919"/>
		<updated>2026-05-25T15:25:16Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Leadermassimo: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;center&amp;gt;&#039;&#039;Il &amp;quot;Capaci bis&amp;quot; è un processo molto importante perché, a 15 anni di distanza dal primo processo, affronta gli stessi fatti ma con sette nuovi imputati e svelando la parte della vicenda che riguarda il reperimento dell&#039;esplosivo. Abbiamo voluto che il lavoro della procura di Caltanissetta fosse come una casa di vetro e per questo, così come avevamo fatto per il Borsellino quater, abbiamo inserito nel processo tutte le altre indagini che abbiamo fatto in merito&#039;&#039; &amp;lt;/center&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;center&amp;gt;(&#039;&#039;&#039;Domenico Gozzo&#039;&#039;&#039;)&amp;lt;/center&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il &amp;quot;Processo Capaci bis&amp;quot; o &amp;quot;Strage di Capaci bis&amp;quot; è stato il secondo processo relativo alla [[strage di Capaci]], nato dalle dichiarazioni del collaboratore di giustizia [[Gaspare Spatuzza]], il quale riscrisse la fase esecutiva della strage ricostruita durante il [[Processo per la Strage di Capaci|primo processo]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gli imputati furono i boss [[Salvino Madonia]], [[Cosimo Lo Nigro]], [[Giorgio Pizzo]], [[Vittorio Tutino]] e [[Lorenzo Tinnirello]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Gradi di giudizio ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Categoria:Inchieste antimafia]][[Categoria:Inchieste in Sicilia]] [[Categoria:Inchieste su Cosa Nostra]] [[Categoria:Processi per la Strage di Capaci]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Leadermassimo</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://www.wikimafia.it/w/index.php?title=Strage_di_Pizzolungo&amp;diff=10918</id>
		<title>Strage di Pizzolungo</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://www.wikimafia.it/w/index.php?title=Strage_di_Pizzolungo&amp;diff=10918"/>
		<updated>2026-05-24T11:58:00Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Leadermassimo: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt; {{espandere}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con &#039;&#039;&#039;Strage di Pizzolungo&#039;&#039;&#039; si intende generalmente l&#039;attentato dinamitardo compiuto il [[2 aprile]] [[1985]] a Pizzolungo, nel trapanese, da [[Cosa Nostra]] per uccidere il magistrato [[Carlo Palermo]], rimasto illeso, dove persero la vita [[Barbara Rizzo]] e i suoi due figli [[Giuseppe Asta|Giuseppe]] e [[Salvatore Asta]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:Barbara Rizzo.jpg|300px|thumb|Barbara Rizzo coi suoi due figli]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== La strage ==&lt;br /&gt;
[[File:Strage-di-pizzolungo.jpg|alt=Strage di Pizzolungo|miniatura|400x400px|L&#039;auto dilaniata dopo l&#039;esplosione]]&lt;br /&gt;
La mattina del [[2 aprile]] [[1985]] il magistrato Carlo Palermo si stava recando dalla sua casa di Bonagia, frazione del comune di Valderice, al Palazzo di Giustizia di Trapani, a bordo di una Fiat 132 blindata, seguito da una Fiat Ritmo di scorta, anch&#039;essa blindata. Lungo la strada provinciale che attraversava Pizzolungo era stata posizionata un&#039;autobomba, pronta ad esplodere al passaggio dell&#039;auto del giudice. Poco dopo le 8:35 la Fiat 132 sorpassò una Volkswagen Scirocco guidata da [[Barbara Rizzo]], 30 anni, la quale stava accompagnando i suoi due figli di 6 anni Giuseppe e Salvatore Asta, gemelli; benché l&#039;auto guidata dalla donna si trovasse quindi tra la macchina del giudice e l&#039;autobomba, quest&#039;ultima venne fatta esplodere ugualmente, nella convinzione che avrebbe ucciso il giudice. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La Volkswagen Scirocco invece fece da scudo all&#039;auto di Palermo, che rimase solo ferito. Il corpo di Barbara Rizzo venne squarciato dall&#039;esplosione e catapultato fuori dall&#039;abitacolo, mentre i brandelli dei due bambini vennero recuperati a centinaia di metri di distanza. In particolare, uno dei corpi dei due gemelli fu ritrovato nei pressi di una palazzina a duecento metri di distanza dall&#039;esplosione, dove sul muro rimase una grossa macchia di sangue.  &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Accorsi sul luogo dell&#039;esplosione, il marito della donna, Nunzio Asta, con il cognato, non pensarono inizialmente che nell&#039;esplosione fossero coinvolti i propri parenti, dato che sul luogo dell&#039;attentato erano stati ritrovati solo la Fiat 132 e la Ritmo del giudice e della sua scorta. Solo una volta giunto al lavoro nella sua officina ricevette una telefonata della polizia che chiedeva il numero di targa della sua auto, senza aggiungere nient&#039;altro, mentre un&#039;impiegata gli riferì la notizia che i suoi figli non erano mai giunti a scuola.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Le indagini ==&lt;br /&gt;
[[File:Strage-pizzolungo-unità.jpg|300px|thumb|right|La prima pagina de l&#039;Unità dopo l&#039;attentato]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le indagini sulla strage vengono condotte dal procuratore della Repubblica di Caltanissetta Sebastiano Patané. Inizialmente furono sospettati come esecutori materiali della strage alcuni mafiosi delle cosche di Alcamo e Castellammare del Golfo (Vincenzo Milazzo, Filippo Melodia, Vincenzo Cusumano, Pietro Montalbano, Gioacchino Calabrò, Mariano Asaro, Gaspare Crociata, Antonino Palmeri), mentre il movente fu individuato nel tentativo di bloccare le inchieste del giudice su una raffineria di eroina nei pressi di Alcamo, dove 22 giorni dopo la strage venne rinvenuto un giornale con l&#039;orecchia sulla pagina in cui si parlava proprio delle sue indagini&amp;lt;ref&amp;gt;Attilio Bolzoni, [http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1987/10/04/gli-uomini-che-volevano-la-morte-di.html Gli 8 uomini che volevano la morte del giudice], la Repubblica, 4 ottobre 1987&amp;lt;/ref&amp;gt;&amp;lt;ref&amp;gt;Attilio Bolzoni, [http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1985/07/16/killer-dell-auto-al-tritolo.html I killer dell&#039;auto al tritolo], la Repubblica, 16 luglio 1985&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per queste ragioni Gioacchino Calabrò, Vincenzo Milazzo e Filippo Melodia vennero condannati all&#039;ergastolo in primo grado ma assolti nel 1990 dalla Corte d&#039;Appello di Caltanissetta e l&#039;anno successivo dalla Cassazione presieduta dal giudice [[Corrado Carnevale]], detto l&#039;Ammazza-sentenze&amp;lt;ref&amp;gt;Francesco Viviano, [http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1990/03/13/attentato-carlo-palermo-strage-di-mafia.html L&#039;attentato a Carlo Palermo, strage di mafia senza colpevoli], la Repubblica, 13 marzo 1990&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A seguito delle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia (Francesco Di Carlo, Pietro Scavuzzo, Giovan Battista Ferrante e [[Giovanni Brusca]]), furono rinviati a giudizio come mandanti della strage i boss [[Salvatore Riina]], Vincenzo Virga (condannati nel 2002 all&#039;ergastolo), Baldassare Di Maggio (condannato alla stessa pena nel 2004) e Antonino Madonia (assolto). Ad oggi gli esecutori materiali restano sconosciuti&amp;lt;ref&amp;gt;Antimafia Duemila, [http://www.antimafiaduemila.com/home/primo-piano/213-rubriche/focus/54442-i-processi-sofferti-per-la-strage-di-pizzolungo.html i processi (sofferti) per la strage di Pizzolungo], 31 marzo 2015&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Memoria ==&lt;br /&gt;
Su luogo della strage vi è una stele che recita: &amp;lt;blockquote&amp;gt;«Rassegnati alla morte non all&#039;ingiustizia le vittime del 2-4-1985 attendono il riscatto dei siciliani dal servaggio della mafia. Barbara, Giuseppe e Salvatore Asta»&amp;lt;/blockquote&amp;gt;La morte di Giuseppe e Salvatore è ricordata nella canzone &amp;quot;&#039;&#039;Beppe e Tore&#039;&#039;&amp;quot; dei &#039;&#039;&#039;Modena City Ramblers&#039;&#039;&#039;, contenuta nell&#039;album &amp;quot;&#039;&#039;Niente di nuovo sul fronte occidentale&#039;&#039;&amp;quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;unico esponente della famiglia Asta ancora in vita è la figlia maggiore [[Margherita Asta|Margherita]], all&#039;epoca della strage undicenne, attualmente attiva nell&#039;associazione &#039;&#039;&#039;Libera contro le mafie&#039;&#039;&#039; in provincia di Trapani; suo padre Nunzio morì lo stesso anno della strage a soli 46 anni per problemi cardiaci (aveva già subito un intervento di by-pass al cuore).&lt;br /&gt;
== Note ==&lt;br /&gt;
&amp;lt;references&amp;gt;&amp;lt;/references&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Bibliografia ==&lt;br /&gt;
* Margherita Asta, Michela Gargiulo, &#039;&#039;Sola con te in un futuro aprile&#039;&#039;, Fandango, 2015.&lt;br /&gt;
* Carlo Palermo, &#039;&#039;L&#039;attentato&#039;&#039;, Publiprint, 1993.&lt;br /&gt;
* Pif, La Strage di Pizzolungo, Puntata di Caro Marziano, Rai 3, 3 maggio 2017. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Categoria:Stragi di mafia]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Leadermassimo</name></author>
	</entry>
	<entry>
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		<title>File:Strage-di-pizzolungo.jpg</title>
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		<updated>2026-05-24T11:56:37Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Leadermassimo: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Strage di Pizzolungo&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Leadermassimo</name></author>
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		<title>Clan dei Corleonesi</title>
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		<updated>2026-05-21T10:46:14Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Leadermassimo: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;[[File:Clan-dei-corleonesi.jpg|alt=Clan dei Corleonesi|miniatura]]&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Il Clan dei Corleonesi&#039;&#039;&#039; è un raggruppamento di famiglie mafiose di [[Cosa nostra]], che si strutturò a partire dagli anni &#039;70 e che durante la [[Seconda Guerra di Mafia]] rappresentava la fazione fedele a [[Salvatore Riina]], contro quella delle storiche famiglie palermitane rappresentate da [[Gaetano Badalamenti]], [[Stefano Bontate]] e [[Salvatore Inzerillo]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Non va confusa con la [[Famiglia di Corleone]], che ne costituiva il nucleo centrale, dato che di questo raggruppamento facevano parte anche i rappresentanti di altre parti della Sicilia, come [[Nitto Santapaola]] a Catania e [[Francesco Messina Denaro]] a Trapani.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Storia==&lt;br /&gt;
===In principio fu Navarra===&lt;br /&gt;
Nel [[1945]] il boss [[Angelo Di Carlo]], emigrato negli Stati Uniti nel [[1926]] per sfuggire alla repressione del prefetto [[Cesare Primo Mori]], tornò a Corleone dopo aver combattuto nei Marines e scelse il cugino [[Michele Navarra]], medico condotto del paese, per guidare la famiglia mafiosa del paese.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tra il [[1946]] e il [[1948]] Navarra si mise all&#039;opera per consolidare il suo potere in tutta la zona di Corleone. Una volta eliminato il dottor Carmelo Nicolosi, direttore generale dell&#039;ospedale e ufficiale sanitario di Corleone, ucciso il [[29 aprile]] [[1946]], Navarra ne prese il posto, rafforzando oltremodo il potere mafioso dei suoi adepti. Tra questi si distinse quasi subito [[Luciano Leggio]], che divenne presto il maggiore esponente dei navarriani, venendo poi preso sotto l&#039;ala protettiva del medico e divenendo il suo braccio destro&amp;lt;ref&amp;gt;Commissione Parlamentare Antimafia, &#039;&#039;Relazione del senatore Pisanò&#039;&#039;, p. 998.&amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Leggio costruì il proprio nucleo di fedelissimi, reclutando tre contadini: Salvatore, detto Totò, Riina, Bernardo, detto Binnu, Provenzano e Calogero Bagarella.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====L&#039;omicidio di Calogero Comaianni====&lt;br /&gt;
Uno dei primi omicidi fu quello di [[Calogero Comaianni]], una guardia campestre che il [[2 agosto]] [[1944]], durante il suo solito giro di perlustrazione con altri due colleghi, si accorse di un furto di covoni di fieno da parte di due delinquenti: uno era Leggio, l&#039;altro Vito Di Frisco. Portati attraverso tutto il paese, “&#039;&#039;quasi a calci&#039;&#039;”, fino alla Caserma dei Carabinieri, i due furono arrestati e condannati a tre mesi di carcere. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quando Leggio uscì, decise di vendicarsi. Un primo tentativo fu messo in atto la sera del [[27 marzo]] [[1945]], ma non andò a segno. La mattina del giorno successivo, il [[28 marzo]], Comaianni venne seguito da due killer a volto scoperto, tentò la fuga ma non riuscì a scampare all’agguato e uno dei due inseguitori gli sparò due colpi di pistola. La guardia campestre morì sui gradini di casa davanti agli occhi della moglie Maddalena Ribaudo e del figlio più grande.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== L&#039;omicidio di Placido Rizzotto ====&lt;br /&gt;
Molto più pericoloso per il potere navarriano divenne [[Placido Rizzotto]], segretario della camera del lavoro di Corleone che si batteva per la revisione della politica agraria e la ripartizione dei grossi feudi “incolti e improduttivi” e che si era inoltre posto contro l&#039;ipotesi di nominare Navarra segretario della sezione combattenti e reduci di Corleone. Rizzotto aveva inoltre umiliato Leggio durante una rissa che era scoppiata tra alcuni comunisti e i fedelissimi del futuro boss, sollevandolo di peso e appendendolo ad un cancello per la giacca. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Anche per queste ragioni, nella notte tra il 10 e l&#039;[[11 marzo]] [[1948]] Rizzotto venne ucciso e il suo corpo fatto sparire. Per tre volte fu accusato dell&#039;omicidio &#039;&#039;&#039;Luciano Leggio&#039;&#039;&#039;, ma per tre volte fu assolto per insufficienza di prove. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===La guerra tra Leggio e Navarra===&lt;br /&gt;
[[File:Luciano liggio.jpg|alt=Luciano Leggio|miniatura|Luciano Leggio]]&lt;br /&gt;
Col passare del tempo, Leggio e i suoi fedelissimi cominciarono a diventare insofferenti nei confronti di Navarra, mettendo in discussione la sua autorità. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il primo scontro si ebbe in occasione delle elezioni politiche del 25-26 maggio [[1958]]. Leggio e i suoi puntarono tutto sul candidato numero 1 del Partito Liberale Italiano, il principe di Giardinelli, già presidente del Consorzio di bonifica del medio e alto Belice che prometteva la costruzione di un&#039;immensa diga con i 37 miliardi e 854 milioni di finanziamenti già assicurati dalla Società Generale Elettrica. Navarra, tuttavia, era contrario alla costruzione della diga e usò tutto il suo peso politico per far eleggere tre candidati democristiani: [[Bernardo Mattarella]], [[Franco Restivo]] e [[Calogero Volpe]]. Come risultato, la Democrazia Cristiana in quella tornata elettorale raddoppiò i suoi voti e i primi due candidati di Navarra diventarono ministri, mentre il terzo sottosegretario.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il &#039;&#039;casus belli&#039;&#039; tra Leggio e il capo-mafia di Corleone scoppiò definitivamente attorno alle attività di una &#039;&#039;&#039;una società armentizia&#039;&#039;&#039; che Leggio aveva fondato nel [[1956]] e che svolgeva la sua attività su terreni acquistati da lui e da Giacomo Riina, zio di Totò, in contrada di Piano di Scala. La società fungeva in realtà da schermo alla macellazione clandestina di bestiame rubato la cui carne veniva poi rivenduta nei mercati di Palermo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Angelo Vintaloro&#039;&#039;&#039;, fidato uomo di Navarra, aveva comprato 40 salme di terreno confinanti coi terreni di Leggio e Riina, col benestare del boss; tuttavia, subito dopo l&#039;acquisto aveva cominciato a ricevere diversi “&#039;&#039;danneggiamenti e azioni di disturbo&#039;&#039;”&amp;lt;ref&amp;gt; Relazione Commissione Parlamentare Antimafia del senatore Pisanò pag. 1004&amp;lt;/ref&amp;gt; da parte della banda di Leggio. Tra i vari furti e le varie onte il Vintaloro subì anche il furto di un fucile e di 7 quintali di formaggio&amp;lt;ref&amp;gt;Ibidem.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A quel punto, Navarra decise di eliminare Leggio, divenuto oramai ingestibile. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====Il fallito attentato a Piano di Piano di Scala a Leggio e l&#039;omicidio di Navarra====&lt;br /&gt;
Nella notte tra il 23 e il [[24 giugno]] [[1958]] alcuni uomini di don Michele fecero irruzione a viso coperto verso le 7:00 del mattino nella fabbrica di Leggio, sparando diversi colpi d&#039;arma da fuoco. Tuttavia, Leggio rimediò una ferita di striscio alla mano, gli altri sodali rimasero incolumi&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 1005.&amp;lt;/ref&amp;gt;. Il fallimento di questo attentato segnò la condanna a morte del medico di Corleone. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Circa due mesi dopo, il [[2 agosto]] [[1958]], l&#039;auto di Michele Navarra fu trovata sulla strada statale 118, in località Sant&#039;Isidoro della contrada Imbriaca di Palazzo Adriano crivellata da 124 fori di proiettile, 92 dei quali furono ritrovati nel corpo del medico&amp;lt;ref&amp;gt;Bolzoni, Attilio &amp;amp; D&#039;avanzo, Giuseppe (2013). &amp;quot;&#039;&#039;Il Capo dei Capi&#039;&#039;, Milano, BUR, p. 38.&amp;lt;/ref&amp;gt;. Navarra quando si trovò la strada sbarrata dall&#039;Alfa Romeo 1900 Super di proprietà di Giuseppe Leggio, parente di Luciano, stava tornando a Corleone da Lercara Friddi in compagnia del dottor Giovanni Russo, rimasto ucciso pur senza alcun legame con l&#039;organizzazione mafiosa e la cui unica cola fu di aver offerto un passaggio al capomafia. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====La strage di Corleone e la consacrazione del potere di Leggio====&lt;br /&gt;
Tra il [[1958]] e il [[1963]] la banda di Leggio sterminò quasi totalmente i navarriani a Corleone. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il [[6 settembre]] [[1958]], verso le prime ore della sera, [[Totò Riina]] diede appuntamento a Pietro Mauri e ai fratelli Giovanni e Marco Marino fingendo di voler concordare con loro un armistizio, dopo la morte di Navarra. Mentre Totò intratteneva i tre, Bernardo Provenzano e Calogero Bagarella tesero loro un agguato, uccidendoli&amp;lt;ref&amp;gt;Relazione Pisanò, p. 1007.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Carmelo Lo Bue]], altro potente mafioso navarriano, fu ucciso il [[13 ottobre]] successivo, mentre l&#039;[[11 febbraio]] [[1961]] ad essere ammazzato fu Vincenzo Cortimiglia, il quale però, poco prima di morire, riuscì ad uccidere a colpi di pistola Salvatore Provenzano, uno dei suoi aggressori. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il [[3 luglio]] [[1962]] fu la volta anche di Paolo Riina, testimone dell&#039;omicidio Cortimiglia,mentre il [[10 maggio]] [[1963]] la banda Leggio organizzò l&#039;attentato nei confronti di Francesco Paolo Streva, navarriano che, una volta morto il medico, aveva preso il comando della Famiglia di Corleone. Streva scampò all&#039;imboscata, ma trovò la morte quattro mesi dopo, il [[10 settembre]], ucciso coi fedelissimi Biagio Pomilla e Antonino Piraino.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con la morte di Streva, Luciano Leggio diventava ufficialmente il capomafia di Corleone&amp;lt;ref&amp;gt;Ibidem.&amp;lt;/ref&amp;gt;, venendo quindi ammesso, insieme a Riina e Provenzano, alle riunioni dei vertici di Cosa Nostra a Palermo, dove strinse un&#039;alleanza con Salvatore Greco, detto “l&#039;ingegnere”. Si buttò quindi nell&#039;affare del [[Sacco di Palermo]], ma non fece in tempo a gustarsi il successo che scoppiò di lì a poco un devastante conflitto interno all&#039;organizzazione: la [[Prima Guerra di Mafia|prima guerra di mafia]]. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Il Clan dei Corleonesi nella prima guerra di mafia===&lt;br /&gt;
[[File:Strage di ciaculli giulietta.JPG|alt=La strage di Ciaculli|miniatura|La strage di Ciaculli]]&lt;br /&gt;
Durante il primo grande conflitto interno a Cosa nostra siciliana che vide contrapporsi i fratelli Salvatore e Angelo La Barbera, a capo della famiglia di Palermo Centro, ai Greco di Ciaculli, i Corleonesi di Leggio ebbero un ruolo secondario, dal momento che Riina e Leggio non si reputavano abbastanza potenti per poter reggere lo scontro con le grandi famiglie mafiose di Palermo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo la [[Strage di Ciaculli|strage di Ciaculli]] del [[30 giugno]] [[1963]], Leggio fu inserito tra i ricercati e il [[14 maggio]] [[1964]] venne arrestato, mentre si nascondeva in casa di Leoluchina Sorisi, ex fidanzata di Rizzotto che aveva per altro giurato di vendicarlo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Leggio e 64 altri mafiosi di Corleone vennero quindi rinviati a giudizio dal giudice istruttore di Palermo [[Cesare Terranova]] con due sentenze, quella del 14 agosto del 1965 e quella del 13 ottobre 1967, per gli omicidi di Vincenzo Cortimiglia, Marco Marino, Giovanni Marino, Pietro Maiuri, Paolo Francesco Streva, Biagio Pomilla, Antonino Pirraino, Paolo Riina e Claudio Splendido. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Leggio e i suoi dovettero quindi comparire davanti alla Corte d&#039;Assise di Bari per rispondere di nove omicidi, otto tentati omicidi e dell&#039;accusa di associazione a delinquere. Nonostante le prove presentate contro di loro fossero schiaccianti e la sentenza sembrasse scontata, la mattina dell&#039;ultima udienza arrivò una lettera da Palermo destinata al Presidente della Corte d&#039;Assise di Bari Vincenzo Stea. Dopo aver letto la lettera, in silenzio la trasmise ai giudici popolari:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
“Voi baresi non volete capire o, per meglio dire, non volete capire cosa significa Corleone. Voi state giudicando degli onesti galantuomini, che i carabinieri e la polizia hanno denunciato per capriccio. Noi vi vogliamo avvertire che se un galantuomo di Corleone sarà condannato voi salterete in aria, sarete distrutti, sarete scannati come pure i vostri familiari. A voi ora non resta che essere giudiziosi.”&amp;lt;ref&amp;gt;Citato in, &#039;&#039;Il Capo dei Capi&#039;&#039;, p. 75.&amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il [[10 giugno]] [[1969]] la Corte  pronunciò  quindi 64 dichiarazioni di assoluzione per insufficienza di  prove e nelle 307 pagine di motivazioni della sentenza magistratura e polizia furono accusati di aver rinviato a giudizio gli imputati senza uno straccio di prova, affermando inoltre che “&#039;&#039;L&#039;equazione mafia uguale associazione per delinquere sulla quale hanno così a lungo insistito gli  inquirenti e sulla quale si è esercitata la capacità dialettica del magistrato istruttore, è priva di apprezzabili conseguenze sul piano processuale&#039;&#039;.”&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 76.&amp;lt;/ref&amp;gt; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===L&#039;ascesa di Riina===&lt;br /&gt;
Il giorno dopo l&#039;assoluzione la Questura di Palermo segnalò alla Procura della Repubblica di proporre l&#039;adozione, a carico di Leggio, della misura della sorveglianza speciale, previa emissione di ordine di custodia dell&#039;ordine precauzionale a suo carico, proponendo cioè l&#039;arresto in attesa che fosse emanato l&#039;ordine di [[Soggiorno obbligato|soggiorno obbligato]]. Sia Leggio sia Riina furono quindi muniti dalla Questura di Bari di un foglio di via obbligatorio per Corleone, con l&#039;obbligo di presentarsi il [[19 giugno]] presso gli Uffici di Pubblica sicurezza. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Riina tornò a Corleone per darsi poi alla definitiva latitanza, mentre Leggio si fece ricoverare all&#039;ospedale della Santissima Annunziata di Taranto nel reparto “malattie infettive” fino al [[28 settembre]], dopodiché si spostò a Roma presso la clinica Villa Margherita di Viale di Villa Massimo. Tutti i suoi spostamenti verso i vari ospedali vennero riferiti dal suo difensore alla Polizia di Stato. Una volta completamente ristabilito, tuttavia, il [[19 novembre]] Lucianeddu scappò dall&#039;ospedale per darsi anche lui alla latitanza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Arrivato a Milano, Leggio iniziò la stagione dei sequestri di persona, che terrorizzò gli imprenditori del Nord Italia per oltre un decennio. Inizialmente, l’organizzazione di Leggio fu battezzata dai giornalisti “Anonima Sequestri”, termine che rimase anche quando Cosa nostra abbandonò il business per dedicarsi agli affari con alcune nuove leve dell&#039;imprenditoria milanese, lasciando i sequestri alla [[&#039;ndrangheta]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con Leggio lontano dalla Sicilia, Riina iniziò a preparare la sua ascesa. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====La strage di Viale Lazio====&lt;br /&gt;
Nel [[1969]], tutti i capi delle famiglie siciliane si ritrovarono in un hotel di Zurigo per decidere se [[Michele Cavataio]], vero responsabile dello scoppio della Prima guerra di mafia che aveva rischiato di portare l&#039;organizzazione all&#039;estinzione, dovesse vivere o morire. In quel summit, la maggioranza delle famiglie siciliane votò tuttavia per lasciarlo in vita. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I contrari, tuttavia, si accordarono in segreto per eliminarlo ugualmente, affidando il compito a Riina e ai Corleonesi, che nel mentre avevano acquisito fama di killer affidabili. La sera del [[10 dicembre]] [[1969]] un commando di fuoco di cinque persone, travestiti uno da capitano della stradale e gli altri quattro da agenti di polizia, fece irruzione negli uffici dell’impresa edile Moncada di viale Lazio. Uno di loro, Damiano Caruso, fece fuoco senza aspettare l’ordine di Riina, uccidendo due uomini dietro la scrivania e un terzo uomo. Lo scontro divenne totale. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Cavataio era ancora vivo e ricaricava la pistola a tamburo bestemmiando mentre tentava di ripararsi dietro a un armadio, e riuscì a ferire alla mano Provenzano, dopodiché uccise a colpi di lupara Calogero Bagarella, cognato di Riina nonché promesso sposo della sorella di Totò, Arcangela Riina, e che restò per sempre fedele al mancato “marito”. Quando Provenzano e Cavataio si ritrovarono uno di fronte all’altro e premettero i grilletti delle loro armi, entrambe si incepparono. Provenzano, quindi, spaccò il cranio di Cavataio con il calcio del fucile e lo finì con un colpo in mezzo alla fronte. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Calogero Bagarella fu trasportato in un luogo misterioso e trovò sepoltura sotto falso nome nel cimitero di Corleone. L’unico segno di lutto fu la cravatta nera al collo di Totò&amp;lt;ref&amp;gt;Il Capo dei Capi, p. 88.&amp;lt;/ref&amp;gt;. Quella strage lasciò un segno profondo nella storia di Cosa Nostra e rese anche leggendari all&#039;interno dell&#039;organizzazione Riina e Provenzano. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====Il triumvirato dopo la Strage====&lt;br /&gt;
[[File:Salvatore Riina.jpeg|alt=Salvatore Riina|miniatura|Salvatore Riina]]&lt;br /&gt;
Il [[5 maggio]] [[1971]], alle 11:00 del mattino, Cosa nostra decise di uccidere il Procuratore capo di Palermo [[Pietro Scaglione]]. L’allora Presidente del Consiglio &#039;&#039;&#039;Emilio Colombo&#039;&#039;&#039;, in quei giorni in Sicilia per un comizio elettorale e per altro Ministro della Giustizia ad interim, non presenziò ai funerali del magistrato, così come anche il Ministro degli Interni &#039;&#039;&#039;Franco Restivo&#039;&#039;&#039;, per altro nato a Palermo. Cosa Nostra aveva per la prima volta aveva ucciso un esponente apicale dello Stato, ma lo Stato non aveva reagito&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 95.&amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Subito dopo, le famiglie di Cosa nostra si riorganizzarono dandosi una sorta di governo provvisorio denominato “triumvirato”. Ai vertici c’erano il boss di Cinisi, [[Gaetano Badalamenti]], detto &#039;&#039;zu’ Tano&#039;&#039;, [[Stefano Bontate]], figlio di don Paolino della borgata di Santa Maria di Gesù, e [[Luciano Leggio]], in qualità di capofamiglia di Corleone, che in quanto stabilmente residente a Milano delegò Riina a fare le sue veci in seno al triumvirato. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====L&#039;arresto di Leggio nel giorno delle nozze di Riina====&lt;br /&gt;
Il [[16 aprile]] [[1974]] Riina convolò a nozze con [[Ninetta Bagarella]]. Come raccontò [[Tommaso Buscetta]], non fu un caso che lo stesso giorno venne arrestato Leggio a Milano. Il matrimonio tra i due venne scoperto dagli inquirenti quando i carabinieri capitanati da [[Giuseppe Russo]] fecero irruzione nell’appartamento al quinto piano della scala B di un casermone in via Largo San Lorenzo a Palermo, catturando [[Leoluca Bagarella]], latitante fratello di Ninetta e Calogero: durante la perquisizione, in casa sua fu trovato l’invito alle nozze&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 102.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====I sequestri di persona====&lt;br /&gt;
Tra il [[1974]] e il [[1975]] i Corleonesi guidati da Riina decisero di proseguire coi sequestri per rimpolpare le loro casse e potersi gettare nuovamente nel business degli appalti pubblici. Sequestrarono quindi &#039;&#039;&#039;Luciano Cassina&#039;&#039;&#039;, figlio del re degli appalti di Palermo, il conte Arturo; il figlio del ricco proprietario terriero &#039;&#039;&#039;Francesco Caruso Salemi&#039;&#039;&#039; e l’avvocato di Sciacca &#039;&#039;&#039;Nicola Campisi&#039;&#039;&#039;. Fu inoltre rapito e mai più liberato &#039;&#039;&#039;Luigi Corleo&#039;&#039;&#039;, molto vicino a [[Nino Salvo]], fedele uomo d’onore dei Badalamenti e dei Bontate. Più che un sequestro, si trattò una sfida lanciata dai Corleonesi agli uomini d’onore ai vertici di Cosa Nostra. Né Nino Salvo né Badalamenti, infatti, riuscirono, pur provandoci, ad ottenere il rilascio di Luigi Corleo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====Gli appalti pubblici e l&#039;omicidio di Giuseppe Russo====&lt;br /&gt;
Dopo aver incamerato i soldi dei riscatti, i Corleonesi fondarono diverse società che facevano riferimento al consulente legale &#039;&#039;&#039;Giuseppe Mandalari&#039;&#039;&#039;. La faccenda era stata scoperta dal Colonnello Russo, che lo riferì anche in un&#039;audizione alla Commissione parlamentare antimafia: &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
“In troppe società – disse -  il consiglio d’amministrazione è composto dagli stessi nominativi, che sono poi persone legate a Mandalari... e sono società create nel periodo in cui iniziarono ad aversi i redditi dei riscatti dei sequestri fatti in Sicilia”&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 106.&amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Anche per questo motivo il Colonnello venne ucciso mentre si trovava in vacanza a Corleone, il [[20 agosto]] [[1977]], mentre si trovava in compagnia del suo compagno di passeggiate, il professore [[Filippo Costa]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====L&#039;ingresso nella Commissione Regionale e lo scontro con Pippo Calderone e Giuseppe Di Cristina====&lt;br /&gt;
I Corleonesi di Riina entrarono a quel punto anche nella [[Commissione regionale (Cosa Nostra)|Commissione Regionale]], l&#039;organo che includeva tutti i rappresentanti delle famiglie della Sicilia, il cui esponente più influente era il boss di Catania, Pippo Calderone, stimato per la sua abilità nel prevenire probabili conflitti attraverso compromessi. Tuttavia, dopo l&#039;ingresso dei Corleonesi, le decisioni della Commissione Regionale venivano sistematicamente disattese.  &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Come confidò Calderone al fratello:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
“La “regionale” sta diventando una cosa inutile. Stai lì per ore, discuti e parli, ti metti d’accordo e poi... I Corleonesi si fanno vedere con quella faccia di pietra, silenziosi, umili. Non dicono niente e tu pensi che sono d’accordo. Appena escono dalla riunione fanno come vogliono. Se si erano messi in testa di non far pagare nulla a un imprenditore che sta lavorando nel territorio di un’altra famiglia, quello non pagherà nulla. E se quel compare si presenta un giorno per chiedere il dovuto quelli lo astutano come fosse un cane. Chi l’avrebbe detto che quel pecoraro di Totò Riina ci avrebbe combinato tutti questi guai?&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 112.&amp;lt;/ref&amp;gt;&amp;quot;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Calderone a quel punto, sostenuto da [[Giuseppe Di Cristina]], cominciò a sfidare apertamente Riina, cercando supporto nelle storiche famiglie palermitane. Quando Di Cristina si salvò miracolosamente da un attentato dei Corleonesi, che volevano fargliela pagare per le parole dette contro di loro a una riunione, &lt;br /&gt;
fissò un appuntamento con il capitano dei Carabinieri Alfio Pettinato in un casolare di contrada Judeca, in cui rivelò che gli assassini di Giuseppe Russo e di Pietro Scaglione erano Bernardo Provenzano e Salvatore Riina, fornendo anche informazioni sui luoghi che frequentavano durante la latitanza. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo modo Di Cristina sperava che la pressione dei Carabinieri avrebbe momentaneamente destabilizzato i Corleonesi, dando tempo a lui e a Calderone di preparare il piano per emarginarli all&#039;interno di Cosa nostra. Il piano tuttavia fallì e prima Di Cristina ([[30 maggio]] [[1978]]) e poi Calderone vennero uccisi ([[8 settembre]] [[1978]]).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===La Seconda guerra di Mafia===&lt;br /&gt;
Mentre le famiglie palermitane erano letteralmente impazzite per i &amp;quot;piccioli&amp;quot; del narcotraffico, Riina si era nel frattempo creato un gruppo di uomini che rispondeva solo a lui, presenti nelle varie famiglie: furono messi a disposizione per proteggere la sua latitanza, li usò per eliminare i suoi avversari. Della famiglia Pantanna-Mondello aveva l&#039;ex-compagno di cella Gaspare Mutolo e Salvatore Micalizzi; della famiglia Bontate reclutò Pietro Vernengo e Ignazio Pullarà; da San Lorenzo i figli di Francesco Madonia, Giuseppe e Nino; Franco Di Carlo di Altofonte; Giuseppe Giacomo Gambino di Resuttana; Raffaele Ganci della Noce e molti altri. Erano tutti a sua disposizione, nessuno muoveva un dito se non era Totò a chiederglielo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il primo a cadere fu &#039;&#039;&#039;Stefano Bontate&#039;&#039;&#039;, il giorno del suo quarantaduesimo compleanno, il [[23 aprile]] [[1981]]: aveva progettato di eliminare Riina, ma era impossibile che il Corleonese non venisse a saperlo. Venne ucciso con tre colpi di kalashnikov AK47, mentre si trovava sulla sua Giulietta 2000 super fermo ad un semaforo in Via Aloi, a Palermo. Ad organizzare l&#039;omicidio ci fu anche il fratello minore di Bontate, Giovanni, che si era messo d&#039;accordo con Riina per prenderne il posto come capofamiglia. Fu l&#039;inizio ufficiale della seconda guerra di mafia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Poi venne l&#039;ora di &#039;&#039;&#039;Salvatore Inzerillo&#039;&#039;&#039;: convinto di essere al riparo dalle ritorsioni dei Corleonesi per via dei suoi legami con Cosa Nostra americana per il narcotraffico, fu freddato l&#039;[[11 maggio]] [[1981]] a colpi di Kalashnikov, mentre usciva dalla casa della sua amante in via Brunelleschi. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 1981 i morti furono quasi &#039;&#039;&#039;cinquecento&#039;&#039;&#039;. E altri cinquecento vennero sterminati nel 1982 e nei primi 4 mesi del 1983: venivano sterminati anche quelli che non c&#039;entravano coi traffici, non si faceva distinzione. Venivano inseguiti per mezza Europa, catturati, interrogati, torturati e infine fatti a pezzi. Particolarmente efferato fu l&#039;omicidio di [[Giuseppe Inzerillo]], figlio di Salvatore, di soli quindici anni, che aveva giurato di vendicare il padre: [[Pino Greco]] gli tagliò il braccio destro con un coltello da pescatore di ricci. Il giovane morì per il dolore e la paura, ma ciononostante il suo cadavere venne mutilato e infine Greco gli sparò un colpo in testa, benché fosse morto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Gli omicidi eccellenti ====&lt;br /&gt;
Durante la seconda guerra di mafia, morirono anche uomini dello Stato ritenuti pericolosi per gli interessi dei Corleonesi. Il primo politico a cadere fu [[Michele Reina]], segretario provinciale a Palermo della Democrazia Cristiana, il [[9 marzo]] [[1979]]. Poi toccò a [[Boris Giuliano]], allora capo della squadra mobile di Palermo: il [[21 luglio]] [[1979]], mentre pagava il caffè in una caffetteria di via Di Blasi, a Palermo, [[Leoluca Bagarella]] lo uccise con sette colpi di pistola alle spalle.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo Boris Giuliano, morì [[Cesare Terranova]]: era il [[25 settembre]] [[1979]]. Tornato a Palermo dopo due legislature da deputato, aveva ottenuto dal Csm il posto di giudice istruttore, posizione da cui poteva portare fino in fondo le proprie indagini, quindi era un pericolo per i futuri interessi di Totò Riina.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Poi venne il turno di [[Piersanti Mattarella]], presidente DC della regione, ucciso il [[6 gennaio]] [[1980]], seguito dal capitano dei carabinieri [[Emanuele Basile]], il [[4 maggio]] [[1980]]. Il [[6 agosto]] dello stesso anno invece fu ucciso [[Gaetano Costa]], procuratore capo di Palermo, su ordine però di Salvatore Inzerillo, che voleva dimostrare ai Corleonesi che anche i palermitani erano in grado di uccidere uomini dello Stato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il [[30 aprile]] [[1982]] toccò a [[Pio La Torre]], deputato del PCI e relatore in parlamento della proposta di legge per istituire il reato di associazione a delinquere di stampo mafioso. Fu ucciso assieme al suo autista, [[Rosario Di Salvo]]. Pochi mesi dopo, toccò al generale [[Carlo Alberto dalla Chiesa]], nominato Prefetto a Palermo, il [[3 settembre]]. Infine, il [[29 luglio]] [[1983]] morì [[Rocco Chinnici]], reo di aver istituito il coordinamento delle indagini di mafia e di non aver tenuto a freno [[Giovanni Falcone]], che il [[9 luglio]] aveva spiccato 14 ordini di cattura per il delitto dalla Chiesa contro Riina e i Corleonesi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Capo dei Capi, Buscetta e il Maxiprocesso ===&lt;br /&gt;
[[File:Tommaso Buscetta.jpg|300x300px|thumb|Tommaso Buscetta nell&#039;aula bunker del Maxiprocesso|alt=Tommaso Buscetta]]&lt;br /&gt;
Totò Riina era finalmente il leader indiscusso di Cosa Nostra. Il Capo dei Capi. Aveva riorganizzato le famiglie delle province, si era impadronito del business del narcotraffico dal quale era stato tagliato fuori anni prima dalle famiglie di Palermo, aveva eliminato i suoi avversari più pericolosi fuori e dentro Cosa Nostra. Non aveva calcolato [[Tommaso Buscetta]], il boss dei due mondi, contro il quale &#039;&#039;u Curtu&#039;&#039; aveva scatenato una vera e propria caccia all&#039;uomo, benché fosse un esponente della famiglia di Pippo Calò, un vincente quindi: pagò l&#039;amicizia con Bontate e Inzerillo, benché si fosse mantenuto neutrale nella seconda guerra di mafia, ad un prezzo altissimo, con familiari e figli ammazzati. Decise così di collaborare con la giustizia, il [[16 luglio]] [[1984]]. O meglio, decise di collaborare con Giovanni Falcone. E da lì fu un effetto domino e il [[Pentitismo|pentitismo]] divenne la principale arma della magistratura contro Cosa Nostra e i Corleonesi, permettendo di imbastire il [[Maxiprocesso di Palermo]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il [[2 dicembre]] [[1984]] Riina fece uccidere [[Leonardo Vitale]], il primo pentito che undici anni prima aveva messo nero su bianco la struttura interna di Cosa Nostra, con i nomi degli affiliati. Giudicato infermo di mente da varie perizie psichiatriche e rinchiuso in un manicomio criminale, Vitale fu ucciso mentre tornava dalla messa con la madre. Ad ammonimento di Buscetta e di tutti quelli che avrebbero seguito il suo esempio. Ma non servì. Così come non servì nemmeno l&#039;ordine di uccidere i familiari dei collaboratori di giustizia fino al 20° grado, compresi donne e bambini&amp;lt;ref&amp;gt;[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1994/04/24/toto-riina-ci-ordino-uccidete-bimbi.html E Totò Riina ci ordinò: uccidete i bimbi dei pentiti, La Repubblica, 24 aprile 1994]&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La sentenza in primo grado del Maxiprocesso arrivò il [[16 dicembre]] [[1987]] come una doccia fredda per il Capo dei Capi, ma i suoi referenti politici e gli avvocati lo rassicurarono che anche quel processo si sarebbe perso per strada, com&#039;era stato per Catanzaro e Bari. Così non sarebbe stato. Nel frattempo, Riina fece uccidere [[Pino Greco]], giudicato troppo pericoloso per il futuro della leadership del boss di Corleone, e [[Vincenzo Puccio]], che tentò di organizzare un complotto ai danni del Capo dei Capi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== L&#039;attacco frontale allo Stato ===&lt;br /&gt;
Il Maxiprocesso non si aggiustò come voleva Riina, tutte le promesse fatte dai suoi referenti politici, a partire da [[Salvo Lima]], furono disattese: il [[30 gennaio]] [[1992]] alle 16.50 la Cassazione confermò tutte le condanne, con una sentenza che avrebbe fatto storia. Il Capo dei Capi andò su tutte le furie e in un summit tenutosi a Valguarnera Caropepe agli inizi di marzo (a cui parteciparono Provenzano, Benedetto Santapaola, Giuseppe Madonia e Michelangelo La Barbera) decise di dichiarare guerra totale allo Stato italiano.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il primo a morire fu [[Salvo Lima]], il [[12 marzo]] [[1992]], come avvertimento a Giulio Andreotti, che aveva firmato un decreto che allungava i tempi per la carcerazione preventiva e vietava i domiciliari ai detenuti al [[Articolo 41 bis|41bis]]. Per trentacinque anni Lima era stato con le sue 300mila preferenze l&#039;incarnazione del potere andreottiano in Sicilia. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Poi il [[23 maggio]] toccò a Giovanni Falcone, che morì con la moglie [[Francesca Morvillo]] e gli uomini della scorta nella [[Strage di Capaci]]. Cinquantasette giorni dopo, il 19 luglio, morì anche [[Paolo Borsellino]], che stava indagando sulla morte di Falcone, nella [[Strage di Via Mariano d’Amelio|strage di Via d&#039;Amelio]]. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La reazione dello Stato non si fece attendere: il [[26 agosto]] 47 capimafia e 81 picciotti furono trasferiti con un&#039;operazione top secret dall&#039;Ucciardone alle super-carceri di Pianosa e dell&#039;Asinara. Nel frattempo, due esponenti molto vicini al Capo dei Capi si pentirono: si trattava di Gaspare Mutolo, il suo ex-compagno di cella, e di [[Giuseppe Marchese]], cognato di suo cognato. Poi venne il turno di [[Baldassarre Di Maggio]], l&#039;autista che per anni aveva portato Riina in giro per la Sicilia. Nel frattempo, il [[17 settembre]] c&#039;era stata un&#039;altra esecuzione: quella di [[Ignazio Salvo]], colpevole della stessa colpa di Salvo Lima, non aver fatto abbastanza per disinnescare la sentenza definitiva del Maxiprocesso e come ennesimo avvertimento a Giulio Andreotti&amp;lt;ref&amp;gt;[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1992/09/18/ucciso-ignazio-salvo-intoccabile.html Ucciso Ignazio Salvo, l&#039;Intoccabile, La Repubblica, 18 settembre 1992]&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il Papello e la trattativa ===&lt;br /&gt;
Tra giugno e ottobre del 1992 fu avviata una trattativa tra uomini dello Stato e Cosa Nostra, per porre fine all&#039;escalation di sangue e violenza che aveva dilaniato Palermo. Sulla questione è in corso un processo e la faccenda è tutt&#039;ora oscura. L&#039;esistenza della trattativa è stata [[12 marzo]] [[2012] comunque confermata nelle motivazioni della sentenza del processo a [[Francesco Tagliavia]] per la [[Strage di Via dei Georgofili]] a Firenze: i giudici della Corte d&#039;Assise di Firenze hanno stabilito che la trattativa &amp;quot;&#039;&#039;ci fu e venne quantomeno inizialmente impostata su un do ut des [...] L&#039;iniziativa fu assunta da rappresentanti dello Stato e non dagli uomini di mafia&#039;&#039;&amp;quot;.&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.wikimafia.it/Archivio/Mafia/Processi/Tagliavia_sentenza.pdf Sentenza II Corte d&#039;Assise di Firenze contro Francesco Tagliavia, 12 marzo 2012]&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo varie ricostruzioni, Totò Riina rispose alla richiesta degli uomini dello Stato con il famoso &amp;quot;Papello&amp;quot;, una lista di richieste da soddisfare in cambio della fine delle stragi&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2009/10/16/pop_lettera.shtml Ecco il Papello, Corriere della Sera, 15 ottobre 2009]&amp;lt;/ref&amp;gt;: &lt;br /&gt;
#Revisione della sentenza del maxi-processo;&lt;br /&gt;
#Annullamento del decreto legge [[Articolo 41 bis|41 bis]];&lt;br /&gt;
#Revisione della [[Legge Rognoni - La Torre|legge Rognoni-La Torre]];&lt;br /&gt;
#Riforma della legge sui pentiti;&lt;br /&gt;
#Riconoscimento dei benefici dissociati per i condannati per mafia (come per le Brigate Rosse);&lt;br /&gt;
#Arresti domiciliari dopo i 70 anni di età;&lt;br /&gt;
#Chiusura delle super-carceri;&lt;br /&gt;
#Carcerazione vicino alle case dei familiari;&lt;br /&gt;
#Nessuna censura sulla posta dei familiari;&lt;br /&gt;
#Misure di prevenzione e rapporto con i familiari;&lt;br /&gt;
#Arresto solo in flagranza di reato;&lt;br /&gt;
#Defiscalizzazione della benzina in Sicilia (come per Aosta);&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== L&#039;arresto di Riina e le bombe del &#039;93===&lt;br /&gt;
[[File:Villa bernini riina.jpg|200px|thumb|La villa in via Bernini]]&lt;br /&gt;
Il [[15 gennaio]] [[1993]] Totò Riina fu arrestato&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-c7dbacc5-5d29-42f3-8928-8230245d9c91-tg3.html Edizione straordinaria del TG3 per la cattura di Totò Riina]&amp;lt;/ref&amp;gt; al primo incrocio davanti alla sua villa in via Bernini 54 a Palermo, insieme al suo autista [[Salvatore Biondino]], grazie alle dichiarazioni rese dal pentito [[Baldassarre Di Maggio]] al generale dei carabinieri [[Francesco Delfino]]. L&#039;arresto fu eseguito dal [[Crimor]], la squadra speciale dei ROS guidata dal [[Capitano Ultimo]]. Con l&#039;arresto del Capo dei Capi, Cosa Nostra si divise in due, tra quelli che erano contrari a nuove stragi, guidati da Bernardo Provenzano, e quelli che invece erano favorevoli alla prosecuzione della strategia stragista, guidati da Leoluca Bagarella. Alla fine, la spuntò quest&#039;ultimo e gli attentati continuarono.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il primo fu escogitato il [[14 maggio]] [[1993]] ai danni di Maurizio Costanzo: un&#039;autobomba imbottita di 90 Kg di tritolo esplose in via Ruggero Fauro a Roma, ma senza causare vittime. Il [[27 maggio]] ci fu la Strage di Via dei Georgofili a Firenze e il [[27 luglio]] quella di Via Palestro a Milano. Due autobombe esplosero invece nella notte tra il 27 e il 28 luglio fuori le basiliche di San Giovanni in Laterano e San Giorgio al Velabro a Roma. Il [[15 settembre]], infine, fu ucciso Don [[Pino Puglisi]], parroco impegnato nel contrasto ai clan nel quartiere Brancaccio di Palermo. Venne sequestrato anche il piccolo [[Giuseppe Di Matteo]], figlio del pentito [[Santino Di Matteo|Santino]], allo scopo di indurlo a ritrattare le proprie dichiarazioni. Il [[31 ottobre]], infine, vi fu un [[Fallito attentato allo stadio Olimpico di Roma|fallito attentato allo stadio Olimpico di Roma]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===I Corleonesi durante l&#039;era Provenzano: la &amp;quot;sommersione&amp;quot;===&lt;br /&gt;
[[File:Bernardo Provenzano.jpg|alt=bernardo provenzano|miniatura|Bernardo Provenzano]]&lt;br /&gt;
Con l’arresto di Riina e di Bagarella, fu Bernardo Provenzano a diventare formalmente il Capo dei capi, gestendo gli affari di Cosa Nostra dalla latitanza attraverso i famigerati “pizzini”, ovvero dei messaggi scritti a macchina su piccoli foglietti di carta con ordini e delibere che venivano poi inviati ai vari picciotti. Provenzano affidò a [[Giovanni Brusca]] il comando dei Corleonesi. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il suo scopo era quello di rendere Cosa Nostra invisibile, limitando gli omicidi dopo il biennio 1992-1993 e dopo le stragi d’estate, in modo tale da non fare scalpore e tornare a sviluppare gli affari di Cosa Nostra. Questa linea politica venne battezzata “&#039;&#039;&#039;strategia della sommersione&#039;&#039;&#039;”&amp;lt;ref&amp;gt;Il Capo dei Capi, p. 232.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====Le mancate catture di Provenzano====&lt;br /&gt;
Il 22 luglio 1993, [[Salvatore Cancemi]], reggente del mandamento di Porta Nuova, si consegnò ai Carabinieri e offrì loro aiuto per organizzare una trappola per catturare Provenzano, affermando che la mattina del giorno dopo avrebbe dovuto incontrare il latitante [[Pietro Aglieri]], capomandamento di Santa Maria del Gesù, per poi incontrare Provenzano in una località segreta. I Carabinieri però, deducendo dal fatto che moglie e figli del boss erano tornati a vivere a Corleone che Provenzano fosse morto, giudicarono l’informazione non veritiera. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Due anni dopo, il [[31 ottobre]] [[1995]], fu [[Luigi Ilardo]] a decidere di collaborare con la giustizia e accettò di fare da infiltrato dei Carabinieri per avvicinare Provenzano, guadagnare la sua fiducia e arrivare così al suo arresto. Ma anche in questo caso non si arrivò alla sua cattura e Ilardo venne ucciso il giorno prima di entrare ufficialmente sotto la protezione dello Stato. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====La cattura di Provenzano e il declino dei Corleonesi====&lt;br /&gt;
Dopo la cattura di Provenzano, l&#039;[[11 aprile]] [[2006]], iniziò il declino del Clan dei Corleonesi. Con la sua morte, il [[13 luglio]] di dieci anni dopo, e quella di Riina, il [[17 novembre]] [[2017]], quella che era la fazione più potente di Cosa Nostra si è progressivamente ridotta, fino a rientrare nel perimetro della storica [[Famiglia di Corleone]], anche se mediaticamente ci si continua a riferire ad essa col termine di &amp;quot;clan&amp;quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Note==&lt;br /&gt;
&amp;lt;references&amp;gt;&amp;lt;/references&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Bibliografia==&lt;br /&gt;
*Archivio La Repubblica&lt;br /&gt;
*Bolzoni, Attilio &amp;amp; D&#039;avanzo, Giuseppe (2013). &amp;quot;&#039;&#039;Il Capo dei Capi&#039;&#039;, Milano, BUR.&lt;br /&gt;
*Commissione Parlamentare Antimafia (1976). &amp;quot;Mafia, politica e poteri pubblici attraverso la storia di Luciano Leggio&amp;quot; - Relazione di minoranza del senatore Pisanò, Roma, 4 febbraio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Categoria:Famiglie di Cosa Nostra]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Leadermassimo</name></author>
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		<updated>2026-05-21T10:45:23Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Leadermassimo: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Clan dei Corleonesi&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Leadermassimo</name></author>
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