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	<title>WikiMafia - Contributi dell&#039;utente [it]</title>
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	<subtitle>Contributi dell&amp;#039;utente</subtitle>
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		<id>https://www.wikimafia.it/w/index.php?title=Antonio_Zagari&amp;diff=6821</id>
		<title>Antonio Zagari</title>
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		<updated>2018-09-28T13:38:55Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Albatros14: Cambio posizione Note&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&amp;lt;center&amp;gt;&#039;&#039;..immonda e degenere mamma-matrigna che risponde al nome di ‘Ndrangheta [..] sa che senza la paura della gente cesserebbe di proliferare ed esistere.&#039;&#039; &amp;lt;/center&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;center&amp;gt;(&#039;&#039;&#039;Antonio Zagari&#039;&#039;&#039;)&amp;lt;/center&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Antonio Zagari&#039;&#039;&#039; (San Ferdinando (RC), 1 gennaio 1954 - San Ferdinando (RC), 2004) è stato uno ‘ndranghetista che ha operato nel varesotto negli anni ’70 e ’80, collaboratore di giustizia dal 1990. Era figlio di Giacomo Zagari, boss della Locale di Malnate della ‘ndrangheta.&amp;lt;ref&amp;gt;Tribunale di Varese, Corte di Assise, sentenza di primo grado nei confronti di Zagari Antonio + 125, pp. 1639-1642&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Biografia==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Infanzia e adolescenza===&lt;br /&gt;
Antonio Zagari nacque a San Ferdinando (RC), un piccolo paese tra Rosarno e Gioia Tauro, il 1° Gennaio 1954. Il padre, Giacomo Zagari, allora ventiquattrenne già militava nelle fila della criminalità organizzata. &lt;br /&gt;
Pochi mesi dopo la famiglia Zagari si trasferì nel varesotto, a Galliate Lombardo, cittadina sul lago di Varese. Il 12 Dicembre dello stesso anno nacque la sorella Maria e fu necessario un altro trasloco; si spostarono nel paese a fianco, Buguggiate, in una casa rudimentale dove Antonio spese la sua infanzia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il padre Giacomo lavorò per poco tempo e dopo l’arrivo del fratello dalla Calabria iniziò a dedicarsi solamente ad azioni criminose. Era totalmente disinteressato alla famiglia e pensava che la sua unica funzione fosse quella di generale figli maschi utili per rinforzare le fila dell’esercito della ‘ndrangheta. Atri tre fratelli maschi nacquero in seguito: Enzo nel ’57, Andrea nel ’63 e Giuseppe nel ’76.&amp;lt;ref&amp;gt;Antonio Zagari, &#039;&#039;Ammazzare stanca&#039;&#039;, Castrovillari, Edizioni Periferia, 1992, pp. 7-12&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Antonio studiò inizialmente in un collegio religioso per poi spostarsi in una scuola pubblica di Varese. Sospeso da quest’ultima a circa 14 anni iniziò a lavorare come garzone.&lt;br /&gt;
Giunse poi il primo arresto in Lombardia del padre che scontò sei mesi di carcere.&lt;br /&gt;
Alla fine del ’68 Antonio si dovette trasferire per circa sei mesi a San Ferdinando per guarire da problemi al sistema linfatico. In questo periodo, vivendo a casa degli zii, entrò in contatto per la prima volta con il mondo e le dinamiche mafiose. Tornato a casa iniziò a lavorare svogliatamente in una fabbrica del varesotto.&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, pp. 15-23&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===L’affiliazione alla ‘ndrangheta===&lt;br /&gt;
Nell’ottobre del 1969 avvenne un fatto che portò Antonio ad avvicinarsi alla criminalità organizzata. Il padre fu arrestato ad Imperia ed Antonio volle andare ad incontrarlo in carcere. Giacomo Zagari si professò totalmente innocente di fronte al figlio e gli fece credere che fosse tutto un complotto della Polizia. Antonio, solo sedicenne, da quel momento iniziò a disprezzare le forze dell’ordine.&lt;br /&gt;
Tornato in Lombardia iniziò a frequentare amici di suo padre, portare lettere e messaggi, nascondere armi e partecipare a riunioni organizzative del gruppo criminale.&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, pp. 23-25&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
Il primo significativo atto criminoso compiuto da Antonio fu l’aver dato alle fiamme una vetreria nella quale lavorava. La motivazione era il fatto che i proprietari gli erano antipatici. &amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 29&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
In un’occasione conobbe Peppino Pesce, capo della potente famiglia che deteneva il potere della ‘ndrangheta a Rosarso. Nel 1971 viene ufficialmente affiliato alla ‘ndrangheta in Calabria proprio da Peppino. &amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 26&amp;lt;/ref&amp;gt; Inizialmente credeva nella ‘’Ragione Sociale’’ dell’associazione mafiosa ma qualche anno dopo scrisse: &#039;&#039;..dopo un po’ mi resi conto però, che gli uomini che ne fanno parte sono in realtà una accozzaglia di assassini senza dignità, gente priva di onore..&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 29&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===I primi arresti===&lt;br /&gt;
All’età di 19 anni scontò un breve periodo in carcere a causa del contrabbando di banconote false tra Svizzera ed Italia. Soffrì molto la detenzione ma non collaborò in nessun modo con le forze dell’ordine.&lt;br /&gt;
Una volta uscito alternò lavori saltuari a rapine a mano armata. Nella primavera del ’74 contava una decina di rapine tra banche, gioiellerie e uffici postali.&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, pp. 30-32&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
Il 21 Agosto 1974, dopo un inseguimento causato dalla rapina ad una gioielleria a Pizzighettone (CR), venne arrestato. Rimase in carcere par quasi cinque anni, fino al 10 Aprile 1979. Durante la detenzione ebbe l’occasione di conoscere importanti esponenti della ‘ndrangheta come Domenico Tripolo e Rocco Scriva. Constatò che i calabresi in carcere costituivano gruppi che seguivano le ferree regole della ‘ndrangheta, mantenendo contatti con l’esterno e affiliando nuove leve. &amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, pp. 33-35&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===I primi omicidi e lo spaccio di droga===&lt;br /&gt;
Tornato in libertà compì ben presto altri atti quali rapine, estorsioni, sparatorie ed incendi. Conobbe poi e si innamorò di Angela Vella; riuscì inoltre a far affiliare il fratello Giuseppe Vella.&lt;br /&gt;
Il 26 Maggio 1979 commise il suo primo omicidio nei confronti di Giuseppe Furnò, siciliano che gestiva la prostituzione e aveva iniziato a taglieggiare commercianti ‘’protetti’’ dalla famiglia Zagari. L’omicidio venne commesso a Gallarate (VA), nel cortile dell’abitazione di Furnò. &amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, pp. 36-42&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sempre nel ’79 la famiglia Zagari si trasferisce a Malnate, in via Zara 8. La nuova casa divenne il centro operativo della Locale della ‘ndrangheta nel varesotto.&amp;lt;ref&amp;gt;Tribunale di Varese, Corte di Assise, sentenza di primo grado nei confronti di Zagari Antonio + 125, pp. 1645-46&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il 25 Ottobre 1979 venne colto nell’atto di incendiare un autobus a scopo di intimidazione. Per questo fatto rimase in carcere fino all’1 Agosto 1981.&amp;lt;ref&amp;gt;Antonio Zagari, &#039;&#039;Ammazzare stanca&#039;&#039;, Castrovillari, Edizioni Periferia, 1992, pp. 43-45&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
Alla sua uscita il padre Giacomo si trovava in soggiorno obbligato a Trento. Antonio ed Enzo dunque dovettero gestire gli affari del clan. I fratelli nel frattempo avevano aperto un night club a Malnate che da lì a poco sarebbe diventato un centro di ritrovo per banditi. Il club venne chiuso entro la fine del ’82. &amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, pp. 45-51&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dal 1981 la famiglia Zagari si immise nel mercato della droga, in particolare dell’eroina. Il principale collaboratore e fornitore era Antonino Jerinò, collegato ai clan calabresi di Gioiosa Jonica e Africo Nuovo. Jerinò fu inviato appositamente in Lombardia per gestire lo spaccio nelle zone di Varese, Como e Milano. Un altro gruppo calabrese operante a Milano era quello gestito dal boss di Reggio Calabria Paolo de Stefano, grande amico del catanese Nitto Santapaola.In fine altri grossi guadagni del mercato milanese erano spartiti da un altro catanese, Angelo Epaminonda. La collaborazione non durò per molto. Dopo l’insorgere di qualche screzio con Jerinò gli Zagari decisero di continuare a spacciare per conto loro a livelli inferiori.&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, pp. 66-68&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il 3 Ottobre 1981 commise un altro omicidio ai danni del siciliano Orazio Savoca, facente parte della banda del defunto Furnò. Il corpo di Savoca fu ritrovato nelle campagne nei dintorni di Malnate. &amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, pp. 47-51&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
Nel 1982 Antonio si rese protagonista di tre mancati omicidi in rapida successione. Antonino Abramo fu colpito di striscio nella piazza di Malnate; Mario Lo Sardo venne salvato dopo un lungo intervento mentre Giuseppe Di Stefano, scampato anch’egli all’omicidio, portò testimonianze dell’accaduto ai Carabinieri.&lt;br /&gt;
Il 9 Luglio 1982 freddò Francesco Girardi nel cortile di casa sua a Varese. Nello stesso giorno era deceduto anche Enzo Zagari a causa di un incidente in moto. Nell’obitorio si trovò di fronte al corpo del fratello e al corpo di Girardi, pianto dalla famiglia. Antonio anni dopo descrisse con lucidità gli sguardi intrecciati con la figlia di Girardi, la quale in processo testimoniò contro di lui. &amp;lt;ref&amp;gt;Tribunale di Varese, Corte di Assise, sentenza di primo grado nei confronti di Zagari Antonio + 125, p. 668&amp;lt;/ref&amp;gt;&amp;lt;ref&amp;gt;Antonio Zagari, &#039;&#039;Ammazzare stanca&#039;&#039;, Castrovillari, Edizioni Periferia, 1992, pp. 54-65&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===L’inizio delle collaborazioni con la giustizia e la latitanza===&lt;br /&gt;
Il 13 Maggio ‘83 venne arrestato a causa delle confessioni di un altro mafioso riguardo all’omicidio di un gioielliere di Bisuschio (VA). Sentendo di non avere più il controllo della propria vita Antonio Zagari decise di collaborare con i Carabinieri. Spostato dal carcere alla caserma dopo poco si pentì di aver parlato ed evase iniziando una lunga latitanza. Frutto un nascondiglio segreto nella soffitta di casa sua e una buca nei boschi di Malnate. Negli stessi boschi però il 20 Febbraio ‘85 ingaggiò con due spacciatori uno scontro a fuoco nel quale uno dei due rimase ucciso. Fu dunque costretto a fuggire nei pressi del lago di Garda dove si nascose per 3 giorni in un antico convento e poi prese una casa in affitto a Salò (BS). La latitanza si concluse alla stazione di Brescia il 24 Aprile ’85. &lt;br /&gt;
Dal processo di primo grado accumulò 30 anni di condanne, sentenza confermata in Appello. La moglie nel 1988 chiese la separazione. Nell’anno successivo la Suprema Corte di Cassazione fece scadere i termini di carcerazione e dunque fu rimesso in libertà.&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, pp. 69-86&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Il sabotaggio dell’Anonima dell’Aspromonte===&lt;br /&gt;
Sin dai primi sequestri che l’Anonima Aspromonte compì con l’aiuto della sua famiglia, Antonio si trovò in pieno disaccordo. Infatti rispettivamente nel ’74 e nel ’75 furono rapiti e mai più liberati Emanuele Riboli, amico personale di Antonio ed Enzo Zagari, e Cristina Mazzotti. &amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 37&amp;lt;/ref&amp;gt; Si riavvicinò all’ambiente malavitoso anche se il padre Giacomo Zagari era restio a causa dei fatti avvenuti in caserma anni prima e considerava il figlio ‘’cornuto’’ a causa del divorzio, spingendolo verso l’omicidio dell’ex moglie. Entrò però nelle grazie di Sebastiano Giampaolo, pezzo grosso dell’Anonima, dal quale apprese che erano in programma diversi sequestri nel varesotto; Antonio era determinato a sabotare la loro messa in atto.&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, pp. 88-92&amp;lt;/ref&amp;gt; Iniziò una collaborazione con il giovane Colonnello dei Carabinieri Gianpaolo Ganzer al quale riferiva gli sviluppi dell’organizzazione dei rapimenti. Cercò di allungare i tempi per scoprire i nomi delle future vittime, tenuti segreti. Contemporaneamente il padre gli metteva pressioni di modo che portasse a termine vari omicidi tra i quali quelli dei parenti di un pentito, ma Antonio pensava che: &#039;&#039;..un conto era uccidere gente appartenente all’ambiente criminale[]… un altro era di ammazzare o concorrere all’uccisione di persone innocenti..&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, pp. 94-98&amp;lt;/ref&amp;gt;. Cercò di gestire la situazione ma nel Novembre ’89 dovette uccidere Antonio Lancelotti e Ettore Versino .&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, pp. 103-105&amp;lt;/ref&amp;gt; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Inaspettatamente il 16 Gennaio 1990 l’Anonima decise di entrare in atto. Solamente due ore prima del sequestro Antonio riuscì a scoprire che il bersaglio era Antonella Dellea, figlia del proprietario dalla ditta Edilnafta di Germignaga (VA), paese sul Lago Maggiore. All’ultimo momento avvisò il Colonnello Ganzer. Dopo uno scontro a fuoco nel cortile della ditta quattro rapitori dell’Anonima rimasero uccisi. Dopo due settimane Giacomo Zagari e Luigi Angioi vennero arrestati con l’accusa di essere gli organizzatori del tentato sequestro.&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, pp. 107-116&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Allontanatosi dal contesto criminale tentò di non dare chiarimenti agli altri calabresi fino a che il 17 Luglio 1990 Vincenzo Bruzzese e Mauro Lucchetta lo prelevarono da casa sua. Antonio comprese la situazione e sparò ad entrambi, uccidendo Lucchetta e ferendo gravemente Bruzzese, il quale riportò l’accaduto ai medici. Antonio Zagari venne in fine arrestato lo stesso giorno nella casa di Malnate.&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, pp. 118-121&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Le confessioni e i processi===&lt;br /&gt;
Grazie alle confessioni di Antonio Zagari seguirono numerosi processi e prese il via la cosiddetta Operazione Isola Felice che portò a decine di arresti in Lombardia, Piemonte e Calabria. &amp;lt;ref&amp;gt;[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1994/01/15/in-manette-al-nord-capi-della.html Caterina Pasolini, &#039;&#039;In manette al nord i capi della ‘ndrangheta&#039;&#039;,”La Repubblica”, 15/01/1994]&amp;lt;/ref&amp;gt; Tra le numerose condanne della Corte di Cassazione si trovano quelle di Giacomo Zagari e Luigi Angioi a 18 anni di reclusione. &amp;lt;ref&amp;gt;Antonio Zagari, &#039;&#039;Ammazzare stanca&#039;&#039;, Castrovillari, Edizioni Periferia, 1992, p. 121&amp;lt;/ref&amp;gt; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===L’autobiografia e la morte===&lt;br /&gt;
Nel Luglio 1992 la casa editrice Edizioni Periferia pubblicò l’autobiografia di Antonio Zagari &#039;&#039;Ammazzare stanca, autobiografia di uno ‘ndranghetista pentito&#039;&#039; nella quale si trovano dettagliate dinamiche e sviluppi della ‘ndrangheta in Lombardia. Nelle ultime pagine del libro Zagari afferma: &#039;&#039;..non sono le sentenze della Giustizia che mi preoccupano, bensì quelle emesse dalla ‘Ndrangheta che non concede appelli e benefici&#039;&#039;. &amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 123&amp;lt;/ref&amp;gt; Trovò la morte in un incidente d’auto nel 2004 a San Ferdinando, il paese di nascita. &amp;lt;ref&amp;gt;[https://sites.google.com/site/milanocronaca/home/zagari-1 Redazione MilanoMafia, &#039;&#039; Preso Rocco Zagari, viveva in un residence tra le colline di emiliane&#039;&#039;, MilanoMafia]&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Note==&lt;br /&gt;
&amp;lt;references&amp;gt;&amp;lt;/references&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Bibliografia==&lt;br /&gt;
* Soprano Arturo (Presidente), Sentenza n. 2/97 contro “Zagari Antonio + 125” – Procedimento Penale n.7/95, Corte di Assise di Varese, 13 novembre 1997&lt;br /&gt;
* Zagari, &#039;&#039;Ammazzare stanca&#039;&#039;, Castrovillari, Edizioni Periferia, 1992&lt;br /&gt;
* Archivio Storico de “La Repubblica”&lt;br /&gt;
* Archivio di “MilanoMafia”&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Albatros14</name></author>
	</entry>
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		<id>https://www.wikimafia.it/w/index.php?title=Antonio_Zagari&amp;diff=6820</id>
		<title>Antonio Zagari</title>
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		<updated>2018-09-28T13:27:43Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Albatros14: Creazione della pagina&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&amp;lt;center&amp;gt;&#039;&#039;..immonda e degenere mamma-matrigna che risponde al nome di ‘Ndrangheta [..] sa che senza la paura della gente cesserebbe di proliferare ed esistere.&#039;&#039; &amp;lt;/center&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;center&amp;gt;(&#039;&#039;&#039;Antonio Zagari&#039;&#039;&#039;)&amp;lt;/center&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Antonio Zagari&#039;&#039;&#039; (San Ferdinando (RC), 1 gennaio 1954 - San Ferdinando (RC), 2004) è stato uno ‘ndranghetista che ha operato nel varesotto negli anni ’70 e ’80, collaboratore di giustizia dal 1990. Era figlio di Giacomo Zagari, boss della Locale di Malnate della ‘ndrangheta.&amp;lt;ref&amp;gt;Tribunale di Varese, Corte di Assise, sentenza di primo grado nei confronti di Zagari Antonio + 125, pp. 1639-1642&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Biografia==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Infanzia e adolescenza===&lt;br /&gt;
Antonio Zagari nacque a San Ferdinando (RC), un piccolo paese tra Rosarno e Gioia Tauro, il 1° Gennaio 1954. Il padre, Giacomo Zagari, allora ventiquattrenne già militava nelle fila della criminalità organizzata. &lt;br /&gt;
Pochi mesi dopo la famiglia Zagari si trasferì nel varesotto, a Galliate Lombardo, cittadina sul lago di Varese. Il 12 Dicembre dello stesso anno nacque la sorella Maria e fu necessario un altro trasloco; si spostarono nel paese a fianco, Buguggiate, in una casa rudimentale dove Antonio spese la sua infanzia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il padre Giacomo lavorò per poco tempo e dopo l’arrivo del fratello dalla Calabria iniziò a dedicarsi solamente ad azioni criminose. Era totalmente disinteressato alla famiglia e pensava che la sua unica funzione fosse quella di generale figli maschi utili per rinforzare le fila dell’esercito della ‘ndrangheta. Atri tre fratelli maschi nacquero in seguito: Enzo nel ’57, Andrea nel ’63 e Giuseppe nel ’76.&amp;lt;ref&amp;gt;Antonio Zagari, &#039;&#039;Ammazzare stanca&#039;&#039;, Castrovillari, Edizioni Periferia, 1992, pp. 7-12&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Antonio studiò inizialmente in un collegio religioso per poi spostarsi in una scuola pubblica di Varese. Sospeso da quest’ultima a circa 14 anni iniziò a lavorare come garzone.&lt;br /&gt;
Giunse poi il primo arresto in Lombardia del padre che scontò sei mesi di carcere.&lt;br /&gt;
Alla fine del ’68 Antonio si dovette trasferire per circa sei mesi a San Ferdinando per guarire da problemi al sistema linfatico. In questo periodo, vivendo a casa degli zii, entrò in contatto per la prima volta con il mondo e le dinamiche mafiose. Tornato a casa iniziò a lavorare svogliatamente in una fabbrica del varesotto.&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, pp. 15-23&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===L’affiliazione alla ‘ndrangheta===&lt;br /&gt;
Nell’ottobre del 1969 avvenne un fatto che portò Antonio ad avvicinarsi alla criminalità organizzata. Il padre fu arrestato ad Imperia ed Antonio volle andare ad incontrarlo in carcere. Giacomo Zagari si professò totalmente innocente di fronte al figlio e gli fece credere che fosse tutto un complotto della Polizia. Antonio, solo sedicenne, da quel momento iniziò a disprezzare le forze dell’ordine.&lt;br /&gt;
Tornato in Lombardia iniziò a frequentare amici di suo padre, portare lettere e messaggi, nascondere armi e partecipare a riunioni organizzative del gruppo criminale.&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, pp. 23-25&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
Il primo significativo atto criminoso compiuto da Antonio fu l’aver dato alle fiamme una vetreria nella quale lavorava. La motivazione era il fatto che i proprietari gli erano antipatici. &amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 29&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
In un’occasione conobbe Peppino Pesce, capo della potente famiglia che deteneva il potere della ‘ndrangheta a Rosarso. Nel 1971 viene ufficialmente affiliato alla ‘ndrangheta in Calabria proprio da Peppino. &amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 26&amp;lt;/ref&amp;gt; Inizialmente credeva nella ‘’Ragione Sociale’’ dell’associazione mafiosa ma qualche anno dopo scrisse: &#039;&#039;..dopo un po’ mi resi conto però, che gli uomini che ne fanno parte sono in realtà una accozzaglia di assassini senza dignità, gente priva di onore..&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 29&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===I primi arresti===&lt;br /&gt;
All’età di 19 anni scontò un breve periodo in carcere a causa del contrabbando di banconote false tra Svizzera ed Italia. Soffrì molto la detenzione ma non collaborò in nessun modo con le forze dell’ordine.&lt;br /&gt;
Una volta uscito alternò lavori saltuari a rapine a mano armata. Nella primavera del ’74 contava una decina di rapine tra banche, gioiellerie e uffici postali.&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, pp. 30-32&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
Il 21 Agosto 1974, dopo un inseguimento causato dalla rapina ad una gioielleria a Pizzighettone (CR), venne arrestato. Rimase in carcere par quasi cinque anni, fino al 10 Aprile 1979. Durante la detenzione ebbe l’occasione di conoscere importanti esponenti della ‘ndrangheta come Domenico Tripolo e Rocco Scriva. Constatò che i calabresi in carcere costituivano gruppi che seguivano le ferree regole della ‘ndrangheta, mantenendo contatti con l’esterno e affiliando nuove leve. &amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, pp. 33-35&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===I primi omicidi e lo spaccio di droga===&lt;br /&gt;
Tornato in libertà compì ben presto altri atti quali rapine, estorsioni, sparatorie ed incendi. Conobbe poi e si innamorò di Angela Vella; riuscì inoltre a far affiliare il fratello Giuseppe Vella.&lt;br /&gt;
Il 26 Maggio 1979 commise il suo primo omicidio nei confronti di Giuseppe Furnò, siciliano che gestiva la prostituzione e aveva iniziato a taglieggiare commercianti ‘’protetti’’ dalla famiglia Zagari. L’omicidio venne commesso a Gallarate (VA), nel cortile dell’abitazione di Furnò. &amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, pp. 36-42&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sempre nel ’79 la famiglia Zagari si trasferisce a Malnate, in via Zara 8. La nuova casa divenne il centro operativo della Locale della ‘ndrangheta nel varesotto.&amp;lt;ref&amp;gt;Tribunale di Varese, Corte di Assise, sentenza di primo grado nei confronti di Zagari Antonio + 125, pp. 1645-46&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il 25 Ottobre 1979 venne colto nell’atto di incendiare un autobus a scopo di intimidazione. Per questo fatto rimase in carcere fino all’1 Agosto 1981.&amp;lt;ref&amp;gt;Antonio Zagari, &#039;&#039;Ammazzare stanca&#039;&#039;, Castrovillari, Edizioni Periferia, 1992, pp. 43-45&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
Alla sua uscita il padre Giacomo si trovava in soggiorno obbligato a Trento. Antonio ed Enzo dunque dovettero gestire gli affari del clan. I fratelli nel frattempo avevano aperto un night club a Malnate che da lì a poco sarebbe diventato un centro di ritrovo per banditi. Il club venne chiuso entro la fine del ’82. &amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, pp. 45-51&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dal 1981 la famiglia Zagari si immise nel mercato della droga, in particolare dell’eroina. Il principale collaboratore e fornitore era Antonino Jerinò, collegato ai clan calabresi di Gioiosa Jonica e Africo Nuovo. Jerinò fu inviato appositamente in Lombardia per gestire lo spaccio nelle zone di Varese, Como e Milano. Un altro gruppo calabrese operante a Milano era quello gestito dal boss di Reggio Calabria Paolo de Stefano, grande amico del catanese Nitto Santapaola.In fine altri grossi guadagni del mercato milanese erano spartiti da un altro catanese, Angelo Epaminonda. La collaborazione non durò per molto. Dopo l’insorgere di qualche screzio con Jerinò gli Zagari decisero di continuare a spacciare per conto loro a livelli inferiori.&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, pp. 66-68&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il 3 Ottobre 1981 commise un altro omicidio ai danni del siciliano Orazio Savoca, facente parte della banda del defunto Furnò. Il corpo di Savoca fu ritrovato nelle campagne nei dintorni di Malnate. &amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, pp. 47-51&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
Nel 1982 Antonio si rese protagonista di tre mancati omicidi in rapida successione. Antonino Abramo fu colpito di striscio nella piazza di Malnate; Mario Lo Sardo venne salvato dopo un lungo intervento mentre Giuseppe Di Stefano, scampato anch’egli all’omicidio, portò testimonianze dell’accaduto ai Carabinieri.&lt;br /&gt;
Il 9 Luglio 1982 freddò Francesco Girardi nel cortile di casa sua a Varese. Nello stesso giorno era deceduto anche Enzo Zagari a causa di un incidente in moto. Nell’obitorio si trovò di fronte al corpo del fratello e al corpo di Girardi, pianto dalla famiglia. Antonio anni dopo descrisse con lucidità gli sguardi intrecciati con la figlia di Girardi, la quale in processo testimoniò contro di lui. &amp;lt;ref&amp;gt;Tribunale di Varese, Corte di Assise, sentenza di primo grado nei confronti di Zagari Antonio + 125, p. 668&amp;lt;/ref&amp;gt;&amp;lt;ref&amp;gt;Antonio Zagari, &#039;&#039;Ammazzare stanca&#039;&#039;, Castrovillari, Edizioni Periferia, 1992, pp. 54-65&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===L’inizio delle collaborazioni con la giustizia e la latitanza===&lt;br /&gt;
Il 13 Maggio ‘83 venne arrestato a causa delle confessioni di un altro mafioso riguardo all’omicidio di un gioielliere di Bisuschio (VA). Sentendo di non avere più il controllo della propria vita Antonio Zagari decise di collaborare con i Carabinieri. Spostato dal carcere alla caserma dopo poco si pentì di aver parlato ed evase iniziando una lunga latitanza. Frutto un nascondiglio segreto nella soffitta di casa sua e una buca nei boschi di Malnate. Negli stessi boschi però il 20 Febbraio ‘85 ingaggiò con due spacciatori uno scontro a fuoco nel quale uno dei due rimase ucciso. Fu dunque costretto a fuggire nei pressi del lago di Garda dove si nascose per 3 giorni in un antico convento e poi prese una casa in affitto a Salò (BS). La latitanza si concluse alla stazione di Brescia il 24 Aprile ’85. &lt;br /&gt;
Dal processo di primo grado accumulò 30 anni di condanne, sentenza confermata in Appello. La moglie nel 1988 chiese la separazione. Nell’anno successivo la Suprema Corte di Cassazione fece scadere i termini di carcerazione e dunque fu rimesso in libertà.&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, pp. 69-86&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Il sabotaggio dell’Anonima dell’Aspromonte===&lt;br /&gt;
Sin dai primi sequestri che l’Anonima Aspromonte compì con l’aiuto della sua famiglia, Antonio si trovò in pieno disaccordo. Infatti rispettivamente nel ’74 e nel ’75 furono rapiti e mai più liberati Emanuele Riboli, amico personale di Antonio ed Enzo Zagari, e Cristina Mazzotti. &amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 37&amp;lt;/ref&amp;gt; Si riavvicinò all’ambiente malavitoso anche se il padre Giacomo Zagari era restio a causa dei fatti avvenuti in caserma anni prima e considerava il figlio ‘’cornuto’’ a causa del divorzio, spingendolo verso l’omicidio dell’ex moglie. Entrò però nelle grazie di Sebastiano Giampaolo, pezzo grosso dell’Anonima, dal quale apprese che erano in programma diversi sequestri nel varesotto; Antonio era determinato a sabotare la loro messa in atto.&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, pp. 88-92&amp;lt;/ref&amp;gt; Iniziò una collaborazione con il giovane Colonnello dei Carabinieri Gianpaolo Ganzer al quale riferiva gli sviluppi dell’organizzazione dei rapimenti. Cercò di allungare i tempi per scoprire i nomi delle future vittime, tenuti segreti. Contemporaneamente il padre gli metteva pressioni di modo che portasse a termine vari omicidi tra i quali quelli dei parenti di un pentito, ma Antonio pensava che: &#039;&#039;..un conto era uccidere gente appartenente all’ambiente criminale[]… un altro era di ammazzare o concorrere all’uccisione di persone innocenti..&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, pp. 94-98&amp;lt;/ref&amp;gt;. Cercò di gestire la situazione ma nel Novembre ’89 dovette uccidere Antonio Lancelotti e Ettore Versino .&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, pp. 103-105&amp;lt;/ref&amp;gt; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Inaspettatamente il 16 Gennaio 1990 l’Anonima decise di entrare in atto. Solamente due ore prima del sequestro Antonio riuscì a scoprire che il bersaglio era Antonella Dellea, figlia del proprietario dalla ditta Edilnafta di Germignaga (VA), paese sul Lago Maggiore. All’ultimo momento avvisò il Colonnello Ganzer. Dopo uno scontro a fuoco nel cortile della ditta quattro rapitori dell’Anonima rimasero uccisi. Dopo due settimane Giacomo Zagari e Luigi Angioi vennero arrestati con l’accusa di essere gli organizzatori del tentato sequestro.&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, pp. 107-116&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Allontanatosi dal contesto criminale tentò di non dare chiarimenti agli altri calabresi fino a che il 17 Luglio 1990 Vincenzo Bruzzese e Mauro Lucchetta lo prelevarono da casa sua. Antonio comprese la situazione e sparò ad entrambi, uccidendo Lucchetta e ferendo gravemente Bruzzese, il quale riportò l’accaduto ai medici. Antonio Zagari venne in fine arrestato lo stesso giorno nella casa di Malnate.&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, pp. 118-121&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Le confessioni e i processi===&lt;br /&gt;
Grazie alle confessioni di Antonio Zagari seguirono numerosi processi e prese il via la cosiddetta Operazione Isola Felice che portò a decine di arresti in Lombardia, Piemonte e Calabria. &amp;lt;ref&amp;gt;[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1994/01/15/in-manette-al-nord-capi-della.html Caterina Pasolini, &#039;&#039;In manette al nord i capi della ‘ndrangheta&#039;&#039;,”La Repubblica”, 15/01/1994]&amp;lt;/ref&amp;gt; Tra le numerose condanne della Corte di Cassazione si trovano quelle di Giacomo Zagari e Luigi Angioi a 18 anni di reclusione. &amp;lt;ref&amp;gt;Antonio Zagari, &#039;&#039;Ammazzare stanca&#039;&#039;, Castrovillari, Edizioni Periferia, 1992, p. 121&amp;lt;/ref&amp;gt; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===L’autobiografia e la morte===&lt;br /&gt;
Nel Luglio 1992 la casa editrice Edizioni Periferia pubblicò l’autobiografia di Antonio Zagari &#039;&#039;Ammazzare stanca, autobiografia di uno ‘ndranghetista pentito&#039;&#039; nella quale si trovano dettagliate dinamiche e sviluppi della ‘ndrangheta in Lombardia. Nelle ultime pagine del libro Zagari afferma: &#039;&#039;..non sono le sentenze della Giustizia che mi preoccupano, bensì quelle emesse dalla ‘Ndrangheta che non concede appelli e benefici&#039;&#039;. &amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 123&amp;lt;/ref&amp;gt; Trovò la morte in un incidente d’auto nel 2004 a San Ferdinando, il paese di nascita. &amp;lt;ref&amp;gt;[https://sites.google.com/site/milanocronaca/home/zagari-1 Redazione MilanoMafia, &#039;&#039; Preso Rocco Zagari, viveva in un residence tra le colline di emiliane&#039;&#039;, MilanoMafia]&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Bibliografia==&lt;br /&gt;
* Soprano Arturo (Presidente), Sentenza n. 2/97 contro “Zagari Antonio + 125” – Procedimento Penale n.7/95, Corte di Assise di Varese, 13 novembre 1997&lt;br /&gt;
* Zagari, &#039;&#039;Ammazzare stanca&#039;&#039;, Castrovillari, Edizioni Periferia, 1992&lt;br /&gt;
* Archivio Storico de “La Repubblica”&lt;br /&gt;
* Archivio di “MilanoMafia”&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Note==&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Albatros14</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://www.wikimafia.it/w/index.php?title=Operazione_Isola_Felice&amp;diff=6648</id>
		<title>Operazione Isola Felice</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://www.wikimafia.it/w/index.php?title=Operazione_Isola_Felice&amp;diff=6648"/>
		<updated>2018-04-01T20:36:32Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Albatros14: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{bozza}}&lt;br /&gt;
[[Categoria:Inchieste in Lombardia]] [[Categoria:Inchieste sulla &#039;ndrangheta]]&lt;br /&gt;
&amp;lt;center&amp;gt;&#039;&#039;La mia è una crisi di rigetto dopo aver fatto una grande abbuffata di pietanze criminali senza essere riuscito a digerirle tutte.&#039;&#039; &amp;lt;/center&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;center&amp;gt;(&#039;&#039;&#039;Antonio Zagari&#039;&#039;&#039;)&amp;lt;/center&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’operazione &#039;&#039;&#039;Isola Felice&#039;&#039;&#039; è un’inchiesta scaturita dalle dichiarazioni di [[Antonio Zagari]] che hanno portato all’arresto della maggior parte dei componenti della [[locale di Malnate]] della ‘ndrangheta, gestita appunto dalla famiglia Zagari.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il processo, conclusosi nel Novembre ‘97 nell’aula bunker di Varese, è stato coordinato dal Sostituto Procuratore dott. [[Agostino Abate]] e ha visto &#039;&#039;&#039;126 imputati&#039;&#039;&#039;. Le condanne ammontano a &#039;&#039;&#039;7 ergastoli&#039;&#039;&#039; e oltre &#039;&#039;&#039;520 anni&#039;&#039;&#039; di reclusione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Antefatti==&lt;br /&gt;
===L’organizzazione===&lt;br /&gt;
Grazie alle dichiarazione del collaboratore di giustizia Antonio Zagari è stato possibile ricostruire la storia e la gerarchia della locale di ‘ndragheta del Varesotto. &amp;lt;ref&amp;gt;Soprano Arturo (Presidente), Sentenza n. 2/97 contro “Zagari Antonio + 125” – Procedimento Penale n.7/95, Corte di Assise di Varese, 13 novembre 1997, p. 168&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
L’organizzazione mafiosa fu costituita da [[Giacomo Zagari]] negli anni 1970-71; questo era fiancheggiato  nelle decisioni da &#039;&#039;&#039;Domenico Loiacono&#039;&#039;&#039;, detto “Il professore”, &#039;&#039;&#039;Giuseppe Calabrò&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;Santo Salvatore Ferraro&#039;&#039;&#039;. &amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, pp. 1639-1642&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
Giacomo Zagari, la moglie e il figlio Antonio si trasferirono dalla piana di Gioia Tauro a Galliate Lombardo nel 1954; si spostarono poco dopo a Buguggiate, dove vissero per 24 anni fino al 1979, anno in cui giunsero a Malnate, in via Zara 8. &amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, pp. 1645-46&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Giacomo Zagari fu il primo mafioso in assoluto a giungere nel Varesotto e quindi ha avuto, per quanto concerne i calabresi, ”l’esclusiva della gestione delle attività illecite” fino al 1990.&lt;br /&gt;
Così dichiarava al processo il figlio Antonio:  &#039;&#039;..mio padre ha trovato tutta la provincia di Varese vuota ; successivamente sono stati gli altri a rivolgersi a mio padre ed ad avere il permesso di formare altri locali..&#039;&#039; &amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 1652&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le prime attività illecite portate a termine dal gruppo furono il contrabbando di bergamotto. Dopo poco tempo iniziavano le rapine, gli omicidi e le estorsioni, la principale attività dell’organizzazione.&lt;br /&gt;
Solo successivamente il clan iniziò a dedicarsi ai sequestri di persona fino ad arrivare al 1980, anno in cui la “famiglia Zagari” si dedicò al traffico di stupefacenti, esercitandolo fino al 1990. &amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, pp. 1649-50&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Gli omicidi=== &lt;br /&gt;
Numerosi furono gli atti di estrema violenza commessi dalla locale di Malnate. Si contano ‘’’12 omicidi e 6 tentati omicidi’’’. La maggior parte di questi fu compiuta in Provincia di Varese tra gli anni 1979-82. Solamente le ultimi 3 uccisioni risalgono agli anni 1989-90.  &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le vittime consistettero tutte in individui appartenenti all’associazione o vicine ad essa. I moventi furono vari: dal mancato rispetto degli ordini al furto di denaro, dall’invasione del territorio di spaccio alla rivelazione di informazioni riguardanti l’organizzazione criminale alle autorità; tutte controversie nate all’interno dell’ambiente malavitoso. &lt;br /&gt;
Tra gli imputati di tali omicidi ricorrono i nomi di Zagari Giacomo &amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 241&amp;lt;/ref&amp;gt;, Zagari Antonio, Loiacono Domenico e Sergi Francesco. &amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 302&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel Varesotto questi atti vennero compiuti nei comuni di Varese, Gallarate, Arcisate, Venegono, Malnate, Gornate Olona e Binago. Molte salme furono rinvenute nei bauli delle automobili appartenenti alle vittime stesse. I criminali fecero fuoco anche nei centri abitati, ma la maggior parte degli omicidi venne commessa nelle ore notturne e in luoghi lontani dalle abitazioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===I sequestri di persona=== &lt;br /&gt;
==== Emanuele Riboli ====&lt;br /&gt;
La sera del 14 Ottobre 1974 il giovane Emanuele Riboli venne rapito in via Matteotti a Buguggiate (VA) mentre tornava a casa in bicicletta. Pochi giorni più tardi giunse una lettera scritta da Emanuele, il quale, confermando di essere ostaggio dei sequestratori, chiese un riscatto di 1 miliardo di lire affinché fosse liberato. &amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, pp. 992-993&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
Dopo mesi di trattative la famiglia Riboli riuscì a racimolare e consegnare ai sequestratori 200 milioni. Somma che si rivelò insufficiente al rilascio del giovane. Da quel momento infatti non si seppe più nulla del ragazzo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Antonio Zagari dichiarò di aver saputo che nel periodo di Pasqua 1975 Emanuele venne ucciso con del veleno, per volere del padre Giacomo. &lt;br /&gt;
Queste le parole di Giacomo Zagari: &#039;&#039;.. è giusto che sia morto il ragazzo perché una volta che lui è morto ...non soffre più; mentre uccidendogli il figlio lui (il padre di Riboli) per tutta la vita soffrirà e dirà: io sono un bastardo, sono un figlio di puttana, per quattro soldi ho fatto ammazzare mio figlio. Così lui, per tutta la vita, soffrirà per avere collaborato con i carabinieri e non aver pagato i soldi. E’ come se il figlio lo avesse ucciso lui..&#039;&#039; &amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 1025&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Cristina Mazzotti ====&lt;br /&gt;
La notte tra il 30 giugno ed il 1 luglio 1975 Cristina Mazzotti fu rapita a S. Eupilio di Como.&lt;br /&gt;
Dopo un mese i familiari consegnarono, in un boschetto nei pressi di Cairate (VA), un riscatto di 1 miliardo e 50 milioni di lire. &amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 1160&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
Avvenuto il pagamento, i rapitori non fecero sapere più nulla della donna. Solamente il 1° Settembre 1975 il corpo di Cristina venne ritrovato nella discarica di Gallinate (NO).&lt;br /&gt;
Si scoprì in seguito che la vittima era tenuta in ostaggio a Castelletto Ticino (VA). &amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 1146&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Già nel 1977 quattro malavitosi furono condannati all’ergastolo per questo omicidio. Dopo vent’anni dal processo la vicenda tornò sotto l’attenzione della Corte d’Assise di Varese perché Antonio Zagari delineò nella figura di Domenico Loiacono l’organizzatore principale del sequestro.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Tentato sequestro di Antonella Dellea ====&lt;br /&gt;
Il 16 Gennaio 1990  a Germignaga (VA) venne sventato il sequestro di Antonella Dellea grazie alle indagini del colonnello Gianpaolo Ganzer che si manteneva in contatto con una aggancio interno al clan&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 1185&amp;lt;/ref&amp;gt;. I Carabinieri si presentarono con anticipo nel posto delineato per il sequestro. Durante una sparatoria i quattro rapitori rimasero uccisi.&lt;br /&gt;
L’obbiettivo del sequestro fu sempre quello di ottenere un riscatto dalla famiglia della giovane, proprietaria di una ditta produttrice di cherosene e cemento. &amp;lt;ref&amp;gt; [http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1990/01/17/strage-per-un-sequestro-fallito.html Piero Colaprico, &#039;&#039;Strage per un sequestro fallito&#039;&#039;, “La Repubblica”, 17/01/1990]&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Le estorsioni === &lt;br /&gt;
==== Il periodo 1979-1983 ====&lt;br /&gt;
La particolarità delle estorsioni compiute dal gruppo fu che vennero prese di mira solo persone che poi avrebbero sicuramente chiesto aiuto agli stessi Zagari, interpellati per intervenire come mediatori e per fornire “protezione”. In questo modo si era certi che presto o tardi le vittime avrebbero consegnato somme di denaro. In caso contrario i malavitosi erano pronti a commettere atti intimidatori; esempio calzante sono le parole tratte da una telefonata di Paolo Masu al proprietario di una ditta: &#039;&#039;..pensaci senno’ morirai. Spareremo a te, alla tua famiglia, ti ammazzeremo i figli.... Ti faremo saltare la ditta..., ti bruciamo tutto..&#039;&#039;  &amp;lt;ref&amp;gt;Soprano Arturo (Presidente), Sentenza n. 2/97 contro “Zagari Antonio + 125” – Procedimento Penale n.7/95, Corte di Assise di Varese, 13 novembre 1997, p. 1321&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La famiglia Zagari mise a segno &#039;&#039;&#039;una decina tra estorsioni e tentate estorsioni&#039;&#039;&#039; nel periodo che va da luglio ’79 al maggio ’83. Vennero colpite varie ditte, una gioielleria, un ristorante, una pasticceria, un negozio di alimentari e uno di vestiti, un deposito di carburanti ed un’officina.&lt;br /&gt;
La zona d’azione comprese i comuni di Gazzada Schianno, Varese, Inverigo, Castronno, Malnate e più volte Buguggiate. &amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 1319&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== L’incendio della pasticceria Tettamanzi a Malnate ====&lt;br /&gt;
La serie di soprusi culminò in un atto senza precedenti. &lt;br /&gt;
Gli Zagari decisero, in un caso particolare, di passare subito ai fatti piuttosto che iniziare con semplici intimidazioni verbali. Nella notte del 2 Dicembre ‘89 e per la seconda volta l’11 Agosto ’90 &#039;&#039;&#039;venne incendiato il bar-pasticceria&#039;&#039;&#039; di Maria Elisa Tettamanzi a Malnate, in via 25 Aprile. &amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 1477&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
Dalle indagini risultò che il movente fu il fatto che questa pasticceria stava per aprire in prossimità di un altro bar, il cui proprietario era amico degli Zagari.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il narcotraffico ===  &lt;br /&gt;
==== Il gruppo Zagari ====&lt;br /&gt;
Nel periodo che va dalla metà dell’81 alla fine dell’83 Giacomo Zagari, i suoi parenti e i collaboratori più stretti trafficarono molti chilogrammi di &#039;&#039;&#039;eroina&#039;&#039;&#039;. Il nucleo di spaccio fu casa Zagari a Malnate e gli stupefacenti vennero smistati nei pressi di Varese. Inizialmente il principale fornitore fu il gruppo Ferraro, in seguito la droga provenne dal gruppo Doria ed infine dal gruppo Quaranta. &amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, pp. 2503-10&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Il gruppo Ferraro ====&lt;br /&gt;
A capo  di questa organizzazione finalizzata allo spaccio di eroina era Santo Salvatore Ferraro, affiancato dal fratello Giovanni Ferraro e Pietro Versace&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 2589&amp;lt;/ref&amp;gt;; i primi furono esponenti dell’omonima potentissima famiglia ‘ndranghetista operante nel Novarese. Tra l’81 e l’83 i Ferraro gestirono il narcotraffico tra Arona, Varese ed altre zone della Lombardia. &amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, pp. 2567-70&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Il gruppo Allia - Russo - Quaranta ====   &lt;br /&gt;
Nel periodo 1980/83 si instaurò una duratura collaborazione tra Sebastiano Allia sr., Gioacchino Russo e Luigi Quaranta al fine di spacciare eroina. L’attività fu complementare a quella della famiglia Zagari, in questo modo i due gruppi coprirono tutto il territorio dell’alto Varesotto. La droga, in questo caso, venne comprata nel quartiere di Quarto Oggiaro, a Milano. &amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, pp. 2597-2603&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Le Rapine ===&lt;br /&gt;
Antonio Zagari riferì che le rapine non dovevano necessariamente essere riconducibili all’organizzazione criminale capeggiata da suo padre ma anzi, costituirono iniziative autonome di coloro che ne presero parte. I rapinatori non furono nemmeno tenuti a dover conferire i proventi al gruppo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si contano quasi &#039;&#039;&#039;20 rapine&#039;&#039;&#039; a danno di varie attività commerciali, banche e ditte del Varesotto nella decade 1979-1989. &amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, pp. 1496-97&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Gli arresti ===&lt;br /&gt;
Il 12 Gennaio 1994 vennero emessi 155 ordini di custodia cautelare. Due giorni dopo furono arrestate 87 persone: 62 in Lombardia, 6 in Piemonte e 12 in Calabria. &amp;lt;ref&amp;gt; [http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1994/01/15/in-manette-al-nord-capi-della.html Caterina Pasolini, &#039;&#039;In manette al nord i capi della ‘ndrangheta&#039;&#039;,”La Repubblica”, 15/01/1994]&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Il processo ==&lt;br /&gt;
Il 5 Dicembre 1994 si aprì il processo che si protrasse per quasi tre anni, fino al 20 Ottobre 1997.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== La sentenza di primo grado ===&lt;br /&gt;
Il 13 Novembre 1997 venne emessa la sentenza di primo grado, che portò alla condanna dei principali esponenti della locale di Malnate.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nello specifico,&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Giacomo Zagari venne condannato alla pena dell’ &#039;&#039;&#039;ergastolo&#039;&#039;&#039; aggravato dallo isolamento diurno per 6 mesi;&lt;br /&gt;
* Giovanni Agresta alla pena dell’&#039;&#039;&#039;ergastolo&#039;&#039;&#039; aggravato dallo isolamento diurno per 3 mesi;&lt;br /&gt;
* Nicodemo Agostino alla pena dell’&#039;&#039;&#039;ergastolo&#039;&#039;&#039;;&lt;br /&gt;
* Antonino Bellocco alla pena dell’&#039;&#039;&#039;ergastolo&#039;&#039;&#039;;&lt;br /&gt;
* Gregorio Bellocco alla pena dell’&#039;&#039;&#039;ergastolo&#039;&#039;&#039;;&lt;br /&gt;
* Vincenzo Bruzzese alla pena dell’&#039;&#039;&#039;ergastolo&#039;&#039;&#039;;&lt;br /&gt;
* Andrea Vella alla pena dell’&#039;&#039;&#039;ergastolo&#039;&#039;&#039;;&lt;br /&gt;
* Antonio Zagari a &#039;&#039;&#039;30 anni di carcere&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;20,9 milioni&#039;&#039;&#039; di multa, pena già ridotta grazie alla collaborazione decisiva per le indagini;&lt;br /&gt;
* Renato Emanuelli a &#039;&#039;&#039;30 anni&#039;&#039;&#039;;&lt;br /&gt;
* Santi Crisafulli a &#039;&#039;&#039;28 anni e 5 mesi&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;11,5 milioni&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Francesco Sergi a &#039;&#039;&#039;27 anni e 5 mesi&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;15,2 milioni&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Giuliano Fortis a &#039;&#039;&#039;25 anni e 5 mesi&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;2 milioni&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Giuseppe Vella a &#039;&#039;&#039;24 anni e 4 mesi&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;1 milione&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Gregorio Cacciola a &#039;&#039;&#039;24 anni&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;600 mila&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Francesco Patamia a &#039;&#039;&#039;21 anni&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;3 milioni&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Clelia Palmieri a &#039;&#039;&#039;20 anni&#039;&#039;&#039;;&lt;br /&gt;
* Francesco Loielo a &#039;&#039;&#039;19 anni e 11 mesi&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;22,5 milioni&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Rocco Trimboli a &#039;&#039;&#039;19 anni e 8 mesi&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;1,4 milioni&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Michele Aria a &#039;&#039;&#039;16 anni e 5 mesi&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;500 mila&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Giuseppe Arcidiacono a &#039;&#039;&#039;16 anni&#039;&#039;&#039;;&lt;br /&gt;
* Mario Losardo a &#039;&#039;&#039;11 anni e 10 mesi&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;36 milioni&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Luigi Angioi a &#039;&#039;&#039;11 anni e 3 mesi&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;28 milioni&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Francesco Pistis a &#039;&#039;&#039;11 anni e 3 mesi&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;28 milioni&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Sebastiano Allia cl.1931 a &#039;&#039;&#039;11 anni e 2 mesi&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;32,5 milioni&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Leonardo Fondini a &#039;&#039;&#039;11 anni&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;28 milioni&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Francesco Poddine a &#039;&#039;&#039;10 anni e 8 mesi&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;28 milioni&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Nunzio Marzullo a &#039;&#039;&#039;10 anni&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;28 milioni&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Enzo Todde a &#039;&#039;&#039;10 anni&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;28 milioni&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Eugenio Porcedda a &#039;&#039;&#039;10 anni&#039;&#039;&#039;;&lt;br /&gt;
* Domenico Quartuccio a &#039;&#039;&#039;9 anni e 10 mesi&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;16 milioni&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Sebastiano Allia cl.1960 a &#039;&#039;&#039;9 anni e 7 mesi&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;32 milioni&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Santo Salvatore Ferraro a &#039;&#039;&#039;9 anni e 7 mesi&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;21 milioni&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Giovanni Greco a &#039;&#039;&#039;9 anni&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;1 milione&#039;&#039;&#039; di multa, aumento di pena rispetto a quella già irrogatagli con la sentenza del 19-2-1985 del Tribunale di Varese;&lt;br /&gt;
* Pietro Versace a &#039;&#039;&#039;8 anni e 7 mesi&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;16 milioni&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Andrea Zagari a &#039;&#039;&#039;6 anni e 9 mesi&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;36 milioni&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Domenico Sanguinetti a &#039;&#039;&#039;6 anni e 8 mesi&#039;&#039;&#039;;&lt;br /&gt;
* Vincenzo Falvo a &#039;&#039;&#039;6 anni e 7 mesi&#039;&#039;&#039;;&lt;br /&gt;
* Leopoldo Furfaro a &#039;&#039;&#039;6 anni e 7 mesi&#039;&#039;&#039;;&lt;br /&gt;
* Giuseppe Gattini a &#039;&#039;&#039;6 anni e 5 mesi&#039;&#039;&#039;;&lt;br /&gt;
* Domenico Frascogna a &#039;&#039;&#039;6 anni e 2 mesi&#039;&#039;&#039;;&lt;br /&gt;
* Vincenzo Sergi a &#039;&#039;&#039;6 anni&#039;&#039;&#039;;&lt;br /&gt;
* Giuseppe Ribaga a &#039;&#039;&#039;5 anni e 10 mesi&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;2 milioni&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Giuseppe Lania a &#039;&#039;&#039;5 anni e 7 mesi&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;30 milioni&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Giovanni Ferraro a &#039;&#039;&#039;5 anni e 6 mesi&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;10 milioni&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Nunzio Lania &#039;&#039;&#039;5 anni&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;25 milioni&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Aniello Balzano a &#039;&#039;&#039;3 anni e 7 mesi&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;2 milioni&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Clementino Soldi a &#039;&#039;&#039;3 anni e 4 mesi&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;6,6 milioni&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Luciano Biemmi a &#039;&#039;&#039;2 anni&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;900 mila&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Giulio Verta a &#039;&#039;&#039;8 mesi&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;800 mila&#039;&#039;&#039; di multa, aumento di pena rispetto a quella già irrogatagli con la sentenza del 12-10-1985 della Corte di Assise di Milano; &amp;lt;ref&amp;gt;Soprano Arturo (Presidente), Sentenza n. 2/97 contro “Zagari Antonio + 125” – Procedimento Penale n.7/95, Corte di Assise di Varese, 13 novembre 1997, pp. 2728-41&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Ulteriori gradi di giudizio ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Appello ===&lt;br /&gt;
Durante il processo d&#039;Appello, conclusosi il 18 Dicembre 1999, furono apportate delle modifiche alle pene. Tutti gli ergastoli furono confermati a parte quello inflitto ad Andrea Vella la cui pena fu ridotta a &#039;&#039;&#039;17 anni&#039;&#039;&#039; di reclusione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I principali aumenti di pena furono: Fortis passò da 26 anni e 5 mesi alla pena dell&#039;&#039;&#039;&#039;ergasolo&#039;&#039;&#039;, Porcedda da 10 a 18 anni, per Giacomo Zagari fu raddoppiato il periodo di isolamento.&lt;br /&gt;
I principali sconti di pena invece: Antonio Zagari passò da 30 anni a &#039;&#039;&#039;13 anni, 2 mesi e 20 giorni&#039;&#039;&#039;, Emanuelli da 30 anni a &#039;&#039;&#039;18 anni e 3 milioni di multa&#039;&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
Falvo, Furfaro e Gattini furono assolti.&amp;lt;ref&amp;gt;Luigi Fenizia (Presidente), Sentenza 3/99 Reg.Gen., Seconda Corte di Assise d&#039;Appello di Milano, 18 Dicembre 1999, pp. 1250-1274&amp;lt;/ref&amp;gt; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Bibliografia ==&lt;br /&gt;
* Soprano Arturo (Presidente), Sentenza n. 2/97 contro “Zagari Antonio + 125” – Procedimento Penale n.7/95, Corte di Assise di Varese, 13 novembre 1997&lt;br /&gt;
*Luigi Fenizia (Presidente), Sentenza 3/99 Reg.Gen., Seconda Corte di Assise d&#039;Appello di Milano, 18 Dicembre 1999&lt;br /&gt;
* Archivio Storico de “La Repubblica”&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Note ==&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Albatros14</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://www.wikimafia.it/w/index.php?title=Operazione_Isola_Felice&amp;diff=6373</id>
		<title>Operazione Isola Felice</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://www.wikimafia.it/w/index.php?title=Operazione_Isola_Felice&amp;diff=6373"/>
		<updated>2018-03-11T17:57:05Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Albatros14: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{bozza}}&lt;br /&gt;
[[Categoria:Inchieste in Lombardia]] [[Categoria:Inchieste sulla &#039;ndrangheta]]&lt;br /&gt;
&amp;lt;center&amp;gt;&#039;&#039;La mia è una crisi di rigetto dopo aver fatto una grande abbuffata di pietanze criminali senza essere riuscito a digerirle tutte.&#039;&#039; &amp;lt;/center&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;center&amp;gt;(&#039;&#039;&#039;Antonio Zagari&#039;&#039;&#039;)&amp;lt;/center&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’operazione &#039;&#039;&#039;Isola Felice&#039;&#039;&#039; è un’inchiesta scaturita dalle dichiarazioni di [[Antonio Zagari]] che hanno portato all’arresto della maggior parte dei componenti della [[locale di Malnate]] della ‘ndrangheta, gestita appunto dalla famiglia Zagari.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il processo, conclusosi nel Novembre ‘97 nell’aula bunker di Varese, è stato coordinato dal Sostituto Procuratore dott. [[Agostino Abate]] e ha visto &#039;&#039;&#039;126 imputati&#039;&#039;&#039;. Le condanne ammontano a &#039;&#039;&#039;7 ergastoli&#039;&#039;&#039; e oltre &#039;&#039;&#039;520 anni&#039;&#039;&#039; di reclusione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Antefatti==&lt;br /&gt;
===L’organizzazione===&lt;br /&gt;
Grazie alle dichiarazione del collaboratore di giustizia Antonio Zagari è stato possibile ricostruire la storia e la gerarchia della locale di ‘ndragheta del Varesotto. &amp;lt;ref&amp;gt;Soprano Arturo (Presidente), Sentenza n. 2/97 contro “Zagari Antonio + 125” – Procedimento Penale n.7/95, Corte di Assise di Varese, 13 novembre 1997, p. 168&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
L’organizzazione mafiosa fu costituita da [[Giacomo Zagari]] negli anni 1970-71; questo era fiancheggiato  nelle decisioni da &#039;&#039;&#039;Domenico Loiacono&#039;&#039;&#039;, detto “Il professore”, &#039;&#039;&#039;Giuseppe Calabrò&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;Santo Salvatore Ferraro&#039;&#039;&#039;. &amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, pp. 1639-1642&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
Giacomo Zagari, la moglie e il figlio Antonio si trasferirono dalla piana di Gioia Tauro a Galliate Lombardo nel 1954; si spostarono poco dopo a Buguggiate, dove vissero per 24 anni fino al 1979, anno in cui giunsero a Malnate, in via Zara 8. &amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, pp. 1645-46&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Giacomo Zagari fu il primo mafioso in assoluto a giungere nel Varesotto e quindi ha avuto, per quanto concerne i calabresi, ”l’esclusiva della gestione delle attività illecite” fino al 1990.&lt;br /&gt;
Così dichiarava al processo il figlio Antonio:  &#039;&#039;..mio padre ha trovato tutta la provincia di Varese vuota ; successivamente sono stati gli altri a rivolgersi a mio padre ed ad avere il permesso di formare altri locali..&#039;&#039; &amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 1652&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le prime attività illecite portate a termine dal gruppo furono il contrabbando di bergamotto. Dopo poco tempo iniziavano le rapine, gli omicidi e le estorsioni, la principale attività dell’organizzazione.&lt;br /&gt;
Solo successivamente il clan iniziò a dedicarsi ai sequestri di persona fino ad arrivare al 1980, anno in cui la “famiglia Zagari” si dedicò al traffico di stupefacenti, esercitandolo fino al 1990. &amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, pp. 1649-50&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Gli omicidi=== &lt;br /&gt;
Numerosi furono gli atti di estrema violenza commessi dalla locale di Malnate. Si contano ‘’’12 omicidi e 6 tentati omicidi’’’. La maggior parte di questi fu compiuta in Provincia di Varese tra gli anni 1979-82. Solamente le ultimi 3 uccisioni risalgono agli anni 1989-90.  &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le vittime consistettero tutte in individui appartenenti all’associazione o vicine ad essa. I moventi furono vari: dal mancato rispetto degli ordini al furto di denaro, dall’invasione del territorio di spaccio alla rivelazione di informazioni riguardanti l’organizzazione criminale alle autorità; tutte controversie nate all’interno dell’ambiente malavitoso. &lt;br /&gt;
Tra gli imputati di tali omicidi ricorrono i nomi di Zagari Giacomo &amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 241&amp;lt;/ref&amp;gt;, Zagari Antonio, Loiacono Domenico e Sergi Francesco. &amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 302&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel Varesotto questi atti vennero compiuti nei comuni di Varese, Gallarate, Arcisate, Venegono, Malnate, Gornate Olona e Binago. Molte salme furono rinvenute nei bauli delle automobili appartenenti alle vittime stesse. I criminali fecero fuoco anche nei centri abitati, ma la maggior parte degli omicidi venne commessa nelle ore notturne e in luoghi lontani dalle abitazioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===I sequestri di persona=== &lt;br /&gt;
==== Emanuele Riboli ====&lt;br /&gt;
La sera del 14 Ottobre 1974 il giovane Emanuele Riboli venne rapito in via Matteotti a Buguggiate (VA) mentre tornava a casa in bicicletta. Pochi giorni più tardi giunse una lettera scritta da Emanuele, il quale, confermando di essere ostaggio dei sequestratori, chiese un riscatto di 1 miliardo di lire affinché fosse liberato. &amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, pp. 992-993&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
Dopo mesi di trattative la famiglia Riboli riuscì a racimolare e consegnare ai sequestratori 200 milioni. Somma che si rivelò insufficiente al rilascio del giovane. Da quel momento infatti non si seppe più nulla del ragazzo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Antonio Zagari dichiarò di aver saputo che nel periodo di Pasqua 1975 Emanuele venne ucciso con del veleno, per volere del padre Giacomo. &lt;br /&gt;
Queste le parole di Giacomo Zagari: &#039;&#039;.. è giusto che sia morto il ragazzo perché una volta che lui è morto ...non soffre più; mentre uccidendogli il figlio lui (il padre di Riboli) per tutta la vita soffrirà e dirà: io sono un bastardo, sono un figlio di puttana, per quattro soldi ho fatto ammazzare mio figlio. Così lui, per tutta la vita, soffrirà per avere collaborato con i carabinieri e non aver pagato i soldi. E’ come se il figlio lo avesse ucciso lui..&#039;&#039; &amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 1025&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Cristina Mazzotti ====&lt;br /&gt;
La notte tra il 30 giugno ed il 1 luglio 1975 Cristina Mazzotti fu rapita a S. Eupilio di Como.&lt;br /&gt;
Dopo un mese i familiari consegnarono, in un boschetto nei pressi di Cairate (VA), un riscatto di 1 miliardo e 50 milioni di lire. &amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 1160&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
Avvenuto il pagamento, i rapitori non fecero sapere più nulla della donna. Solamente il 1° Settembre 1975 il corpo di Cristina venne ritrovato nella discarica di Gallinate (NO).&lt;br /&gt;
Si scoprì in seguito che la vittima era tenuta in ostaggio a Castelletto Ticino (VA). &amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 1146&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Già nel 1977 quattro malavitosi furono condannati all’ergastolo per questo omicidio. Dopo vent’anni dal processo la vicenda tornò sotto l’attenzione della Corte d’Assise di Varese perché Antonio Zagari delineò nella figura di Domenico Loiacono l’organizzatore principale del sequestro.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Tentato sequestro di Antonella Dellea ====&lt;br /&gt;
Il 16 Gennaio 1990  a Germignaga (VA) venne sventato il sequestro di Antonella Dellea grazie alle indagini del colonnello Gianpaolo Ganzer che si manteneva in contatto con una aggancio interno al clan&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 1185&amp;lt;/ref&amp;gt;. I Carabinieri si presentarono con anticipo nel posto delineato per il sequestro. Durante una sparatoria i quattro rapitori rimasero uccisi.&lt;br /&gt;
L’obbiettivo del sequestro fu sempre quello di ottenere un riscatto dalla famiglia della giovane, proprietaria di una ditta produttrice di cherosene e cemento. &amp;lt;ref&amp;gt; [http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1990/01/17/strage-per-un-sequestro-fallito.html Piero Colaprico, &#039;&#039;Strage per un sequestro fallito&#039;&#039;, “La Repubblica”, 17/01/1990]&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Le estorsioni === &lt;br /&gt;
==== Il periodo 1979-1983 ====&lt;br /&gt;
La particolarità delle estorsioni compiute dal gruppo fu che vennero prese di mira solo persone che poi avrebbero sicuramente chiesto aiuto agli stessi Zagari, interpellati per intervenire come mediatori e per fornire “protezione”. In questo modo si era certi che presto o tardi le vittime avrebbero consegnato somme di denaro. In caso contrario i malavitosi erano pronti a commettere atti intimidatori; esempio calzante sono le parole tratte da una telefonata di Paolo Masu al proprietario di una ditta: &#039;&#039;..pensaci senno’ morirai. Spareremo a te, alla tua famiglia, ti ammazzeremo i figli.... Ti faremo saltare la ditta..., ti bruciamo tutto..&#039;&#039;  &amp;lt;ref&amp;gt;Soprano Arturo (Presidente), Sentenza n. 2/97 contro “Zagari Antonio + 125” – Procedimento Penale n.7/95, Corte di Assise di Varese, 13 novembre 1997, p. 1321&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La famiglia Zagari mise a segno &#039;&#039;&#039;una decina tra estorsioni e tentate estorsioni&#039;&#039;&#039; nel periodo che va da luglio ’79 al maggio ’83. Vennero colpite varie ditte, una gioielleria, un ristorante, una pasticceria, un negozio di alimentari e uno di vestiti, un deposito di carburanti ed un’officina.&lt;br /&gt;
La zona d’azione comprese i comuni di Gazzada Schianno, Varese, Inverigo, Castronno, Malnate e più volte Buguggiate. &amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 1319&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== L’incendio della pasticceria Tettamanzi a Malnate ====&lt;br /&gt;
La serie di soprusi culminò in un atto senza precedenti. &lt;br /&gt;
Gli Zagari decisero, in un caso particolare, di passare subito ai fatti piuttosto che iniziare con semplici intimidazioni verbali. Nella notte del 2 Dicembre ‘89 e per la seconda volta l’11 Agosto ’90 &#039;&#039;&#039;venne incendiato il bar-pasticceria&#039;&#039;&#039; di Maria Elisa Tettamanzi a Malnate, in via 25 Aprile. &amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 1477&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
Dalle indagini risultò che il movente fu il fatto che questa pasticceria stava per aprire in prossimità di un altro bar, il cui proprietario era amico degli Zagari.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il narcotraffico ===  &lt;br /&gt;
==== Il gruppo Zagari ====&lt;br /&gt;
Nel periodo che va dalla metà dell’81 alla fine dell’83 Giacomo Zagari, i suoi parenti e i collaboratori più stretti trafficarono molti chilogrammi di &#039;&#039;&#039;eroina&#039;&#039;&#039;. Il nucleo di spaccio fu casa Zagari a Malnate e gli stupefacenti vennero smistati nei pressi di Varese. Inizialmente il principale fornitore fu il gruppo Ferraro, in seguito la droga provenne dal gruppo Doria ed infine dal gruppo Quaranta. &amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, pp. 2503-10&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Il gruppo Ferraro ====&lt;br /&gt;
A capo  di questa organizzazione finalizzata allo spaccio di eroina era Santo Salvatore Ferraro, affiancato dal fratello Giovanni Ferraro e Pietro Versace&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 2589&amp;lt;/ref&amp;gt;; i primi furono esponenti dell’omonima potentissima famiglia ‘ndranghetista operante nel Novarese. Tra l’81 e l’83 i Ferraro gestirono il narcotraffico tra Arona, Varese ed altre zone della Lombardia. &amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, pp. 2567-70&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Il gruppo Allia - Russo - Quaranta ====   &lt;br /&gt;
Nel periodo 1980/83 si instaurò una duratura collaborazione tra Sebastiano Allia sr., Gioacchino Russo e Luigi Quaranta al fine di spacciare eroina. L’attività fu complementare a quella della famiglia Zagari, in questo modo i due gruppi coprirono tutto il territorio dell’alto Varesotto. La droga, in questo caso, venne comprata nel quartiere di Quarto Oggiaro, a Milano. &amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, pp. 2597-2603&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Le Rapine ===&lt;br /&gt;
Antonio Zagari riferì che le rapine non dovevano necessariamente essere riconducibili all’organizzazione criminale capeggiata da suo padre ma anzi, costituirono iniziative autonome di coloro che ne presero parte. I rapinatori non furono nemmeno tenuti a dover conferire i proventi al gruppo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si contano quasi &#039;&#039;&#039;20 rapine&#039;&#039;&#039; a danno di varie attività commerciali, banche e ditte del Varesotto nella decade 1979-1989. &amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, pp. 1496-97&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Gli arresti ===&lt;br /&gt;
Il 12 Gennaio 1994 vennero emessi 155 ordini di custodia cautelare. Due giorni dopo furono arrestate 87 persone: 62 in Lombardia, 6 in Piemonte e 12 in Calabria. &amp;lt;ref&amp;gt; [http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1994/01/15/in-manette-al-nord-capi-della.html Caterina Pasolini, &#039;&#039;In manette al nord i capi della ‘ndrangheta&#039;&#039;,”La Repubblica”, 15/01/1994]&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Il processo ==&lt;br /&gt;
Il 5 Dicembre 1994 si aprì il processo che si protrasse per quasi tre anni, fino al 20 Ottobre 1997.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== La sentenza di primo grado ===&lt;br /&gt;
Il 13 Novembre 1997 venne emessa la sentenza di primo grado, che portò alla condanna dei principali esponenti della locale di Malnate.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nello specifico,&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Giacomo Zagari venne condannato alla pena dell’ &#039;&#039;&#039;ergastolo&#039;&#039;&#039; aggravato dallo isolamento diurno per 6 mesi;&lt;br /&gt;
* Giovanni Agresta alla pena dell’&#039;&#039;&#039;ergastolo&#039;&#039;&#039; aggravato dallo isolamento diurno per 3 mesi;&lt;br /&gt;
* Nicodemo Agostino alla pena dell’&#039;&#039;&#039;ergastolo&#039;&#039;&#039;;&lt;br /&gt;
* Antonino Bellocco alla pena dell’&#039;&#039;&#039;ergastolo&#039;&#039;&#039;;&lt;br /&gt;
* Gregorio Bellocco alla pena dell’&#039;&#039;&#039;ergastolo&#039;&#039;&#039;;&lt;br /&gt;
* Vincenzo Bruzzese alla pena dell’&#039;&#039;&#039;ergastolo&#039;&#039;&#039;;&lt;br /&gt;
* Andrea Vella alla pena dell’&#039;&#039;&#039;ergastolo&#039;&#039;&#039;;&lt;br /&gt;
* Antonio Zagari a &#039;&#039;&#039;30 anni di carcere&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;20,9 milioni&#039;&#039;&#039; di multa, pena già ridotta grazie alla collaborazione decisiva per le indagini;&lt;br /&gt;
* Renato Emanuelli a &#039;&#039;&#039;30 anni&#039;&#039;&#039;;&lt;br /&gt;
* Santi Crisafulli a &#039;&#039;&#039;28 anni e 5 mesi&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;11,5 milioni&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Francesco Sergi a &#039;&#039;&#039;27 anni e 5 mesi&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;15,2 milioni&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Giuliano Fortis a &#039;&#039;&#039;25 anni e 5 mesi&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;2 milioni&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Giuseppe Vella a &#039;&#039;&#039;24 anni e 4 mesi&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;1 milione&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Gregorio Cacciola a &#039;&#039;&#039;24 anni&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;600 mila&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Francesco Patamia a &#039;&#039;&#039;21 anni&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;3 milioni&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Clelia Palmieri a &#039;&#039;&#039;20 anni&#039;&#039;&#039;;&lt;br /&gt;
* Francesco Loielo a &#039;&#039;&#039;19 anni e 11 mesi&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;22,5 milioni&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Rocco Trimboli a &#039;&#039;&#039;19 anni e 8 mesi&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;1,4 milioni&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Michele Aria a &#039;&#039;&#039;16 anni e 5 mesi&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;500 mila&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Giuseppe Arcidiacono a &#039;&#039;&#039;16 anni&#039;&#039;&#039;;&lt;br /&gt;
* Mario Losardo a &#039;&#039;&#039;11 anni e 10 mesi&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;36 milioni&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Luigi Angioi a &#039;&#039;&#039;11 anni e 3 mesi&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;28 milioni&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Francesco Pistis a &#039;&#039;&#039;11 anni e 3 mesi&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;28 milioni&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Sebastiano Allia cl.1931 a &#039;&#039;&#039;11 anni e 2 mesi&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;32,5 milioni&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Leonardo Fondini a &#039;&#039;&#039;11 anni&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;28 milioni&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Francesco Poddine a &#039;&#039;&#039;10 anni e 8 mesi&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;28 milioni&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Nunzio Marzullo a &#039;&#039;&#039;10 anni&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;28 milioni&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Enzo Todde a &#039;&#039;&#039;10 anni&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;28 milioni&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Eugenio Porcedda a &#039;&#039;&#039;10 anni&#039;&#039;&#039;;&lt;br /&gt;
* Domenico Quartuccio a &#039;&#039;&#039;9 anni e 10 mesi&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;16 milioni&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Sebastiano Allia cl.1960 a &#039;&#039;&#039;9 anni e 7 mesi&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;32 milioni&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Santo Salvatore Ferraro a &#039;&#039;&#039;9 anni e 7 mesi&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;21 milioni&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Giovanni Greco a &#039;&#039;&#039;9 anni&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;1 milione&#039;&#039;&#039; di multa, aumento di pena rispetto a quella già irrogatagli con la sentenza del 19-2-1985 del Tribunale di Varese;&lt;br /&gt;
* Pietro Versace a &#039;&#039;&#039;8 anni e 7 mesi&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;16 milioni&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Andrea Zagari a &#039;&#039;&#039;6 anni e 9 mesi&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;36 milioni&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Domenico Sanguinetti a &#039;&#039;&#039;6 anni e 8 mesi&#039;&#039;&#039;;&lt;br /&gt;
* Vincenzo Falvo a &#039;&#039;&#039;6 anni e 7 mesi&#039;&#039;&#039;;&lt;br /&gt;
* Leopoldo Furfaro a &#039;&#039;&#039;6 anni e 7 mesi&#039;&#039;&#039;;&lt;br /&gt;
* Giuseppe Gattini a &#039;&#039;&#039;6 anni e 5 mesi&#039;&#039;&#039;;&lt;br /&gt;
* Domenico Frascogna a &#039;&#039;&#039;6 anni e 2 mesi&#039;&#039;&#039;;&lt;br /&gt;
* Vincenzo Sergi a &#039;&#039;&#039;6 anni&#039;&#039;&#039;;&lt;br /&gt;
* Giuseppe Ribaga a &#039;&#039;&#039;5 anni e 10 mesi&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;2 milioni&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Giuseppe Lania a &#039;&#039;&#039;5 anni e 7 mesi&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;30 milioni&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Giovanni Ferraro a &#039;&#039;&#039;5 anni e 6 mesi&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;10 milioni&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Nunzio Lania &#039;&#039;&#039;5 anni&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;25 milioni&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Aniello Balzano a &#039;&#039;&#039;3 anni e 7 mesi&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;2 milioni&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Clementino Soldi a &#039;&#039;&#039;3 anni e 4 mesi&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;6,6 milioni&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Luciano Biemmi a &#039;&#039;&#039;2 anni&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;900 mila&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Giulio Verta a &#039;&#039;&#039;8 mesi&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;800 mila&#039;&#039;&#039; di multa, aumento di pena rispetto a quella già irrogatagli con la sentenza del 12-10-1985 della Corte di Assise di Milano; &amp;lt;ref&amp;gt;Soprano Arturo (Presidente), Sentenza n. 2/97 contro “Zagari Antonio + 125” – Procedimento Penale n.7/95, Corte di Assise di Varese, 13 novembre 1997, pp. 2728-41&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Bibliografia ==&lt;br /&gt;
* Soprano Arturo (Presidente), Sentenza n. 2/97 contro “Zagari Antonio + 125” – Procedimento Penale n.7/95, Corte di Assise di Varese, 13 novembre 1997&lt;br /&gt;
* Archivio Storico de “La Repubblica”&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Note ==&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Albatros14</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://www.wikimafia.it/w/index.php?title=Operazione_Isola_Felice&amp;diff=6372</id>
		<title>Operazione Isola Felice</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://www.wikimafia.it/w/index.php?title=Operazione_Isola_Felice&amp;diff=6372"/>
		<updated>2018-03-11T17:55:39Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Albatros14: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{bozza}}&lt;br /&gt;
[[Categoria:Inchieste in Lombardia]] [[Categoria:Inchieste sulla &#039;ndrangheta]]&lt;br /&gt;
&amp;lt;center&amp;gt;&#039;&#039;La mia è una crisi di rigetto dopo aver fatto una grande abbuffata di pietanze criminali senza essere riuscito a digerirle tutte.&#039;&#039; &amp;lt;/center&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;center&amp;gt;(&#039;&#039;&#039;Antonio Zagari&#039;&#039;&#039;)&amp;lt;/center&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’operazione &#039;&#039;&#039;Isola Felice&#039;&#039;&#039; è un’inchiesta scaturita dalle dichiarazioni di [[Antonio Zagari]] che hanno portato all’arresto della maggior parte dei componenti della [[locale di Malnate]] della ‘ndrangheta, gestita appunto dalla famiglia Zagari.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il processo, conclusosi nel Novembre ‘97 nell’aula bunker di Varese, è stato coordinato dal Sostituto Procuratore dott. [[Agostino Abate]] e ha visto &#039;&#039;&#039;126 imputati&#039;&#039;&#039;. Le condanne ammontano a &#039;&#039;&#039;7 ergastoli&#039;&#039;&#039; e oltre &#039;&#039;&#039;520 anni&#039;&#039;&#039; di reclusione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Antefatti==&lt;br /&gt;
===L’organizzazione===&lt;br /&gt;
Grazie alle dichiarazione del collaboratore di giustizia Antonio Zagari è stato possibile ricostruire la storia e la gerarchia della locale di ‘ndragheta del Varesotto. &amp;lt;ref&amp;gt;Soprano Arturo (Presidente), Sentenza n. 2/97 contro “Zagari Antonio + 125” – Procedimento Penale n.7/95, Corte di Assise di Varese, 13 novembre 1997, p. 168&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
L’organizzazione mafiosa fu costituita da [[Giacomo Zagari]] negli anni 1970-71; questo era fiancheggiato  nelle decisioni da &#039;&#039;&#039;Domenico Loiacono&#039;&#039;&#039;, detto “Il professore”, &#039;&#039;&#039;Giuseppe Calabrò&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;Santo Salvatore Ferraro&#039;&#039;&#039;. &amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, pp. 1639-1642&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
Giacomo Zagari, la moglie e il figlio Antonio si trasferirono dalla piana di Gioia Tauro a Galliate Lombardo nel 1954; si spostarono poco dopo a Buguggiate, dove vissero per 24 anni fino al 1979, anno in cui giunsero a Malnate, in via Zara 8. &amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, pp. 1645-46&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Giacomo Zagari fu il primo mafioso in assoluto a giungere nel Varesotto e quindi ha avuto, per quanto concerne i calabresi, ”l’esclusiva della gestione delle attività illecite” fino al 1990.&lt;br /&gt;
Così dichiarava al processo il figlio Antonio:  &#039;&#039;..mio padre ha trovato tutta la provincia di Varese vuota ; successivamente sono stati gli altri a rivolgersi a mio padre ed ad avere il permesso di formare altri locali..&#039;&#039; &amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 1652&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le prime attività illecite portate a termine dal gruppo furono il contrabbando di bergamotto. Dopo poco tempo iniziavano le rapine, gli omicidi e le estorsioni, la principale attività dell’organizzazione.&lt;br /&gt;
Solo successivamente il clan iniziò a dedicarsi ai sequestri di persona fino ad arrivare al 1980, anno in cui la “famiglia Zagari” si dedicò al traffico di stupefacenti, esercitandolo fino al 1990. &amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, pp. 1649-50&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Gli omicidi=== &lt;br /&gt;
Numerosi furono gli atti di estrema violenza commessi dalla locale di Malnate. Si contano ‘’’12 omicidi e 6 tentati omicidi’’’. La maggior parte di questi fu compiuta in Provincia di Varese tra gli anni 1979-82. Solamente le ultimi 3 uccisioni risalgono agli anni 1989-90.  &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le vittime consistettero tutte in individui appartenenti all’associazione o vicine ad essa. I moventi furono vari: dal mancato rispetto degli ordini al furto di denaro, dall’invasione del territorio di spaccio alla rivelazione di informazioni riguardanti l’organizzazione criminale alle autorità; tutte controversie nate all’interno dell’ambiente malavitoso. &lt;br /&gt;
Tra gli imputati di tali omicidi ricorrono i nomi di Zagari Giacomo &amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 241&amp;lt;/ref&amp;gt;, Zagari Antonio, Loiacono Domenico e Sergi Francesco. &amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 302&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel Varesotto questi atti vennero compiuti nei comuni di Varese, Gallarate, Arcisate, Venegono, Malnate, Gornate Olona e Binago. Molte salme furono rinvenute nei bauli delle automobili appartenenti alle vittime stesse. I criminali fecero fuoco anche nei centri abitati, ma la maggior parte degli omicidi venne commessa nelle ore notturne e in luoghi lontani dalle abitazioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===I sequestri di persona=== &lt;br /&gt;
==== Emanuele Riboli ====&lt;br /&gt;
La sera del 14 Ottobre 1974 il giovane Emanuele Riboli venne rapito in via Matteotti a Buguggiate (VA) mentre tornava a casa in bicicletta. Pochi giorni più tardi giunse una lettera scritta da Emanuele, il quale, confermando di essere ostaggio dei sequestratori, chiese un riscatto di 1 miliardo di lire affinché fosse liberato. &amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, pp. 992-993&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
Dopo mesi di trattative la famiglia Riboli riuscì a racimolare e consegnare ai sequestratori 200 milioni. Somma che si rivelò insufficiente al rilascio del giovane. Da quel momento infatti non si seppe più nulla del ragazzo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Antonio Zagari dichiarò di aver saputo che nel periodo di Pasqua 1975 Emanuele venne ucciso con del veleno, per volere del padre Giacomo. &lt;br /&gt;
Queste le parole di Giacomo Zagari: &#039;&#039;.. è giusto che sia morto il ragazzo perché una volta che lui è morto ...non soffre più; mentre uccidendogli il figlio lui (il padre di Riboli) per tutta la vita soffrirà e dirà: io sono un bastardo, sono un figlio di puttana, per quattro soldi ho fatto ammazzare mio figlio. Così lui, per tutta la vita, soffrirà per avere collaborato con i carabinieri e non aver pagato i soldi. E’ come se il figlio lo avesse ucciso lui..&#039;&#039; &amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 1025&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Cristina Mazzotti ====&lt;br /&gt;
La notte tra il 30 giugno ed il 1 luglio 1975 Cristina Mazzotti fu rapita a S. Eupilio di Como.&lt;br /&gt;
Dopo un mese i familiari consegnarono, in un boschetto nei pressi di Cairate (VA), un riscatto di 1 miliardo e 50 milioni di lire. &amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 1160&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
Avvenuto il pagamento, i rapitori non fecero sapere più nulla della donna. Solamente il 1° Settembre 1975 il corpo di Cristina venne ritrovato nella discarica di Gallinate (NO).&lt;br /&gt;
Si scoprì in seguito che la vittima era tenuta in ostaggio a Castelletto Ticino (VA). &amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 1146&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Già nel 1977 quattro malavitosi furono condannati all’ergastolo per questo omicidio. Dopo vent’anni dal processo la vicenda tornò sotto l’attenzione della Corte d’Assise di Varese perché Antonio Zagari delineò nella figura di Domenico Loiacono l’organizzatore principale del sequestro.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Tentato sequestro di Antonella Dellea ====&lt;br /&gt;
Il 16 Gennaio 1990  a Germignaga (VA) venne sventato il sequestro di Antonella Dellea grazie alle indagini del colonnello Gianpaolo Ganzer che si manteneva in contatto con una aggancio interno al clan&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 1185&amp;lt;/ref&amp;gt;. I Carabinieri si presentarono con anticipo nel posto delineato per il sequestro. Durante una sparatoria i quattro rapitori rimasero uccisi.&lt;br /&gt;
L’obbiettivo del sequestro fu sempre quello di ottenere un riscatto dalla famiglia della giovane, proprietaria di una ditta produttrice di cherosene e cemento. &amp;lt;ref&amp;gt; [http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1990/01/17/strage-per-un-sequestro-fallito.html Piero Colaprico, Strage per un sequestro fallito, “La Repubblica”, 17/01/1990]&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Le estorsioni === &lt;br /&gt;
==== Il periodo 1979-1983 ====&lt;br /&gt;
La particolarità delle estorsioni compiute dal gruppo fu che vennero prese di mira solo persone che poi avrebbero sicuramente chiesto aiuto agli stessi Zagari, interpellati per intervenire come mediatori e per fornire “protezione”. In questo modo si era certi che presto o tardi le vittime avrebbero consegnato somme di denaro. In caso contrario i malavitosi erano pronti a commettere atti intimidatori; esempio calzante sono le parole tratte da una telefonata di Paolo Masu al proprietario di una ditta: &#039;&#039;..pensaci senno’ morirai. Spareremo a te, alla tua famiglia, ti ammazzeremo i figli.... Ti faremo saltare la ditta..., ti bruciamo tutto..&#039;&#039;  &amp;lt;ref&amp;gt;Soprano Arturo (Presidente), Sentenza n. 2/97 contro “Zagari Antonio + 125” – Procedimento Penale n.7/95, Corte di Assise di Varese, 13 novembre 1997, p. 1321&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La famiglia Zagari mise a segno &#039;&#039;&#039;una decina tra estorsioni e tentate estorsioni&#039;&#039;&#039; nel periodo che va da luglio ’79 al maggio ’83. Vennero colpite varie ditte, una gioielleria, un ristorante, una pasticceria, un negozio di alimentari e uno di vestiti, un deposito di carburanti ed un’officina.&lt;br /&gt;
La zona d’azione comprese i comuni di Gazzada Schianno, Varese, Inverigo, Castronno, Malnate e più volte Buguggiate. &amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 1319&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== L’incendio della pasticceria Tettamanzi a Malnate ====&lt;br /&gt;
La serie di soprusi culminò in un atto senza precedenti. &lt;br /&gt;
Gli Zagari decisero, in un caso particolare, di passare subito ai fatti piuttosto che iniziare con semplici intimidazioni verbali. Nella notte del 2 Dicembre ‘89 e per la seconda volta l’11 Agosto ’90 &#039;&#039;&#039;venne incendiato il bar-pasticceria&#039;&#039;&#039; di Maria Elisa Tettamanzi a Malnate, in via 25 Aprile. &amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 1477&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
Dalle indagini risultò che il movente fu il fatto che questa pasticceria stava per aprire in prossimità di un altro bar, il cui proprietario era amico degli Zagari.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il narcotraffico ===  &lt;br /&gt;
==== Il gruppo Zagari ====&lt;br /&gt;
Nel periodo che va dalla metà dell’81 alla fine dell’83 Giacomo Zagari, i suoi parenti e i collaboratori più stretti trafficarono molti chilogrammi di &#039;&#039;&#039;eroina&#039;&#039;&#039;. Il nucleo di spaccio fu casa Zagari a Malnate e gli stupefacenti vennero smistati nei pressi di Varese. Inizialmente il principale fornitore fu il gruppo Ferraro, in seguito la droga provenne dal gruppo Doria ed infine dal gruppo Quaranta. &amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, pp. 2503-10&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Il gruppo Ferraro ====&lt;br /&gt;
A capo  di questa organizzazione finalizzata allo spaccio di eroina era Santo Salvatore Ferraro, affiancato dal fratello Giovanni Ferraro e Pietro Versace&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 2589&amp;lt;/ref&amp;gt;; i primi furono esponenti dell’omonima potentissima famiglia ‘ndranghetista operante nel Novarese. Tra l’81 e l’83 i Ferraro gestirono il narcotraffico tra Arona, Varese ed altre zone della Lombardia. &amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, pp. 2567-70&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Il gruppo Allia - Russo - Quaranta ====   &lt;br /&gt;
Nel periodo 1980/83 si instaurò una duratura collaborazione tra Sebastiano Allia sr., Gioacchino Russo e Luigi Quaranta al fine di spacciare eroina. L’attività fu complementare a quella della famiglia Zagari, in questo modo i due gruppi coprirono tutto il territorio dell’alto Varesotto. La droga, in questo caso, venne comprata nel quartiere di Quarto Oggiaro, a Milano. &amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, pp. 2597-2603&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Le Rapine ===&lt;br /&gt;
Antonio Zagari riferì che le rapine non dovevano necessariamente essere riconducibili all’organizzazione criminale capeggiata da suo padre ma anzi, costituirono iniziative autonome di coloro che ne presero parte. I rapinatori non furono nemmeno tenuti a dover conferire i proventi al gruppo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si contano quasi &#039;&#039;&#039;20 rapine&#039;&#039;&#039; a danno di varie attività commerciali, banche e ditte del Varesotto nella decade 1979-1989. &amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, pp. 1496-97&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Gli arresti ===&lt;br /&gt;
Il 12 Gennaio 1994 vennero emessi 155 ordini di custodia cautelare. Due giorni dopo furono arrestate 87 persone: 62 in Lombardia, 6 in Piemonte e 12 in Calabria. &amp;lt;ref&amp;gt; [http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1994/01/15/in-manette-al-nord-capi-della.html Caterina Pasolini, In manette al nord i capi della ‘ndrangheta,”La Repubblica”, 15/01/1994]&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Il processo ==&lt;br /&gt;
Il 5 Dicembre 1994 si aprì il processo che si protrasse per quasi tre anni, fino al 20 Ottobre 1997.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== La sentenza di primo grado ===&lt;br /&gt;
Il 13 Novembre 1997 venne emessa la sentenza di primo grado, che portò alla condanna dei principali esponenti della locale di Malnate.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nello specifico,&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Giacomo Zagari venne condannato alla pena dell’ &#039;&#039;&#039;ergastolo&#039;&#039;&#039; aggravato dallo isolamento diurno per 6 mesi;&lt;br /&gt;
* Giovanni Agresta alla pena dell’&#039;&#039;&#039;ergastolo&#039;&#039;&#039; aggravato dallo isolamento diurno per 3 mesi;&lt;br /&gt;
* Nicodemo Agostino alla pena dell’&#039;&#039;&#039;ergastolo&#039;&#039;&#039;;&lt;br /&gt;
* Antonino Bellocco alla pena dell’&#039;&#039;&#039;ergastolo&#039;&#039;&#039;;&lt;br /&gt;
* Gregorio Bellocco alla pena dell’&#039;&#039;&#039;ergastolo&#039;&#039;&#039;;&lt;br /&gt;
* Vincenzo Bruzzese alla pena dell’&#039;&#039;&#039;ergastolo&#039;&#039;&#039;;&lt;br /&gt;
* Andrea Vella alla pena dell’&#039;&#039;&#039;ergastolo&#039;&#039;&#039;;&lt;br /&gt;
* Antonio Zagari a &#039;&#039;&#039;30 anni di carcere&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;20,9 milioni&#039;&#039;&#039; di multa, pena già ridotta grazie alla collaborazione decisiva per le indagini;&lt;br /&gt;
* Renato Emanuelli a &#039;&#039;&#039;30 anni&#039;&#039;&#039;;&lt;br /&gt;
* Santi Crisafulli a &#039;&#039;&#039;28 anni e 5 mesi&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;11,5 milioni&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Francesco Sergi a &#039;&#039;&#039;27 anni e 5 mesi&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;15,2 milioni&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Giuliano Fortis a &#039;&#039;&#039;25 anni e 5 mesi&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;2 milioni&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Giuseppe Vella a &#039;&#039;&#039;24 anni e 4 mesi&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;1 milione&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Gregorio Cacciola a &#039;&#039;&#039;24 anni&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;600 mila&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Francesco Patamia a &#039;&#039;&#039;21 anni&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;3 milioni&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Clelia Palmieri a &#039;&#039;&#039;20 anni&#039;&#039;&#039;;&lt;br /&gt;
* Francesco Loielo a &#039;&#039;&#039;19 anni e 11 mesi&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;22,5 milioni&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Rocco Trimboli a &#039;&#039;&#039;19 anni e 8 mesi&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;1,4 milioni&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Michele Aria a &#039;&#039;&#039;16 anni e 5 mesi&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;500 mila&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Giuseppe Arcidiacono a &#039;&#039;&#039;16 anni&#039;&#039;&#039;;&lt;br /&gt;
* Mario Losardo a &#039;&#039;&#039;11 anni e 10 mesi&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;36 milioni&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Luigi Angioi a &#039;&#039;&#039;11 anni e 3 mesi&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;28 milioni&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Francesco Pistis a &#039;&#039;&#039;11 anni e 3 mesi&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;28 milioni&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Sebastiano Allia cl.1931 a &#039;&#039;&#039;11 anni e 2 mesi&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;32,5 milioni&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Leonardo Fondini a &#039;&#039;&#039;11 anni&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;28 milioni&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Francesco Poddine a &#039;&#039;&#039;10 anni e 8 mesi&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;28 milioni&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Nunzio Marzullo a &#039;&#039;&#039;10 anni&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;28 milioni&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Enzo Todde a &#039;&#039;&#039;10 anni&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;28 milioni&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Eugenio Porcedda a &#039;&#039;&#039;10 anni&#039;&#039;&#039;;&lt;br /&gt;
* Domenico Quartuccio a &#039;&#039;&#039;9 anni e 10 mesi&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;16 milioni&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Sebastiano Allia cl.1960 a &#039;&#039;&#039;9 anni e 7 mesi&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;32 milioni&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Santo Salvatore Ferraro a &#039;&#039;&#039;9 anni e 7 mesi&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;21 milioni&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Giovanni Greco a &#039;&#039;&#039;9 anni&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;1 milione&#039;&#039;&#039; di multa, aumento di pena rispetto a quella già irrogatagli con la sentenza del 19-2-1985 del Tribunale di Varese;&lt;br /&gt;
* Pietro Versace a &#039;&#039;&#039;8 anni e 7 mesi&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;16 milioni&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Andrea Zagari a &#039;&#039;&#039;6 anni e 9 mesi&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;36 milioni&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Domenico Sanguinetti a &#039;&#039;&#039;6 anni e 8 mesi&#039;&#039;&#039;;&lt;br /&gt;
* Vincenzo Falvo a &#039;&#039;&#039;6 anni e 7 mesi&#039;&#039;&#039;;&lt;br /&gt;
* Leopoldo Furfaro a &#039;&#039;&#039;6 anni e 7 mesi&#039;&#039;&#039;;&lt;br /&gt;
* Giuseppe Gattini a &#039;&#039;&#039;6 anni e 5 mesi&#039;&#039;&#039;;&lt;br /&gt;
* Domenico Frascogna a &#039;&#039;&#039;6 anni e 2 mesi&#039;&#039;&#039;;&lt;br /&gt;
* Vincenzo Sergi a &#039;&#039;&#039;6 anni&#039;&#039;&#039;;&lt;br /&gt;
* Giuseppe Ribaga a &#039;&#039;&#039;5 anni e 10 mesi&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;2 milioni&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Giuseppe Lania a &#039;&#039;&#039;5 anni e 7 mesi&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;30 milioni&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Giovanni Ferraro a &#039;&#039;&#039;5 anni e 6 mesi&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;10 milioni&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Nunzio Lania &#039;&#039;&#039;5 anni&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;25 milioni&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Aniello Balzano a &#039;&#039;&#039;3 anni e 7 mesi&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;2 milioni&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Clementino Soldi a &#039;&#039;&#039;3 anni e 4 mesi&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;6,6 milioni&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Luciano Biemmi a &#039;&#039;&#039;2 anni&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;900 mila&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Giulio Verta a &#039;&#039;&#039;8 mesi&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;800 mila&#039;&#039;&#039; di multa, aumento di pena rispetto a quella già irrogatagli con la sentenza del 12-10-1985 della Corte di Assise di Milano; &amp;lt;ref&amp;gt;Soprano Arturo (Presidente), Sentenza n. 2/97 contro “Zagari Antonio + 125” – Procedimento Penale n.7/95, Corte di Assise di Varese, 13 novembre 1997, pp. 2728-41&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Bibliografia ==&lt;br /&gt;
* Soprano Arturo (Presidente), Sentenza n. 2/97 contro “Zagari Antonio + 125” – Procedimento Penale n.7/95, Corte di Assise di Varese, 13 novembre 1997&lt;br /&gt;
* Archivio Storico de “La Repubblica”&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Note ==&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Albatros14</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://www.wikimafia.it/w/index.php?title=Operazione_Isola_Felice&amp;diff=6371</id>
		<title>Operazione Isola Felice</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://www.wikimafia.it/w/index.php?title=Operazione_Isola_Felice&amp;diff=6371"/>
		<updated>2018-03-11T17:53:38Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Albatros14: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{bozza}}&lt;br /&gt;
[[Categoria:Inchieste in Lombardia]] [[Categoria:Inchieste sulla &#039;ndrangheta]]&lt;br /&gt;
&amp;lt;center&amp;gt;&#039;&#039;La mia è una crisi di rigetto dopo aver fatto una grande abbuffata di pietanze criminali senza essere riuscito a digerirle tutte.&#039;&#039; &amp;lt;/center&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;center&amp;gt;(&#039;&#039;&#039;Antonio Zagari&#039;&#039;&#039;)&amp;lt;/center&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’operazione &#039;&#039;&#039;Isola Felice&#039;&#039;&#039; è un’inchiesta scaturita dalle dichiarazioni di [[Antonio Zagari]] che hanno portato all’arresto della maggior parte dei componenti della [[locale di Malnate]] della ‘ndrangheta, gestita appunto dalla famiglia Zagari.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il processo, conclusosi nel Novembre ‘97 nell’aula bunker di Varese, è stato coordinato dal Sostituto Procuratore dott. [[Agostino Abate]] e ha visto &#039;&#039;&#039;126 imputati&#039;&#039;&#039;. Le condanne ammontano a &#039;&#039;&#039;7 ergastoli&#039;&#039;&#039; e oltre &#039;&#039;&#039;520 anni&#039;&#039;&#039; di reclusione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Antefatti==&lt;br /&gt;
===L’organizzazione===&lt;br /&gt;
Grazie alle dichiarazione del collaboratore di giustizia Antonio Zagari è stato possibile ricostruire la storia e la gerarchia della locale di ‘ndragheta del Varesotto. &amp;lt;ref&amp;gt;Tribunale di Varese, Corte di Assise, sentenza di primo grado nei confronti di Zagari Antonio + 125, p. 168&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
L’organizzazione mafiosa fu costituita da [[Giacomo Zagari]] negli anni 1970-71; questo era fiancheggiato  nelle decisioni da &#039;&#039;&#039;Domenico Loiacono&#039;&#039;&#039;, detto “Il professore”, &#039;&#039;&#039;Giuseppe Calabrò&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;Santo Salvatore Ferraro&#039;&#039;&#039;. &amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, pp. 1639-1642&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
Giacomo Zagari, la moglie e il figlio Antonio si trasferirono dalla piana di Gioia Tauro a Galliate Lombardo nel 1954; si spostarono poco dopo a Buguggiate, dove vissero per 24 anni fino al 1979, anno in cui giunsero a Malnate, in via Zara 8. &amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, pp. 1645-46&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Giacomo Zagari fu il primo mafioso in assoluto a giungere nel Varesotto e quindi ha avuto, per quanto concerne i calabresi, ”l’esclusiva della gestione delle attività illecite” fino al 1990.&lt;br /&gt;
Così dichiarava al processo il figlio Antonio:  &#039;&#039;..mio padre ha trovato tutta la provincia di Varese vuota ; successivamente sono stati gli altri a rivolgersi a mio padre ed ad avere il permesso di formare altri locali..&#039;&#039; &amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 1652&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le prime attività illecite portate a termine dal gruppo furono il contrabbando di bergamotto. Dopo poco tempo iniziavano le rapine, gli omicidi e le estorsioni, la principale attività dell’organizzazione.&lt;br /&gt;
Solo successivamente il clan iniziò a dedicarsi ai sequestri di persona fino ad arrivare al 1980, anno in cui la “famiglia Zagari” si dedicò al traffico di stupefacenti, esercitandolo fino al 1990. &amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, pp. 1649-50&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Gli omicidi=== &lt;br /&gt;
Numerosi furono gli atti di estrema violenza commessi dalla locale di Malnate. Si contano ‘’’12 omicidi e 6 tentati omicidi’’’. La maggior parte di questi fu compiuta in Provincia di Varese tra gli anni 1979-82. Solamente le ultimi 3 uccisioni risalgono agli anni 1989-90.  &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le vittime consistettero tutte in individui appartenenti all’associazione o vicine ad essa. I moventi furono vari: dal mancato rispetto degli ordini al furto di denaro, dall’invasione del territorio di spaccio alla rivelazione di informazioni riguardanti l’organizzazione criminale alle autorità; tutte controversie nate all’interno dell’ambiente malavitoso. &lt;br /&gt;
Tra gli imputati di tali omicidi ricorrono i nomi di Zagari Giacomo &amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 241&amp;lt;/ref&amp;gt;, Zagari Antonio, Loiacono Domenico e Sergi Francesco. &amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 302&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel Varesotto questi atti vennero compiuti nei comuni di Varese, Gallarate, Arcisate, Venegono, Malnate, Gornate Olona e Binago. Molte salme furono rinvenute nei bauli delle automobili appartenenti alle vittime stesse. I criminali fecero fuoco anche nei centri abitati, ma la maggior parte degli omicidi venne commessa nelle ore notturne e in luoghi lontani dalle abitazioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===I sequestri di persona=== &lt;br /&gt;
==== Emanuele Riboli ====&lt;br /&gt;
La sera del 14 Ottobre 1974 il giovane Emanuele Riboli venne rapito in via Matteotti a Buguggiate (VA) mentre tornava a casa in bicicletta. Pochi giorni più tardi giunse una lettera scritta da Emanuele, il quale, confermando di essere ostaggio dei sequestratori, chiese un riscatto di 1 miliardo di lire affinché fosse liberato. &amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, pp. 992-993&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
Dopo mesi di trattative la famiglia Riboli riuscì a racimolare e consegnare ai sequestratori 200 milioni. Somma che si rivelò insufficiente al rilascio del giovane. Da quel momento infatti non si seppe più nulla del ragazzo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Antonio Zagari dichiarò di aver saputo che nel periodo di Pasqua 1975 Emanuele venne ucciso con del veleno, per volere del padre Giacomo. &lt;br /&gt;
Queste le parole di Giacomo Zagari: &#039;&#039;.. è giusto che sia morto il ragazzo perché una volta che lui è morto ...non soffre più; mentre uccidendogli il figlio lui (il padre di Riboli) per tutta la vita soffrirà e dirà: io sono un bastardo, sono un figlio di puttana, per quattro soldi ho fatto ammazzare mio figlio. Così lui, per tutta la vita, soffrirà per avere collaborato con i carabinieri e non aver pagato i soldi. E’ come se il figlio lo avesse ucciso lui..&#039;&#039; &amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 1025&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Cristina Mazzotti ====&lt;br /&gt;
La notte tra il 30 giugno ed il 1 luglio 1975 Cristina Mazzotti fu rapita a S. Eupilio di Como.&lt;br /&gt;
Dopo un mese i familiari consegnarono, in un boschetto nei pressi di Cairate (VA), un riscatto di 1 miliardo e 50 milioni di lire. &amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 1160&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
Avvenuto il pagamento, i rapitori non fecero sapere più nulla della donna. Solamente il 1° Settembre 1975 il corpo di Cristina venne ritrovato nella discarica di Gallinate (NO).&lt;br /&gt;
Si scoprì in seguito che la vittima era tenuta in ostaggio a Castelletto Ticino (VA). &amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 1146&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Già nel 1977 quattro malavitosi furono condannati all’ergastolo per questo omicidio. Dopo vent’anni dal processo la vicenda tornò sotto l’attenzione della Corte d’Assise di Varese perché Antonio Zagari delineò nella figura di Domenico Loiacono l’organizzatore principale del sequestro.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Tentato sequestro di Antonella Dellea ====&lt;br /&gt;
Il 16 Gennaio 1990  a Germignaga (VA) venne sventato il sequestro di Antonella Dellea grazie alle indagini del colonnello Gianpaolo Ganzer che si manteneva in contatto con una aggancio interno al clan&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 1185&amp;lt;/ref&amp;gt;. I Carabinieri si presentarono con anticipo nel posto delineato per il sequestro. Durante una sparatoria i quattro rapitori rimasero uccisi.&lt;br /&gt;
L’obbiettivo del sequestro fu sempre quello di ottenere un riscatto dalla famiglia della giovane, proprietaria di una ditta produttrice di cherosene e cemento. &amp;lt;ref&amp;gt; [http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1990/01/17/strage-per-un-sequestro-fallito.html Piero Colaprico, Strage per un sequestro fallito, “La Repubblica”, 17/01/1990]&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Le estorsioni === &lt;br /&gt;
==== Il periodo 1979-1983 ====&lt;br /&gt;
La particolarità delle estorsioni compiute dal gruppo fu che vennero prese di mira solo persone che poi avrebbero sicuramente chiesto aiuto agli stessi Zagari, interpellati per intervenire come mediatori e per fornire “protezione”. In questo modo si era certi che presto o tardi le vittime avrebbero consegnato somme di denaro. In caso contrario i malavitosi erano pronti a commettere atti intimidatori; esempio calzante sono le parole tratte da una telefonata di Paolo Masu al proprietario di una ditta: &#039;&#039;..pensaci senno’ morirai. Spareremo a te, alla tua famiglia, ti ammazzeremo i figli.... Ti faremo saltare la ditta..., ti bruciamo tutto..&#039;&#039;  &amp;lt;ref&amp;gt;Tribunale di Varese, Corte di Assise, sentenza di primo grado nei confronti di Zagari Antonio + 125, p. 1321&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La famiglia Zagari mise a segno &#039;&#039;&#039;una decina tra estorsioni e tentate estorsioni&#039;&#039;&#039; nel periodo che va da luglio ’79 al maggio ’83. Vennero colpite varie ditte, una gioielleria, un ristorante, una pasticceria, un negozio di alimentari e uno di vestiti, un deposito di carburanti ed un’officina.&lt;br /&gt;
La zona d’azione comprese i comuni di Gazzada Schianno, Varese, Inverigo, Castronno, Malnate e più volte Buguggiate. &amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 1319&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== L’incendio della pasticceria Tettamanzi a Malnate ====&lt;br /&gt;
La serie di soprusi culminò in un atto senza precedenti. &lt;br /&gt;
Gli Zagari decisero, in un caso particolare, di passare subito ai fatti piuttosto che iniziare con semplici intimidazioni verbali. Nella notte del 2 Dicembre ‘89 e per la seconda volta l’11 Agosto ’90 &#039;&#039;&#039;venne incendiato il bar-pasticceria&#039;&#039;&#039; di Maria Elisa Tettamanzi a Malnate, in via 25 Aprile. &amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 1477&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
Dalle indagini risultò che il movente fu il fatto che questa pasticceria stava per aprire in prossimità di un altro bar, il cui proprietario era amico degli Zagari.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il narcotraffico ===  &lt;br /&gt;
==== Il gruppo Zagari ====&lt;br /&gt;
Nel periodo che va dalla metà dell’81 alla fine dell’83 Giacomo Zagari, i suoi parenti e i collaboratori più stretti trafficarono molti chilogrammi di &#039;&#039;&#039;eroina&#039;&#039;&#039;. Il nucleo di spaccio fu casa Zagari a Malnate e gli stupefacenti vennero smistati nei pressi di Varese. Inizialmente il principale fornitore fu il gruppo Ferraro, in seguito la droga provenne dal gruppo Doria ed infine dal gruppo Quaranta. &amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, pp. 2503-10&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Il gruppo Ferraro ====&lt;br /&gt;
A capo  di questa organizzazione finalizzata allo spaccio di eroina era Santo Salvatore Ferraro, affiancato dal fratello Giovanni Ferraro e Pietro Versace&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 2589&amp;lt;/ref&amp;gt;; i primi furono esponenti dell’omonima potentissima famiglia ‘ndranghetista operante nel Novarese. Tra l’81 e l’83 i Ferraro gestirono il narcotraffico tra Arona, Varese ed altre zone della Lombardia. &amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, pp. 2567-70&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Il gruppo Allia - Russo - Quaranta ====   &lt;br /&gt;
Nel periodo 1980/83 si instaurò una duratura collaborazione tra Sebastiano Allia sr., Gioacchino Russo e Luigi Quaranta al fine di spacciare eroina. L’attività fu complementare a quella della famiglia Zagari, in questo modo i due gruppi coprirono tutto il territorio dell’alto Varesotto. La droga, in questo caso, venne comprata nel quartiere di Quarto Oggiaro, a Milano. &amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, pp. 2597-2603&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Le Rapine ===&lt;br /&gt;
Antonio Zagari riferì che le rapine non dovevano necessariamente essere riconducibili all’organizzazione criminale capeggiata da suo padre ma anzi, costituirono iniziative autonome di coloro che ne presero parte. I rapinatori non furono nemmeno tenuti a dover conferire i proventi al gruppo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si contano quasi &#039;&#039;&#039;20 rapine&#039;&#039;&#039; a danno di varie attività commerciali, banche e ditte del Varesotto nella decade 1979-1989. &amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, pp. 1496-97&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Gli arresti ===&lt;br /&gt;
Il 12 Gennaio 1994 vennero emessi 155 ordini di custodia cautelare. Due giorni dopo furono arrestate 87 persone: 62 in Lombardia, 6 in Piemonte e 12 in Calabria. &amp;lt;ref&amp;gt; [http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1994/01/15/in-manette-al-nord-capi-della.html Caterina Pasolini, In manette al nord i capi della ‘ndrangheta,”La Repubblica”, 15/01/1994]&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Il processo ==&lt;br /&gt;
Il 5 Dicembre 1994 si aprì il processo che si protrasse per quasi tre anni, fino al 20 Ottobre 1997.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== La sentenza di primo grado ===&lt;br /&gt;
Il 13 Novembre 1997 venne emessa la sentenza di primo grado, che portò alla condanna dei principali esponenti della locale di Malnate.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nello specifico,&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Giacomo Zagari venne condannato alla pena dell’ &#039;&#039;&#039;ergastolo&#039;&#039;&#039; aggravato dallo isolamento diurno per 6 mesi;&lt;br /&gt;
* Giovanni Agresta alla pena dell’&#039;&#039;&#039;ergastolo&#039;&#039;&#039; aggravato dallo isolamento diurno per 3 mesi;&lt;br /&gt;
* Nicodemo Agostino alla pena dell’&#039;&#039;&#039;ergastolo&#039;&#039;&#039;;&lt;br /&gt;
* Antonino Bellocco alla pena dell’&#039;&#039;&#039;ergastolo&#039;&#039;&#039;;&lt;br /&gt;
* Gregorio Bellocco alla pena dell’&#039;&#039;&#039;ergastolo&#039;&#039;&#039;;&lt;br /&gt;
* Vincenzo Bruzzese alla pena dell’&#039;&#039;&#039;ergastolo&#039;&#039;&#039;;&lt;br /&gt;
* Andrea Vella alla pena dell’&#039;&#039;&#039;ergastolo&#039;&#039;&#039;;&lt;br /&gt;
* Antonio Zagari a &#039;&#039;&#039;30 anni di carcere&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;20,9 milioni&#039;&#039;&#039; di multa, pena già ridotta grazie alla collaborazione decisiva per le indagini;&lt;br /&gt;
* Renato Emanuelli a &#039;&#039;&#039;30 anni&#039;&#039;&#039;;&lt;br /&gt;
* Santi Crisafulli a &#039;&#039;&#039;28 anni e 5 mesi&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;11,5 milioni&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Francesco Sergi a &#039;&#039;&#039;27 anni e 5 mesi&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;15,2 milioni&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Giuliano Fortis a &#039;&#039;&#039;25 anni e 5 mesi&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;2 milioni&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Giuseppe Vella a &#039;&#039;&#039;24 anni e 4 mesi&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;1 milione&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Gregorio Cacciola a &#039;&#039;&#039;24 anni&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;600 mila&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Francesco Patamia a &#039;&#039;&#039;21 anni&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;3 milioni&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Clelia Palmieri a &#039;&#039;&#039;20 anni&#039;&#039;&#039;;&lt;br /&gt;
* Francesco Loielo a &#039;&#039;&#039;19 anni e 11 mesi&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;22,5 milioni&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Rocco Trimboli a &#039;&#039;&#039;19 anni e 8 mesi&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;1,4 milioni&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Michele Aria a &#039;&#039;&#039;16 anni e 5 mesi&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;500 mila&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Giuseppe Arcidiacono a &#039;&#039;&#039;16 anni&#039;&#039;&#039;;&lt;br /&gt;
* Mario Losardo a &#039;&#039;&#039;11 anni e 10 mesi&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;36 milioni&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Luigi Angioi a &#039;&#039;&#039;11 anni e 3 mesi&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;28 milioni&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Francesco Pistis a &#039;&#039;&#039;11 anni e 3 mesi&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;28 milioni&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Sebastiano Allia cl.1931 a &#039;&#039;&#039;11 anni e 2 mesi&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;32,5 milioni&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Leonardo Fondini a &#039;&#039;&#039;11 anni&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;28 milioni&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Francesco Poddine a &#039;&#039;&#039;10 anni e 8 mesi&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;28 milioni&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Nunzio Marzullo a &#039;&#039;&#039;10 anni&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;28 milioni&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Enzo Todde a &#039;&#039;&#039;10 anni&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;28 milioni&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Eugenio Porcedda a &#039;&#039;&#039;10 anni&#039;&#039;&#039;;&lt;br /&gt;
* Domenico Quartuccio a &#039;&#039;&#039;9 anni e 10 mesi&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;16 milioni&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Sebastiano Allia cl.1960 a &#039;&#039;&#039;9 anni e 7 mesi&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;32 milioni&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Santo Salvatore Ferraro a &#039;&#039;&#039;9 anni e 7 mesi&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;21 milioni&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Giovanni Greco a &#039;&#039;&#039;9 anni&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;1 milione&#039;&#039;&#039; di multa, aumento di pena rispetto a quella già irrogatagli con la sentenza del 19-2-1985 del Tribunale di Varese;&lt;br /&gt;
* Pietro Versace a &#039;&#039;&#039;8 anni e 7 mesi&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;16 milioni&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Andrea Zagari a &#039;&#039;&#039;6 anni e 9 mesi&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;36 milioni&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Domenico Sanguinetti a &#039;&#039;&#039;6 anni e 8 mesi&#039;&#039;&#039;;&lt;br /&gt;
* Vincenzo Falvo a &#039;&#039;&#039;6 anni e 7 mesi&#039;&#039;&#039;;&lt;br /&gt;
* Leopoldo Furfaro a &#039;&#039;&#039;6 anni e 7 mesi&#039;&#039;&#039;;&lt;br /&gt;
* Giuseppe Gattini a &#039;&#039;&#039;6 anni e 5 mesi&#039;&#039;&#039;;&lt;br /&gt;
* Domenico Frascogna a &#039;&#039;&#039;6 anni e 2 mesi&#039;&#039;&#039;;&lt;br /&gt;
* Vincenzo Sergi a &#039;&#039;&#039;6 anni&#039;&#039;&#039;;&lt;br /&gt;
* Giuseppe Ribaga a &#039;&#039;&#039;5 anni e 10 mesi&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;2 milioni&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Giuseppe Lania a &#039;&#039;&#039;5 anni e 7 mesi&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;30 milioni&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Giovanni Ferraro a &#039;&#039;&#039;5 anni e 6 mesi&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;10 milioni&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Nunzio Lania &#039;&#039;&#039;5 anni&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;25 milioni&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Aniello Balzano a &#039;&#039;&#039;3 anni e 7 mesi&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;2 milioni&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Clementino Soldi a &#039;&#039;&#039;3 anni e 4 mesi&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;6,6 milioni&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Luciano Biemmi a &#039;&#039;&#039;2 anni&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;900 mila&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Giulio Verta a &#039;&#039;&#039;8 mesi&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;800 mila&#039;&#039;&#039; di multa, aumento di pena rispetto a quella già irrogatagli con la sentenza del 12-10-1985 della Corte di Assise di Milano; &amp;lt;ref&amp;gt;Tribunale di Varese, Corte di Assise, sentenza di primo grado nei confronti di Zagari Antonio + 125, pp. 2728-41&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Bibliografia ==&lt;br /&gt;
* Soprano Arturo (Presidente), Sentenza n. 2/97 contro “Zagari Antonio + 125” – Procedimento Penale n.7/95, Corte di Assise di Varese, 13 novembre 1997&lt;br /&gt;
* Archivio Storico de “La Repubblica”&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Note ==&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Albatros14</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://www.wikimafia.it/w/index.php?title=Operazione_Isola_Felice&amp;diff=6370</id>
		<title>Operazione Isola Felice</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://www.wikimafia.it/w/index.php?title=Operazione_Isola_Felice&amp;diff=6370"/>
		<updated>2018-03-10T14:40:16Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Albatros14: Aggiunta di tutta la voce&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{bozza}}&lt;br /&gt;
[[Categoria:Inchieste in Lombardia]] [[Categoria:Inchieste sulla &#039;ndrangheta]]&lt;br /&gt;
&amp;lt;center&amp;gt;&#039;&#039;La mia è una crisi di rigetto dopo aver fatto una grande abbuffata di pietanze criminali senza essere riuscito a digerirle tutte.&#039;&#039; &amp;lt;/center&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;center&amp;gt;(&#039;&#039;&#039;Antonio Zagari&#039;&#039;&#039;)&amp;lt;/center&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’operazione &#039;&#039;&#039;Isola Felice&#039;&#039;&#039; è un’inchiesta scaturita dalle dichiarazioni di [[Antonio Zagari]] che hanno portato all’arresto della maggior parte dei componenti della [[locale di Malnate]] della ‘ndrangheta, gestita appunto dalla famiglia Zagari.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il processo, conclusosi nel Novembre ‘97 nell’aula bunker di Varese, è stato coordinato dal Sostituto Procuratore dott. [[Agostino Abate]] e ha visto &#039;&#039;&#039;126 imputati&#039;&#039;&#039;. Le condanne ammontano a &#039;&#039;&#039;7 ergastoli&#039;&#039;&#039; e oltre &#039;&#039;&#039;520 anni&#039;&#039;&#039; di reclusione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Antefatti==&lt;br /&gt;
===L’organizzazione===&lt;br /&gt;
Grazie alle dichiarazione del collaboratore di giustizia Antonio Zagari è stato possibile ricostruire la storia e la gerarchia della locale di ‘ndragheta del Varesotto. &amp;lt;ref&amp;gt;Tribunale di Varese, Corte di Assise, sentenza di primo grado nei confronti di Zagari Antonio + 125, p. 168&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
L’organizzazione mafiosa fu costituita da [[Giacomo Zagari]] negli anni 1970-71; questo era fiancheggiato  nelle decisioni da &#039;&#039;&#039;Domenico Loiacono&#039;&#039;&#039;, detto “Il professore”, &#039;&#039;&#039;Giuseppe Calabrò&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;Santo Salvatore Ferraro&#039;&#039;&#039;. &amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, pp. 1639-1642&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
Giacomo Zagari, la moglie e il figlio Antonio si trasferirono dalla piana di Gioia Tauro a Galliate Lombardo nel 1954; si spostarono poco dopo a Buguggiate, dove vissero per 24 anni fino al 1979, anno in cui giunsero a Malnate, in via Zara 8. &amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, pp. 1645-46&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Giacomo Zagari fu il primo mafioso in assoluto a giungere nel Varesotto e quindi ha avuto, per quanto concerne i calabresi, ”l’esclusiva della gestione delle attività illecite” fino al 1990.&lt;br /&gt;
Così dichiarava al processo il figlio Antonio:  &#039;&#039;..mio padre ha trovato tutta la provincia di Varese vuota ; successivamente sono stati gli altri a rivolgersi a mio padre ed ad avere il permesso di formare altri locali..&#039;&#039; &amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 1652&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le prime attività illecite portate a termine dal gruppo furono il contrabbando di bergamotto. Dopo poco tempo iniziavano le rapine, gli omicidi e le estorsioni, la principale attività dell’organizzazione.&lt;br /&gt;
Solo successivamente il clan iniziò a dedicarsi ai sequestri di persona fino ad arrivare al 1980, anno in cui la “famiglia Zagari” si dedicò al traffico di stupefacenti, esercitandolo fino al 1990. &amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, pp. 1649-50&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Gli omicidi=== &lt;br /&gt;
Numerosi furono gli atti di estrema violenza commessi dalla locale di Malnate. Si contano ‘’’12 omicidi e 6 tentati omicidi’’’. La maggior parte di questi fu compiuta in Provincia di Varese tra gli anni 1979-82. Solamente le ultimi 3 uccisioni risalgono agli anni 1989-90.  &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le vittime consistettero tutte in individui appartenenti all’associazione o vicine ad essa. I moventi furono vari: dal mancato rispetto degli ordini al furto di denaro, dall’invasione del territorio di spaccio alla rivelazione di informazioni riguardanti l’organizzazione criminale alle autorità; tutte controversie nate all’interno dell’ambiente malavitoso. &lt;br /&gt;
Tra gli imputati di tali omicidi ricorrono i nomi di Zagari Giacomo &amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 241&amp;lt;/ref&amp;gt;, Zagari Antonio, Loiacono Domenico e Sergi Francesco. &amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 302&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel Varesotto questi atti vennero compiuti nei comuni di Varese, Gallarate, Arcisate, Venegono, Malnate, Gornate Olona e Binago. Molte salme furono rinvenute nei bauli delle automobili appartenenti alle vittime stesse. I criminali fecero fuoco anche nei centri abitati, ma la maggior parte degli omicidi venne commessa nelle ore notturne e in luoghi lontani dalle abitazioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===I sequestri di persona=== &lt;br /&gt;
==== Emanuele Riboli ====&lt;br /&gt;
La sera del 14 Ottobre 1974 il giovane Emanuele Riboli venne rapito in via Matteotti a Buguggiate (VA) mentre tornava a casa in bicicletta. Pochi giorni più tardi giunse una lettera scritta da Emanuele, il quale, confermando di essere ostaggio dei sequestratori, chiese un riscatto di 1 miliardo di lire affinché fosse liberato. &amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, pp. 992-993&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
Dopo mesi di trattative la famiglia Riboli riuscì a racimolare e consegnare ai sequestratori 200 milioni. Somma che si rivelò insufficiente al rilascio del giovane. Da quel momento infatti non si seppe più nulla del ragazzo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Antonio Zagari dichiarò di aver saputo che nel periodo di Pasqua 1975 Emanuele venne ucciso con del veleno, per volere del padre Giacomo. &lt;br /&gt;
Queste le parole di Giacomo Zagari: &#039;&#039;.. è giusto che sia morto il ragazzo perché una volta che lui è morto ...non soffre più; mentre uccidendogli il figlio lui (il padre di Riboli) per tutta la vita soffrirà e dirà: io sono un bastardo, sono un figlio di puttana, per quattro soldi ho fatto ammazzare mio figlio. Così lui, per tutta la vita, soffrirà per avere collaborato con i carabinieri e non aver pagato i soldi. E’ come se il figlio lo avesse ucciso lui..&#039;&#039; &amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 1025&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Cristina Mazzotti ====&lt;br /&gt;
La notte tra il 30 giugno ed il 1 luglio 1975 Cristina Mazzotti fu rapita a S. Eupilio di Como.&lt;br /&gt;
Dopo un mese i familiari consegnarono, in un boschetto nei pressi di Cairate (VA), un riscatto di 1 miliardo e 50 milioni di lire. &amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 1160&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
Avvenuto il pagamento, i rapitori non fecero sapere più nulla della donna. Solamente il 1° Settembre 1975 il corpo di Cristina venne ritrovato nella discarica di Gallinate (NO).&lt;br /&gt;
Si scoprì in seguito che la vittima era tenuta in ostaggio a Castelletto Ticino (VA). &amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 1146&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Già nel 1977 quattro malavitosi furono condannati all’ergastolo per questo omicidio. Dopo vent’anni dal processo la vicenda tornò sotto l’attenzione della Corte d’Assise di Varese perché Antonio Zagari delineò nella figura di Domenico Loiacono l’organizzatore principale del sequestro.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Tentato sequestro di Antonella Dellea ====&lt;br /&gt;
Il 16 Gennaio 1990  a Germignaga (VA) venne sventato il sequestro di Antonella Dellea grazie alle indagini del colonnello Gianpaolo Ganzer che si manteneva in contatto con una aggancio interno al clan&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 1185&amp;lt;/ref&amp;gt;. I Carabinieri si presentarono con anticipo nel posto delineato per il sequestro. Durante una sparatoria i quattro rapitori rimasero uccisi.&lt;br /&gt;
L’obbiettivo del sequestro fu sempre quello di ottenere un riscatto dalla famiglia della giovane, proprietaria di una ditta produttrice di cherosene e cemento. &amp;lt;ref&amp;gt; [http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1990/01/17/strage-per-un-sequestro-fallito.html Piero Colaprico, Strage per un sequestro fallito, “La Repubblica”, 17/01/1990]&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Le estorsioni === &lt;br /&gt;
==== Il periodo 1979-1983 ====&lt;br /&gt;
La particolarità delle estorsioni compiute dal gruppo fu che vennero prese di mira solo persone che poi avrebbero sicuramente chiesto aiuto agli stessi Zagari, interpellati per intervenire come mediatori e per fornire “protezione”. In questo modo si era certi che presto o tardi le vittime avrebbero consegnato somme di denaro. In caso contrario i malavitosi erano pronti a commettere atti intimidatori; esempio calzante sono le parole tratte da una telefonata di Paolo Masu al proprietario di una ditta: &#039;&#039;..pensaci senno’ morirai. Spareremo a te, alla tua famiglia, ti ammazzeremo i figli.... Ti faremo saltare la ditta..., ti bruciamo tutto..&#039;&#039;  &amp;lt;ref&amp;gt;Tribunale di Varese, Corte di Assise, sentenza di primo grado nei confronti di Zagari Antonio + 125, p. 1321&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La famiglia Zagari mise a segno &#039;&#039;&#039;una decina tra estorsioni e tentate estorsioni&#039;&#039;&#039; nel periodo che va da luglio ’79 al maggio ’83. Vennero colpite varie ditte, una gioielleria, un ristorante, una pasticceria, un negozio di alimentari e uno di vestiti, un deposito di carburanti ed un’officina.&lt;br /&gt;
La zona d’azione comprese i comuni di Gazzada Schianno, Varese, Inverigo, Castronno, Malnate e più volte Buguggiate. &amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 1319&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== L’incendio della pasticceria Tettamanzi a Malnate ====&lt;br /&gt;
La serie di soprusi culminò in un atto senza precedenti. &lt;br /&gt;
Gli Zagari decisero, in un caso particolare, di passare subito ai fatti piuttosto che iniziare con semplici intimidazioni verbali. Nella notte del 2 Dicembre ‘89 e per la seconda volta l’11 Agosto ’90 &#039;&#039;&#039;venne incendiato il bar-pasticceria&#039;&#039;&#039; di Maria Elisa Tettamanzi a Malnate, in via 25 Aprile. &amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 1477&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
Dalle indagini risultò che il movente fu il fatto che questa pasticceria stava per aprire in prossimità di un altro bar, il cui proprietario era amico degli Zagari.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il narcotraffico ===  &lt;br /&gt;
==== Il gruppo Zagari ====&lt;br /&gt;
Nel periodo che va dalla metà dell’81 alla fine dell’83 Giacomo Zagari, i suoi parenti e i collaboratori più stretti trafficarono molti chilogrammi di &#039;&#039;&#039;eroina&#039;&#039;&#039;. Il nucleo di spaccio fu casa Zagari a Malnate e gli stupefacenti vennero smistati nei pressi di Varese. Inizialmente il principale fornitore fu il gruppo Ferraro, in seguito la droga provenne dal gruppo Doria ed infine dal gruppo Quaranta. &amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, pp. 2503-10&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Il gruppo Ferraro ====&lt;br /&gt;
A capo  di questa organizzazione finalizzata allo spaccio di eroina era Santo Salvatore Ferraro, affiancato dal fratello Giovanni Ferraro e Pietro Versace&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 2589&amp;lt;/ref&amp;gt;; i primi furono esponenti dell’omonima potentissima famiglia ‘ndranghetista operante nel Novarese. Tra l’81 e l’83 i Ferraro gestirono il narcotraffico tra Arona, Varese ed altre zone della Lombardia. &amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, pp. 2567-70&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Il gruppo Allia - Russo - Quaranta ====   &lt;br /&gt;
Nel periodo 1980/83 si instaurò una duratura collaborazione tra Sebastiano Allia sr., Gioacchino Russo e Luigi Quaranta al fine di spacciare eroina. L’attività fu complementare a quella della famiglia Zagari, in questo modo i due gruppi coprirono tutto il territorio dell’alto Varesotto. La droga, in questo caso, venne comprata nel quartiere di Quarto Oggiaro, a Milano. &amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, pp. 2597-2603&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Le Rapine ===&lt;br /&gt;
Antonio Zagari riferì che le rapine non dovevano necessariamente essere riconducibili all’organizzazione criminale capeggiata da suo padre ma anzi, costituirono iniziative autonome di coloro che ne presero parte. I rapinatori non furono nemmeno tenuti a dover conferire i proventi al gruppo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si contano quasi &#039;&#039;&#039;20 rapine&#039;&#039;&#039; a danno di varie attività commerciali, banche e ditte del Varesotto nella decade 1979-1989. &amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, pp. 1496-97&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Gli arresti ===&lt;br /&gt;
Il 12 Gennaio 1994 vennero emessi 155 ordini di custodia cautelare. Due giorni dopo furono arrestate 87 persone: 62 in Lombardia, 6 in Piemonte e 12 in Calabria. &amp;lt;ref&amp;gt; [http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1994/01/15/in-manette-al-nord-capi-della.html Caterina Pasolini, In manette al nord i capi della ‘ndrangheta,”La Repubblica”, 15/01/1994]&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Il processo ==&lt;br /&gt;
Il 5 Dicembre 1994 si aprì il processo che si protrasse per quasi tre anni, fino al 20 Ottobre 1997.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== La sentenza di primo grado ===&lt;br /&gt;
Il 13 Novembre 1997 venne emessa la sentenza di primo grado, che portò alla condanna dei principali esponenti della locale di Malnate.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nello specifico,&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Giacomo Zagari venne condannato alla pena dell’ &#039;&#039;&#039;ergastolo&#039;&#039;&#039; aggravato dallo isolamento diurno per 6 mesi;&lt;br /&gt;
* Giovanni Agresta alla pena dell’&#039;&#039;&#039;ergastolo&#039;&#039;&#039; aggravato dallo isolamento diurno per 3 mesi;&lt;br /&gt;
* Nicodemo Agostino alla pena dell’&#039;&#039;&#039;ergastolo&#039;&#039;&#039;;&lt;br /&gt;
* Antonino Bellocco alla pena dell’&#039;&#039;&#039;ergastolo&#039;&#039;&#039;;&lt;br /&gt;
* Gregorio Bellocco alla pena dell’&#039;&#039;&#039;ergastolo&#039;&#039;&#039;;&lt;br /&gt;
* Vincenzo Bruzzese alla pena dell’&#039;&#039;&#039;ergastolo&#039;&#039;&#039;;&lt;br /&gt;
* Andrea Vella alla pena dell’&#039;&#039;&#039;ergastolo&#039;&#039;&#039;;&lt;br /&gt;
* Antonio Zagari a &#039;&#039;&#039;30 anni di carcere&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;20,9 milioni&#039;&#039;&#039; di multa, pena già ridotta grazie alla collaborazione decisiva per le indagini;&lt;br /&gt;
* Renato Emanuelli a &#039;&#039;&#039;30 anni&#039;&#039;&#039;;&lt;br /&gt;
* Santi Crisafulli a &#039;&#039;&#039;28 anni e 5 mesi&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;11,5 milioni&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Francesco Sergi a &#039;&#039;&#039;27 anni e 5 mesi&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;15,2 milioni&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Giuliano Fortis a &#039;&#039;&#039;25 anni e 5 mesi&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;2 milioni&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Giuseppe Vella a &#039;&#039;&#039;24 anni e 4 mesi&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;1 milione&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Gregorio Cacciola a &#039;&#039;&#039;24 anni&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;600 mila&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Francesco Patamia a &#039;&#039;&#039;21 anni&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;3 milioni&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Clelia Palmieri a &#039;&#039;&#039;20 anni&#039;&#039;&#039;;&lt;br /&gt;
* Francesco Loielo a &#039;&#039;&#039;19 anni e 11 mesi&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;22,5 milioni&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Rocco Trimboli a &#039;&#039;&#039;19 anni e 8 mesi&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;1,4 milioni&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Michele Aria a &#039;&#039;&#039;16 anni e 5 mesi&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;500 mila&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Giuseppe Arcidiacono a &#039;&#039;&#039;16 anni&#039;&#039;&#039;;&lt;br /&gt;
* Mario Losardo a &#039;&#039;&#039;11 anni e 10 mesi&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;36 milioni&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Luigi Angioi a &#039;&#039;&#039;11 anni e 3 mesi&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;28 milioni&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Francesco Pistis a &#039;&#039;&#039;11 anni e 3 mesi&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;28 milioni&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Sebastiano Allia cl.1931 a &#039;&#039;&#039;11 anni e 2 mesi&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;32,5 milioni&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Leonardo Fondini a &#039;&#039;&#039;11 anni&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;28 milioni&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Francesco Poddine a &#039;&#039;&#039;10 anni e 8 mesi&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;28 milioni&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Nunzio Marzullo a &#039;&#039;&#039;10 anni&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;28 milioni&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Enzo Todde a &#039;&#039;&#039;10 anni&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;28 milioni&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Eugenio Porcedda a &#039;&#039;&#039;10 anni&#039;&#039;&#039;;&lt;br /&gt;
* Domenico Quartuccio a &#039;&#039;&#039;9 anni e 10 mesi&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;16 milioni&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Sebastiano Allia cl.1960 a &#039;&#039;&#039;9 anni e 7 mesi&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;32 milioni&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Santo Salvatore Ferraro a &#039;&#039;&#039;9 anni e 7 mesi&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;21 milioni&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Giovanni Greco a &#039;&#039;&#039;9 anni&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;1 milione&#039;&#039;&#039; di multa, aumento di pena rispetto a quella già irrogatagli con la sentenza del 19-2-1985 del Tribunale di Varese;&lt;br /&gt;
* Pietro Versace a &#039;&#039;&#039;8 anni e 7 mesi&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;16 milioni&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Andrea Zagari a &#039;&#039;&#039;6 anni e 9 mesi&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;36 milioni&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Domenico Sanguinetti a &#039;&#039;&#039;6 anni e 8 mesi&#039;&#039;&#039;;&lt;br /&gt;
* Vincenzo Falvo a &#039;&#039;&#039;6 anni e 7 mesi&#039;&#039;&#039;;&lt;br /&gt;
* Leopoldo Furfaro a &#039;&#039;&#039;6 anni e 7 mesi&#039;&#039;&#039;;&lt;br /&gt;
* Giuseppe Gattini a &#039;&#039;&#039;6 anni e 5 mesi&#039;&#039;&#039;;&lt;br /&gt;
* Domenico Frascogna a &#039;&#039;&#039;6 anni e 2 mesi&#039;&#039;&#039;;&lt;br /&gt;
* Vincenzo Sergi a &#039;&#039;&#039;6 anni&#039;&#039;&#039;;&lt;br /&gt;
* Giuseppe Ribaga a &#039;&#039;&#039;5 anni e 10 mesi&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;2 milioni&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Giuseppe Lania a &#039;&#039;&#039;5 anni e 7 mesi&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;30 milioni&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Giovanni Ferraro a &#039;&#039;&#039;5 anni e 6 mesi&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;10 milioni&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Nunzio Lania &#039;&#039;&#039;5 anni&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;25 milioni&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Aniello Balzano a &#039;&#039;&#039;3 anni e 7 mesi&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;2 milioni&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Clementino Soldi a &#039;&#039;&#039;3 anni e 4 mesi&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;6,6 milioni&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Luciano Biemmi a &#039;&#039;&#039;2 anni&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;900 mila&#039;&#039;&#039; di multa;&lt;br /&gt;
* Giulio Verta a &#039;&#039;&#039;8 mesi&#039;&#039;&#039; e &#039;&#039;&#039;800 mila&#039;&#039;&#039; di multa, aumento di pena rispetto a quella già irrogatagli con la sentenza del 12-10-1985 della Corte di Assise di Milano; &amp;lt;ref&amp;gt;Tribunale di Varese, Corte di Assise, sentenza di primo grado nei confronti di Zagari Antonio + 125, pp. 2728-41&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Bibliografia ==&lt;br /&gt;
* Corte di Assise di Varese, Sentenza di Primo Grado nei confronti di Zagari Antonio +125, procedimento penale N. 7/95, Tribunale di Varese, 13/11/1997.&lt;br /&gt;
* Archivio Storico de “La Repubblica”&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Note ==&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Albatros14</name></author>
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